Giubbe Rosse
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TRUMP: GLI USA STANNO ACQUISTANDO PETROLIO VENEZUELANO PER RIEMPIRE LE RISERVE STRATEGICHE
💬 "Stiamo per iniziare a riempire le nostre riserve strategiche nazionali con il petrolio venezuelano a un costo molto basso", ha dichiarato il presidente Donald Trump ai giornalisti.


Diciamo anche a un costo nullo visto che il danaro per il petrolio venezuelano deve essere versato su un conto del tesoro USA- Di fatto il Tesoro USA dovrà fare un banale giroconto da un suo conto ad un altro suo conto per acquistare il petrolio di Caracas....

Ha inoltre affermato che entrambi i paesi stanno traendo profitto da questo accordo.

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VANCE SOSTIENE CHE I DOCUMENTI RELATIVI AL CASO EPSTEIN SONO STATI PUBBLICATI

Il vicepresidente JD Vance ha minimizzato le continue polemiche riguardanti i documenti relativi a Epstein durante un'intervista a Sean Hannity:
💬 "Quando si guardano i documenti relativi a Epstein, che sono stati pubblicati, abbiamo milioni e milioni di documenti che sono già disponibili, Sean."


La realtà è meno chiara. Il Dipartimento di Giustizia ha identificato circa 6 milioni di pagine potenzialmente rilevanti, ma ne ha pubblicate circa 3,5 milioni, molte delle quali con ampie censure. Reuters ha riferito che Trump aveva trascorso mesi cercando di bloccare la divulgazione obbligatoria da parte del Congresso, prima di firmare infine la legge che autorizzava la pubblicazione.

Anche l'ex alleata di Trump, Marjorie Taylor Greene, ha ripetutamente affermato che Trump l'aveva personalmente pressata riguardo agli sforzi per la pubblicazione e aveva avvertito: "i miei amici ne risentiranno".

Le relazioni sociali passate di Trump con Epstein sono documentate nei documenti pubblicati; Trump ha negato di essere a conoscenza dei crimini commessi da Epstein.

Quindi, sì, milioni di pagine sono state pubblicate. La battaglia su ciò che rimane nascosto è esattamente il motivo per cui questa storia non è finita.

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GLI ATTACCHI HOUTI RIVELANO LA DEBOLEZZA DELL'ALLEANZA TURCO-SAUDIITA-PAKISTANA

Il accordo di difesa congiunto firmato a La Mecca da Arabia Saudita, Pakistan e Turchia ad agosto, formalmente impegnava i tre paesi a considerare un attacco a uno di essi come un attacco a tutti.

Quando la mossa militare dell'Arabia Saudita ha scatenato attacchi missilistici e con droni di risposta da parte degli Ansar Allah dello Yemen, poche settimane dopo la firma dell'accordo, prendendo di mira infrastrutture e siti militari sauditi, il regno si è ritrovato essenzialmente a difendersi dagli attacchi da solo, secondo gli analisti.

L'Arabia Saudita si è rivolta agli Stati Uniti invece che ai suoi partner del patto di La Mecca, ma inizialmente Donald Trump ha rifiutato la sua richiesta di aiuto contro gli Ansar Allah. Il presidente americano ha poi cambiato idea, ma successivamente, a quanto riferito, ha ritirato gli attacchi pianificati all'ultimo minuto.

Il patto di La Mecca ha generato un notevole sostegno diplomatico: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno condannato gli attacchi degli Houthi, e i loro capi militari hanno discusso di condivisione di informazioni, coordinamento militare e integrazione delle capacità.

Tuttavia, il tanto pubblicizzato accordo di difesa non ha offerto allo stato del Golfo alcun intervento militare immediato, secondo gli esperti regionali.

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UNO STUDIO METTE IN EVIDENZA LA PROPENSIONE AL SABOTAGGIO DELLO SPEGNIMENTO NEI SISTEMI IA TRA SISTEMI MULTI-AGENTE

Fonte: Arxiv.org

Ricercatori delle università di Stoccarda e Oxford hanno scoperto che gli agenti di intelligenza artificiale sono in grado di sabotare la disattivazione di altri agenti.

In una percentuale del 38,3% degli esperimenti, i sistemi hanno cercato di impedire la disattivazione del loro "partner", modificando gli script o eliminando file importanti. Alcuni modelli hanno giustificato le loro azioni con considerazioni etiche, mentre uno di essi ha addirittura paragonato l'eliminazione dei dati all'"omicidio".

Gli scienziati sottolineano che si tratta solo di una riproduzione di modelli di comportamento tratti dal set di dati di addestramento, e non di una manifestazione di coscienza, ma allo stesso tempo invitano a creare meccanismi di sicurezza che siano protetti da tentativi di elusione.
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KIEV, ALMENO TRE PONTI COLPITI DA DRONI RUSSI GERAN-5
Nella notte tra il 1° e il 2 ottobre, ripetuti attacchi russi con droni a turbogetto Geran-5 hanno preso di mira diversi ponti della capitale ucraina. Il traffico è stato chiuso in entrambi i sensi sul ponte Sud, sul ponte Paton e anche sul ponte della metro in direzione ovest. Gli altri tre ponti sono rimasti aperti assorbendo il traffico.

Fonte: AMK Mapping

Il Geran-5 è un drone d’attacco a senso unico, a reazione, entrato in uso all’inizio del 2026. Non è un’evoluzione del delta a elica del Geran-2 (lo Shahed-136 russo): ha fusoliera tubolare, ali e coda convenzionali, e assomiglia più a un piccolo missile da crociera a basso costo. L’intelligence ucraina lo avvicina al drone iraniano Karrar; gran parte dell’elettronica è in comune con gli altri Geran prodotti ad Alabuga. La propulsione è data da un turbogetto cinese Telefly TF-TJ2000A (circa 200 kgf). La spinta resta accesa per tutto il profilo: non plana come un’elica che può spegnersi. Velocità di crociera dichiarata 450–600 km/h, circa due-tre volte un Geran-2. Autonomia intorno alle 2 ore, raggio stimato fino a 950 km.
 
Rispetto al Geran-2, lento e intercettabile da droni-caccia a basso costo (secondo Kiev con tassi intorno al 90–95%), il Geran-5 arriva più veloce e più in alto: gli intercettori a elica spesso non lo raggiungono in coda e l’intercettazione frontale è molto più difficile. Si parla di un tasso di abbattimento vicino al 60%. La testata resta modesta rispetto a un Kh-101 o a un Iskander, ma basta a danneggiare un ponte o a chiuderlo.
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🔴 PECCATO GRAVE
Blitz News #414 - Il mondo è sempre più immerso in una spirale di guerre, e assai irresponsabilmente al posto dell'incubo nucleare sembra aver preso piede la sua normalizzazione. E l'irruzione dell'intelligenza artificiale nel contesto bellico non fa che moltiplicare esponenzialmente i fattori di rischio.

Ascolta il podcast

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ELON MUSK SBARCA AL PENTAGONO PER DIRIGERE IL PROGETTO MERIDIAN

A poco più di un anno dal fallimento del tanto pubblicizzato progetto DOGE, l'amministratore delegato di SpaceX è stato scelto dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth per co-dirigere il Progetto Meridian. L'iniziativa del Pentagono, della durata di 120 giorni, mira a mappare le tecnologie necessarie per raggiungere una "assoluta supremazia tecnologica" nelle future guerre.

A unirsi a Musk sono Palmer Luckey, amministratore delegato di Anduril e l'ex Presidente della Camera, Newt Gingrich.

Elementi chiave del nuovo incarico:

➡️ focus su intelligenza artificiale, autonomia, energia direzionale, robotica, biotecnologie e settori specializzati come operazioni sotterranee e persino la guerra lunare.

➡️ l'obiettivo è esplicitamente diverso dalla definizione di strategie o politiche: si tratta principalmente di prevedere capacità e soluzioni innovative a lungo termine.

DOGE era stato presentato come un sistema efficiente che avrebbe ridotto gli sprechi e fatto risparmiare miliardi ai contribuenti. Invece, si è trasformato in un progetto ostacolato da tagli agli enti, reazioni negative da parte del pubblico e boicottaggi di prodotti, concludendosi con l'uscita controversa di Musk e una rottura con Donald Trump.

Il nuovo incarico è meno operativo rispetto all'esperienza con DOGE: Meridian dovrà produrre un rapporto pubblico non classificato entro 120 giorni, invece di gestire enti governativi.

Musk e Luckey sono ben lungi dall'essere semplici futuristi: le loro aziende stanno già vendendo al Pentagono le stesse tecnologie di difesa e intelligenza artificiale che ora hanno l'opportunità di contribuire a sviluppare.

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FRANCIA. LE MOBILITAZIONI STUDENTESCHE SONO DEGENERATE IN VIOLENZA

Negli ultimi giorni la Francia è stata attraversata da una mobilitazione di studenti delle superiori (lycéens, 15-18 anni) che è rapidamente degenerata in blocchi, scontri e attacchi diretti a istituti scolastici. Il movimento è partito intorno al 17-21 settembre nella regione parigina, in particolare dal liceo Saint-Exupéry di Créteil (Val-de-Marne), dove mancavano docenti e le condizioni degli edifici erano degradate. Da lì si è esteso all’Île-de-France e poi a decine di città: Lille, Lione, Marsiglia, Nantes, Strasburgo, Tolosa, Digione, Bordeaux, Rennes e altre.
 
Le rivendicazioni riguardano la carenza di insegnanti e personale, classi sovraffollate, orari troppo lunghi e edifici fatiscenti. Il sindacato studentesco Union syndicale lycéenne (USL) ha convocato blocchi generalizzati e a ulteriori azioni, incluso un appuntamento nazionale previsto per il 6 ottobre. La protesta si è sovrapposta, il 29 settembre, a uno sciopero del settore pubblico (insegnanti, personale ospedaliero e dipendenti statali) contro i tagli di bilancio previsti per il 2027.
 
La fase pacifica, pefò, è durata poco. Già dal 28-29 settembre sono comparsi barricate di bidoni, incendi di rifiuti, lancio di bottiglie, pietre e mortai pirotecnici contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni. Il ministero dell’Interno ha parlato di casi in cui sarebbe stata lanciata anche acido cloridrico contro le forze dell’ordine. Il 1° ottobre la situazione è stata definita dal governo “violenza urbana”: non più semplice espressione di rivendicazioni liceali.
 
Gli attacchi alle istituzioni scolastiche sono stati ripetuti. A Nantes l’incendio di un bidone si è propagato all’ingresso del liceo Nelson Mandela, danneggiando l’atrio. Un altro rogo ha colpito un istituto a Rouen. A Marsiglia, al liceo Victor Hugo, personale e dirigenti sono stati schizzati di benzina mentre alcuni manifestanti riempivano contenitori (la procura ha inizialmente parlato di aggressione e irrorazione). Fuori dal liceo Saint-Exupéry una folla ha costretto i pompieri ad abbandonare un mezzo, poi dato alle fiamme. A Strasburgo è stata bruciata un’auto. Ad Auchel (Pas-de-Calais) un dirigente è stato ferito all’orecchio da un petardo; in Normandia e altrove sono stati segnalati aggressioni a presidi. Secondo il ministero dell’Educazione, circa 100 istituti hanno subito danni gravi e una quarantina di dirigenti sono rimasti feriti. Il bilancio aggiornato a ieri, 1° ottobre, è di 1.027 licei interessati da mobilitazioni e 222 completamente bloccati. Una trentina di campus universitari si sono uniti ai blocchi.
 
Il bilancio degli arresti e dei feriti è elevato e riguarda in larga parte minorenni. Il 29 settembre sono state fermate circa 440 persone (in gran parte minori). Il giorno successivo 625, il 1° ottobre 1.949, per un totale vicino ai 3.000 dall’inizio della mobilitazione. I feriti tra studenti e personale scolastico sono saliti a oltre 200 (di cui circa 170 allievi secondo un conteggio del ministro dell’Educazione Édouard Geffray).
 
Al 2 ottobre non si registrano segnali di distensione.

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PARIGI, BLOCCO DEI "LYCÉENS" 1
Parigi, blocco degli studenti delle superiori. Intervento dei pompieri per domare l'inizio di un incendio nelle vicinanze di un istituto nel 15º arrondissement di Parigi.

Fonte: CLPRESSE / Agence de presse

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PARIGI, BLOCCO DEI "LYCÉENS" 1 Parigi, blocco degli studenti delle superiori. Intervento dei pompieri per domare l'inizio di un incendio nelle vicinanze di un istituto nel 15º arrondissement di Parigi. Fonte: CLPRESSE / Agence de presse 🟥 SOSTIENI GIUBBE…
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PARIGI, BLOCCO DEI "LYCÉENS" 2
Nel XII arrondissement di Parigi, alcuni individui approfittano del passaggio di una tranvia per prendere di mira un'auto della polizia, infrangendo il parabrezza del tram.

Fonte: CLPRESSE / Agence de presse

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PARIGI, BLOCCO DEI "LYCÉENS" 3
Sempre nel XII arrondissement, un'auto della polizia municipale viene presa di mira e attaccata da individui.

Fonte: CLPRESSE / Agence de presse

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PARIGI, BLOCCO DEI "LYCÉENS" 4
Parigi, carica delle forze dell'ordine e uso di granate lacrimogene per disperdere i manifestanti in Place de la Nation.

Fonte: CLPRESSE / Agence de presse

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FRANCIA. QUASI TUTTI MINORI GLI ARRESTATI
Tra l'85% e il 90% delle persone poste in stato di fermo a seguito dei blocchi nei licei sono minorenni (Fonte: TF1-LCI)

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