Persino il Fondo Monetario Internazionale è arrivato ad "avvisare" gli Stati Uniti che hanno un debito pubblico insostenibile; una montagna di carta, che per anni i grandi gestori del risparmio e le banche centrali hanno ritenuto un bene rifugio, rischia ora di prendere fuoco.
Il messaggio del Fondo è stato chiaro: cari statunitensi non illudetevi di tenere in piedi il vostro debito - che peraltro avete venduto a mezzo mondo - solo con la crescita economica.
Dovete quindi, sostiene ancora il Fondo, adottare soluzioni radicali: aumentare le tasse, tagliare la spesa, smettere di fare nuovo debito.
In pratica il Fondo monetario chiede agli Stati Uniti quel regime di austerità brutale che gli stessi Stati Uniti, attraverso il Washington consensus, hanno imposto per anni in America Latina e in altre zone del pianeta.
Certo, conclude il Fondo, sarà dura "politicamente" ma l'alternativa è l'insolvenza.
Allora non lo dico solo io che il capitalismo finanziario dollarizzato ha un grosso problema. Lo confessa persino uno dei pilastri di quel capitalismo.
Alessandro Volpi
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Il messaggio del Fondo è stato chiaro: cari statunitensi non illudetevi di tenere in piedi il vostro debito - che peraltro avete venduto a mezzo mondo - solo con la crescita economica.
Dovete quindi, sostiene ancora il Fondo, adottare soluzioni radicali: aumentare le tasse, tagliare la spesa, smettere di fare nuovo debito.
In pratica il Fondo monetario chiede agli Stati Uniti quel regime di austerità brutale che gli stessi Stati Uniti, attraverso il Washington consensus, hanno imposto per anni in America Latina e in altre zone del pianeta.
Certo, conclude il Fondo, sarà dura "politicamente" ma l'alternativa è l'insolvenza.
Allora non lo dico solo io che il capitalismo finanziario dollarizzato ha un grosso problema. Lo confessa persino uno dei pilastri di quel capitalismo.
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A grandi linee, si potrebbe cogliere una sostanziale differenza nelle proteste al sud e al nord, con la prevalenza di un ordine controllato nelle prime e di un disordine provocato nelle seconde. In generale, pur non essendovi regole "scientifiche", non si tratta di una novità, e a darne spiegazione sono fattori come la struttura organizzativa, il tipo di controllo esercitato sul territorio e le finalità strategiche dei due gruppi. Dopotutto, in passato vi sono state anche proteste di lavoratori in piazza con scontri legati ad infiltrati, mentre grandi cortei studenteschi si sono svolti in modo del tutto pacifico.
Tuttavia, nel caso odierno vediamo che al sud le proteste puntano su presidi statici e blocchi infrastrutturali da parte di trasportatori, pescatori ed agricoltori, concentrati soprattutto su statali e snodi autostradali, raffinerie e piazzali dei varchi portuali, coi loro mezzi da lavoro come camion, trattori e pescherecci. Al nord, invece, le proteste si svolgono in altro modo, soprattutto nelle strade e nelle piazze delle città, con folti e fluidi cortei in movimento dove non è affatto così difficile, per gruppi esterni di violenti, inserirsi al fine di delegittimare la protesta con violenze, furti ed atti vandalici. Non è altrettanto facile, invece, penetrare una piazza di lavoratori come al sud, dove i presidi di camionisti ed agricoltori sono prima di tutto comunità ristrette e territoriali: gli operatori si conoscono spesso tra loro, per nome, azienda, cooperativa o flotta d'appartenenza, e giammai lascerebbero entrare, e prima ancora avvicinare, qualche sconosciuto che giunga a piedi o senza un mezzo di settore in uno snodo della statale Jonica o ad un varco portuale di Palermo. Per la piazza studentesca ed universitaria, i cui eventi sono per natura aperti ed "inclusivi", fronteggiare il rischio che vandali occasionali, frange dell'antagonismo o professionisti dello scontro s'infiltrino per fare della massa giovanile uno "scudo umano" di cui avvalersi per delegittimare la protesta con saccheggi e scontri con le forze di polizia, è dunque molto più difficile.
Qua entrano in gioco altri elementi ancora, legati al rapporto tra la funzione della violenza e il reale obiettivo di una protesta. Il potere contrattuale degli agricoltori, trasportatori e pescatori risiede nella loro capacità di paralizzare l'economia reale tra blocchi alle merci, scaffali vuoti e pompe a secco; il loro obiettivo non è certo di dar luogo alla violenza fisica e al vandalismo urbano che, dando luogo allo scontro con le forze dell'ordine, farebbero subito scattare dei reati penali gravi, con la precettazione da parte delle prefetture e il sequestro dei mezzi d'opera, dal valore in molti casi di centinaia di migliaia di euro. Naturalmente, la perdita di consenso ed adesione in almeno una parte d'opinione pubblica sarebbero a quel punto inevitabili. Nel caso del movimento studentesco, invece, le ragioni della protesta sono ampie e diverse, estendendosi dalle risorse ai servizi, dalle politiche scolastiche ed universitarie all'ostilità verso le odierne guerre in Medio Oriente; che pertanto diventi il ritrovo di gruppi ed anime con sensibilità e priorità politiche differenti appare dunque del tutto fisiologico e, nel quadro democratico, soprattutto auspicabile. E' un meccanismo che, nonostante il servizio d'ordine, farà sempre fatica a prevenire l'infiltrazione o l'azione parallela di altri, intenzionati allo scontro e al disordine proprio per causare la delegittimazione della protesta e la sfiducia dell'opinione pubblica.
Certo, qualcuno potrà obiettare che nel caso delle proteste al sud, se non possono infiltrarsi "sfondatori" in passamontagna o a volto coperto, possono sempre penetrare interessi d'altra natura, legati alla speculazione o alle pressioni della criminalità organizzata.
Tuttavia, nel caso odierno vediamo che al sud le proteste puntano su presidi statici e blocchi infrastrutturali da parte di trasportatori, pescatori ed agricoltori, concentrati soprattutto su statali e snodi autostradali, raffinerie e piazzali dei varchi portuali, coi loro mezzi da lavoro come camion, trattori e pescherecci. Al nord, invece, le proteste si svolgono in altro modo, soprattutto nelle strade e nelle piazze delle città, con folti e fluidi cortei in movimento dove non è affatto così difficile, per gruppi esterni di violenti, inserirsi al fine di delegittimare la protesta con violenze, furti ed atti vandalici. Non è altrettanto facile, invece, penetrare una piazza di lavoratori come al sud, dove i presidi di camionisti ed agricoltori sono prima di tutto comunità ristrette e territoriali: gli operatori si conoscono spesso tra loro, per nome, azienda, cooperativa o flotta d'appartenenza, e giammai lascerebbero entrare, e prima ancora avvicinare, qualche sconosciuto che giunga a piedi o senza un mezzo di settore in uno snodo della statale Jonica o ad un varco portuale di Palermo. Per la piazza studentesca ed universitaria, i cui eventi sono per natura aperti ed "inclusivi", fronteggiare il rischio che vandali occasionali, frange dell'antagonismo o professionisti dello scontro s'infiltrino per fare della massa giovanile uno "scudo umano" di cui avvalersi per delegittimare la protesta con saccheggi e scontri con le forze di polizia, è dunque molto più difficile.
Qua entrano in gioco altri elementi ancora, legati al rapporto tra la funzione della violenza e il reale obiettivo di una protesta. Il potere contrattuale degli agricoltori, trasportatori e pescatori risiede nella loro capacità di paralizzare l'economia reale tra blocchi alle merci, scaffali vuoti e pompe a secco; il loro obiettivo non è certo di dar luogo alla violenza fisica e al vandalismo urbano che, dando luogo allo scontro con le forze dell'ordine, farebbero subito scattare dei reati penali gravi, con la precettazione da parte delle prefetture e il sequestro dei mezzi d'opera, dal valore in molti casi di centinaia di migliaia di euro. Naturalmente, la perdita di consenso ed adesione in almeno una parte d'opinione pubblica sarebbero a quel punto inevitabili. Nel caso del movimento studentesco, invece, le ragioni della protesta sono ampie e diverse, estendendosi dalle risorse ai servizi, dalle politiche scolastiche ed universitarie all'ostilità verso le odierne guerre in Medio Oriente; che pertanto diventi il ritrovo di gruppi ed anime con sensibilità e priorità politiche differenti appare dunque del tutto fisiologico e, nel quadro democratico, soprattutto auspicabile. E' un meccanismo che, nonostante il servizio d'ordine, farà sempre fatica a prevenire l'infiltrazione o l'azione parallela di altri, intenzionati allo scontro e al disordine proprio per causare la delegittimazione della protesta e la sfiducia dell'opinione pubblica.
Certo, qualcuno potrà obiettare che nel caso delle proteste al sud, se non possono infiltrarsi "sfondatori" in passamontagna o a volto coperto, possono sempre penetrare interessi d'altra natura, legati alla speculazione o alle pressioni della criminalità organizzata.
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A grandi linee, si potrebbe cogliere una sostanziale differenza nelle proteste al sud e al nord, con la prevalenza di un ordine controllato nelle prime e di un disordine provocato nelle seconde. In generale, pur non essendovi regole "scientifiche", non si…
C'è una certa cronologia a ricordarcelo; e soprattutto a suggerire l'idea che le mafie al sud facciano in molti casi un lavoro non poi tanto dissimile dai provocatori visti nelle storiche manifestazioni viste non soltanto nel nord e nel centro studenteschi ed industriali. E' una forma d'infiltrazione che non fa rumore di piazza e non causa scontri coi manganelli, ma ottiene comunque lo stesso obiettivo di delegittimare una motivata protesta. Tuttavia, al momento non si nulla del genere; e del resto, come pure nel caso dei provocatori in azione nelle manifestazioni al nord, sono giusto i più ingenui o disinformati a non rendersi conto che ad oggi chi protesta non lo fa certo perché violento o mosso dalle mafie, ma semplicemente perché non ne può e si vergogna per il modo in cui è governato il proprio paese. Del resto, chi ha la pancia piena non può capire chi ce l'ha vuota, e a quel punto è del tutto ovvio che si lasci fregare dalle provocazioni e dalle delegittimazioni che gli vengono calate dall'alto: funziona così da decenni, da sempre.
Nel concludere, è bene ricordare questa regola aurea: le persone che lavorano, se uno non ha mai lavorato, lo vedono a distanza di un chilometro. Non è facile per nessun provocatore, comunque si conci, entrare nella mischia, oltretutto in un posto dove non lo conosce nessuno. Ma un "non forestiero" con buone intenzioni sì, può entrare o comunque avvicinarsi: non a caso, nelle ultime ore, in Calabria e Puglia si sono viste interessanti novità, con studenti delle superiori e delle università andati a manifestare insieme agli agricoltori e ai trasportatori lungo le statali, come a Trebisacce e Corigliano-Rossano. L'asse tra studenti e lavoratori funziona bene, indica che i primi non sono tutti teppisti come invece insinuato da chi diffonde i provocatori nei loro cortei e, soprattutto, potrebbero ritrovarsi affiancati coi lavoratori anche in altre proteste a venire: dopotutto, la tensione in questo periodo è in aumento e già si sa che ve ne saranno altre. Queste novità che vediamo giungere dal sud non troveranno senz'altro il gradimento di tutti e, nel caso di un loro allargamento anche altrove, rischieranno plausibilmente vari tentativi d'infiltrazione e deviazione del dissenso. Siamo di fronte ad un nuovo autunno caldo.
Filippo Bovo
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Nel concludere, è bene ricordare questa regola aurea: le persone che lavorano, se uno non ha mai lavorato, lo vedono a distanza di un chilometro. Non è facile per nessun provocatore, comunque si conci, entrare nella mischia, oltretutto in un posto dove non lo conosce nessuno. Ma un "non forestiero" con buone intenzioni sì, può entrare o comunque avvicinarsi: non a caso, nelle ultime ore, in Calabria e Puglia si sono viste interessanti novità, con studenti delle superiori e delle università andati a manifestare insieme agli agricoltori e ai trasportatori lungo le statali, come a Trebisacce e Corigliano-Rossano. L'asse tra studenti e lavoratori funziona bene, indica che i primi non sono tutti teppisti come invece insinuato da chi diffonde i provocatori nei loro cortei e, soprattutto, potrebbero ritrovarsi affiancati coi lavoratori anche in altre proteste a venire: dopotutto, la tensione in questo periodo è in aumento e già si sa che ve ne saranno altre. Queste novità che vediamo giungere dal sud non troveranno senz'altro il gradimento di tutti e, nel caso di un loro allargamento anche altrove, rischieranno plausibilmente vari tentativi d'infiltrazione e deviazione del dissenso. Siamo di fronte ad un nuovo autunno caldo.
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Forwarded from RangeloniNews
Questa sera, dopo che a Donetsk è tornata la luce e con essa la connessione ad internet venuta a mancare da ieri sera per via di un bombardamento ucraino sull’infrastruttura energetica locale (cosette che avvenivano anche prima che la Russia iniziasse a fare altrettanto su quella ucraina, ma evidentemente è considerato crimine solo se a colpire sono i russi), ho aperto Facebook, dove mi sono ritrovato taggato in un post incentrato su un articolo del Telegraph dedicato al sottoscritto.
La nota testata britannica mi accusa di “ripulire” i crimini di guerra di Putin, e lo fa prendendosela con uno dei miei modesti documentari sulle tragedie del Donbass, realizzati con l’aiuto di colleghi locali, dove ho raccolto testimonianze di parenti di vittime e persone sopravvissute a diverse tragedie. Su dieci documentari (per ora usciti solo in lingua russa) di una mini-serie chiamata appunto “Testimoni”, nove sono stati completamente ignorati. Nessuna parola sugli attacchi dell’aviazione ucraina sui civili o sulle testimonianze legate ai bombardamenti dei mercati di Donetsk.
Se la sono presa per il documentario sul teatro di Mariupol, realizzato con le testimonianze di persone che si trovavano proprio all’interno dell’edificio nel momento in cui è stato distrutto. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno ha perso parenti. Queste persone mi hanno raccontato gli antefatti, fino ai dettagli di quel fatidico giorno. Sono persone con nome e cognome, che ci hanno messo la faccia, ripercorrendo la loro esperienza, condividendo i ricordi e le loro emozioni. Ma queste loro parole stonano con ciò che hanno da subito riportato i megafoni della propaganda schierata al fianco di Zelensky, forte dei resoconti realizzati da “fonti indipendenti” (ma convintamente russofobe) che mai hanno messo piede in quell’edificio. Queste persone, evidentemente, non hanno il diritto di parlare e raccontare la loro esperienza. E così io divento il colpevole e il cattivo.
Nell’articolo vengono inserite mie note biografiche ed interpretazioni del mio lavoro in Donbass e fuori da questa regione al fine di descrivere quanto io sia quello sbagliato per osare raccontare gli eventi del giorno d’oggi da un altro punto di vista, quello da condannare a prescindere. Tutto ciò che non è in linea con la loro filosofia diventa propaganda inaccettabile.
Gli autori osservano infine che la mia “fedeltà incrollabile” nei confronti della Russia “riflette anche sentimenti più ampi all'interno di certi settori della società italiana”. Vero Nick, ma non tanto per via di un mero “forte sentimento antiamericano” (senza dimenticare chi è ostile anche alla perfida Albione) come sostengono loro, bensì perché in Italia, grazie a Dio, c’è molta gente che vorrebbe solamente vivere in un Paese veramente libero e sovrano, svincolato dai diktat di terzi imposti con l’arroganza e l’ipocrisia.
https://t.me/vn_rangeloni
La nota testata britannica mi accusa di “ripulire” i crimini di guerra di Putin, e lo fa prendendosela con uno dei miei modesti documentari sulle tragedie del Donbass, realizzati con l’aiuto di colleghi locali, dove ho raccolto testimonianze di parenti di vittime e persone sopravvissute a diverse tragedie. Su dieci documentari (per ora usciti solo in lingua russa) di una mini-serie chiamata appunto “Testimoni”, nove sono stati completamente ignorati. Nessuna parola sugli attacchi dell’aviazione ucraina sui civili o sulle testimonianze legate ai bombardamenti dei mercati di Donetsk.
Se la sono presa per il documentario sul teatro di Mariupol, realizzato con le testimonianze di persone che si trovavano proprio all’interno dell’edificio nel momento in cui è stato distrutto. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno ha perso parenti. Queste persone mi hanno raccontato gli antefatti, fino ai dettagli di quel fatidico giorno. Sono persone con nome e cognome, che ci hanno messo la faccia, ripercorrendo la loro esperienza, condividendo i ricordi e le loro emozioni. Ma queste loro parole stonano con ciò che hanno da subito riportato i megafoni della propaganda schierata al fianco di Zelensky, forte dei resoconti realizzati da “fonti indipendenti” (ma convintamente russofobe) che mai hanno messo piede in quell’edificio. Queste persone, evidentemente, non hanno il diritto di parlare e raccontare la loro esperienza. E così io divento il colpevole e il cattivo.
Nell’articolo vengono inserite mie note biografiche ed interpretazioni del mio lavoro in Donbass e fuori da questa regione al fine di descrivere quanto io sia quello sbagliato per osare raccontare gli eventi del giorno d’oggi da un altro punto di vista, quello da condannare a prescindere. Tutto ciò che non è in linea con la loro filosofia diventa propaganda inaccettabile.
Gli autori osservano infine che la mia “fedeltà incrollabile” nei confronti della Russia “riflette anche sentimenti più ampi all'interno di certi settori della società italiana”. Vero Nick, ma non tanto per via di un mero “forte sentimento antiamericano” (senza dimenticare chi è ostile anche alla perfida Albione) come sostengono loro, bensì perché in Italia, grazie a Dio, c’è molta gente che vorrebbe solamente vivere in un Paese veramente libero e sovrano, svincolato dai diktat di terzi imposti con l’arroganza e l’ipocrisia.
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Forwarded from Saker Italia
Gli americani hanno utilizzato le riserve di missili "Patriot", calcolate per 19 anni, in soli 7 mesi durante la guerra contro l'Iran.
Fonte voiceofiran_ru
Fonte voiceofiran_ru
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Sotto quale segnatura nasce l'Unione Europea?
Se prendiamo come cielo natale quello del trattato istituivo del 1 Novembre 1993 otteniamo una risposta molto interessante e inquietante. Senza voler fare l'analisi completa del tema, un dato assolutamente rilevante emerge: Sole in Scorpione anzitutto, segno forse il più critico dello zodiaco, essendo corrispondente alla morte, e soprattutto Marte e Plutone, i due segni che governano Scorpione, congiunti al 24° del segno. Entrambi pianeti violenti - ça va sans dire - con Marte che rappresenta la guerra e i militari, e Plutone cui, fra gli altri significati, in Astrologia Mondiale corrispondono le forze violente che agiscono nell'ombra: terrorismo, organizzazioni criminali, servizi segreti. Lo Scorpione, nella domificazione del tema, occupa la IV casa che rappresenta i fondamenti della nazione o dello Stato, la sua base, e per certi versi le radici dei popoli e delle identità. Ma soprattutto è l'asse IV-X casa che ci interessa perché incarna il dualismo popolo-governanti: è la verticale del potere. E su questo asse si intreccia l'opposizione più drammatica di questo tema: l'opposizione di Marte e Plutone, la parte oscura, distruttiva e tirannica del potere, alla Luna, astrologicamente il popolo, in Toro e in X casa. La luna in Toro (ricchezza) è la popolazione dell'Unione, che esce da un glorioso trentennio di crescita economica e sicurezza sociale, minacciata dal potere occulto dei suoi stessi governanti e dallo Stato Profondo, che agiscano di nascosto ( "con il favore delle tenebre" come disse esemplarmente un Presidente del consiglio italiano) - e la IV casa, trovandosi nell'Imum coeli, la parte meno visibile del cielo, valorizza ancora di più questo aspetto di segretezza di Scorpione.
Se si dovesse riassumere, secondo la sua segnatura planetaria, l'essenza stessa dell'Unione Europea, suonerebbe così: è la verticale del potere che agisce contro il popolo, con la violenza e la rapina. Non si potrebbe dire diversamente.
Nel Maestro e Margherita di Bulgakov, il Diavolo aveva la capacità di calcolare al millesimo la coincidenza di tutti gli eventi catastrofici e distruttivi. Diciamo che non si sarebbe potuto calcolare meglio un cielo così infausto per un'istituzione politica, anche se fosse stato ricercato da una mente umana.
Un'astrologa una volta commentò: "Devo confessare che in linea di principio sono completamente favorevole a un'Europa unita – ma questo grafico è così sinistro che mi fa rabbrividire. Guarda quel Sole non aspettato in Scorpione; guarda la congiunzione Marte-Plutone in Scorpione che si oppone alla povera Luna in Toro (cioè il popolo d'Europa, radicato nella terra). Il potere nell'UE è nascosto, oscuro e violento."
Si potrebbe aggiungere qualche sintetica riflessione sugli altri aspetti: la congiunzione Urano-Nettuno in Capricorno ci mostra quanto fosse un sogno potente la UE. Il Capricorno è un segno legato al potere, per alcuni in Astrologia Mondiale è la governance transnazionale; Nettuno rappresenta le aspirazioni, i sogni, e anche l'ideologia, e Urano è rivoluzione. L'idea della UE è un tentativo radicale di plasmare il mondo in un modo nuovo, ma è fortemente in conflitto (quadratura) con la pace e l'armonia (Venere-Giove) che dichiara di voler promuovere.
Oltre a quella fatidica opposizione (Marte-Plutone vs Luna), c'è anche altro di molto disfunzionale in questo tema. La distribuzione del potere è troppo diseguale, troppo nascosta, troppo irresponsabile. Questo tema riassume effettivamente tutti gli aspetti della traiettoria pericolosa che ha preso l'Unione Europea.
https://t.me/IlVeritiero
Se prendiamo come cielo natale quello del trattato istituivo del 1 Novembre 1993 otteniamo una risposta molto interessante e inquietante. Senza voler fare l'analisi completa del tema, un dato assolutamente rilevante emerge: Sole in Scorpione anzitutto, segno forse il più critico dello zodiaco, essendo corrispondente alla morte, e soprattutto Marte e Plutone, i due segni che governano Scorpione, congiunti al 24° del segno. Entrambi pianeti violenti - ça va sans dire - con Marte che rappresenta la guerra e i militari, e Plutone cui, fra gli altri significati, in Astrologia Mondiale corrispondono le forze violente che agiscono nell'ombra: terrorismo, organizzazioni criminali, servizi segreti. Lo Scorpione, nella domificazione del tema, occupa la IV casa che rappresenta i fondamenti della nazione o dello Stato, la sua base, e per certi versi le radici dei popoli e delle identità. Ma soprattutto è l'asse IV-X casa che ci interessa perché incarna il dualismo popolo-governanti: è la verticale del potere. E su questo asse si intreccia l'opposizione più drammatica di questo tema: l'opposizione di Marte e Plutone, la parte oscura, distruttiva e tirannica del potere, alla Luna, astrologicamente il popolo, in Toro e in X casa. La luna in Toro (ricchezza) è la popolazione dell'Unione, che esce da un glorioso trentennio di crescita economica e sicurezza sociale, minacciata dal potere occulto dei suoi stessi governanti e dallo Stato Profondo, che agiscano di nascosto ( "con il favore delle tenebre" come disse esemplarmente un Presidente del consiglio italiano) - e la IV casa, trovandosi nell'Imum coeli, la parte meno visibile del cielo, valorizza ancora di più questo aspetto di segretezza di Scorpione.
Se si dovesse riassumere, secondo la sua segnatura planetaria, l'essenza stessa dell'Unione Europea, suonerebbe così: è la verticale del potere che agisce contro il popolo, con la violenza e la rapina. Non si potrebbe dire diversamente.
Nel Maestro e Margherita di Bulgakov, il Diavolo aveva la capacità di calcolare al millesimo la coincidenza di tutti gli eventi catastrofici e distruttivi. Diciamo che non si sarebbe potuto calcolare meglio un cielo così infausto per un'istituzione politica, anche se fosse stato ricercato da una mente umana.
Un'astrologa una volta commentò: "Devo confessare che in linea di principio sono completamente favorevole a un'Europa unita – ma questo grafico è così sinistro che mi fa rabbrividire. Guarda quel Sole non aspettato in Scorpione; guarda la congiunzione Marte-Plutone in Scorpione che si oppone alla povera Luna in Toro (cioè il popolo d'Europa, radicato nella terra). Il potere nell'UE è nascosto, oscuro e violento."
Si potrebbe aggiungere qualche sintetica riflessione sugli altri aspetti: la congiunzione Urano-Nettuno in Capricorno ci mostra quanto fosse un sogno potente la UE. Il Capricorno è un segno legato al potere, per alcuni in Astrologia Mondiale è la governance transnazionale; Nettuno rappresenta le aspirazioni, i sogni, e anche l'ideologia, e Urano è rivoluzione. L'idea della UE è un tentativo radicale di plasmare il mondo in un modo nuovo, ma è fortemente in conflitto (quadratura) con la pace e l'armonia (Venere-Giove) che dichiara di voler promuovere.
Oltre a quella fatidica opposizione (Marte-Plutone vs Luna), c'è anche altro di molto disfunzionale in questo tema. La distribuzione del potere è troppo diseguale, troppo nascosta, troppo irresponsabile. Questo tema riassume effettivamente tutti gli aspetti della traiettoria pericolosa che ha preso l'Unione Europea.
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Bomarzo, le stanze segrete e la biblioteca di Vicino Orsini
https://youtu.be/pZWd8oxY6UI?si=YZVhHgopSgHc8vJY
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Bomarzo, le stanze segrete e la biblioteca di Vicino Orsini
Il Bosco Sacro di Bomarzo è un sogno ermetico calato tra i boschi e le sporgenze rocciose dell’Etruria, trasformate in gigantesche figure enigmatiche. Nell’appartamento abitato da Vicino Orsini, si è svolta la mostra di alcuni libri della sua biblioteca privata…
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Il significato mondiale del socialismo cinese
https://www.otrapress.com/2026/10/20/il-significato-mondiale-del-socialismo-cinese-presentazione-del-volume-a-reggio-emilia/
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Il significato mondiale del socialismo cinese. Presentazione del volume a Reggio Emilia
“Il significato mondiale del socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”, scritto dal ricercatore Jiang Hui e pubblicato in Italia da Anteo Edizioni, analizza l’impatto delle innovazioni teoriche e pratiche della Cina sulla storia del socialismo…
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Satelliti a distanza ravvicinata: un veicolo spaziale russo si avvicina a meno di 1,5 km da un satellite europeo usato dall'Ucraina
Un insolito avvicinamento orbitale sta attirando l'attenzione degli osservatori spaziali.
Il satellite russo Cosmos-2612 ha eseguito una serie di manovre che lo hanno portato quasi sullo stesso piano orbitale del satellite radar ICEYE-X36, appartenente all'azienda finlandese ICEYE. Secondo i dati orbitali più recenti, la distanza tra i due veicoli sarebbe scesa a circa 1,5 chilometri, continuando a ridursi.
L'avvicinamento è stato evidenziato dallo storico osservatore del programma spaziale russo Bart Hendrickx, che ha notato ulteriori correzioni di orbita effettuate dal satellite russo negli ultimi giorni.
La vicenda è particolarmente delicata perché i satelliti della costellazione ICEYE forniscono immagini radar ad alta risoluzione utilizzate anche a supporto delle attività di intelligence delle forze armate ucraine. L'azienda sottolinea che i suoi sistemi consentono osservazioni in qualsiasi condizione meteorologica e costituiscono una componente importante delle moderne capacità di sorveglianza e ricognizione.
Al momento non sono note le reali intenzioni della manovra. Tuttavia, episodi di rendez-vous ravvicinato tra satelliti sono seguiti con grande attenzione, poiché possono avere implicazioni sia tecniche sia strategiche nel crescente confronto geopolitico che si estende ormai anche all'orbita terrestre.
Da Luigi Bignami
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Un insolito avvicinamento orbitale sta attirando l'attenzione degli osservatori spaziali.
Il satellite russo Cosmos-2612 ha eseguito una serie di manovre che lo hanno portato quasi sullo stesso piano orbitale del satellite radar ICEYE-X36, appartenente all'azienda finlandese ICEYE. Secondo i dati orbitali più recenti, la distanza tra i due veicoli sarebbe scesa a circa 1,5 chilometri, continuando a ridursi.
L'avvicinamento è stato evidenziato dallo storico osservatore del programma spaziale russo Bart Hendrickx, che ha notato ulteriori correzioni di orbita effettuate dal satellite russo negli ultimi giorni.
La vicenda è particolarmente delicata perché i satelliti della costellazione ICEYE forniscono immagini radar ad alta risoluzione utilizzate anche a supporto delle attività di intelligence delle forze armate ucraine. L'azienda sottolinea che i suoi sistemi consentono osservazioni in qualsiasi condizione meteorologica e costituiscono una componente importante delle moderne capacità di sorveglianza e ricognizione.
Al momento non sono note le reali intenzioni della manovra. Tuttavia, episodi di rendez-vous ravvicinato tra satelliti sono seguiti con grande attenzione, poiché possono avere implicazioni sia tecniche sia strategiche nel crescente confronto geopolitico che si estende ormai anche all'orbita terrestre.
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Forwarded from Saker Italia
🇷🇺🇸🇰 La Slovacchia riprende i negoziati energetici con la Russia, per la prima volta dal 2022 — Reuters
▪️Il 26 ottobre, a Mosca, si terranno dei colloqui sulla cooperazione tra i due paesi. Le parti discuteranno delle forniture di petrolio e gas, dell'energia nucleare e dei legami economici.
▪️L'incontro si svolgerà sullo sfondo dei piani dell'Unione Europea di rinunciare completamente al gas russo entro la fine del 2027.
Fonte voenkor
▪️Il 26 ottobre, a Mosca, si terranno dei colloqui sulla cooperazione tra i due paesi. Le parti discuteranno delle forniture di petrolio e gas, dell'energia nucleare e dei legami economici.
▪️L'incontro si svolgerà sullo sfondo dei piani dell'Unione Europea di rinunciare completamente al gas russo entro la fine del 2027.
Fonte voenkor
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SHOCK: Il Consiglio mondiale del clima è in bancarotta! Soldi finiti, rapporti bloccati e accuse di sabotaggio tra le potenze
Il grande tempio della catastrofe climatica sta per crollare… e non per colpa del riscaldamento globale, ma per mancanza di contanti.
L'IPCC, il sacro World Climate Council che da decenni detta legge a governi, media e industrie con i suoi rapporti apocalittici, è a un passo dal fallimento. Nella recente assemblea plenaria ad Addis Abeba (65ª riunione) i 334 delegati di 115 Paesi si sono separati senza accordo: niente budget 2027, niente calendario per il 7° rapporto di valutazione e un’accusa pesantissima di “politica del blocco”.
I numeri che fanno tremare i greenguru
Contributi volontari attuali: solo 3,5 milioni di franchi svizzeri all’anno
Fabbisogno minimo per continuare: 5,8 milioni
Buco: 2,3 milioni (circa il 40 %)
Se continua così, il fondo fiduciario sarà a zero entro fine 2028
Gli Stati Uniti, che storicamente coprivano da soli il 30 % dei finanziamenti (circa 67 milioni di dollari totali), hanno staccato la spina già a gennaio 2026 sotto Trump. Ora anche Arabia Saudita, Russia, Cina e India stanno facendo ostruzionismo e chiedono di rinviare i rapporti chiave al 2029… cioè DOPO il grande check-up dell’Accordo di Parigi del 2028.
I Paesi europei, le piccole isole e i “più vulnerabili” urlano allo scandalo: “Ci stanno prendendo in ostaggio il budget!”. Jim Skea, presidente IPCC, ha cercato disperatamente di far passare almeno un bilancio provvisorio, ma è stato stoppato. La seduta è stata sospesa senza data.
Il paradosso delle isole che “affondano”
Mentre le Marshall Islands gridano che “non c’è più tempo” e accusano gli altri di “vergognoso gioco al ritardo”, nello stesso momento costruiscono terminal aeroportuali nuovi di zecca, allungano piste e fanno bonifiche. Soldi americani e giapponesi. Stessa storia delle Maldive. Strano, vero? Se il mare sta per inghiottirti, perché investire in infrastrutture a lungo termine?
Cosa succede adesso?
Senza budget non si pagano nemmeno i biglietti aerei degli scienziati per le riunioni del 2027. Il “macchinario” dell'IPCC, secondo Skea, “funziona e sta bene”… ma senza benzina.
Il messaggio è chiaro: il grande affare del clima, che ha mosso miliardi e ha cambiato leggi, energie e stili di vita in tutto il mondo occidentale, sta scoprendo che senza i soldi dei donatori (soprattutto occidentali) si ferma.
https://www.tichyseinblick.de/kolumnen/aus-aller-welt/weltklimarat-vor-der-pleite/?fbclid=IwdGRjcAVGFKhjbGNrBUYUp2V4dG4DYWVtAjExAHBkb2YFc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEejGYtV0NLwj9lOukG5GsfdJi72_JqL9HrwyrfCmBmW5wLN78YHr0E-Q6PtMM_aem_r09tWv6XgxnGLgXR2f181Q
Il grande tempio della catastrofe climatica sta per crollare… e non per colpa del riscaldamento globale, ma per mancanza di contanti.
L'IPCC, il sacro World Climate Council che da decenni detta legge a governi, media e industrie con i suoi rapporti apocalittici, è a un passo dal fallimento. Nella recente assemblea plenaria ad Addis Abeba (65ª riunione) i 334 delegati di 115 Paesi si sono separati senza accordo: niente budget 2027, niente calendario per il 7° rapporto di valutazione e un’accusa pesantissima di “politica del blocco”.
I numeri che fanno tremare i greenguru
Contributi volontari attuali: solo 3,5 milioni di franchi svizzeri all’anno
Fabbisogno minimo per continuare: 5,8 milioni
Buco: 2,3 milioni (circa il 40 %)
Se continua così, il fondo fiduciario sarà a zero entro fine 2028
Gli Stati Uniti, che storicamente coprivano da soli il 30 % dei finanziamenti (circa 67 milioni di dollari totali), hanno staccato la spina già a gennaio 2026 sotto Trump. Ora anche Arabia Saudita, Russia, Cina e India stanno facendo ostruzionismo e chiedono di rinviare i rapporti chiave al 2029… cioè DOPO il grande check-up dell’Accordo di Parigi del 2028.
I Paesi europei, le piccole isole e i “più vulnerabili” urlano allo scandalo: “Ci stanno prendendo in ostaggio il budget!”. Jim Skea, presidente IPCC, ha cercato disperatamente di far passare almeno un bilancio provvisorio, ma è stato stoppato. La seduta è stata sospesa senza data.
Il paradosso delle isole che “affondano”
Mentre le Marshall Islands gridano che “non c’è più tempo” e accusano gli altri di “vergognoso gioco al ritardo”, nello stesso momento costruiscono terminal aeroportuali nuovi di zecca, allungano piste e fanno bonifiche. Soldi americani e giapponesi. Stessa storia delle Maldive. Strano, vero? Se il mare sta per inghiottirti, perché investire in infrastrutture a lungo termine?
Cosa succede adesso?
Senza budget non si pagano nemmeno i biglietti aerei degli scienziati per le riunioni del 2027. Il “macchinario” dell'IPCC, secondo Skea, “funziona e sta bene”… ma senza benzina.
Il messaggio è chiaro: il grande affare del clima, che ha mosso miliardi e ha cambiato leggi, energie e stili di vita in tutto il mondo occidentale, sta scoprendo che senza i soldi dei donatori (soprattutto occidentali) si ferma.
https://www.tichyseinblick.de/kolumnen/aus-aller-welt/weltklimarat-vor-der-pleite/?fbclid=IwdGRjcAVGFKhjbGNrBUYUp2V4dG4DYWVtAjExAHBkb2YFc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEejGYtV0NLwj9lOukG5GsfdJi72_JqL9HrwyrfCmBmW5wLN78YHr0E-Q6PtMM_aem_r09tWv6XgxnGLgXR2f181Q
Tichys Einblick
IPCC: Der Weltklimarat steht vor der Pleite
Kein Geld, kein Zeitplan, kein Klimabericht und der heftige Vorwurf der „Blockadepolitik“. Turbulent war die jüngste Sitzung des Weltklimarats IPCC. Dem geht das Geld der Geberländer aus.
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UNA VERITÀ SCOMODA - di Laura Ruggeri
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha descritto i recenti scontri a Milano come “il punto di arrivo” di una guerra ibrida condotta contro l’Occidente attraverso piattaforme come TikTok e YouTube. Intervenendo al Defence Procurement Forum di Roma, una conferenza incentrata sugli investimenti militari, Crosetto ha affermato che alcune nazioni hanno raccolto così tanti dati attraverso le piattaforme digitali da poter ora comprendere e influenzare le giovani generazioni in modo più efficace delle loro stesse famiglie. L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, non ha fatto altro che affinare questa capacità. Ha parlato di una forma di «contro-educazione» che sta rimodellando il rapporto dei giovani con le norme democratiche, sottolineando che il fenomeno riguarda la gioventù italiana nel suo complesso e non solo i giovani di origine immigrata. Amplificando contenuti selezionati, i social media consentono a uno Stato di diffondere disinformazione e di alimentare deliberatamente le tensioni sociali. Nulla di tutto ciò è particolarmente nuovo. Ma è davvero un peccato che nessuno abbia pensato di porre al ministro italiano la domanda ovvia: chi, se non gli Stati Uniti, è realisticamente in grado di controllare gli algoritmi delle piattaforme americane come TikTok, YouTube e Instagram?
https://t.me/IlVeritiero
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha descritto i recenti scontri a Milano come “il punto di arrivo” di una guerra ibrida condotta contro l’Occidente attraverso piattaforme come TikTok e YouTube. Intervenendo al Defence Procurement Forum di Roma, una conferenza incentrata sugli investimenti militari, Crosetto ha affermato che alcune nazioni hanno raccolto così tanti dati attraverso le piattaforme digitali da poter ora comprendere e influenzare le giovani generazioni in modo più efficace delle loro stesse famiglie. L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, non ha fatto altro che affinare questa capacità. Ha parlato di una forma di «contro-educazione» che sta rimodellando il rapporto dei giovani con le norme democratiche, sottolineando che il fenomeno riguarda la gioventù italiana nel suo complesso e non solo i giovani di origine immigrata. Amplificando contenuti selezionati, i social media consentono a uno Stato di diffondere disinformazione e di alimentare deliberatamente le tensioni sociali. Nulla di tutto ciò è particolarmente nuovo. Ma è davvero un peccato che nessuno abbia pensato di porre al ministro italiano la domanda ovvia: chi, se non gli Stati Uniti, è realisticamente in grado di controllare gli algoritmi delle piattaforme americane come TikTok, YouTube e Instagram?
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Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
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Lo studio forense del professore ucraino Ivan Katchanovski, prova che il Massacro di Maidan fu attuato dai cecchini e delle milizie golpiste neonaziste che guidarono l'EuroMaidan, che spararono dall'Hotel Ukraine e dal Conservatorio di Kiev.
https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-031-67121-0_4
https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-031-67121-0_4
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La Russia avvia il dispiegamento del nuovo missile da crociera “Filin”
Secondo i servizi segreti ucraini (GUR), il nuovo missile terrestre a basso costo è in uso dalla fine dell’estate. Una parte significativa dei suoi componenti è realizzata tramite stampa 3D.
Caratteristiche tecniche: velocità fino a 800 km/h; gittata fino a 1200 km; quota di volo da altitudini ultra-basse fino a 6 km; testata da 50 o 100 kg.
Il sistema di guida utilizza la navigazione cinese e un sistema «Comet» a 16 canali, simile alle soluzioni «Geran-2». Il GUR sostiene che nell’elettronica siano stati rinvenuti 35 componenti statunitensi e 22 cinesi, mentre il motore è di fabbricazione russa.
Secondo i servizi segreti ucraini (GUR), il nuovo missile terrestre a basso costo è in uso dalla fine dell’estate. Una parte significativa dei suoi componenti è realizzata tramite stampa 3D.
Caratteristiche tecniche: velocità fino a 800 km/h; gittata fino a 1200 km; quota di volo da altitudini ultra-basse fino a 6 km; testata da 50 o 100 kg.
Il sistema di guida utilizza la navigazione cinese e un sistema «Comet» a 16 canali, simile alle soluzioni «Geran-2». Il GUR sostiene che nell’elettronica siano stati rinvenuti 35 componenti statunitensi e 22 cinesi, mentre il motore è di fabbricazione russa.
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L’Unione Europea prepara nuovi poteri commerciali, fino alla possibile chiusura totale del mercato unico, per ridurre il deficit con la Cina. I leader riuniti a Bruxelles hanno chiesto alla Commissione una proposta entro fine anno per strumenti da utilizzare nel caso estremo la Cina sia ritenuta responsabile di un attacco “all’economia europea”.
Ma quanto conviene all'Europa una guerra commerciale contro la Cina?
https://www.cese-m.eu/2026/10/in-quale-direzione-si-stanno-muovendo-cina-ed-unione-europea/?fbclid=IwdGRjcAVITzhjbGNrBUhPFmV4dG4DYWVtAjExAHBkb2YFc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeNnCRw-Yw-aIXoJbGBS6GC18FJbGWklF_7UDxopkijCFXZgGpPMNH45kigGk_aem_mRJc5mrmEINE33g-zpGE3w
Ma quanto conviene all'Europa una guerra commerciale contro la Cina?
https://www.cese-m.eu/2026/10/in-quale-direzione-si-stanno-muovendo-cina-ed-unione-europea/?fbclid=IwdGRjcAVITzhjbGNrBUhPFmV4dG4DYWVtAjExAHBkb2YFc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeNnCRw-Yw-aIXoJbGBS6GC18FJbGWklF_7UDxopkijCFXZgGpPMNH45kigGk_aem_mRJc5mrmEINE33g-zpGE3w
Centro Studi Eurasia e Mediterraneo
In quale direzione si stanno muovendo Cina ed Unione Europea? - Centro Studi Eurasia e Mediterraneo
L’Unione Europea prepara nuovi poteri commerciali, fino alla possibile chiusura totale del mercato unico, per ridurre il deficit con la Cina. I leader riuniti a Bruxelles hanno chiesto alla Commissione una proposta entro fine anno per strumenti da utilizzare…
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