Afghanistan, rilasciate le quattro attiviste scomparse
Le autorità afghane avrebbero rilasciato le quattro attiviste per i diritti delle donne che erano scomparse insieme ai loro familiari a gennaio. Lo riporta un tweet di UNAMA, la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan. Le attiviste avevano manifestato per chiedere il rispetto del diritto all’istruzione e al lavoro delle donne in Afghanistan. Inizialmente, i talebani avevano fermamente negato qualsiasi tipo di coinvolgimento nella loro scomparsa o nel loro arresto.
Le autorità afghane avrebbero rilasciato le quattro attiviste per i diritti delle donne che erano scomparse insieme ai loro familiari a gennaio. Lo riporta un tweet di UNAMA, la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan. Le attiviste avevano manifestato per chiedere il rispetto del diritto all’istruzione e al lavoro delle donne in Afghanistan. Inizialmente, i talebani avevano fermamente negato qualsiasi tipo di coinvolgimento nella loro scomparsa o nel loro arresto.
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Neuralink, morte 15 delle 23 scimmie in sperimentazione di Elon Musk
Le sperimentazioni per la startup biotecnologica di Elon Musk, Neuralink, avrebbero portato alla morte di 15 delle 23 scimmie utilizzate. A denunciare il fatto il Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM), organizzazione internazionale senza scopo di lucro, che ha presentato una denuncia contro l’Università della California per violazioni della legge federale sul benessere degli animali. L’Università avrebbe infatti ricevuto 1,4 milioni di dollari da Musk per condurre gli esperimenti. Da quanto rilevato, le scimmie sarebbero state sottoposte a indicibili sofferenze con metodologie di sperimentazione non conformi alle normative.
Le sperimentazioni per la startup biotecnologica di Elon Musk, Neuralink, avrebbero portato alla morte di 15 delle 23 scimmie utilizzate. A denunciare il fatto il Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM), organizzazione internazionale senza scopo di lucro, che ha presentato una denuncia contro l’Università della California per violazioni della legge federale sul benessere degli animali. L’Università avrebbe infatti ricevuto 1,4 milioni di dollari da Musk per condurre gli esperimenti. Da quanto rilevato, le scimmie sarebbero state sottoposte a indicibili sofferenze con metodologie di sperimentazione non conformi alle normative.
Dyson, dipendenti denunciano lavoro forzato in fabbrica malese
In Inghilterra alcuni lavoratori del Nepal e del Bangladesh hanno fatto causa a Dyson, nota azienda produttrice di elettrodomestici, per le condizioni di lavoro forzato cui sarebbero stati sottoposti in una delle fabbriche fornitrici in Malesia. Ne dà notizia Human Rights Watch. Dyson avrebbe rigettato le accuse, sostenendo di essere attiva nella prevenzione del fenomeno conducendo audit aziendali interni ed esterni, strumenti tuttavia da tempo giudicati insufficienti dai difensori dei diritti umani.
In Inghilterra alcuni lavoratori del Nepal e del Bangladesh hanno fatto causa a Dyson, nota azienda produttrice di elettrodomestici, per le condizioni di lavoro forzato cui sarebbero stati sottoposti in una delle fabbriche fornitrici in Malesia. Ne dà notizia Human Rights Watch. Dyson avrebbe rigettato le accuse, sostenendo di essere attiva nella prevenzione del fenomeno conducendo audit aziendali interni ed esterni, strumenti tuttavia da tempo giudicati insufficienti dai difensori dei diritti umani.
Proteste Canada, sgomberato ponte di collegamento con Stati Uniti
È stato riaperto nella tarda serata di domenica 13 febbraio l’Ambassador Bridge, il ponte di collegamento tra Stati Uniti e Canada bloccato da sei giorni dai manifestanti del Freedom Convoy. Nella giornata di domenica la polizia ha infatti intensificato la propria presenza, arrestando decine di manifestanti e facendo rimuovere i veicoli che bloccavano l’area. Il blocco del ponte, uno dei principali collegamenti commerciali del Nord America, aveva impedito l’approvvigionamento di alcune case automobilistiche, costringendo Ford, General Motors e Toyota a tagliare la produzione.
È stato riaperto nella tarda serata di domenica 13 febbraio l’Ambassador Bridge, il ponte di collegamento tra Stati Uniti e Canada bloccato da sei giorni dai manifestanti del Freedom Convoy. Nella giornata di domenica la polizia ha infatti intensificato la propria presenza, arrestando decine di manifestanti e facendo rimuovere i veicoli che bloccavano l’area. Il blocco del ponte, uno dei principali collegamenti commerciali del Nord America, aveva impedito l’approvvigionamento di alcune case automobilistiche, costringendo Ford, General Motors e Toyota a tagliare la produzione.
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Genova, grida “assassino” a Draghi: denuncia e foglio di via
Un uomo di 36 anni sarebbe stato denunciato per aver gridato “assassino” al premier Mario Draghi, mentre questi usciva da Palazzo San Giorgio, a Genova, al termine di una visita. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, l’uomo sarebbe stato perquisito e identificato dalle Forze dell’Ordine dopo aver cercato di avvicinarsi alla vettura sulla quale viaggiava Draghi. In seguito è stato accompagnato in Questura, dove è stato denunciato per vilipendio della Repubblica e dove gli è stato consegnato un foglio di via, che gli impone di non rientrare a Genova per un anno.
Un uomo di 36 anni sarebbe stato denunciato per aver gridato “assassino” al premier Mario Draghi, mentre questi usciva da Palazzo San Giorgio, a Genova, al termine di una visita. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, l’uomo sarebbe stato perquisito e identificato dalle Forze dell’Ordine dopo aver cercato di avvicinarsi alla vettura sulla quale viaggiava Draghi. In seguito è stato accompagnato in Questura, dove è stato denunciato per vilipendio della Repubblica e dove gli è stato consegnato un foglio di via, che gli impone di non rientrare a Genova per un anno.
Yemen, Oxfam: battaglia per governatorato di Marib ha peggiorato situazione umanitaria
“Un anno dopo l’escalation della battaglia per il governatorato yemenita di Marib, la situazione umanitaria è peggiorata”, dato che “gli attacchi aerei e le mine hanno causato lo sfollamento di quasi 100.000 persone”: è quanto afferma tramite una nota l’Oxfam, precisando che “il mese scorso 43 attacchi aerei hanno colpito obiettivi civili”, rappresentando più di un quinto degli attacchi totali nell’ultimo anno. Molti di questi attacchi, inoltre, hanno distrutto case e attività e saranno necessari diversi anni per ricostruirle. Per tali motivi, dunque, il direttore nazionale di Oxfam nello Yemen, Muhsin Siddiquey, ha affermato che l’unica via d’uscita a tutto ciò sarebbe costituita da un incontro tra le parti in guerra, che dovrebbero negoziare un accordo di pace permanente.
“Un anno dopo l’escalation della battaglia per il governatorato yemenita di Marib, la situazione umanitaria è peggiorata”, dato che “gli attacchi aerei e le mine hanno causato lo sfollamento di quasi 100.000 persone”: è quanto afferma tramite una nota l’Oxfam, precisando che “il mese scorso 43 attacchi aerei hanno colpito obiettivi civili”, rappresentando più di un quinto degli attacchi totali nell’ultimo anno. Molti di questi attacchi, inoltre, hanno distrutto case e attività e saranno necessari diversi anni per ricostruirle. Per tali motivi, dunque, il direttore nazionale di Oxfam nello Yemen, Muhsin Siddiquey, ha affermato che l’unica via d’uscita a tutto ciò sarebbe costituita da un incontro tra le parti in guerra, che dovrebbero negoziare un accordo di pace permanente.
Canada: Ontario abolisce pass sanitario dopo proteste dei camionisti
Il primo ministro dell’Ontario, Doug Ford, ha annunciato nella giornata di oggi che il Covid pass verrà revocato nella provincia canadese a partire dal primo marzo. Si tratta di una vittoria per i camionisti canadesi, che da tre settimane stanno protestando contro le restrizioni legate al Covid. A tal proposito bisogna ricordare che, mentre sta lentamente riprendendo il traffico sul principale ponte di collegamento tra Usa e Canada, l’Ambassador Bridge, bloccato dai camionisti negli scorsi giorni e riaperto nella tarda serata di ieri, la capitale Ottawa è ancora paralizzata a causa delle proteste contro le misure anti-Covid.
Il primo ministro dell’Ontario, Doug Ford, ha annunciato nella giornata di oggi che il Covid pass verrà revocato nella provincia canadese a partire dal primo marzo. Si tratta di una vittoria per i camionisti canadesi, che da tre settimane stanno protestando contro le restrizioni legate al Covid. A tal proposito bisogna ricordare che, mentre sta lentamente riprendendo il traffico sul principale ponte di collegamento tra Usa e Canada, l’Ambassador Bridge, bloccato dai camionisti negli scorsi giorni e riaperto nella tarda serata di ieri, la capitale Ottawa è ancora paralizzata a causa delle proteste contro le misure anti-Covid.
Canada, Trudeau dichiara l’emergenza pubblica nazionale
Per riuscire a mettere fine alle proteste contro le restrizioni dovute al Covid che hanno causato il blocco della capitale e del traffico commerciale con gli USA, il premier canadese Justin Trudeau ha dichiarato lo stato di emergenza pubblica nazionale. La misura, che viene applicata per la prima volta dopo mezzo secolo, permette al premier di sospendere le libertà civili per ristabilire l’ordine pubblico, tramite, ad esempio, il divieto raduni pubblici o le limitazioni ai viaggi da o per zone specifiche del Paese. Affinché diventi effettiva, la misura deve essere approvata dal Parlamento entro una settimana.
Per riuscire a mettere fine alle proteste contro le restrizioni dovute al Covid che hanno causato il blocco della capitale e del traffico commerciale con gli USA, il premier canadese Justin Trudeau ha dichiarato lo stato di emergenza pubblica nazionale. La misura, che viene applicata per la prima volta dopo mezzo secolo, permette al premier di sospendere le libertà civili per ristabilire l’ordine pubblico, tramite, ad esempio, il divieto raduni pubblici o le limitazioni ai viaggi da o per zone specifiche del Paese. Affinché diventi effettiva, la misura deve essere approvata dal Parlamento entro una settimana.