Il Veritiero
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Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica

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Forwarded from Saker Italia
🇮🇷 🇱🇧 L'Iran ha fornito a Hezbollah 200 milioni di dollari per permettere al partito di pagare 3.000 dollari a ciascuna delle 50.000 famiglie rurali sfollate a causa della guerra con Israele.

Kirill Fedorov
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L'UE si trova di fronte a un trilemma impossibile: vuole mantenere un sistema di welfare interno e sussidi agricoli, aumentare massicciamente la spesa per la difesa per sostenere l'Ucraina ed espandere il proprio complesso militare-industriale, il tutto senza aumentare le tasse a livelli politicamente suicidi. Poiché la spesa per la difesa viene politicamente "blindata" come una "priorità esistenziale", gli aggiustamenti di bilancio dovranno provenire da altre fonti. I bersagli principali saranno inevitabilmente:
La Politica Agricola Comune (PAC): già oggetto di massicce proteste degli agricoltori in tutto il continente a causa delle normative green e delle importazioni a basso costo.
I Fondi di Coesione: risorse finanziarie vitali per gli Stati membri dell'Europa orientale e meridionale, cruciali per mantenere l'unità politica all'interno del blocco.
I bilanci nazionali: l'UE richiederà contributi diretti più elevati da parte degli Stati membri, costringendo i governi nazionali a operare tagli interni impopolari.
▪️L'analista russa Elena Panina scrive: Il bilancio UE "più ambizioso" sarà in realtà più piccolo del precedente.
Secondo un documento riservato della Commissione Europea, la crisi energetica innescata dalla guerra americano-israeliana contro l'Iran renderà effettivamente il prossimo bilancio settennale dell'UE più piccolo di quello attuale. Come riporta Rapporteur (ex Euractiv), l'inflazione causata da questo conflitto ridurrà il bilancio UE 2028-2034, in termini reali, all'1,11% del Reddito Nazionale Lordo (RNL). Si tratta di un calo rispetto all'1,15% che era stato proposto nel luglio 2025.
Questo renderà il prossimo bilancio dell'Unione Europea effettivamente più piccolo dell'attuale bilancio 2021-2027, che si attesta all'1,13% dell'RNL dell'UE, spiega la pubblicazione. Ciò contraddice chiaramente le affermazioni di Ursula von der Leyen secondo cui il bilancio proposto sarebbe il "più ambizioso della storia".
Per dare un quadro: l'attuale bilancio settennale dell'UE per il 2021-2027 ammonta a circa 1.200 miliardi di euro. Per il periodo 2028-2034, la Commissione Europea ne propone quasi 2.000 miliardi. Formalmente, ci saranno molti più soldi. Tuttavia, circa 150 miliardi di euro dovranno essere spesi per ripagare i debiti contratti durante l'era Covid, e il resto dell'aumento nominale sarà in gran parte eroso dall'inflazione e dalla crescita generale dei prezzi. In altre parole, la cifra del bilancio crescerà, ma il suo reale potere finanziario no. Il documento nota anche: "Si prevede che la dimensione relativa dei contributi nazionali totali dei 27 Paesi dell'UE si ridurrà".
La "saggezza" di Bruxelles ha portato a una situazione in cui qualsiasi shock energetico esterno ora esacerba il conflitto interno europeo tra spese militari e redistribuzione interna. Se l'UE continuerà a finanziare l'Ucraina e il proprio complesso militare-industriale, il conto sarà pagato sempre più dall'agricoltura, dallo sviluppo regionale e dai bilanci nazionali del continente. Ed è proprio lì che crescerà il malumore e la resistenza politica.

Laura Ru

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🇺🇸🇮🇱🇮🇷⚡️ — Secondo quanto riportato da Axios, che cita fonti ufficiali statunitensi, il Pentagono ha ordinato al Comando Centrale degli Stati Uniti di portare a termine i preparativi per un’eventuale ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala contro l’Iran.

Non è stata fissata alcuna data e il presidente Trump non ha ancora preso una decisione definitiva. Tuttavia, fonti statunitensi e israeliane affermano che i nuovi attacchi potrebbero iniziare prima delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre, potenzialmente anche prima delle elezioni israeliane che si terranno una settimana prima.

Si prevede che qualsiasi nuova campagna comporti attacchi su larga scala da parte degli Stati Uniti e di Israele contro impianti energetici, infrastrutture e siti nucleari iraniani, con la probabile partecipazione di entrambe le forze armate.
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Forwarded from Russia e Dintorni
🇦🇲 L'Armenia sta costruendo un centro dati che opera contro la Russia e a favore dell'Occidente😡

Lo ha reso noto il vice segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Alexei Shevtsov.

📝 "Questi centri possono essere utilizzati per svolgere attività di analisi e di intelligence a favore dei servizi segreti occidentali, compresi quelli diretti contro l'Iran, la Russia e gli stati del Caucaso e dell'Asia centrale", ha sottolineato.

Shevtsov ha aggiunto che l'azienda Firebird AI, proprietaria del complesso, è soggetta alla legislazione americana, pertanto i servizi segreti statunitensi hanno accesso ai server e a tutti i dati elaborati.


❗️ Nel frattempo, a Erevan, l'impianto viene presentato come un trionfo tecnologico. Il Primo Ministro Pashinyan ha personalmente inaugurato la struttura insieme a diplomatici americani, che hanno definito l'avvio come una conferma dell'avvicinamento strategico tra i due paesi. Il complesso, del valore di 4 miliardi di dollari, è dotato di avanzati processori americani NVIDIA. Inoltre, le autorità armene hanno già pagato all'azienda 25 milioni di dollari dal bilancio per elaborare su queste piattaforme i dati dei propri ministeri e delle università, sottoponendo volontariamente le informazioni statali a un controllo esterno.

🇺🇸 Per il centro dati americano, l'Armenia dovrà sovraccaricare persino il proprio sistema energetico. Quando opera a piena capacità, il complesso assorbirà fino a 300 MW, quasi un quarto di tutta l'energia elettrica necessaria alla repubblica nei periodi invernali di picco. La leadership armena non solo crea problemi al proprio settore energetico, ma fornisce anche il territorio del paese come base tecnica per i servizi segreti americani.


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La Germania non ha più un'industria pesante e automobilistica, anche se non se ne parla. La Francia sconta una situazione economica regressiva - e da anni, a dire il vero - che ha impattato sulla spesa sociale e ora a farsi sentire sono gli studenti. l'Italia arranca in una crisi energetica e dei carburanti che ha fatto schizzare l'inflazione anche se da noi nessuno protesta - e vabbè almeno nessuno si fa male. La Spagna, che pure è riuscita a scostarsi un po' dal rigore ordoliberale europeo mantenendo qualche parametro economico in positivo, è scossa dalla crisi abitativa.

Non solo segnali erratici, casuali. Il fatto che si verifichino tutti insieme e nello stesso momento è un segnale che l'Europa e il suo sistema economico, con le sue ingiustizie, stronzate ideologiche e ipocrisie, comincia davvero, come abbiamo previsto, a scricchiolare.
L'acceleratore del processo e il sostegno economico allo sforzo bellico "proxy" contro la Russia, voluto dagli americani ma pagato col culo degli europei (e la pelle degli ucraini, non ci scordiamo).

Il sostegno allo Stato fallito ucraino sta diventando un buco nero che risucchia ogni speranza di ripresa economica europea dopo due decenni di deflazione e squilibri economici nell'eurozona, la crisi dei dei debiti sovrani del 2008, il reset infelice del periodo Covid, la scellerata e suicida politica del Green Deal e infine la fase finale di deindustrializzazione. Dopo queste crisi cumulative di recessione più o meno programmata, ogni speranza di parziale ripresa è stata uccisa dagli ordini del Deep State atlantico di sostenere Kiev, cui nessun politico europeo si è sottratto.

In realtà il peso economico di finanziare la guerra contro la Russia è macigno: non consiste nella spesa militare e di sostegno economico netto che, a colpi di 70 miliardi di dollari l'anno è meno dell'1% del PIL europeo anteguerra. I costi maggiori della nostra guerra alla Russia sono quelli indiretti: le autosanzioni che hanno tolto un mercato importante a diversi settori manifatturieri di vari Paesi europei e soprattutto una politica che ha praticamente visto triplicare il costo dei prodotti energetici dando finalmente il colpo di grazia alla moribonda carcassa dell'industria europea.

Quando si dice che la Russia sta combattendo una guerra di logoramento, non si deve pensare solo alla distruzione dei depositi di munizioni in Ucraina. Nell'equazione ci siamo anche noi.

Ad ogni modo ora non ci resta che andare fino in fondo e sperare nell'accelerazione del processo, cosa che avverrà per legge naturale, se non ci si ferma prima con la diplomazia: motus in fine velocior.

Conclusione finale: c'è nell'accelerazione una piccola finestra di opportunità, quella che l'accelerazione stessa indotta da una causa esterna non prevista, come la guerra, faccia deragliare la strategia della rana bollita con cui si pensava di cucinare i popoli europei.

La finestra di opportunità è stretta, ma stavolta c'è davvero la possibilità di una implosione interna per eccesso di crisi.

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Un nuovo murale in piazza Fatemi, a Teheran, raffigura un drago cinese che inghiotte un’aquila americana, accompagnato dalla scritta «L’aquila diventa preda del drago», riportata in persiano, cinese e inglese.

Il murale e un omaggio alla Cina per il suo supporto alla causa iraniana, che continua a sottolineare l'importanza della propria partnership strategica con Pechino.

Tramite Maurizio Hu
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
In un solo mese, la politica USA ha compiuto una giravolta di 180 gradi nei confronti dell’energia russa. Prima sono arrivate le sanzioni, ora Trump intende lasciar entrare 300.000 tonnellate subito, altre 500.000 a novembre, poi 1 milione e in seguito 3 milioni di tonnellate di gasolio russo nei mercati americani e globali. Per il Cremlino, questo accordo è ovviamente un affare. Mosca non è stata costretta a compromettere nessun obiettivo strategico, militare o politico. Non ci sono richieste di cessate il fuoco, nessuna concessione territoriale e nessun cambiamento alla traiettoria della Russia. Anzi, gli Stati Uniti hanno involontariamente risolto un urgente problema economico interno per la Russia. Come ha recentemente notato il vicepremier Alexander Novak, la Russia produce circa l’80% di gasolio in più di quanto ne consumi. Senza questi nuovi sbocchi all’export, il paese si troverebbe di fronte a problemi di stoccaggio e costretto a tagli forzati della produzione delle raffinerie. Riaprendo improvvisamente il mercato, Washington ha consegnato a Mosca una redditizia alternativa, permettendole di monetizzare le eccedenze e stabilizzare il settore energetico, mentre la sua campagna militare continua. Se il guadagno della Russia è innegabile, la motivazione americana affonda le radici in quello che definirei “capitalismo da casinò”. In questo sistema, la geopolitica viene finanziarizzata e diventa una leva usata per creare volatilità di mercato. Le sanzioni iniziali sono servite a restringere artificialmente l’offerta, facendo schizzare i prezzi globali dei carburanti. Questa volatilità è una linfa vitale per hedge fund e trader di materie prime, soprattutto per quelli che ottengono soffiate direttamente dalla Casa Bianca, e traggono enormi profitti dal caos. Ora che i prezzi del gasolio USA hanno raggiunto livelli insostenibili e le elezioni del Congresso si avvicinano, la deroga funge da “correzione di mercato”. Permette agli insider politici e agli importatori di energia di catturare lo spread di arbitraggio e assicurarsi contratti lucrosi, mentre Trump può spacciarsi per l’eroe che “ha abbassato i prezzi per il consumatore americano”. L’unica vera dottrina dell'amministrazione Trump è creare ed estrarre profitto dal caos. Mentre Mosca calcola i suoi guadagni futuri e le élite finanziarie americane si godono la vincita delle loro scommesse, le vere vittime sono i presunti “alleati” degli Stati Uniti. L’UE si trova in una posizione di totale assurdità strategica. Negli ultimi due anni, Bruxelles ha sacrificato la propria competitività industriale, sopportato un’inflazione galoppante e imposto con aggressività un regime di sanzioni rigido per “tenere la linea” contro l’energia russa. Ora, lo stesso architetto di quel regime sanzionatorio ha unilateralmente stretto un accordo parallelo, rendendo l’autolesionismo economico dell'Europa così lampante da accecare e far impazzire gli stessi EUnuchi che lo avevano istericamente sostenuto. L’Europa resta con il cerino in mano di una politica che Washington abbraccia e abbandona a piacimento per massimizzare i guadagni. In questo quadro, l’Ucraina subisce il tradimento più brutale. Per mesi, Kiev ha utilizzato attacchi a lungo raggio contro le raffinerie russe come forma di guerra asimmetrica. All’improvviso, Washington ha ridefinito questa pratica un disturbo destabilizzante che “danneggia l’economia globale”. Chiedendo all’Ucraina di interrompere questi attacchi per facilitare il regolare flusso di gasolio russo, gli Stati Uniti hanno ribadito a Kiev che la sopravvivenza e l’autonomia tattica dell’Ucraina sono strettamente subordinate agli interessi americani, in questo caso i prezzi interni dei carburanti e le elezioni di novembre. Al regime di Kiev viene ricordato che, agli occhi del suo principale benefattore-beneficiario, l'Ucraina è un proxy sacrificabile. In sintesi, la Russia ottiene un aiuto finanziario indiretto, gli USA continuano a trarre profitto dal conflitto mentre l’UE paga il conto. https://t.me/LauraRuHK/11774
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Forwarded from Contro i Mulini a Vento
La notizia è confermata: il 12 ottobre a Varsavia Grynkewich presenterà una strategia NATO di deterrenza e difesa. Non saranno divulgati piani operativi segreti: ANSA ha esaminato una versione non classificata del documento. Ed è proprio la confezione hollywoodiana della presentazione a offrire un bersaglio perfetto per la satira.

🎬 NATO PRESENTA: «LA TEORIA DELLA VITTORIA». AL CINEMA DAL 12 OTTOBRE! 🍿

Confesso che quando ho letto la notizia ho controllato due volte. Pensavo fosse il titolo di una commedia americana.

Invece è tutto vero.

Il 12 ottobre, a Varsavia, il generale statunitense Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze NATO in Europa, presenterà un documento dal titolo solenne:

«TEORIA DELLA VITTORIA».

Manca soltanto la voce fuori campo:

«Dai produttori di Missione Afghanistan, un nuovo kolossal che vi lascerà senza fiato!»

🎥 La trama?

La NATO spiega come intende respingere un eventuale attacco russo sul fianco orientale.

Droni economici, intelligenza artificiale, difese multilivello e, se necessario, attacchi contro i centri di comando dell’avversario.

Il tutto per convincere Mosca che una guerra contro l’Alleanza sarebbe impossibile da vincere.

Geniale. Talmente geniale che hanno deciso di presentarlo pubblicamente.

Ora, naturalmente, nessuno sta sostenendo che il generale distribuirà ai giornalisti le coordinate segrete delle operazioni militari. Il documento illustrato dalla stampa è infatti non classificato.

E la deterrenza, in teoria, funziona proprio mostrando all’avversario la propria forza.

Ma permettetemi almeno di apprezzare il capolavoro comunicativo.

Abbiamo trasformato persino l’eventualità di una guerra tra potenze nucleari in un evento con titolo, presentazione e copertura mediatica.

Manca il tappeto rosso.

E magari, all’ingresso, un simpatico gadget: un piccolo missile portachiavi con il logo dell’Alleanza.

Il titolo, poi, è meraviglioso.

«Teoria della Vittoria».

Perché, evidentemente, la vittoria è già pronta sulla carta. Resta soltanto da verificare quel trascurabile dettaglio chiamato realtà.

E sapete quale sarebbe il vero colpo di genio?

Presentare una «Teoria della Pace».

Magari con obiettivi concreti, negoziati, garanzie reciproche e un calendario diplomatico.

Certo, capisco il problema.

Una conferenza sulla pace avrebbe meno effetti speciali.

E probabilmente venderebbe molti meno sistemi d’arma.

Comunque tranquilli: per ora la vittoria è teorica. I costi del riarmo, invece, sono molto concreti.

🍿 Buona visione.

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📚 FONTI

• ANSA, 5 ottobre 2026 – Ecco la Teoria della Vittoria della Nato, per battere Mosca sul fianco est
https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/10/05/ecco-la-teoria-della-vittoria-della-nato-per-battere-mosca-sul_3007da98-3880-4bc7-9822-f08daf4bd84a.html

• Bloomberg, 5 ottobre 2026 – NATO Drafts Plan to Defeat Russian Attack With Drones and AI
https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-05/nato-drafts-plan-to-defeat-a-russian-attack-with-drones-and-ai

• Eurofocus – Adnkronos, Teoria della Vittoria, il piano Nato per reagire agli attacchi russi
https://eurofocus.adnkronos.com/sicurezza/teoria-della-vittoria-piano-nato-attacchi-russi/

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#DonChisciotte #NATO #Russia #Grynkewich #TeoriaDellaVittoria #Geopolitica #Europa #Pace #SatiraPolitica

Don Chisciotte
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Un'era glaciale non comincia d'inverno. Comincia d'estate. Il ghiaccio ha coperto l'Europa decine di volte e decine di volte si è ritirato, e lo ha fatto con la precisione di un orologio. Per un secolo nessuno è riuscito a spiegare chi carica quell'orologio: il ritmo del pianeta coincide con il più debole dei tre cicli orbitali, e i conti non tornavano. La risposta è arrivata solo nel febbraio 2025, e non era quella che ci si aspettava.

Questo è un film sul meccanismo che ha ridisegnato i continenti e prosciugato i mari più e più volte, senza un solo impatto, senza fragore e senza lampo. E sull'uomo che lo ha calcolato a matita per trent'anni ed è morto prima della conferma.

https://youtu.be/pOehh8Rq40w?si=WKXLIotQLFZQuWg9
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🇨🇴🇻🇪🇺🇸 Gustavo Petro svela il tradimento che ha portato alla cattura di Maduro in Venezuela e mette in luce il volto degli agenti cubani massacrati lì.
Durante il XXX International Seminar "Parties and a New Society" tenuto in Messico, l'ex presidente colombiano Gustavo Petro ha scatenato una forte controversia dando la sua versione della cattura di Nicolás Maduro che è avvenuta il 3 gennaio da forze degli Stati Uniti.
Nel suo discorso, Petro ha affermato che solo il personale militare cubano nella cerchia di sicurezza di Maduro è rimasto a difenderlo e ha combattuto fino a quando non si sono esaurite le munizioni, criticando in modo implicito le forze venezuelane per non aver difeso il presidente o il petrolio del Paese e lasciando i militari cubani completamente abbandonati.
Petro ha dichiarato che un contingente di 32 militari cubani è stato massacrato durante l'incursione delle forze speciali statunitensi a Caracas. Ha sostenuto che hanno combattuto da soli fino alla fine, mentre le forze locali non hanno reagito affatto.
Secondo il resoconto del leader di sinistra colombiano, i corpi del personale militare deceduti erano tornati a Cuba solo grazie a un singolo sopravvissuto cubano (identificato come Yohandri Varona Torres), che aveva raccolto e nascosto i corpi in un magazzino per impedire che fossero catturati dagli Stati Uniti, escludendo la possibilità che i soldati venezuelani avessero aiutato in questa operazione di salvataggio.
Petro ha anche affermato che "quando Donald Trump si vanta nei forum internazionali di aver preso il petrolio del Venezuela come bottino, sta dicendo la verità."
"Chávez non è diventato in Venezuela la figura storica che è, regalando il petrolio," ha concluso Petro.

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🇺🇸🇺🇦🇷🇺 — Secondo Axios, la “tregua energetica” annunciata da Trump riguardava in realtà solo un accordo per la cessazione reciproca degli attacchi alle raffinerie di petrolio.

L’Ucraina ha una sola raffineria di petrolio, che non è operativa da molto tempo. Fosse vero sarebbe poco più che una truffa ai danni dell'Ucraina, obiettivamente, che ad ogni modo non la rispetterà - salvo il caso che gli USA non sospendano le informazioni SIGINT agli ucraini.

I termini dell'accordo non sono stati ufficializzati tuttavia sembra che i russi abbiano continuato a colpire le strutture per la produzione e fornitura di energia elettrica, come è già successo ieri dopo gli annunci ottimistici di Trump e la conferma a denti stretti di Zelensky.

P.S. Una precisazione perché leggo diversi propagandisti pro-Ucraina scrivere che l'intelligence satellitare non sia necessaria alla guida dei droni. Errore.
La copertura satellitare USA - a cui nello specifico contribuisce anche Starlink ma non solo - serve a "guidare" gli sciami di droni all'interno dei corridoi temporanei che si formano nella rete radar del paese da colpire, in questo caso la Russia che ha una copertura radar robusta. I satelliti individuano quali radar sono attivi e dove - soprattutto quelli mobili - e dove sono orientati, e possono quindi tracciare una rotta affidabile attraverso le maglie probabilistiche della rete. In questo modo sono riusciti a colpire obiettivi anche in profondità in Russia, come a Samara. Certo i danni sui grandi impianti industriali che possono fare i droni, con la loro piccola carica e scarsa energia cinetica, non sono paragonabili a quelli dei missili, però in molti casi riescono a filtrare.
Nessun paese NATO/UE è in grado di replicare oggi le capacità SIGINT degli Stati Uniti.
Il supporto di intelligence USA è fondamentale per gli attacchi ucraini ed è la prova che Trump li sostiene.

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Il famoso "disimpegno" di Trump ...

Generale statunitense Alexus Grynkewich, Comandante Supremo Alleato in Europa:

"Sappiamo come combatteremo se dovesse scoppiare una guerra. E sappiamo che vinceremo.
Insieme, garantiremo una situazione in cui qualsiasi avversario che prenda in considerazione l'idea di attaccare la nostra Alleanza giunga all'unica conclusione che conta: oggi non è il giorno giusto.

Monitoreremo la situazione per individuare eventuali preparativi di attacco; ciò ci darà il tempo di valutare lo scenario e di dispiegare rapidamente le nostre forze.

Al contempo, puntiamo a dissuadere l'avversario. Tuttavia, questi ridispiegamenti ci consentono anche di prepararci a respingere qualsiasi potenziale attacco, inclusi quelli volti a occupare e mantenere il controllo di territori all'interno dell'area di responsabilità della NATO.

Se venissimo attaccati, saremmo pronti a combattere fin da subito, ma non ci sentiamo al sicuro.

Continueremo a prepararci e a svolgere esercitazioni ogni giorno: saremo ancora più pronti domani, e ancor più il giorno successivo".

Da Stefano Vernole

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I BOT RUSSI E LA FABBRICA DEI PREGIUDIZI
Ci casca (o ci vuole cascare) anche Carlo Calenda. Secondo la notizia, dopo gli attacchi ucraini ai data center di Yandex sarebbero crollati i post pro-Trump e pro-AfD. Morale calendiana: «Metà di quello che leggiamo online sono bot. Messi lì da chi vuole distruggere l’Europa».
Peccato che i dati riguardino soprattutto i crawler, i programmi che indicizzano le pagine web. Se un motore di ricerca russo perde i server, cala il suo traffico automatico. Ovvio. Della propaganda crollata, invece, nessuna prova. E il famoso “metà sono bot” viene dai rapporti sul traffico internet: macchine che leggono pagine, non macchine che orientano il voto.
Ma la storia era troppo bella per controllarla con l'arsenale della ragione. Da dieci anni ogni voto sgradito ha lo stesso colpevole. Brexit? Mosca. Il referendum catalano? Mosca. La sconfitta di Renzi al referendum del 2016? Mosca. Ancora oggi con queste boiate. Come se non ci fossero stati la deindustrializzazione inglese e decenni di rivendicazioni catalane. Come se non ci fosse stato un premier che aveva trasformato una riforma costituzionale in un plebiscito su se stesso. Le spiegazioni sociali e politiche richiedono fatica e un po’ di autocritica. Il troll russo no: è il babau più comodo e abusato.
Quando si è provato a misurarli, questi eserciti digitali si sono rivelati briciole. Volumi irrisori dentro l’oceano della comunicazione dominante, fatta di grandi giornali, televisioni e piattaforme americane. E molte delle accuse più rumorose sono state poi ridimensionate o smentite, in silenzio, con una frazione dell’eco che avevano avuto.
Sulle interferenze occidentali, documentate e su ben altra scala, la memoria si fa corta. Il politologo Dov Levin ne ha contate 81 da parte degli Stati Uniti nelle elezioni altrui tra il 1946 e il 2000, compresa la nostra del 1948. Mai sentito nessuno invocare una mobilitazione.
Il meccanismo è sempre quello: si parte da un fatto vero, si lancia il sasso nascondendo la mano di un collegamento mai dimostrato, infine si sbandiera con faccia da prognosi riservata una conclusione che fa comodo. Il dissenso viene additato come un prodotto d’importazione. E Calenda, già che c’è, chiama alla mobilitazione.
Contro chi? Contro i crawler? O contro chi osasse pensarla diversamente dal Partito Unico della Guerra?
Perché la strada è quella. Se le opinioni sgradite sono attribuite a dei bot, il dissenso da quel momento è illegittimo. E un dissenso illegittimo si può zittire con la coscienza a posto. Intanto con una legge elettorale ad hoc per impedire partiti nuovi.
Eppure la regola è semplice: quando una notizia conferma alla perfezione ciò che pensavi già, è il momento di verificarla. Non di farne propaganda. La vera fabbrica non è a San Pietroburgo. È quella dei pregiudizi. A occhio, una frazione corposa e crescente delle grandi spese per il riarmo si sta già orientando a produrre non tanto droni quanto questo tipo di notizie infondate.
Che poi servono a nascondere la gravità dell'unica parte vera della notizia: che i pupari di Zelensky bombardano i data-center russi, esponendoci tranquillamente a rappresaglie sulle infrastrutture e su una scala catastrofica. Tanto mica paga Calenda.

Pino Cabras

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La Russia sta raggiungendo gli obiettivi strategici dell’Operazione Militare Speciale? — Strategic Culture

https://strategic-culture.su/news/2026/10/14/la-russia-sta-raggiungendo-gli-obiettivi-strategici-delloperazione-militare-speciale/
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Oggi in Ucraina due dati rilevanti: durante gli attacchi missilistici su Kiev, Zelensky ha lamentato - e mi pare sia la seconda volta in due giorni - di non aver ricevuto preallarme dagli alleati (USA). Inoltre sembra sia ufficiale che Starlink abbia ridotto il volume di informazioni disponibili all'AFU, andrà capito meglio in che misura e su che settori (probabile relativamente a obiettivi russi).

Per ora non commento il significato di tutto ciò: è ancora presto per capire quanto durerà e cosa c'è sotto. Sarebbe persino possibile che fra Stati Uniti e Russia sia stato fatto un qualche tipo di accordo segreto di cui quello dichiarato da Trump sarebbe solo la la facciata. Ma se dobbiamo usare il condizionale tutto ciò ha puro valore d'inventario. La cosa la ragioneremo meglio più avanti, tanto più che ne dovremo dare conto anche in Osservatorio sui Mondi.

Tutto ciò conferma che "la NATO", o meglio il gruppo di alleati europei e i Paesi della UE che fanno da sponda a Zelensky, quasi in disarmonia o non felice coordinamento con l'Amministrazione americana, non sono loro filtrare le informazioni di intelligence elettronica e di segnale necessari a Kiev. Gli europei mettono il grano e il ferro, ma non possono dare nessun sostegno tecnico, soprattutto negli aspetti di comando e controllo.

Questo dice molto di come l'Europa possa contrastare da sola la Russia senza gli Stati Uniti. Tutti i cosiddetti Paesi NATO contano come il due di coppe quando briscola è denari. Nessuno di questi Paesi, da solo, ha accesso a informazioni rilevanti, mentre l'infrastruttura è unicamente in mano agli USA. Questo peraltro si dovrebbe sapere già, ma i fatti lo confermano in modo robusto.

Si deve tenere a mente che quando i politici europei parlano di autonomia strategica europea stanno raccontando palle, consapevolmente o meno: la NATO è stata costruita per non consentire autonomia strategica agli alleati degli Stati Uniti.

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