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Canale ufficiale del sito https://www.remocontro.it/ la virtù del dubbio, a cura di Ennio Remondino, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra.

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La crisi Usa-Iran con segnali opposti tra loro. Il richiamo del personale diplomatico Usa da Israele mentre i colloqui di Ginevra sembra abbiano lasciato qualche spiraglio di accordo. Da che parte la forzatura? Così, in mancanza di prese di posizione ufficiali, gli analisti cercano di interpretare i segnali contraddittori che arrivano dai protagonisti. E l’impressione generale è che la situazione possa precipitare da un momento all’altro.
https://www.remocontro.it/2026/02/28/pericolo-iran-diplomatici-usa-evacuati-da-israele/
Chi si potrà mai fidare della coppia Trump-Netanyahu (se mai era stato possibile)? Le trattative dell’inganno in Oman e a Ginevra, che dovevano continuare lunedì a Vienna. Volpi con ali d’avvoltoio. E gli avvertimenti del nostro Piero Orteca che diventato fatti questa mattina alle sette di casa nostra. Con Washington e Tel Aviv che, cedendo alla loro incontenibile vanità, dichiarano al mondo che «avevano pianificato da mesi l’attacco congiunto contro Teheran». 
https://www.remocontro.it/2026/02/28/azzardo-iran-frammenti-di-notizie-inganno-e-confusione-politica/
La televisione iraniana ha riferito che Ali Khamenei, la guida suprema dell'Iran, è stato ucciso. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha affermato che l'omicidio non farà che rafforzare la determinazione dell'Iran a proseguire sulla sua strada. Funzionari israeliani hanno affermato che gli attacchi hanno ucciso anche alti funzionari del regime, tra cui il comandante dell'IRGC, e membri chiave del programma nucleare iraniano. I media iraniani hanno anche riferito che diversi membri della famiglia di Khamenei sono stati uccisi.
https://www.remocontro.it/2026/03/01/iran-attacco-di-decapitazione-ucciso-khamenei/
TERZA PAGINA
Le guerre, da che mondo è mondo, sono giuste, se a deciderlo sono quelli che ammazzano, depredano, devastano. E se ne siamo sconvolti è colpa dei nostri padri quando ci raccontavano della guerra, della fame, della crudeltà naziste, del collaborazionismo dei fascisti, delle battaglie sindacali, della libertà. Ci hanno fatto crescere con senso critico e senso di giustizia, credendo che la legalità internazionale fosse una conquista della storia. Poi niente. Il tracollo. Tutti sanno tutto, tutti scrollano da mattina a sera sul telefonino dopo aver passato decenni a guardare la tv.
Quelli che non pensano più perché è fatica: chi ha rinunciato a difendere i diritti di tutti per quieto vivere, o chi non lo fa per piccole ottuse convenienze.
https://www.remocontro.it/2026/03/01/la-coscienza-non-e-in-vendita/
Tra ambiguità strategiche e interessi energetici, il nuovo disordine mondiale avanza e le grandi potenze si muovono in un equilibrio fragile dove regnano ipocrisia e ambiguità. Molti osservatori delle vicende mediorientali erano stati preavvisati da giorni di quello che è cominciato questa mattina. La data, forse l’ora, era stata fissata da Usa e Israele settimane fa.
https://www.remocontro.it/2026/03/01/la-guerra-preventiva-del-nuovo-disordine-mondiale/
Qual è il vero obiettivo dell’attacco israelo-americano all’Iran? Tutti gli analisti sono convinti che il nucleare c’entri fino a un certo punto. Trump e Netanyahu mirano ad abbattere il regime degli ayatollah. Giusto. La netta sensazione è proprio questa. Ma Washington ha un piano preciso per raggiungere tale scopo, che sembra fin troppo ambizioso? Oppure dietro le apparenze si celano altri disegni?
https://www.remocontro.it/2026/03/02/iran-qualcosa-non-torna-gli-usa-hanno-un-piano/
Israele attacca il Libano, guerra in tutto il Medio Oriente.
Il peggio che poteva accedere e che era prevedibile: Netanyahu attacca il Libano per prendersene il sud, e Trump inizia a fare i conti con l’errore chiave della sua sciagurata presidenza. Morti ovunque e migliaia in fuga attorno. Raid iraniani a Gerusalemme, Dubai e Doha. Borse in rosso e petrolio prigioniero dello stretto di Hormuz nel golfo Persico.
https://www.remocontro.it/2026/03/02/israele-attacca-il-libano-guerra-in-tutto-il-medio-oriente/
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Pakistan-Afghanistan, la nuova guerra di cui nessuno parla, dopo che l’Iran, il Paese che si era proposto di mediare, è ora sotto le bombe americane e israeliane. Attacchi aerei del Pakistan nella provincia afghana di Paktika con numerose vittime. La situazione è complessa e coinvolge non solo i due Stati confinanti, ma attori internazionali come gli Stati Uniti e la Cina. E anche il Centrasia diventa bersaglio di sponda dell’azzardo Netanyahu-Trump.
https://www.remocontro.it/2026/03/02/la-guerra-seminascosta-tra-pakistan-e-afghanistan/
Chi sperava, nella ‘Situation room’ della Casa Bianca, di condurre in Iran una specie di ‘blItzkrieg’, dovrà rifare i suoi calcoli. La guerra si allarga e minaccia di prendere svolte molto distruttive, impreviste o sottovalutate. Tanto che al Pentagono già si parla di un massiccio arrivo di nuove forze. E Trump non esclude l’invio dei marines.
https://www.remocontro.it/2026/03/03/iran-sottovalutato-trump-non-esclude-forze-di-terra-usa/
Il mondo nelle mani di Trump-Netanyahu a rischio catastrofe con l’Iran come scusa per imporre il proprio dominio militare, economico ed energetico contro ogni potenziale concorrente e subordinare ulteriormente l’Europa. Cina, Russia in attesa che gli avversari finiscano nei guai, con il mondo islamico ancora prigioniero della contesta tra sciiti e sunniti mentre Israele invade il Libano. Energia, competizione globale e subordinazione europea.
https://www.remocontro.it/2026/03/03/politica-planetaria-criminale-ed-europa-evanescente/
‘Iran funesto’, l’analisi dell’Huffington Post in casa dell’aggressore numero due al seguito di Netanyahu. Bannon, Carlson e gli altri dell’ultradestra sovranista statunitense, sconcertati da Trump, con Rubio che straparla non sapendo cosa dice. Il ‘controcanto’ del mondo Maga, che teme una guerra lunga: «Non era questo che il presidente aveva detto in campagna elettorale». In copertina, come vedono la crisi in Russia
https://www.remocontro.it/2026/03/03/trump-guai-per-se-e-per-il-mondo/
Se non c’è un piano di intervento preciso per la guerra all’Iran, che comporti anche una chiara opzione di uscita (una ‘way out’), allora gli americani si stanno muovendo a casaccio. Una constatazione che scaturisce dall’affastellarsi di dichiarazioni contraddittorie del governo Usa sui veri motivi del conflitto. Trump continua a dimostrare un’ambiguità strategica che confonde amici e nemici, mentre Rubio scarica su Israele la scelta di attaccare.
https://www.remocontro.it/2026/03/04/iran-rubio-conferma-trump-a-rimorchio-di-netanyahu/
Italia, ultimo Paese occidentale con la propria rappresentanza diplomatica ancora aperta in Iran, ordina di chiudere l’ambasciata -ci comunicano nostre fonti-, e di rientrare (provarci) via Caucaso e Turchia.
Il quotidiano britannico The Guardian sull’uso di sistemi di intelligenza artificiale negli attacchi degli Stati Uniti e Israele contro l’iran. La guerra moderna in cui la velocità degli attacchi vince sulla loro ragionevolezza.
https://www.remocontro.it/2026/03/04/follie-da-intelligenza-artificiale-e-litalia-chiude-lambasciata-a-tehran/
Coppia Netanyahu-Trump nemici della pace. E il fronte europeo inizia a scricchiolare. Con Israele ormai completamente fuori misura. Coloni incontrollabili, la colpa è di Ben Gvir: parola dei servizi israeliani. Oltre l’Iran sempre il sangue palestinese. In Cisgiordania ancora attacchi alle comunità palestinesi e rapimenti. Presi anche dei bambini. A Gaza senza carburante si deve scegliere a quali emergenze rispondere. La dignità di Starmer e dello spagnolo Sanchez, la codardia silente di casa nostra.
https://www.remocontro.it/2026/03/04/il-peggior-israele-con-la-peggiore-america/
Per dare la spallata decisiva al regime iraniano è indispensabile controllare il territorio. L’opposizione interna è in grado di organizzarsi e di prendere il sopravvento, facendo collassare la teocrazia? Difficile. Anzi, per quasi tutti gli esperti, impossibile. Per questo, Trump sta pensando di utilizzare le milizie curde: sarebbero loro le ‘teste di ponte’ della rivolta armata interna contro gli ayatollah.
https://www.remocontro.it/2026/03/05/i-curdi-carne-da-cannone-per-liran/
Adesso tutti a farsi domande sulla natura guerrafondaia di Donald Trump, il presidente che, almeno inizialmente, si era presentato come uomo risoluto a «mettere fine a sette guerre», l’ironia amara di Massimo Nava. Sommersi dalla cronaca drammatica di queste ore, forse è sfuggita la legge dei corsi e ricorsi della Storia che, per gli americani, significa guerra sempre e comunque, da quando avevano cacciato gli inglesi per conquistare l’indipendenza a quando avevano deciso di sterminare gli indiani per fare l’America più ricca e più grande.
https://www.remocontro.it/2026/03/05/la-teocrazia-guerrafondaia-americana-oltre-donald-trump/
Il seguito della guerra del 2006, la sola che Israele aveva perso di fatto. Beirut nel panico, 80mila sfollati dal sud. Hezbollah risponde con i razzi su Tel Aviv e attacca il governo libanese della capitale: «Protegga il popolo». Tel Aviv bombarda un hotel: «C’era un iraniano». Cresce la paura a ospitare sciiti o affittargli una casa. Palazzi colpiti nel quartiere cristiano di Beirut
https://www.remocontro.it/2026/03/05/israele-vuole-il-sud-del-libano-da-tiro-al-fiume-litani/
Trump e Netanyahu vogliono utilizzare i curdi iraniani (sunniti) come leva per rovesciare il regime degli ayatollah. Il piano prevede una massiccia infiltrazione di milizie ‘peshmerga’ in partenza dal Kurdistan irakeno. Questo sulla carta. Perché Teheran ha reagito bombardando preventivamente quella regione, mentre gli sciiti irakeni sono già in subbuglio a sostegno dell’Iran.
https://www.remocontro.it/2026/03/06/iran-effetto-domino-attenzione-allirak-sciita/
Per Donald Trump il campo di battaglia non è solo il Medio Oriente: è il carrello della spesa del mondo. Di peso politico decisivo quello degli americani, alla vigilia del voto di metà mandato della presidenza. Gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale di petrolio, ma non sono affatto immuni agli shock che arrivano dal Golfo.
https://www.remocontro.it/2026/03/06/il-campo-di-battaglia-dellinflazione/
L’Italia in Europa e nel mondo, con la sua politica estera lasciata nelle mani del ministro Tajani. E l’Europa di Von der Leyen che mantiene l’inesistente Luigi Di Maio come suo rappresentante nel Golfo Persico? Perché non la dignità della Spagna invece di obbedienza servile? Per non dire di Stati Uniti e Israele
https://www.remocontro.it/2026/03/06/in-che-mani-e-finito-il-mondo-e-la-nostra-piccola-italia/