la fionda📕
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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
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Eugenetica e colonialismo. Nel cuore del dominio occidentale
Stefano Dumontet

La terribile situazione che stanno vivendo i gazawiti, da ormai quasi tre anni, è stata presentata dalla maggioranza dei media occidentali come la lotta di una democrazia (incarnata da Israele) per la sua sopravvivenza. Una lotta contro terroristi sanguinari di oggi e potenziali terroristi di domani (i bambini) oltre che contro le donne, fattrici… Continua... 👇
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Dall’Occidente in crisi al modello cinese: la via socialista nel XXI secolo
Giambattista Cadoppi

Il poliziotto del mondo potrebbe essere occidentale, ma il maestro del mondo, come è stato per millenni. risiede ancora in Oriente.

Andrew Hughes (2008)

Il saggio di Paolo Botta “Che cos’è lo stato” analizza con grande lucidità la crisi strutturale del capitalismo contemporaneo e la ridefinizione dello Stato come attore centrale nella regolazione dei… Continua... 👇
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COSA SUCCEDE IN VENEZUELA?

Stasera ore 21 i frombolieri Giusi Di Cristina e Matteo Bortolon, ospitati dal canale Punto Critico Blog commentano cosa si sta muovendo in Venezuela e quali convulsioni stia vivendo il Sudamerica.
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Ingerenze e colpi di stato: l’enorme ipocrisia celata da certe narrazioni
Paolo Arigotti

I governi degli Stati Uniti, senza distinzione di colore politico, a partire dal 1945 in avanti, hanno fomentato una lunga serie di colpi di stato e interventi (militari e/o di intelligence) in diversi paesi sparsi per il mondo. Non occorre scomodare la famosa Dottrina Monroe, peraltro ulteriormente sviluppata dal presidente Theodore… Continua... 👇
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Comunicato Stampa del Comitato Casal Selce sul biodigestore
Redazione

Diamo diffusione di questo comunicato stampa inviatoci dal Comitato Casal Selce riguardante il biodigestore in costruzione nel territorio.
Ancora una volta il Partito Democratico e il Sindaco di Roma Gualtieri prevaricano l’interesse e la salute dei cittadini. Per questa ragione abbiamo preso a cuore la causa di questo comitato, che vi abbiamo raccontato in
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1988321374327239166?t=o4Vn4B-Y_vc6ApkkTU6iOw&s=19

Una delle interviste che mi ha coinvolto di più.
Un confronto schietto, sincero, libero con Angelo d'Orsi.

Una certa politichetta ha provato a tappargli la bocca, ed è anche per questo che è ancora più importante ascoltarne la voce, a prescindere da come la pensiate.

A cercare di zittirlo sono persone che si raccontano come paladine della democrazia e della libertà. Ipocriti.

Tutto questo però accade anche perché chi – come il Presidente della Repubblica – avrebbe il dovere di difendere la Costituzione, decide invece di tacere. La libertà di espressione e l’eguaglianza sono valori supremi della Repubblica.

Distrazione o complicità?

#BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
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Influencer: Cina vs. Italia, due modi opposti di regolamentare il web
Matteo Masi

È estremamente interessante osservare il divario tra i modelli di regolamentazione degli influencer adottati in Italia (e, più in generale, in Occidente) e in Cina. Queste due diverse impostazioni legislative riflettono in modo netto le differenze politiche e filosofiche tra i due sistemi.

La logica sottostante a queste due riforme è diametralmente opposta: se… Continua... 👇
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Bruxelles vara lo “Scudo democratico”: censura anti-Russia e nuova intelligence europea

La Commissione europea presenta oggi lo “Scudo europeo per la democrazia”, un’iniziativa che punta a contrastare la disinformazione e le cosiddette interferenze ibride, in particolare quelle attribuite alla Russia.
Nelle premesse si parla di una battaglia d’influenza, di “narrazioni ingannevoli” e di una minaccia che penetrerebbe “nel tessuto delle nostre società”.
Eppure, proprio questa premessa rivela il cortocircuito dell’intero impianto: si individua un’unica direzione del pericolo e un solo nemico narrativo, mentre si tace sulle molteplici forme di manipolazione che agiscono dentro i confini di un Occidente in costante allerta contro i presunti barbari che assediano le sue porte.
La proposta prevede la creazione di un Centro europeo per la resilienza democratica, una rete di fact-checking “indipendente” e un nuovo organismo di intelligence comunitario. Ma i dettagli operativi restano vaghi.
Chi deciderà cosa è vero e cosa è falso? Con quali strumenti, e sotto quale controllo democratico, oltre quelli già felicemente attivati da Ursula von der Pfizer?
Siamo davvero sicuri che basti, ancora una volta, invertire il senso delle parole? Chiamare “lotta alla disinformazione” la pratica della censura più sottile, e “scudo della democrazia” l’esclusione delle forze politiche meno allineate alle fedeltà geopolitiche e geoeconomiche del momento?
Nel frattempo, i terminali italiani di questa operazione ne rappresentano le punte più zelanti. E mentre Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa contro la guerra ibrida, di ibrido, qui, non c’è la guerra: c’è solo la miscela perfetta di tragedia, propaganda e farsa.

@lafionda
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1988865103781900630?t=I6QjkKIejPFxSwe9p2uzYw&s=19

Il Presidente della Repubblica ha convocato, per il prossimo 17 novembre, il Consiglio Supremo di Difesa. Si legge che esso «valuterà le minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione europea e dell’Italia».

Ebbene, io credo che #Mattarella abbia fatto benissimo. Il Capo dello Stato, a mio sommesso avviso, ha perfettamente colto nel segno: il nostro Paese è a rischio, da tempo, e lo è anche l’Unione Europea.

Mi rincuora che finalmente si sia deciso ad agire per difendere l’#Italia. La nostra Costituzione sancisce in modo lapidario che il Paese ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. E, invece, per via di pressioni interne ed esterne, da anni siamo trascinati in una spirale di escalation bellicista che mette a rischio il nostro Popolo.
Si continua, senza alcuna prova, a parlare di minacce straniere: prima concrete e militari in senso stretto (si è più saputo nulla di quel drone russo che avrebbe sorvolato il Lago Maggiore a marzo?), e poi, venuta meno la credibilità della narrazione, si è passati alla storia degli attacchi ibridi, come quello che avrebbe colpito l’aereo della Presidente della Commissione Europea. Galoppiamo verso l’economia di guerra: il riarmo europeo e la promessa di aumentare al 5% del PIL le spese militari rappresentano un crocevia definitivo e pericoloso, soprattutto se le risorse verranno sottratte allo Stato sociale. Il tutto in nettissimo contrasto con i nostri principi costituzionali.

In ogni fase prebellica che si rispetti si fa ampio ricorso alla propaganda: serve ad alimentare la paura del nemico esterno e a costruirne di interni. Certamente Mattarella vorrà soffermarsi su quanto accaduto a Torino, sul tentativo di tappare la bocca al professor Angelo d’Orsi, come accade peraltro a tutti coloro che intendano esprimere liberamente la propria idea in contrasto con una narrazione che mette in pericolo i nostri figli. Anche questi tentativi risultano infatti inconciliabili col dettato costituzionale che il Colle ha il dovere di difendere.

Fa bene poi il #Quirinale a citare le minacce che riguarderebbero l’Unione Europea. Certo, non si comprende bene a che titolo egli, che è a capo delle Forze Armate italiane, si faccia carico della difesa dell’#UE, ma qualche forzatura, di tanto in tanto, ci sta, soprattutto se a fin di bene. Non possiamo più consentire a figure come #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius e compagnia cantante di alimentare un racconto che vedrebbe i russi in procinto di attaccarci. Abbiamo persino la data: pare che #Putin stia solo aspettando che noi terminiamo di riarmarci, poi sferrerà la sua micidiale offensiva. Non si sa perché, ma preferisce non coglierci impreparati.

E anche in Europa la libertà di espressione non se la passa bene: la Commissione inonda di miliardi i giornali amici che alimentano la propaganda serrapiattista (si veda il rapporto The EU’s Propaganda Machine di Thomas Fazi), si licenziano giornalisti che osano fare domande scomode (vedasi la vicenda di Gabriele Nunziati) e si arriva persino a chiudere rapporti bancari a chi mette in luce certi fatti che riguardano la Von der Leyen (come accaduto a Frédéric Baldan dopo la pubblicazione di Ursula Gates).

Insomma, l’Italia e l’Unione sono bersagliate da minacce concrete, reali, pericolose: minacce interne, evidentissime. Il Capo dello Stato certamente coglierà anche l’occasione per denunciare come le imposizioni neoliberali di #Bruxelles, mettano a rischio la tenuta della nostra sanità, della scuola, dell’università e di molti servizi pubblici essenziali, che sottendono diritti universali sanciti dalla Costituzione. E, quando si tratta della Carta, il Quirinale – che ne è formalmente il custode – non guarda in faccia nessuno.

Ho anche apprezzato il riferimento alla “dimensione cognitiva” nell’ordine del giorno. Sul punto, però, non serve alcuna argomentazione: parlano certi tatuaggi...
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La scuola che cambia nome per non cambiare direzione
Antonia Esposito

L’esame di Stato torna a chiamarsi esame di maturità. Lo dice il DL 127/2025, convertito in legge il 25 ottobre scorso, con tanto clamore mediatico sul ritorno ai vecchi valori e a una scuola fatta di studenti educati, che svolgeranno placidamente la prova orale dell’esame non perché sono curiosi di mettersi in gioco in… Continua... 👇
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
Jeffrey Sachs ha deciso oggi di umiliare il povero Calenda con un editoriale (DEFINITIVO) che vi riproponiamo

Considerando le prove riportate di seguito, chiedo ai lettori italiani di riflettere sul seguente scenario. Supponiamo che un governo italiano sia stato destituito a seguito di proteste di piazza in cui alti politici russi si sono recati a Roma per incoraggiare i manifestanti. Supponiamo inoltre che i media italiani che hanno coperto le proteste di piazza siano stati fortemente finanziati dal governo russo, che ha investito centinaia di milioni di euro per “migliorare” i media italiani. Supponiamo che, quando il governo italiano fosse stato rovesciato, il governo russo avesse appoggiato il nuovo governo invece di chiedere il ripristino del governo costituzionale.
Considerereste bugiardo chiunque dichiarasse che la Russia ha sostenuto il cambio di regime? Questi sono i fatti essenziali sul coinvolgimento americano nel cambio di regime in Ucraina nel 2014.


https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-jeffrey_sachs__la_grande_mano_usa_in_ucraina_dal_2014/39602_63610/
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New York e la sua matrice operaia
Federico Stoppa

Sembra paradossale affermarlo oggi, di fronte al flusso frenetico e incessante di colletti bianchi della finanza, dell’immobiliare e dell’industria culturale che la attraversano.
Ma l’elezione a sindaco di Zohran Mamdani, con la sua agenda antiplutocratica, riporta alla luce un capitolo affascinante della storia recente: quello della New York operaia e socialdemocratica della prima metà… Continua... 👇
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L’Occidente al contrario
Michele Agagliate

Negli ultimi mesi, l’Occidente politico ha dato tre segnali opposti ma complementari. Dalla vittoria dei progressisti nei Paesi Bassi, al ritorno del populismo industriale in Repubblica Ceca, fino alla sorprendente elezione di un socialista a sindaco di New York, il filo comune è la ricerca disperata di una direzione credibile, di una bussola morale… Continua... 👇
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Dallo “Scudo della Democrazia” alla “Democrazia sorvegliata”: il nuovo volto del controllo europeo dell’informazione
Stefano Stella

La Commissione Europea ha recentemente presentato un pacchetto di misure sintetizzate all’interno dell’ “European Democracy Shield”, avendo come obiettivo dichiarato quello di proteggere i pilastri chiave delle democrazie.

Salta quindi immediatamente all’occhio l’uso del termine “shield”, per indicare un’ennesima emergenza imminente: gli attacchi da parte di poteri esterni alle sovranità democratiche degli Stati membri.… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/14/dallo-scudo-della-democrazia-alla-democrazia-sorvegliata-il-nuovo-volto-del-controllo-europeo-dellinformazione/

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Su “Inaugura stanotte il secolo del bene” di Vincenzo Montisano
Antonio Semproni

Hugo, unigenito della benestante famiglia Boll, non mostra alcuna parvenza di rimorso né di dispiacere il giorno dei funerali del padre (“«I cadaveri possono rincorrerti per sempre». Risposi: bisognerà ucciderli un’altra volta”) e anzi manifesta noncuranza e disprezzo verso il solo valore all’insegna del quale è stato cresciuto, il denaro: regala delle banconote di… Continua... 👇
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
"Dopo il cronista licenziato per domanda sbagliata (che in realtà era giusta: perché la Russia dovrebbe pagare la ricostruzione dell’Ucraina e Israele non dovrebbe pagare quella di Gaza?), il giornalismo italiano tocca un’altra vetta inesplorata: l’intervista censurata per risposte sbagliate"

L'editoriale di Marco Travaglio

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-marco_travaglio__risposta_sbagliata/39602_63643/
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Un paese anziano ma non per anziani
Giulio Di Donato

In un intervento apparso qualche giorno fa su Il Fatto Quotidiano, l’artista e scrittrice Tiziana Michelotto ha messo in luce, con grande forza descrittiva, le condizioni delle strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie pubbliche per anziani. Michelotto denuncia non solo le difficili condizioni di lavoro e la cronica carenza di personale,… Continua... 👇
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Il silenzio è d’oro
Di Marco Travaglio

La notizia che a Kiev, mentre i soldati vengono mandati al macello senza più uno scopo, i fedelissimi di Zelensky rubano tutto il rubabile dai fondi e dalle armi inviati da Nato e Ue senz’alcun controllo, viene accolta in Italia e nel resto d’Europa con un misto di sorpresa e incredulità. Ma come: noi paghiamo, gli ucraini crepano e il regime sguazza tra mazzette e water, bidet e rubinetti d’oro massiccio? Ma Zelensky non era il “nuovo Churchill” (Nancy Pelosi e Messaggero), il “De Gaulle ucraino” (Prospect Magazine), il redivivo “Scipione l’Africano” (Minzolini, Giornale)? E la sua Ucraina non era “incorruttibile” (Zafesova, Stampa)? In realtà bastava leggere l’inchiesta internazionale “Pandora Papers” del 2021 per sapere che Zelensky è una creatura dell’oligarca, prima latitante e ora detenuto, Ihor Kolomoisky, re dei metalli, finanziatore di milizie fascio-nazi (dall’Azov al Dnipro) e titolare della tv 1+1 che lo lanciò; e che il presidente ucraino ha una villa a Forte dei Marmi con 6 camere da letto, 15 stanze, parco e piscina, acquistata nel 2017 per 3,8 milioni, intestata a una società italiana controllata da una cipriota e mai dichiarata prima dell’elezione nel 2019, come pure una delle quattro offshore controllate da lui e dai suoi soci nella casa di produzione Kvartal95 con conti correnti in vari paradisi fiscali (Isole Vergini, Cipro e Belize). Uno dei soci, Timur Mindich, che fino all’altrogiorno ospitava Zelensky in casa sua, è l’uomo dal cesso d’oro e dalle credenze piene di pacchi di banconote da 200 euro, esentato dalla naja malgrado l’età da leva e appena fuggito all’estero grazie a una soffiata per scampare all’arresto: sarebbe il regista del sistema tangentizio che grassava il 10-15% di ogni appalto per il sistema elettrico. Che, non bastando i bombardamenti russi, veniva rapinato dal regime, come i fondi per le uniformi e persino i 170 milioni versati dalla Nato per costruire trincee di legno.

Notizie che non possono che galvanizzare il morale delle truppe superstiti intrappolate nelle sacche russe da Pokrovsk a Kupyansk, in attesa che Zelensky e il generale Syrsky (una sorta di Alì il Chimico o il Comico ucraino) la smettano di millantare successi e resistenze o di incolpare la nebbia e suonino la ritirata finché ci sarà qualcuno vivo da ritirare. Dinanzi alla disfatta militare e morale dell’Ucraina con i nostri soldi, i governi europei tacciono imbarazzati. Per promettere altri soldi, vista la fine che fanno, attendono tutti che la gente dimentichi le foto dei cessi d’oro. Tutti tranne uno, il più sveglio della compagnia: Antonio Tajani che, temendo di essere preceduto da qualcun altro, si affretta ad annunciare “un nuovo pacchetto di aiuti a Kiev nelle prossime ore”. Casomai non sapessero più cosa rubare.

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I miliardari non dovrebbero esistere? Giusto. Ma tassarli non basta
Alessio Mannino

Tassare di più gli ultraricchi (non genericamente i ricchi, né tanto meno i benestanti) è perfettamente giusto. Ma politicamente molto difficile. E inutile, se non si accompagni a un blocco della circolazione dei capitali all’estero. Proposte per un prelievo mirato sui milionari affermano quindi un sacrosanto valore di principio, almeno in un’ottica anti-liberista di… Continua... 👇
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