🇻🇪🇦🇷 MADURO ACCUSA MILEI DI AVER FINANZIATO GLI ATTACCHI INFORMATICI CONTRO IL VENEZUELA
Fonte: Al Mayadeen
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Secondo il presidente venezuelano Nicolas Maduro, gli attacchi informatici che stanno prendendo di mira il Venezuela provengono da bot farm situate in Argentina, Messico e Spagna, finanziate dal governo argentino guidato da Javier Milei.
Maduro ha dichiarato che l'amministrazione Milei ha utilizzato fondi pubblici per finanziare una serie di attacchi informatici su larga scala contro Caracas. Ha affermato che il presidente argentino aveva stanziato "l'equivalente di 100 milioni di dollari" dal bilancio della Segreteria di Stato per realizzare questi attacchi al governo bolivariano.
Gli esperti hanno ricondotto la fonte di questi attacchi informatici a vaste bot farm in Argentina, Messico e Spagna. Maduro ha osservato che 106 siti web con sede in Venezuela sono stati sottoposti ad attacchi informatici negli ultimi 20 giorni.
Fonte: Al Mayadeen
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UN GIORNO IDEALE PER I PESCIBANANA – J.D.SALINGER
1948, una calda giornata estiva in un albergo della Florida. Una giovane donna, sola in una camera, aspetta una telefonata interurbana ma sembra non avere alcuna fretta. Sfoglia una rivista femminile, si lacca le unghie. Finalmente il telefono suona e lei risponde, placida, dopo cinque o sei squilli. Con la stessa calma affronta l’ansia incontenibile di sua madre. Scopriamo che la giovane si chiama Muriel Glass e non è sola: ha un compagno di viaggio, il marito Seymour, che forse è pericoloso. Lui è stato in guerra e lei lo ha aspettato, ora hanno finalmente potuto fare questa vacanza insieme. La telefonata tra madre e figlia ci fornisce informazioni frammentarie; Seymour è stato in un ospedale militare, sottoposto a cure psichiatriche, poi dimesso. Muriel non è preoccupata; preferisce parlare alla madre delle sue scottature, criticare l’abbigliamento degli ospiti dell’albergo. Muriel si fida o è solo superficiale? Non ha paura di Seymour, delle sue passate stranezze: per lei sono passate, appunto, la guerra è passata, il consumismo è appena nato e pieno di promesse e ora si può vivere una normale vita da coppia borghese. Seymour intanto è sulla spiaggia, sdraiato sulla sabbia. Lo avvicina la piccola Sybil: anche lei ha fiducia in lui, una fiducia infatuata ben diversa da quella indifferente di sua moglie. Siamo noi lettori a non sapere se fidarci, contagiati dai timori della mamma di Muriel e preoccupati dal superficiale, forse infondato ottimismo di Muriel stessa. Ma Seymour è perfettamente amabile con la bambina e non la delude, fanno il bagno insieme per cercare di avvistare gli sfortunati pesci-banana, che non possono fare a meno di ingozzarsi di banane fino a morire. Il gioco è del tutto innocente ma l’invenzione ha una sua crudeltà, e una sua giustizia, con l’ingordigia (dell’America postbellica?) punita. È spiritoso, è dolce questo giovane, parla della gentilezza, sa giocare con naturalezza. Sembra ricordi esattamente com’è avere pochi anni e potersi costruire il mondo secondo i desideri e l’immaginazione, in un tempo in cui niente è davvero assurdo o maligno e non si conosce il rimpianto. Rientra in albergo e prende l’ascensore. Entra nella 507, sente gli odori delle valige e dell’acetone per le unghie, vede la ragazza, sua moglie, addormentata su uno dei due letti, prende da sotto una pila di magliette una Ortgies calibro 7.65, si siede sul letto libero e si spara alla tempia. Fine.
Il breve racconto, prima di apparire sul New Yorker nel gennaio del 1948, è stato riscritto da Salinger più volte nel corso di un anno; la sezione iniziale, con la conversazione tra Muriel e sua madre, non compariva nella prima stesura. Qui tutto il dicibile si dice ma niente si spiega. Abbiamo indizi del fatto che Seymour è buono ed è fragile, che sua moglie è una donna svagata e superficiale desiderosa soltanto di credere in una ritrovata «normalità» che per lui rappresenta, a quanto pare, una schiacciante contraddizione. L’unica cosa naturale che gli resta da fare è uscire di scena. Attraverso questa rappresentazione «minimalista» che non mostra neppure le espressioni dei volti, il suicidio imminente si lascia intravedere. Il dialogo telefonico tra madre e figlia ha pochi dettagli concreti ma compone la sensazione del pericolo; eppure il finale, che solo poi capiamo essere annunciato, ci mozza il fiato. L’anima di Seymour si è irrimediabilmente separata, sconnessa dalla collettività materialista che cerca di inglobarlo.
L’innocenza infantile è perduta: quella che Sybil gli regala ne è un’ultima eco. La guerra è finita, insomma, ma non è finita: continua a mietere le sue vittime, quelli che hanno bisogno di qualcosa, qualcos’altro, che gli adulti non sono capaci di vedere e che anche noi lettori abbiamo intravisto a fatica. E superato il punto finale della storia cercheremo disperatamente quel qualcosa, ripercorrendo dal principio ogni parola, chiedendoci come si sarebbe potuto salvare Seymour senza avere esperito con lui il Male indicibile della guerra.
1948, una calda giornata estiva in un albergo della Florida. Una giovane donna, sola in una camera, aspetta una telefonata interurbana ma sembra non avere alcuna fretta. Sfoglia una rivista femminile, si lacca le unghie. Finalmente il telefono suona e lei risponde, placida, dopo cinque o sei squilli. Con la stessa calma affronta l’ansia incontenibile di sua madre. Scopriamo che la giovane si chiama Muriel Glass e non è sola: ha un compagno di viaggio, il marito Seymour, che forse è pericoloso. Lui è stato in guerra e lei lo ha aspettato, ora hanno finalmente potuto fare questa vacanza insieme. La telefonata tra madre e figlia ci fornisce informazioni frammentarie; Seymour è stato in un ospedale militare, sottoposto a cure psichiatriche, poi dimesso. Muriel non è preoccupata; preferisce parlare alla madre delle sue scottature, criticare l’abbigliamento degli ospiti dell’albergo. Muriel si fida o è solo superficiale? Non ha paura di Seymour, delle sue passate stranezze: per lei sono passate, appunto, la guerra è passata, il consumismo è appena nato e pieno di promesse e ora si può vivere una normale vita da coppia borghese. Seymour intanto è sulla spiaggia, sdraiato sulla sabbia. Lo avvicina la piccola Sybil: anche lei ha fiducia in lui, una fiducia infatuata ben diversa da quella indifferente di sua moglie. Siamo noi lettori a non sapere se fidarci, contagiati dai timori della mamma di Muriel e preoccupati dal superficiale, forse infondato ottimismo di Muriel stessa. Ma Seymour è perfettamente amabile con la bambina e non la delude, fanno il bagno insieme per cercare di avvistare gli sfortunati pesci-banana, che non possono fare a meno di ingozzarsi di banane fino a morire. Il gioco è del tutto innocente ma l’invenzione ha una sua crudeltà, e una sua giustizia, con l’ingordigia (dell’America postbellica?) punita. È spiritoso, è dolce questo giovane, parla della gentilezza, sa giocare con naturalezza. Sembra ricordi esattamente com’è avere pochi anni e potersi costruire il mondo secondo i desideri e l’immaginazione, in un tempo in cui niente è davvero assurdo o maligno e non si conosce il rimpianto. Rientra in albergo e prende l’ascensore. Entra nella 507, sente gli odori delle valige e dell’acetone per le unghie, vede la ragazza, sua moglie, addormentata su uno dei due letti, prende da sotto una pila di magliette una Ortgies calibro 7.65, si siede sul letto libero e si spara alla tempia. Fine.
Il breve racconto, prima di apparire sul New Yorker nel gennaio del 1948, è stato riscritto da Salinger più volte nel corso di un anno; la sezione iniziale, con la conversazione tra Muriel e sua madre, non compariva nella prima stesura. Qui tutto il dicibile si dice ma niente si spiega. Abbiamo indizi del fatto che Seymour è buono ed è fragile, che sua moglie è una donna svagata e superficiale desiderosa soltanto di credere in una ritrovata «normalità» che per lui rappresenta, a quanto pare, una schiacciante contraddizione. L’unica cosa naturale che gli resta da fare è uscire di scena. Attraverso questa rappresentazione «minimalista» che non mostra neppure le espressioni dei volti, il suicidio imminente si lascia intravedere. Il dialogo telefonico tra madre e figlia ha pochi dettagli concreti ma compone la sensazione del pericolo; eppure il finale, che solo poi capiamo essere annunciato, ci mozza il fiato. L’anima di Seymour si è irrimediabilmente separata, sconnessa dalla collettività materialista che cerca di inglobarlo.
L’innocenza infantile è perduta: quella che Sybil gli regala ne è un’ultima eco. La guerra è finita, insomma, ma non è finita: continua a mietere le sue vittime, quelli che hanno bisogno di qualcosa, qualcos’altro, che gli adulti non sono capaci di vedere e che anche noi lettori abbiamo intravisto a fatica. E superato il punto finale della storia cercheremo disperatamente quel qualcosa, ripercorrendo dal principio ogni parola, chiedendoci come si sarebbe potuto salvare Seymour senza avere esperito con lui il Male indicibile della guerra.
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🇺🇸💲MASTERCARD TAGLIA IL PERSONALE
Il sistema di pagamento internazionale Mastercard ha annunciato la riduzione del 3% dei dipendenti in tutto il mondo. Sulla base dei dati di fine 2023 si parla di circa 1000 persone
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ANSA.it
Mastercard taglia il 3% del personale, 1.000 persone
Mastercard sta tagliando il 3% del personale in tutto il mondo, circa mille persone. (ANSA)
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LA PROSSIMA RIVOLUZIONE AMERICANA? ATTESI DISORDINI CIVILI.
Di Larry Romanoff per Blue Moon of Shanghai
Ti stai preparando per la guerra civile?
Da decenni le autorità statunitensi sono sempre più preparate ad affrontare i disordini civili di massa derivanti dagli attacchi governativi e aziendali alla società americana. Possiamo ricordare che all’inizio degli anni ’80 lo Stato occulto ha lanciato la sua guerra aperta alla classe media con la selvaggia recessione indotta dalla FED e la revoca unilaterale del contratto sociale che esisteva dal 1946. A quel tempo, il governo statunitense aveva già previsto disordini pubblici diffusi, aspettandosi pienamente proteste e rivolte di massa, e si era preparato ad affrontarle sotto forma di campi di internamento. In un certo senso, il governo si era preparato a un’altra guerra civile. Come la maggior parte delle “Grandi Trasformazioni”, questa è iniziata durante il regno di Reagan con il cosiddetto “Rex 84”, abbreviazione di Readiness Exercise 1984, un piano del governo statunitense per internarere un gran numero di cittadini americani in caso di disordini civili. Questo piano generale coinvolgeva l’FBI, il Dipartimento della Difesa, il gruppo Emergency Measures, i Servizi Segreti, la CIA e complessivamente 34 agenzie governative.
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Di Larry Romanoff per Blue Moon of Shanghai
Ti stai preparando per la guerra civile?
Da decenni le autorità statunitensi sono sempre più preparate ad affrontare i disordini civili di massa derivanti dagli attacchi governativi e aziendali alla società americana. Possiamo ricordare che all’inizio degli anni ’80 lo Stato occulto ha lanciato la sua guerra aperta alla classe media con la selvaggia recessione indotta dalla FED e la revoca unilaterale del contratto sociale che esisteva dal 1946. A quel tempo, il governo statunitense aveva già previsto disordini pubblici diffusi, aspettandosi pienamente proteste e rivolte di massa, e si era preparato ad affrontarle sotto forma di campi di internamento. In un certo senso, il governo si era preparato a un’altra guerra civile. Come la maggior parte delle “Grandi Trasformazioni”, questa è iniziata durante il regno di Reagan con il cosiddetto “Rex 84”, abbreviazione di Readiness Exercise 1984, un piano del governo statunitense per internarere un gran numero di cittadini americani in caso di disordini civili. Questo piano generale coinvolgeva l’FBI, il Dipartimento della Difesa, il gruppo Emergency Measures, i Servizi Segreti, la CIA e complessivamente 34 agenzie governative.
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🇫🇷 MUORE OGGI, A 88 ANNI, L’ULTIMO GRANDE DIVO: ALAIN DELON
È mancato a 88 anni Alain Delon, uno dei più grandi attori francesi, indimenticabile protagonista di pellicole come La piscina, Il clan dei siciliani, Borsalino, capolavori come Rocco e i suoi fratelli e Il gattopardo e film leggeri, ma iconici come Zorro.
Sex symbol indiscusso aveva invece fatto molto discutere per le sue opinioni politiche, soprattutto negli ultimi anni, per il sostegno dichiarato al Front National e per alcune dichiarazioni politicamente (molto) scorrette.
Che la terra gli sia lieve 🌹
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È mancato a 88 anni Alain Delon, uno dei più grandi attori francesi, indimenticabile protagonista di pellicole come La piscina, Il clan dei siciliani, Borsalino, capolavori come Rocco e i suoi fratelli e Il gattopardo e film leggeri, ma iconici come Zorro.
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🇮🇱🇬🇧 NETANYAHU NON HA VOLUTO INCONTRARE IL MINISTRO DEGLI ESTERI BRITANNICO
Fonte: Al Mayadeen
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Secondo quanto riportato dal canale israeliano Channel 13 News, il primo ministro israeliano Netanyahu ha rifiutato di incontrare il ministro degli Esteri David Lammy durante la sua visita in "Israele" di venerdì.
Secondo l'emittente, Netanyahu sarebbe rimasto turbato dalla recente decisione del governo britannico di abbandonare il ricorso contro la decisione dell'autorità della Corte penale internazionale di emettere un mandato di arresto nei suoi confronti.
Nel corso della visita, Lammy, accompagnato dal suo omologo francese Stephane Sojourné, ha dichiarato di aver incontrato il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz e il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa.
Lammy ha recentemente criticato il massacro di civili da parte di Israele alla scuola di al-Tabieen, in una città assediata e devastata dalla guerra Gaza. Ha anche condannato l'assalto e la profanazione della moschea di Al-Aqsa da parte di coloni israeliani, accompagnati dal ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir, la scorsa settimana.
Fonte: Al Mayadeen
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🇩🇪 GERMANIA. L'ASCESA DEI "PARTITI ANTISISTEMA" PREOCCUPA MOLTI
Holger Zschaepitz
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I partiti radicali di destra e di sinistra hanno raggiunto un nuovo massimo del 28% nei sondaggi nazionali solo 2 settimane prima delle cruciali elezioni statali in Turingia e Sassonia. Secondo l'ultimo sondaggio INSA di domenica, l'AfD di destra e il nazionalista di sinistra BSW detengono insieme il 28% dei voti federali. Nei 2 stati, Turingia e Sassonia, il sostegno a questi partiti è ancora più forte con il 48% e il 47%.
Holger Zschaepitz
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PALAZZO DORIA PAMPHILJ ospita da secoli una collezione privata unica al mondo. Non è solo la qualità e il valore di questi capolavori a stupire, ma anche il loro numero: le opere sono così tante da rivestire completamente le pareti dei Saloni di rappresentanza, dei Bracci della splendida Galleria e degli Appartamenti privati. Tra questi, oltre ad artisti italiani conosciuti in tutto il mondo, tra i quali si possono citare Caravaggio, Tiziano, Raffaello, Carracci e Bernini, sono annoverati anche maestri fiamminghi di epoca barocca, vero e proprio fiore all’occhiello della collezione Doria Pamphilj, il pittore francese Lorrain specialista del paesaggio e l’artista spagnolo più rappresentativo dell’epoca Barocca Diego Velázquez.
Trust Doria Pamphilj
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🇪🇭🇮🇱 HAMAS SPIEGA LE RAGIONI DEL NO ALLA PROPOSTA DI DOHA
Così il funzionario di Hamas Osama Hamdan:
Come previsto, nessuna vera volontà di raggiungere seriamente un accordo. Qualcuno sospetta che gli Stati Uniti cerchino solo di guadagnare tempo in attesa dell'arrivo della USS Lincoln e dei suoi F-35. Qualcun altro (come noi) sospetta vogliano solo trascinare la guerra almeno fino alle elezioni di novembre, che è poi il vero obiettivo di Netanyahu.
Resta il fatto che gli Stati Uniti sono il paese che potrebbe porre fine alla guerra a Gaza e alla guerra in Ucraina con un paio di telefonate. Ma non hanno intenzione di farlo e, quel che è peggio, nessuno gliene chiede conto.
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Così il funzionario di Hamas Osama Hamdan:
Quello che gli americani propongono ora non include un ritiro da Gaza o un cessate il fuoco.
Come previsto, nessuna vera volontà di raggiungere seriamente un accordo. Qualcuno sospetta che gli Stati Uniti cerchino solo di guadagnare tempo in attesa dell'arrivo della USS Lincoln e dei suoi F-35. Qualcun altro (come noi) sospetta vogliano solo trascinare la guerra almeno fino alle elezioni di novembre, che è poi il vero obiettivo di Netanyahu.
Resta il fatto che gli Stati Uniti sono il paese che potrebbe porre fine alla guerra a Gaza e alla guerra in Ucraina con un paio di telefonate. Ma non hanno intenzione di farlo e, quel che è peggio, nessuno gliene chiede conto.
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KURSK: I FELDMARESCIALLI PRUSSIANI NON SI AMMUTINANO. MA I GENERALI UCRAINI DOVREBBERO FARLO
Poiché il voto non è più un'opzione e neanche gli eroici deliri da ultima spiaggia della mente drogata di Zelensky sono un'opzione, devono iniziare ad arrendersi e a fare tutto il possibile per tirare fuori se stessi e le loro famiglie dalla truffa di Zelensky. Kursk, Kharkov e Belgorod, città russe che tornano alla ribalta delle cronache, proprio come 80 anni fa, quando Manstein, Model, Hauser e Guderian, la crema dell’Alto Comando della Wehrmacht, si erano scontrati con i loro equivalenti dell’Armata Rossa, prima di vedere le loro forze martoriate e, poco dopo, fatte a pezzi oltre ogni speranza di redenzione anche nell’Ucraina occidentale.
Manstein, l’architetto della vittoria della Wehrmacht nella Terza Battaglia di Kharkov, era, come Napoleone ad Austerlitz, il maestro del contrattacco, e, come Napoleone ad Austerlitz, aveva a disposizione gli strumenti per portare a termine il lavoro. Nel suo caso, questi strumenti consistevano nelle divisioni SS Das Reich e Leibstandarte SS Adolf Hitler, che avevano attaccato l’Armata Rossa su un fianco e l’avevano messa alle corde.
Leggi l’articolo completo su Come Don Chisciotte
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Poiché il voto non è più un'opzione e neanche gli eroici deliri da ultima spiaggia della mente drogata di Zelensky sono un'opzione, devono iniziare ad arrendersi e a fare tutto il possibile per tirare fuori se stessi e le loro famiglie dalla truffa di Zelensky. Kursk, Kharkov e Belgorod, città russe che tornano alla ribalta delle cronache, proprio come 80 anni fa, quando Manstein, Model, Hauser e Guderian, la crema dell’Alto Comando della Wehrmacht, si erano scontrati con i loro equivalenti dell’Armata Rossa, prima di vedere le loro forze martoriate e, poco dopo, fatte a pezzi oltre ogni speranza di redenzione anche nell’Ucraina occidentale.
Manstein, l’architetto della vittoria della Wehrmacht nella Terza Battaglia di Kharkov, era, come Napoleone ad Austerlitz, il maestro del contrattacco, e, come Napoleone ad Austerlitz, aveva a disposizione gli strumenti per portare a termine il lavoro. Nel suo caso, questi strumenti consistevano nelle divisioni SS Das Reich e Leibstandarte SS Adolf Hitler, che avevano attaccato l’Armata Rossa su un fianco e l’avevano messa alle corde.
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LA RICERCA DI NUOVI NEMICI DA PARTE DELL’AMERICA – False minacce estere vengono utilizzate per convalidare cattive scelte politiche
di Philip Giraldi per The Unz Review
Qualcuno pensa davvero che l’Iran minacci gli Stati Uniti? È plausibile solo se si riesce a farsi convincere da un bugiardo congenito e criminale di guerra come il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu o da un buffone come il senatore Lindsey Graham della Carolina del Sud. La testa ancora mi doleva come conseguenza dell’aver assistito alle 56 standing ovation di Netanyahu da parte di un Congresso comprato e pagato, quando mi sono imbattuto tra i miei vecchi libri in un volume con un titolo che riassumeva ciò che stavo pensando. Si intitola “In Search of Enemies: A CIA Story” ed è stato scritto da un ex collega dell’Agenzia di nome John Stockwell nel 1978. Stockwell ha trascorso parte degli anni della scuola superiore con il padre missionario presbiteriano nel Congo belga. Si è poi laureato all’Università del Texas e ha trascorso tre anni nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Entrato nella CIA nel 1964, si è guadagnato il rispetto come “mano esperta dell’Africa”, come si diceva comunemente, durante i dodici anni trascorsi presso il vicedirettore delle operazioni dell’Agenzia, terminati con le sue dimissioni nel 1976. Stockwell ha prestato servizio come ufficiale in tre guerre: la crisi del Congo, come capo della “task force” dell’Agenzia nella guerra d’indipendenza dell’Angola e poi il Vietnam. Sei anni di Stockwell sono stati in Africa, come capo della base nel Katanga, poi come capo della stazione a Bujumbura, nel Burundi, nel 1970, prima di essere trasferito in Vietnam per supervisionare le operazioni di intelligence nella provincia di Tay Ninh, dove ha ricevuto la medaglia al merito dell’intelligence della CIA per aver mantenuto la sua postazione operativa fino a poco prima della caduta di Saigon in mano ai comunisti nel 1975. Nella sua lettera di dimissioni, Stockwell ha citato le profonde preoccupazioni per i…
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di Philip Giraldi per The Unz Review
Qualcuno pensa davvero che l’Iran minacci gli Stati Uniti? È plausibile solo se si riesce a farsi convincere da un bugiardo congenito e criminale di guerra come il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu o da un buffone come il senatore Lindsey Graham della Carolina del Sud. La testa ancora mi doleva come conseguenza dell’aver assistito alle 56 standing ovation di Netanyahu da parte di un Congresso comprato e pagato, quando mi sono imbattuto tra i miei vecchi libri in un volume con un titolo che riassumeva ciò che stavo pensando. Si intitola “In Search of Enemies: A CIA Story” ed è stato scritto da un ex collega dell’Agenzia di nome John Stockwell nel 1978. Stockwell ha trascorso parte degli anni della scuola superiore con il padre missionario presbiteriano nel Congo belga. Si è poi laureato all’Università del Texas e ha trascorso tre anni nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Entrato nella CIA nel 1964, si è guadagnato il rispetto come “mano esperta dell’Africa”, come si diceva comunemente, durante i dodici anni trascorsi presso il vicedirettore delle operazioni dell’Agenzia, terminati con le sue dimissioni nel 1976. Stockwell ha prestato servizio come ufficiale in tre guerre: la crisi del Congo, come capo della “task force” dell’Agenzia nella guerra d’indipendenza dell’Angola e poi il Vietnam. Sei anni di Stockwell sono stati in Africa, come capo della base nel Katanga, poi come capo della stazione a Bujumbura, nel Burundi, nel 1970, prima di essere trasferito in Vietnam per supervisionare le operazioni di intelligence nella provincia di Tay Ninh, dove ha ricevuto la medaglia al merito dell’intelligence della CIA per aver mantenuto la sua postazione operativa fino a poco prima della caduta di Saigon in mano ai comunisti nel 1975. Nella sua lettera di dimissioni, Stockwell ha citato le profonde preoccupazioni per i…
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🇮🇱🇱🇧 DRONE DI HEZBOLLAH FOTOGRAFA RESIDENZA DI NETANYAHU IN CESAREA
Secondo il quotidiano israeliano Israel HaYom, un drone di Hezbollah è riuscito a penetrare la sorveglianza aerea ed è riuscito a infiltrarsi nei pressi della casa del primo ministro israeliano Netanyahu in Cesarea. Netanyahu non si trovava a casa sua a Cesarea quando è stato avvistato il drone.
L'obiettivo del drone di Hezbollah era fotografare l'abitazione personale di Netanyahu.
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L'obiettivo del drone di Hezbollah era fotografare l'abitazione personale di Netanyahu.
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I GRANDI DEL FUMETTO
MILO MANARA nasce a Luson nel 1945. É noto al pubblico di lettori dei fumetti per la sensualità dei suoi acquerelli e delle sue illustrazioni.
Debutta nel mondo del fumetto nel 1969, attraverso delle storie erotico-poliziesche contenute nella collana Genius e in Jolanda de Almaviva.
Negli anni Settanta avvia la collaborazione con il Corriere dei Ragazzi. Nello stesso periodo realizza Un fascio di bombe, fumetto sulla strategia della tensione nel periodo storico degli Anni di Piombo. Con Lo Scimmiotto ad Alessio, un borghese rivoluzionario, Manara fa il suo esordio nel fumetto d’autore, partecipando tra l’altro alla realizzazione a fumetti della Storia d’Italia, collana di volumi a cura di Enzo Biagi. Lavora con Hugo Pratt. Tra i loro successi vi sono: Un’Estate Indiana e Il Gaucho, dove Pratt scrive i testi.
Il disegnatore altoatesino diventa anche un artista conosciuto oltreoceano, grazie a diverse pubblicazioni per la DC Comics e la Marvel, tra le quali una storia degli X-Men femminile e X-Men: Ragazze in fuga, in collaborazione con lo sceneggiatore americano Chris Claremont. Dopo numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero, nel 2009 l’Accademia di Belle Arti di Macerata gli dona il titolo di Accademico Honoris Causa.
Milo Manara official
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MILO MANARA nasce a Luson nel 1945. É noto al pubblico di lettori dei fumetti per la sensualità dei suoi acquerelli e delle sue illustrazioni.
Debutta nel mondo del fumetto nel 1969, attraverso delle storie erotico-poliziesche contenute nella collana Genius e in Jolanda de Almaviva.
Negli anni Settanta avvia la collaborazione con il Corriere dei Ragazzi. Nello stesso periodo realizza Un fascio di bombe, fumetto sulla strategia della tensione nel periodo storico degli Anni di Piombo. Con Lo Scimmiotto ad Alessio, un borghese rivoluzionario, Manara fa il suo esordio nel fumetto d’autore, partecipando tra l’altro alla realizzazione a fumetti della Storia d’Italia, collana di volumi a cura di Enzo Biagi. Lavora con Hugo Pratt. Tra i loro successi vi sono: Un’Estate Indiana e Il Gaucho, dove Pratt scrive i testi.
Il disegnatore altoatesino diventa anche un artista conosciuto oltreoceano, grazie a diverse pubblicazioni per la DC Comics e la Marvel, tra le quali una storia degli X-Men femminile e X-Men: Ragazze in fuga, in collaborazione con lo sceneggiatore americano Chris Claremont. Dopo numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero, nel 2009 l’Accademia di Belle Arti di Macerata gli dona il titolo di Accademico Honoris Causa.
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NON CI SARÀ PER SEMPRE UN’INGHILTERRA
Per molte persone, lo Stato-nazione non è più l’identità più importante, ma le relazioni internazionali si basano ancora sulla norma westfaliana degli Stati teoricamente sovrani. Eppure, l’ortodossia politica di oggi richiede che gli Stati occidentali siano di tutti. Chiunque, di qualsiasi razza, può essere americano, europeo, australiano o canadese. Tuttavia, molte persone, anche i liberali o i multiculturalisti, sono nazionalisti di sangue e di suolo per le persone che amano. Quasi tutti sono nazionalisti per qualcuno. Ilhan Omar, Alexandria Ocasio-Cortez e Chuck Schumer vogliono tutti frontiere aperte per l’America, ma sono nazionalisti di estrema destra per i loro gruppi. Una nazione è occupata quando coloro che la controllano ti costringono a vivere secondo le loro preferenze tribali anche nel “tuo Paese”. I bianchi della classe operaia si sono recentemente rivoltati in Gran Bretagna dopo che un ruandese ha ucciso tre ragazze bianche. Il governo laburista e i giornalisti alleati sembravano molto meno arrabbiati per gli omicidi che per le rivolte o per l’affermazione che il ruandese non era britannico. (È nato in Galles, quindi è britannico come Re Artù). Il Governo ha arrestato più di mille persone, ne ha accusate centinaia e ne ha già condannate alcune. Il Primo Ministro Keir Starmer ha denunciato duramente i rivoltosi e non ha mostrato alcuna comprensione per le loro preoccupazioni. Ci sono stati pochi articoli che ci dicevano di considerare le “cause profonde”, a differenza di quanto accade quando i non bianchi o i musulmani si ribellano. “Two-Tier Keir” si è inginocchiato per George Floyd, che è morto a 4.000 miglia di distanza, ma disprezza la sua stessa gente.
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Per molte persone, lo Stato-nazione non è più l’identità più importante, ma le relazioni internazionali si basano ancora sulla norma westfaliana degli Stati teoricamente sovrani. Eppure, l’ortodossia politica di oggi richiede che gli Stati occidentali siano di tutti. Chiunque, di qualsiasi razza, può essere americano, europeo, australiano o canadese. Tuttavia, molte persone, anche i liberali o i multiculturalisti, sono nazionalisti di sangue e di suolo per le persone che amano. Quasi tutti sono nazionalisti per qualcuno. Ilhan Omar, Alexandria Ocasio-Cortez e Chuck Schumer vogliono tutti frontiere aperte per l’America, ma sono nazionalisti di estrema destra per i loro gruppi. Una nazione è occupata quando coloro che la controllano ti costringono a vivere secondo le loro preferenze tribali anche nel “tuo Paese”. I bianchi della classe operaia si sono recentemente rivoltati in Gran Bretagna dopo che un ruandese ha ucciso tre ragazze bianche. Il governo laburista e i giornalisti alleati sembravano molto meno arrabbiati per gli omicidi che per le rivolte o per l’affermazione che il ruandese non era britannico. (È nato in Galles, quindi è britannico come Re Artù). Il Governo ha arrestato più di mille persone, ne ha accusate centinaia e ne ha già condannate alcune. Il Primo Ministro Keir Starmer ha denunciato duramente i rivoltosi e non ha mostrato alcuna comprensione per le loro preoccupazioni. Ci sono stati pochi articoli che ci dicevano di considerare le “cause profonde”, a differenza di quanto accade quando i non bianchi o i musulmani si ribellano. “Two-Tier Keir” si è inginocchiato per George Floyd, che è morto a 4.000 miglia di distanza, ma disprezza la sua stessa gente.
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Come Don Chisciotte
Non ci sarà per sempre un'Inghilterra - Come Don Chisciotte
Di Gregory Hood, amren.com Per molte persone, lo Stato-nazione non è più l’identità più importante, ma le relazioni internazionali si basano ancora sulla norma westfaliana degli Stati teoricamente sovrani. Eppure, l’ortodossia politica di oggi richiede…
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Forwarded from CORVELVA
Prendiamo la notizia mainstream del giorno e proviamo a leggerla insieme con occhi diversi, usandola per spiegare alcuni concetti base: "Gaza vede il primo caso di polio in 25 anni mentre le Nazioni Unite chiedono vaccinazioni di massa… Malattia altamente infettiva confermata in un bambino di 10 mesi, mentre il capo delle Nazioni Unite esorta a fermarsi nei combattimenti per contenere la diffusione"(1)
Approfondendo questa notizia, girata sui media di mezzo mondo, abbiamo alcuni dati interessanti come ad esempio che l’OMS chiede “due cicli di una campagna di vaccinazione antipolio… lanciati alla fine di agosto e settembre 2024 in tutta la Striscia di Gaza per prevenire la diffusione del poliovirus circolante di tipo 2 (cVDPV2)” e a chiederlo sono il Ministero della Salute Palestinese (MoH), in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occrazione per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) e i vari partner.(2)
Per comprendere la notizia è necessario capire di cosa stiamo parlando e per farlo è importante conoscere alcune cose. La poliomielite è una malattia virale causata dal poliovirus, che, in rari casi, può colpire il sistema nervoso e portare a paralisi o morte. Il nome "poliomielite" deriva dalle parole greche "polio" (grigio) e "mielina" (midollo), riflettendo il suo impatto sul midollo spinale. Il poliovirus si presenta in tre varianti: tipo 1, tipo 2 e tipo 3.(3)
Ma allora cos'è quell’acronimo che imperversa sui media di tutto il mondo, il cVDPV2? Per cVDPV2 si intende “Circulating vaccine-derived poliovirus type 2” ovvero poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale in circolazione ed è cosa nota che recentemente si è verificato un aumento di casi di poliomielite paralitica associati al poliovirus derivato da vaccino (VDPV) poiché l'OPV (Oral Polio Vaccine Sabin usato sia a Gaza che in mezzo mondo), può replicarsi nell'intestino e essere escreato nelle feci. Il virus vaccinale escreto ha il potenziale di mutare geneticamente e causare la poliomielite paralitica. Parallelamente è notorio che il poliovirus è contagioso e trasmissibile da persona a persona e che la via di trasmissione più comune è il contatto con le feci di una persona infetta (trasmissione oro-fecale).
La polio di tipo 2 wild-type (quella selvaggia) è stata dichiarata eradicata in tutto il mondo nel 2015 e, analogamente il 24 ottobre 2019 la Global Polio Eradication Initiative (GPEI) ha annunciato l'eradicazione globale della polio di tipo 3 wild-type. Attualmente l’unico tipo di polio circolante nel mondo è il tipo 1 e nel 2018 sono stati rilevati 33 casi a livello globale, di cui 12 in Pakistan e 21 in Afghanistan. Tuttavia, nel 2018 sono stati registrati 6.732 casi di VAPP associati all'uso dell'OPV Sabin e 104 casi di paralisi da VDPV.
Nonostante l'eliminazione della polio di tipo 2 dai vaccini orali nella primavera del 2016, i casi di polio paralitica associati al cVDPV2 hanno continuato a verificarsi. Nel 2019 sono stati segnalati focolai di cVDPV2 nelle Filippine e in diversi Paesi africani. Ciò ha spinto i funzionari sanitari a reintrodurre un OPV di tipo 2 e, dall'aprile 2016, sono state somministrate circa 300 milioni di dosi nelle regioni in cui si sono verificati focolai di cVDPV2, che, come abbiamo compreso, si intende poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale. I problemi associati alla reintroduzione dell'OPV vivo di tipo 2 hanno incluso il rischio che il suo utilizzo possa potenzialmente portare a ulteriori casi e focolai di cVDPV2.(4)
Approfondendo questa notizia, girata sui media di mezzo mondo, abbiamo alcuni dati interessanti come ad esempio che l’OMS chiede “due cicli di una campagna di vaccinazione antipolio… lanciati alla fine di agosto e settembre 2024 in tutta la Striscia di Gaza per prevenire la diffusione del poliovirus circolante di tipo 2 (cVDPV2)” e a chiederlo sono il Ministero della Salute Palestinese (MoH), in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occrazione per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) e i vari partner.(2)
Per comprendere la notizia è necessario capire di cosa stiamo parlando e per farlo è importante conoscere alcune cose. La poliomielite è una malattia virale causata dal poliovirus, che, in rari casi, può colpire il sistema nervoso e portare a paralisi o morte. Il nome "poliomielite" deriva dalle parole greche "polio" (grigio) e "mielina" (midollo), riflettendo il suo impatto sul midollo spinale. Il poliovirus si presenta in tre varianti: tipo 1, tipo 2 e tipo 3.(3)
Ma allora cos'è quell’acronimo che imperversa sui media di tutto il mondo, il cVDPV2? Per cVDPV2 si intende “Circulating vaccine-derived poliovirus type 2” ovvero poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale in circolazione ed è cosa nota che recentemente si è verificato un aumento di casi di poliomielite paralitica associati al poliovirus derivato da vaccino (VDPV) poiché l'OPV (Oral Polio Vaccine Sabin usato sia a Gaza che in mezzo mondo), può replicarsi nell'intestino e essere escreato nelle feci. Il virus vaccinale escreto ha il potenziale di mutare geneticamente e causare la poliomielite paralitica. Parallelamente è notorio che il poliovirus è contagioso e trasmissibile da persona a persona e che la via di trasmissione più comune è il contatto con le feci di una persona infetta (trasmissione oro-fecale).
La polio di tipo 2 wild-type (quella selvaggia) è stata dichiarata eradicata in tutto il mondo nel 2015 e, analogamente il 24 ottobre 2019 la Global Polio Eradication Initiative (GPEI) ha annunciato l'eradicazione globale della polio di tipo 3 wild-type. Attualmente l’unico tipo di polio circolante nel mondo è il tipo 1 e nel 2018 sono stati rilevati 33 casi a livello globale, di cui 12 in Pakistan e 21 in Afghanistan. Tuttavia, nel 2018 sono stati registrati 6.732 casi di VAPP associati all'uso dell'OPV Sabin e 104 casi di paralisi da VDPV.
Nonostante l'eliminazione della polio di tipo 2 dai vaccini orali nella primavera del 2016, i casi di polio paralitica associati al cVDPV2 hanno continuato a verificarsi. Nel 2019 sono stati segnalati focolai di cVDPV2 nelle Filippine e in diversi Paesi africani. Ciò ha spinto i funzionari sanitari a reintrodurre un OPV di tipo 2 e, dall'aprile 2016, sono state somministrate circa 300 milioni di dosi nelle regioni in cui si sono verificati focolai di cVDPV2, che, come abbiamo compreso, si intende poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale. I problemi associati alla reintroduzione dell'OPV vivo di tipo 2 hanno incluso il rischio che il suo utilizzo possa potenzialmente portare a ulteriori casi e focolai di cVDPV2.(4)
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Forwarded from CORVELVA
Cos’altro possiamo raccontarvi del non detto dietro questa notizia? Potremmo raccontarvi di come nella Striscia di Gaza le vaccinazioni siano obbligatorie e somministrate alacremente dall’UNRWA a tutta la popolazione infantile, con però qualche piccolissimo problemino, come ad esempio che hanno somministrato vaccini scaduti e rifiutano, coperti dalla loro totale immunità diplomatica, di riconoscere tutti quei soggetti che hanno subito un danno irreversibile da vaccinazione e che, sempre nella Striscia di Gaza, non esista nessun sistema di farmacovigilanza.(5)
La polio non è tornata a Gaza dopo oltre 25 anni, ma un tipo di poliovirus, il 2 derivato dalle continue campagne di vaccinazione obbligatoria con il vaccino Sabin orale, ha “attecchito” su un bambino di 10 mesi che vive in una situazione sanitaria, alimentare e sociale a dir poco estrema e ora coloro che hanno vaccinato tutti nella Striscia di Gaza, coloro che rifiutano i casi come quello del piccolo piccolo Abd-elhay, non chiedono un cessate il fuoco per migliorare la situazione di questi bambini, lo chiedono per ri-vaccinare tutti. Chissà se poi quei bambini diventeranno anti-proiettili, dei piccoli Eroi come promesso dalla campagna globale Vaccine Hero.
1) https://www.theguardian.com/world/article/2024/aug/16/gaza-sees-first-polio-case-in-25-years-as-un-calls-for-mass-vaccinations
2) https://www.who.int/news/item/16-08-2024-humanitarian-pauses-vital-for-critical-polio-vaccination-campaign-in-the-gaza-strip
3) https://www.corvelva.it/malattie-vaccini/poliomielite/che-cose-la-poliomelite.html
4) CDC Update on Vaccine-Derived Poliovirus Outbreaks — Worldwide, January 2018–June 2019 MMWR Nov. 15, 2019; 68(45);1024–1028
5) https://www.corvelva.it/approfondimenti/sistema-sanita/anche-nella-striscia-di-gaza-la-favola-dell-1-su-1-milione-non-regge.html
La polio non è tornata a Gaza dopo oltre 25 anni, ma un tipo di poliovirus, il 2 derivato dalle continue campagne di vaccinazione obbligatoria con il vaccino Sabin orale, ha “attecchito” su un bambino di 10 mesi che vive in una situazione sanitaria, alimentare e sociale a dir poco estrema e ora coloro che hanno vaccinato tutti nella Striscia di Gaza, coloro che rifiutano i casi come quello del piccolo piccolo Abd-elhay, non chiedono un cessate il fuoco per migliorare la situazione di questi bambini, lo chiedono per ri-vaccinare tutti. Chissà se poi quei bambini diventeranno anti-proiettili, dei piccoli Eroi come promesso dalla campagna globale Vaccine Hero.
1) https://www.theguardian.com/world/article/2024/aug/16/gaza-sees-first-polio-case-in-25-years-as-un-calls-for-mass-vaccinations
2) https://www.who.int/news/item/16-08-2024-humanitarian-pauses-vital-for-critical-polio-vaccination-campaign-in-the-gaza-strip
3) https://www.corvelva.it/malattie-vaccini/poliomielite/che-cose-la-poliomelite.html
4) CDC Update on Vaccine-Derived Poliovirus Outbreaks — Worldwide, January 2018–June 2019 MMWR Nov. 15, 2019; 68(45);1024–1028
5) https://www.corvelva.it/approfondimenti/sistema-sanita/anche-nella-striscia-di-gaza-la-favola-dell-1-su-1-milione-non-regge.html
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