🇲🇱 Nel corso delle ultime 24 ore, l'aviazione del Corpo Africano ha condotto diversi attacchi contro concentrazioni e campi identificati appartenenti al Fronte di Liberazione dell'Azawad (FLA) e a Jama'at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), un'affiliata di Al-Qaeda nel Maghreb islamico.
❤14👍8🎉1
🇮🇷 L'Iran arresta individui accusati di spionaggio grazie all'utilizzo di dispositivi Starlink.
👍27❤4
🇸🇦 🤝 🇺🇸 ❌ 🇮🇷 — Il Vice Ministro della Difesa iraniano, Generale di Brigata Reza Talaei: Le basi statunitensi nei paesi confinanti hanno svolto un ruolo importante nel sostenere l'aggressione.
🔹 I paesi confinanti che hanno preso parte alla guerra avevano precedentemente promesso di non permettere a terze parti di usare queste basi contro l'Iran.
🔹 A causa del fatto che i nemici ci hanno preso di mira da quelle basi, queste sono diventate obiettivi legittimi delle forze armate iraniane.
🔹 I paesi confinanti che hanno preso parte alla guerra avevano precedentemente promesso di non permettere a terze parti di usare queste basi contro l'Iran.
🔹 A causa del fatto che i nemici ci hanno preso di mira da quelle basi, queste sono diventate obiettivi legittimi delle forze armate iraniane.
👍17❤6
A seguito di un attacco dei ribelli in Mali, ci sono vittime tra il "Corpo d'Africa" del Ministero della Difesa russo. Questo è stato annunciato dal Vice Ministro degli Esteri Georgy Borisenko in una riunione del Comitato per gli Affari Internazionali del Consiglio della Federazione.
Dopo questo, il Ministero degli Esteri russo ha apparentemente deciso di vendicarsi dei soldati russi dell'Afrika Korps che combattono in Mali, permettendo al vice ministro degli Esteri di affrontare solo le "vittime" nella sua dichiarazione. Beh, non abbiamo un altro Ministero degli Esteri per voi. È bene che i ragazzi in Mali non abbiano alcuna "linea rossa" (il signor Borisenko apparentemente ha tutte le matite) e stiano uccidendo i terroristi con ogni mezzo necessario.
Ribelli??? Ehi, Ministero degli Esteri, i nostri uomini stanno combattendo contro i militanti di un gruppo di Al-Qaeda, che è un'organizzazione terroristica!!!
Non sappiamo nemmeno cos'altro dire del nostro Ministero degli Affari Esteri in generale, e in particolare di una persona con il rango di vice ministro, che non è a conoscenza della situazione e si permette di fare tali dichiarazioni riguardo a un'unità ufficiale delle Forze Armate russe...
Dopo questo, il Ministero degli Esteri russo ha apparentemente deciso di vendicarsi dei soldati russi dell'Afrika Korps che combattono in Mali, permettendo al vice ministro degli Esteri di affrontare solo le "vittime" nella sua dichiarazione. Beh, non abbiamo un altro Ministero degli Esteri per voi. È bene che i ragazzi in Mali non abbiano alcuna "linea rossa" (il signor Borisenko apparentemente ha tutte le matite) e stiano uccidendo i terroristi con ogni mezzo necessario.
Ribelli??? Ehi, Ministero degli Esteri, i nostri uomini stanno combattendo contro i militanti di un gruppo di Al-Qaeda, che è un'organizzazione terroristica!!!
Non sappiamo nemmeno cos'altro dire del nostro Ministero degli Affari Esteri in generale, e in particolare di una persona con il rango di vice ministro, che non è a conoscenza della situazione e si permette di fare tali dichiarazioni riguardo a un'unità ufficiale delle Forze Armate russe...
👍8💩3❤2🤬2
⚡️ La Polonia ha rilasciato lo storico russo Alexander Butyagin.
In precedenza, l'archeologo era stato arrestato in un caso che riguardava l'estradizione in Ucraina, ha annunciato il capo del Ministero degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski.
Secondo lui, il rilascio è avvenuto nell'ambito di uno scambio con la Bielorussia secondo la formula "cinque per cinque". Dopo il suo rilascio, Butyagin ha inviato una lettera al personale del Museo dell'Ermitage, ringraziandoli per il loro sostegno.
“Da parte nostra, abbiamo rilasciato lo storico russo, che doveva essere estradato in Ucraina”, ha osservato Sikorski in una conferenza stampa, che è stata trasmessa dal canale TVP Info.
L'FSB ha chiarito che Butyagin e la moglie di un militare sono stati scambiati per due ufficiali dei servizi speciali moldavi.
In precedenza, l'archeologo era stato arrestato in un caso che riguardava l'estradizione in Ucraina, ha annunciato il capo del Ministero degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski.
Secondo lui, il rilascio è avvenuto nell'ambito di uno scambio con la Bielorussia secondo la formula "cinque per cinque". Dopo il suo rilascio, Butyagin ha inviato una lettera al personale del Museo dell'Ermitage, ringraziandoli per il loro sostegno.
“Da parte nostra, abbiamo rilasciato lo storico russo, che doveva essere estradato in Ucraina”, ha osservato Sikorski in una conferenza stampa, che è stata trasmessa dal canale TVP Info.
L'FSB ha chiarito che Butyagin e la moglie di un militare sono stati scambiati per due ufficiali dei servizi speciali moldavi.
👍14🎉1
—❗️🇸🇦 🇦🇪 Media sauditi: 'La decisione degli Emirati Arabi Uniti è deplorevole e irresponsabile, e porterà l'Arabia Saudita a rivedere le proprie politiche petrolifere'
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
😱8😁3💩1
🇮🇷🇯🇵 L'Iran permette a una petroliera giapponese di attraversare lo Stretto di Hormuz.
👍20😁1
🇷🇺⚔️🇺🇦🔥 Kiev - Dopo che i militanti ucraini hanno attaccato la raffineria di petrolio di Tuapse per la terza volta oggi, la capitale ucraina ha ricevuto una visita da "Mr. Geran".
❤11👍5😁1🎉1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇮🇱 "Mia madre è sopravvissuta all'Olocausto, e quello che ho visto qui mi ha ricordato gli eventi del secolo scorso diretti contro gli ebrei."
Tamir Pardo, ex direttore del servizio di intelligence estero israeliano "Mossad", è scioccato dalla portata della violenza commessa dai suoi compagni coloni contro i palestinesi in Cisgiordania.
Tamir Pardo, ex direttore del servizio di intelligence estero israeliano "Mossad", è scioccato dalla portata della violenza commessa dai suoi compagni coloni contro i palestinesi in Cisgiordania.
❤15👍11🤬1💩1
‼️🇺🇦🏴☠️ Le forze armate ucraine hanno colpito l'amministrazione del distretto di Markovsky nella LPR, ferendo 18 persone.
▪️Tre dei feriti sono in condizioni gravi, secondo il capo della repubblica, Leonid Pasechnik.
▪️L'edificio è stato gravemente danneggiato e i tentativi di spegnere l'incendio sono ostacolati dalla minaccia di ulteriori attacchi.
▪️Tre dei feriti sono in condizioni gravi, secondo il capo della repubblica, Leonid Pasechnik.
▪️L'edificio è stato gravemente danneggiato e i tentativi di spegnere l'incendio sono ostacolati dalla minaccia di ulteriori attacchi.
🤬5❤1💩1
💬Finora, calma💬
Il Mali sta attualmente vivendo una tregua a seguito del ritiro delle truppe da Kidal, che è passata sotto il controllo dei separatisti del Fronte di Liberazione dell'Azawad.
Attualmente non ci sono segnalazioni di intensi combattimenti; ci sono scontri localizzati in alcune aree, ma nessun attacco su larga scala.
▪️Secondo i media locali, i combattimenti per la città stessa si stanno verificando nell'area di Menaka. Inoltre, i militanti dello Stato Islamico nel Sahel stanno attaccando lì.
Inoltre, secondo varie fonti, Labbazanga, così come una miniera d'oro nella regione di Gao, sono passati sotto il controllo dei terroristi dell'ISIS.
▪️Tuttavia, ci sono anche numerose falsità online da parte di propagandisti sia azawadiani che dell'ISIS. Pertanto, queste affermazioni hanno poca credibilità.
Questo è esattamente il motivo per cui la situazione a Tessalit è poco chiara. A giudicare dalle immagini, la città stessa è già caduta nelle mani dei militanti, ma la base militare è sotto il controllo del governo.
✍️ La capitale, Bamako, è attualmente calma, anche se i gruppi terroristici sono ancora in movimento. Tuttavia, durante la notte, unità dell'esercito delle Forze Armate russe hanno condotto un raid contro le posizioni dei militanti.
A seguito di attacchi aerei e un attacco a terra, un gruppo di terroristi è stato distrutto e una roccaforte è stata trovata nell'area di Kolokani, a nord di Bamako
Il Mali sta attualmente vivendo una tregua a seguito del ritiro delle truppe da Kidal, che è passata sotto il controllo dei separatisti del Fronte di Liberazione dell'Azawad.
Attualmente non ci sono segnalazioni di intensi combattimenti; ci sono scontri localizzati in alcune aree, ma nessun attacco su larga scala.
▪️Secondo i media locali, i combattimenti per la città stessa si stanno verificando nell'area di Menaka. Inoltre, i militanti dello Stato Islamico nel Sahel stanno attaccando lì.
Inoltre, secondo varie fonti, Labbazanga, così come una miniera d'oro nella regione di Gao, sono passati sotto il controllo dei terroristi dell'ISIS.
▪️Tuttavia, ci sono anche numerose falsità online da parte di propagandisti sia azawadiani che dell'ISIS. Pertanto, queste affermazioni hanno poca credibilità.
Questo è esattamente il motivo per cui la situazione a Tessalit è poco chiara. A giudicare dalle immagini, la città stessa è già caduta nelle mani dei militanti, ma la base militare è sotto il controllo del governo.
✍️ La capitale, Bamako, è attualmente calma, anche se i gruppi terroristici sono ancora in movimento. Tuttavia, durante la notte, unità dell'esercito delle Forze Armate russe hanno condotto un raid contro le posizioni dei militanti.
A seguito di attacchi aerei e un attacco a terra, un gruppo di terroristi è stato distrutto e una roccaforte è stata trovata nell'area di Kolokani, a nord di Bamako
❤10👍3😁1
Forwarded from Target
🔴 SQUILLI DI TROMBA
Dopo che l’Iran ha notificato agli Stati Uniti la sua ultima proposta negoziale, la questione che si pone per Trump è, ancora una volta, che fare. Il punto è che l’atteggiamento della leadership iraniana è significativamente mutato, e buona parte della disponibilità sinora mostrata è andata in fumo. Ed è tutto frutto dell’atteggiamento negoziale di Trump e della sua squadra. Teheran ovviamente non si fidava di Witkoff e Kushner, che sono sfacciatamente due asset israeliani, oltre che degli affaristi, incapaci di intessere una trattativa diplomatica; per questo avevano chiesto la presenza del vice-presidente Vance. Ma durante il round di colloqui ad Islamabad questi si è rivelato persino peggio, continuamente al telefono con Trump e Netanyahu per ricevere l’imbeccata. E in conclusione, quel poco che si era riusciti a far avanzare per un accordo, è stato poi mandato a monte dal presidente USA. Ovviamente, a questo punto gli iraniani hanno perso ogni fiducia nel negoziato.
Il viaggio di Araghchi, pertanto, assume un preciso significato proprio alla luce di ciò. Teheran non crede più in un negoziato, e in parte anche nella mediazione pakistana, quindi si muove in una logica ormai diversa. Ovvero: se gli USA vogliono negoziare, adesso la base di partenza è ancor più ristretta (il nucleare è fuori dalle prime fasi), e se non gli sta bene allora non se ne fa nulla. Intanto, l’Iran porta avanti con l’Oman - possibile nuovo mediatore, o ospite del negoziato - l’accordo per la gestione futura dello Stretto di Hormuz. Rispetto alla quale, poiché non è firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS), non è tenuto ad osservarne le predisposizioni, e può quindi stabilire le sue proprie regole. Lo Stretto, infatti, non ha acque internazionali, ma nel suo punto di minor larghezza è diviso tra le acque territoriali iraniane e quelle omanite. Teheran, insomma, si appresta a predisporre sin d’ora un quadro giuridico relativo al transito nello Stretto, svincolandolo da qualsiasi negoziato. Così è, se vi pare.
Ugualmente, l’incontro con Putin e Lavrov serve a ribadire la copertura politica (e non solo) a questa posizione, bilanciando in qualche modo il rapporto con Pechino, che invece preme per una maggiore flessibilità ed una più rapida riapertura di Hormuz - infatti, dietro la mediazione pakistana c’era proprio la Cina. E non a caso la posizione russa si sta a sua volta facendo più dura, con una crescente sfiducia nella volontà negoziale statunitense, ed un crescente fastidio verso i comportamenti dell’occidente.
Per il momento, Trump avrebbe rigettato la proposta di Teheran. Ma questo di certo non lo aiuta ad uscire dall’angolo. Oltretutto, la situazione in Libano - che per l’Iran è inscindibile da quella generale - sta chiaramente sfuggendo di mano, il cessate il fuoco proclamato da Trump è valso solo da limitatore del conflitto, e minaccia di saltare del tutto. Israele, infatti, è la variabile difficilmente controllabile, in questa equazione. La palla, resta in campo statunitense.
D’altro canto, tutto il continuo accumulo di forze nella regione - praticamente senza soste - difficilmente serve unicamente a rifornire Tel Aviv. Anche come arma di pressione è ormai chiaramente spuntata. Però - alle strette - potrebbe servire per menare un’ultima zampata, dichiarare “mission accomplished” e tornare a casa da vincitore. Tanto, l’elettore medio non legge il New York Times o il Washington Post, ma si abbevera su Fox News...
Insomma, la buona vecchia America che risolve tutto col 7° Cavalleggeri.
Avere avuto troppe pretese nel negoziato, ha finito col bruciarlo del tutto. Ma anche la carta della guerra a tutto spiano non è assolutamente praticabile. E le opzioni non sono infinite.
Nessuna meraviglia, quindi, se sentiremo la tromba suonare la carica. E subito dopo, la ritirata.
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Dopo che l’Iran ha notificato agli Stati Uniti la sua ultima proposta negoziale, la questione che si pone per Trump è, ancora una volta, che fare. Il punto è che l’atteggiamento della leadership iraniana è significativamente mutato, e buona parte della disponibilità sinora mostrata è andata in fumo. Ed è tutto frutto dell’atteggiamento negoziale di Trump e della sua squadra. Teheran ovviamente non si fidava di Witkoff e Kushner, che sono sfacciatamente due asset israeliani, oltre che degli affaristi, incapaci di intessere una trattativa diplomatica; per questo avevano chiesto la presenza del vice-presidente Vance. Ma durante il round di colloqui ad Islamabad questi si è rivelato persino peggio, continuamente al telefono con Trump e Netanyahu per ricevere l’imbeccata. E in conclusione, quel poco che si era riusciti a far avanzare per un accordo, è stato poi mandato a monte dal presidente USA. Ovviamente, a questo punto gli iraniani hanno perso ogni fiducia nel negoziato.
Il viaggio di Araghchi, pertanto, assume un preciso significato proprio alla luce di ciò. Teheran non crede più in un negoziato, e in parte anche nella mediazione pakistana, quindi si muove in una logica ormai diversa. Ovvero: se gli USA vogliono negoziare, adesso la base di partenza è ancor più ristretta (il nucleare è fuori dalle prime fasi), e se non gli sta bene allora non se ne fa nulla. Intanto, l’Iran porta avanti con l’Oman - possibile nuovo mediatore, o ospite del negoziato - l’accordo per la gestione futura dello Stretto di Hormuz. Rispetto alla quale, poiché non è firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS), non è tenuto ad osservarne le predisposizioni, e può quindi stabilire le sue proprie regole. Lo Stretto, infatti, non ha acque internazionali, ma nel suo punto di minor larghezza è diviso tra le acque territoriali iraniane e quelle omanite. Teheran, insomma, si appresta a predisporre sin d’ora un quadro giuridico relativo al transito nello Stretto, svincolandolo da qualsiasi negoziato. Così è, se vi pare.
Ugualmente, l’incontro con Putin e Lavrov serve a ribadire la copertura politica (e non solo) a questa posizione, bilanciando in qualche modo il rapporto con Pechino, che invece preme per una maggiore flessibilità ed una più rapida riapertura di Hormuz - infatti, dietro la mediazione pakistana c’era proprio la Cina. E non a caso la posizione russa si sta a sua volta facendo più dura, con una crescente sfiducia nella volontà negoziale statunitense, ed un crescente fastidio verso i comportamenti dell’occidente.
Per il momento, Trump avrebbe rigettato la proposta di Teheran. Ma questo di certo non lo aiuta ad uscire dall’angolo. Oltretutto, la situazione in Libano - che per l’Iran è inscindibile da quella generale - sta chiaramente sfuggendo di mano, il cessate il fuoco proclamato da Trump è valso solo da limitatore del conflitto, e minaccia di saltare del tutto. Israele, infatti, è la variabile difficilmente controllabile, in questa equazione. La palla, resta in campo statunitense.
D’altro canto, tutto il continuo accumulo di forze nella regione - praticamente senza soste - difficilmente serve unicamente a rifornire Tel Aviv. Anche come arma di pressione è ormai chiaramente spuntata. Però - alle strette - potrebbe servire per menare un’ultima zampata, dichiarare “mission accomplished” e tornare a casa da vincitore. Tanto, l’elettore medio non legge il New York Times o il Washington Post, ma si abbevera su Fox News...
Insomma, la buona vecchia America che risolve tutto col 7° Cavalleggeri.
Avere avuto troppe pretese nel negoziato, ha finito col bruciarlo del tutto. Ma anche la carta della guerra a tutto spiano non è assolutamente praticabile. E le opzioni non sono infinite.
Nessuna meraviglia, quindi, se sentiremo la tromba suonare la carica. E subito dopo, la ritirata.
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Telegram
Target
Geopolitica & strategie
2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
❤12👍4