Omicidio colposo. Secondo alcune indiscrezioni raccolte dal Giornale e trapelate dalla Procura di Bergamo, sarebbe questa la nuova ipotesi di accusa che il pool di pm coordinati dal Procuratore capo Antonio Chiappani sarebbe intenzionata a muovere nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza, dei vertici del ministero della Sanità e dei suoi dirigenti e del Cts.
Nuovo studio LANCET: "Grave ignorare la popolazione vaccinata come possibile e rilevante fonte di trasmissione" https://www.detoxed.info/nuovo-studio-lancet-grave-ignorare-la-popolazione-vaccinata-come-possibile-e-rilevante-fonte-di-trasmisisone/
La notizia del dentista noVax che per ottenere il green pass si è presentato con un braccio di silicone è divertente e mi ha fatto ridere. L’irrazionalità ha un suo lato comico. Che però dopo due giorni i siti delle maggiori testate italiane parlino ancora di questo disgraziato mi diverte molto meno.
I giornali nostrani non si limitano infatti a dare questa strampalata notizia. Hanno pensato bene di mostrare insieme alle notizie principali il nome e la foto della persona in questione. Repubblica dà addirittura i dettagli sulla casa della compagna, situata in una frazione di un paesino del Piemonte.
Mi chiedo che senso ha questo tipo di giornalismo. Mi chiedo poi se davvero la lotta alla pandemia può giustificare tutto, anche un giornalismo così indecente, che si dedica alla gogna mediatica. In questo caso l’irrazionalità mostra il suo lato più becero.
Ne stiamo uscendo male, molto male. (Dalla bacheca facebook di Paolo Desogus)
I giornali nostrani non si limitano infatti a dare questa strampalata notizia. Hanno pensato bene di mostrare insieme alle notizie principali il nome e la foto della persona in questione. Repubblica dà addirittura i dettagli sulla casa della compagna, situata in una frazione di un paesino del Piemonte.
Mi chiedo che senso ha questo tipo di giornalismo. Mi chiedo poi se davvero la lotta alla pandemia può giustificare tutto, anche un giornalismo così indecente, che si dedica alla gogna mediatica. In questo caso l’irrazionalità mostra il suo lato più becero.
Ne stiamo uscendo male, molto male. (Dalla bacheca facebook di Paolo Desogus)
Confondiamo sempre l'essere asociale con l'essere una persona che ha imparato nella vita a scegliere chi vuole intorno a sé.
Keanu Reeves
Keanu Reeves
Roberto Napolitano ex direttore del Sole24Ore inquisito per la vicenda delle copie farlocche del giornale approda al Governo. A Draghi deve essere piaciuto il libro apologetico ("Mario Draghi. Il ritorno del cavaliere bianco") che gli ha scritto. I furbi, i drittoni, sanno bene cosa scrivere per guadagnarsi la poltronissima.
https://mepiu.it/corrado-malanga-zombie-domande-risposte/
a ragione malanga e vero che non si vede manifestazione in piazza a favore del vaccino 💉 & greenpass
si vede solo manifestazione contro vaccino contro greenpass
EDUCAZIONE
Corrado Malanga: Gli Zombie Non Fanno Domande E Non Danno Risposte.
“Il mio problema è che quando mi fanno una domanda, io mi sento obbligato a rispondere.” MePiù non ha ritirato la sua domanda, quindi sono costretto a dire cosa ne penso della situazione attuale e delle manifestazioni. Corrado Malanga.
a ragione malanga e vero che non si vede manifestazione in piazza a favore del vaccino 💉 & greenpass
si vede solo manifestazione contro vaccino contro greenpass
EDUCAZIONE
Corrado Malanga: Gli Zombie Non Fanno Domande E Non Danno Risposte.
“Il mio problema è che quando mi fanno una domanda, io mi sento obbligato a rispondere.” MePiù non ha ritirato la sua domanda, quindi sono costretto a dire cosa ne penso della situazione attuale e delle manifestazioni. Corrado Malanga.
MePiù
Corrado Malanga: gli zombie non fanno domande e non danno risposte.
Il mio problema è che quando mi fanno una domanda, io mi sento obbligato a rispondere." MePiù non ha ritirato la sua domanda, quindi sono costretto a dire cosa ne penso della situazione attuale e delle manifestazioni. Corrado Malanga.
La nostra tradizione letteraria, che affonda le sue radici in tempi lontanissimi, ci insegna che a ogni discesa agli Inferi, a ogni “inghiottimento” da parte di un mostro corrisponde una fine, un ritorno alla luce. Questo stesso concetto può essere applicato anche ai nostri tempi così bui: il sistema alla fine imploderà. Dire quando ciò avverrà non è possibile, ancora.
Ma Francesco Benozzo, professore di Filologia all’università di Bologna nonché candidato al Premio Nobel per la Letteratura guarda al futuro con ottimismo e con grinta. Sospeso dalle lezioni per non aver accettato l’imposizione del Green Pass continua a portare avanti la sua battaglia di Libertà.
https://www.byoblu.com/2021/12/04/dopo-la-discesa-agli-inferi-ce-sempre-una-risalita-ce-lo-insegna-tutta-la-nostra-tradizione-letteraria-francesco-benozzo/
Ma Francesco Benozzo, professore di Filologia all’università di Bologna nonché candidato al Premio Nobel per la Letteratura guarda al futuro con ottimismo e con grinta. Sospeso dalle lezioni per non aver accettato l’imposizione del Green Pass continua a portare avanti la sua battaglia di Libertà.
https://www.byoblu.com/2021/12/04/dopo-la-discesa-agli-inferi-ce-sempre-una-risalita-ce-lo-insegna-tutta-la-nostra-tradizione-letteraria-francesco-benozzo/
ByoBlu
DOPO LA DISCESA AGLI INFERI C’È SEMPRE UNA RISALITA. CE LO INSEGNA LA NOSTRA TRADIZIONE LETTERARIA- Francesco Benozzo
Dal concetto di libertà alla nostra tradizione letteraria, da Dino Campana al Green Pass fino all'obbligo vaccinale per gli insegnanti. Il passato ha ancora molto da dire al presente, per chi ha orecchie per ascoltare e occhi per vedere.
Non giocate col Barile!
La transizione alla Green Economy è una sfida rischiosa.
Di Guido Salerno Aletta.
Il prezzo dell'energia che abbiamo disponibile è cresciuto vertiginosamente, dalla benzina, al gas alla bolletta della luce.
Sono tutti a cercare di capire il perché.
C'è un sistema di aste per la fornitura spot di gas, che in Europa ha spiazzato i contratti di approvvigionamento a medio termine, quelli "take or pay" basati sull'obbligo di ritirare il quantitativo pattuito o comunque di pagarlo.
C'è la solita questione dell'Ucraina, Paese di passaggio del gas russo, e poi quella della Bielorussia che ha minacciato di tagliare i rifornimenti per ritorsione contro la Polonia che non accettava i profughi che premevano alla sua frontiera.
Della vicenda del North Stream 2 sono piene le cronache: sta lì, completato ma vuoto, in attesa delle autorizzazioni di rito. Per questo inverno, non se ne parla.
E poi c'è l'Opec+, che mette insieme i maggiori Paesi produttori di petrolio e quelli di gas, che fanno cartello: per loro è vitale vendere a prezzi sufficientemente alti per finanziarsi: Arabia Saudita per il petrolio e Russia per il gas, guidano il gruppo. Manovrano la quantità complessiva che viene immessa sul mercato, ripartita tra gli associati, per assicurarsi che i rispettivi proventi siano coerenti con le attese di ciascuno. Anche recentemente hanno confermato il modesto aumento della produzione già deciso a luglio, che comunque non la riporta ai livelli di fine 2019, pre-crisi sanitaria. Il barile quota attorno agli 80$, variando giornalmente a seconda che prevalga l'ottimismo circa la ripresa economica ovvero i timori per la diffusione della "variante omicron": le oscillazioni sono continue, ma non è che la produzione dei pozzi si possa aumentare o diminuire ogni giorno come si fa con il rubinetto dell'acqua di casa.
Ci sono gli Usa, il cui peso nel settore energetico è troppo spesso trascurato: a partire dal 2010 hanno incrementato enormemente la loro produzione interna, arrivando ad essere nel 2019 un esportatore netto di petrolio. In pratica, aumentando a dismisura le trivellazioni dei giacimenti di scisto, gli Usa non solo si sono resi autonomi rispetto ai produttori stranieri, ma hanno addirittura ipotizzato di vendere GNL all'Europa spiazzando il metano russo. I giacimenti di scisto sono problematici: hanno alti costi di estrazione e sono di rapido esaurimento. Dopo aver pompato tutto il possibile nei primi anni, c'è stato un forte rallentamento della loro produzione a partire dalla metà del 2019, a causa del blocco dell'economia determinato dalla crisi sanitaria: i prezzi sul mercato erano a livelli assai inferiori ai loro costi. Ora, la ripresa della produzione è difficoltosa: non solo per via dei costi da affrontare per rimettere in moto gli impianti, ma soprattutto per l'orientamento a finanziare solo investimenti green. Per ovviare all'aumento del prezzo dei carburanti, l'Amministrazione statunitense ha adottato anche un provvedimento eccezionale, mettendo sul mercato quote della riserva strategica di petrolio, ma con risultati assai incerti.
C'è un ulteriore aspetto: i governi europei hanno esteso il principio secondo cui "chi inquina paga" al settore dell'energia, imponendo l'acquisto all'asta di "diritti di emissioni di CO2": le quote sono differenziate a seconda della tipologia di combustibile usato negli impianti (carbone, petrolio, gas). In questo modo si rende meno conveniente la utilizzazione dei combustibili a più alta emissione di CO2, aumentando il costo di produzione ma scaricando sui consumatori il prezzo pagato alle aste per ottenere il diritto di emissione, e che viene poi riversato ai rispettivi governi. Ci sono dunque delle entrate fiscali aggiuntive per i governi che derivano dai maggiori costi scaricati sui consumatori: sono dunque i cittadini che finanziano indirettamente gli investimenti e gli incentivi green decisi dai governi. (Continua) https://www.teleborsa.it/Editoriali/2021/12/03/non-giocate-col-barile-1.html?p=3#.YavitrrSJEY
La transizione alla Green Economy è una sfida rischiosa.
Di Guido Salerno Aletta.
Il prezzo dell'energia che abbiamo disponibile è cresciuto vertiginosamente, dalla benzina, al gas alla bolletta della luce.
Sono tutti a cercare di capire il perché.
C'è un sistema di aste per la fornitura spot di gas, che in Europa ha spiazzato i contratti di approvvigionamento a medio termine, quelli "take or pay" basati sull'obbligo di ritirare il quantitativo pattuito o comunque di pagarlo.
C'è la solita questione dell'Ucraina, Paese di passaggio del gas russo, e poi quella della Bielorussia che ha minacciato di tagliare i rifornimenti per ritorsione contro la Polonia che non accettava i profughi che premevano alla sua frontiera.
Della vicenda del North Stream 2 sono piene le cronache: sta lì, completato ma vuoto, in attesa delle autorizzazioni di rito. Per questo inverno, non se ne parla.
E poi c'è l'Opec+, che mette insieme i maggiori Paesi produttori di petrolio e quelli di gas, che fanno cartello: per loro è vitale vendere a prezzi sufficientemente alti per finanziarsi: Arabia Saudita per il petrolio e Russia per il gas, guidano il gruppo. Manovrano la quantità complessiva che viene immessa sul mercato, ripartita tra gli associati, per assicurarsi che i rispettivi proventi siano coerenti con le attese di ciascuno. Anche recentemente hanno confermato il modesto aumento della produzione già deciso a luglio, che comunque non la riporta ai livelli di fine 2019, pre-crisi sanitaria. Il barile quota attorno agli 80$, variando giornalmente a seconda che prevalga l'ottimismo circa la ripresa economica ovvero i timori per la diffusione della "variante omicron": le oscillazioni sono continue, ma non è che la produzione dei pozzi si possa aumentare o diminuire ogni giorno come si fa con il rubinetto dell'acqua di casa.
Ci sono gli Usa, il cui peso nel settore energetico è troppo spesso trascurato: a partire dal 2010 hanno incrementato enormemente la loro produzione interna, arrivando ad essere nel 2019 un esportatore netto di petrolio. In pratica, aumentando a dismisura le trivellazioni dei giacimenti di scisto, gli Usa non solo si sono resi autonomi rispetto ai produttori stranieri, ma hanno addirittura ipotizzato di vendere GNL all'Europa spiazzando il metano russo. I giacimenti di scisto sono problematici: hanno alti costi di estrazione e sono di rapido esaurimento. Dopo aver pompato tutto il possibile nei primi anni, c'è stato un forte rallentamento della loro produzione a partire dalla metà del 2019, a causa del blocco dell'economia determinato dalla crisi sanitaria: i prezzi sul mercato erano a livelli assai inferiori ai loro costi. Ora, la ripresa della produzione è difficoltosa: non solo per via dei costi da affrontare per rimettere in moto gli impianti, ma soprattutto per l'orientamento a finanziare solo investimenti green. Per ovviare all'aumento del prezzo dei carburanti, l'Amministrazione statunitense ha adottato anche un provvedimento eccezionale, mettendo sul mercato quote della riserva strategica di petrolio, ma con risultati assai incerti.
C'è un ulteriore aspetto: i governi europei hanno esteso il principio secondo cui "chi inquina paga" al settore dell'energia, imponendo l'acquisto all'asta di "diritti di emissioni di CO2": le quote sono differenziate a seconda della tipologia di combustibile usato negli impianti (carbone, petrolio, gas). In questo modo si rende meno conveniente la utilizzazione dei combustibili a più alta emissione di CO2, aumentando il costo di produzione ma scaricando sui consumatori il prezzo pagato alle aste per ottenere il diritto di emissione, e che viene poi riversato ai rispettivi governi. Ci sono dunque delle entrate fiscali aggiuntive per i governi che derivano dai maggiori costi scaricati sui consumatori: sono dunque i cittadini che finanziano indirettamente gli investimenti e gli incentivi green decisi dai governi. (Continua) https://www.teleborsa.it/Editoriali/2021/12/03/non-giocate-col-barile-1.html?p=3#.YavitrrSJEY
Teleborsa
Non giocate col Barile!
La transizione alla Green Economy è una sfida rischiosa
Un pezzo profetico ormai del 2012 che vi consiglio di leggere Nel nostro mondo post-2012, abbiamo per la prima volta un governo globale centralizzato, e una cricca dell’élite dirigente, una specie di famiglia reale estesa, i lord della finanza. Come possiamo vedere con il FMI, l’OMC e l’OMS e le altre parti dell’embrionico governo mondiale, le istituzioni di governo non avranno alcuna ambizione di rappresentanza popolare né di responsabilità democratica.
L’ordinamento sarà raggiunto attraverso burocrazie autocratiche globali, che seguono gli ordini della famiglia reale. Questo modello è già stato operante per un certo lasso di tempo, entro le sue varie sfere d’influenza, come per i programmi di ristrutturazione nel Terzo Mondo, quale condizione per ottenere finanziamenti. https://www.pinocabras.it/il-2012-post-capitalista-piu-che/
L’ordinamento sarà raggiunto attraverso burocrazie autocratiche globali, che seguono gli ordini della famiglia reale. Questo modello è già stato operante per un certo lasso di tempo, entro le sue varie sfere d’influenza, come per i programmi di ristrutturazione nel Terzo Mondo, quale condizione per ottenere finanziamenti. https://www.pinocabras.it/il-2012-post-capitalista-piu-che/
I contemporanei sono dei babbei assolutamente banali
Così si esprime Marx a proposito degli studiosi che si occupano di economia. E che non aveva letto La Repubblica o Il sole 24 Ore…
Di Malthus dice che “la sua concezione è assolutamente sbagliata e puerile”, che opera “stupidamente” per analizzare la questione della popolazione.
Marx considera il problema nel suo modo storico di porsi, vale a dire condizionato dalle fasi dello sviluppo delle forze produttive e dai rapporti di produzione. Dunque un conto è per esempio la sovrappopolazione dell’antica Grecia, che fonda colonie nel Mediterraneo, un altro conto è l’eccedenza di popolazione che risulta dal modo di produzione capitalistico, che genera masse di migranti (come vengono chiamati oggi) e indici demografici diversi da area a area (come tra Europa, Asia e Africa). La teoria di Malthus interpreta questo fenomeno in modo omogeneo, astraendo dalle circostanze storiche, riducendolo a una formula matematica del rapporto tra risorse disponibili e popolazione, come una legge immanente indipendente dai fattori sociali. Per Marx la legge della popolazione è invece determinata dalle dinamiche del capitale (preciserà oltre “dalle dinamiche dei molti capitali”, introducendo con ciò una variabile complessa di questo fenomeno da analizzare a parte). In buona sostanza è la struttura del capitale che esige una popolazione eccedente, proporzionalmente alla sua grandezza produttiva. E’ un vincolo dal quale il capitale non può sottrarsi, costretto come è alla ricerca di una popolazione crescente di consumatori la cui composizione è sì costituita dall’operaio, ma anche dal disoccupato, in una sorta di abbraccio esiziale per le sorti della formazione sociale. Questa contraddizione insolubile spinge il capitale ad agire per incrementare la massa dei consumatori e ad espellere contemporaneamente forza lavoro nella spietata oscillazione tra lavoro necessario (quello che permette all’operaio di sopravvivere fisicamente e che il capitale tende sempre più a comprimere) e lavoro eccedente (quella parte di lavoro che l’operaio fornisce gratuitamente al capitalista e che questi tende a incrementare sempre di più). Marx osserva anche come l’introduzione di sistemi di macchine complessi sia possibile proprio grazie a una popolazione eccedente. In cicli successivi, tra allargamento della produzione, richiamo della popolazione eccedente, espulsione dei lavoratori eccedenti, il fenomeno si manifesta come in una spirale. Queste contraddizioni possono essere relativamente contenute fino a che l’aumento della popolazione si determina come una “risorsa” per il capitale, a prescindere dal bilancio sociale complessivo, ivi comprese le risorse naturali. Il pauperismo che ne scaturisce può essere in qualche modo lenito solo con l’eccedenza di produzione, che trasforma in mendicanti (ovvero in disoccupati, o migranti) coloro che sono tenuti fuori dal ciclo attivo della produzione e che sopravvivono solo grazie a una redistribuzione del reddito (elemosina, assistenza, ma anche qualunque forma di furto). La tendenza del modo di produzione capitalistico assume inesorabilmente questi aspetti grandemente contraddittori, e la situazione odierna di crisi generale del capitalismo dà ancora una volta ragione a Marx. Oggi infatti il capitale attua una politica inedita per ridurre l'eccesso di popolazione...
(Dalla bacheca facebook di Valter Rossi)
Così si esprime Marx a proposito degli studiosi che si occupano di economia. E che non aveva letto La Repubblica o Il sole 24 Ore…
Di Malthus dice che “la sua concezione è assolutamente sbagliata e puerile”, che opera “stupidamente” per analizzare la questione della popolazione.
Marx considera il problema nel suo modo storico di porsi, vale a dire condizionato dalle fasi dello sviluppo delle forze produttive e dai rapporti di produzione. Dunque un conto è per esempio la sovrappopolazione dell’antica Grecia, che fonda colonie nel Mediterraneo, un altro conto è l’eccedenza di popolazione che risulta dal modo di produzione capitalistico, che genera masse di migranti (come vengono chiamati oggi) e indici demografici diversi da area a area (come tra Europa, Asia e Africa). La teoria di Malthus interpreta questo fenomeno in modo omogeneo, astraendo dalle circostanze storiche, riducendolo a una formula matematica del rapporto tra risorse disponibili e popolazione, come una legge immanente indipendente dai fattori sociali. Per Marx la legge della popolazione è invece determinata dalle dinamiche del capitale (preciserà oltre “dalle dinamiche dei molti capitali”, introducendo con ciò una variabile complessa di questo fenomeno da analizzare a parte). In buona sostanza è la struttura del capitale che esige una popolazione eccedente, proporzionalmente alla sua grandezza produttiva. E’ un vincolo dal quale il capitale non può sottrarsi, costretto come è alla ricerca di una popolazione crescente di consumatori la cui composizione è sì costituita dall’operaio, ma anche dal disoccupato, in una sorta di abbraccio esiziale per le sorti della formazione sociale. Questa contraddizione insolubile spinge il capitale ad agire per incrementare la massa dei consumatori e ad espellere contemporaneamente forza lavoro nella spietata oscillazione tra lavoro necessario (quello che permette all’operaio di sopravvivere fisicamente e che il capitale tende sempre più a comprimere) e lavoro eccedente (quella parte di lavoro che l’operaio fornisce gratuitamente al capitalista e che questi tende a incrementare sempre di più). Marx osserva anche come l’introduzione di sistemi di macchine complessi sia possibile proprio grazie a una popolazione eccedente. In cicli successivi, tra allargamento della produzione, richiamo della popolazione eccedente, espulsione dei lavoratori eccedenti, il fenomeno si manifesta come in una spirale. Queste contraddizioni possono essere relativamente contenute fino a che l’aumento della popolazione si determina come una “risorsa” per il capitale, a prescindere dal bilancio sociale complessivo, ivi comprese le risorse naturali. Il pauperismo che ne scaturisce può essere in qualche modo lenito solo con l’eccedenza di produzione, che trasforma in mendicanti (ovvero in disoccupati, o migranti) coloro che sono tenuti fuori dal ciclo attivo della produzione e che sopravvivono solo grazie a una redistribuzione del reddito (elemosina, assistenza, ma anche qualunque forma di furto). La tendenza del modo di produzione capitalistico assume inesorabilmente questi aspetti grandemente contraddittori, e la situazione odierna di crisi generale del capitalismo dà ancora una volta ragione a Marx. Oggi infatti il capitale attua una politica inedita per ridurre l'eccesso di popolazione...
(Dalla bacheca facebook di Valter Rossi)
Malore a scuola a 14 anni. Un disastro. https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/12/04/news/malore-in-classe-a-14-anni-poi-il-peggioramento-donati-gli-organi-di-giada-1.40994998
Messaggero Veneto
Malore a scuola a 14 anni, poi il peggioramento: donati gli organi di Giada
Lo scorso 29 novembre la disperata corsa in ospedale, la giovane è stata colpita da un’embolia polmonare
Slovenia, confermato nesso tra vaccinazione e decesso.
La causa della morte della giovane, avvenuta a fine settembre, era stata una trombosi. Per questa reazione avversa letale, il ministro della Sanità Janez Poklukar aveva sospeso l'uso di questo vaccino.
Una commissione nominata per esaminare il decesso di una 20enne, a margine della somministrazione del vaccino anti-Covid Janssen (Johnson & Johnson), ha deciso all'unanimità che la morte era "sicuramente collegata" alla vaccinazione. Dopo aver ricevuto il vaccino, la giovane ha sviluppato una coagulazione anomala del sangue (trombosi con sindrome da trombocitopenia), ha riferito alla stampa il membro della commissione Zoran Simonovič.
https://it.sputniknews.com/20211201/slovenia-confermato-nesso-tra-vaccino-jj-e-decesso-di-una-ragazza-20enne-per-trombosi-13999205.html?s=09
La causa della morte della giovane, avvenuta a fine settembre, era stata una trombosi. Per questa reazione avversa letale, il ministro della Sanità Janez Poklukar aveva sospeso l'uso di questo vaccino.
Una commissione nominata per esaminare il decesso di una 20enne, a margine della somministrazione del vaccino anti-Covid Janssen (Johnson & Johnson), ha deciso all'unanimità che la morte era "sicuramente collegata" alla vaccinazione. Dopo aver ricevuto il vaccino, la giovane ha sviluppato una coagulazione anomala del sangue (trombosi con sindrome da trombocitopenia), ha riferito alla stampa il membro della commissione Zoran Simonovič.
https://it.sputniknews.com/20211201/slovenia-confermato-nesso-tra-vaccino-jj-e-decesso-di-una-ragazza-20enne-per-trombosi-13999205.html?s=09
Sputnik Italia
Slovenia, confermato nesso tra vaccino J&J e decesso di una ragazza 20enne per trombosi
La causa della morte della giovane, avvenuta a fine settembre, era stata una trombosi. Per questa reazione avversa letale, il ministro della Sanità Janez Poklukar aveva sospeso l'uso di questo vaccino.
BREVE RIFLESSIONE SUL PROGRESSISMO
Dovrebbe ormai essere chiaro a molti che il cosiddetto progressismo incarni i peggiori spiriti animali di un capitalismo divenuto via via sempre più invasivo nella sfera della vita a tal punto da volerla governare nei suoi più intimi recessi. A questo capitalismo è sempre meno sufficiente il solo dominio nella sfera dei rapporti di produzione per ottenere l’agognato profitto senza del quale cessa la sua ragione sociale; sempre tenendo a mente che non è il profitto in sé a determinare obiettivo e termine ultimo del suo agire – questo lo pensano i “volgari” economicisti – ma è il potere, il potere come fine ultimo, il profitto "semplicemente" come strumento di questo potere. Ma dicevo del progressismo. Il progressismo è un pacchetto ideologico che contiene la fede (antireligiosa) nella certezza che scienza e tecnica siano neutre e che non possano che risolvere in automatico i “mali” dell’umanità. Come se scienza e tecnica non fossero espressione degli assetti di potere. E se qualcuno si ostina a metterne in dubbio validità e finalità gli agenti del progressismo scagliano nei suoi confronti anatemi sociali tali da fare impallidire le peggiori tradizioni oscurantiste. Per cui il solo ipotizzare l’esercizio del dubbio (cardine del metodo scientifico) diventa occasione di persecuzione ideologica, oltre che sociale e umana. Esprimendo così una propensione all’intolleranza totalitaria propria di chi ritiene di rappresentare l’incarnazione del processo delle magnifiche sorti e progressive. Gli eretici di turno vanno non sono irrisi, ma criminalizzati. Non deve quindi destare meraviglia che il migliore interprete del progressismo sia la sinistra, da sempre abituata a considerare il Progresso e la modernità fattori di avanzamento sociale. Ma progressista è stato anche il fascismo, esso infatti svecchiò l’Italia contadina introducendo elementi “moderni”, basti pensare alla sua architettura, alla sua letteratura, alla sua arte eccetera oltre che ai suoi interventi economici. Il progressismo contemporaneo, di cui la sinistra oggi è senz’altro il migliore interprete, è la componente culturale più organica al decadente capitalismo del disfacimento dei rapporti sociali, che ha ormai come obiettivo fondamentale la disgregazione di ogni forma residuale di solidarismo (che non sia quello ipocrita buonista) e vincoli di relazioni, con la sua mentalità “aperta” che rovescia inquietanti e distopiche ombre di profondo sospetto sui vincoli umani di parentela, di famiglia, di amicizia, di religione, di popolo.
Dovrebbe ormai essere chiaro a molti che il cosiddetto progressismo incarni i peggiori spiriti animali di un capitalismo divenuto via via sempre più invasivo nella sfera della vita a tal punto da volerla governare nei suoi più intimi recessi. A questo capitalismo è sempre meno sufficiente il solo dominio nella sfera dei rapporti di produzione per ottenere l’agognato profitto senza del quale cessa la sua ragione sociale; sempre tenendo a mente che non è il profitto in sé a determinare obiettivo e termine ultimo del suo agire – questo lo pensano i “volgari” economicisti – ma è il potere, il potere come fine ultimo, il profitto "semplicemente" come strumento di questo potere. Ma dicevo del progressismo. Il progressismo è un pacchetto ideologico che contiene la fede (antireligiosa) nella certezza che scienza e tecnica siano neutre e che non possano che risolvere in automatico i “mali” dell’umanità. Come se scienza e tecnica non fossero espressione degli assetti di potere. E se qualcuno si ostina a metterne in dubbio validità e finalità gli agenti del progressismo scagliano nei suoi confronti anatemi sociali tali da fare impallidire le peggiori tradizioni oscurantiste. Per cui il solo ipotizzare l’esercizio del dubbio (cardine del metodo scientifico) diventa occasione di persecuzione ideologica, oltre che sociale e umana. Esprimendo così una propensione all’intolleranza totalitaria propria di chi ritiene di rappresentare l’incarnazione del processo delle magnifiche sorti e progressive. Gli eretici di turno vanno non sono irrisi, ma criminalizzati. Non deve quindi destare meraviglia che il migliore interprete del progressismo sia la sinistra, da sempre abituata a considerare il Progresso e la modernità fattori di avanzamento sociale. Ma progressista è stato anche il fascismo, esso infatti svecchiò l’Italia contadina introducendo elementi “moderni”, basti pensare alla sua architettura, alla sua letteratura, alla sua arte eccetera oltre che ai suoi interventi economici. Il progressismo contemporaneo, di cui la sinistra oggi è senz’altro il migliore interprete, è la componente culturale più organica al decadente capitalismo del disfacimento dei rapporti sociali, che ha ormai come obiettivo fondamentale la disgregazione di ogni forma residuale di solidarismo (che non sia quello ipocrita buonista) e vincoli di relazioni, con la sua mentalità “aperta” che rovescia inquietanti e distopiche ombre di profondo sospetto sui vincoli umani di parentela, di famiglia, di amicizia, di religione, di popolo.
I nuovi progetti di dirigibili pesanti in Russia sono in via di sviluppo. Entro il 2025 appariranno nel cielo per sorprendere l’umanità con la loro capacità di trasportare decine e persino centinaia di tonnellate di carico utile e volare con venti fino a 35 m/s, ed una velocità 100-250 km/h su una distanza di 5.000 km e anche di più. La loro velocità di progetto è compresa tra 100 e 250 km/h. Il produttore di dirigibili russo “Airship Initiative Aerosmena (AIDBA)”, anche noto come Aerosmena, è intenzionato a lanciare sul mercato un dirigibile a forma di disco da 600 tonnellate. Il dirigibile cargo dell’azienda sarà in grado di eseguire operazioni di carico e scarico sul campo indipendentemente dall’infrastruttura a terra rendendo inutili porti, strade, aeroporti o piste. Secondo l’azienda l’utilizzo rappresenterebbe una scelta conveniente per i clienti in quanto il costo di un’ora di volo sarebbe inferiore a quello di un aereo da trasporto. https://www.ilmoderatore.it/esteri-la-russia-realizzera-dirigibili-pesanti-da-20-a-600-tonnellate/amp/?fbclid=IwAR0OmQW65I5_6rqbrY82h-1PiqdvOBgdUeXHKqePj0-CAaxmOh_eo_xSGMo
Il Moderatore
Esteri: la Russia realizzerà dirigibili "pesanti" da 20 a 600 tonnellate
Esteri: la Russia realizzerà dirigibili "pesanti" da 20 a 600 tonnellate.