IN QUEL CALICE LA NOSTRA SALVEZZA
Fratelli e sorelle carissimi,
Guardando questa immagine sacra, i nostri occhi si fermano su due simboli centrali della nostra fede: l'Ostia dorata, avvolta da una luce radiosa, e il Calice finemente lavorato, su cui è scolpita la figura di Cristo in croce. Attorno ad essi vediamo il pane spezzato, le spighe di grano e i grappoli d'uva, frutti della terra e del lavoro dell'uomo.
Ma oltre alla bellezza visiva di questi elementi, siamo chiamati oggi a contemplare un mistero immenso: in quel calice c'è la nostra salvezza.
Nell'Antico Testamento, il calice era spesso simbolo del destino dell'uomo, della coppa del dolore o della benedizione di Dio. Nell'Ultima Cena, Gesù prende il calice e gli dona un significato del tutto nuovo. Non è più una semplice coppa di vino, ma il segno della Nuova ed Eterna Alleanza, versato per noi e per tutti in remissione dei peccati.
Sul calice raffigurato vediamo proprio la Croce. Questo ci ricorda che l'Eucaristia non è una semplice commemorazione astratta, ma la presenza viva del dono totale che Cristo ha fatto di Se stesso. Ogni volta che ci accostiamo all'altare, Gesù non ci offre qualcosa di superficiale o passeggero: ci offre la Sua stessa vita.
Osserviamo la luce dorata che emana dall'Ostia e avvolge il calice. È la luce della Resurrezione.
Nella vita quotidiana, ciascuno di noi porta il proprio "calice".
▶️ Il calice della sofferenza fisica o interiore.
▶️ Il calice della solitudine, del dubbio o dell'incertezza.
▶️ Il calice delle fatiche quotidiane e dei sacrifici per le persone che amiamo.
Spesso chiediamo a Dio di allontanare da noi questo calice, proprio come fece Gesù nell'orto del Getsemani.
Ma il messaggio dell'Eucaristia è che Dio non abbandona il nostro dolore ma lo trasforma.
Quando uniamo le nostre sofferenze al calice di Cristo, esse perdono l'amarezza della disperazione e si riempiono della speranza della salvezza.
Le spighe e l'uva ai piedi del calice ci ricordano la quotidianità. Il grano deve essere macinato per diventare pane; l'uva deve essere pigiata per diventare vino.
Allo stesso modo, le nostre fragilità e le nostre rotture, se offerte con cuore umile a Dio, diventano il nutrimento per una vita nuova.
In quel calice c'è la medicina per le nostre ferite spirituali. C'è il perdono che rinnova, la grazia che sostiene nei momenti di debolezza e l'amore incondizionato che ci dice: "Non sei solo, Io sono con te fino alla fine dei giorni."
Gesù rivolge a ciascuno di noi una domanda intima:
Sei disposto a fidarti della grazia custodita in questo calice? Sei pronto a consegnare a Me le tue paure, il tuo dolore e la tua vita, per lasciarti trasformare dalla Mia Luce?
Accostiamoci dunque al Sacramento dell'Eucaristia non per abitudine, ma con cuore grato e tremante di gioia. Riconosciamo che in quel pane spezzato e in quel calice benedetto c'è tutta la forza di cui abbiamo bisogno per camminare nel mondo con speranza, carità e pace.
Amen.
Antonio Chilà ©TF
Fratelli e sorelle carissimi,
Guardando questa immagine sacra, i nostri occhi si fermano su due simboli centrali della nostra fede: l'Ostia dorata, avvolta da una luce radiosa, e il Calice finemente lavorato, su cui è scolpita la figura di Cristo in croce. Attorno ad essi vediamo il pane spezzato, le spighe di grano e i grappoli d'uva, frutti della terra e del lavoro dell'uomo.
Ma oltre alla bellezza visiva di questi elementi, siamo chiamati oggi a contemplare un mistero immenso: in quel calice c'è la nostra salvezza.
Nell'Antico Testamento, il calice era spesso simbolo del destino dell'uomo, della coppa del dolore o della benedizione di Dio. Nell'Ultima Cena, Gesù prende il calice e gli dona un significato del tutto nuovo. Non è più una semplice coppa di vino, ma il segno della Nuova ed Eterna Alleanza, versato per noi e per tutti in remissione dei peccati.
Sul calice raffigurato vediamo proprio la Croce. Questo ci ricorda che l'Eucaristia non è una semplice commemorazione astratta, ma la presenza viva del dono totale che Cristo ha fatto di Se stesso. Ogni volta che ci accostiamo all'altare, Gesù non ci offre qualcosa di superficiale o passeggero: ci offre la Sua stessa vita.
Osserviamo la luce dorata che emana dall'Ostia e avvolge il calice. È la luce della Resurrezione.
Nella vita quotidiana, ciascuno di noi porta il proprio "calice".
▶️ Il calice della sofferenza fisica o interiore.
▶️ Il calice della solitudine, del dubbio o dell'incertezza.
▶️ Il calice delle fatiche quotidiane e dei sacrifici per le persone che amiamo.
Spesso chiediamo a Dio di allontanare da noi questo calice, proprio come fece Gesù nell'orto del Getsemani.
Ma il messaggio dell'Eucaristia è che Dio non abbandona il nostro dolore ma lo trasforma.
Quando uniamo le nostre sofferenze al calice di Cristo, esse perdono l'amarezza della disperazione e si riempiono della speranza della salvezza.
Le spighe e l'uva ai piedi del calice ci ricordano la quotidianità. Il grano deve essere macinato per diventare pane; l'uva deve essere pigiata per diventare vino.
Allo stesso modo, le nostre fragilità e le nostre rotture, se offerte con cuore umile a Dio, diventano il nutrimento per una vita nuova.
In quel calice c'è la medicina per le nostre ferite spirituali. C'è il perdono che rinnova, la grazia che sostiene nei momenti di debolezza e l'amore incondizionato che ci dice: "Non sei solo, Io sono con te fino alla fine dei giorni."
Gesù rivolge a ciascuno di noi una domanda intima:
Sei disposto a fidarti della grazia custodita in questo calice? Sei pronto a consegnare a Me le tue paure, il tuo dolore e la tua vita, per lasciarti trasformare dalla Mia Luce?
Accostiamoci dunque al Sacramento dell'Eucaristia non per abitudine, ma con cuore grato e tremante di gioia. Riconosciamo che in quel pane spezzato e in quel calice benedetto c'è tutta la forza di cui abbiamo bisogno per camminare nel mondo con speranza, carità e pace.
Amen.
Antonio Chilà ©TF
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LETTURE DEL GIORNO - VENERDÌ 23 OTTOBRE 2026
Vangelo
Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,54-59
In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
https://telegra.ph/LETTURE-DEL-GIORNO---VENERD%C3%8C-23-OTTOBRE-2026-10-23
Vangelo
Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,54-59
In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
https://telegra.ph/LETTURE-DEL-GIORNO---VENERD%C3%8C-23-OTTOBRE-2026-10-23
Telegraph
LETTURE DEL GIORNO - VENERDÌ 23 OTTOBRE 2026
VENERDÌ DELLA XXIX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI) Colore Liturgico verde Antifona Io t’invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole. Custodiscimi come pupilla degli occhi, all’ombra delle tue ali nascondimi.…
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Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,54-59
✝ Gesù rimprovera le folle perché sanno interpretare il chrònos (il tempo meteorologico e cronologico) ma non sanno riconoscere il kairòs, ovvero il tempo di grazia e di visita di Dio.
In sostanza l'essere umano sa prevedere le dinamiche terrene e materiali, ma diventa cieco davanti alle realtà spirituali. Il "tempo presente" di cui parla Gesù è l'oggi della sua venuta. Gesù non vuole seguaci passivi, ma persone capaci di un discernimento maturo infatti dice: «Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?». La Legge e i Profeti hanno già fornito tutti gli elementi necessari per riconoscere il bene; non servono ulteriori segni straordinari, serve l'onestà del cuore. La vita terrena è il viaggio ("la strada") verso il giudizio. L'avversario è la Parola di Dio stessa con cui dobbiamo riconciliarci. La salvezza è legata a una decisione che va presa adesso. Il tempo della storia non è infinito: è uno spazio dato all'uomo per riconciliarsi con Dio qui ed ora!
Lc 12,54-59
✝ Gesù rimprovera le folle perché sanno interpretare il chrònos (il tempo meteorologico e cronologico) ma non sanno riconoscere il kairòs, ovvero il tempo di grazia e di visita di Dio.
In sostanza l'essere umano sa prevedere le dinamiche terrene e materiali, ma diventa cieco davanti alle realtà spirituali. Il "tempo presente" di cui parla Gesù è l'oggi della sua venuta. Gesù non vuole seguaci passivi, ma persone capaci di un discernimento maturo infatti dice: «Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?». La Legge e i Profeti hanno già fornito tutti gli elementi necessari per riconoscere il bene; non servono ulteriori segni straordinari, serve l'onestà del cuore. La vita terrena è il viaggio ("la strada") verso il giudizio. L'avversario è la Parola di Dio stessa con cui dobbiamo riconciliarci. La salvezza è legata a una decisione che va presa adesso. Il tempo della storia non è infinito: è uno spazio dato all'uomo per riconciliarsi con Dio qui ed ora!
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Forwarded from NON PRAEVALEBUNT !!!
23 Ottobre - Oggi si celebra: SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO
Saremo utili alla Chiesa e alla società se adempiremo bene i doveri del nostro stato.
telegra.ph/23-Ottobre---Oggi-si-celebra-SAN-GIOVANNI-DA-CAPESTRANO-10-23
Saremo utili alla Chiesa e alla società se adempiremo bene i doveri del nostro stato.
telegra.ph/23-Ottobre---Oggi-si-celebra-SAN-GIOVANNI-DA-CAPESTRANO-10-23
Telegraph
23 Ottobre - Oggi si celebra: SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO
Sacerdote
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Una preghiera profonda non ci separa dal nostro impegno con la storia: aprendo il nostro cuore all'amore di Dio, lo apre anche all'amore dei fratelli, e ci rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio.
San Giovanni Paolo II
San Giovanni Paolo II
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🆘 EUROGENDFOR: LA POLIZIA SEGRETA D'EUROPA CHE NESSUNO HA VOTATO.
Vi siete mai chiesti perché nulla di quello che sta accadendo nelle piazze d'Europa è casuale?
Parigi a ferro e fuoco, Berlino militarizzata, Bruxelles, Roma, Londra. Ovunque la stessa scena: manifestazioni autorizzate che diventano trappole, infiltrati, manganelli, arresti preventivi, schedature di massa.
Non è caos. È un copione.
E l'UE vuole imporci il controllo totale.
E lo strumento ce l'hanno già. Si chiama EUROGENDFOR.
COS'È DAVVERO?
Si chiama European Gendarmerie Force. EGF.
Ha sede a Vicenza, in Italia. Nella caserma Chinotto.
Nata nel 2007. Operativa dal 2010.
Sette nazioni fondatrici:
Italia (Carabinieri), Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo, Olanda, Romania, Polonia. Lituania partner, Turchia osservatore.
Sulla carta è una forza di "gestione crisi" fuori dall'Europa.
Nella realtà è una forza militare con poteri di polizia, specializzata nel "controllo dei disordini civili".
La cosa più grave?
Ha immunità totale.
Le sue sedi sono inviolabili.
I suoi archivi non possono essere controllati.
I suoi membri godono di immunità diplomatica e non possono essere perseguiti dai tribunali dello Stato dove operano.
Capito? Una polizia straniera, armata, che può entrare in casa tua e che non risponde a nessun giudice, a nessun parlamento, a nessun cittadino.
Chi l'ha votata? Nessuno.
Chi la controlla? Nessuno.
Chi ne parla in TV? Nessuno.
PERCHÉ ORA?
Perché l'Unione Europea lo sa: il progetto sta crollando.
L'euro, le sanzioni suicide, l'austerity, l'immigrazione incontrollata, la guerra voluta in Ucraina. La gente si è svegliata.
E quando la gente si sveglia e scende in piazza, la democrazia non basta più a contenerla. Serve l'elmetto.
EUROGENDFOR non è stata creata per andare in Afghanistan. È stata creata per Parigi, per Berlino, per Roma. Per quando noi europei diremo BASTA.
È la polizia segreta dell'UE.
Il braccio armato del Grande Reset. Quelli che dovranno "ripristinare l'ordine" quando imporranno ID digitale, CBDC, pass, razionamenti e controllo sociale totale.
Prima ti disarmano mediaticamente, chiamandoti no-vax, no-war, complottista.
Poi ti schedano.
Poi ti mandano quelli di Vicenza.
Non è sicurezza.
È dittatura in uniforme.
E noi, dormiamo.
Analisi a cura di
✒️ © Sabrina F.
Vi siete mai chiesti perché nulla di quello che sta accadendo nelle piazze d'Europa è casuale?
Parigi a ferro e fuoco, Berlino militarizzata, Bruxelles, Roma, Londra. Ovunque la stessa scena: manifestazioni autorizzate che diventano trappole, infiltrati, manganelli, arresti preventivi, schedature di massa.
Non è caos. È un copione.
E l'UE vuole imporci il controllo totale.
E lo strumento ce l'hanno già. Si chiama EUROGENDFOR.
COS'È DAVVERO?
Si chiama European Gendarmerie Force. EGF.
Ha sede a Vicenza, in Italia. Nella caserma Chinotto.
Nata nel 2007. Operativa dal 2010.
Sette nazioni fondatrici:
Italia (Carabinieri), Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo, Olanda, Romania, Polonia. Lituania partner, Turchia osservatore.
Sulla carta è una forza di "gestione crisi" fuori dall'Europa.
Nella realtà è una forza militare con poteri di polizia, specializzata nel "controllo dei disordini civili".
La cosa più grave?
Ha immunità totale.
Le sue sedi sono inviolabili.
I suoi archivi non possono essere controllati.
I suoi membri godono di immunità diplomatica e non possono essere perseguiti dai tribunali dello Stato dove operano.
Capito? Una polizia straniera, armata, che può entrare in casa tua e che non risponde a nessun giudice, a nessun parlamento, a nessun cittadino.
Chi l'ha votata? Nessuno.
Chi la controlla? Nessuno.
Chi ne parla in TV? Nessuno.
PERCHÉ ORA?
Perché l'Unione Europea lo sa: il progetto sta crollando.
L'euro, le sanzioni suicide, l'austerity, l'immigrazione incontrollata, la guerra voluta in Ucraina. La gente si è svegliata.
E quando la gente si sveglia e scende in piazza, la democrazia non basta più a contenerla. Serve l'elmetto.
EUROGENDFOR non è stata creata per andare in Afghanistan. È stata creata per Parigi, per Berlino, per Roma. Per quando noi europei diremo BASTA.
È la polizia segreta dell'UE.
Il braccio armato del Grande Reset. Quelli che dovranno "ripristinare l'ordine" quando imporranno ID digitale, CBDC, pass, razionamenti e controllo sociale totale.
Prima ti disarmano mediaticamente, chiamandoti no-vax, no-war, complottista.
Poi ti schedano.
Poi ti mandano quelli di Vicenza.
Non è sicurezza.
È dittatura in uniforme.
E noi, dormiamo.
Analisi a cura di
✒️ © Sabrina F.
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INVIDIA E LIBERTÀ
L'invidia non nasce dal bisogno, nasce dal confronto. L'invidioso non soffre perché non ha, soffre perché tu hai, a prescindere. Ti vuole vedere crollare, lo brama nel cuore, e non lo ammetterà mai. I Greci la chiamavano phthonos, e sapevano che è la più umana delle passioni, perché non chiede nulla per sé, chiede soltanto che l'altro perda.
Ora, una passione così nota da venticinque secoli, poteva sfuggire a chi governa? Ovviamente no. Chi detiene il potere conosce l'animo umano. E sa che un popolo invidioso è un popolo perfetto.
Così è nata la vetrina universale dei social e i suoi meccanismi.
La piattaforma non vende altro, il suo prodotto è proprio questo, perché l'invidioso è un cliente fedele, torna a guardare, a controllare, a bramare.
Una gabbia che la gente riempie di contenuti, volontariamente, con orgoglio. Ogni vita esibita alimenta l'invidia di cento altri, che a loro volta si esibiscono per farsi invidiare. Un meccanismo che si nutre di se stesso e non ha bisogno di una mano che lo spinga. Chi lo ha progettato lo sa bene, e dorme tranquillo.
Il vero esame dell'anima sapete qual è?
Rallegrarsi con chi si rallegra.
Chi si rallegra del bene altrui è l'unico uomo che il sistema non sa come trattare. Non può vendergli nulla, non può dividerlo da nessuno, non puó metterlo contro il suo vicino. L'invidia è il guinzaglio; la gioia condivisa è la prima forma di libertà.
La libertà comincia dentro, e chi non la conquista lì, può sventolarla in piazza quanto vuole, resterà sempre al guinzaglio.
WI
L'invidia non nasce dal bisogno, nasce dal confronto. L'invidioso non soffre perché non ha, soffre perché tu hai, a prescindere. Ti vuole vedere crollare, lo brama nel cuore, e non lo ammetterà mai. I Greci la chiamavano phthonos, e sapevano che è la più umana delle passioni, perché non chiede nulla per sé, chiede soltanto che l'altro perda.
Ora, una passione così nota da venticinque secoli, poteva sfuggire a chi governa? Ovviamente no. Chi detiene il potere conosce l'animo umano. E sa che un popolo invidioso è un popolo perfetto.
Così è nata la vetrina universale dei social e i suoi meccanismi.
La piattaforma non vende altro, il suo prodotto è proprio questo, perché l'invidioso è un cliente fedele, torna a guardare, a controllare, a bramare.
Una gabbia che la gente riempie di contenuti, volontariamente, con orgoglio. Ogni vita esibita alimenta l'invidia di cento altri, che a loro volta si esibiscono per farsi invidiare. Un meccanismo che si nutre di se stesso e non ha bisogno di una mano che lo spinga. Chi lo ha progettato lo sa bene, e dorme tranquillo.
Il vero esame dell'anima sapete qual è?
Rallegrarsi con chi si rallegra.
Chi si rallegra del bene altrui è l'unico uomo che il sistema non sa come trattare. Non può vendergli nulla, non può dividerlo da nessuno, non puó metterlo contro il suo vicino. L'invidia è il guinzaglio; la gioia condivisa è la prima forma di libertà.
La libertà comincia dentro, e chi non la conquista lì, può sventolarla in piazza quanto vuole, resterà sempre al guinzaglio.
WI
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5.993 - Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 22/10/2026
Cari figli, pregate. Solamente per mezzo della preghiera potete raggiungere la vittoria. Curate la vostra vita spirituale e non permettete che le cose del mondo vi allontanino dall'amore del Mio Signore. Testimoniate con la vostra vita le meraviglie del Cielo. Fatevi coraggio e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. L'umanità si è allontanata dal Signore e i Miei poveri figli camminano per sentieri di autodistruzione preparati dalle loro mani. Dio ha fretta. Ritornate. Quello che vi ho predetto in passato si va realizzando. Pregate per la Chiesa del Mio Gesù. Tempi difficili verranno per i giusti, ma coloro che rimarranno fedeli fino alla fine saranno proclamati benedetti del Padre. Coraggio! Dopo tutto il dolore verrà una grande gioia. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Cari figli, pregate. Solamente per mezzo della preghiera potete raggiungere la vittoria. Curate la vostra vita spirituale e non permettete che le cose del mondo vi allontanino dall'amore del Mio Signore. Testimoniate con la vostra vita le meraviglie del Cielo. Fatevi coraggio e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. L'umanità si è allontanata dal Signore e i Miei poveri figli camminano per sentieri di autodistruzione preparati dalle loro mani. Dio ha fretta. Ritornate. Quello che vi ho predetto in passato si va realizzando. Pregate per la Chiesa del Mio Gesù. Tempi difficili verranno per i giusti, ma coloro che rimarranno fedeli fino alla fine saranno proclamati benedetti del Padre. Coraggio! Dopo tutto il dolore verrà una grande gioia. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
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🌹 IL SANTO ROSARIO
Il Rosario non è solo una collana di grani o un elenco di preghiere recitate frettolosamente. È una profonda contemplazione della vita di Gesù con Maria al nostro fianco. Recitato con il cuore, diventa un incontro vivo con Cristo.
Ecco cinque semplici modi per approfondire il vostro Rosario e renderlo più fruttuoso:
1️⃣ MEDITATE SUL MISTERO, NON LIMITATEVI A RECITARLO
Prima di ogni decina, fermatevi e immergetevi nella scena. Immaginate l'Annunciazione, camminate con Gesù verso il Calvario, soffermatevi davanti al sepolcro vuoto. Le Ave Maria diventano la colonna sonora mentre il vostro cuore contempla il mistero.
2️⃣ OFFRITE UN'INTENZIONE SPECIFICA PER OGNI DECINA
Non pregate in modo vago. Assegnate un'intenzione chiara a ogni decina: per un familiare, per la Chiesa, per la conversione di un'anima, per la pace, per il Santo Padre. Questo trasforma il Rosario in un potente atto di intercessione.
3️⃣ RALLENTA E PREGA CON ATTENZIONE
Pregare in fretta svuota le preghiere di significato. Pronuncia ogni parola chiaramente. Fai una breve pausa dopo "Gesù" nell'Ave Maria. Lascia che le parole penetrino nel tuo cuore. La qualità conta sempre più della velocità.
4️⃣ AGGIUNGI UNA BREVE FRASE DOPO IL NOME DI GESÙ
Un bellissimo metodo insegnato da San Luigi Maria Grignion de Montfort: dopo aver detto "Gesù", aggiungi in silenzio alcune parole che richiamino il mistero.
Esempio: "...e benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù, nato nella povertà" (Natività) o "Gesù, crocifisso per noi" (Crocifissione). Questo mantiene la mente concentrata su Cristo.
5️⃣ INIZIA INVITANDO LO SPIRITO SANTO
Prima di iniziare, chiedi allo Spirito Santo di aiutarti a pregare bene. Invita Gesù a sedersi con te. Chiedi alla Madonna di guidare i tuoi pensieri. La preghiera diventa più ricca quando apriamo consapevolmente i nostri cuori all'aiuto divino.
Il Rosario è una scuola di contemplazione. Più lo preghiamo con amore e attenzione, più ci trasforma.
Maria, Regina del Rosario, prega per noi. Amen!
Il Rosario non è solo una collana di grani o un elenco di preghiere recitate frettolosamente. È una profonda contemplazione della vita di Gesù con Maria al nostro fianco. Recitato con il cuore, diventa un incontro vivo con Cristo.
Ecco cinque semplici modi per approfondire il vostro Rosario e renderlo più fruttuoso:
1️⃣ MEDITATE SUL MISTERO, NON LIMITATEVI A RECITARLO
Prima di ogni decina, fermatevi e immergetevi nella scena. Immaginate l'Annunciazione, camminate con Gesù verso il Calvario, soffermatevi davanti al sepolcro vuoto. Le Ave Maria diventano la colonna sonora mentre il vostro cuore contempla il mistero.
2️⃣ OFFRITE UN'INTENZIONE SPECIFICA PER OGNI DECINA
Non pregate in modo vago. Assegnate un'intenzione chiara a ogni decina: per un familiare, per la Chiesa, per la conversione di un'anima, per la pace, per il Santo Padre. Questo trasforma il Rosario in un potente atto di intercessione.
3️⃣ RALLENTA E PREGA CON ATTENZIONE
Pregare in fretta svuota le preghiere di significato. Pronuncia ogni parola chiaramente. Fai una breve pausa dopo "Gesù" nell'Ave Maria. Lascia che le parole penetrino nel tuo cuore. La qualità conta sempre più della velocità.
4️⃣ AGGIUNGI UNA BREVE FRASE DOPO IL NOME DI GESÙ
Un bellissimo metodo insegnato da San Luigi Maria Grignion de Montfort: dopo aver detto "Gesù", aggiungi in silenzio alcune parole che richiamino il mistero.
Esempio: "...e benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù, nato nella povertà" (Natività) o "Gesù, crocifisso per noi" (Crocifissione). Questo mantiene la mente concentrata su Cristo.
5️⃣ INIZIA INVITANDO LO SPIRITO SANTO
Prima di iniziare, chiedi allo Spirito Santo di aiutarti a pregare bene. Invita Gesù a sedersi con te. Chiedi alla Madonna di guidare i tuoi pensieri. La preghiera diventa più ricca quando apriamo consapevolmente i nostri cuori all'aiuto divino.
Il Rosario è una scuola di contemplazione. Più lo preghiamo con amore e attenzione, più ci trasforma.
Maria, Regina del Rosario, prega per noi. Amen!
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OLTRE IL LIMITE
L'immigrazione è come l'acqua...
🖋 Silver Nervuti
L'immigrazione è come l'acqua...
🖋 Silver Nervuti
👏5🤬2
LETTURE DEL GIORNO - SABATO 24 OTTOBRE 2026
Vangelo
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,1-9
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
https://telegra.ph/LETTURE-DEL-GIORNO---SABATO-24-OTTOBRE-2026-10-24
Vangelo
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,1-9
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
https://telegra.ph/LETTURE-DEL-GIORNO---SABATO-24-OTTOBRE-2026-10-24
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LETTURE DEL GIORNO - SABATO 24 OTTOBRE 2026
SABATO DELLA XXIX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI) Colore Liturgico verde Antifona Io t’invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole. Custodiscimi come pupilla degli occhi, all’ombra delle tue ali nascondimi.…
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Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,1-9
✝ Gesù ci invita a non giudicare le disgrazie degli altri come punizioni, ma a guardare dentro noi stessi. La parabola del fico ricorda che Dio non si arrende davanti alla nostra sterilità: ci offre tempo, cura e nuove possibilità per portare frutto. La conversione è un cammino quotidiano, nel quale lasciarci trasformare dalla sua pazienza e dal suo amore. Quale cambiamento senti che Dio ti sta chiedendo? Sai accogliere con gratitudine le nuove possibilità che Dio ti offre?
Lc 13,1-9
✝ Gesù ci invita a non giudicare le disgrazie degli altri come punizioni, ma a guardare dentro noi stessi. La parabola del fico ricorda che Dio non si arrende davanti alla nostra sterilità: ci offre tempo, cura e nuove possibilità per portare frutto. La conversione è un cammino quotidiano, nel quale lasciarci trasformare dalla sua pazienza e dal suo amore. Quale cambiamento senti che Dio ti sta chiedendo? Sai accogliere con gratitudine le nuove possibilità che Dio ti offre?
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Forwarded from NON PRAEVALEBUNT !!!
24 Ottobre - Oggi si celebra: SANT'ANTONIO MARIA CLARET
Difendeteci, o Signore, da ogni errore e dalle massime corrotte del mondo. Concedeteci di essere per il mondo luce che illumina e sale che risana, anziché venire avvolti dalle sue tenebre e trascinati dai suoi vizi .
https://graph.org/24-Ottobre---Oggi-si-celebra-SANTANTONIO-MARIA-CLARET-10-24
Difendeteci, o Signore, da ogni errore e dalle massime corrotte del mondo. Concedeteci di essere per il mondo luce che illumina e sale che risana, anziché venire avvolti dalle sue tenebre e trascinati dai suoi vizi .
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Telegraph
24 Ottobre - Oggi si celebra: SANT'ANTONIO MARIA CLARET
Vescovo
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Nella storia dell'uomo è presente il peccato: sarebbe vano cercare di ignorarlo o di dare altri nomi a questa oscura realtà. Per tentare di comprendere che cosa sia il peccato, si deve innanzi tutto riconoscere il profondo legame dell'uomo con Dio, perchè, al di fuori di questo rapporto, il male del peccato non può venire smascherato nella sua vera identità di rifiuto e di opposizione a Dio, mentre continua a gravare sulla vita dell'uomo e sulla storia.
Catechismo Chiesa Cattolica, nº 386
Catechismo Chiesa Cattolica, nº 386
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Siamo le persone più fortunate del mondo, perché quando siamo gravati dal peccato, possiamo andare dal Signore e ricevere un segno esterno che siamo stati perdonati. Il peccato non è la cosa peggiore del mondo, la cosa peggiore al mondo è negare il peccato. Sono cieco e nego che c’è qualcosa come la luce che non ho mai visto. Sono sordo e c’è qualcosa come il suono che non ho mai sentito. Se nego di essere peccatore, come posso mai essere perdonato? Pertanto peggio del peccato è negare il peccato, cioè il nostro atteggiamento moderno riguardo alla vita. Se dunque la tua anima è gravata dal peccato, portala dal Signore. È morto per te, ti perdonerà.
Beato Fulton J Sheen
Beato Fulton J Sheen
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RENATO BARON RACCONTA LE SUE VISIONI DEL PURGATORIO ACCOMPAGNATO DALLA MADONNA
Ho visto gente di tutte le razze, di tutte le età, ma quasi non ho visto giovani e ricordo che nella seconda visione, pensando ai molti suicidi, ai morti per droga, alle disgrazie sulle strade che colpiscono tanti giovani, avevo chiesto alla Madonna se erano andati all'inferno. Ed Ella mi aveva risposto di no: "Io li ho salvati" diceva. E mi spiegava che il demonio, il male cioè, vince in un certo modo, contro Dio. Una vittoria parziale che ottiene portando via la vita di questi giovani.
Facendo questo, infatti, interrompe il progetto di Dio sulle loro famiglie, sui loro figli, su tutta la loro discendenza che non ci sarà più. Questo è un grave affronto che viene dato a Dio, ma, dice la Madonna, le anime le salvo Io, perche questi giovani, per la maggior parte, non sanno quello che fanno.
Allora io chiedevo se c'era qualcuno che avrebbe dovuto pagare per loro e Lei mi rispondeva di sì, che c'è la responsabilità di chi è consapevole del male che viene fatto, ad es. gli adulti che fanno queste cose, che non intervengono, che non aiutano i giovani: questi dovranno pagare per loro!
Non sanno quello che fanno, questi giovani, perchè non sono stati adeguatamente educati, non conoscono Dio, e credono che ogni tipo di divertimento sia lecito perché "lo fanno tutti". Ecco la giustificazione del pecato. Diceva la Madonna, alcuni anni or sono, che il più grande peccato di questi tempi è quello di giustificare il peccato facendo leggi che lo approvano, e chi è che fa queste leggi? Non certo i giovani, ma noi adulti. È per questo che la responsabilità nostra è molto grande.
C'è la misericordia di Dio per loro, quindi, dice la Madonna, misericordia che è grande; ma aggiunge che è Lei che interviene perchè, dice, che non li lascerà perdere, perchè sarebbe una doppia vittoria del demonio dal momento che ha già una vittoria portando via questi corpi, facendo un grande affronto a Dio fermando le generazioni che Egli aveva previsto per loro. Lei quindi interviene vincendo sullo spirito.
Rita Baron da: "La nostra vita con la Regina dell'Amore" - Edizioni Associazione Amici di Maria Regina dell'Amore
Ho visto gente di tutte le razze, di tutte le età, ma quasi non ho visto giovani e ricordo che nella seconda visione, pensando ai molti suicidi, ai morti per droga, alle disgrazie sulle strade che colpiscono tanti giovani, avevo chiesto alla Madonna se erano andati all'inferno. Ed Ella mi aveva risposto di no: "Io li ho salvati" diceva. E mi spiegava che il demonio, il male cioè, vince in un certo modo, contro Dio. Una vittoria parziale che ottiene portando via la vita di questi giovani.
Facendo questo, infatti, interrompe il progetto di Dio sulle loro famiglie, sui loro figli, su tutta la loro discendenza che non ci sarà più. Questo è un grave affronto che viene dato a Dio, ma, dice la Madonna, le anime le salvo Io, perche questi giovani, per la maggior parte, non sanno quello che fanno.
Allora io chiedevo se c'era qualcuno che avrebbe dovuto pagare per loro e Lei mi rispondeva di sì, che c'è la responsabilità di chi è consapevole del male che viene fatto, ad es. gli adulti che fanno queste cose, che non intervengono, che non aiutano i giovani: questi dovranno pagare per loro!
Non sanno quello che fanno, questi giovani, perchè non sono stati adeguatamente educati, non conoscono Dio, e credono che ogni tipo di divertimento sia lecito perché "lo fanno tutti". Ecco la giustificazione del pecato. Diceva la Madonna, alcuni anni or sono, che il più grande peccato di questi tempi è quello di giustificare il peccato facendo leggi che lo approvano, e chi è che fa queste leggi? Non certo i giovani, ma noi adulti. È per questo che la responsabilità nostra è molto grande.
C'è la misericordia di Dio per loro, quindi, dice la Madonna, misericordia che è grande; ma aggiunge che è Lei che interviene perchè, dice, che non li lascerà perdere, perchè sarebbe una doppia vittoria del demonio dal momento che ha già una vittoria portando via questi corpi, facendo un grande affronto a Dio fermando le generazioni che Egli aveva previsto per loro. Lei quindi interviene vincendo sullo spirito.
Rita Baron da: "La nostra vita con la Regina dell'Amore" - Edizioni Associazione Amici di Maria Regina dell'Amore
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UNOSPUTO
Questo ottengono gli autotrasportatori, con la loro protesta all'italiana.
105 milioni di euro, un umiliazione peggio del dollaro di John Wayne, gettato nella sputacchiera.
Diviso per ogni camion, neanche un pieno di gasolio a testa.
Questo valiamo per la politica e questo meritiamo nei fatti.
Perché grazie agli aumenti, solo di iva, lo "stato" ha incassato 40 miliardi di euro, e 80 di accise.
Il disprezzo sui lavoratori a norma di legge.
Atti di un infamia tale, che solo in Italia trovano accoglienza; come le 600 euro pandemiche di Conte, mentre la Germania, negli stessi giorni, erogava fino a 20.000 euro.
Davanti a tali evidenze, è dura stabilire se fa più schifo il popolo, calpestato ormai in ogni modo possibile, o questa politica di vermi putridi.
Probabilmente sono esattamente degni l'uno dell'altra.
Marco Palladino
Questo ottengono gli autotrasportatori, con la loro protesta all'italiana.
105 milioni di euro, un umiliazione peggio del dollaro di John Wayne, gettato nella sputacchiera.
Diviso per ogni camion, neanche un pieno di gasolio a testa.
Questo valiamo per la politica e questo meritiamo nei fatti.
Perché grazie agli aumenti, solo di iva, lo "stato" ha incassato 40 miliardi di euro, e 80 di accise.
Il disprezzo sui lavoratori a norma di legge.
Atti di un infamia tale, che solo in Italia trovano accoglienza; come le 600 euro pandemiche di Conte, mentre la Germania, negli stessi giorni, erogava fino a 20.000 euro.
Davanti a tali evidenze, è dura stabilire se fa più schifo il popolo, calpestato ormai in ogni modo possibile, o questa politica di vermi putridi.
Probabilmente sono esattamente degni l'uno dell'altra.
Marco Palladino
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DIRITTO ALLA RIPARAZIONE
Il 22.10.2026 è entrato in vigore il D. Lgs 176/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7.10.2026 (👉link qui) che, recependo la direttiva europea sulla riparazione dei beni, modifica il Codice del Consumo di cui al D. Lgs. 206/2005.
Obiettivo della norma è quello di incentivare le riparazioni degli elettrodomestici e dei dispositivi elettronici che presentino difetti, in un’ottica di maggiore durata degli stessi e quindi di maggiore tutela del consumatore e dell’ambiente.
Le nuove norme si applicano per la “riparazione dei beni acquistati dai consumatori in caso di difetto del bene che si verifica o si manifesta al di fuori della responsabilità del venditore ai sensi dell’articolo 133” (Cdc). I difetti devono essere riparabili secondo le specifiche di riparabilità riportate in appositi elenchi UE.
Nel caso in cui il consumatore riscontri un difetto nel bene acquistato, potrà richiedere al fabbricante la riparazione del bene difettoso. In questo caso, la riparazione è “eseguita a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole” ed è “eseguita entro un periodo di tempo ragionevole dal momento in cui il fabbricante prende fisicamente possesso del bene, lo riceve o ne ottiene l’accesso da parte del consumatore”.
Il “fabbricante può fornire al consumatore un bene sostitutivo, a titolo gratuito o a un costo ragionevole, per la durata della riparazione da restituire” e “nei casi in cui la riparazione è impossibile, il fabbricante può offrire al consumatore un bene ricondizionato”.
Salvo che il fatto costituisca reato ovvero violi le disposizioni di cui al titolo III della parte II del CdC, il fabbricante, il rappresentante autorizzato, l’importatore, il distributore o il riparatore che contravviene agli obblighi di riparazione previsti dalle nuove norme del CdC “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria, per ciascuna violazione, da euro 5.000 a euro 50.000, tenuto conto della gravità e della durata della violazione e delle condizioni economiche e patrimoniali dell’autore. Nei casi di particolare gravità o di recidiva i limiti minimo e massimo della sanzione sono raddoppiati”.
Il nuovo comma 1 bis dell’art. 133 CdC prevede che “Se, ai sensi dell’articolo 135-bis, comma 2, si effettua una riparazione come rimedio per rendere conformi i beni, il periodo di responsabilità è esteso una volta di dodici mesi”.
A tal guisa, prima di fornire il rimedio per rendere conformi i beni, il venditore informa il consumatore del suo diritto di scegliere tra riparazione e sostituzione, informandolo che in caso di riparazione del bene la garanzia legale è aumentata di un anno.
I riparatori possono fornire al consumatore il modulo europeo di informazioni sulla riparazione.
Il modulo è fornito gratuitamente salvo che sia necessario un servizio di diagnostica, o un esame fisico o a distanza, in questo caso il riparatore può chiedere al consumatore di pagare i costi necessari di tale servizio. Il modulo specifica, in modo chiaro e comprensibile, le condizioni di riparazione, i dati e la sede del riparatore, il tipo di riparazione, oltre ai i costi e ai tempi di riparazione. Le condizioni di riparazione specificate nel modulo rimangono ferme per 30 giorni dalla data in cui il riparatore ha fornito il modulo al consumatore, salvo che le parti non concordino un tempo più lungo.
Il riparatore è sanzionato nel caso non esegua il servizio di riparazione dopo che il consumatore ha accettato il modulo di riparazione.
Vedremo con il tempo se la norma riuscirà davvero nell’intento di far consumare meno materie prime, di ridurre i rifiuti e di incentivare nuove figure professionali come quelle dei riparatori… il tutto senza gravare eccessivamente sulle tasche dei consumatori.
ALI - Federica Fantauzzo
Il 22.10.2026 è entrato in vigore il D. Lgs 176/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7.10.2026 (👉link qui) che, recependo la direttiva europea sulla riparazione dei beni, modifica il Codice del Consumo di cui al D. Lgs. 206/2005.
Obiettivo della norma è quello di incentivare le riparazioni degli elettrodomestici e dei dispositivi elettronici che presentino difetti, in un’ottica di maggiore durata degli stessi e quindi di maggiore tutela del consumatore e dell’ambiente.
Le nuove norme si applicano per la “riparazione dei beni acquistati dai consumatori in caso di difetto del bene che si verifica o si manifesta al di fuori della responsabilità del venditore ai sensi dell’articolo 133” (Cdc). I difetti devono essere riparabili secondo le specifiche di riparabilità riportate in appositi elenchi UE.
Nel caso in cui il consumatore riscontri un difetto nel bene acquistato, potrà richiedere al fabbricante la riparazione del bene difettoso. In questo caso, la riparazione è “eseguita a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole” ed è “eseguita entro un periodo di tempo ragionevole dal momento in cui il fabbricante prende fisicamente possesso del bene, lo riceve o ne ottiene l’accesso da parte del consumatore”.
Il “fabbricante può fornire al consumatore un bene sostitutivo, a titolo gratuito o a un costo ragionevole, per la durata della riparazione da restituire” e “nei casi in cui la riparazione è impossibile, il fabbricante può offrire al consumatore un bene ricondizionato”.
Salvo che il fatto costituisca reato ovvero violi le disposizioni di cui al titolo III della parte II del CdC, il fabbricante, il rappresentante autorizzato, l’importatore, il distributore o il riparatore che contravviene agli obblighi di riparazione previsti dalle nuove norme del CdC “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria, per ciascuna violazione, da euro 5.000 a euro 50.000, tenuto conto della gravità e della durata della violazione e delle condizioni economiche e patrimoniali dell’autore. Nei casi di particolare gravità o di recidiva i limiti minimo e massimo della sanzione sono raddoppiati”.
Il nuovo comma 1 bis dell’art. 133 CdC prevede che “Se, ai sensi dell’articolo 135-bis, comma 2, si effettua una riparazione come rimedio per rendere conformi i beni, il periodo di responsabilità è esteso una volta di dodici mesi”.
A tal guisa, prima di fornire il rimedio per rendere conformi i beni, il venditore informa il consumatore del suo diritto di scegliere tra riparazione e sostituzione, informandolo che in caso di riparazione del bene la garanzia legale è aumentata di un anno.
I riparatori possono fornire al consumatore il modulo europeo di informazioni sulla riparazione.
Il modulo è fornito gratuitamente salvo che sia necessario un servizio di diagnostica, o un esame fisico o a distanza, in questo caso il riparatore può chiedere al consumatore di pagare i costi necessari di tale servizio. Il modulo specifica, in modo chiaro e comprensibile, le condizioni di riparazione, i dati e la sede del riparatore, il tipo di riparazione, oltre ai i costi e ai tempi di riparazione. Le condizioni di riparazione specificate nel modulo rimangono ferme per 30 giorni dalla data in cui il riparatore ha fornito il modulo al consumatore, salvo che le parti non concordino un tempo più lungo.
Il riparatore è sanzionato nel caso non esegua il servizio di riparazione dopo che il consumatore ha accettato il modulo di riparazione.
Vedremo con il tempo se la norma riuscirà davvero nell’intento di far consumare meno materie prime, di ridurre i rifiuti e di incentivare nuove figure professionali come quelle dei riparatori… il tutto senza gravare eccessivamente sulle tasche dei consumatori.
ALI - Federica Fantauzzo
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Media is too big
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IL "DIRITTO" DEI TEPPISTI
Ineccepibile. Quando eravamo giovani ci insegnavano che la nostra libertà finiva dove cominciava quella del nostro prossimo. E che prima dei diritti ci sono i doveri. Non è certamente un caso se stiamo facendo questa fine ingloriosa...
@non_praevalebunt
Ineccepibile. Quando eravamo giovani ci insegnavano che la nostra libertà finiva dove cominciava quella del nostro prossimo. E che prima dei diritti ci sono i doveri. Non è certamente un caso se stiamo facendo questa fine ingloriosa...
@non_praevalebunt
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