Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Il bombarolo
Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Pochi se ne sono accorti, perché ormai la sua autorevolezza è una tacca sotto quella del nano Bagonghi del circo Barnum. Ma Carlo Calenda, radicalizzato nella cellula dormiente ucraina dei Parioli, è passato alla lotta armata, dunque alla clandestinità. Ne ha dato lui stesso notizia sui social, esaltando il più grave atto terroristico dal 1945 contro un’infrastruttura strategica europea: quello che nel 2022 distrusse i gasdotti russo-europei Nord Stream nel mar Baltico, preannunciato da Biden e messo a segno non da Putin (come sostennero gli Usa, l’Ue e i loro servi furbi), ma da un commando ucraino. Testuale: “Ho cercato di distruggere politicamente il raddoppio del NordStream per tutta la mia vita politica. Avrebbe determinato un’indebito (con l’apostrofo, ndr) vantaggio per le industrie tedesche e aumentato la dipendenza dalla Russia. Quindi hanno fatto bene”. Sottinteso: a farlo esplodere.
Abbiamo cercato tracce della sua strenua lotta contro la dipendenza dell’Italia dal gas russo, ma invano: da viceministro e ministro dello Sviluppo economico, il partigiano Kalendsky fece balzare gli acquisti di gas russo al 45% del fabbisogno italiano sotto Letta e al 47,8% sotto Renzi e Gentiloni, oltre ad autorizzare la vendita a Mosca di 94 blindati Lince Iveco (poi usati da Putin per invadere l’Ucraina). Nel 2016-’17, dopo l’annessione russa della Crimea e le sanzioni Ue, andò in pellegrinaggio a San Pietroburgo al Forum economico di Putin per siglare accordi miliardari fra aziende italiane e russe, soprattutto Gazprom, e assicurare eterna amicizia al Cremlino. “Stiamo recuperando sull’interscambio, ma bisogna fare di più”. “Quello fra Italia e Russia è un rapporto profondo da molti anni, ora dobbiamo migliorarlo”. “Procedere col ‘made with Italy’ attraendo investimenti di società russe”, “Abbiamo dato piena disponibilità al vicepremier russo a sviluppare nuovi corridoi per il gas”. “La Russia è un partner insostituibile. Noi abbiamo questa posizione in Europa e la ribadiamo ai nostri amici russi”. “La Russia è un partner strategico per l’energia, approfondiamo con le autorità russe i temi delle infrastrutture energetiche e la possibilità di associare imprese italiane e colossi russi”, tipo l’accordo Gazprom-Edison-Depa (greca) per importare gas russo col Turk Stream-Poseidon “fondamentale per un’energia a prezzi competitivi”. Nessuno sospettava che, sotto la grisaglia ministeriale, il bombarolo della Ztl calzasse la muta da uomo-rana e la cintura coi candelotti di tritolo, pronto a far saltare alla prima occasione i gasdotti appena siglati. Se qualcuno lo vedesse aggirarsi per i Parioli vestito da palombaro, è pregato di avvertire la neurodeliri più vicina, prima che si faccia del male da solo.
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Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Pochi se ne sono accorti, perché ormai la sua autorevolezza è una tacca sotto quella del nano Bagonghi del circo Barnum. Ma Carlo Calenda, radicalizzato nella cellula dormiente ucraina dei Parioli, è passato alla lotta armata, dunque alla clandestinità. Ne ha dato lui stesso notizia sui social, esaltando il più grave atto terroristico dal 1945 contro un’infrastruttura strategica europea: quello che nel 2022 distrusse i gasdotti russo-europei Nord Stream nel mar Baltico, preannunciato da Biden e messo a segno non da Putin (come sostennero gli Usa, l’Ue e i loro servi furbi), ma da un commando ucraino. Testuale: “Ho cercato di distruggere politicamente il raddoppio del NordStream per tutta la mia vita politica. Avrebbe determinato un’indebito (con l’apostrofo, ndr) vantaggio per le industrie tedesche e aumentato la dipendenza dalla Russia. Quindi hanno fatto bene”. Sottinteso: a farlo esplodere.
Abbiamo cercato tracce della sua strenua lotta contro la dipendenza dell’Italia dal gas russo, ma invano: da viceministro e ministro dello Sviluppo economico, il partigiano Kalendsky fece balzare gli acquisti di gas russo al 45% del fabbisogno italiano sotto Letta e al 47,8% sotto Renzi e Gentiloni, oltre ad autorizzare la vendita a Mosca di 94 blindati Lince Iveco (poi usati da Putin per invadere l’Ucraina). Nel 2016-’17, dopo l’annessione russa della Crimea e le sanzioni Ue, andò in pellegrinaggio a San Pietroburgo al Forum economico di Putin per siglare accordi miliardari fra aziende italiane e russe, soprattutto Gazprom, e assicurare eterna amicizia al Cremlino. “Stiamo recuperando sull’interscambio, ma bisogna fare di più”. “Quello fra Italia e Russia è un rapporto profondo da molti anni, ora dobbiamo migliorarlo”. “Procedere col ‘made with Italy’ attraendo investimenti di società russe”, “Abbiamo dato piena disponibilità al vicepremier russo a sviluppare nuovi corridoi per il gas”. “La Russia è un partner insostituibile. Noi abbiamo questa posizione in Europa e la ribadiamo ai nostri amici russi”. “La Russia è un partner strategico per l’energia, approfondiamo con le autorità russe i temi delle infrastrutture energetiche e la possibilità di associare imprese italiane e colossi russi”, tipo l’accordo Gazprom-Edison-Depa (greca) per importare gas russo col Turk Stream-Poseidon “fondamentale per un’energia a prezzi competitivi”. Nessuno sospettava che, sotto la grisaglia ministeriale, il bombarolo della Ztl calzasse la muta da uomo-rana e la cintura coi candelotti di tritolo, pronto a far saltare alla prima occasione i gasdotti appena siglati. Se qualcuno lo vedesse aggirarsi per i Parioli vestito da palombaro, è pregato di avvertire la neurodeliri più vicina, prima che si faccia del male da solo.
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Biagio De Giovanni: in memoria del filosofo giurista
Dante Valitutti
Poche personalità hanno segnato la cultura e il dibattito accademico e pubblico a Napoli e nel Sud Italia come Biagio De Giovanni: dai suoi studi giovanili più gius-teorici sulla nullità nella logica del diritto – in cui emerge in modo cristallino la matrice del suo maestro Cammarata e del magistero capograssiano – a quelli… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/22/biagio-de-giovanni-in-memoria-del-filosofo-giurista/
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Dante Valitutti
Poche personalità hanno segnato la cultura e il dibattito accademico e pubblico a Napoli e nel Sud Italia come Biagio De Giovanni: dai suoi studi giovanili più gius-teorici sulla nullità nella logica del diritto – in cui emerge in modo cristallino la matrice del suo maestro Cammarata e del magistero capograssiano – a quelli… Continua... 👇
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Pensiero critico, critica del pensiero
Antonio Cantaro
Letture e riletture
Il mio apprezzamento per l’ultimo libro di Gaetano Azzariti (“Dove è finito il pensiero critico? Dalla rivoluzione promessa all’utopia concreta”, Manifestolibri, 2025) è fuori discussione. Mi attrae la nitidezza dell’interrogativo contenuto nel titolo: dove è finito il pensiero critico? Trovo stimolante la sua perentoria e incalzante risposta: è finito,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/22/pensiero-critico-critica-del-pensiero/
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Il mio apprezzamento per l’ultimo libro di Gaetano Azzariti (“Dove è finito il pensiero critico? Dalla rivoluzione promessa all’utopia concreta”, Manifestolibri, 2025) è fuori discussione. Mi attrae la nitidezza dell’interrogativo contenuto nel titolo: dove è finito il pensiero critico? Trovo stimolante la sua perentoria e incalzante risposta: è finito,… Continua... 👇
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L’Ue non sospende il patto con Israele, Italia determinante con la Germania
Nessuna sospensione dell’accordo Ue-Israele, neanche parziale. E neanche una data in cui si prevede di poterne discutere. Ad annunciarlo ieri, durante il Consiglio Affari esteri del Lussemburgo, è stata l’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas. “Alcuni Stati membri hanno proposto una sospensione totale o parziale dell’accordo di associazione dell’Ue e restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti: a causa della mancanza di un sostegno unanime, tali proposte non sono state approvate. Per le misure già all’esame che richiedono la maggioranza qualificata serve un cambiamento di posizione da parte degli Stati membri, che non abbiamo visto”. Fondamentale la posizione sia dell’Italia che della Germania che si sono opposte sia alla sospensione dell’intero accordo sia a quella della parte commerciale. Lo strappo con Israele è “inappropriato”: questa la formula scelta dal ministro tedesco Johann Wadephul, che ha raffreddato le ambizioni del fronte che avrebbe voluto uno stop immediato – anche soltanto parziale – dell’accordo. Dopo settimane di pressione su Bruxelles, l’asse guidato da Spagna, Irlanda e Slovenia e sostenuto da diversi partner – Belgio e Olanda in testa – si è scontrato, dunque, con la tradizionale cautela tedesca condivisa anche dall’Italia. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha motivato così la posizione del nostro paese: “È stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l’accordo commerciale con Israele, si parlerà l’11 maggio alla prossima riunione dei ministri di altre iniziative che si possono fare e valuteremo”. Si riferisce alle sanzioni individuali contro i coloni violenti in Cisgiordania. Anche per quelle serve l’unanimità, che finora non c’è stata visto il veto dell’Ungheria. “In Italia abbiamo sospeso la conferma automatica del memorandum sulla difesa con Israele, le pressioni le stiamo facendo, ma devono essere pressioni sul governo, non sulla popolazione civile. La nostra posizione è identica alla Germania”, ha detto ancora. La scelta del governo della scorsa settimana di sospendere il memorandum, alla luce di quanto accaduto ieri, sembra davvero un bluff.
“Meloni complice di Netanyahu”. Con questo slogan scritto sui cartelloni ieri alcuni attivisti del M5S hanno protestato all’Europarlamento, a margine di un evento sulla pace promosso dagli europarlamentari M5S Danilo della Valle e Carolina Morace e dall’ex ambasciatrice italiana in Belgio, Elena Basile. Ieri non si è comunque neanche arrivati alla conta tra i Ventisette. Ancora una volta sarebbero venute alla luce le crepe interne all’Ue. Già lo scorso anno Bruxelles aveva messo sul tavolo un ventaglio di misure contro Israele, dal taglio degli scambi a sanzioni mirate. Ma nessuna ha finora raccolto i numeri necessari.
Wanda Marra, Il Fatto Quotidiano, 22/4/2026
@lafionda
Nessuna sospensione dell’accordo Ue-Israele, neanche parziale. E neanche una data in cui si prevede di poterne discutere. Ad annunciarlo ieri, durante il Consiglio Affari esteri del Lussemburgo, è stata l’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas. “Alcuni Stati membri hanno proposto una sospensione totale o parziale dell’accordo di associazione dell’Ue e restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti: a causa della mancanza di un sostegno unanime, tali proposte non sono state approvate. Per le misure già all’esame che richiedono la maggioranza qualificata serve un cambiamento di posizione da parte degli Stati membri, che non abbiamo visto”. Fondamentale la posizione sia dell’Italia che della Germania che si sono opposte sia alla sospensione dell’intero accordo sia a quella della parte commerciale. Lo strappo con Israele è “inappropriato”: questa la formula scelta dal ministro tedesco Johann Wadephul, che ha raffreddato le ambizioni del fronte che avrebbe voluto uno stop immediato – anche soltanto parziale – dell’accordo. Dopo settimane di pressione su Bruxelles, l’asse guidato da Spagna, Irlanda e Slovenia e sostenuto da diversi partner – Belgio e Olanda in testa – si è scontrato, dunque, con la tradizionale cautela tedesca condivisa anche dall’Italia. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha motivato così la posizione del nostro paese: “È stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l’accordo commerciale con Israele, si parlerà l’11 maggio alla prossima riunione dei ministri di altre iniziative che si possono fare e valuteremo”. Si riferisce alle sanzioni individuali contro i coloni violenti in Cisgiordania. Anche per quelle serve l’unanimità, che finora non c’è stata visto il veto dell’Ungheria. “In Italia abbiamo sospeso la conferma automatica del memorandum sulla difesa con Israele, le pressioni le stiamo facendo, ma devono essere pressioni sul governo, non sulla popolazione civile. La nostra posizione è identica alla Germania”, ha detto ancora. La scelta del governo della scorsa settimana di sospendere il memorandum, alla luce di quanto accaduto ieri, sembra davvero un bluff.
“Meloni complice di Netanyahu”. Con questo slogan scritto sui cartelloni ieri alcuni attivisti del M5S hanno protestato all’Europarlamento, a margine di un evento sulla pace promosso dagli europarlamentari M5S Danilo della Valle e Carolina Morace e dall’ex ambasciatrice italiana in Belgio, Elena Basile. Ieri non si è comunque neanche arrivati alla conta tra i Ventisette. Ancora una volta sarebbero venute alla luce le crepe interne all’Ue. Già lo scorso anno Bruxelles aveva messo sul tavolo un ventaglio di misure contro Israele, dal taglio degli scambi a sanzioni mirate. Ma nessuna ha finora raccolto i numeri necessari.
Wanda Marra, Il Fatto Quotidiano, 22/4/2026
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📢 Patrioti senza bussola
Un sussulto di autonomia dalla coalizione Epstein, poi subito un nuovo riallineamento:
armi all’Ucraina, fedeltà al Partito della Guerra di Bruxelles con l’avallo di Re Giorgio.
E sull’accordo Ue-Israele, l’Italia si accoda alla Germania e ferma qualsiasi stop.
Tradotto: quando non è subalternità o convenienza di corto respiro, è disorientamento e nessuna reale capacità di iniziativa politica autonoma.
@lafionda
Un sussulto di autonomia dalla coalizione Epstein, poi subito un nuovo riallineamento:
armi all’Ucraina, fedeltà al Partito della Guerra di Bruxelles con l’avallo di Re Giorgio.
E sull’accordo Ue-Israele, l’Italia si accoda alla Germania e ferma qualsiasi stop.
Tradotto: quando non è subalternità o convenienza di corto respiro, è disorientamento e nessuna reale capacità di iniziativa politica autonoma.
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Il nuovo “caso Mattei” e la crisi della sovranità simbolica italiana
Tiberio Graziani
L’articolo interpreta la diffida della famiglia Mattei come segnale di un disallineamento tra memoria storica e prassi geopolitica. Il richiamo a Enrico Mattei mette in luce il deficit di autonomia strategica dell’Italia e l’incapacità di tradurre in azione politica una tradizione fondata su indipendenza energetica e visione multipolare.
C’è un dato che, più di… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/22/il-nuovo-caso-mattei-e-la-crisi-della-sovranita-simbolica-italiana/
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Tiberio Graziani
L’articolo interpreta la diffida della famiglia Mattei come segnale di un disallineamento tra memoria storica e prassi geopolitica. Il richiamo a Enrico Mattei mette in luce il deficit di autonomia strategica dell’Italia e l’incapacità di tradurre in azione politica una tradizione fondata su indipendenza energetica e visione multipolare.
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Proprietà pubblica e funzione sociale
Francesco Valerio Della Croce
Per gentile concessione dell’editore vi proponiamo un estratto di “Pubblico è sociale”, di Francesco Valerio Della Croce, in uscita domani per le edizioni Castelvecchi (Roma, 2026, pp. 53-59).
Come è noto, il tema dell’esistenza o meno di un vincolo sociale nell’ordinamento per la proprietà pubblica, al pari di quella privata ha animato… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/23/proprieta-pubblica-e-funzione-sociale/
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Francesco Valerio Della Croce
Per gentile concessione dell’editore vi proponiamo un estratto di “Pubblico è sociale”, di Francesco Valerio Della Croce, in uscita domani per le edizioni Castelvecchi (Roma, 2026, pp. 53-59).
Come è noto, il tema dell’esistenza o meno di un vincolo sociale nell’ordinamento per la proprietà pubblica, al pari di quella privata ha animato… Continua... 👇
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Russia sanzionata, Israele no: i doppi standard dell’UE
Salvatore Minolfi
«He may be a son-of-a-bitch, but he is our son-of-a-bitch…»
Nel giro di ventiquattro ore, l’Unione Europea ha approvato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia e nel contempo ha respinto la richiesta di sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele, richiesta formalmente avanzata da Spagna, Irlanda e Slovenia, in ragione dei crimini di guerra… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/23/russia-sanzionata-israele-no-i-doppi-standard-dellue/
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Salvatore Minolfi
«He may be a son-of-a-bitch, but he is our son-of-a-bitch…»
Nel giro di ventiquattro ore, l’Unione Europea ha approvato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia e nel contempo ha respinto la richiesta di sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele, richiesta formalmente avanzata da Spagna, Irlanda e Slovenia, in ragione dei crimini di guerra… Continua... 👇
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Cuba: embargo criminale e miopia politica uccidono la solidarietà
Flavio Bacchetta
Sull’isola caraibica e le sue disgrazie, stampa e media si sono scatenati, descrivendo i sintomi di un malato terminale ma non le cause profonde che sono rimaste a lungo circoscritte nell’analisi di una ristretta nicchia di cronisti tra cui il sottoscritto.
Il motivo scatenante della… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/23/cuba-embargo-criminale-e-miopia-politica-uccidono-la-solidarieta/
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Flavio Bacchetta
Sull’isola caraibica e le sue disgrazie, stampa e media si sono scatenati, descrivendo i sintomi di un malato terminale ma non le cause profonde che sono rimaste a lungo circoscritte nell’analisi di una ristretta nicchia di cronisti tra cui il sottoscritto.
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La Fionda
Cuba: embargo criminale e miopia politica uccidono la solidarietà | La Fionda
Sull'isola caraibica e le sue disgrazie, stampa e media si sono scatenati, descrivendo i sintomi di un malato terminale ma non le cause profonde che sono
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Perù, il voto di un paese diviso
Mauro Morbello
Lo scorso 12 aprile 2026 si è svolta in Perù la consultazione generale per il rinnovo del Parlamento e l’elezione del presidente della Repubblica, che nel sistema peruviano esercita al tempo stesso le funzioni di capo dello Stato e di capo del governo. A oltre dieci giorni dal voto, i risultati definitivi non sono… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/24/peru-il-voto-di-un-paese-diviso/
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Mauro Morbello
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Forwarded from Davide Sabatino - Gesti Diversi (Davide Sabatino)
Come direbbe il sociologo ultra centenario Edgar Morin: le crisi che stiamo patendo negli ultimi tempi riguardano ogni ambito della vita umana. Dalla politica alla famiglia, dalle relazioni sociali alle istituzioni internazionali, tutto è in travaglio; tutto sembra perdere di credibilità e di senso.
Questo collasso antropologico però è ancor più deprimente per via del fatto che il soggetto “depresso”, invece di osservare il cambiamento in atto utilizzando chiavi di lettura che tengano conto della complessità e della connessione fra i diversi ambiti coinvolti, tende a far prevalere la separazione e la frammentazione. Questo è uno dei motivi per cui c’è un’enorme confusione. Non siamo più abituati a tenere insieme le cose; a collegare con un filo rosso la guerra interiore con la guerra esteriore, la morte delle ideologie con la morte del sogno, il divorzio fra razionalità politica e fine della cultura occidentale.
Nel mio libro “Il poetico rivoluzionario” cerco proprio di ricucire questa frattura, cercando di intrecciare l’arte con la riflessione critica, la poesia con la mentalità politica, il lavoro personale con la ribellione sociale.
Buona lettura e buon ascolto!
Davide Sabatino
https://youtu.be/ZFsjJSqqogs?is=vfp4_PtSgq0jpt-P
Questo collasso antropologico però è ancor più deprimente per via del fatto che il soggetto “depresso”, invece di osservare il cambiamento in atto utilizzando chiavi di lettura che tengano conto della complessità e della connessione fra i diversi ambiti coinvolti, tende a far prevalere la separazione e la frammentazione. Questo è uno dei motivi per cui c’è un’enorme confusione. Non siamo più abituati a tenere insieme le cose; a collegare con un filo rosso la guerra interiore con la guerra esteriore, la morte delle ideologie con la morte del sogno, il divorzio fra razionalità politica e fine della cultura occidentale.
Nel mio libro “Il poetico rivoluzionario” cerco proprio di ricucire questa frattura, cercando di intrecciare l’arte con la riflessione critica, la poesia con la mentalità politica, il lavoro personale con la ribellione sociale.
Buona lettura e buon ascolto!
Davide Sabatino
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YouTube
RIBELLIONE SPIRITUALE | Davide Sabatino
#ribellione #spiritualità #politica
Presentazione del libro di Davide Sabatino al Festival “Libri in Terrazza” organizzato dall’Ufficio turistico di Coazze (To) in collaborazione con l’ASD Arte in Movimento di Giaveno.
📕Acquista il libro "Il Poetico Rivoluzionario":…
Presentazione del libro di Davide Sabatino al Festival “Libri in Terrazza” organizzato dall’Ufficio turistico di Coazze (To) in collaborazione con l’ASD Arte in Movimento di Giaveno.
📕Acquista il libro "Il Poetico Rivoluzionario":…
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L’illusione dell’Occidente e la nuova postura dell’egemone in declino
Tiberio Graziani
Nel quadro della trasformazione sistemica dell’ordine internazionale, i fenomeni relativi alle frizioni tra gli Usa e i suoi alleati non rappresentano episodi isolati, bensì manifestazioni coerenti di una dinamica più profonda: la transizione da un assetto unipolare a una configurazione policentrica ancora instabile, segnata da adattamenti e ridefinizioni di ruolo.
I Paesi europei, tanto… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/26/lillusione-delloccidente-e-la-nuova-postura-dellegemone-in-declino/
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Tiberio Graziani
Nel quadro della trasformazione sistemica dell’ordine internazionale, i fenomeni relativi alle frizioni tra gli Usa e i suoi alleati non rappresentano episodi isolati, bensì manifestazioni coerenti di una dinamica più profonda: la transizione da un assetto unipolare a una configurazione policentrica ancora instabile, segnata da adattamenti e ridefinizioni di ruolo.
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Uccidere un uomo per salvarne centomila. Per una fenomenologia del sacrificio nelle rivoluzioni moderne
Andrea Granato
“Ho ucciso un uomo per salvarne centomila!” Così, si racconta, abbia esclamato Charlotte Corday davanti al giudice del tribunale che la doveva processare per l’omicidio di Marat.
Stranamente vicina a una idea di Caifa (Gv 11, 49), questa frase, immaginaria o meno che sia, ci introduce subito nella nostra domanda: è necessario che… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/27/uccidere-un-uomo-per-salvarne-centomila-per-una-fenomenologia-del-sacrificio-nelle-rivoluzioni-moderne/
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Andrea Granato
“Ho ucciso un uomo per salvarne centomila!” Così, si racconta, abbia esclamato Charlotte Corday davanti al giudice del tribunale che la doveva processare per l’omicidio di Marat.
Stranamente vicina a una idea di Caifa (Gv 11, 49), questa frase, immaginaria o meno che sia, ci introduce subito nella nostra domanda: è necessario che… Continua... 👇
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Argentina, la presidenza chiude la porta ai giornalisti
Giuseppe Gagliano
Milei e il confine sempre più sottile tra sicurezza e controllo
La decisione di Javier Milei di sospendere l’accesso dei giornalisti accreditati alla Casa Rosada non è un episodio amministrativo. È un segnale politico. Quando il potere esecutivo chiude fisicamente le porte della presidenza alla stampa, invocando la sicurezza nazionale e un’indagine per presunto… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/27/argentina-la-presidenza-chiude-la-porta-ai-giornalisti/
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Giuseppe Gagliano
Milei e il confine sempre più sottile tra sicurezza e controllo
La decisione di Javier Milei di sospendere l’accesso dei giornalisti accreditati alla Casa Rosada non è un episodio amministrativo. È un segnale politico. Quando il potere esecutivo chiude fisicamente le porte della presidenza alla stampa, invocando la sicurezza nazionale e un’indagine per presunto… Continua... 👇
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📢 Perché è necessario oggi parlare di teologia politica? E cosa si intende per essa?
In che modo cioè tematizzare la relazione tra dimensione politica e dimensione religiosa e spirituale, che oggi si presenta in forme spesso distorte, ambigue e strumentali?
Una discussione a partire dai principali nodi teorici e politici di “Teologia politica e diritto” di Geminello Preterossi.
Un percorso che attraversa i concetti-chiave della modernità politica e giuridica, per tornare a interrogarsi seriamente sul rapporto tra politica, prepolitica e metapolitica.
⸻
🎙 Ne parliamo mercoledì 29 aprile alle 19:00
Anna Cavaliere in dialogo con Geminello Preterossi
📺 In diretta sui canali de La Fionda (YouTube e Facebook)
@lafionda
In che modo cioè tematizzare la relazione tra dimensione politica e dimensione religiosa e spirituale, che oggi si presenta in forme spesso distorte, ambigue e strumentali?
Una discussione a partire dai principali nodi teorici e politici di “Teologia politica e diritto” di Geminello Preterossi.
Un percorso che attraversa i concetti-chiave della modernità politica e giuridica, per tornare a interrogarsi seriamente sul rapporto tra politica, prepolitica e metapolitica.
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🎙 Ne parliamo mercoledì 29 aprile alle 19:00
Anna Cavaliere in dialogo con Geminello Preterossi
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La lotta perenne contro l’imperialismo amerikano, più rabbioso che mai
Alberto Bradanini
1. Israele è uno stato governato da criminali sociopatici, che guidano un esercito di assassini che uccidono e uccidono, poi si riposano qualche giorno, invadono i media con le loro spudorate menzogne e quindi tornano a uccidere. Tralasciando le atrocità commesse in 80 anni di occupazione violenta della Palestina, solo nei tempi recenti, dopo… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/27/la-lotta-perenne-contro-limperialismo-amerikano-piu-rabbioso-che-mai/
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Alberto Bradanini
1. Israele è uno stato governato da criminali sociopatici, che guidano un esercito di assassini che uccidono e uccidono, poi si riposano qualche giorno, invadono i media con le loro spudorate menzogne e quindi tornano a uccidere. Tralasciando le atrocità commesse in 80 anni di occupazione violenta della Palestina, solo nei tempi recenti, dopo… Continua... 👇
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Palantir, Foucault e la nuova disciplina digitale
Giuseppe Gagliano
Dal Grande Fratello alla società degli algoritmi
Il manifesto di Alex Karp e Palantir non è soltanto una dichiarazione ideologica sulla tecnologia, l’Occidente e la guerra futura. È qualcosa di più profondo e più inquietante: è il segnale di un passaggio storico nel rapporto tra potere, sorveglianza e società. Non siamo più davanti alla… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/28/palantir-foucault-e-la-nuova-disciplina-digitale/
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Giuseppe Gagliano
Dal Grande Fratello alla società degli algoritmi
Il manifesto di Alex Karp e Palantir non è soltanto una dichiarazione ideologica sulla tecnologia, l’Occidente e la guerra futura. È qualcosa di più profondo e più inquietante: è il segnale di un passaggio storico nel rapporto tra potere, sorveglianza e società. Non siamo più davanti alla… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/28/palantir-foucault-e-la-nuova-disciplina-digitale/
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Il lavoro prima di tutto
Michelangelo ingrassia
Pubblichiamo, per gentile concessione della Fondazione Argentina Altobelli Ets che ne ha curato l’edizione, un estratto del libro di Michelangelo Ingrassia: «È possibile non ricordare? Dalla strage del Frejus (1871) alla campagna Uil “zero morti sul lavoro” (2021)», che ricostruisce centocinquanta anni e oltre di storia sindacale, culturale e politica della salute… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/04/29/il-lavoro-prima-di-tutto/
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Michelangelo ingrassia
Pubblichiamo, per gentile concessione della Fondazione Argentina Altobelli Ets che ne ha curato l’edizione, un estratto del libro di Michelangelo Ingrassia: «È possibile non ricordare? Dalla strage del Frejus (1871) alla campagna Uil “zero morti sul lavoro” (2021)», che ricostruisce centocinquanta anni e oltre di storia sindacale, culturale e politica della salute… Continua... 👇
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