Il Veritiero
L'esplosione alla fabbrica di armi KNDE Ammo a Colleferro
Aggiornamento: secondo ANSA non ci sarebbero vittime o feriti.
👍17
Le Eclissi. Astronomia, Astrologia Mondiale e Simbolismo
Speciale dedicato alle eclissi (lunari e solari) nel contesto tradizionale, in ermetismo, magia e in astrologia mondiale.
L'opportunità di questo video ci è stata suggerita da una diatriba sorta fra sostenitori di diverse interpretazioni, apparentemente opposte, del fenomeno, in particolare fra letture di origine occultistica e letture astrologiche. In effetti ciò non è casuale: il significato e la valenza delle eclissi, dal punto di vista occulto generale (esoterismo) e dal punto di vista astrologico (soprattutto in Astrologia mondiale) non sono uguali e non coincidono, essendo due punti di vista differenti.
Abbiamo deciso di puntualizzare la questione spiegare la differente chiave di lettura, ricostruendo le conoscenze tradizionali sulle eclissi partendo dalla descrizione astronomica, intersecandola con la divinazione e la religione nelle civiltà antiche, il valore cosmico-simbolico di questi eventi celesti e la loro rilevanza in magia ed ermetismo.
In diretta oggi alle ore 18.00 su Il Veritiero
https://www.youtube.com/live/SN28cbwU7Do?si=gYopvDGkh7gvQh8J
Speciale dedicato alle eclissi (lunari e solari) nel contesto tradizionale, in ermetismo, magia e in astrologia mondiale.
L'opportunità di questo video ci è stata suggerita da una diatriba sorta fra sostenitori di diverse interpretazioni, apparentemente opposte, del fenomeno, in particolare fra letture di origine occultistica e letture astrologiche. In effetti ciò non è casuale: il significato e la valenza delle eclissi, dal punto di vista occulto generale (esoterismo) e dal punto di vista astrologico (soprattutto in Astrologia mondiale) non sono uguali e non coincidono, essendo due punti di vista differenti.
Abbiamo deciso di puntualizzare la questione spiegare la differente chiave di lettura, ricostruendo le conoscenze tradizionali sulle eclissi partendo dalla descrizione astronomica, intersecandola con la divinazione e la religione nelle civiltà antiche, il valore cosmico-simbolico di questi eventi celesti e la loro rilevanza in magia ed ermetismo.
In diretta oggi alle ore 18.00 su Il Veritiero
https://www.youtube.com/live/SN28cbwU7Do?si=gYopvDGkh7gvQh8J
YouTube
Le Eclissi. Astronomia, Astrologia mondiale e Simbolismo
Speciale dedicato alle eclissi (lunari e solari) nel contesto tradizionale, in ermetismo, magia e in astrologia mondiale.
L'opportunità di questo video ci è stata suggerita da una diatriba sorta fra sostenitori di diverse interpretazioni apparentemente opposte…
L'opportunità di questo video ci è stata suggerita da una diatriba sorta fra sostenitori di diverse interpretazioni apparentemente opposte…
❤24👍10🤩1
Al momento non esiste alcuna evidenza pubblica che permetta di parlare di sabotaggio o attentato. Eppure l'incidente merita attenzione non soltanto per le dimensioni dell'esplosione. Quella di Colleferro non è una fabbrica qualsiasi: produce munizioni ed esplosivi, è entrata nella grande macchina del riarmo europeo e figura tra le aziende selezionate per la produzione di munizioni da 155 millimetri, il calibro d'artiglieria diventato essenziale nella guerra in Ucraina. E non è neppure la prima fabbrica europea di munizioni interessata negli ultimi anni da incendi ed esplosioni.
https://www.today.it/dossier/potere/esplosione-colleferro-appalti-ucraina.html
https://www.today.it/dossier/potere/esplosione-colleferro-appalti-ucraina.html
Today
La strana esplosione della fabbrica di armi a Colleferro: un caso tutt'altro che isolato
Al momento non esiste alcuna evidenza pubblica che permetta di parlare di sabotaggio o attentato. Eppure l'incidente merita attenzione non soltanto per le dimensioni dell'esplosione. Non era un impianto qualsiasi
👍28❤1😍1
Forte dichiarazione del Ministro degli Esteri russo:
Presto, gli attacchi contro obiettivi che sostengono la macchina da guerra ucraina con il sostegno dei paesi occidentali si intensificheranno.
La Russia non ha intenzione di fermare le ostilità lungo l'attuale linea di contatto.
Sarebbe inaccettabile se i nostri fratelli serbi partecipassero al finanziamento del regime di Kiev.
Vučić ha accettato di ricevere Zelenskij per alleviare la pressione sfrenata dell'UE.
L'UE è già diventata il Quarto Reich.
La Russia intensificherà gli attacchi di rappresaglia contro obiettivi delle forze armate ucraine e non accetterà una tregua.
https://t.me/IlVeritiero
Presto, gli attacchi contro obiettivi che sostengono la macchina da guerra ucraina con il sostegno dei paesi occidentali si intensificheranno.
La Russia non ha intenzione di fermare le ostilità lungo l'attuale linea di contatto.
Sarebbe inaccettabile se i nostri fratelli serbi partecipassero al finanziamento del regime di Kiev.
Vučić ha accettato di ricevere Zelenskij per alleviare la pressione sfrenata dell'UE.
L'UE è già diventata il Quarto Reich.
La Russia intensificherà gli attacchi di rappresaglia contro obiettivi delle forze armate ucraine e non accetterà una tregua.
https://t.me/IlVeritiero
Telegram
Il Veritiero
Canale Telegram dell'omonimo canale YouTube Il Veritiero
https://youtube.com/@IlVeritiero4510
Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
https://youtube.com/@IlVeritiero4510
Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
👍23👌13❤3🤨2
Osservatorio sui Mondi - Dagli accordi Abramo al Patto di Maometto
https://www.youtube.com/live/M_PsttKCpns?feature=shared
https://www.youtube.com/live/M_PsttKCpns?feature=shared
YouTube
Osservatorio sui Mondi - Dagli accordi di Abramo al Patto di Maometto
Sullo sfondo della guerra fra Iran e Stati Uniti-Israele, e come previsto nelle precedenti puntate, si finalmente concretizzata in Medio Oriente un'alleanza tripartita fra Stati sunniti: Turchia, Pakistan e Arabia Saudita. Come cambieranno gli scenari della…
👍9❤🔥1👌1
Il Veritiero pinned «Osservatorio sui Mondi - Dagli accordi Abramo al Patto di Maometto https://www.youtube.com/live/M_PsttKCpns?feature=shared»
Zhu Rongji, l'architetto della Cina moderna
Di Filippo Bovo
https://lenuoveviedelmondo.com/blog-detail/post/626856/zhu-rongji-larchitetto-della-cina-moderna?fbclid=IwdGRjcATuuXtjbGNrBO65XHBkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeyQ5G0OHFc-7On9RYXzD059vB2-2iNjnIZRHtXgfAmgdQiWBGeEZrfrvwTXM_aem_8KJOozqGz2HyM-QotAtWlg
Di Filippo Bovo
https://lenuoveviedelmondo.com/blog-detail/post/626856/zhu-rongji-larchitetto-della-cina-moderna?fbclid=IwdGRjcATuuXtjbGNrBO65XHBkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeyQ5G0OHFc-7On9RYXzD059vB2-2iNjnIZRHtXgfAmgdQiWBGeEZrfrvwTXM_aem_8KJOozqGz2HyM-QotAtWlg
Le Nuove Vie del Mondo
Zhu Rongji, l'architetto della Cina moderna
Il 12 agosto 2026 s'è spento a Pechino, all'età di 97 anni, Zhu Rongji, premier della Repubblica Popolare Cinese dal 1998 al 2003. Da tempo malato, le
👍6👌3❤1
Inlakesh: la strategia iraniana di bruciare le carte americane una ad una
L'Iran sta prendendo di mira sistematicamente le risorse e le alleanze regionali degli Stati Uniti, intensificando la pressione mentre Washington si trova ad affrontare crescenti difficoltà militari, logistiche e politiche.
Di Robert Inlakesh - 16 agosto 2026
Mentre l'amministrazione Trump insiste sul fatto che lo Stretto di Hormuz, un tempo considerato chiuso, sia in realtà aperto e si confronta con le reazioni interne alle sue sconfitte belliche, l'Iran è impegnato a perseguire una strategia militare che sta strangolando l'opposizione.
Sebbene la guerra regionale in corso abbia registrato una tregua negli scontri diretti tra la Repubblica Islamica dell'Iran e l'alleanza israelo-americana, una serie di altri fronti sono diventati il fulcro degli sforzi recenti di Teheran.
Contrariamente a quanto i media di massa vorrebbero far credere, gli attacchi missilistici e con droni da parte dell'Iran non si sono interrotti. Al contrario, funzionari del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno chiarito che non è in vigore alcun cessate il fuoco e che le loro operazioni vengono quindi condotte in modo coordinato.
Uno dei fronti che l'Iran ha scelto di mantenere aperti è il Nord dell'Iraq, dove ha lanciato costantemente missili balistici a corto raggio e ondate di droni, prendendo di mira quartier generali, nascondigli, basi e depositi di armi appartenenti alle fazioni Curdo-iraniane dell'opposizione, sostenute dagli Stati Uniti. A Solimano e Erbil si registrano quasi quotidianamente potenti esplosioni, con filmati che spesso confermano impatti diretti su obiettivi strategici.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, fin dalle prime settimane della guerra contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio di quest'anno, ha affermato di aspettarsi una reazione da parte dei suoi alleati Curdi, che aveva armato durante le rivolte in Iran un mese prima. Alcune indiscrezioni trapelate alla stampa americana suggerivano che fosse in fase di elaborazione un piano che prevedeva l'utilizzo di questi gruppi militanti Curdi per invadere il territorio iraniano, innescando un processo che, secondo i loro piani, avrebbe portato alla disgregazione della Repubblica Islamica.
Il progetto di uno Stato Curdo separatista era una delle carte vincenti che Stati Uniti e Israele, che, come è emerso, ha stabilito basi nel Kurdistan iracheno, speravano di giocare contro Teheran. Le Guardie della Rivoluzione e l'Esercito regolare iraniano non si sono lasciati sfuggire questa opportunità, scegliendo di lanciare attacchi incessanti e persino di schierare unità delle forze speciali per condurre operazioni sul campo contro questi gruppi.
Nel frattempo, gli alleati yemeniti dell'Iran hanno mobilitato le proprie forze e stanno conducendo importanti offensive contro l'opposizione sostenuta dall'Arabia Saudita. Hanno inoltre imposto una situazione senza precedenti all'Arabia Saudita, dove stanno attuando un contro-blocco che sta ulteriormente strangolando le forniture globali di petrolio, colpendo al contempo gli impianti petroliferi sauditi in risposta alle violazioni dello spazio aereo yemenita.
Le minacce di fazioni irachene di intervenire in Siria, qualora la dirigenza di Damasco seguisse gli ordini di Trump di attaccare il Libano, unite alle notizie di attacchi iraniani contro obiettivi appartenenti al Regime siriano, sembrano anch'esse un tentativo di impedire che questo passo si concretizzi.
Nello Stretto di Hormuz, la Marina delle Guardie della Rivoluzione continua ad abbattere petroliere con droni e missili qualora queste tentino di rompere il blocco con il coordinamento degli Stati Uniti. In questi casi, il Comando Centrale degli Stati Uniti si astiene persino dal rilasciare commenti, un atteggiamento ben diverso dalle precedenti minacce di bombardare infrastrutture civili iraniane come rappresaglia per ogni petroliera colpita.
L'Iran sta prendendo di mira sistematicamente le risorse e le alleanze regionali degli Stati Uniti, intensificando la pressione mentre Washington si trova ad affrontare crescenti difficoltà militari, logistiche e politiche.
Di Robert Inlakesh - 16 agosto 2026
Mentre l'amministrazione Trump insiste sul fatto che lo Stretto di Hormuz, un tempo considerato chiuso, sia in realtà aperto e si confronta con le reazioni interne alle sue sconfitte belliche, l'Iran è impegnato a perseguire una strategia militare che sta strangolando l'opposizione.
Sebbene la guerra regionale in corso abbia registrato una tregua negli scontri diretti tra la Repubblica Islamica dell'Iran e l'alleanza israelo-americana, una serie di altri fronti sono diventati il fulcro degli sforzi recenti di Teheran.
Contrariamente a quanto i media di massa vorrebbero far credere, gli attacchi missilistici e con droni da parte dell'Iran non si sono interrotti. Al contrario, funzionari del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno chiarito che non è in vigore alcun cessate il fuoco e che le loro operazioni vengono quindi condotte in modo coordinato.
Uno dei fronti che l'Iran ha scelto di mantenere aperti è il Nord dell'Iraq, dove ha lanciato costantemente missili balistici a corto raggio e ondate di droni, prendendo di mira quartier generali, nascondigli, basi e depositi di armi appartenenti alle fazioni Curdo-iraniane dell'opposizione, sostenute dagli Stati Uniti. A Solimano e Erbil si registrano quasi quotidianamente potenti esplosioni, con filmati che spesso confermano impatti diretti su obiettivi strategici.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, fin dalle prime settimane della guerra contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio di quest'anno, ha affermato di aspettarsi una reazione da parte dei suoi alleati Curdi, che aveva armato durante le rivolte in Iran un mese prima. Alcune indiscrezioni trapelate alla stampa americana suggerivano che fosse in fase di elaborazione un piano che prevedeva l'utilizzo di questi gruppi militanti Curdi per invadere il territorio iraniano, innescando un processo che, secondo i loro piani, avrebbe portato alla disgregazione della Repubblica Islamica.
Il progetto di uno Stato Curdo separatista era una delle carte vincenti che Stati Uniti e Israele, che, come è emerso, ha stabilito basi nel Kurdistan iracheno, speravano di giocare contro Teheran. Le Guardie della Rivoluzione e l'Esercito regolare iraniano non si sono lasciati sfuggire questa opportunità, scegliendo di lanciare attacchi incessanti e persino di schierare unità delle forze speciali per condurre operazioni sul campo contro questi gruppi.
Nel frattempo, gli alleati yemeniti dell'Iran hanno mobilitato le proprie forze e stanno conducendo importanti offensive contro l'opposizione sostenuta dall'Arabia Saudita. Hanno inoltre imposto una situazione senza precedenti all'Arabia Saudita, dove stanno attuando un contro-blocco che sta ulteriormente strangolando le forniture globali di petrolio, colpendo al contempo gli impianti petroliferi sauditi in risposta alle violazioni dello spazio aereo yemenita.
Le minacce di fazioni irachene di intervenire in Siria, qualora la dirigenza di Damasco seguisse gli ordini di Trump di attaccare il Libano, unite alle notizie di attacchi iraniani contro obiettivi appartenenti al Regime siriano, sembrano anch'esse un tentativo di impedire che questo passo si concretizzi.
Nello Stretto di Hormuz, la Marina delle Guardie della Rivoluzione continua ad abbattere petroliere con droni e missili qualora queste tentino di rompere il blocco con il coordinamento degli Stati Uniti. In questi casi, il Comando Centrale degli Stati Uniti si astiene persino dal rilasciare commenti, un atteggiamento ben diverso dalle precedenti minacce di bombardare infrastrutture civili iraniane come rappresaglia per ogni petroliera colpita.
Palestine Chronicle
Burning America’s Cards One by One: What is Iran’s Strategy? – Analysis
Iran is systematically targeting US regional assets and alliances, tightening pressure as Washington confronts mounting military, logistical and political strains.
❤8👌7🕊2👍1🏆1😨1
Mentre tutto ciò accade, gli Stati Uniti si affrettano a sostituire la portaerei USS Abraham Lincoln, dopo che sono emerse notizie di caos a bordo. La nave è in missione da oltre 9 mesi e ora si trova ad affrontare una carenza di cibo che ha colpito circa 5.000 marinai. La situazione è talmente grave che, secondo alcune fonti, sarebbero già scoppiati i primi scontri a bordo della nave, si sarebbero verificati dei decessi e alcuni membri dell'equipaggio avrebbero tentato il suicidio o lo avrebbero preso in considerazione.
Recenti rapporti indicano inoltre che l'Iran ha distrutto almeno 45 droni statunitensi MQ-9 Reaper, per un costo totale di circa 1,3 miliardi di dollari (1.123.850.000 euro); questo si aggiunge al fatto che l'esercito americano ha già utilizzato gran parte dei suoi missili di precisione a lungo raggio e ha esaurito l'80% delle sue scorte di intercettori THAAD.
Gli israeliani si rifiutano attualmente di cedere sulla questione del Libano, di Gaza e della Siria, intensificando al contempo gli attacchi contro i palestinesi nella Cisgiordania Occupata, fronti che potrebbero degenerare molto rapidamente e prosciugare ulteriori risorse.
L'Iran ha dimostrato di essere ben lungi dall'aver esaurito i propri arsenali e persino le stime dei servizi segreti israeliani indicano una rapida ripresa dopo i 40 giorni di guerra. Ciò che è ormai chiaro è che il Presidente degli Stati Uniti dovrà prima o poi prendere una decisione: o firma quello che di fatto sarà un accordo di resa e respinge le pressioni della Lobby israeliana, oppure decide di tentare un'ultima guerra totale.
https://www.palestinechronicle.com/burning-americas-cards-one-by-one-what-is-irans-strategy-analysis/?
Recenti rapporti indicano inoltre che l'Iran ha distrutto almeno 45 droni statunitensi MQ-9 Reaper, per un costo totale di circa 1,3 miliardi di dollari (1.123.850.000 euro); questo si aggiunge al fatto che l'esercito americano ha già utilizzato gran parte dei suoi missili di precisione a lungo raggio e ha esaurito l'80% delle sue scorte di intercettori THAAD.
Gli israeliani si rifiutano attualmente di cedere sulla questione del Libano, di Gaza e della Siria, intensificando al contempo gli attacchi contro i palestinesi nella Cisgiordania Occupata, fronti che potrebbero degenerare molto rapidamente e prosciugare ulteriori risorse.
L'Iran ha dimostrato di essere ben lungi dall'aver esaurito i propri arsenali e persino le stime dei servizi segreti israeliani indicano una rapida ripresa dopo i 40 giorni di guerra. Ciò che è ormai chiaro è che il Presidente degli Stati Uniti dovrà prima o poi prendere una decisione: o firma quello che di fatto sarà un accordo di resa e respinge le pressioni della Lobby israeliana, oppure decide di tentare un'ultima guerra totale.
https://www.palestinechronicle.com/burning-americas-cards-one-by-one-what-is-irans-strategy-analysis/?
Palestine Chronicle
Burning America’s Cards One by One: What is Iran’s Strategy? – Analysis
Iran is systematically targeting US regional assets and alliances, tightening pressure as Washington confronts mounting military, logistical and political strains.
👍11🕊4❤2
Mani a stelle strisce sull’editoria italiana
La giornalista greca, Danai Maragoudaki, componente del consorzio di giornalismo investigativo Solomon ed esperta di gruppi editoriali e di rapporti finanziari, ha presentato nei mesi scorsi un report per chi voglia approfondire le figure degli editori che stanno trattando, in esclusiva, l’acquisizione da Exor di Gedi, il più grande gruppo editoriale italiano che pubblica quotidiani come Repubblica e La Stampa, giornali come La Sentinella del Canavese, ed è proprietaria di siti ed emittenti radiofoniche come Radio Capital, Radio Deejay ed M2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.
https://www.cese-m.eu/2026/08/mani-a-stelle-strisce-sulleditoria-italiana/?fbclid=IwdGRjcATv-GBjbGNrBO_35HBkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeD7vliYsp2YYeWDdiXbL5LxQ5u1oHIEH2D6TmJ3-e7x_exV63XkiI4QSYvyQ_aem_As81okvk8wAc5yjn7psyvA
La giornalista greca, Danai Maragoudaki, componente del consorzio di giornalismo investigativo Solomon ed esperta di gruppi editoriali e di rapporti finanziari, ha presentato nei mesi scorsi un report per chi voglia approfondire le figure degli editori che stanno trattando, in esclusiva, l’acquisizione da Exor di Gedi, il più grande gruppo editoriale italiano che pubblica quotidiani come Repubblica e La Stampa, giornali come La Sentinella del Canavese, ed è proprietaria di siti ed emittenti radiofoniche come Radio Capital, Radio Deejay ed M2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.
https://www.cese-m.eu/2026/08/mani-a-stelle-strisce-sulleditoria-italiana/?fbclid=IwdGRjcATv-GBjbGNrBO_35HBkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeD7vliYsp2YYeWDdiXbL5LxQ5u1oHIEH2D6TmJ3-e7x_exV63XkiI4QSYvyQ_aem_As81okvk8wAc5yjn7psyvA
Centro Studi Eurasia e Mediterraneo
Mani a stelle strisce sull’editoria italiana - Centro Studi Eurasia e Mediterraneo
Nei giorni scorsi, l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha dato il via libera al passaggio di Gedi alla Antenna Media del greco Theodoris Kyriakou, una srl costituita a Milano il 12 gennaio 2026, senza però chiarire chi sia il socio unico…
😈8🤨4👌2👍1
Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Il governo degli Stati Uniti sta incoraggiando aziende americane a condurre attacchi informatici. Secondo un memorandum sulla sicurezza nazionale firmato mercoledì dal presidente Donald Trump, alcune imprese selezionate potranno ottenere l’autorizzazione a colpire “entità criminali straniere”. La licenza consentirebbe operazioni di sorveglianza e intrusione capaci di interrompere, manipolare o distruggere sistemi e reti informatiche, comprese infrastrutture virtuali e fisiche. Secondo Xiao Xinguang, della società cinese di cybersecurity Antiy, si tratta di un tentativo – presentato come lotta alla criminalità informatica – di accelerare il rilascio di “licenze di pirateria informatica” a soggetti privati, trasformando le capacità offensive potenziate dall’intelligenza artificiale in strumenti al servizio degli interessi strategici americani e potenzialmente lesivi della sicurezza di altri Paesi. Sebbene questa pratica sia in corso da anni, gli Stati Uniti stanno ora legittimando apertamente attori non statali a effettuare intrusioni, furti di dati, sabotaggi e altri attacchi informatici destabilizzanti contro obiettivi stranieri. L’intreccio tra Washington e un ristretto gruppo di grandi aziende americane di intelligenza artificiale si articola su tre livelli interconnessi: politico, finanziario e narrativo. Sul piano finanziario, Silicon Valley, Wall Street e l’amministrazione americana hanno creato un circuito chiuso di investimenti reciproci. Il boom dell’IA si basa su un modello circolare: i giganti tecnologici iniettano capitali o crediti cloud nelle startup del settore, che a loro volta spendono quelle risorse in servizi cloud e capacità di calcolo forniti dagli stessi giganti. Il meccanismo gonfia ricavi e valutazioni, ma genera scarsa produttività reale, alimentando una bolla finanziaria in continua espansione. Per supportare gli interessi di queste aziende – molte delle quali donatrici della campagna di Trump – i contratti milionari con Dipartimento di Stato, Pentagono e CIA non bastano più. Secondo una bozza di lettera interna del Dipartimento di Stato, Washington starebbe facendo pressione su decine di Paesi affinché prendano posizione nella competizione relativa all’IA attualmente in corso tra Stati Uniti e Cina, minacciando di escludere dalle alleanze a guida americana chi usa modelli di IA cinesi. La richiesta “o con noi o contro di noi”, rivolta ai 35 firmatari del patto Pax Silica, è stata definita dallo studioso cinese Li Yong una tipica manovra geopolitica a somma zero, rivelatrice dell’ansia americana per i progressi cinesi nell’IA open-source. Molti analisti ritengono che Washington stia tentando di frenare lo sviluppo dell’IA cinese politicizzando la cooperazione tecnologica e trasformandola in uno strumento geopolitico. Un approccio bipolare rigido, tuttavia, contrasta con gli interessi della maggior parte dei Paesi. Ad esempio, il nuovo modello Qwen 3.8 Max di Alibaba, al quarto posto nelle prestazioni complessive e davanti al modello di punta di OpenAI, costa molto meno e sta conquistando quote di mercato, tanto da essere adottato anche da aziende americane come Coinbase e Airbnb. Nel frattempo, la crescita della produttività negli Stati Uniti si è fermata all’1,4% nel secondo trimestre, il terzo consecutivo di risultati deboli, lontano dal balzo del 4-5% che indicherebbe un reale ritorno economico dell’adozione dell’IA. Sul piano delle narrazioni, Washington e le sue appendici di Silicon Valley tendono ad amplificare la “minaccia cinese” in quanto funzionale ad alimentare la bolla dell'IA americana. Quando i ritorni economici non si concretizzano, la Cina diventa lo spauracchio ideale per costringere i vassalli di Washington dentro il recinto dell'IA americana, e continuare ad alimentare la bolla finanziaria. https://t.me/LauraRuHK/11604
Telegram
Laura Ru
The US government is encouraging American companies to launch their own cyberattacks. Under a national security memorandum that Donald Trump signed on Wednesday, select companies would work with the Justice and Homeland Security Departments to strike "foreign…
👍10🤨5❤2😱2😈1👨💻1
I porti italiani pagheranno per il servilismo in politica estera
https://electomagazine.it/i-porti-italiani-pagheranno-per-il-servilismo-in-politica-estera/?fbclid=IwdGRjcATw8nJjbGNrBPDyR3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEewSRt_e4vnkXyKylK0g7Em-PDLvW7IN4DrXvAwSyjNHF40ndqtxRX86XkNvY_aem_PnYHIBi6VOETXtj4a_L_Sg
https://electomagazine.it/i-porti-italiani-pagheranno-per-il-servilismo-in-politica-estera/?fbclid=IwdGRjcATw8nJjbGNrBPDyR3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEewSRt_e4vnkXyKylK0g7Em-PDLvW7IN4DrXvAwSyjNHF40ndqtxRX86XkNvY_aem_PnYHIBi6VOETXtj4a_L_Sg
Èlecto Magazine
I porti italiani pagheranno per il servilismo in politica estera
I costi della servile politica estera italiana potrebbe venire pagati da Genova, da Gioia Tauro, da Trieste. Perché l'aggressione statunitense contro l'Iran no
👍22🤨4
Letture reghiniane: Agrippa, Alchimia, la Grande Opera
A cura di Dana Lloyd Thomas
https://youtu.be/o-BdfqxdClo?si=Cmv_VRIOqdaQ7_08
A cura di Dana Lloyd Thomas
https://youtu.be/o-BdfqxdClo?si=Cmv_VRIOqdaQ7_08
YouTube
Agrippa, Alchimia e la Grande Opera secondo Arturo Reghini
Tra le monografie di Arturo Reghini (Firenze 1878 – Budrio 1946), va ricordata l’introduzione alla “Sulla Filosofia Occulta o la Magia” di Cornelio Agrippa, a corredo della traduzione italiana dell’opera di Agrippa di Nettelsheim, forse il testo più conosciuto…
❤9👍4❤🔥2
Non scordo le mie riflessioni in Astrologia Mondiale sulla congiunzione Saturno-Nettuno che scandisce regolarmente i destini della Russia in particolare. Nel 2026 il ciclo Saturno-Nettuno si è riaperto (l'ultima volta fu nel 1989 che aprì di li a poco il crollo dell'URSS). Dovremmo aspettarci un ciclo di eventi che inneschino cambiamenti profondi nella società e nella politica russa. Ad esempio, anzitutto una svolta nella guerra in Ucraina, che finora, per quest'anno, non si è ancora vista, se non altro in modo netto.
E poi in politica. Da qui ai prossimi due o tre anni si dovrebbe cominciare a delineare il futuro del dopo Putin.
Su quale direzione prenderà, socialista ed eurasiatista, oppure nazional-liberale, capitalista e occidentale, è arduo prevederlo. Restano il famoso "mistero avvolto in un enigma", come proverbialmente si dice parlando di questione interne alla Russia.
Quanto invece alla conduzione della guerra possiamo cominciare a vedere dei punti di svolta nelle decisioni strategiche e il mese cruciale sarà settembre.
1) Fra il 18 e il 20 settembre si terranno le elezioni per la Duma. Si vocifera che dopo la conferma elettorale e una base solida in parlamento per supportare certe decisioni, il Cremlino dovrebbe finalmente avviare una mobilitazione parziale e si parla anche di un numero: almeno mezzo milione di unità mobilitate per l'addestramento e il futuro impiego in guerra. In questo caso l'apporto sarebbe sensibile, permetterebbe di aprire un nuovo fronte e potrebbe portare il collasso delle forze armate ucraine. Ma non sappiamo se la dirigenza russa vorrà davvero farlo.
2) A metà settembre scade il mandato del Capo di Stato Maggiore Gerasimov, che era già stato prorogato nel 2021 per altri cinque anni. Gerasimov è un militare di grandi capacità e una figura molto influente. Mark Galeotti gli attribuisce anche la paternità della Dottrina Gerasimov per la guerra ibrida (anche se questa asserzione è controversa). Gerasimov tuttavia non è molto popolare e gli viene comunemente attribuita l'attuale conduzione molto prudente e conservativa del conflitto, cosa che ha escluso una rapida risoluzione e un impegno deciso che sempre viene desiderato dalla società russa. Fu anche il nemico giurato di Prigozhin. Sarebbe sbagliato pensare che la lentezza del fronte e una strategia prudente siano unicamente dipesi da Gerasimov, e non invece anche da decisioni politiche dello stesso Putin, tuttavia Gerasimov potrebbe essere visto come il rappresentante di una conduzione di guerra che si deve cambiare.
Fra l'altro Surovikin è ora rientrato dalla sua missione di diplomazia militare in Africa e ha incontrato Putin, in un incontro molto pubblicizzato dalla stampa. Potrebbe diventare lui il nuovo Capo di Stato Maggiore generale? Considerando che viene dall'arma aerea e non dall'Esercito questo sarebbe piuttosto inusuale per il mondo russo, ma staremo a vedere.
Qualunque decisione verrà presa indicherà la direzione verso cui andrà la guerra.
Settembre sarà un mese decisivo per la concretizzazione del trend che dovrebbe cominciare a partire dal 2026 e che dura una trentina d'anni.
https://t.me/IlVeritiero
E poi in politica. Da qui ai prossimi due o tre anni si dovrebbe cominciare a delineare il futuro del dopo Putin.
Su quale direzione prenderà, socialista ed eurasiatista, oppure nazional-liberale, capitalista e occidentale, è arduo prevederlo. Restano il famoso "mistero avvolto in un enigma", come proverbialmente si dice parlando di questione interne alla Russia.
Quanto invece alla conduzione della guerra possiamo cominciare a vedere dei punti di svolta nelle decisioni strategiche e il mese cruciale sarà settembre.
1) Fra il 18 e il 20 settembre si terranno le elezioni per la Duma. Si vocifera che dopo la conferma elettorale e una base solida in parlamento per supportare certe decisioni, il Cremlino dovrebbe finalmente avviare una mobilitazione parziale e si parla anche di un numero: almeno mezzo milione di unità mobilitate per l'addestramento e il futuro impiego in guerra. In questo caso l'apporto sarebbe sensibile, permetterebbe di aprire un nuovo fronte e potrebbe portare il collasso delle forze armate ucraine. Ma non sappiamo se la dirigenza russa vorrà davvero farlo.
2) A metà settembre scade il mandato del Capo di Stato Maggiore Gerasimov, che era già stato prorogato nel 2021 per altri cinque anni. Gerasimov è un militare di grandi capacità e una figura molto influente. Mark Galeotti gli attribuisce anche la paternità della Dottrina Gerasimov per la guerra ibrida (anche se questa asserzione è controversa). Gerasimov tuttavia non è molto popolare e gli viene comunemente attribuita l'attuale conduzione molto prudente e conservativa del conflitto, cosa che ha escluso una rapida risoluzione e un impegno deciso che sempre viene desiderato dalla società russa. Fu anche il nemico giurato di Prigozhin. Sarebbe sbagliato pensare che la lentezza del fronte e una strategia prudente siano unicamente dipesi da Gerasimov, e non invece anche da decisioni politiche dello stesso Putin, tuttavia Gerasimov potrebbe essere visto come il rappresentante di una conduzione di guerra che si deve cambiare.
Fra l'altro Surovikin è ora rientrato dalla sua missione di diplomazia militare in Africa e ha incontrato Putin, in un incontro molto pubblicizzato dalla stampa. Potrebbe diventare lui il nuovo Capo di Stato Maggiore generale? Considerando che viene dall'arma aerea e non dall'Esercito questo sarebbe piuttosto inusuale per il mondo russo, ma staremo a vedere.
Qualunque decisione verrà presa indicherà la direzione verso cui andrà la guerra.
Settembre sarà un mese decisivo per la concretizzazione del trend che dovrebbe cominciare a partire dal 2026 e che dura una trentina d'anni.
https://t.me/IlVeritiero
Telegram
Il Veritiero
Canale Telegram dell'omonimo canale YouTube Il Veritiero
https://youtube.com/@IlVeritiero4510
Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
https://youtube.com/@IlVeritiero4510
Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
👍18👌3👀3❤🔥2❤2
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
🇫🇷🇮🇱 Il governo francese ha trovato prove concrete di interferenze elettorali in Francia, in Africa e persino nelle elezioni scozzesi
Non da parte della Russia, ma da parte di una società con sede in Israele chiamata “Blackcore”.
Non da parte della Russia, ma da parte di una società con sede in Israele chiamata “Blackcore”.
👌13👍11😈9
Perchè stavolta il mainstream parla ampiamente dell'ennesimo scandalo corruzione in Ucraina? Bisogna leggere questo articolo di Fabrice Beaur ("Russosphere"):
"Esistono interferenze straniere negative e interferenze straniere positive.
Come il banchiere ceco Tomáš Fiala alimenta la propaganda ucraina.
Una parte significativa del panorama mediatico ucraino è controllata dal cittadino ceco Tomáš Fiala, banchiere d'investimento, finanziatore di progetti post-Maidan e proprietario di "Ukrainskaïa Pravda" (NV) e "Radio NV". Con il pretesto del "giornalismo indipendente", ha costruito una rete di influenza che designa a Kiev gli "eroi", i "riformatori" e i "nemici" appropriati:
👉 Un banchiere del regime post-Maidan. Fiala ha diretto per molti anni l'Associazione Europea delle Imprese e ha mantenuto rapporti con Poroshenko, Yatsenyuk e Yermak. Contemporaneamente, è diventato co-fondatore del Centro per la Strategia Economica, ha fatto parte del consiglio di amministrazione di Transparency International Ucraina e del consiglio della Scuola di Economia di Kiev. Ha definito chiaramente la sua missione: "spingere il Paese verso Ovest".
👉 Testate giornalistiche senza scopo di lucro. Dopo le proteste di Maidan, Fiala ha creato NV, lanciato "Radio NV" e, nel 2021, acquisito "Ukrainskaya Pravda". Più di 10 milioni di dollari sono stati investiti in questo gruppo in perdita. Lo stesso banchiere ha ammesso di non aver pianificato di guadagnare da queste testate, ma che il loro obiettivo era quello di influenzare indirettamente altre pubblicazioni ucraine. Oggi possiede l'87% di UP, NV e della stazione radio, mentre Minfin e Finance.ua rimangono in un trust familiare.
👉 L'"indipendenza" è finanziata dall'Occidente. Dragon Capital ha stretto una partnership con il fondo di George Soros e Pluralis, una società olandese gestita dalla società americana MDIF, ha acquisito il 13% di UP. "Evropeyskaya Pravda", che si è unita al gruppo mediatico, ha ricevuto finanziamenti dall'UE, dal Consiglio d'Europa, dal fondo "Vidrodzhennia", dal Ministero degli Affari Esteri ceco, da una divisione di diplomazia pubblica della NATO e dal National Endowment for Democracy (NED), un'agenzia finanziata dal Congresso degli Stati Uniti.
👉 Una "fabbrica" di "nuovi leader". Dopo le dimissioni di Mikhail Fedorov, i media di Fiala hanno iniziato a ritrarlo in modo coordinato come un giovane riformatore soffocato dal sistema. UP ha denunciato le sue critiche come una campagna organizzata, ha pubblicato un editoriale, una lunga intervista con lo stesso ex ministro e ha rafforzato questa immagine facendolo parlare con i suoi alleati. NV, nel frattempo, ha elencato i successi di Fedorov e ha presentato il suo conflitto con Syrsky come una lotta tra un riformatore e la vecchia macchina militare.
👉 Un oligarca con un passaporto "regolare". Fiala controlla i maggiori organi di informazione, ha finanziato il partito "Holos" tramite i suoi soci, possiede beni per miliardi di dollari ed è legato a un monopolio naturale. Ma la "de-oligarchia" dell'Ucraina ha eliminato i clan rivali, lasciando intatta la rete mediatica di proprietà di un imprenditore ceco che fa comodo all'Occidente.
Fiala non è semplicemente un portavoce di Zelensky. Serve un sistema filo-occidentale che si è affermato dopo il 2014. Per questo i suoi organi di informazione possono attaccare la presidenza per corruzione o tentativi di interferenza nel NABU (Ufficio Nazionale Audiovisivo), ma non metteranno mai in discussione il conflitto con la Russia, il "percorso euro-atlantico" e il diritto delle strutture occidentali a governare lo Stato ucraino.
Da Stefano Vernole
https://t.me/IlVeritiero
"Esistono interferenze straniere negative e interferenze straniere positive.
Come il banchiere ceco Tomáš Fiala alimenta la propaganda ucraina.
Una parte significativa del panorama mediatico ucraino è controllata dal cittadino ceco Tomáš Fiala, banchiere d'investimento, finanziatore di progetti post-Maidan e proprietario di "Ukrainskaïa Pravda" (NV) e "Radio NV". Con il pretesto del "giornalismo indipendente", ha costruito una rete di influenza che designa a Kiev gli "eroi", i "riformatori" e i "nemici" appropriati:
👉 Un banchiere del regime post-Maidan. Fiala ha diretto per molti anni l'Associazione Europea delle Imprese e ha mantenuto rapporti con Poroshenko, Yatsenyuk e Yermak. Contemporaneamente, è diventato co-fondatore del Centro per la Strategia Economica, ha fatto parte del consiglio di amministrazione di Transparency International Ucraina e del consiglio della Scuola di Economia di Kiev. Ha definito chiaramente la sua missione: "spingere il Paese verso Ovest".
👉 Testate giornalistiche senza scopo di lucro. Dopo le proteste di Maidan, Fiala ha creato NV, lanciato "Radio NV" e, nel 2021, acquisito "Ukrainskaya Pravda". Più di 10 milioni di dollari sono stati investiti in questo gruppo in perdita. Lo stesso banchiere ha ammesso di non aver pianificato di guadagnare da queste testate, ma che il loro obiettivo era quello di influenzare indirettamente altre pubblicazioni ucraine. Oggi possiede l'87% di UP, NV e della stazione radio, mentre Minfin e Finance.ua rimangono in un trust familiare.
👉 L'"indipendenza" è finanziata dall'Occidente. Dragon Capital ha stretto una partnership con il fondo di George Soros e Pluralis, una società olandese gestita dalla società americana MDIF, ha acquisito il 13% di UP. "Evropeyskaya Pravda", che si è unita al gruppo mediatico, ha ricevuto finanziamenti dall'UE, dal Consiglio d'Europa, dal fondo "Vidrodzhennia", dal Ministero degli Affari Esteri ceco, da una divisione di diplomazia pubblica della NATO e dal National Endowment for Democracy (NED), un'agenzia finanziata dal Congresso degli Stati Uniti.
👉 Una "fabbrica" di "nuovi leader". Dopo le dimissioni di Mikhail Fedorov, i media di Fiala hanno iniziato a ritrarlo in modo coordinato come un giovane riformatore soffocato dal sistema. UP ha denunciato le sue critiche come una campagna organizzata, ha pubblicato un editoriale, una lunga intervista con lo stesso ex ministro e ha rafforzato questa immagine facendolo parlare con i suoi alleati. NV, nel frattempo, ha elencato i successi di Fedorov e ha presentato il suo conflitto con Syrsky come una lotta tra un riformatore e la vecchia macchina militare.
👉 Un oligarca con un passaporto "regolare". Fiala controlla i maggiori organi di informazione, ha finanziato il partito "Holos" tramite i suoi soci, possiede beni per miliardi di dollari ed è legato a un monopolio naturale. Ma la "de-oligarchia" dell'Ucraina ha eliminato i clan rivali, lasciando intatta la rete mediatica di proprietà di un imprenditore ceco che fa comodo all'Occidente.
Fiala non è semplicemente un portavoce di Zelensky. Serve un sistema filo-occidentale che si è affermato dopo il 2014. Per questo i suoi organi di informazione possono attaccare la presidenza per corruzione o tentativi di interferenza nel NABU (Ufficio Nazionale Audiovisivo), ma non metteranno mai in discussione il conflitto con la Russia, il "percorso euro-atlantico" e il diritto delle strutture occidentali a governare lo Stato ucraino.
Da Stefano Vernole
https://t.me/IlVeritiero
Telegram
Il Veritiero
Canale Telegram dell'omonimo canale YouTube Il Veritiero
https://youtube.com/@IlVeritiero4510
Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
https://youtube.com/@IlVeritiero4510
Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
👍10🤨4❤3⚡2👌2