Forwarded from L'Urlo di Michelangelo Severgnini
APOCALISSE GAZA
RACCOLTA FONDI PER LA STRISCIA
C’è un varco tra la nostra impotenza e le macerie di Gaza.
https://paypal.me/apocalissegaza
INGRESSO IMMEDIATO DI AIUTI NELLA STRISCIA!
RITIRO IMMEDIATO DELL’IDF DALLA STRISCIA DI GAZA!
LIBERTA’ PER GAZA E PER TUTTA LA PALESTINA!
NO AL COLONIALISMO NATO NEL LEVANTE!
GIUSTIZIA PER GLI OPPRESSI!
Michelangelo Severgnini e Rabi Bouallegue
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-apocalisse_gaza_raccolta_fondi_per_la_striscia/41939_61505/
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Michelangelo Severgnini e Rabi Bouallegue
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🇺🇸 Funzionari statunitensi hanno confermato alla CNN che gli aerei non protetti dell'aeronautica militare statunitense sono stati evacuati dalla base aerea di Al Udeid in Qatar.
Inoltre, anche le navi della marina statunitense precedentemente schierate presso la base navale in Bahrein sono state ricollocate.
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
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🇬🇧🇺🇸🇮🇷 STARMER ESORTA GLI STATI UNITI A NON RINUNCIARE AL PERCORSO DIPLOMATICO CON L'IRAN
Fonte: Bloomberg
Teatro. Solita vecchia strategia dei messaggi contraddittori, con comparse che si avvicendano sul palco interpretando di volta in volta il ruolo di poliziotto buono e poliziotto cattivo.
La verità è che Trump si è infilato da solo nella trappola di Netanyahu. Si è spinto troppo avanti e ormai non può più tirarsi indietro. Se si ritira adesso senza almeno distruggere l'impianto di Fordow, rischia un'umiliazione globale. Può solo andare avanti e sperare di vincere fino al crollo del governo iraniano. Se non dovesse riuscirci, rischia di compromettere irrimediabilmente la sua immagine e il resto del suo mandato. La prudenza avrebbe dovuto consigliargli un approccio meno irruento e meno dilettantesco, ma queste qualità notoriamente gli difettano.
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Fonte: Bloomberg
Il ministro Keir Starmer ha esortato il presidente Donald Trump a tenere la porta aperta ai colloqui sul programma nucleare iraniano per evitare una possibile azione militare americana.
Il Regno Unito sta cercando una soluzione diplomatica alla crisi, con il ministro degli Esteri David Lammy che incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio per convincere l'amministrazione statunitense a perseguire un percorso di pace.
"La questione nucleare deve essere affrontata, ma è meglio affrontarla attraverso il negoziato che attraverso il conflitto e quindi il nostro chiaro obiettivo qui è quello di allentare la situazione", ha detto Starmer alle emittenti giovedì. "Ci sono stati diversi cicli di discussioni con gli Stati Uniti. Questo, per me, è il modo per risolvere questo problema".
Teatro. Solita vecchia strategia dei messaggi contraddittori, con comparse che si avvicendano sul palco interpretando di volta in volta il ruolo di poliziotto buono e poliziotto cattivo.
La verità è che Trump si è infilato da solo nella trappola di Netanyahu. Si è spinto troppo avanti e ormai non può più tirarsi indietro. Se si ritira adesso senza almeno distruggere l'impianto di Fordow, rischia un'umiliazione globale. Può solo andare avanti e sperare di vincere fino al crollo del governo iraniano. Se non dovesse riuscirci, rischia di compromettere irrimediabilmente la sua immagine e il resto del suo mandato. La prudenza avrebbe dovuto consigliargli un approccio meno irruento e meno dilettantesco, ma queste qualità notoriamente gli difettano.
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Bloomberg.com
Starmer Urges US Not to Give Up on Diplomatic Path With Iran
Prime Minister Keir Starmer called on President Donald Trump to keep the door open to talks over Iran’s nuclear program, in the clearest sign yet of the UK leader’s concern about possible American military action against the country.
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IRAN, TRA TENTATIVI DI ISOLAMENTO, AGGRESSIONI E RESISTENZA: ECCO DA DOVE TRAE LA PROPRIA FORZA
Mentre a Trieste si discetta della Via del cotone - intesa ad evitare le minacce dell'Iran e della Resistenza nel Mar Rosso - il quadro mediorientale sta esplodendo. Ma su chi e su cosa può contare l'Iran in questo momento? Ne parliamo con Maria Morigi, responsabile del Dipartimento Medio Oriente del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
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Mentre a Trieste si discetta della Via del cotone - intesa ad evitare le minacce dell'Iran e della Resistenza nel Mar Rosso - il quadro mediorientale sta esplodendo. Ma su chi e su cosa può contare l'Iran in questo momento? Ne parliamo con Maria Morigi, responsabile del Dipartimento Medio Oriente del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Mosca: "la Rai chieda scusa"
Mosca si aspetta delle scuse ufficiali da Roma per il post di un rappresentante della Rai [Marco Frittella ndr] che invocava di colpire il Cremlino.
Lo ha dichiarato la rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
"Ci aspettiamo delle scuse ufficiali dalla dirigenza della Rai. Ma, a mio avviso, anche i funzionari italiani dovrebbero parlare apertamente e dire che questa non è la norma per l'Italia", ha sottolineato la diplomatica durante un briefing organizzato a margine del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).
"Un altro problema è che il post è stato cancellato poche ore dopo, perché da lì sono iniziate critiche e proteste di tante persone contro questa logica mostruosa. Alla fine, a quanto pare, (gli autori del post) o si sono vergognati, o si sono spaventati, o si sono sentiti a disagio, e questo post è stato cancellato", ha continuato.
"Tuttavia, non consideriamo questo incidente finito qui, perché può essere qualificato come atto penalmente punibile e come incitamento pubblico all'attuazione di attività estremiste o incitamento pubblico all'attuazione di attività terroristiche, giustificazione pubblica del terrorismo o propaganda terroristica".
Secondo Zakharova, il fatto che queste dichiarazioni estremiste siano state fatte da un rappresentante della radiotelevisione italiana "testimonia che la situazione della libertà di parola in Italia ha raggiunto una fase davvero spaventosa".
(Fonte: TASS - Tramite Tatiana Santi)
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Mosca si aspetta delle scuse ufficiali da Roma per il post di un rappresentante della Rai [Marco Frittella ndr] che invocava di colpire il Cremlino.
Lo ha dichiarato la rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
"Ci aspettiamo delle scuse ufficiali dalla dirigenza della Rai. Ma, a mio avviso, anche i funzionari italiani dovrebbero parlare apertamente e dire che questa non è la norma per l'Italia", ha sottolineato la diplomatica durante un briefing organizzato a margine del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).
"Un altro problema è che il post è stato cancellato poche ore dopo, perché da lì sono iniziate critiche e proteste di tante persone contro questa logica mostruosa. Alla fine, a quanto pare, (gli autori del post) o si sono vergognati, o si sono spaventati, o si sono sentiti a disagio, e questo post è stato cancellato", ha continuato.
"Tuttavia, non consideriamo questo incidente finito qui, perché può essere qualificato come atto penalmente punibile e come incitamento pubblico all'attuazione di attività estremiste o incitamento pubblico all'attuazione di attività terroristiche, giustificazione pubblica del terrorismo o propaganda terroristica".
Secondo Zakharova, il fatto che queste dichiarazioni estremiste siano state fatte da un rappresentante della radiotelevisione italiana "testimonia che la situazione della libertà di parola in Italia ha raggiunto una fase davvero spaventosa".
(Fonte: TASS - Tramite Tatiana Santi)
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🇺🇸 CASA BIANCA: "TRUMP DECIDERÀ ENTRO DUE SETTIMANE SE INTERVENIRE"
Fonte: msn
Domani cambierà idea. O, magari, già stanotte. Trump ama lasciare il mondo con il fiato sospeso, sentire attorno a sé l'attenzione del mondo. Niente riempie di più il suo smisurato ego. Quello che, però, dimentica è che un leader può avere mille difetti, ma non quello di essere volubile e imprevedibile. Nessuno ha voglia di stringere accordi con un presidente che cambia idea con la stessa rapidità con cui cambiano le quotazioni dei titoli di borsa a mercati aperti.
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Fonte: msn
Il presidente Donald Trump deciderà entro le prossime due settimane se gli Stati Uniti interverranno nella guerra tra Israele e Iran, ha dichiarato giovedì il suo addetto stampa.
Trump ha affermato che la tempistica di due settimane si basa "sulla sostanziale possibilità di negoziati che potrebbero concretizzarsi o meno", secondo una dichiarazione del presidente letta dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
La Leavitt non ha voluto approfondire il motivo per cui Trump ritenga che ci siano possibilità di negoziati. Ha aggiunto che il presidente ha chiarito che un accordo con l'Iran non deve includere l'arricchimento dell'uranio, essenziale per la costruzione di armi nucleari, e accettare lo smantellamento del suo programma di armi nucleari.
"Se c'è una possibilità di diplomazia, il presidente la coglierà sempre, ma non ha paura di usare la forza", ha detto Leavitt.
Tuttavia, Trump è stato chiaro sul fatto che l'Iran dovrebbe raggiungere un accordo "altrimenti dovrà affrontare gravi conseguenze", ha concluso.
Domani cambierà idea. O, magari, già stanotte. Trump ama lasciare il mondo con il fiato sospeso, sentire attorno a sé l'attenzione del mondo. Niente riempie di più il suo smisurato ego. Quello che, però, dimentica è che un leader può avere mille difetti, ma non quello di essere volubile e imprevedibile. Nessuno ha voglia di stringere accordi con un presidente che cambia idea con la stessa rapidità con cui cambiano le quotazioni dei titoli di borsa a mercati aperti.
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MSN
Trump Will Decide Within 2 Weeks Whether to Intervene in Israel-Iran War
Trump kept the world guessing on whether the U.S. would join Israel in attacking Iran.
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La società americana Microsoft prevede di licenziare diverse migliaia di dipendenti entro la fine di luglio 2025. I tagli interesseranno i team di vendita e altri reparti, a causa dell'attenzione dell'azienda IT allo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale, che richiede un elevato investimento. Si tratta già del secondo taglio su larga scala nel 2025: a maggio, l'azienda ha eliminato 6.000 posizioni, principalmente tra gli sviluppatori di software.
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🇭🇺🇷🇺 BUDAPEST NON MOLLA. L’UNGHERIA MANTIENE LA COOPERAZIONE ENERGETICA CON LA RUSSIA NONOSTANTE LE PRESSIONI DELL’UE
Péter Szijjártó, Ministro degli Affari Esteri ungherese
A margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo 2025, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha annunciato la sua intenzione di mantenere una cooperazione energetica strategica con la Russia, nonostante le pressioni sanzionatorie di Bruxelles e le richieste di Kiev di interrompere questi legami.
Secondo il ministro sono stati raggiunti accordi per proseguire:
▪️ le forniture di gas tramite il Turkish Stream;
▪️ il pompaggio stabile del petrolio attraverso il ramo meridionale dell'oleodotto Druzhba;
▪️ l'attuazione del progetto Paks-2, associato all'ampliamento della centrale nucleare con la partecipazione di Rosatom.
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Abbiamo concordato con i funzionari russi e i leader delle compagnie energetiche di mantenere la nostra cooperazione, nonostante i tentativi di Bruxelles e Kiev di indebolirla. Le forniture di petrolio continueranno, i flussi di gas via TurkStream, Paks II procedono. Non permetteremo che Bruxelles costringa le famiglie ungheresi a pagare 2-4 volte di più per l'energia.
Péter Szijjártó, Ministro degli Affari Esteri ungherese
A margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo 2025, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha annunciato la sua intenzione di mantenere una cooperazione energetica strategica con la Russia, nonostante le pressioni sanzionatorie di Bruxelles e le richieste di Kiev di interrompere questi legami.
Secondo il ministro sono stati raggiunti accordi per proseguire:
▪️ le forniture di gas tramite il Turkish Stream;
▪️ il pompaggio stabile del petrolio attraverso il ramo meridionale dell'oleodotto Druzhba;
▪️ l'attuazione del progetto Paks-2, associato all'ampliamento della centrale nucleare con la partecipazione di Rosatom.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Il giornalista investigativo americano Seymour Hersh nel suo ultimo articolo su Substack ha scritto:
Secondo fonti israeliane e americane (da lui ritenute attendibili), si prevede che gli Stati Uniti inizino già questo fine settimana un'imponente campagna di bombardamenti contro l'Iran.
Approvati dall'amministrazione Trump, gli attacchi si concentreranno su infrastrutture militari e nucleari chiave, tra cui l'impianto fortificato di Fordow, dove si trovano le centrifughe più avanzate dell'Iran, situate in profondità nel sottosuolo. Il ritardo nei tempi, riferisce Hersh, è dovuto al desiderio di Trump di evitare di perturbare i mercati statunitensi all'apertura delle contrattazioni di lunedì.
L'operazione va oltre il semplice attacco alle capacità nucleari dell'Iran: mira a destabilizzare la leadership del Paese. Gli strateghi statunitensi e israeliani contano sullo scoppio di disordini interni, sperando che gli attacchi a basi militari, stazioni di polizia e centri amministrativi incitino a una più ampia opposizione. Hersh afferma che ci sono persino voci non confermate secondo cui l'ayatollah Khamenei potrebbe aver lasciato Teheran.
Mentre a Washington alcuni sono favorevoli all'insediamento di una figura religiosa moderata alla guida del Paese in una fase di transizione, i funzionari israeliani, a quanto pare, la respingono, spingendo invece per il pieno controllo politico attraverso un sostituto fedele. Questi disaccordi interni riflettono una divisione più profonda su come dovrebbe essere l'Iran dopo l'attacco. Gli ambienti dell'intelligence guardano anche alle minoranze etniche iraniane – in particolare agli azeri con presunti legami con la CIA – come potenziali strumenti per alimentare un dissenso più ampio.
Il piano, secondo Hersh, è simile ai precedenti interventi occidentali in Libia e Siria, dove le pressioni esterne hanno portato a instabilità e sofferenze a lungo termine. L'attacco all'Iran, avverte, potrebbe avere conseguenze simili, potenzialmente frammentando il Paese e infiammando la regione, il tutto guidato dagli obiettivi strategici di Netanyahu e dal desiderio di Trump di una "vittoria" geopolitica di grande portata.
Adalberto Gianuario
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Secondo fonti israeliane e americane (da lui ritenute attendibili), si prevede che gli Stati Uniti inizino già questo fine settimana un'imponente campagna di bombardamenti contro l'Iran.
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L'operazione va oltre il semplice attacco alle capacità nucleari dell'Iran: mira a destabilizzare la leadership del Paese. Gli strateghi statunitensi e israeliani contano sullo scoppio di disordini interni, sperando che gli attacchi a basi militari, stazioni di polizia e centri amministrativi incitino a una più ampia opposizione. Hersh afferma che ci sono persino voci non confermate secondo cui l'ayatollah Khamenei potrebbe aver lasciato Teheran.
Mentre a Washington alcuni sono favorevoli all'insediamento di una figura religiosa moderata alla guida del Paese in una fase di transizione, i funzionari israeliani, a quanto pare, la respingono, spingendo invece per il pieno controllo politico attraverso un sostituto fedele. Questi disaccordi interni riflettono una divisione più profonda su come dovrebbe essere l'Iran dopo l'attacco. Gli ambienti dell'intelligence guardano anche alle minoranze etniche iraniane – in particolare agli azeri con presunti legami con la CIA – come potenziali strumenti per alimentare un dissenso più ampio.
Il piano, secondo Hersh, è simile ai precedenti interventi occidentali in Libia e Siria, dove le pressioni esterne hanno portato a instabilità e sofferenze a lungo termine. L'attacco all'Iran, avverte, potrebbe avere conseguenze simili, potenzialmente frammentando il Paese e infiammando la regione, il tutto guidato dagli obiettivi strategici di Netanyahu e dal desiderio di Trump di una "vittoria" geopolitica di grande portata.
Adalberto Gianuario
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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QUALE RUOLO DOVREBBE SVOLGERE LA CINA NELLA GUERRA TRA IRAN E ISRAELE: UNA VISIONE REALISTA
di Hua Bin, huabinoliver.substack.com, 19 giugno 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter
Fiducia e sostegno vanno guadagnati, non concessi. L’Iran deve fare di più se vuole il sostegno della Cina.
Leggi l'articolo completo
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di Hua Bin, huabinoliver.substack.com, 19 giugno 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter
Fiducia e sostegno vanno guadagnati, non concessi. L’Iran deve fare di più se vuole il sostegno della Cina.
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🇺🇸 TULSI GABBARD EMARGINATA DALLE DECISIONI SU ISRAELE-IRAN
Fonte: NBC News
Tulsi Gabbard, Direttrice dell'Intelligence Nazionale, è stata esclusa da discussioni importanti dell'amministrazione Trump sul conflitto Israele-Iran, secondo fonti senior. La sua visione anti-interventista, espressa in passato contro le guerre in Medio Oriente, l’ha messa in contrasto con Trump, che considera un’azione militare contro l’Iran.
Un video postato il 10 giugno su X, dopo un viaggio a Hiroshima, ha accentuato le tensioni: Gabbard ha mostrato la distruzione simulata di città USA, avvertendo sui rischi di una guerra nucleare. Questo ha irritato Trump, che lo ha ritenuto un messaggio fuori linea.
La sua assenza da un incontro a Camp David l’8 giugno, ufficialmente per un impegno con la Guardia Nazionale, ha sollevato dubbi sulla sua influenza. Tuttavia, sostenitori come JD Vance la difendono, sottolineando il suo valore nel team. Gabbard ha cercato di riallinearsi, dichiarando che le sue posizioni e quelle di Trump sull’Iran coincidono, ma la sua emarginazione sembra evidenziare una frattura ideologica.
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Fonte: NBC News
Tulsi Gabbard, Direttrice dell'Intelligence Nazionale, è stata esclusa da discussioni importanti dell'amministrazione Trump sul conflitto Israele-Iran, secondo fonti senior. La sua visione anti-interventista, espressa in passato contro le guerre in Medio Oriente, l’ha messa in contrasto con Trump, che considera un’azione militare contro l’Iran.
Un video postato il 10 giugno su X, dopo un viaggio a Hiroshima, ha accentuato le tensioni: Gabbard ha mostrato la distruzione simulata di città USA, avvertendo sui rischi di una guerra nucleare. Questo ha irritato Trump, che lo ha ritenuto un messaggio fuori linea.
La sua assenza da un incontro a Camp David l’8 giugno, ufficialmente per un impegno con la Guardia Nazionale, ha sollevato dubbi sulla sua influenza. Tuttavia, sostenitori come JD Vance la difendono, sottolineando il suo valore nel team. Gabbard ha cercato di riallinearsi, dichiarando che le sue posizioni e quelle di Trump sull’Iran coincidono, ma la sua emarginazione sembra evidenziare una frattura ideologica.
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NBC News
Tulsi Gabbard sidelined in Trump administration discussions on Israel and Iran
The MAGA rift over Iran is playing out within the administration, with Gabbard, the director of national intelligence, at odds with other top officials — and the president himself.
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IL PAKISTAN ROMPE I RANGHI E SOSTIENE L’IRAN NELLA GUERRA CONTRO ISRAELE
di FM Shaki, The Cradle.co, 19 giugno 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter
Il Pakistan rivela che gli operatori di droni israeliani hanno tentato di sabotare gli impianti nucleari pakistani durante la crisi indo-pakistana di maggio. Questo è uno dei motivi principali per cui Islamabad sta appoggiando Teheran con tutto il suo peso nella guerra tra Israele e Iran.
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di FM Shaki, The Cradle.co, 19 giugno 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter
Il Pakistan rivela che gli operatori di droni israeliani hanno tentato di sabotare gli impianti nucleari pakistani durante la crisi indo-pakistana di maggio. Questo è uno dei motivi principali per cui Islamabad sta appoggiando Teheran con tutto il suo peso nella guerra tra Israele e Iran.
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🇮🇷 IRAN: "NIENTE COLLOQUI FINTANTO CHE ISRAELE CI ATTACCA"
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha dichiarato:
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Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha dichiarato:
"Non siamo pronti ad alcun colloquio con nessuna delle parti in causa, alla luce dei continui attacchi israeliani."
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🇮🇱🇮🇷 ISRAELE. MISSILE SFIORA IL CENTRO MICROSOFT A BE'ER SHEVA
L'Iran ha lanciato stamani una nuova ondata di attacchi di rappresaglia contro Israele, mentre Tel Aviv ha continuato i suoi attacchi su Teheran e altre città durante la notte. Uno dei missili è atterrato vicino al centro Microsoft a Be'er Sheva, che fornisce servizi critici all'esercito israeliano in campi come lo spionaggio e l'intelligenza artificiale.
Non sono segnalate vittime. Pare più un attacco simbolico.
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L'Iran ha lanciato stamani una nuova ondata di attacchi di rappresaglia contro Israele, mentre Tel Aviv ha continuato i suoi attacchi su Teheran e altre città durante la notte. Uno dei missili è atterrato vicino al centro Microsoft a Be'er Sheva, che fornisce servizi critici all'esercito israeliano in campi come lo spionaggio e l'intelligenza artificiale.
Non sono segnalate vittime. Pare più un attacco simbolico.
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