Da oggi è possibile aderire all'esposto alla Corte penale internazionale anche online, seguendo le indicazioni pubblicate sul sito 👇
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VUOI DIVENTARE SOCIO? Scopri come associarti e come sostenere l'Associazione! 👇
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L'intervento dell'avvocato Olga Milanese alla manifestazione di ieri 👇
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L'intervento integrale dell'avvocato Olga Milanese alla grande manifestazione di Roma in Piazza San Giovanni, Sabato 15 Gennaio 2022.
Ritroviamo l'umanità e la ragione!
Ritroviamo l'umanità e la ragione!
Negli ospedali si consente l'accesso alle telecamere ma non ai parenti dei pazienti? Il nostro avv. Pia Perricci decide di vederci chiaro
In collaborazione con "Studenti contro il green pass - Salerno"
È tempo di deporre le armi.
Da ormai troppo tempo la gestione politica dell'emergenza sanitaria sta compromettendo gli equilibri sociali e la pacifica coesistenza civile, alimentando discriminazioni intollerabili ed ancora più inaccettabili sentimenti di rancore e risentimento. È qualcosa che non ha precedenti nella storia e non ha alcuna giustificazione sanitaria.
Le evidenze scientifiche dimostrano come le persone vaccinate non abbiano nulla da temere da quelle non vaccinate e che le strategie efficaci di contenimento dei contagi non prescindono dalla possibilità della serena, reciproca e mutuale coesistenza. Il sospetto, l'infondato ed irrazionale rancore e l'ancor più ingiustificabile desiderio di vendetta sono e devono essere avulsi da società fondate sullo stato di diritto e sul superamento delle logiche tribali o clanistiche.
...continua su https://www.facebook.com/107690201699540/posts/141255248343035/?sfnsn=scwspmo
È tempo di deporre le armi.
Da ormai troppo tempo la gestione politica dell'emergenza sanitaria sta compromettendo gli equilibri sociali e la pacifica coesistenza civile, alimentando discriminazioni intollerabili ed ancora più inaccettabili sentimenti di rancore e risentimento. È qualcosa che non ha precedenti nella storia e non ha alcuna giustificazione sanitaria.
Le evidenze scientifiche dimostrano come le persone vaccinate non abbiano nulla da temere da quelle non vaccinate e che le strategie efficaci di contenimento dei contagi non prescindono dalla possibilità della serena, reciproca e mutuale coesistenza. Il sospetto, l'infondato ed irrazionale rancore e l'ancor più ingiustificabile desiderio di vendetta sono e devono essere avulsi da società fondate sullo stato di diritto e sul superamento delle logiche tribali o clanistiche.
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FIRMA ONLINE! Come aderire all'esposto alla Corte penale internazionale 👇
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Sotto una patina di odio reciproco e di paura serpeggiante nella nostra società, deve pur continuare ad esistere quella naturale tendenza italiana alla solidarietà personale, all'empatia e alla vicinanza verso il prossimo.
Oggi, più che mai, è indispensabile per il tessuto sociale nazionale, ritrovare il senso forte della complicità umana che è sempre stata una caratteristica distintiva dell’italianità.
Si spera che tutti i cittadini rispondano ad una chiamata di solidarietà verso chi si oppone alle discriminazioni in atto, e con grande senso di umanità e di fratellanza apre le porte al prossimo, senza distinzioni di sorta, per tutelare beni più grandi: la giustizia sociale, la pacificazione nazionale, il rispetto di ogni singolo essere umano e, con essi, l’economia del Paese.
Per questo motivo l’associazione Umanità e Ragione invita a sostenere con gli acquisti i negozi e le attività che non discriminano gli esseri umani.
#ionondiscrimino #scioperodalgreenpass #acquistainlibertà #umanitàeragione
Oggi, più che mai, è indispensabile per il tessuto sociale nazionale, ritrovare il senso forte della complicità umana che è sempre stata una caratteristica distintiva dell’italianità.
Si spera che tutti i cittadini rispondano ad una chiamata di solidarietà verso chi si oppone alle discriminazioni in atto, e con grande senso di umanità e di fratellanza apre le porte al prossimo, senza distinzioni di sorta, per tutelare beni più grandi: la giustizia sociale, la pacificazione nazionale, il rispetto di ogni singolo essere umano e, con essi, l’economia del Paese.
Per questo motivo l’associazione Umanità e Ragione invita a sostenere con gli acquisti i negozi e le attività che non discriminano gli esseri umani.
#ionondiscrimino #scioperodalgreenpass #acquistainlibertà #umanitàeragione
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Oggi prende il via un'altra iniziativa di "Umanità e Ragione", il "Diario della discriminazione".
Questo diario è una memoria collettiva di coloro che hanno subito discriminazioni a causa della propaganda e delle leggi del Governo italiano a partire dall’anno 2021, quando a seguito della pandemia di Covid-19 è iniziata la vaccinazione massiva della popolazione ed è stato introdotto il cosiddetto "green pass", il lasciapassare digitale che ha l'ormai unico ed evidente scopo di traghettarci verso una nuova, triste e indesiderata normalità.
Con questo diario avranno voce le persone che si sono sentite emarginate, che sono state private dei propri diritti o che hanno subito violenze psicofisiche e sono state costrette a subire un trattamento sanitario a cui non avrebbero acconsentito spontaneamente.
Racconteremo a chi è stato convinto - sulla base di dati scientifici incompleti e, per loro stessa natura, mutabili - che è giusto segregare una parte della popolazione per un presunto bene comune, che è giusto sacrificare i propri diritti e la propria salute in nome di una falsa sicurezza, cosa ha vissuto e sta vivendo chi invece resiste a questa follia e ancora lotta per difendere la libertà di pensiero, la libertà di scelta e i diritti inviolabili sanciti dalla Costituzione italiana.
Speriamo che i nostri pensieri, i racconti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, sveglieranno le coscienze di chi dorme, ma in ogni caso saranno una preziosa memoria e un monito per le generazioni future.
Oggi, quindi, nel Giorno della Memoria, 27 Gennaio 2022, nasce il "Diario della discriminazione", affinché anche noi possiamo contribuire a tenere vivo il ricordo di chi in passato ha sofferto l'esclusione dalla vita sociale prima, la privazione della vita stessa poi.
E poiché molti di coloro i quali ci hanno lasciato non hanno potuto e non possono più raccontare cosa hanno vissuto prima di essere ghettizzati e rinchiusi in campi da cui non hanno più fatto ritorno, noi parteciperemo attivamente alla loro commemorazione, giorno dopo giorno, raccoglieremo il loro testimone e ci faremo portavoce delle disumane ingiustizie che anch’essi hanno patito.
Allo stesso tempo, con questo diario collettivo abbiamo l’opportunità di stringerci in un abbraccio comune e sarà un modo per ritrovarci, per unirci e dare un senso, forse, al periodo buio che stiamo vivendo.
Siamo le singole pagine di uno stesso libro,
condividiamo le nostre storie per scrivere la Storia.
-
Partecipa inviando la tua storia a diariodelladiscriminazione@gmail.com
Bastano poche righe per condividere la tua testimonianza.
https://umanitaeragione.eu/diario-della-discriminazione/
Questo diario è una memoria collettiva di coloro che hanno subito discriminazioni a causa della propaganda e delle leggi del Governo italiano a partire dall’anno 2021, quando a seguito della pandemia di Covid-19 è iniziata la vaccinazione massiva della popolazione ed è stato introdotto il cosiddetto "green pass", il lasciapassare digitale che ha l'ormai unico ed evidente scopo di traghettarci verso una nuova, triste e indesiderata normalità.
Con questo diario avranno voce le persone che si sono sentite emarginate, che sono state private dei propri diritti o che hanno subito violenze psicofisiche e sono state costrette a subire un trattamento sanitario a cui non avrebbero acconsentito spontaneamente.
Racconteremo a chi è stato convinto - sulla base di dati scientifici incompleti e, per loro stessa natura, mutabili - che è giusto segregare una parte della popolazione per un presunto bene comune, che è giusto sacrificare i propri diritti e la propria salute in nome di una falsa sicurezza, cosa ha vissuto e sta vivendo chi invece resiste a questa follia e ancora lotta per difendere la libertà di pensiero, la libertà di scelta e i diritti inviolabili sanciti dalla Costituzione italiana.
Speriamo che i nostri pensieri, i racconti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, sveglieranno le coscienze di chi dorme, ma in ogni caso saranno una preziosa memoria e un monito per le generazioni future.
Oggi, quindi, nel Giorno della Memoria, 27 Gennaio 2022, nasce il "Diario della discriminazione", affinché anche noi possiamo contribuire a tenere vivo il ricordo di chi in passato ha sofferto l'esclusione dalla vita sociale prima, la privazione della vita stessa poi.
E poiché molti di coloro i quali ci hanno lasciato non hanno potuto e non possono più raccontare cosa hanno vissuto prima di essere ghettizzati e rinchiusi in campi da cui non hanno più fatto ritorno, noi parteciperemo attivamente alla loro commemorazione, giorno dopo giorno, raccoglieremo il loro testimone e ci faremo portavoce delle disumane ingiustizie che anch’essi hanno patito.
Allo stesso tempo, con questo diario collettivo abbiamo l’opportunità di stringerci in un abbraccio comune e sarà un modo per ritrovarci, per unirci e dare un senso, forse, al periodo buio che stiamo vivendo.
Siamo le singole pagine di uno stesso libro,
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"Diario della discriminazione" - Giorno 1 - Nicolas O. E.M. 29 anni
27.01.2022
Ho 29 anni, vivo in provincia di Bergamo, la maggior parte delle persone, soprattutto tra i miei coetanei, ha scelto di vaccinarsi senza porsi troppe domande ed è quasi felice di utilizzare un lasciapassare pur di tornare a frequentare bar, ristoranti e discoteche. Non si curano del fatto che il loro qr code ha una scadenza, né, tantomeno, che il trattamento sanitario a cui si sono sottoposti potrebbe presentare gravi effetti avversi nel corso del tempo. Spero che questo non accada.
Più passano i mesi e più sono felice di essermi preso del tempo per riflettere sul fatto di vaccinarmi o meno, oggi sono contento di non averlo fatto e di non essere in possesso del "super green pass".
Il “super green pass”, fa quasi ridere.
A volte, parlandone, mi sembra di essere in un film, mi sembra tutto così assurdo. Ma in questa assurdità sono orgoglioso di non essere caduto in un'assurdità ben peggiore: discriminare chi non si è vaccinato.
Sono rimasto colpito, negativamente, quando ho chiesto ai miei amici di riflettere sulla gravità di quanto stesse accadendo e alcuni di loro mi hanno trattato come un folle. Mi sono sentito libero di parlarne con loro perché sono miei amici, mi conoscono e sono sempre stati di mentalità aperta. Pensavo anche che mi rispettassero e conseguentemente dessero peso alle mie preoccupazioni. Ho la sensazione invece che qualcuno di loro mi ritenga davvero pericoloso per la salute pubblica, nonostante io sia sano, e probabilmente alcuni sono anche convinti che sia giusto che io non possa più frequentare luoghi aperti al pubblico.
Per fortuna non ho grandi necessità. Anche se mi piacevano le cene in compagnia e mi divertivo ad andare a ballare in qualche locale con buona musica, posso farne a meno. Posso fare a meno di andare al cinema, nei bar, nei centri commerciali. Per fortuna posso fare a meno anche dei mezzi di trasporto.
Sembra un brutto film, ma per fortuna in questo film sono un attore e posso essere protagonista, posso agire e stare dalla parte giusta, dalla parte dei più deboli, dei discriminati, a lottare per la libertà, anche per quelle persone che mi ritengono un nemico.
Sono convinto che quanto sta accadendo sia un'opportunità per comportarsi bene e mettere in pratica i valori in cui si crede.
Nonostante tutte le difficoltà, grazie a questo momento difficile, questo tentativo di instaurare una nuova normalità, possiamo scegliere come comportarci e possiamo scegliere in maniera netta.
Ci hanno fatto credere che il gesto solidale fosse quello di vaccinarsi. Il vero gesto solidale è non discriminare, non lasciare indietro chi oggi non ha più diritti e ribellarsi a queste leggi ingiuste.
Non biasimo chi ha scelto di vaccinarsi, so che molte persone hanno paura della malattia o della morte, altre non possono sostenere un costo impegnativo come quello dei tamponi per continuare a lavorare.
Non comprendo chi invece vive come se tutto fosse come prima, chi pur di non rinunciare ai propri interessi si piega a qualunque indicazione gli venga data, ad ogni obbligo gli venga imposto e acconsenta all’emarginazione altrui.
Tra i miei vecchi amici e i miei familiari ormai sono rimasto l’unico non vaccinato, l’unico senza il lasciapassare, e tutti loro si comportano come se nulla fosse e ignorano il fatto che sono escluso dalla società, nonostante siano a conoscenza della mia situazione.
Alcune persone mi criticano, altre hanno preso le distanze. Poche altre sono d’accordo con me ma non fanno nulla, sono rassegnate e convinte che nessuno possa cambiare le cose.
Forse in questo film hanno scelto di essere comparse.
...continua su
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27.01.2022
Ho 29 anni, vivo in provincia di Bergamo, la maggior parte delle persone, soprattutto tra i miei coetanei, ha scelto di vaccinarsi senza porsi troppe domande ed è quasi felice di utilizzare un lasciapassare pur di tornare a frequentare bar, ristoranti e discoteche. Non si curano del fatto che il loro qr code ha una scadenza, né, tantomeno, che il trattamento sanitario a cui si sono sottoposti potrebbe presentare gravi effetti avversi nel corso del tempo. Spero che questo non accada.
Più passano i mesi e più sono felice di essermi preso del tempo per riflettere sul fatto di vaccinarmi o meno, oggi sono contento di non averlo fatto e di non essere in possesso del "super green pass".
Il “super green pass”, fa quasi ridere.
A volte, parlandone, mi sembra di essere in un film, mi sembra tutto così assurdo. Ma in questa assurdità sono orgoglioso di non essere caduto in un'assurdità ben peggiore: discriminare chi non si è vaccinato.
Sono rimasto colpito, negativamente, quando ho chiesto ai miei amici di riflettere sulla gravità di quanto stesse accadendo e alcuni di loro mi hanno trattato come un folle. Mi sono sentito libero di parlarne con loro perché sono miei amici, mi conoscono e sono sempre stati di mentalità aperta. Pensavo anche che mi rispettassero e conseguentemente dessero peso alle mie preoccupazioni. Ho la sensazione invece che qualcuno di loro mi ritenga davvero pericoloso per la salute pubblica, nonostante io sia sano, e probabilmente alcuni sono anche convinti che sia giusto che io non possa più frequentare luoghi aperti al pubblico.
Per fortuna non ho grandi necessità. Anche se mi piacevano le cene in compagnia e mi divertivo ad andare a ballare in qualche locale con buona musica, posso farne a meno. Posso fare a meno di andare al cinema, nei bar, nei centri commerciali. Per fortuna posso fare a meno anche dei mezzi di trasporto.
Sembra un brutto film, ma per fortuna in questo film sono un attore e posso essere protagonista, posso agire e stare dalla parte giusta, dalla parte dei più deboli, dei discriminati, a lottare per la libertà, anche per quelle persone che mi ritengono un nemico.
Sono convinto che quanto sta accadendo sia un'opportunità per comportarsi bene e mettere in pratica i valori in cui si crede.
Nonostante tutte le difficoltà, grazie a questo momento difficile, questo tentativo di instaurare una nuova normalità, possiamo scegliere come comportarci e possiamo scegliere in maniera netta.
Ci hanno fatto credere che il gesto solidale fosse quello di vaccinarsi. Il vero gesto solidale è non discriminare, non lasciare indietro chi oggi non ha più diritti e ribellarsi a queste leggi ingiuste.
Non biasimo chi ha scelto di vaccinarsi, so che molte persone hanno paura della malattia o della morte, altre non possono sostenere un costo impegnativo come quello dei tamponi per continuare a lavorare.
Non comprendo chi invece vive come se tutto fosse come prima, chi pur di non rinunciare ai propri interessi si piega a qualunque indicazione gli venga data, ad ogni obbligo gli venga imposto e acconsenta all’emarginazione altrui.
Tra i miei vecchi amici e i miei familiari ormai sono rimasto l’unico non vaccinato, l’unico senza il lasciapassare, e tutti loro si comportano come se nulla fosse e ignorano il fatto che sono escluso dalla società, nonostante siano a conoscenza della mia situazione.
Alcune persone mi criticano, altre hanno preso le distanze. Poche altre sono d’accordo con me ma non fanno nulla, sono rassegnate e convinte che nessuno possa cambiare le cose.
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Partecipa attivamente all’iniziativa!
Puoi scaricare e stampare autonomamente i volantini, le locandine e i bollini che abbiamo realizzato per promuovere la campagna sul sito https://umanitaeragione.eu/sciopero-dal-green-pass/
#ionondiscrimino #scioperodalgreenpass #acquistainlibertà #umanitàeragione #italycallsforhelp #rescueitaly
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“Diario della discriminazione” – Giorno 2 – A.
28/01/2022
Fin dal primo giorno, quella domenica di marzo quando chiusero gli impianti sciistici, ho capito subito che la situazione avrebbe preso una piega bruttissima per i diritti e le libertà di tutti noi.
Ho sempre dato contro a tutti, nonostante i morti, perché credevo innanzitutto nella libertà individuale.
Poi passando i mesi e poi l’anno, nonostante fossi totalmente contro a queste politiche, ho ceduto al ricatto del vaccino per riottenere i miei diritti.
Sapevo benissimo cosa stavo facendo, sapevo benissimo che sarei diventato complice di tutto questo e l’ho fatto.
Ogni giorno che passa mi pento sempre di più di essere stato uno dei tanti che hanno permesso la creazione di questo sistema.
Ora non conta più se sono una persona buona o cattiva, tutto quello che ero stato, tutto quello che ho fatto non vale più.
Ora sono un ignorante, cattivo, pericoloso, da evitare.
Com’è possibile passare dall’essere una brava persona a un pericoloso criminale per la società, tra i miei amici e conoscenti, in così poco tempo.
Tutto quello che posso fare ora è essere ancora più buono e disponibile con tutti, e cercare nel mio piccolo di coltivare ancora un senso di comunità, sperando di contagiare qualcuno di valori positivi.
Leggi il diario su
http://umanitaeragione.eu/diario-della-discriminazione/
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#umanitàeragione #diariodelladiscriminazione #nogreenpass #italycallsforhelp #rescueitaly
28/01/2022
Fin dal primo giorno, quella domenica di marzo quando chiusero gli impianti sciistici, ho capito subito che la situazione avrebbe preso una piega bruttissima per i diritti e le libertà di tutti noi.
Ho sempre dato contro a tutti, nonostante i morti, perché credevo innanzitutto nella libertà individuale.
Poi passando i mesi e poi l’anno, nonostante fossi totalmente contro a queste politiche, ho ceduto al ricatto del vaccino per riottenere i miei diritti.
Sapevo benissimo cosa stavo facendo, sapevo benissimo che sarei diventato complice di tutto questo e l’ho fatto.
Ogni giorno che passa mi pento sempre di più di essere stato uno dei tanti che hanno permesso la creazione di questo sistema.
Ora non conta più se sono una persona buona o cattiva, tutto quello che ero stato, tutto quello che ho fatto non vale più.
Ora sono un ignorante, cattivo, pericoloso, da evitare.
Com’è possibile passare dall’essere una brava persona a un pericoloso criminale per la società, tra i miei amici e conoscenti, in così poco tempo.
Tutto quello che posso fare ora è essere ancora più buono e disponibile con tutti, e cercare nel mio piccolo di coltivare ancora un senso di comunità, sperando di contagiare qualcuno di valori positivi.
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“Diario della discriminazione” – Giorno 3 – Davide 43 anni
29/01/2022
Non ho paura del Covid
E nemmeno del farmaco che chiamano "vaccino"
Non ho paura della pandemia, di finire in terapia intensiva o sotto terra.
Sono cose che non mi quadrano, come non mi quadrava l'improvviso avvento dello "spread" ormai 10 anni or sono che pose fine all'ultimo governo Berlusconi, e che ha piegato il Paese al peggior attacco finanziario-speculativo forse della sua Storia. Propaganda che fa leva sulle più ancestrali delle paure: la morte, la povertà, la malattia. il rifiuto sociale.
Ho paura della deriva totalitaria verso la quale si sta avviando il nostro malconcio Paese, e forse l'Europa intera. Di questo sì che ho paura... tanta.
Ho paura della propaganda di Stato. Feroce. Intransigente e intollerante. Siamo tornati indietro di 100 anni.
Oggi è il 27 gennaio, giorno della memoria. Ironico il destino...
Non mi curo di chi difende il sistema, sono persone con le loro paure ed il proprio modo di pensare e vedere le cose... sono come me!
Non mi curo nemmeno di chi discrimina. Sono persone insicure... ma peggio! Sono condannate a vivere con loro stesse per tutta la vita. Se si vedessero con i miei occhi cadrebbero nella depressione più profonda. Rabbrividisco al solo pensiero. Spero che non si facciano mai le domande giuste, mancherebbe loro la terra sotto i piedi.
Sono istruttore di nuoto, sono rimasto senza lavorare più di un anno.
Quando è iniziata la campagna vaccinale non ho aderito subito, ma quando sono cominciate le prime restrizioni mi sono fatto le due dosi... settembre 2021.
Volevo tornarmene in piscina a nuotare e lavorare in santa pace sperando che il Governo smettesse di tormentarmi...
Che illuso! E che ingenuo!
Ho una grande crisi di coscienza. Non sono più disposto a barattare i miei diritti e la mia libertà con alcunchè, nemmeno se nella terza dose ci mettessero acqua e zucchero. E' una questione di principio.
Niente avrebbe più il sapore di un tempo, solo il maleodorante alone del ricatto, del compromesso... il nuovo sapore ha i colori della resistenza e della dissidenza, dell'integrità e della coscienza critica. Del confronto, dell'umiltà, del rimettersi in gioco. Della gentilezza.
Passa per la strada ardua e non per la scorciatoia. E ci sarà un premio alla fine: ci sarà un nuovo me! Non vedo l'ora di conoscerlo!
Davide
Bologna, 27 Gennaio 2022
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29/01/2022
Non ho paura del Covid
E nemmeno del farmaco che chiamano "vaccino"
Non ho paura della pandemia, di finire in terapia intensiva o sotto terra.
Sono cose che non mi quadrano, come non mi quadrava l'improvviso avvento dello "spread" ormai 10 anni or sono che pose fine all'ultimo governo Berlusconi, e che ha piegato il Paese al peggior attacco finanziario-speculativo forse della sua Storia. Propaganda che fa leva sulle più ancestrali delle paure: la morte, la povertà, la malattia. il rifiuto sociale.
Ho paura della deriva totalitaria verso la quale si sta avviando il nostro malconcio Paese, e forse l'Europa intera. Di questo sì che ho paura... tanta.
Ho paura della propaganda di Stato. Feroce. Intransigente e intollerante. Siamo tornati indietro di 100 anni.
Oggi è il 27 gennaio, giorno della memoria. Ironico il destino...
Non mi curo di chi difende il sistema, sono persone con le loro paure ed il proprio modo di pensare e vedere le cose... sono come me!
Non mi curo nemmeno di chi discrimina. Sono persone insicure... ma peggio! Sono condannate a vivere con loro stesse per tutta la vita. Se si vedessero con i miei occhi cadrebbero nella depressione più profonda. Rabbrividisco al solo pensiero. Spero che non si facciano mai le domande giuste, mancherebbe loro la terra sotto i piedi.
Sono istruttore di nuoto, sono rimasto senza lavorare più di un anno.
Quando è iniziata la campagna vaccinale non ho aderito subito, ma quando sono cominciate le prime restrizioni mi sono fatto le due dosi... settembre 2021.
Volevo tornarmene in piscina a nuotare e lavorare in santa pace sperando che il Governo smettesse di tormentarmi...
Che illuso! E che ingenuo!
Ho una grande crisi di coscienza. Non sono più disposto a barattare i miei diritti e la mia libertà con alcunchè, nemmeno se nella terza dose ci mettessero acqua e zucchero. E' una questione di principio.
Niente avrebbe più il sapore di un tempo, solo il maleodorante alone del ricatto, del compromesso... il nuovo sapore ha i colori della resistenza e della dissidenza, dell'integrità e della coscienza critica. Del confronto, dell'umiltà, del rimettersi in gioco. Della gentilezza.
Passa per la strada ardua e non per la scorciatoia. E ci sarà un premio alla fine: ci sarà un nuovo me! Non vedo l'ora di conoscerlo!
Davide
Bologna, 27 Gennaio 2022
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#umanitàeragione #diariodelladiscriminazione #nogreenpass #italycallsforhelp #rescueitaly
Prosegue la campagna di sensibilizzazione per UNIRE vaccinati e non vaccinati contro lo strumento discriminatorio del green pass.
È di fondamentale importanza
👉🏻👉🏻👉🏻non utilizzare il proprio GREEN PASS (che sia da vaccinazione o da guarigione poco importa) per ora almeno in tutte le attività extra lavorative.
⭐️
La campagna è portata avanti dalla meravigliosa collaborazione di intenti, umana e giuridica, tra APL -Avvocati per le Libertà e Associazione ARBITRIUM
Alla campagna “L’identità è dignità: no green pass” aderisce anche l’associazione “UMANITÀ E RAGIONE”. Benvenuti!
Seguiteci sulla nostra pagina fb 👉🏻👉🏻👉🏻👉🏻https://www.facebook.com/AvvocatiperleLiberta/
Stavolta, tutti uniti, possiamo vincere per davvero!
#nogreenpass #APL #AvvocatioperleLibertà
#AssociazioneArbitrium #AssociazioneUmanitaeRagione
È di fondamentale importanza
👉🏻👉🏻👉🏻non utilizzare il proprio GREEN PASS (che sia da vaccinazione o da guarigione poco importa) per ora almeno in tutte le attività extra lavorative.
⭐️
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Alla campagna “L’identità è dignità: no green pass” aderisce anche l’associazione “UMANITÀ E RAGIONE”. Benvenuti!
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“Diario della discriminazione” – Giorno 4 – Anonimo
30.01.2022
Ho scelto questo soggetto perché quello che non hanno capito la maggior parte delle “persone”(quegli zombie che si augurano che i non vaccinati possano rimanere senza cure o che debbano pagarsele da se) é che la discriminazione é come la Morte, prima o poi tocca a tutti.
Quando una società discrimina, e lo fa gioendone, nessuno è più al sicuro. Nemmeno tu che hai fatto 3 dosi, un giorno lo capirai.
Io ho sempre avuto una vita da privilegiata, non perché sono una “figlia di papà”, anzi, ho lavorato duro dai 19 anni e mi sono guadagnata una bellissima vita da pilota di elicottero fatta di viaggi in posti da sogno con i miei clienti e voli sopra paesi magici. Poi è arrivato il covid, la mia azienda che viveva di turismo è quasi morta e mi sono ritrovata a ripiegare per due anni su un lavoro che non amavo ma che mi faceva comunque vivere bene, seppur sempre lontana da casa.
Poi è arrivato il lockdown, le mascherine, lo stress e l’orticaria e mi sono dovuta licenziare da un contratto a tempo indeterminato per inseguire la mia felicità e tornare in Italia, mentre tutti mi davano della pazza. Per amore del mio Paese e di me stessa.
Poi é arrivato il Super Green Catz e proprio ora che sto cercando di ricostruire una vita nel mio paese mi sento fuori dal mondo, come se una carriera ventennale in aviazione non valesse nulla, come se fossi trasparente.
Eppure sono una privilegiata ed ora mi sento dire da mio padre che “quelli come te vorrei vederli morti”.
Un film diceva il vostro 29enne su questo diario, è proprio vero sembra un horror thriller. Io ancora spero che i miei amici più cari capiscano la gravità e continuo a condividere link a notizie un po’ “fuori dal mainstream” che mi sembrano importanti ma mi hanno confessato che non le leggono nemmeno più.
Eppure sono una privilegiata perché ho potuto prendermi dei mesi sabatici e perché non ho bisogno di prendere un mezzo pubblico o perché ho un tetto sopra la testa, ma questo non toglie il fatto che sento il peso di tutte queste discriminazioni su di me, anche se ho il green pass da guarita. Ne sento il peso come un macigno e sento che prima della scadenza dell’immondo certificato dovrò nuovamente fare una scelta; battermi per questo paese, o trovarne uno che si batta per me.
27 Gennaio 2022
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30.01.2022
Ho scelto questo soggetto perché quello che non hanno capito la maggior parte delle “persone”(quegli zombie che si augurano che i non vaccinati possano rimanere senza cure o che debbano pagarsele da se) é che la discriminazione é come la Morte, prima o poi tocca a tutti.
Quando una società discrimina, e lo fa gioendone, nessuno è più al sicuro. Nemmeno tu che hai fatto 3 dosi, un giorno lo capirai.
Io ho sempre avuto una vita da privilegiata, non perché sono una “figlia di papà”, anzi, ho lavorato duro dai 19 anni e mi sono guadagnata una bellissima vita da pilota di elicottero fatta di viaggi in posti da sogno con i miei clienti e voli sopra paesi magici. Poi è arrivato il covid, la mia azienda che viveva di turismo è quasi morta e mi sono ritrovata a ripiegare per due anni su un lavoro che non amavo ma che mi faceva comunque vivere bene, seppur sempre lontana da casa.
Poi è arrivato il lockdown, le mascherine, lo stress e l’orticaria e mi sono dovuta licenziare da un contratto a tempo indeterminato per inseguire la mia felicità e tornare in Italia, mentre tutti mi davano della pazza. Per amore del mio Paese e di me stessa.
Poi é arrivato il Super Green Catz e proprio ora che sto cercando di ricostruire una vita nel mio paese mi sento fuori dal mondo, come se una carriera ventennale in aviazione non valesse nulla, come se fossi trasparente.
Eppure sono una privilegiata ed ora mi sento dire da mio padre che “quelli come te vorrei vederli morti”.
Un film diceva il vostro 29enne su questo diario, è proprio vero sembra un horror thriller. Io ancora spero che i miei amici più cari capiscano la gravità e continuo a condividere link a notizie un po’ “fuori dal mainstream” che mi sembrano importanti ma mi hanno confessato che non le leggono nemmeno più.
Eppure sono una privilegiata perché ho potuto prendermi dei mesi sabatici e perché non ho bisogno di prendere un mezzo pubblico o perché ho un tetto sopra la testa, ma questo non toglie il fatto che sento il peso di tutte queste discriminazioni su di me, anche se ho il green pass da guarita. Ne sento il peso come un macigno e sento che prima della scadenza dell’immondo certificato dovrò nuovamente fare una scelta; battermi per questo paese, o trovarne uno che si batta per me.
27 Gennaio 2022
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https://umanitaeragione.eu/diario-della-discriminazione/
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#umanitàeragione #diariodelladiscriminazione #nogreenpass #italycallsforhelp #rescueitaly
"Diario della discriminazione" - Giorno 5 - E.
31.01.2022
Ho 26 anni, vivo in Romagna e studio per superare il concorso di magistratura. Quando si è iniziato a parlare di vaccini avevo dei dubbi dovuti al fatto che ho avuto un parente stretto che ha sviluppato in passato una malattia autoimmune dopo una sola dose di antiepatite b, di cui però mai ci è stata confermata la correlazione da un medico serio e con cui pertanto deve ora convivere a vita.
Non è una storia di cui mi è capitato di parlare in passato con la stessa frequenza con cui mi tocca farlo quest'anno, anche perchè essendo fatti privati abbastanza spiacevoli non ho piacere a rischiare di condividerli con potenziali malelingue locali, che so essere molte e insospettabili.
Ora invece per giustificare il mio scetticismo devo sempre partire da questa vicenda personale, perchè mi sono reso conto che quando cito dati e riviste per spiegare le mie obiezioni ai vaccini vengo preso - nella migliore delle ipotesi e per dirla con toni carini - per una persona particolarmente "originale" e con teorie strampalate. Un animale raro.
Aggiungo che nei pochi casi in cui è stato possibile intavolare una conversazione con qualcuno e ho avuto modo di spiegare le mie ragioni quello che ottengo è il diritto a essere considerato una eccezione.
"Eh ma tu sei diverso", mi dicono. "Non come quegli analfabeti funzionali che condividono fake news su facebook".
E se vi dicessi che conosco magistrati nella mia stessa situazione? Certo, finchè non faccio il nome sono tutte favole di mia invenzione e se lo faccio riesco a far venire il dubbio a qualcuno al costo di mettere la suddetta persona in croce vero? Bel dilemma, e affascinante quanto perversa la dinamica sociale che si fonda dietro di esso.
Il riferimento a un magistrato è comunque deliberato, perchè so bene che se la persona in questione non fosse stata "di prestigio" molti non l'avrebbero calcolata di principio.
Comunque, questa persona esiste, e si trova nella mia stessa posizione. Quando spiega le sue ragioni e ha modo di farlo per bene, gli rispondono "Eh ma la tua è una situazione particolare...". Come quella di tutti quanti, se solo si smettesse di seguire l'informazione mainstream che ormai narra un mondo completamente avulso dalla realtà. Ma mi rendo conto che una alternativa valida non c'è in campo giornalistico (forse una al massimo, ma non vi indico quale perché rischio di far passare questa lettera per un product-placement sotto false premesse).
Da ex studente universitario ancora "fresco" lasciatemi dire che ho paura del mondo che verrà, perchè mi sono reso conto di avere avuto sempre opinioni - mio malgrado - in contrasto con la maggioranza, che come un'orda di studentelli arroganti pieni di boria sono pronti a deumanizzare le posizioni avversarie prima ancora di ascoltarle, o a ripeterle storpiandole senza alcuna analisi critica.
Questo lo sostengo in quanto ho frequentato una scuola e una università entrambi di primissimo ordine (e mi rendo conto che rischio di passare da arrogante io stesso a dire così), ma questa è la percezione che ho avuto degli ambienti. Magari è stata solo una esperienza personale, magari non mi so semplicemente rapportare col prossimo, ma ho come l'impressione che la mentalità di gruppo in favore della narrativa ufficiale rappresenti lo specchio dei tempi (che verranno e che ci sono già).
Ci sono persone con cui ho condiviso il percorso universitario che da quando ho iniziato a condividere articoli critici di quanto veniva sbandierato in TV hanno iniziato a rendersi silenziosi nelle famigerate chat di gruppo Whatsapp.
Ci sono altri con cui pur essendo ancora "amico" ho evitato io di contattarli per mesi per evitare di andare sull'argomento e dover riniziare l'ennesima giostra del giustificare...
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31.01.2022
Ho 26 anni, vivo in Romagna e studio per superare il concorso di magistratura. Quando si è iniziato a parlare di vaccini avevo dei dubbi dovuti al fatto che ho avuto un parente stretto che ha sviluppato in passato una malattia autoimmune dopo una sola dose di antiepatite b, di cui però mai ci è stata confermata la correlazione da un medico serio e con cui pertanto deve ora convivere a vita.
Non è una storia di cui mi è capitato di parlare in passato con la stessa frequenza con cui mi tocca farlo quest'anno, anche perchè essendo fatti privati abbastanza spiacevoli non ho piacere a rischiare di condividerli con potenziali malelingue locali, che so essere molte e insospettabili.
Ora invece per giustificare il mio scetticismo devo sempre partire da questa vicenda personale, perchè mi sono reso conto che quando cito dati e riviste per spiegare le mie obiezioni ai vaccini vengo preso - nella migliore delle ipotesi e per dirla con toni carini - per una persona particolarmente "originale" e con teorie strampalate. Un animale raro.
Aggiungo che nei pochi casi in cui è stato possibile intavolare una conversazione con qualcuno e ho avuto modo di spiegare le mie ragioni quello che ottengo è il diritto a essere considerato una eccezione.
"Eh ma tu sei diverso", mi dicono. "Non come quegli analfabeti funzionali che condividono fake news su facebook".
E se vi dicessi che conosco magistrati nella mia stessa situazione? Certo, finchè non faccio il nome sono tutte favole di mia invenzione e se lo faccio riesco a far venire il dubbio a qualcuno al costo di mettere la suddetta persona in croce vero? Bel dilemma, e affascinante quanto perversa la dinamica sociale che si fonda dietro di esso.
Il riferimento a un magistrato è comunque deliberato, perchè so bene che se la persona in questione non fosse stata "di prestigio" molti non l'avrebbero calcolata di principio.
Comunque, questa persona esiste, e si trova nella mia stessa posizione. Quando spiega le sue ragioni e ha modo di farlo per bene, gli rispondono "Eh ma la tua è una situazione particolare...". Come quella di tutti quanti, se solo si smettesse di seguire l'informazione mainstream che ormai narra un mondo completamente avulso dalla realtà. Ma mi rendo conto che una alternativa valida non c'è in campo giornalistico (forse una al massimo, ma non vi indico quale perché rischio di far passare questa lettera per un product-placement sotto false premesse).
Da ex studente universitario ancora "fresco" lasciatemi dire che ho paura del mondo che verrà, perchè mi sono reso conto di avere avuto sempre opinioni - mio malgrado - in contrasto con la maggioranza, che come un'orda di studentelli arroganti pieni di boria sono pronti a deumanizzare le posizioni avversarie prima ancora di ascoltarle, o a ripeterle storpiandole senza alcuna analisi critica.
Questo lo sostengo in quanto ho frequentato una scuola e una università entrambi di primissimo ordine (e mi rendo conto che rischio di passare da arrogante io stesso a dire così), ma questa è la percezione che ho avuto degli ambienti. Magari è stata solo una esperienza personale, magari non mi so semplicemente rapportare col prossimo, ma ho come l'impressione che la mentalità di gruppo in favore della narrativa ufficiale rappresenti lo specchio dei tempi (che verranno e che ci sono già).
Ci sono persone con cui ho condiviso il percorso universitario che da quando ho iniziato a condividere articoli critici di quanto veniva sbandierato in TV hanno iniziato a rendersi silenziosi nelle famigerate chat di gruppo Whatsapp.
Ci sono altri con cui pur essendo ancora "amico" ho evitato io di contattarli per mesi per evitare di andare sull'argomento e dover riniziare l'ennesima giostra del giustificare...
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