Caro Wolfy, quando uno vede solo chiodi capisce solo l'importanza del martello. Uguale è la tua situazione: se vedi anche la guerra come una variabile dipendente degli indici di bilancio non sai cosa sia la guerra. In guerra lo stato chiede il sangue...figurati il pane....ahimé i soldi li trovano....
👍11😁2💩2
Nell'opera "Cosa cerchiamo veramente" a proposito di teoria del desiderio dicevo che secondo René Girard (1923-2015) noi non sempre desideriamo una cosa "immediatamente" (attraverso una linea retta tra soggetto desiderante e oggetto desiderato) ma spesso "mediatamente", attraverso cioè la triangolazione con un mediatore (un modello o anche un rivale). È la teoria della triangolazione mimetica di René Girard, mia vecchia acquisizione. Di seguito una sintesi piuttosto articolata. Attenzione: è una teoria ardita, non sempre accettata in toto da tutti, ma che ha avuto il suo momento di irraggiamento e di consenso. Ci fu anche un momento in cui si sostenne che l'ipotesi girardiana trovasse una base fisica nei neuroni "specchio" appena scoperti, ma era una evidente bizzarria "scientifica". La espongo pertanto senza commenti.
René Girard - Menzogna romantica e verità romanzesca- Bompiani, Milano 2002
[Dall'archivio vecchio sito 2000-2021)
La teoria del "desiderio mimetico" di René Girard nella sua primissima formulazione
Nel 1961 René Girard pubblica «Mensonge romantique, vérité romanesque » in Italia pubblicato inizialmente col titolo "Struttura e personaggi del romanzo moderno" (copia in mio possesso beccata su una bancarella milanese) e poi con la traduzione più fedele "Menzogna romantica e verità romanzesca" presso Bompiani: rispettivamente nel 1965 e nel 2002 (ristampe successive).
Cosa sappiamo del desiderio umano? L'opinione dominante, tanto nelle scienze umane che nel senso comune, è che l'uomo fissi in modo completamente autonomo il suo desiderio su un oggetto. Quest'approccio spiegherebbe la nascita del desiderio col fatto che ogni oggetto possiede in sé un valore suscettibile di polarizzare il desiderio medesimo.
Guardando alla nostra esperienza quotidiana vediamo che il desiderio che ho per questa donna, questa ambizione di riuscire nel mio lavoro o questa nuova automobile che prevedo di comperare sembrerebbero procedere unicamente dalla mia libera scelta. Questa visione "lineare" del desiderio che collega con una linea retta il soggetto all’oggetto è a tutta prima di una semplicità evidente, ma ci costringe tuttavia ad un certo numero di contorsioni quando tentiamo di spiegare con lo stesso sistema esplicativo fenomeni strettamente legati al desiderio quali l’invidia o la gelosia.
Riflettendoci bene (ma lo riconosciamo abbastanza di rado): noi desideriamo meno l'oggetto di quanto invidiamo la persona che possiede quell'oggetto; quest'ultimo non avendo quindi che un'importanza molto relativa. E, in alcuni casi, traiamo soddisfazione più che dal possesso dell'oggetto stesso dal fatto che l'altro non riesca a possederlo. Del resto la pubblicità, quest'inno al possesso di oggetti, offre alla nostra coscienza desiderante non già un prodotto nella sua, per così dire, cosalità, ma delle persone, degli "altri", che desiderano questo prodotto e che sembrano bearsi del suo possesso.
Analizzando le grandi opere romanzesche (Cervantes, Stendhal, Proust et Dostoevskij), René Girard individua un meccanismo del desiderio umano inedito. Quest'ultimo non si fisserebbe in maniera autonoma secondo una via lineare: soggetto - oggetto, ma — per imitazione del desiderio di un altro — secondo uno schema triangolare: soggetto - modello - oggetto. È la nascita del concetto di desiderio "mimetico".
Don Chisciotte desidera chiaramente dedicare la propria vita all'imitazione di Amadigi di Gaula, così come il Cavaliere della Triste Figura immagina possa essere. Il Sig. de Rênal desidera prendere Julien Sorel come precettore soltanto perché è convinto che sia ciò che ha intenzione di fare il suo rivale Valenod, l’altro personaggio in vista di Verrières. (Il cristiano stesso impronta la propria esistenza secondo l’imitazione di Cristo, come un celebre trattato suggerisce).
René Girard - Menzogna romantica e verità romanzesca- Bompiani, Milano 2002
[Dall'archivio vecchio sito 2000-2021)
La teoria del "desiderio mimetico" di René Girard nella sua primissima formulazione
Nel 1961 René Girard pubblica «Mensonge romantique, vérité romanesque » in Italia pubblicato inizialmente col titolo "Struttura e personaggi del romanzo moderno" (copia in mio possesso beccata su una bancarella milanese) e poi con la traduzione più fedele "Menzogna romantica e verità romanzesca" presso Bompiani: rispettivamente nel 1965 e nel 2002 (ristampe successive).
Cosa sappiamo del desiderio umano? L'opinione dominante, tanto nelle scienze umane che nel senso comune, è che l'uomo fissi in modo completamente autonomo il suo desiderio su un oggetto. Quest'approccio spiegherebbe la nascita del desiderio col fatto che ogni oggetto possiede in sé un valore suscettibile di polarizzare il desiderio medesimo.
Guardando alla nostra esperienza quotidiana vediamo che il desiderio che ho per questa donna, questa ambizione di riuscire nel mio lavoro o questa nuova automobile che prevedo di comperare sembrerebbero procedere unicamente dalla mia libera scelta. Questa visione "lineare" del desiderio che collega con una linea retta il soggetto all’oggetto è a tutta prima di una semplicità evidente, ma ci costringe tuttavia ad un certo numero di contorsioni quando tentiamo di spiegare con lo stesso sistema esplicativo fenomeni strettamente legati al desiderio quali l’invidia o la gelosia.
Riflettendoci bene (ma lo riconosciamo abbastanza di rado): noi desideriamo meno l'oggetto di quanto invidiamo la persona che possiede quell'oggetto; quest'ultimo non avendo quindi che un'importanza molto relativa. E, in alcuni casi, traiamo soddisfazione più che dal possesso dell'oggetto stesso dal fatto che l'altro non riesca a possederlo. Del resto la pubblicità, quest'inno al possesso di oggetti, offre alla nostra coscienza desiderante non già un prodotto nella sua, per così dire, cosalità, ma delle persone, degli "altri", che desiderano questo prodotto e che sembrano bearsi del suo possesso.
Analizzando le grandi opere romanzesche (Cervantes, Stendhal, Proust et Dostoevskij), René Girard individua un meccanismo del desiderio umano inedito. Quest'ultimo non si fisserebbe in maniera autonoma secondo una via lineare: soggetto - oggetto, ma — per imitazione del desiderio di un altro — secondo uno schema triangolare: soggetto - modello - oggetto. È la nascita del concetto di desiderio "mimetico".
Don Chisciotte desidera chiaramente dedicare la propria vita all'imitazione di Amadigi di Gaula, così come il Cavaliere della Triste Figura immagina possa essere. Il Sig. de Rênal desidera prendere Julien Sorel come precettore soltanto perché è convinto che sia ciò che ha intenzione di fare il suo rivale Valenod, l’altro personaggio in vista di Verrières. (Il cristiano stesso impronta la propria esistenza secondo l’imitazione di Cristo, come un celebre trattato suggerisce).
❤2👍1
L'ipotesi girardiana si basa dunque sull'esistenza di un terzo elemento, mediatore del desiderio, che è l’Altro. È perché l’Altro — che ho preso come modello — che desidera un oggetto (concepito come una cosa che l’Altro possiede e che a me manca) che mi metto a desiderarlo anch’io, e d’altra parte l'oggetto acquista valore soltanto perché è desiderato da un Altro. Si potrebbe pensare che l'introduzione di questo terzo "vertice" nell'equazione del desiderio sia una complessità supplementare puramente teorica ed arbitraria da parte di René Girard. Tanto più che la presenza di quest'Altro comporta una rimessa in discussione totale di quest'individualismo al centro della modernità che mostra l'uomo come un'entità libera ed autonoma e che trova la sua espressione letteraria nel tipo dell'eroe romantico. (Da qui la contrapposizione tra la verità romanzesca e la menzogna romantica adombrata nel titolo originale francese).
Il soggetto desidera, ma non sa cosa. Nella sua fluttuazione d’animo, incrocerà un essere fornito di qualcosa che gli manca e che sembra dare a quest'ultimo una pienezza che egli non ha. Questa pienezza evidente, così vicina e così lontana, è ciò che propriamente lo affascina. Il desiderio non saziato del soggetto sembra porre sempre la stessa domanda al modello: «Cos’ hai tu più di me?» (per sembrare così felice, per avere una donna così graziosa, per essere preferito dalla direzione?, ecc.).
Fissare la propria ammirazione su un "modello", è già riconoscergli o concedergli un prestigio che non si possiede, ciò che equivale a constatare la propria insufficienza di essere umano. Non è ovviamente una posizione delle più comode ma l'uomo che prova ammirazione e che attraverso essa invidia l'Altro, è innanzitutto qualcuno che si disprezza profondamente.
Il desiderio che ha il soggetto per l'oggetto non è nient’altro che il desiderio che egli ha del prestigio — da egli stesso assegnato — a colui che possiede l'oggetto (o che si pone a desiderare contemporaneamente a lui l'oggetto). Così si istituisce la mediazione del modello ed una prima "trasfigurazione" dell'oggetto. Ad esempio, un'automobile è qualcosa di più di questa carcassa d'acciaio che permette di trasferirsi da un posto ad un altro, altrimenti qualsiasi modello d’auto servirebbe allo scopo; e invece è l’oggetto su cui proietto la mia carica libidinale, che mi permette non solo di "avere" ma anche di "essere"... uno sciupafemmine, un dirigente, un capo banda ecc.. Ma anche il vestito per una donna ha questa funzione. Non è solo il piacere di possedere un capo di vestiario, è soprattutto quello di interpretare un ruolo che stimola la donna all’acquisto. Non cosa "vuole avere", dunque, ma cosa "vuole essere". Una donna cerbiatto? Una pantera, una vamp? Una trasgressiva o una conformista? È così che spesso la donna (o l’uomo) non si "veste", ma si "traveste"....L’ oggetto posseduto fornisce dunque gli elementi di una identificazione sociale.
Come nota René Girard, il soggetto svalorizzerà sempre quest'anteriorità del modello, poiché ciò lo scoprirebbe e ne rivelerebbe la propria insufficienza, la propria inferiorità: il fatto che il proprio desiderio non è spontaneo, ma frutto d’ imitazione. In questo gioco del desiderio il modello, a sua volta, non è risparmiato, più del soggetto. Anch’egli cerca di fissare il proprio desiderio ed attende che gli si indichi qualcosa di desiderabile. È proprio ciò che già fa il soggetto del nostro triangolo il quale, da questo punto di vista, è anch’egli un Altro. Sappiamo anche che non è l’oggetto nella sua cosalità che vedrà ora il modello, ma un oggetto trasfigurato dal desiderio del soggetto, che gli dà un "valore" completamente inatteso.
Il soggetto desidera, ma non sa cosa. Nella sua fluttuazione d’animo, incrocerà un essere fornito di qualcosa che gli manca e che sembra dare a quest'ultimo una pienezza che egli non ha. Questa pienezza evidente, così vicina e così lontana, è ciò che propriamente lo affascina. Il desiderio non saziato del soggetto sembra porre sempre la stessa domanda al modello: «Cos’ hai tu più di me?» (per sembrare così felice, per avere una donna così graziosa, per essere preferito dalla direzione?, ecc.).
Fissare la propria ammirazione su un "modello", è già riconoscergli o concedergli un prestigio che non si possiede, ciò che equivale a constatare la propria insufficienza di essere umano. Non è ovviamente una posizione delle più comode ma l'uomo che prova ammirazione e che attraverso essa invidia l'Altro, è innanzitutto qualcuno che si disprezza profondamente.
Il desiderio che ha il soggetto per l'oggetto non è nient’altro che il desiderio che egli ha del prestigio — da egli stesso assegnato — a colui che possiede l'oggetto (o che si pone a desiderare contemporaneamente a lui l'oggetto). Così si istituisce la mediazione del modello ed una prima "trasfigurazione" dell'oggetto. Ad esempio, un'automobile è qualcosa di più di questa carcassa d'acciaio che permette di trasferirsi da un posto ad un altro, altrimenti qualsiasi modello d’auto servirebbe allo scopo; e invece è l’oggetto su cui proietto la mia carica libidinale, che mi permette non solo di "avere" ma anche di "essere"... uno sciupafemmine, un dirigente, un capo banda ecc.. Ma anche il vestito per una donna ha questa funzione. Non è solo il piacere di possedere un capo di vestiario, è soprattutto quello di interpretare un ruolo che stimola la donna all’acquisto. Non cosa "vuole avere", dunque, ma cosa "vuole essere". Una donna cerbiatto? Una pantera, una vamp? Una trasgressiva o una conformista? È così che spesso la donna (o l’uomo) non si "veste", ma si "traveste"....L’ oggetto posseduto fornisce dunque gli elementi di una identificazione sociale.
Come nota René Girard, il soggetto svalorizzerà sempre quest'anteriorità del modello, poiché ciò lo scoprirebbe e ne rivelerebbe la propria insufficienza, la propria inferiorità: il fatto che il proprio desiderio non è spontaneo, ma frutto d’ imitazione. In questo gioco del desiderio il modello, a sua volta, non è risparmiato, più del soggetto. Anch’egli cerca di fissare il proprio desiderio ed attende che gli si indichi qualcosa di desiderabile. È proprio ciò che già fa il soggetto del nostro triangolo il quale, da questo punto di vista, è anch’egli un Altro. Sappiamo anche che non è l’oggetto nella sua cosalità che vedrà ora il modello, ma un oggetto trasfigurato dal desiderio del soggetto, che gli dà un "valore" completamente inatteso.
❤3👍2
Il modello dunque non ha un ruolo passivo in questo triangolo. Non si accontenta di attendere una volizione del soggetto, fa al contrario tutto per farla nascere. Un oggetto da nessuno bramato non avrebbe alcun interesse, nessun valore capace di fissare il desiderio, pertanto il modello come qualsiasi soggetto desiderante tende a magnificare il proprio oggetto e ad esibire il proprio vantaggio — che diventa tale solo se dall’Altro è riconosciuto come tale. In altri termini il desiderio del modello ha bisogno di sentire altri desideri competitivi al proprio per trovare saldezza e pienezza del possesso. Tende dunque sempre a suscitare lui stesso la concorrenza, cioè a causare l’emergere di un rivale che egli tenderà a soppiantare.
L'innamorata che elogia le qualità del proprio partner presso le amiche cerca più di affermare vanita o orgoglio e la superiorità della propria felicità che a confermare il proprio desiderio. La risposta che intende suscitare è che le sue amiche, invidiose di questa felicità, si mettano a desiderare il suo partner e rifiutino ogni pretendente. Questo non farebbe che confermare l'innamorata nella sua vacillante certezza di aver scelto bene. La circolarità infernale del desiderio mimetico è ora in atto. Nessun acuirsi del desiderio per l'oggetto da parte del modello sfuggirà al soggetto, che vi vedrà la conferma della sua importanza e che intensificherà gli sforzi per possederlo. Ciascuno dunque, soggetto o modello, ha contribuito all'emergere dell'Altro come rivale. Il desiderio non si ferma mai alla sola constatazione delle differenze: vuole diventare l’affascinate Altro, e dunque eliminare tutto ciò che lo distingue dal suo modello, perché tutto in quest'ultimo gli dice: «Fai come me».
«Il desiderio secondo l’Altro è sempre il desiderio di ESSERE un altro. C'è un solo desiderio metafisico ma i desideri particolari che concretizzano questo desiderio primordiale variano all’infinito. »
È proprio ciò che fa don Chisciotte con Amadigi di Gaula: per diventare un cavaliere perfetto, basta imitare gli atti di un cavaliere perfetto. Ed è anche il comportamento che assumono i bambini nel processo di crescita e socializzazione, come nella proprietà del linguaggio. Imitando gli adulti, genitori o insegnanti, con una precisione terribile, fanno come i grandi, meglio, DIVENTANO grandi.
Nei casi citati, non c'è reale contrapposizione tra le azioni e le intenzioni del soggetto e del modello; René Girard parlerà allora di mediazione esterna (desiderare di essere qualcun altro, nel processo di identificazione, senza innescare meccanismi di rivalità, anche perché il modello è distante o astratto). Don Chisciotte può bene imitare puntualmente ciò che pensa essere il comportamento del proprio eroe, ma ciò che separa l’uno dall'altro resta invariato nonostante gli exploits del cavaliere. Il modello Amadigi non designa nulla di particolare ed i fallimenti di don Chisciotte non comportano alcuna conseguenza poiché può facilmente passare ad altra cosa. Parimenti i bambini imitano da vicino i loro insegnanti, vengono anche incoraggiati a farlo, ma all'interno di un quadro pedagogico che mantiene una certa distanza tra soggetto e modello, e che ne proibisce la confusione. Se molte ragazze vogliono diventare maestre di scuola, è più tardi che ciò accadrà, e tutto si scioglie in questo "più tardi".
La distanza "soggetto - modello" che caratterizza la "mediazione esterna" non è una semplice questione di distanza fisica o temporale, ma attiene anche alla natura delle differenze che separano, all'origine, l’uno dall'altro.
«Benché la distanza geografica possa costituire un fattore, la distanza tra il mediatore e il soggetto è inizialmente spirituale. Don Chisciotte e Sancho sono sempre fisicamente vicini ma la distanza sociale ed intellettuale che li separa resta insormontabile.»
L'innamorata che elogia le qualità del proprio partner presso le amiche cerca più di affermare vanita o orgoglio e la superiorità della propria felicità che a confermare il proprio desiderio. La risposta che intende suscitare è che le sue amiche, invidiose di questa felicità, si mettano a desiderare il suo partner e rifiutino ogni pretendente. Questo non farebbe che confermare l'innamorata nella sua vacillante certezza di aver scelto bene. La circolarità infernale del desiderio mimetico è ora in atto. Nessun acuirsi del desiderio per l'oggetto da parte del modello sfuggirà al soggetto, che vi vedrà la conferma della sua importanza e che intensificherà gli sforzi per possederlo. Ciascuno dunque, soggetto o modello, ha contribuito all'emergere dell'Altro come rivale. Il desiderio non si ferma mai alla sola constatazione delle differenze: vuole diventare l’affascinate Altro, e dunque eliminare tutto ciò che lo distingue dal suo modello, perché tutto in quest'ultimo gli dice: «Fai come me».
«Il desiderio secondo l’Altro è sempre il desiderio di ESSERE un altro. C'è un solo desiderio metafisico ma i desideri particolari che concretizzano questo desiderio primordiale variano all’infinito. »
È proprio ciò che fa don Chisciotte con Amadigi di Gaula: per diventare un cavaliere perfetto, basta imitare gli atti di un cavaliere perfetto. Ed è anche il comportamento che assumono i bambini nel processo di crescita e socializzazione, come nella proprietà del linguaggio. Imitando gli adulti, genitori o insegnanti, con una precisione terribile, fanno come i grandi, meglio, DIVENTANO grandi.
Nei casi citati, non c'è reale contrapposizione tra le azioni e le intenzioni del soggetto e del modello; René Girard parlerà allora di mediazione esterna (desiderare di essere qualcun altro, nel processo di identificazione, senza innescare meccanismi di rivalità, anche perché il modello è distante o astratto). Don Chisciotte può bene imitare puntualmente ciò che pensa essere il comportamento del proprio eroe, ma ciò che separa l’uno dall'altro resta invariato nonostante gli exploits del cavaliere. Il modello Amadigi non designa nulla di particolare ed i fallimenti di don Chisciotte non comportano alcuna conseguenza poiché può facilmente passare ad altra cosa. Parimenti i bambini imitano da vicino i loro insegnanti, vengono anche incoraggiati a farlo, ma all'interno di un quadro pedagogico che mantiene una certa distanza tra soggetto e modello, e che ne proibisce la confusione. Se molte ragazze vogliono diventare maestre di scuola, è più tardi che ciò accadrà, e tutto si scioglie in questo "più tardi".
La distanza "soggetto - modello" che caratterizza la "mediazione esterna" non è una semplice questione di distanza fisica o temporale, ma attiene anche alla natura delle differenze che separano, all'origine, l’uno dall'altro.
«Benché la distanza geografica possa costituire un fattore, la distanza tra il mediatore e il soggetto è inizialmente spirituale. Don Chisciotte e Sancho sono sempre fisicamente vicini ma la distanza sociale ed intellettuale che li separa resta insormontabile.»
❤4👍1
Tuttavia, salvo ad evolvere nel vuoto — che è una delle illusioni romantiche —, il desiderio inevitabilmente entrerà in contatto con altri desideri. Lo farà tanto più facilmente e rapidamente di quanto questi sono vicini, cioè si interessano agli stessi oggetti. Così, nulla separa il Sig. di Rênal da Valenod: infatti si affrontano tutti e due per predominare la vita sociale di Verrières e stanno dunque molto attenti a ciò che fa l'altro: Julien Sorel non è il precettore qualsiasi ma è quello che permetterà al suo datore di lavoro di ottenere un vantaggio in questa lotta di prestigio.
Questa prossimità dei desideri e la rivalità che comporta, caratterizzerà ciò che Girard chiamerà inizialmente la "mediazione interna" e che diventerà successivamente il desiderio mimetico tout court. Il maestro che incoraggia il suo allievo ad acquisire la sua conoscenza, il capitalismo occidentale che osservava con benevolenza (anche con accondiscendenza ) gli sforzi compiuti dall'economia giapponese per copiare i suoi prodotti, stanno nella stessa situazione della nostra innamorata vista precedentemente. La venerazione che porta loro il soggetto serve inizialmente a confermare questa differenza, questa superiorità.
L'adorazione del soggetto si nutre di quest'orgoglio che rende il suo modello così desiderabile: l'allievo intende almeno uguagliare il maestro, l'economia giapponese fare come l'economia occidentale. Più il soggetto imita il modello e meno ciò che li separa diventa percettibile, la (le) differenza (e) essendo propriamente assorbita (e) dal primo.
Quando l'allievo dispone delle stesse conoscenze del maestro, non c'è certamente più né maestro né allievo ma due persone che possiedono la stessa conoscenza: la gerarchia iniziale che permetteva di situare uno e l'altro nel mondo, uno rispetto all'altro nella loro relazione, è abolita. Il modello avverte il pericolo che può presentare per lui questa confusione, questa indifferenziazione che diventerebbe la peggiore delle situazioni. Tanto più che esiste sempre il rischio che l'allievo superi il maestro e che l'originale sia presto considerato la copia. Ma più i rivali mimetici sono vicini e tentano di differenziarsi tanto più finiscono per somigliarsi.
Sono visibili in questa argomentazione gli echi della “dialettica servo-padrone” e della nozione di “coscienza infelice” elaborati da Hegel nella "Fenomenologia dello Spirito" e da Girard apertamente richiamati.
Questa prossimità dei desideri e la rivalità che comporta, caratterizzerà ciò che Girard chiamerà inizialmente la "mediazione interna" e che diventerà successivamente il desiderio mimetico tout court. Il maestro che incoraggia il suo allievo ad acquisire la sua conoscenza, il capitalismo occidentale che osservava con benevolenza (anche con accondiscendenza ) gli sforzi compiuti dall'economia giapponese per copiare i suoi prodotti, stanno nella stessa situazione della nostra innamorata vista precedentemente. La venerazione che porta loro il soggetto serve inizialmente a confermare questa differenza, questa superiorità.
L'adorazione del soggetto si nutre di quest'orgoglio che rende il suo modello così desiderabile: l'allievo intende almeno uguagliare il maestro, l'economia giapponese fare come l'economia occidentale. Più il soggetto imita il modello e meno ciò che li separa diventa percettibile, la (le) differenza (e) essendo propriamente assorbita (e) dal primo.
Quando l'allievo dispone delle stesse conoscenze del maestro, non c'è certamente più né maestro né allievo ma due persone che possiedono la stessa conoscenza: la gerarchia iniziale che permetteva di situare uno e l'altro nel mondo, uno rispetto all'altro nella loro relazione, è abolita. Il modello avverte il pericolo che può presentare per lui questa confusione, questa indifferenziazione che diventerebbe la peggiore delle situazioni. Tanto più che esiste sempre il rischio che l'allievo superi il maestro e che l'originale sia presto considerato la copia. Ma più i rivali mimetici sono vicini e tentano di differenziarsi tanto più finiscono per somigliarsi.
Sono visibili in questa argomentazione gli echi della “dialettica servo-padrone” e della nozione di “coscienza infelice” elaborati da Hegel nella "Fenomenologia dello Spirito" e da Girard apertamente richiamati.
👍2
La questione della perdita delle differenze è centrale nell'ipotesi girardiana. Tutti gli aspetti delle culture umane sono fondati sulla creazione permanente di differenze che permettono di trovare il proprio posto a ciascuno e ad ogni cosa. La nostra necessità di comprensione e d'organizzazione del mondo si realizza grazie a questa creazione permanente di differenze, nei quali vediamo la l’incomparabile ricchezza/diversità dell'umanità.
Infatti, viviamo e pensiamo in un sistema principalmente “differenzialista”. Un certo pensiero positivo ha del resto spiegato il fatto che il senso poteva nascere soltanto in una situazione di squilibrio tra due termini e ciò ci spinge sempre a ricercare il punto discriminante per comprendere.
Dinanzi all'identico, proviamo immediatamente la necessità di distinguere. Infatti il nostro atteggiamento di fronte ai gemelli di solito, è quello di trovare almeno una specificità all'uno o l'altro, che ci consenta di sapere chi è chi.
Il desiderio mimetico conduce ad abolire queste differenze, dunque a rendere confusi tutti i riferimenti preesistenti. Se nulla di ciò che mi distingueva dal mio vicino non esiste più, chi sono io effettivamente?
Il modello dispone di un mezzo radicale per mantenere la distanza col soggetto: quello di proibire al soggetto desiderante il possesso dell'oggetto. Al messaggio: «Fai come me» che irradiava dal modello se ne aggiunge uno completamente opposto: «Non fare come me».
In un sol colpo, il modello si trasforma in ostacolo e riunisce in sé stesso due termini contraddittori: è allo stesso tempo colui che è adorato (poiché mostra al soggetto ciò che è desiderabile) e colui che è odiato (poiché, da rivale, gliene proibisce il possesso).
«Il soggetto prova dunque per il suo modello un sentimento lacerante formato dall'unione di due opposti che sono la venerazione la più sottomessa ed il rancore più intenso. È il sentimento che chiamiamo odio. Solo l’essere che ci impedisce di soddisfare un desiderio, che lui stesso ci ha suggerito, è realmente oggetto di odio. Quello che odia si odia inizialmente lui stesso a causa dell'ammirazione segreta che cela il suo odio. Per nascondere agli altri, e nascondere a sé stesso, quest'ammirazione infinita, non vuole vedere altro che un ostacolo nel suo mediatore. Il ruolo secondario di questo mediatore passa dunque in primo piano e dissimula il ruolo primordiale del modello religiosamente imitato (Si veda a tal proposito la teoria del desiderio mimetico applicata dallo stesso Girard allo scontro culturale che vede ai giorni nostri contrapposti Islam e Occidente).
Il portato teorico, d’importanza capitale, della teoria del desiderio mimetico di René Girard è di avere estratto dai romanzi la verità di questa circolarità: «è perché è un modello che l’Altro è un rivale, ma è anche perché è un rivale che è un modello.»
Infatti, viviamo e pensiamo in un sistema principalmente “differenzialista”. Un certo pensiero positivo ha del resto spiegato il fatto che il senso poteva nascere soltanto in una situazione di squilibrio tra due termini e ciò ci spinge sempre a ricercare il punto discriminante per comprendere.
Dinanzi all'identico, proviamo immediatamente la necessità di distinguere. Infatti il nostro atteggiamento di fronte ai gemelli di solito, è quello di trovare almeno una specificità all'uno o l'altro, che ci consenta di sapere chi è chi.
Il desiderio mimetico conduce ad abolire queste differenze, dunque a rendere confusi tutti i riferimenti preesistenti. Se nulla di ciò che mi distingueva dal mio vicino non esiste più, chi sono io effettivamente?
Il modello dispone di un mezzo radicale per mantenere la distanza col soggetto: quello di proibire al soggetto desiderante il possesso dell'oggetto. Al messaggio: «Fai come me» che irradiava dal modello se ne aggiunge uno completamente opposto: «Non fare come me».
In un sol colpo, il modello si trasforma in ostacolo e riunisce in sé stesso due termini contraddittori: è allo stesso tempo colui che è adorato (poiché mostra al soggetto ciò che è desiderabile) e colui che è odiato (poiché, da rivale, gliene proibisce il possesso).
«Il soggetto prova dunque per il suo modello un sentimento lacerante formato dall'unione di due opposti che sono la venerazione la più sottomessa ed il rancore più intenso. È il sentimento che chiamiamo odio. Solo l’essere che ci impedisce di soddisfare un desiderio, che lui stesso ci ha suggerito, è realmente oggetto di odio. Quello che odia si odia inizialmente lui stesso a causa dell'ammirazione segreta che cela il suo odio. Per nascondere agli altri, e nascondere a sé stesso, quest'ammirazione infinita, non vuole vedere altro che un ostacolo nel suo mediatore. Il ruolo secondario di questo mediatore passa dunque in primo piano e dissimula il ruolo primordiale del modello religiosamente imitato (Si veda a tal proposito la teoria del desiderio mimetico applicata dallo stesso Girard allo scontro culturale che vede ai giorni nostri contrapposti Islam e Occidente).
Il portato teorico, d’importanza capitale, della teoria del desiderio mimetico di René Girard è di avere estratto dai romanzi la verità di questa circolarità: «è perché è un modello che l’Altro è un rivale, ma è anche perché è un rivale che è un modello.»
❤7👍5
⚡️🇺🇸🇮🇷Bloomberg: I funzionari del Golfo e europei ritengono che un accordo globale tra gli Stati Uniti e l'Iran potrebbe richiedere sei mesi per essere finalizzato.
C'è una crescente pressione per estendere l'attuale cessate il fuoco per consentire tempo ai negoziati di progredire e evitare un ritorno al conflitto.
I leader regionali stanno anche sollecitando la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz per stabilizzare i flussi energetici globali, avvertendo che interruzioni prolungate potrebbero innescare ulteriori picchi dei prezzi del petrolio e persino contribuire a una crisi alimentare globale se la situazione dovesse continuare.
C'è una crescente pressione per estendere l'attuale cessate il fuoco per consentire tempo ai negoziati di progredire e evitare un ritorno al conflitto.
I leader regionali stanno anche sollecitando la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz per stabilizzare i flussi energetici globali, avvertendo che interruzioni prolungate potrebbero innescare ulteriori picchi dei prezzi del petrolio e persino contribuire a una crisi alimentare globale se la situazione dovesse continuare.
Bloomberg.com
US-Iran Deal Will Take Months, Gulf and Europe Officials Say
Some Gulf Arab and European leaders believe that a US-Iran peace deal will take about six months to be agreed and that the warring sides should extend their ceasefire to cover that timeframe, according to officials from the regions familiar with the matter.
👍6🔥3
⚡️🇸🇾 Tre membri dell'esercito siriano sono stati uccisi e altri feriti, oltre a danni materiali, dall'esplosione di residui bellici nella città di Qarfa. Questi residui erano stati precedentemente smantellati da varie località del Governatorato di Daraa.
❤3👍2😁2🔥1
⚡️🇮🇱🇱🇧🇱🇧🇺🇸 Kan: Il cessate il fuoco tra Israele e Libano entrerà in vigore a mezzanotte. Trump ha fatto pressioni su Netanyahu per una tregua immediata; in cambio, Netanyahu ha insistito affinché le forze di terra israeliane rimangano nella nuova zona di sicurezza nel sud del Libano.
Si prevede che durerà più di dieci giorni.
Per la prima volta, Israele fornirà aiuti umanitari a tre villaggi cristiani nel sud del Libano – Rmeish, Dibl e Ain Ibl vicino a Bint Jbeil.
I camion della Samaritan’s Purse evangelica sono stati controllati dalla sicurezza israeliana e saranno consegnati sotto la protezione delle IDF. In precedenza, Israele aveva permesso ai villaggi drusi e cristiani di rimanere dopo che si erano impegnati a non permettere attività di Hezbollah.
Si prevede che durerà più di dieci giorni.
Per la prima volta, Israele fornirà aiuti umanitari a tre villaggi cristiani nel sud del Libano – Rmeish, Dibl e Ain Ibl vicino a Bint Jbeil.
I camion della Samaritan’s Purse evangelica sono stati controllati dalla sicurezza israeliana e saranno consegnati sotto la protezione delle IDF. In precedenza, Israele aveva permesso ai villaggi drusi e cristiani di rimanere dopo che si erano impegnati a non permettere attività di Hezbollah.
👎12😁3🔥2
⚡️🇱🇧🇱🇧🇮🇱🇮🇷 Il deputato di Hezbollah Ibrahim al-Moussawi ha definito il cessate il fuoco un successo per il Libano, citando la "leggendaria fermezza" del gruppo e gli "sforzi supremi" dell'Iran.
Il capo del blocco Ali Fayyad ha avvertito che continui attacchi israeliani o uccisioni mirate nel sud del Libano sarebbero gravi violazioni, e che qualsiasi presenza dell'IDF sul suolo libanese è un'aggressione che dà diritto a resistere.
Ha chiesto il ritiro completo, la fine degli attacchi e il ritorno dei residenti sfollati, e ha avvertito che i colloqui diretti con Israele potrebbero portare a una "collisione interna".
Il portavoce parlamentare libanese Nabih Berri ha esortato i residenti sfollati a non tornare frettolosamente fino a quando lo status del cessate il fuoco non sarà chiaro.
Il capo del blocco Ali Fayyad ha avvertito che continui attacchi israeliani o uccisioni mirate nel sud del Libano sarebbero gravi violazioni, e che qualsiasi presenza dell'IDF sul suolo libanese è un'aggressione che dà diritto a resistere.
Ha chiesto il ritiro completo, la fine degli attacchi e il ritorno dei residenti sfollati, e ha avvertito che i colloqui diretti con Israele potrebbero portare a una "collisione interna".
Il portavoce parlamentare libanese Nabih Berri ha esortato i residenti sfollati a non tornare frettolosamente fino a quando lo status del cessate il fuoco non sarà chiaro.
❤13👎2🔥2👍1😢1
⚡️🇱🇧🇺🇸🇮🇱 i24NEWS: Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato ai funzionari statunitensi, incluso il Segretario di Stato Marco Rubio, che una telefonata tra i leader è significativa solo quando ci sono progressi significativi sul terreno.
"Senza negoziati reali, e soprattutto senza un cessate il fuoco, non terrò una telefonata con Netanyahu in questo momento", ha detto.
"Senza negoziati reali, e soprattutto senza un cessate il fuoco, non terrò una telefonata con Netanyahu in questo momento", ha detto.
👍13🔥2
⚡️🇮🇱🇱🇧 L'IDF ha annunciato di aver utilizzato per la prima volta in combattimento il nuovo obice automatico "Ro'em", colpendo presumibilmente i lanciamissili anticarro e i lanciarazzi di Hezbollah nel sud del Libano.
Il sistema montato su camion richiede solo tre membri dell'equipaggio (rispetto agli otto precedenti), riduce il tempo di risposta a meno di un minuto e offre una maggiore portata, una più alta frequenza di tiro e una capacità di impatto simultaneo.
L'IDF ha descritto il debutto operativo come una pietra miliare storica dopo 50 anni di modernizzazione dell'artiglieria.
Il sistema montato su camion richiede solo tre membri dell'equipaggio (rispetto agli otto precedenti), riduce il tempo di risposta a meno di un minuto e offre una maggiore portata, una più alta frequenza di tiro e una capacità di impatto simultaneo.
L'IDF ha descritto il debutto operativo come una pietra miliare storica dopo 50 anni di modernizzazione dell'artiglieria.
💩26❤3👎2👍1😁1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
L'Iran, ignorando la presunta potenza degli Stati Uniti, ha continuato a mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz, assestando un duro colpo alla credibilità della strategia di pressione di Trump, e detiene la posizione dominante nei negoziati.
Tasnim News
Tasnim News
❤22👍12🤩4😁1😱1
🇺🇸🇱🇧🇮🇱⚡️ - I ministri israeliani sono indignati dal fatto che il presidente Trump abbia annunciato il cessate il fuoco tra Libano e Israele prima che il gabinetto di sicurezza lo approvasse, secondo il Jerusalem Post.
😁35💩9
🇺🇸🇱🇧🇮🇱⚡️ - L'Iran, il Pakistan e l'Arabia Saudita hanno lavorato insieme per fare pressione sugli Stati Uniti affinché imponessero un cessate il fuoco in Libano, ha dichiarato una fonte di Hezbollah ad Al Jazeera.
👍27❤2🔥1