Si amplia e si intensifica la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori nel Sud Italia, che ora coinvolge anche un’ulteriore categoria. A Cosenza, infatti, è stata avviata negli ultimi giorni da circa 870 fornai la serrata dei panifici contro rincari delle materie prime e pressioni della grande distribuzione, che oggi li vedrà ancora con le braccia incrociate.
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Giuseppe Mussari, ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, sarebbe stato il mandante di un’intimidazione degenerata nella morte di David Rossi, responsabile della comunicazione di MPS precipitato dal suo ufficio il 6 marzo 2013. È la ricostruzione illustrata dal presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, Gianluca Vinci, che indica nell’ex calciante fiorentino Gabriele Ceccherelli il presunto organizzatore. Entrambe le persone chiamate in causa hanno respinto ogni coinvolgimento e, allo stato, non risultano indagati. Dopo due archiviazioni fondate sull’ipotesi del suicidio, l’organismo parlamentare sostiene la pista dell’omicidio, sulla quale restano da accertare giudiziariamente le eventuali responsabilità. Nel frattempo, tutti gli elementi raccolti saranno trasmessi alla magistratura.
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Dall’economia del genocidio alla verità repressa nel sangue. A un anno di distanza dal rapporto che ha fatto luce sugli interessi delle multinazionali nei crimini israeliani, Francesca Albanese ha unito i punti della copertura mediatica riservata a Gaza, pubblicando un nuovo rapporto, dal titolo: La verità sotto le macerie: i media al tempo del genocidio. La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati ha esaminato come l’eliminazione di un popolo passi anche per la distruzione della verità, legandola così al crimine di genocidio che vede Israele sotto processo della Corte Internazionale di Giustizia. Il rapporto si snoda lungo due direttrici principali: la violenza israeliana verso i giornalisti (dal 7 ottobre ne sono stati uccisi quasi 300) e la complicità dei media, tra il rilancio di notizie non verificate, l’empatia diseguale e una forte dipendenza dalle fonti israeliane.
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Mentre nel centro di Milano si infiammava la protesta e al Sud camionisti e agricoltori bloccavano caselli e statali contro il caro gasolio e i problemi irrisolti del comparto, su TikTok i video delle proteste scorrevano con una colonna sonora ricorrente: In Italia 2024, la versione aggiornata del brano di Fabri Fibra con Baby Gang. Nel giro di pochi giorni, a quei suoni si sono aggiunte le parole di chi la musica la fa, e il racconto degli artisti sempre zitti, che non hanno il coraggio di esporsi, è andato a farsi benedire.
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Sono settimane frenetiche a Bruxelles. Si stanno decidendo infatti i prossimi impegni economici dell’Unione europea, a partire dal bilancio 2028-2034, che vede impegnati i Paesi frugali a spingere per ridurre la spesa sociale. Nessun problema invece per il nuovo round di finanziamenti all’Ucraina che le istituzioni europee stanno discutendo su richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo, durante l’ultimo Consiglio europeo, ha infatti esortato i Paesi membri a racimolare altri 70 miliardi di euro per il prossimo anno, da aggiungere al prestito da 90 miliardi approvato nei mesi scorsi. Al momento si sono sfilati soltanto Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Gli altri Paesi membri sondano le varie soluzioni, tra cui l’utilizzo dei beni russi congelati, sostenuto dalla Germania e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
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Ottantaquattro giovani donne selezionate in diverse regioni del Burkina Faso si sono ritrovate a Ouagadougou per confrontarsi in matematica, fisica e chimica. Sono le partecipanti alla prima edizione di HAKILI Mousso, concorso nazionale promosso dalla Presidenza per sostenere le ragazze che vogliono proseguire gli studi scientifici, ancora spesso segnati da stereotipi di genere, aspettative sociali e opportunità formative e professionali non sempre accessibili allo stesso modo.
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Come da programma, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto Sicurezza per rispondere alle proteste del fine settimana. Il pacchetto, l’ottavo del suo genere, introduce un’ulteriore stretta sui minori, intervenendo sulla disciplina della responsabilità penale dei giovani tra i 14 e i 18 anni, sulle norme processuali che li riguardano, e ampliando la possibilità di ricorrere al fermo preventivo. Tra le altre misure figurano nuove aggravanti per i reati commessi durante le manifestazioni, l’introduzione di una fattispecie di reato specifica per la «partecipazione violenta» alle proteste e uno snellimento delle procedure di convalida degli arresti.
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Almeno 75 progetti di data center, i capannoni pieni di server che fanno funzionare l’intelligenza artificiale, sono stati bloccati o rinviati negli USA nei primi tre mesi del 2026 per l’opposizione delle comunità locali, per circa 130 miliardi di dollari di investimenti. Li ha contati Data Center Watch, il progetto della società di ricerca 10a Labs che segue i progetti contestati dai residenti, secondo cui si tratta della «più grande concentrazione in un singolo trimestre mai registrata», pari al valore di tutto il 2025. Solo tra aprile e giugno l’osservatorio ne ha registrati altri 45, per quasi 68 miliardi.
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Molti dei prodotti venduti col marchio del supermercato – Coop, Conad, Esselunga e altri – escono dagli stessi stabilimenti di aziende alimentari molto note, che sugli stessi scaffali vendono prodotti della stessa categoria con il proprio marchio. Le etichette lo raccontano con chiarezza a chi le legge con attenzione, ma il meccanismo resta poco conosciuto: un motivo in più per portarlo all’attenzione di chi fa la spesa ogni giorno. Non è difficile trovare ad esempio pacchi di pasta, biscotti, creme spalmabili, latte e altri prodotti che, pur essendo usciti dal medesimo impianto di produzione, hanno marca e prezzi diversi tra gli scaffali.
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Nessuno stanziamento nuovo, solo il via libera a fondi che lo Stato aveva già messo a bilancio e che, secondo il governo, erano rimasti fermi per ritardi e cavilli burocratici. È quanto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha offerto ieri, 20 ottobre, nella prefettura di Milano, agli autotrasportatori che da settimane bloccano strade, caselli e porti del Mezzogiorno contro il caro gasolio. L’esito ha spaccato il movimento: il Comitato Trasportatori Siciliani ha revocato il fermo, mentre la maggior parte delle altre sigle, in Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Molise, rimane sul piede di guerra e promette di andare avanti almeno fino al 27 ottobre, data del prossimo incontro al ministero.
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Il colosso finanziario Blackrock ha recentemente aumentato le sue partecipazioni rilevanti in cinque grandi società italiane — Unicredit, Intesa Sanpaolo, Enel, Prysmian e Snam — approfondendo così il controllo sull’economia e sulle aziende strategiche della Penisola. È quanto emerge dall’aggiornamento trasmesso il 15 ottobre scorso alla Consob, relativo alla situazione del 13 ottobre, che evidenzia un aumento percentuale complessivo delle partecipazioni del fondo d’investimento statunitense compreso tra il 6,82% di Snam e l’8,92% di Unicredit. Le azioni sono detenute in via indiretta da Blackrock attraverso le società di gestione del gruppo, per le quali l’obbligo di comunicazione scatta solo dalla soglia del 5%.
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Con la sorpresa di pochi tra coloro che seguono da vicino le aziende tech, SpaceX e Tesla hanno formato due commissioni per discutere un’eventuale fusione. La notizia è stata resa pubblica ieri, martedì 20 ottobre, da Elon Musk, proprietario e CEO di entrambe le imprese, a pochi giorni dalla nuova presentazione “commerciale” della Roadster di Tesla: un’auto elettrica che, per l’occasione, è stata dotata di propulsori che le hanno permesso di levitare e fare piroette.
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La guerra civile in Yemen si sta trasformando sempre più in un conflitto regionale. Da settimane, agli scontri tra Ansar Allah, il movimento meglio noto come Houthi, e il governo internazionalmente riconosciuto, guidato dal Consiglio presidenziale di comando (PLC), si è aggiunto il coinvolgimento diretto dell’Arabia Saudita, bersaglio degli attacchi Houthi e principale alleato del PLC. Dopo il recente ingresso di Turchia e Pakistan a sostegno di Riyad, il prossimo attore a intervenire potrebbe essere l’Egitto. Il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha dichiarato che il Paese è pronto ad aiutare l’Arabia Saudita e a «prendere ogni misura per proteggere» i propri «fratelli nel Golfo». Il conflitto coinvolge ormai direttamente anche l’Europa, tanto che il Regno Unito ha annunciato l’invio di caccia in Arabia Saudita, dove da oltre sei mesi sono già presenti velivoli e contingenti italiani.
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Fermato per detenzione di sostanze stupefacenti, Stefano Cucchi moriva esattamente 17 anni fa dopo una settimana di agonia. Il suo corpo pesava appena 37 chili.
Per oltre dieci anni si è tentato di far passare la sua morte come un fatto "accidentale" o legato a condizioni pregresse. Solo la tenacia della famiglia Cucchi ha permesso di abbattere il muro di omertà, portando nel 2022 alla condanna definitiva dei carabinieri autori del pestaggio.
La vicenda Cucchi ha mostrato al Paese quanto sia difficile far valere la legge quando ad infrangerla sono uomini in divisa, richiamando alla memoria storie analoghe — da Federico Aldrovandi ad Aldo Bianzino, fino a Giuseppe Uva e Riccardo Magherini.
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Per oltre dieci anni si è tentato di far passare la sua morte come un fatto "accidentale" o legato a condizioni pregresse. Solo la tenacia della famiglia Cucchi ha permesso di abbattere il muro di omertà, portando nel 2022 alla condanna definitiva dei carabinieri autori del pestaggio.
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Soltanto due giorni fa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni elogiava la protesta di agricoltori e autotrasportatori, distinguendo tra manifestazioni pacifiche e violente. Nemmeno 24 ore dopo, il Viminale ha fatto sapere di avere identificato oltre 1.300 persone impegnate nei blocchi stradali, denunciandone più di 70 e sanzionandone più di 200. D’altronde è stato proprio il governo Meloni a criminalizzare il blocco stradale, nel decreto sicurezza varato nell’aprile 2025.
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L’Unione Europea ha approvato nuove regole per proteggere chi, durante il lavoro in fabbrica o negli impianti industriali, entra regolarmente in contatto con polveri, vapori e particelle che possono aumentare il rischio di tumori e danni ad altri organi. Secondo le stime della Commissione, le misure potrebbero prevenire nei prossimi quarant’anni circa 1.700 casi di tumore ai polmoni e 19mila altre malattie professionali.
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Casco in testa, lampada accesa e dieci gradi costanti anche ad agosto. Si entra a piedi dove per secoli si è scavato zinco, ferro, fluorite e talco, e si esce in mezzo a un bosco. In Lombardia, la regione delle fabbriche, dell’industrializzazione e dei capannoni, alcune delle valli che hanno alimentato il motore produttivo del Nord oggi vivono di un turismo lento e curioso. Quello che scende sottoterra per capire come si lavorava e risale per camminare in una montagna che si è ripresa i suoi spazi.
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Continuano le indagini della Procura di Roma, impegnata da mesi nel seguire una pista corruttiva dietro al Ponte sullo Stretto. I magistrati hanno delegato i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) ad acquisire diversi documenti presso le sedi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), delle strutture di supporto DIPE-CIPESS, della società Stretto di Messina e del Consorzio Eurolink.
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I ministri dell’Interno d’Italia e Spagna, Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska, hanno concordato di non effettuare più controlli alle loro frontiere, ripristinando così l’accordo di Schengen, nato per far circolare liberamente merci e persone tra i Paesi UE. I controlli erano scattati il 1 agosto dopo la crisi migratoria a Ceuta, assumendo presto i contorni di un braccio di ferro politico tra i due esecutivi.
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Media is too big
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Diciassette anni fa, il 22 ottobre 2009, moriva Stefano Cucchi, una settimana dopo essere stato arrestato a Roma. Oggi, fuori dalla Fondazione Basso, la sorella Ilaria Cucchi lo ha ricordato in occasione del memorial a lui dedicato.
«Il suo compito è stato quello di dar voce a tutti gli altri ultimi. Ci eravamo riusciti, ma quest’anno ho un’amarezza». Secondo Ilaria Cucchi, quello che sta accadendo in Italia sul piano dei diritti «ci dice che forse non è cambiato più niente. Dalla morte di Stefano, da Genova, esattamente nulla».
«Forse diventa oggi più che mai importante riunirci, raccontare, batterci per far valere i diritti di tutti, soprattutto gli ultimi. Oggi più che mai».
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