la fionda📕
20.1K subscribers
4.53K photos
573 videos
4 files
5.33K links
La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
Download Telegram
Il potere di veto non si tocca. Perché difendere l’unanimità in Europa
Giulio Di Donato

Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Svezia hanno sottoscritto una lettera indirizzata a Kaja Kallas per chiedere di superare, almeno in alcuni ambiti, la regola dell’unanimità nella politica estera dell’Unione europea.

In sostanza, oggi, in sede di Consiglio dell’UE, sulle principali decisioni di politica estera soggette all’unanimità,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/01/il-potere-di-veto-non-si-tocca-perche-difendere-lunanimita-in-europa/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍45🤬17🔥5
Forwarded from Pino Cabras
Davvero una bella notizia, Alessandro.
Sapere che stai meglio e sentirti così combattivo ci solleva davvero.

Continua a rimetterti, un passo alla volta. Ti aspettiamo presto qui.

Un abbraccio forte a te e alla tua famiglia.
-----
Qui di seguito, il testo del comunicato appena pubblicato da Alessandro Di Battista:
--‐--
Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali.

Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza.

P.S. Da anni ho deciso di “sfruttare” gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui.

Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato.
❤119👍31
PUTIN FA COSE
Di Marco Travaglio

A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin è riuscito in una serie di misfatti che uno normale faticherebbe a perpetrare in 30 anni (anche perché intanto devasta l’Ucraina e avanza in quel che resta del Donbass). L’ultima è stata truccare il referendum islandese sull’Ue (Riotta su Rep: “Spot e notizie false sui social: l’ombra lunga del Cremlino sul trionfo dei No”). Ma questo è niente. Ha spedito droni in tutto il Nord Europa, camuffandoli così bene che non s’è trovata mezza prova, ma si sa che erano russi, specie quelli ucraini. Ha piazzato un drone esplosivo che però non è esploso all’aeroporto di Lipsia e Merz dice che è suo, anche se pure oggi le prove le porta domani (invece per i gasdotti fatti esplodere per davvero dagli ucraini, Kiev va premiata con più soldi e più armi). E chi ha lasciato lì “un deposito d’armi in un bosco vicino Berlino”? “Sospetti sugli 007 di Mosca” (Rep). Ha incendiato “fabbriche d’armi tra Estonia, Bulgaria e Italia”, a Colleferro, dove Crosetto esclude i russi, ma Iacoboni li sgama: “Il Cremlino assolda gang locali per non lasciare impronte” (Stampa). E ha pure scatenato la “disinformazione per influenzare le elezioni in Sassonia-Anhalt con l’Operazione Matrioska” e screditare “Glucksmann, candidato in Francia” (Foglio), che crolla nei sondaggi non perché è una pippa al sugo detestata dai francesi, ma perché non piace a Putin.

Ha infiltrato in Slovenia una tal “Viktorija Krivolucka, nata in Russia e amica della presidente Musar”. Ha fatto una capatina a Vagli di Sotto (Garfagnana, 843 abitanti) per apporre una “targa in memoria di Daria Dugina”, simpaticamente assassinata a Mosca dagli ucraini, fra le proteste di Filippo Sensi per lo “scempio” (non l’omicidio: la targa). Ora prepara “attacchi ibridi” su “Isole Svalbard, Isole Aland, Estonia, Gotland e Corridoio di Suwalki” (Corriere), l’invasione dei “Paesi Baltici, la preda più facile per lo Zar”, della Norvegia “cruciale per Putin” (Domani) e della Gran Bretagna (“Londra si prepara a un attacco russo: ‘Lo faranno, è inevitabile’. Scorte d’acqua e cibo in scatola, in arrivo nuovo ‘manuale’, Corriere). Lì, per portarsi avanti, ha già “rubato i dati di 9 milioni di passeggeri” (Rep). Nei ritagli di tempo, “arruola spie-escort da Hollywood alla rete di Epstein” (Iacoboni), senza dimenticare “le falle del sistema Infantino e la rete dai sauditi a Putin per impadronirsi del calcio” (Rep) dopo aver fallito d’un soffio l’operazione Pirlo. Last but not least, ha riempito Ceuta di marocchini coi “canali russi e la macchina delle fake” (Foglio), ma senza avvisare Calenda, che accusa Meloni di “perder tempo su cinque migranti invece di capire cosa fare se Putin attacca l’Europa”. A proposito: ma non era moribondo?

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
👍102❤14🤣3🔥1
Forwarded from Savino Balzano
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Io mi sento davvero di sottoscrivere le parole di Angelo D'Orsi, che mi paiono lucidissime, logiche e di assoluto buon senso.


Insomma: vi sembra normale che un Paese importante come l'Italia prenda come consulente per la difesa #Fedorov, uno che è stato ministro della Difesa di un Paese straniero come l'#Ucraina? Non abbiamo alcuna alleanza con Kiev, anzi: il regime fantoccio di #Zelensky è l'unico ad aver attaccato militarmente un membro dell'UE e della Nato. Si pensi al gasdotto Nord Stream, ma anche a tutte le vicende con l'Ungheria di #Orbán, che osava contrastarlo.


La nostra è una provocazione che, peraltro, mette a repentaglio la sicurezza nazionale. Tutta l'Unione europea è responsabile di continue provocazioni nei confronti della #Russia. E, da questo punto di vista, mi pare pure condivisibile la provocazione di D'Orsi, che ci invita a essere grati nei confronti di #Putin per il sangue freddo suo e della sua classe dirigente. C'è poco da fare.


Battitori Liberi, dalle 17, su Radio Cusano.
👍119❤16
Appello per la libertà di informazione, contro la censura dei media russi
Enrico Grazzini

Appello per il ritiro dei Regolamenti del Consiglio n. 833/2014, 269/2014 e 2024/2642 che censurano i media russi

Dopo l’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa nel luglio 2014 e poi, dopo l’inizio del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, l’Unione Europea ha imposto alla Federazione Russa una serie di misure restrittive, tra… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/02/appello-per-la-liberta-di-informazione-contro-la-censura-dei-media-russi/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍52❤7🔥3
Medici cubani espulsi dalla Giamaica: duro colpo per Cuba e per la sanità caraibica dietro l’ipocrisia umanitaria di Rubio
Flavio Bacchetta

Essendo residente in Giamaica negli anni che si sono susseguiti all’avvento del governo laburista JLP, storico alleato USA, ho constatato il crollo totale del servizio pubblico, con in testa sanità e scuola.

Nello stesso tempo il privato furoreggiava, con l’apertura di molteplici cliniche e consultori, sempre più cari e inaccessibili, quindi, al… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/03/medici-cubani-espulsi-dalla-giamaica-duro-colpo-per-cuba-e-per-la-sanita-caraibica-dietro-lipocrisia-umanitaria-di-rubio/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
🤬49🔥10❤5🤯4
Storia e futuro dell’ordine mondiale
Matteo Bortolon

Amitav Acharya, nella sua monumentale opera Storia e futuro dell’ordine mondiale (Fazi 2026), ci ha consegnato un testo di ampio respiro, proiettato nell’attualità più stringente ma saldamente impiantato in una prospettiva di storia mondiale. La prospettiva di attualità è palese nel sottotitolo: Perché la civiltà globale sopravviverà al declino dell’Occidente.… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/03/storia-e-futuro-dellordine-mondiale/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍15❤2
Il “Minsky moment”: quando la finanza prepara la crisi
Fabrizio Pezzani

Hyman Minsky è stato uno degli studiosi più illuminati del secolo scorso, per la versatilità e l’originalità delle sue intuizioni nel campo dell’economia e della finanza. Ma le sue idee erano troppo pericolose: mostravano quanto il capitalismo finanziario fosse intrinsecamente instabile e soggetto al dominio di una speculazione tanto… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/03/il-minsky-moment-quando-la-finanza-prepara-la-crisi/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍21❤2
POTEVA ANDARCI PEGGIO
Di Marco Travaglio

Per usare un paradosso, c’è da sperare che il governo tedesco dica eccezionalmente la verità, quando accusa Putin di aver inviato un russo e un bielorusso a piazzare un drone esplosivo che non è esploso all’aeroporto di Lipsia accanto a un Antonov ucraino che trasportava mezzi militari pesanti di Ue e Nato. Intanto perché così la Germania darebbe un’occhiata ai suoi formidabili sistemi di sicurezza che, dopo anni di allarmi sulla guerra ibrida, consentono a due presunti terroristi di andarsene a zonzo fra aerei tedeschi e ucraini con droni e bombe. Ma soprattutto perché avremmo la prova che, fra le due tipologie di leader mondiali su piazza – i criminali irresponsabili che mirano alla terza guerra mondiale nucleare e i criminali responsabili che puntano a scongiurarla –, Putin appartiene ancora alla seconda. Facciamo finta che il drone l’abbiano piazzato quei due e, soprattutto, che li abbia mandati Putin e non qualche gruppo di opposizione foraggiato da un Paese Nato o da Kiev per un’operazione sotto falsa bandiera, o i falchi russi ostili alla gestione blanda della guerra e ansiosi di ricorrere all’atomica o solo di indebolire Putin alla vigilia delle elezioni parlamentari. Vorrebbe dire che Putin, per ora, non può o non vuole spingere la guerra con Ue e Nato oltre qualche innocuo buffetto. Basta confrontare le azioni occidentali e le reazioni russe. Da un lato l’allargamento della Nato a Est (da 16 a 32 Paesi in 27 anni); la rivolta ucraina pilotata nel 2014 per instaurare un regime-fantoccio e inglobare Kiev nell’Alleanza; e, dopo l’invasione, la guerra per procura alla Russia camuffata da “difesa dell’Ucraina” con missili e droni occidentali in territorio russo su obiettivi civili, energetici e strategici; 21 pacchetti di sanzioni; il sequestro di 200 miliardi di asset privati russi che ora qualcuno vuole pure rapinare; campagne russofobe contro artisti, intellettuali, atleti russi; un gigantesco piano di riarmo unidirezionale (contro la Russia); il tutto per spalleggiare il Paese invaso che però, piccolo particolare, non fa parte dell’Ue né della Nato; e senza neppure il fastidio di dichiarare guerra a Mosca.

Visto con le lenti occidentali, è tutto normale: anche avallare le aggressioni di Usa e Israele all’Iran, miglior alleato di Mosca in Medio Oriente insieme alla Siria, e quella degli Usa al Venezuela, miglior alleato di Mosca in Sudamerica. Ma, visto con gli occhi del popolo russo, si chiama minaccia esistenziale. E quando una o più potenze s’infischiano delle conseguenze dei propri atti sulle altre, scoppiano le guerre mondiali. Se finora la Russia ha reagito alla nostra guerra non dichiarata con qualche drone senza morti né feriti né danni, è una buona notizia. Poteva pure farci esplodere un paio di gasdotti, per dire.

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
👍77❤19🔥1
“Gli ibridi connubi”: l’opera di Gotor interroga la nostra Repubblica
Giovanni Peduto

I tumultuosi anni Settanta, la strategia della tensione, sono spesso affidati alla malferma obiettività della memoria, costellata di cesure, rimozioni, razionalizzazioni. Non sorprende, dunque, la facilità con cui questo patrimonio storico si presti a politicizzazioni e fraintendimenti. Serviva, già da tempo, un diverso sguardo, uno sguardo scientifico, attento e in grado di mettere in… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/04/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍16
Vi ricordiamo questo importante appuntamento di confronto e approfondimento in programma tra oggi pomeriggio e domani, che vedrà tra i relatori anche i nostri Direttori, Nello Preterossi e Alessandro Somma.
L'incontro si terrà nell’ambito della Scuola di Formazione Politica promossa da Patria e Costituzione, in collaborazione con La Fionda e Fuoricollana.
📍 Dove:
Presso il Roma Scout Center
Largo dello Scautismo, 1 (zona Piazza Bologna) – Roma
🗓 Programma di Sabato 5 Settembre:
09:30 – 11:15 | Lo scenario multipolare: visto dall’Occidente
Relatori: Nello Preterossi, Antonio Cantaro, Giuliano Garavini
11:30 – 13:15 | L’Unione Europa: comunità di democrazie nazionali
Relatori: Andrea Guazzarotti, Omar Chessa, Alessandro Somma
Per maggiori informazioni e per il programma completo:
https://patriaecostituzione.it/la-scuola-2026/
Vi aspettiamo!

@lafionda
👍8
LETTURA CONDIVISA | “La Cina spiegata all’Occidente” di Pino Arlacchi

L’iniziativa è organizzata dall’Officina di Cittadinanza Attiva, una comunità nata dalla Scuola di Cittadinanza del Fatto Quotidiano.

Un percorso di 9 appuntamenti per leggere, discutere e comprendere la Cina, al di là di pregiudizi, stereotipi e schematismi.

Come funziona? Ogni settimana si affronta una parte del libro. Si legge in autonomia, poi ci si ritrova online per discutere insieme i temi affrontati e confrontare interpretazioni e punti di vista. Prima di ogni incontro sarà inviato un riassunto verificato, così da consentire a tutti di seguire e partecipare alla discussione.

Il calendario degli incontri (tutti i giovedì alle 21:00, via Zoom)

17 settembre — Tianxia: un mondo inclusivo e senza confini

24 settembre — Wen, Wu e il governo della Cina

1 ottobre — Un impero gramsciano

8 ottobre — La formula di governo: una meritocrazia socialista

15 ottobre — Tibet: come si inventa un genocidio

22 ottobre — Il socialismo di mercato non è uno spot

29 ottobre — La bufala del debito cinese

5 novembre — Il socialismo 2.0 e la costruzione del mercato

12 novembre — Pax asiatica

9 incontri online gratuiti, dal 17 settembre al 12 novembre 2026.

Vuoi partecipare? Scrivi a officina-CA@proton.me: verrai aggiunto alla mailing list e riceverai tutte le informazioni necessarie per partecipare agli incontri.

L’invito è a partecipare numerosi!
👍22❤6
UE: chi sei?
Umberto Vincenti

Il recente voto islandese, che ha negato l’accesso all’UE da parte dell’Islanda, può essere analizzato da vari punti vista. Su Il fatto quotidiano Stefano Fassina lo ha ricondotto essenzialmente all’indisponibilità degli islandesi a rinunciare a una parte significativa della propria sovranità nazionale, con tutto il corredo connesso di storia, cultura e… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/04/ue-chi-sei/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍19❤2
Grazie, Carletto
Di Marco Travaglio

Dobbiamo ringraziare Calenda. Non ridete, non è uno scherzo. Non essendo fra i politici più svegli, il liderino di Azione ha il pregio di dire pubblicamente ciò che quelli che contano si dicono in privato. L’altro giorno, con grave sprezzo del ridicolo, ha chiesto di “attivare la nostra proposta di ‘scudo democratico’” per “rafforzare i poteri di indagine dei servizi di sicurezza e la vigilanza social” sui “traditori al soldo di una potenza nemica”, che “non possono essere parte del normale gioco democratico”. Quindi “vanno isolati e perseguiti a norma di legge”. “In Italia e in Europa”: massì, abbondiamo. E chi sarebbero? “Afd, Fronte Nazionale, Futuro nazionale, Lega Salvini, M5S e il Fatto”: cioè i primi partiti in Germania e in Francia, tre partiti italiani e un quotidiano a caso, che sarebbero “alleati e propagandisti, in alcuni con comprovati legami finanziari, con un dittatore che porta attacchi diretti al cuore dell’Europa”. Ergo vanno spiati, processati e messi fuorilegge per salvare nientemeno che “la democrazia europea”. Come in Russia. Ma anche in Ucraina, dove Zelensky ha bandito gli 11 partiti di opposizione. Non male l’idea di salvare la democrazia abolendola. E non è neppure inedita: nel 2024 la Romania annullò il primo turno delle presidenziali perché aveva vinto il candidato sbagliato, il “sovranista” Georgescu, fermato con accuse ancora in attesa di riscontri.

Chi si domanda perché, ogni due per tre, i governi europei lanciano allarmi sulla “guerra ibrida” di Putin a suon di droni, fake news e hackeraggi senza lo straccio di una prova (poi cambiano subito discorso perché nessuno si ricordi di chiederla), deve solo incrociarli con le date e i sondaggi delle elezioni nei Paesi Ue. In Spagna, Sánchez – che peraltro è il meno peggio – tracolla sotto il peso di scandali e migranti. E chi accusa per l’invasione di marocchini a Ceuta? I russi, coprendosi di ridicolo e facendosi smentire dalla sua polizia e persino dalla Ue. In Germania si vota in Sassonia-Anhalt e i sondaggi danno la Cdu di Merz ai minimi termini e l’Afd al 40%. E chi accusa il cancelliere per il drone esplosivo non esploso a Lipsia? I russi, senza prove e senza crederci neppure lui, visto che la furibonda reazione promessa si riduce alla chiusura del centro culturale Casa Russia: un petardo contro una bomba. In Italia Tajani vede i sondaggi calanti delle destre al governo e chi accusa? I russi che – testuale – “potrebbero cercare di influenzare i risultati delle nostre elezioni”. Non si sa quando si vota, con quale legge elettorale, con quali coalizioni, ma lui già sa che sarà tutto truccato da Putin. Uno psichiatra bravo parlerebbe di “proiezione”: il meccanismo primitivo che porta il paziente a scaricare sugli altri quello che vuol fare lui.

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
👍83🤣39❤21🗿3🔥2
Le posizioni espresse da Schlein, per quanto si legge sulla stampa, trasudano il solito stomachevole europeismo da mentecatti che invoca il vincolo estero che li salvi dal proprio fallimento politico.

Non poteva mancare l'appello al superamento della unanimità che come ha ben argomentato il nostro caporedattore Giulio di Donato non può che portare a ulteriore privazioni di democrazia col rafforzamento dei vertici Ue, nella fase in cui si dimostrano un coacervo di incompetenza, servilismo agli Usa e alla finanza, stupidità e inconcludenza.
In questo quadro il campo largo sembra destinato a assorbire e sterilizzare le pur apprezzabili posizioni contrarie al nuovo militarismo europeo espresse dal M5S.

Si confermerebbe così un quadro politico privo di reali alternative, in cui gli elementi di differenziazione consistono solo nelle "battaglie culturali" come abbiamo scritto sull'ultimo numero cartaceo.

l'Italia merita più di questo.

‼️ Entra nel canale telegram http://t.me/lafionda
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🤬72👍23🔥15❤7
Ora pronobis. Perché ci serve la Madonna per capire noi stessi e la sinistra italiana
Silvano Poli

Nel 1994 Diana Duyser di Hollywood, Florida, una mattina si alza e, come ogni giorno, si prepara un toast al formaggio. D’un tratto, dopo un solo boccone, si ferma: sulla crosta ha riconosciuto il volto della Vergine. Lo conserva per quasi dieci anni in una teca di plexiglass e, a conferma dell’eccezionalità del farinaceo,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/07/ora-pronobis-perche-ci-serve-la-madonna-per-capire-noi-stessi-e-la-sinistra-italiana/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍20🔥3❤2
Il feticcio rossobruno: miseria della propaganda liberale
Bruno Gravagnuolo

Rossobruni. Riappare il solito fantasma di comodo, agitato come spauracchio e recondita ragione per spiegare la disfatta di un’intera geopolitica europea. Sicché, invece di ragionare sull’epilogo obbligato dell’espansione ad est della NATO — con il riarmo prima e dopo la guerra in Ucraina — e invece di misurare i costi della rottura con la… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/08/il-feticcio-rossobruno-miseria-della-propaganda-liberale/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍33❤2
La russofobia e il suicidio dell’Europa
Michele Prospero

La categoria della Russia come minaccia esistenziale rientra in una militarizzazione del pensiero che indica l’entrata nell’alveo di una condizione di guerra. Il suo impiego vagamente schmittiano comporta la perdita di ruolo della politica, che scivola in prossimità del duro terreno dell’inimicizia militare. Interroga molto questa conversione bellica dell’agire, che reclama la confisca dei… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/08/la-russofobia-e-il-suicidio-delleuropa/

🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda
👍40❤2
Forwarded from InsideOver
Un'inchiesta del giornale israeliano Haaretz rivela che Netanyahu ricevette un avvertimento esplicito su un imminente attacco di Hamas dieci giorni prima del 7 ottobre 2023.

E non ne informò i vertici della sicurezza.

A rivelarlo Shlomi Eldar e Ruth Yuval, autori dell'inchiesta condotta per il libro "Ostaggi: 843 giorni di abbandono", basata su decine di fonti israeliane e internazionali, registrazioni e documenti interni.

Secondo la ricostruzione, a fine settembre 2023 il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed telefonò a Netanyahu per 45 minuti avvertendolo che il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, stava pianificando un'operazione su larga scala.

Netanyahu rassicurò l'emiro: a suo giudizio Hamas puntava sulla Cisgiordania e Israele era pronto a ogni scenario.

Quell'avvertimento non arrivò mai ai vertici della difesa.
🤬36🔥13❤4👍3🤣1