🎯 CONTRATTO DIGITAL PR
Tag: #contratti
Spesso per il cliente l’attività di Digital Pr e di Link Building sono la stessa cosa.
Invece le differenze sono molte: fare Digital Pr significa acquistare degli spazi su testate giornalistiche. E scrivere contenuti per quegli spazi.
Quindi l’attività può essere aggiunta o alternata alla link building, visto che come tipo di marketing è diverso.
Di conseguenza anche a livello contrattuale le cose cambiano:
1️⃣ Chi sceglie le testate giornalistiche su cui pubblicare
2️⃣ Quali sono i parametri di scelta delle piattaforme
3️⃣ I contenuti da pubblicare saranno prima revisionati dal cliente?
4️⃣ Quanta autonomia concede la testata giornalistica per definire il contenuto? Ad esempio “Alessandro Vercellotti, avvocato del digitale”, oppure “Alessandro Vercellotti specializzato in GDPR, contrattualistica web, copyright” ecc...
5️⃣ Il cliente vuole essere citato come unico “protagonista” del contenuto, o sarà un contenuto condiviso anche con altri professionisti? Questo inciderà molto sul prezzo
6️⃣ Come attività sarà continuativa o a spot?
Questo incide sulla definizione del prezzo: se è un’attività che la web agency deve svolgere in maniera continuativa, viene definito un budget mensile.
Se il cliente richiede una tantum di uscire su una testata giornalistica, va definito il costo dell’acquisto dello spazio e separatamente quello dell’agenzia web.
👉 Il tuo contratto è a prova di tempesta? 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Spesso per il cliente l’attività di Digital Pr e di Link Building sono la stessa cosa.
Invece le differenze sono molte: fare Digital Pr significa acquistare degli spazi su testate giornalistiche. E scrivere contenuti per quegli spazi.
Quindi l’attività può essere aggiunta o alternata alla link building, visto che come tipo di marketing è diverso.
Di conseguenza anche a livello contrattuale le cose cambiano:
1️⃣ Chi sceglie le testate giornalistiche su cui pubblicare
2️⃣ Quali sono i parametri di scelta delle piattaforme
3️⃣ I contenuti da pubblicare saranno prima revisionati dal cliente?
4️⃣ Quanta autonomia concede la testata giornalistica per definire il contenuto? Ad esempio “Alessandro Vercellotti, avvocato del digitale”, oppure “Alessandro Vercellotti specializzato in GDPR, contrattualistica web, copyright” ecc...
5️⃣ Il cliente vuole essere citato come unico “protagonista” del contenuto, o sarà un contenuto condiviso anche con altri professionisti? Questo inciderà molto sul prezzo
6️⃣ Come attività sarà continuativa o a spot?
Questo incide sulla definizione del prezzo: se è un’attività che la web agency deve svolgere in maniera continuativa, viene definito un budget mensile.
Se il cliente richiede una tantum di uscire su una testata giornalistica, va definito il costo dell’acquisto dello spazio e separatamente quello dell’agenzia web.
👉 Il tuo contratto è a prova di tempesta? 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO PER PIANO EDITORIALE
Tag: #contratti
Si possono vendere vari servizi per piano editoriale.
I servizi più comuni sono:
✔️ Piano editoriale per i social
✔️ Piano editoriale per il blog
Le aziende richiedono questo servizio solitamente per 2 motivi:
✔️ Non hanno budget per far gestire anche l’esecuzione del piano
✔️ Hanno all’interno una risorsa junior che ha le capacità per l’esecuzione, ma non è in grado di fare un planning.
1️⃣ La prima distinzione da fare è:
A) è compresa anche la strategia
B) il piano editoriale è un servizio a parte che corrisponde alla messa in pratica del piano strategico
2️⃣ Per quanto riguarda il piano editoriale per i social, sul contratto va specificato quanto deve essere dettagliato:
➢ Si indica anche la creatività da utilizzare e come va fatta
➢ Si definiscono le varie rubriche nei giorni specifici o anche l’argomento fino ai dettagli del copy
3️⃣ Piano editoriale per blog:
➣ È necessario inserirlo in un piano strategico a lungo termine. Ha poco senso fare un piano editoriale per un mese fine a sé stesso
➣ Quanto deve essere dettagliato:
➤ solo keyword
➤ H1 e H2
➤ si definisce il cornerstone e altri articoli correlati
➤ si definisce anche il numero di parole di ogni articolo
Tutto questo rileva sia per definire in maniera chiara il lavoro da svolgere, ma anche per definire il prezzo. Visto che più si va nel dettaglio più il lavoro di preparazione del piano sarà impegnativo.
Bisogna poi stabilire:
➣ c’è un briefing iniziale con il cliente per definire KPI
➣ a seguito del briefing, quante e quando il cliente può chiedere delle modifiche.
Anche ogni incontro deve essere definito contrattualmente.
👉 Il tuo contratto è a prova di tempesta? 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Si possono vendere vari servizi per piano editoriale.
I servizi più comuni sono:
✔️ Piano editoriale per i social
✔️ Piano editoriale per il blog
Le aziende richiedono questo servizio solitamente per 2 motivi:
✔️ Non hanno budget per far gestire anche l’esecuzione del piano
✔️ Hanno all’interno una risorsa junior che ha le capacità per l’esecuzione, ma non è in grado di fare un planning.
1️⃣ La prima distinzione da fare è:
A) è compresa anche la strategia
B) il piano editoriale è un servizio a parte che corrisponde alla messa in pratica del piano strategico
2️⃣ Per quanto riguarda il piano editoriale per i social, sul contratto va specificato quanto deve essere dettagliato:
➢ Si indica anche la creatività da utilizzare e come va fatta
➢ Si definiscono le varie rubriche nei giorni specifici o anche l’argomento fino ai dettagli del copy
3️⃣ Piano editoriale per blog:
➣ È necessario inserirlo in un piano strategico a lungo termine. Ha poco senso fare un piano editoriale per un mese fine a sé stesso
➣ Quanto deve essere dettagliato:
➤ solo keyword
➤ H1 e H2
➤ si definisce il cornerstone e altri articoli correlati
➤ si definisce anche il numero di parole di ogni articolo
Tutto questo rileva sia per definire in maniera chiara il lavoro da svolgere, ma anche per definire il prezzo. Visto che più si va nel dettaglio più il lavoro di preparazione del piano sarà impegnativo.
Bisogna poi stabilire:
➣ c’è un briefing iniziale con il cliente per definire KPI
➣ a seguito del briefing, quante e quando il cliente può chiedere delle modifiche.
Anche ogni incontro deve essere definito contrattualmente.
👉 Il tuo contratto è a prova di tempesta? 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 SE TE LI SEI PERSI... AGOSTO
Tag: #avvocatodeldigitale
Eccoci alla rubrica
📌 “archivio dell’#avvocatodeldigitale”
Ancora tanti contenuti a vostra disposizione:
1️⃣ Non si finisce mai di parlare di #GDPR
✔️ Il GDPR non mi riguarda
✔️ Gli adempimenti della web agency per il GDPR
✔️ GDPR e carte fedeltà
✔️ GDPR controlli
2️⃣ Il mio cavallo di battaglia: #contratti in pillole
✔️ Il contratto SEO
✔️ Il contratto COPY
✔️ Il contratto formatore
✔️ Il contratto per grafico
3️⃣ Le live
✔️ Bavastro
✔️ Daniele Proietti
✔️ Veneto Formazione
✔️ Nora Gali
Tag: #avvocatodeldigitale
Eccoci alla rubrica
📌 “archivio dell’#avvocatodeldigitale”
Ancora tanti contenuti a vostra disposizione:
1️⃣ Non si finisce mai di parlare di #GDPR
✔️ Il GDPR non mi riguarda
✔️ Gli adempimenti della web agency per il GDPR
✔️ GDPR e carte fedeltà
✔️ GDPR controlli
2️⃣ Il mio cavallo di battaglia: #contratti in pillole
✔️ Il contratto SEO
✔️ Il contratto COPY
✔️ Il contratto formatore
✔️ Il contratto per grafico
3️⃣ Le live
✔️ Bavastro
✔️ Daniele Proietti
✔️ Veneto Formazione
✔️ Nora Gali
🎯 CONTRATTO COLLABORAZIONE AGENZIA CON LIBERO PROFESSIONISTA
Tag:#contratti
La collaborazione può essere
1️⃣ a progetto: l’agenzia chiede supporto al freelance per seguire un determinato cliente
2️⃣ a ore: il freelance è a disposizione dell’agenzia per un tot di ore al mese
Quali sono gli aspetti più importanti da considerare:
✔️ patto di non concorrenza: infatti se l’agenzia consente un rapporto diretto tra cliente e freelance, pur lavorando il freelance a nome dell’agenzia, c’è il rischio che freelance e cliente trovino un accordo per cui il cliente si stacchi dall’agenzia e si accordi direttamente con il libero professionista;
✔️ NDA: quando il freelance gestisce parti di un progetto dell’agency, apprende il know-how dell’agenzia stessa che potrebbe trasferire ad un’altra web agency;
✔️ caso di cliente inadempiente nel pagamento: se l’accordo riguarda il progetto con quel cliente, si può condizionare il pagamento del freelance al pagamento da parte del cliente. Se il cliente è inadempiente solo per una parte, il freelance stesso riceverà il compenso in proporzione al pagamento stesso.
👉 Il buon contratto si vede nella tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag:#contratti
La collaborazione può essere
1️⃣ a progetto: l’agenzia chiede supporto al freelance per seguire un determinato cliente
2️⃣ a ore: il freelance è a disposizione dell’agenzia per un tot di ore al mese
Quali sono gli aspetti più importanti da considerare:
✔️ patto di non concorrenza: infatti se l’agenzia consente un rapporto diretto tra cliente e freelance, pur lavorando il freelance a nome dell’agenzia, c’è il rischio che freelance e cliente trovino un accordo per cui il cliente si stacchi dall’agenzia e si accordi direttamente con il libero professionista;
✔️ NDA: quando il freelance gestisce parti di un progetto dell’agency, apprende il know-how dell’agenzia stessa che potrebbe trasferire ad un’altra web agency;
✔️ caso di cliente inadempiente nel pagamento: se l’accordo riguarda il progetto con quel cliente, si può condizionare il pagamento del freelance al pagamento da parte del cliente. Se il cliente è inadempiente solo per una parte, il freelance stesso riceverà il compenso in proporzione al pagamento stesso.
👉 Il buon contratto si vede nella tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO LICENCING
Tag: #contratti
Chi è il “licenziante”?
È il soggetto titolare dei diritti patrimoniali di un’opera tutelata dal diritto d’autore.
Come tale ha la facoltà di concedere il diritto d’uso dell’opera ad uno o più soggetti che saranno i licenziatari
La particolarità di questo contratto è che non prevede il trasferimento del diritto ma solo la concessione d’uso nei modi stabiliti dal contratto.
Cosa bisogna definire nel contratto?
1️⃣ Il tipo di licenza concessa in uso:
✔️ esclusiva: solo il licenziatario può sfruttare l’opera
✔️ non esclusiva: il licenziante può concludere con altri soggetti altri contratti di licensing
✔️ unica: solo licenziante e licenziatario possono sfruttare l’opera
2️⃣ modalità di pagamento del corrispettivo
✔️ loyalties: è il più conosciuto e corrisponde ad una % sugli utili derivanti dallo sfruttamento dell’opera
✔️ down payment
✔️ lump sum
✔️ paid up
Oppure formule ibride.
Questo tipo di contratto è molto utilizzato da parte di grafici e videomaker per ricavare utili dai loro prodotti.
Ma si utilizza anche per trarre un guadagno da marchio o logo registrato.
Si trovano molti fac-simile sul web...ma...
😌 sei sicuro che sei in grado di adeguare un fac-simile alle tue esigenze?
👉 Ricorda che un buon contratto si vede nella tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Chi è il “licenziante”?
È il soggetto titolare dei diritti patrimoniali di un’opera tutelata dal diritto d’autore.
Come tale ha la facoltà di concedere il diritto d’uso dell’opera ad uno o più soggetti che saranno i licenziatari
La particolarità di questo contratto è che non prevede il trasferimento del diritto ma solo la concessione d’uso nei modi stabiliti dal contratto.
Cosa bisogna definire nel contratto?
1️⃣ Il tipo di licenza concessa in uso:
✔️ esclusiva: solo il licenziatario può sfruttare l’opera
✔️ non esclusiva: il licenziante può concludere con altri soggetti altri contratti di licensing
✔️ unica: solo licenziante e licenziatario possono sfruttare l’opera
2️⃣ modalità di pagamento del corrispettivo
✔️ loyalties: è il più conosciuto e corrisponde ad una % sugli utili derivanti dallo sfruttamento dell’opera
✔️ down payment
✔️ lump sum
✔️ paid up
Oppure formule ibride.
Questo tipo di contratto è molto utilizzato da parte di grafici e videomaker per ricavare utili dai loro prodotti.
Ma si utilizza anche per trarre un guadagno da marchio o logo registrato.
Si trovano molti fac-simile sul web...ma...
😌 sei sicuro che sei in grado di adeguare un fac-simile alle tue esigenze?
👉 Ricorda che un buon contratto si vede nella tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO DI CHAT BOT
Tag: #contratti
Il settore di web marketing sta diventando sempre più verticalizzato, quindi ci sono professionisti che si specializzano solo su un canale digitale.
I chat bot sono un tool sempre più utilizzato. Come mai?
Perché cresce l’esigenza di avere un customer care sempre più efficiente sui social. Gli utenti esigono risposte chiare e veloci. I chat bot permettono di automatizzare queste risposte, essere il primo punto di contatto con il lead. Quindi è fondamentale che siano ben impostati.
Ecco che, vista l’esigenza, il nostro studio elabora il contratto per il professionista di chat bot.
Quali sono gli aspetti da disciplinare in maniera precisa?
1️⃣ Cosa si vende:
✔️ Un chat bot che il cliente gestisce (ma è la richiesta meno frequente);
✔️ Un pacchetto in cui oltre al chat bot sono compresi:
➢ parte strategica
➢ parte di implementazione che implica una serie di ulteriori step:
▸ ottimizzazione attraverso A/B test
▸ modifiche
▸ implementazioni
Ovviamente nel secondo caso vanno definiti tutti i dettagli, perché il numero di ore che il professionista dedica al progetto cambia notevolmente in base alle richieste del cliente.
2️⃣ È opportuno definire:
✔️ Finalità del chat bot, per non rischiare che il cliente lo faccia poi modificare completamente.
Dai KPI si sviluppano le risposte del bot.
3️⃣ Il chat bot viene realizzato ex-novo o si utilizza un template da personalizzare per il cliente.
4️⃣ Esclusioni di responsabilità se si utilizzano fornitori di chat bot come Manychat, Chatfuel, Tars ecc... per quanto riguarda gli aggiornamenti, bug ecc...
5️⃣ GDPR: il chat bot ha bisogno di consensi per tutta l’attività svolta sui lead. Quindi bisogna verificare se si sta vendendo un bot che è già GDPR compliant oppure no. In quest’ultimo caso è opportuno definire i relativi esoneri di responsabilità.
👉 Un buon contratto è a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Il settore di web marketing sta diventando sempre più verticalizzato, quindi ci sono professionisti che si specializzano solo su un canale digitale.
I chat bot sono un tool sempre più utilizzato. Come mai?
Perché cresce l’esigenza di avere un customer care sempre più efficiente sui social. Gli utenti esigono risposte chiare e veloci. I chat bot permettono di automatizzare queste risposte, essere il primo punto di contatto con il lead. Quindi è fondamentale che siano ben impostati.
Ecco che, vista l’esigenza, il nostro studio elabora il contratto per il professionista di chat bot.
Quali sono gli aspetti da disciplinare in maniera precisa?
1️⃣ Cosa si vende:
✔️ Un chat bot che il cliente gestisce (ma è la richiesta meno frequente);
✔️ Un pacchetto in cui oltre al chat bot sono compresi:
➢ parte strategica
➢ parte di implementazione che implica una serie di ulteriori step:
▸ ottimizzazione attraverso A/B test
▸ modifiche
▸ implementazioni
Ovviamente nel secondo caso vanno definiti tutti i dettagli, perché il numero di ore che il professionista dedica al progetto cambia notevolmente in base alle richieste del cliente.
2️⃣ È opportuno definire:
✔️ Finalità del chat bot, per non rischiare che il cliente lo faccia poi modificare completamente.
Dai KPI si sviluppano le risposte del bot.
3️⃣ Il chat bot viene realizzato ex-novo o si utilizza un template da personalizzare per il cliente.
4️⃣ Esclusioni di responsabilità se si utilizzano fornitori di chat bot come Manychat, Chatfuel, Tars ecc... per quanto riguarda gli aggiornamenti, bug ecc...
5️⃣ GDPR: il chat bot ha bisogno di consensi per tutta l’attività svolta sui lead. Quindi bisogna verificare se si sta vendendo un bot che è già GDPR compliant oppure no. In quest’ultimo caso è opportuno definire i relativi esoneri di responsabilità.
👉 Un buon contratto è a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO PER NEWSLETTER
Tag: #contratti
L’invio di newsletter è uno strumento di marketing che dopo un periodo di decadimento, sta tornando ad essere molto utilizzato.
Bisogna stare attenti a non confondere l’attività di newsletter con quella di gestione di un funnel (e-mail marketing).
Infatti nei due casi cambia notevolmente la modalità di acquisizione del contatto:
la mail per la newsletter viene acquisita attraverso un form.
La mail per il funnel generalmente è il frutto di un’attività di lead generation.
Poi gli stessi contenuti e KPI sono diversi.
Rimanendo nell’ambito della newsletter:
📌 Quali sono le attività da definire nel contratto?
1️⃣ Settaggio di liste all’interno di un crm, quindi
✔️ scelta del crm
✔️ creazione delle liste
2️⃣ Definizione dell’oggetto del contratto:
✔️ calendario editoriale dei contenuti, definendo numero mensile di e-mail e rubriche
✔️ grafica
✔️ copy
L’oggetto del contratto ci permette di definire le tutele da prevedere:
➡️ Responsabilità della raccolta degli indirizzi e-mail a norma ai fini del GDPR
➡️ Sempre per il GPDR dopo 2 anni va rinnovata la richiesta del consenso: chi deve provvedere?
Per le esclusioni di responsabilità:
➡️ Newsletter che vanno in spam;
➡️ Bug del crm.
👉Ricorda che un buon contratto è a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
L’invio di newsletter è uno strumento di marketing che dopo un periodo di decadimento, sta tornando ad essere molto utilizzato.
Bisogna stare attenti a non confondere l’attività di newsletter con quella di gestione di un funnel (e-mail marketing).
Infatti nei due casi cambia notevolmente la modalità di acquisizione del contatto:
la mail per la newsletter viene acquisita attraverso un form.
La mail per il funnel generalmente è il frutto di un’attività di lead generation.
Poi gli stessi contenuti e KPI sono diversi.
Rimanendo nell’ambito della newsletter:
📌 Quali sono le attività da definire nel contratto?
1️⃣ Settaggio di liste all’interno di un crm, quindi
✔️ scelta del crm
✔️ creazione delle liste
2️⃣ Definizione dell’oggetto del contratto:
✔️ calendario editoriale dei contenuti, definendo numero mensile di e-mail e rubriche
✔️ grafica
✔️ copy
L’oggetto del contratto ci permette di definire le tutele da prevedere:
➡️ Responsabilità della raccolta degli indirizzi e-mail a norma ai fini del GDPR
➡️ Sempre per il GPDR dopo 2 anni va rinnovata la richiesta del consenso: chi deve provvedere?
Per le esclusioni di responsabilità:
➡️ Newsletter che vanno in spam;
➡️ Bug del crm.
👉Ricorda che un buon contratto è a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 QUANDO UN CLIENTE ACQUISTA SERVIZI DALL’ESTERO CHE NORMATIVA SI APPLICA?
Tag: #contratti
Non è così raro che una società estera, o una ditta individuale, offra servizi in Italia, e viceversa.
Pensiamo che per estero si intende già la Svizzera. Pensiamo che fino a poco tempo fa c’erano le ltd inglesi.
Quindi anche un’azienda straniera potrebbe acquistare servizi in Italia da una web agency o da un freelance.
➡️ Cosa prevedere nel contratto?
Siamo nell’ambito del b2b, dove la legge lascia ampia disponibilità alla libera determinazione della volontà delle parti.
Le parti contrattuali sono libere di scegliere:
✔️ quale legislazione applicare: se italiana o un’altra;
Inoltre:
✔️ ️ non c’è l’obbligo di rispettare le normative a tutela del consumatore, quindi
➡️ non c’è l’obbligo di inserire il diritto di recesso nel contratto
➡️ non c’è l’obbligo di inserire un foro di competenza a tutela di una delle parti
In sostanza tutte le clausole sono oggetto della libera trattativa delle parti, quindi del loro accordo.
A maggior ragione in questo tipo di contratti dove la tutela delle leggi viene un po' a mancare, è opportuno rivolgersi ad un legale come mediatore per trovare un accordo equo.
👉 Più c’è libertà delle parti, più c’è bisogno dell’Avvocato del Digitale!
@avvocatovercellotti 😉
Tag: #contratti
Non è così raro che una società estera, o una ditta individuale, offra servizi in Italia, e viceversa.
Pensiamo che per estero si intende già la Svizzera. Pensiamo che fino a poco tempo fa c’erano le ltd inglesi.
Quindi anche un’azienda straniera potrebbe acquistare servizi in Italia da una web agency o da un freelance.
➡️ Cosa prevedere nel contratto?
Siamo nell’ambito del b2b, dove la legge lascia ampia disponibilità alla libera determinazione della volontà delle parti.
Le parti contrattuali sono libere di scegliere:
✔️ quale legislazione applicare: se italiana o un’altra;
Inoltre:
✔️ ️ non c’è l’obbligo di rispettare le normative a tutela del consumatore, quindi
➡️ non c’è l’obbligo di inserire il diritto di recesso nel contratto
➡️ non c’è l’obbligo di inserire un foro di competenza a tutela di una delle parti
In sostanza tutte le clausole sono oggetto della libera trattativa delle parti, quindi del loro accordo.
A maggior ragione in questo tipo di contratti dove la tutela delle leggi viene un po' a mancare, è opportuno rivolgersi ad un legale come mediatore per trovare un accordo equo.
👉 Più c’è libertà delle parti, più c’è bisogno dell’Avvocato del Digitale!
@avvocatovercellotti 😉
🎯 CONTRATTO ASSISTENZA SITO WEB
Tag: #contratti
Il termine “assistenza” può comprendere tutta una serie di servizi che per una web agency o un web master possono essere scontati. Ma per il cliente che non è del settore questo termine può voler dir tutto oppure niente.
Sta a noi specificarlo e riportare nel contratto tutti i servizi compresi nell’assistenza nei minimi dettagli.
Molti servizi sono tra loro complementari, quindi uno necessita dell’altro. Altri possono essere alternativi:
1️⃣ Assistenza vera e propria. Ad esempio l’hosting che è un servizio in abbonamento annuale che prevede i vari aggiornamenti:
✔️ Tema
✔️ Plugin
✔️ CMS stesso
➡️ Quale problema può sorgere?
Ad esempio un aggiornamento di un plugin comporta che il plugin stesso diventi incompatibile con una funzione del sito. Quindi bisogna puntualizzare se la risoluzione di un problema come questo sia compresa nell’assistenza o sia un extra. E bisogna anche specificare le tempistiche di risoluzione.
2️⃣ Manutenzione del sito:
Oltre all’assistenza forniamo la risoluzione dei problemi che sorgono in corso d’opera:
✔️ Redirect per modifica dell’url ad esempio
✔️ Pagine che per vari motivi vanno in down
➡️ In che limite si comprende la manutenzione “ordinaria” e quando diventa “straordinaria”, quindi non compresa.
E se il problema è causato dallo stesso cliente che in autonomia gestisce i contenuti da inserire sul sito? Cambia qualcosa negli accordi?
3️⃣ Revisione periodica dei contenuti presenti sul sito per aggiornarli, ma anche cambio immagini, font: quante modifiche sono comprese e con quale periodicità. Pensiamo ad esempio ad un e-commerce che aggiorna i prodotti ad ogni stagione. È una mole di lavoro diversa rispetto ad un sito vetrina.
👉 Definire nei dettagli i servizi ti permette di fare un calcolo orario delle ore che ti impiega quel cliente, senza rischiare di “pagare” tu per lui.
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Il termine “assistenza” può comprendere tutta una serie di servizi che per una web agency o un web master possono essere scontati. Ma per il cliente che non è del settore questo termine può voler dir tutto oppure niente.
Sta a noi specificarlo e riportare nel contratto tutti i servizi compresi nell’assistenza nei minimi dettagli.
Molti servizi sono tra loro complementari, quindi uno necessita dell’altro. Altri possono essere alternativi:
1️⃣ Assistenza vera e propria. Ad esempio l’hosting che è un servizio in abbonamento annuale che prevede i vari aggiornamenti:
✔️ Tema
✔️ Plugin
✔️ CMS stesso
➡️ Quale problema può sorgere?
Ad esempio un aggiornamento di un plugin comporta che il plugin stesso diventi incompatibile con una funzione del sito. Quindi bisogna puntualizzare se la risoluzione di un problema come questo sia compresa nell’assistenza o sia un extra. E bisogna anche specificare le tempistiche di risoluzione.
2️⃣ Manutenzione del sito:
Oltre all’assistenza forniamo la risoluzione dei problemi che sorgono in corso d’opera:
✔️ Redirect per modifica dell’url ad esempio
✔️ Pagine che per vari motivi vanno in down
➡️ In che limite si comprende la manutenzione “ordinaria” e quando diventa “straordinaria”, quindi non compresa.
E se il problema è causato dallo stesso cliente che in autonomia gestisce i contenuti da inserire sul sito? Cambia qualcosa negli accordi?
3️⃣ Revisione periodica dei contenuti presenti sul sito per aggiornarli, ma anche cambio immagini, font: quante modifiche sono comprese e con quale periodicità. Pensiamo ad esempio ad un e-commerce che aggiorna i prodotti ad ogni stagione. È una mole di lavoro diversa rispetto ad un sito vetrina.
👉 Definire nei dettagli i servizi ti permette di fare un calcolo orario delle ore che ti impiega quel cliente, senza rischiare di “pagare” tu per lui.
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO DI STAMPA DIGITALE
Tag: #contratti
Spesso viene richiesto al grafico o al logo designer di procedere alla stampa del prodotto.
È un’attività che normalmente viene delegata all’esterno da parte del professionista: piattaforme online, tipografie di fiducia.
Quindi è un’attività che non dà un grosso vantaggio economico al professionista. È un servizio ulteriore che dà un valore aggiunto all’attività.
Bisogna stare molto attenti a due aspetti:
1️⃣ Come fare un preventivo per questa attività esternalizzata senza rischiare una perdita economica?
Un discorso è stampare un logo o far produrre della carta intestata con il logo; un altro discorso è far stampare biglietti da visita, brochure.
2️⃣ La responsabilità su chi ricade se al committente non piace come viene stampato il logo?
Sappiamo bene che un discorso è il colore sul web, altro discorso è riprodurre lo stesso colore su carta stampata dove perde moltissimo la luminosità. Oppure sono le dimensioni che non piacciono.
➡️ Bisogna:
✔️ sempre far vedere l’anteprima del prodotto al committente e farlo approvare prima di andare in produzione
✔️ essere molto precisi nel definire gli esoneri di responsabilità nel contratto. Soprattutto se il lavoro viene affidato a piattaforme terze.
👉 Va benissimo offrire un servizio in più ma bisogna stare molto attenti quando quel servizio non è legato alla nostra attività
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Spesso viene richiesto al grafico o al logo designer di procedere alla stampa del prodotto.
È un’attività che normalmente viene delegata all’esterno da parte del professionista: piattaforme online, tipografie di fiducia.
Quindi è un’attività che non dà un grosso vantaggio economico al professionista. È un servizio ulteriore che dà un valore aggiunto all’attività.
Bisogna stare molto attenti a due aspetti:
1️⃣ Come fare un preventivo per questa attività esternalizzata senza rischiare una perdita economica?
Un discorso è stampare un logo o far produrre della carta intestata con il logo; un altro discorso è far stampare biglietti da visita, brochure.
2️⃣ La responsabilità su chi ricade se al committente non piace come viene stampato il logo?
Sappiamo bene che un discorso è il colore sul web, altro discorso è riprodurre lo stesso colore su carta stampata dove perde moltissimo la luminosità. Oppure sono le dimensioni che non piacciono.
➡️ Bisogna:
✔️ sempre far vedere l’anteprima del prodotto al committente e farlo approvare prima di andare in produzione
✔️ essere molto precisi nel definire gli esoneri di responsabilità nel contratto. Soprattutto se il lavoro viene affidato a piattaforme terze.
👉 Va benissimo offrire un servizio in più ma bisogna stare molto attenti quando quel servizio non è legato alla nostra attività
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO UFFICIO STAMPA
Tag: #contratti
Partiamo dal presupposto che l’ufficio stampa è tutt’altro che morto. Oggi si parla di Ufficio Stampa 4.0 dove le mansioni classiche si mescolano a quelle digital.
Cosa fa chi si occupa di ufficio stampa?
Destinatari delle comunicazioni dell’addetto ufficio stampa sono i giornalisti. Infatti il professionista si occupa di
🔸intrattenere le relazioni con le testate giornalistiche,
🔸 informare su novità riguardanti il brand con l’obiettivo di far uscire il comunicato stampa
🔸 Invitare i giornalisti agli eventi come supporto alla comunicazione.
In tutta questa comunicazione si deve utilizzare un tono volto non a fare marketing ma a fare informazione.
Si ha successo in questo lavoro quando si è capaci di creare una relazione duratura e di fiducia con i nostri interlocutori.
Il professionista addetto a questo ruolo normalmente lavora in azienda o in agenzia. È di questo caso che noi ci occupiamo perché con l’agenzia deve essere stipulato un accordo contrattuale.
🔺 Criticità: spesso l’azienda non è consapevole di cosa significa fare ufficio stampa:
🔸 non è Digital PR come molti erroneamente pensano. Infatti l’obiettivo non è portare traffico al sito. Né tanto meno corrisponde alla link building
➡️ È fondamentale che l’agency definisca i KPI che sono legati nello specifico a
✔️ quanti comunicati stampa far uscire
✔️ le tempistiche di uscita. Soprattutto perché in determinati settori il fattore tempo è fondamentale
✔️ visto che in questo settore per la riuscita è fondamentale mantenere le relazioni con i giornalisti. Chi se ne occupa?
👉 Questo è uno di quei casi in cui il contratto non si limita a tutelare le parti contrattuali, ma ha il ruolo di chiarire l’oggetto dell’obbligazione al committente. Quindi anche il linguaggio utilizzato è fondamentale:
✅ comprensibile
✅ chiaro
✅ conciso
👉 Per avere un contratto a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Partiamo dal presupposto che l’ufficio stampa è tutt’altro che morto. Oggi si parla di Ufficio Stampa 4.0 dove le mansioni classiche si mescolano a quelle digital.
Cosa fa chi si occupa di ufficio stampa?
Destinatari delle comunicazioni dell’addetto ufficio stampa sono i giornalisti. Infatti il professionista si occupa di
🔸intrattenere le relazioni con le testate giornalistiche,
🔸 informare su novità riguardanti il brand con l’obiettivo di far uscire il comunicato stampa
🔸 Invitare i giornalisti agli eventi come supporto alla comunicazione.
In tutta questa comunicazione si deve utilizzare un tono volto non a fare marketing ma a fare informazione.
Si ha successo in questo lavoro quando si è capaci di creare una relazione duratura e di fiducia con i nostri interlocutori.
Il professionista addetto a questo ruolo normalmente lavora in azienda o in agenzia. È di questo caso che noi ci occupiamo perché con l’agenzia deve essere stipulato un accordo contrattuale.
🔺 Criticità: spesso l’azienda non è consapevole di cosa significa fare ufficio stampa:
🔸 non è Digital PR come molti erroneamente pensano. Infatti l’obiettivo non è portare traffico al sito. Né tanto meno corrisponde alla link building
➡️ È fondamentale che l’agency definisca i KPI che sono legati nello specifico a
✔️ quanti comunicati stampa far uscire
✔️ le tempistiche di uscita. Soprattutto perché in determinati settori il fattore tempo è fondamentale
✔️ visto che in questo settore per la riuscita è fondamentale mantenere le relazioni con i giornalisti. Chi se ne occupa?
👉 Questo è uno di quei casi in cui il contratto non si limita a tutelare le parti contrattuali, ma ha il ruolo di chiarire l’oggetto dell’obbligazione al committente. Quindi anche il linguaggio utilizzato è fondamentale:
✅ comprensibile
✅ chiaro
✅ conciso
👉 Per avere un contratto a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO REALIZZAZIONE PLUGIN
Tag: #contratti
Quando si deve realizzare un plugin la prima cosa da considerare è la destinazione del plugin stesso. Infatti l’aspetto giuridico cambia completamente a seconda che:
1️⃣ il plugin deve essere realizzato per un cms come ad esempio wordpress e potrà quindi essere scaricato da tutti coloro che utilizzano quel cms.
2️⃣ il plugin viene realizzato ad hoc per un cliente che ne avrà l’uso esclusivo?
Nel primo caso non serve un contratto perché sarà sviluppato un software per il cui utilizzo sarà necessaria una licenza. Inoltre se il plugin prevede una versione a pagamento dovranno essere previsti i termini e condizioni come per un e-commerce.
Invece se il plugin viene sviluppato per un cliente allora siamo nell’ambito del contratto per sviluppo software:
✔️ bisogna stabilire di chi è il codice sorgente
✔️ il codice sorgente è ad uso esclusivo di questo committente o una parte è ad uso comune con altri plugin
✔️ bisogna stabilire se è previsto un aggiornamento, in funzione anche all’aggiornamento di wordpress stesso
✔️ va stabilito se il plugin può essere modificato, se possono essere aggiunte funzionalità
✔️ definizione chiara e precisa delle funzionalità che deve avere il plugin. Quindi l’oggetto del contratto che è il fulcro della collaborazione.
👉 È necessario inserire tutti i dettagli anche a costo di sembrare troppo precisi e “puntigliosi”. Solo così si può avere un contratto a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Quando si deve realizzare un plugin la prima cosa da considerare è la destinazione del plugin stesso. Infatti l’aspetto giuridico cambia completamente a seconda che:
1️⃣ il plugin deve essere realizzato per un cms come ad esempio wordpress e potrà quindi essere scaricato da tutti coloro che utilizzano quel cms.
2️⃣ il plugin viene realizzato ad hoc per un cliente che ne avrà l’uso esclusivo?
Nel primo caso non serve un contratto perché sarà sviluppato un software per il cui utilizzo sarà necessaria una licenza. Inoltre se il plugin prevede una versione a pagamento dovranno essere previsti i termini e condizioni come per un e-commerce.
Invece se il plugin viene sviluppato per un cliente allora siamo nell’ambito del contratto per sviluppo software:
✔️ bisogna stabilire di chi è il codice sorgente
✔️ il codice sorgente è ad uso esclusivo di questo committente o una parte è ad uso comune con altri plugin
✔️ bisogna stabilire se è previsto un aggiornamento, in funzione anche all’aggiornamento di wordpress stesso
✔️ va stabilito se il plugin può essere modificato, se possono essere aggiunte funzionalità
✔️ definizione chiara e precisa delle funzionalità che deve avere il plugin. Quindi l’oggetto del contratto che è il fulcro della collaborazione.
👉 È necessario inserire tutti i dettagli anche a costo di sembrare troppo precisi e “puntigliosi”. Solo così si può avere un contratto a prova di tempesta 🌪
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTO DI CONFIGURAZIONE SERVIZI IUBENDA
Tag: #contratti
Cito Iubenda perché è una delle piattaforme di configurazione privacy policy più utilizzate, ma ne esistono anche altre.
Quindi non voglio assolutamente fare pubblicità ad una piattaforma piuttosto che all’altra.
📌 Perché serve un contratto?
Perché ci stiamo affidando ad una piattaforma di terzi per adeguare il sito web al gdpr.
Però i pacchetti proposti sono diversi in funzione dei servizi scelti dal cliente.
Quindi è il cliente che deve capire qual è il pacchetto adatto a lui.
📌 Quali problemi possono sorgere?
È il cliente che deve settare la piattaforma, quindi si potrebbe creare un problema di responsabilità a carico del cliente in merito all’adeguamento del sito al gdpr.
Quindi il web master inserisce delle informazioni sulla piattaforma che a sua volta genera la policy.
Questa impostazione ha conseguenze a livello legale:
1️⃣ se in base alla complessità del sito il pacchetto proposto da iubenda è più costoso di quello che il proprietario del sito/cliente del web master, è disposto a pagare, non può essere responsabilità del professionista del web il fatto che il sito non sarà a norma di gdpr.
2️⃣ il web master inserisce le info nel momento di sviluppo del sito web. Ma se il titolare del sito in una seconda fase inserisce ulteriori codici di tracciamento, oppure inserisce l’iscrizione alla newsletter passando attraverso una landing esterna, la policy deve essere aggiornata. Il web master non può assumersi questa responsabilità. Non è nelle sue mansioni
📌 Come si fa ad evitare tutte queste problematiche?
✅ Nel contratto deve essere descritto dettagliatamente il servizio di configurazione con Iubenda sul contratto
✅ Inserire tutte le esclusioni di responsabilità in merito alla generazione automatizzata di privacy policy e cookie policy.
👉 Anche i servizi di automazione richiedono conoscenze legali di cui il web master non deve farsi carico
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Cito Iubenda perché è una delle piattaforme di configurazione privacy policy più utilizzate, ma ne esistono anche altre.
Quindi non voglio assolutamente fare pubblicità ad una piattaforma piuttosto che all’altra.
📌 Perché serve un contratto?
Perché ci stiamo affidando ad una piattaforma di terzi per adeguare il sito web al gdpr.
Però i pacchetti proposti sono diversi in funzione dei servizi scelti dal cliente.
Quindi è il cliente che deve capire qual è il pacchetto adatto a lui.
📌 Quali problemi possono sorgere?
È il cliente che deve settare la piattaforma, quindi si potrebbe creare un problema di responsabilità a carico del cliente in merito all’adeguamento del sito al gdpr.
Quindi il web master inserisce delle informazioni sulla piattaforma che a sua volta genera la policy.
Questa impostazione ha conseguenze a livello legale:
1️⃣ se in base alla complessità del sito il pacchetto proposto da iubenda è più costoso di quello che il proprietario del sito/cliente del web master, è disposto a pagare, non può essere responsabilità del professionista del web il fatto che il sito non sarà a norma di gdpr.
2️⃣ il web master inserisce le info nel momento di sviluppo del sito web. Ma se il titolare del sito in una seconda fase inserisce ulteriori codici di tracciamento, oppure inserisce l’iscrizione alla newsletter passando attraverso una landing esterna, la policy deve essere aggiornata. Il web master non può assumersi questa responsabilità. Non è nelle sue mansioni
📌 Come si fa ad evitare tutte queste problematiche?
✅ Nel contratto deve essere descritto dettagliatamente il servizio di configurazione con Iubenda sul contratto
✅ Inserire tutte le esclusioni di responsabilità in merito alla generazione automatizzata di privacy policy e cookie policy.
👉 Anche i servizi di automazione richiedono conoscenze legali di cui il web master non deve farsi carico
😉 @avvocatovercellotti
🎯 VUOI VENDERE IL DOMINIO?
Tag: #contratti
Innanzi tutto cosa si intende per dominio, e che differenza c'è rispetto al sito web. Entrambi sono beni immateriali ma:
🔸Il sito web è l'insieme delle pagine web, l'intera piattaforma, quindi anche contenuti, grafiche e relativi diritti.
🔸 Il dominio è l'indirizzo web del sito internet, normalmente contiene il nome che identifica il brand, allo stesso modo del marchio. C'è interesse a questo tipo di acquisto quando il dominio corrisponde ad una keyword specifica che è in grado di portare molto traffico, grazie al brand a cui viene associata.
Va da sé quindi che il contratto cessione dominio internet è molto diverso dal contratto cessione sito internet: nel primo caso entra in gioco la normativa sul diritto industriale, nel secondo entra in gioco la legge del diritto d'autore.
Di conseguenza anche i soggetti legittimati al trasferimento del bene non sono gli stessi …
👉 Per saperne di più vai sul blog dello studio
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Innanzi tutto cosa si intende per dominio, e che differenza c'è rispetto al sito web. Entrambi sono beni immateriali ma:
🔸Il sito web è l'insieme delle pagine web, l'intera piattaforma, quindi anche contenuti, grafiche e relativi diritti.
🔸 Il dominio è l'indirizzo web del sito internet, normalmente contiene il nome che identifica il brand, allo stesso modo del marchio. C'è interesse a questo tipo di acquisto quando il dominio corrisponde ad una keyword specifica che è in grado di portare molto traffico, grazie al brand a cui viene associata.
Va da sé quindi che il contratto cessione dominio internet è molto diverso dal contratto cessione sito internet: nel primo caso entra in gioco la normativa sul diritto industriale, nel secondo entra in gioco la legge del diritto d'autore.
Di conseguenza anche i soggetti legittimati al trasferimento del bene non sono gli stessi …
👉 Per saperne di più vai sul blog dello studio
😉 @avvocatovercellotti
🎯 SITI WEB MULTILINGUA
Tag: #contratti
È sempre più richiesta la predisposizione di siti web multilingua, quindi devono essere fatte le traduzioni dei testi.
Si evidenziano in questo caso 5 problematiche:
1️⃣ Si fa presto a dire “multilingua”. Spesso il cliente che chiede 3 lingue, italiano inglese e francese, in corso d’opera chiede la quarta lingua, il tedesco, ad esempio. → Il cliente non si rende conto del valore di una traduzione ben fatta.
2️⃣ Aggiornamento dei testi: se si va a lavorare su un sito già in essere, vanno fatte le traduzioni ma anche la SEO nelle varie lingue. → Questo va definito nel contratto e deve essere specificato ogni singolo costo di ogni singola lingua.
3️⃣ Bisogna dare la corretta valutazione economica di ogni lingua tradotta: l’inglese avrà un costo inferiore rispetto ad esempio al russo. Questo perché è più difficile trovare traduttori per le lingue di nicchia, ma ricercate, quindi il valore di mercato è sicuramente più alto. La diversa valutazione del valore deve essere ben chiara anche al committente.
4️⃣ Bisogna specificare per quale Paese si chiede la traduzione o se deve essere specifica per ciascun Paese: l’inglese del Regno Unito è diverso dall’inglese per gli Stati Uniti.
5️⃣ Bisogna tradurre anche i testi che sono necessari per gli adempimenti legali: Cookie policy, privacy policy, banner. E se il sito è anche per un pubblico fuori dall’Europa ci vogliono gli adeguamenti legali per quel Paese specifico.
Quindi il sito multilingua non è solo questione di traduzione, ma anche di tutte le ulteriori responsabilità che ne derivano. E tutte queste cose devono essere specificate nel contratto.
E se si ha timore che un contratto sia troppo lungo: alla lunghezza del contratto c’è una soluzione (riduci dimensioni carattere) ad un contratto che non tutela non c’è.
👉 Il contratto è un asset aziendale, non lo sottovalutare!
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
È sempre più richiesta la predisposizione di siti web multilingua, quindi devono essere fatte le traduzioni dei testi.
Si evidenziano in questo caso 5 problematiche:
1️⃣ Si fa presto a dire “multilingua”. Spesso il cliente che chiede 3 lingue, italiano inglese e francese, in corso d’opera chiede la quarta lingua, il tedesco, ad esempio. → Il cliente non si rende conto del valore di una traduzione ben fatta.
2️⃣ Aggiornamento dei testi: se si va a lavorare su un sito già in essere, vanno fatte le traduzioni ma anche la SEO nelle varie lingue. → Questo va definito nel contratto e deve essere specificato ogni singolo costo di ogni singola lingua.
3️⃣ Bisogna dare la corretta valutazione economica di ogni lingua tradotta: l’inglese avrà un costo inferiore rispetto ad esempio al russo. Questo perché è più difficile trovare traduttori per le lingue di nicchia, ma ricercate, quindi il valore di mercato è sicuramente più alto. La diversa valutazione del valore deve essere ben chiara anche al committente.
4️⃣ Bisogna specificare per quale Paese si chiede la traduzione o se deve essere specifica per ciascun Paese: l’inglese del Regno Unito è diverso dall’inglese per gli Stati Uniti.
5️⃣ Bisogna tradurre anche i testi che sono necessari per gli adempimenti legali: Cookie policy, privacy policy, banner. E se il sito è anche per un pubblico fuori dall’Europa ci vogliono gli adeguamenti legali per quel Paese specifico.
Quindi il sito multilingua non è solo questione di traduzione, ma anche di tutte le ulteriori responsabilità che ne derivano. E tutte queste cose devono essere specificate nel contratto.
E se si ha timore che un contratto sia troppo lungo: alla lunghezza del contratto c’è una soluzione (riduci dimensioni carattere) ad un contratto che non tutela non c’è.
👉 Il contratto è un asset aziendale, non lo sottovalutare!
😉 @avvocatovercellotti
🎯 IL MIO CLIENTE SI ERA FIDATO MA....
Tag: #contratti
L’agenzia marketing che ha creato il gestionale del mio cliente, gli fa una proposta allettante.
La proposta è questa: visto che siamo anche una software house, perché non ci fai gestire anche l’e-commerce per il tuo business?
Il mio cliente è molto interessato alla proposta. Si è trovato bene per il gestionale, quindi ritiene che questa agenzia possa essere maggiormente affidabile nella gestione di tutto ciò che riguarda un e-commerce: magazzino, scorte, crm, ecc... Oltretutto la proposta economica dell’agenzia è molto allettante: 5000 € tutto incluso.
Ma al momento della lettura delle condizioni contrattuali, non negoziabili, qualcosa al mio cliente non torna, quindi mi chiede una consulenza.
Cosa prevedeva il contratto imposto unilateralmente dall’agenzia?
1️⃣ paghi per lo sviluppo e la gestione dell’e-commerce per un anno
2️⃣ la gestione prevede l’attività SEO per il posizionamento su kw strategiche per quel business
3️⃣ l’e-commerce sarà sviluppato con un cms proprietario, il cui codice sorgente resta all’agenzia
4️⃣ l’anno successivo puoi rinnovare l’accordo ad un prezzo più basso
➡️ non stai comprando il sito e-commerce ma stai pagando per la licenza d’uso di un e-commerce per un anno.
Visti questi presupposti, il mio cliente mi fa questa domanda:
Cosa succede se l’anno successivo non rinnovo l’accordo?
In base ad un contratto impostato in questo modo, ci potranno essere 2 opzioni:
🔹 Tu non rinnovi il contratto. L’agenzia è legittimata a proporre il passaggio della gestione della licenza d’uso ad un’altra azienda, tua potenziale competitor. L’agenzia quindi è autorizzata a sostituire il tuo marchio con quello della nuova azienda. Inoltre tu non hai più l’accesso ad alcun dato o strategia marketing che l’agenzia ha effettuato per te in questo anno.
🔹 Acquisti il codice sorgente del sito web e gestisci tu l’e-commerce. Questa potrebbe essere una soluzione, ma ad oggi l’agenzia si rifiuta di dare un valore economico al codice sorgente. Ricordiamo infatti che il contratto è un contratto imposto unilateralmente senza possibilità di trattativa e non prevede la valutazione economica del codice. C’è da dedurre però che il valore crescerà in funzione dell’attività svolta sul sito e dei profitti che ne derivano.
Quindi nel momento in cui ci sarà la proposta da parte del mio cliente per acquistare il codice sorgente invece di rinnovare la licenza d’uso, l’agenzia si troverà comunque in una posizione di forza perché non avrà limiti nel definire il prezzo del codice.
Questo non significa che la proposta fatta dall’agency non sia profittevole, o che sia controproducente per il mio cliente. Quello che conta è che il mio cliente sia consapevole di ciò che sta acquistando: non un e-commerce ma un servizio di durata. Magari è ciò che fa per lui, o forse no. Ma deve sapere che sta affittando e non acquistando.
👉 Questo è uno dei tanti casi in cui vale la pena chiedere una consulenza legale per capire tutti i pro e i contro di un accordo.
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
L’agenzia marketing che ha creato il gestionale del mio cliente, gli fa una proposta allettante.
La proposta è questa: visto che siamo anche una software house, perché non ci fai gestire anche l’e-commerce per il tuo business?
Il mio cliente è molto interessato alla proposta. Si è trovato bene per il gestionale, quindi ritiene che questa agenzia possa essere maggiormente affidabile nella gestione di tutto ciò che riguarda un e-commerce: magazzino, scorte, crm, ecc... Oltretutto la proposta economica dell’agenzia è molto allettante: 5000 € tutto incluso.
Ma al momento della lettura delle condizioni contrattuali, non negoziabili, qualcosa al mio cliente non torna, quindi mi chiede una consulenza.
Cosa prevedeva il contratto imposto unilateralmente dall’agenzia?
1️⃣ paghi per lo sviluppo e la gestione dell’e-commerce per un anno
2️⃣ la gestione prevede l’attività SEO per il posizionamento su kw strategiche per quel business
3️⃣ l’e-commerce sarà sviluppato con un cms proprietario, il cui codice sorgente resta all’agenzia
4️⃣ l’anno successivo puoi rinnovare l’accordo ad un prezzo più basso
➡️ non stai comprando il sito e-commerce ma stai pagando per la licenza d’uso di un e-commerce per un anno.
Visti questi presupposti, il mio cliente mi fa questa domanda:
Cosa succede se l’anno successivo non rinnovo l’accordo?
In base ad un contratto impostato in questo modo, ci potranno essere 2 opzioni:
🔹 Tu non rinnovi il contratto. L’agenzia è legittimata a proporre il passaggio della gestione della licenza d’uso ad un’altra azienda, tua potenziale competitor. L’agenzia quindi è autorizzata a sostituire il tuo marchio con quello della nuova azienda. Inoltre tu non hai più l’accesso ad alcun dato o strategia marketing che l’agenzia ha effettuato per te in questo anno.
🔹 Acquisti il codice sorgente del sito web e gestisci tu l’e-commerce. Questa potrebbe essere una soluzione, ma ad oggi l’agenzia si rifiuta di dare un valore economico al codice sorgente. Ricordiamo infatti che il contratto è un contratto imposto unilateralmente senza possibilità di trattativa e non prevede la valutazione economica del codice. C’è da dedurre però che il valore crescerà in funzione dell’attività svolta sul sito e dei profitti che ne derivano.
Quindi nel momento in cui ci sarà la proposta da parte del mio cliente per acquistare il codice sorgente invece di rinnovare la licenza d’uso, l’agenzia si troverà comunque in una posizione di forza perché non avrà limiti nel definire il prezzo del codice.
Questo non significa che la proposta fatta dall’agency non sia profittevole, o che sia controproducente per il mio cliente. Quello che conta è che il mio cliente sia consapevole di ciò che sta acquistando: non un e-commerce ma un servizio di durata. Magari è ciò che fa per lui, o forse no. Ma deve sapere che sta affittando e non acquistando.
👉 Questo è uno dei tanti casi in cui vale la pena chiedere una consulenza legale per capire tutti i pro e i contro di un accordo.
😉 @avvocatovercellotti
🎯 CONTRATTI E DIGITALE
Tag: #contratti
Conoscere la legge non basta:
Se un professionista si rivolge ad un legale per redigere un contratto il minimo che si aspetta è che il legale conosca la legge:
🔸 dettato normativo
🔸 giurisprudenza
🔸dottrina
Questa è la base, altrimenti se manca questa, il documento che viene redatto è carta straccia senza speranza di utilità.
Ma questa conoscenza non basta in nessun ambito ma a maggior ragione quando si parla di digitale.
Quello che vedo spesso è che il contratto di fornitura, che è lo scheletro dei contratti per il web, viene non solo preso a modello, ma viene proprio ricalcato e utilizzato per essere utilizzato per le professioni del web.
Senza un minimo di attinenza alla situazione concreta trovo le stesse clausole in:
🔸contratti per servizio hardware
🔸contratti per catering
🔸contratti per advertising
L’unica cosa che hanno in comune questi 3 accordi è che forniscono un servizio, poi l'oggetto del contratto, le criticità legali, sono totalmente diverse.
Io se dovessi redigere un contratto per catering sicuramente ci metterei il triplo del tempo di chi ne ha scritti a centinaia, e forse non sarebbe un contratto così efficace rispetto a quello redatto da un collega specializzato in quel settore.
Così chi scrive contratti per catering non si può improvvisare esperto di digital solo perché, magari, ha scaricato una guida (tipo la mia).
➡️ Le conoscenze legali sono il minimo indispensabile ma non sufficiente per redigere un contratto per i professionisti del digital:
🔹 esperienza sul campo
🔹 confronto con gli esperti del settore
🔹 studio e aggiornamento nel settore digitale
Sono un requisito altrettanto necessario per redigere un contratto per digitali che sia davvero tutelante per le parti.
Io non sono nato imparato di digital. Ma prima di scrivere il primo contratto per professionisti del web ho fatto un anno di corsi di marketing e digital marketing. E ancora dopo più di 2 anni ancora li sto frequentando.
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
Conoscere la legge non basta:
Se un professionista si rivolge ad un legale per redigere un contratto il minimo che si aspetta è che il legale conosca la legge:
🔸 dettato normativo
🔸 giurisprudenza
🔸dottrina
Questa è la base, altrimenti se manca questa, il documento che viene redatto è carta straccia senza speranza di utilità.
Ma questa conoscenza non basta in nessun ambito ma a maggior ragione quando si parla di digitale.
Quello che vedo spesso è che il contratto di fornitura, che è lo scheletro dei contratti per il web, viene non solo preso a modello, ma viene proprio ricalcato e utilizzato per essere utilizzato per le professioni del web.
Senza un minimo di attinenza alla situazione concreta trovo le stesse clausole in:
🔸contratti per servizio hardware
🔸contratti per catering
🔸contratti per advertising
L’unica cosa che hanno in comune questi 3 accordi è che forniscono un servizio, poi l'oggetto del contratto, le criticità legali, sono totalmente diverse.
Io se dovessi redigere un contratto per catering sicuramente ci metterei il triplo del tempo di chi ne ha scritti a centinaia, e forse non sarebbe un contratto così efficace rispetto a quello redatto da un collega specializzato in quel settore.
Così chi scrive contratti per catering non si può improvvisare esperto di digital solo perché, magari, ha scaricato una guida (tipo la mia).
➡️ Le conoscenze legali sono il minimo indispensabile ma non sufficiente per redigere un contratto per i professionisti del digital:
🔹 esperienza sul campo
🔹 confronto con gli esperti del settore
🔹 studio e aggiornamento nel settore digitale
Sono un requisito altrettanto necessario per redigere un contratto per digitali che sia davvero tutelante per le parti.
Io non sono nato imparato di digital. Ma prima di scrivere il primo contratto per professionisti del web ho fatto un anno di corsi di marketing e digital marketing. E ancora dopo più di 2 anni ancora li sto frequentando.
😉 @avvocatovercellotti
🎯 DEINDICIZZARE
Tag: #contratti
La deindicizzazione di una pagina web apparentemente costituisce un danno per il cliente.
In realtà non è così, ed un professionista della SEO lo sa:
🔹 quando quella pagina porta zero traffico al sito, quindi spreca crawl budget. Le categorie del blog, i tag, sono comunque pagine ma spesso totalmente vuote.
🔹 quando è perfettamente inutile posizionare quella pagina su Google. A meno che tu non voglia scalare la SERP con la privacy policy del sito, ad esempio.
🔹 quando le pagine tradotte in più lingue risultano per Google dei contenuti duplicati. Allora in quel caso utilizzi il tag canonical.
Cosa può succedere quando il SEO specialist fa il suo lavoro in maniera corretta?
Può succedere che il cliente si lamenti perché per lui la deindicizzazione è un danno. Questo magari perché lo ha sentito dire da qualcun’altro.
📌 Quindi, come tutelare il SEO che lavora correttamente?
Solo con una clausola contrattuale in cui si autorizza il professionista a deindicizzare quelle pagine che devono non essere posizionate sul motore di ricerca.
E se il cliente non accetta questa clausola?
Hai due scelte:
🔸 accetti di eliminare la clausola e ogni volta che indicizzerai una pagina con il rischio di portare un danno al sito, lo dichiarerai per scritto.
🔸Oppure rinunci alla collaborazione perché forse questo cliente non ha sufficiente fiducia in te.
Una cosa è certa: grazie al mio contratto nessuno avrà da ridire sul tuo processo lavorativo, perché è tutto spiegato e giustificato in maniera chiara e trasparente.
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
La deindicizzazione di una pagina web apparentemente costituisce un danno per il cliente.
In realtà non è così, ed un professionista della SEO lo sa:
🔹 quando quella pagina porta zero traffico al sito, quindi spreca crawl budget. Le categorie del blog, i tag, sono comunque pagine ma spesso totalmente vuote.
🔹 quando è perfettamente inutile posizionare quella pagina su Google. A meno che tu non voglia scalare la SERP con la privacy policy del sito, ad esempio.
🔹 quando le pagine tradotte in più lingue risultano per Google dei contenuti duplicati. Allora in quel caso utilizzi il tag canonical.
Cosa può succedere quando il SEO specialist fa il suo lavoro in maniera corretta?
Può succedere che il cliente si lamenti perché per lui la deindicizzazione è un danno. Questo magari perché lo ha sentito dire da qualcun’altro.
📌 Quindi, come tutelare il SEO che lavora correttamente?
Solo con una clausola contrattuale in cui si autorizza il professionista a deindicizzare quelle pagine che devono non essere posizionate sul motore di ricerca.
E se il cliente non accetta questa clausola?
Hai due scelte:
🔸 accetti di eliminare la clausola e ogni volta che indicizzerai una pagina con il rischio di portare un danno al sito, lo dichiarerai per scritto.
🔸Oppure rinunci alla collaborazione perché forse questo cliente non ha sufficiente fiducia in te.
Una cosa è certa: grazie al mio contratto nessuno avrà da ridire sul tuo processo lavorativo, perché è tutto spiegato e giustificato in maniera chiara e trasparente.
😉 @avvocatovercellotti
🎯 AFFILIAZIONE E AFFILIATE MARKETING
Tag: #contratti
L'affiliate marketing ha in comune con il franchising, o affiliazione, il fatto che ci sono due soggetti imprenditori indipendenti che stringono un accordo che si fonda sul fatto che uno sfrutta la notorietà dell'altro brand.
L’affiliazione nasce in America e arriva in Italia negli anni ‘80.
L’affiliate marketing è un business che si può fare solo online e sta avendo un forte boom.
Quali sono i requisiti del contratto di affiliazione e quali i requisiti del contratto di affiliate marketing?
👉 Se ti interessa uno di questi due business leggi l’articolo sul blog del nostro studio legale!
😉 @avvocatovercellotti
Tag: #contratti
L'affiliate marketing ha in comune con il franchising, o affiliazione, il fatto che ci sono due soggetti imprenditori indipendenti che stringono un accordo che si fonda sul fatto che uno sfrutta la notorietà dell'altro brand.
L’affiliazione nasce in America e arriva in Italia negli anni ‘80.
L’affiliate marketing è un business che si può fare solo online e sta avendo un forte boom.
Quali sono i requisiti del contratto di affiliazione e quali i requisiti del contratto di affiliate marketing?
👉 Se ti interessa uno di questi due business leggi l’articolo sul blog del nostro studio legale!
😉 @avvocatovercellotti