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La prima. Il governo prepara una variazione di Bilancio che vale il doppio della Legge che deve variare e impegna 22 miliardi di euro di nuovo debito per riarmarsi, naturalmente destinando una parte rilevante di queste somme all'acquisto di armi prodotte all'estero.

Nella stessa manovra impiega una decina di miliardi di euro per ridurre di pochi centesimi le accise a tutti gli italiani, ricchissimi compresi.

Intanto il medesimo governo sta preparando la Legge di bilancio del prossimo anno, destinandone quasi la metà al rispetto dei vincoli europei.

In sintesi la fine dello Stato sociale.

La seconda. Sul piano politico è partito uno straordinario avvelenamento dei pozzi con il capogruppo di Fratelli d'Italia che attacca un presidente della Repubblica, accusandolo di aver liberato centinaia di pericolosissimi mafiosi. Tutto questo solo per dimostrare che il suo partito - e in generale i fascisti - sono contro la mafia, nel momento in cui negano l'autorizzazione alla magistratura di ascoltare le conversazioni fra un parlamentare, già sottosegretario alla Giustizia, e un mafioso.

irresponsabilità pura.

la terza. Per cavalcare il tema dell'invasione, il governo Meloni sospende il trattato di Schengen - una manovra del tutto inutile - scatenando l'ira del governo spagnolo.

Si tratta solo di una campagna propagandistica ma i danni possono essere notevoli.

L’interscambio commerciale tra Italia e Spagna ha superato nel 2024 la soglia dei 68,5 miliardi di euro per poi sfiorare, nel 2025, il record di 71 miliardi di euro, un dato che conferma Madrid come il quarto partner commerciale globale per Roma.

Questa crescita, sostenuta da un incremento dell’export italiano superiore al 10%, ha permesso all'Italia di mantenere e rafforzare una bilancia commerciale strutturalmente in attivo, con un surplus che nel 2025 ha superato i 5 miliardi di euro, a testimonianza della forte presenza della manifattura italiana nel mercato iberico.

Analizzando la bilancia dei pagamenti e nello specifico il conto finanziario, emerge una profondità degli investimenti diretti esteri che va ben oltre il semplice scambio di merci: l'Italia è uno dei principali investitori in Spagna con uno stock che supera i 46 miliardi di euro, mentre il capitale spagnolo in Italia si attesta su una cifra compresa tra i 19 e i 24 miliardi di euro, posizionando la Spagna al settimo posto tra gli investitori esteri nella penisola.

I legami economici sono alimentati da una fitta rete di oltre duemila imprese italiane operative sul territorio spagnolo, tra cui giganti come Enel, che attraverso il controllo di Endesa gioca un ruolo centrale nel settore energetico, ma anche Stellantis, Iveco e i grandi gruppi bancari e assicurativi come Generali e UniCredit.

Parallelamente, la presenza spagnola in Italia è fortemente radicata in settori chiave come la moda, guidata dal gruppo Inditex, e le infrastrutture con Abertis, creando un ecosistema industriale in cui le catene del valore sono ormai indissolubilmente integrate.

Oltre all'interscambio nei settori tradizionali dei macchinari, della chimica e dell’agroalimentare — dove spicca l'importazione di olio e prodotti ittici verso l'Italia e l'esportazione di tecnologie agricole verso la Spagna — questa collaborazione si estende alla proiezione verso mercati terzi, poiché la Spagna funge da piattaforma logistica privilegiata per le aziende italiane che intendono espandersi in America Latina.

Ma per evitare invasioni si può sacrificare tutto questo, come del resto Meloni ha fatto scegliendo la totale subalternità a Trump a Musk e a Larry Fink.
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Il numero di minori palestinesi detenuti da Israele in regime di detenzione amministrativa è quasi raddoppiato nell'arco di poco più di un anno. Lo riporta il Times of Israel, citando dati del Servizio carcerario israeliano ottenuti dall'organizzazione Parents Against Child Detention, i minori sottoposti a questa misura sono passati da 103 nel gennaio 2025 a 191 nel marzo 2026.

I dati mostrano anche un forte aumento dei minori trattenuti per oltre un anno: erano sei nel marzo 2025, sono diventati cinquanta dodici mesi dopo. Cresciuto in parallelo anche il peso della detenzione amministrativa sul totale dei minori palestinesi detenuti: all'inizio del 2025 rappresentavano circa un terzo del totale, mentre nel marzo 2026 sfioravano la metà.
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🇮🇹 Marcinelle ed il vergognoso accordo uomo-carbone sottoscritto da De Gasperi, di cui nessuno parla 👇
Oggi, 8 agosto, è l'anniversario della tragedia di Marcinelle, in Belgio. Qui, nella miniera di carbon fossile di Bois du Cazier, nel 1956 persero la vita 262 persone. Ben 136 erano minatori italiani, concittadini "invitati" dal governo di Alcide De Gasperi ad andarsene dall’Italia sulla base di un accordo "uomo-carbone" col Belgio. Alla fine della guerra, infatti, il primo Ministro belga Van Hacker aveva lanciato la battaglia del carbone, riuscendo a promuovere una convenzione con De Gasperi (con il benestare di Togliatti e Nenni). Il 23 giugno del 1946 venne firmato l'accordo che prevedeva l'acquisto di carbone a fronte dell'impegno italiano di mandare 50mila uomini da utilizzare nel lavoro di miniera. Non meno di 2mila a settimana, 100mila alla fine dell'anno. L'accordo prevedeva un corso di formazione e la garanzia di un alloggio. Ma il carbone lo avremmo dovuto pagare al prezzo di mercato, mentre gli alloggi erano vecchi lager, residuati della guerra venuti buoni per ospitare i minatori. Per i nostri "migranti" che non rispettavano il contratto c’era la galera.
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C’è chi dice che il riarmo italiano è il prezzo da pagare se vogliamo sovranità. È possibile. È vero che non ci si deve illudere che ci aspetti un futuro irenico dove le capacità di difesa militare saranno irrilevanti. 👇
E però, cos’ha questo a che fare con l’attuale politica di riarmo italiano?

In primo luogo, per discutere di esigenze militari si parte da un’analisi di quello che manca e che è richiesto nei conflitti attuali. Non si parte dal budget. Non si parte da quanti soldi si vogliono spendere. Quest’ultimo è il ragionamento di chi non sta pensando alla difesa, ma alle commesse per gli amici degli amici.

Ma non solo.

Le esigenze odierne della difesa passano, prima che da munizioni e carri armati, dalle infrastrutture delle comunicazioni e dai software dedicati.

Ora, esattamente come si pensa di difendere la Patria con un sistema di telecomunicazioni consegnato a fondi esteri come il fondo KKR? Come si pensa di “fare la guerra” con sistemi informatici nazionali che girano su software made in USA? E che dire degli F-35 (100 milioni di euro), con i software di utilizzo in costante bisogno di aggiornamento, per cui se l’Italia vuole farli partire deve aver di fatto il permesso americano?

Dunque, non raccontiamoci balle.
Qui non si tratta affatto di preparare una difesa del paese nello spirito dell’art. 52 della Costituzione. Si tratta di continuare ad essere un’appendice dell’esercito americano, ma questa volta un’appendice spesata al 100% dall’erario italiano e più sacrificabile di prima.

Se dovessimo reistituire la leva, a queste condizioni non sarà per difendere la patria, ma per fare piaceri alle èlite finanziarie che muovono le fila di Washington (e di Bruxelles) fornendo giovani italiani come carne da macello.

Vogliamo parlare di dovere costituzionale della difesa della nazione? Parliamone.

Ma per parlarne sul serio, prima ritiriamoci dalla Nato.
Poi costruiamo una capacità di gestione autonoma in tutti i settori nazionali “dual use”, dall’elettronica alle telecomunicazioni, ai software (sovranità digitale). Costruiamo una rete satellitare nazionale.

Poi forse potremo parlare, senza mentire, di investimenti per la difesa della patria.
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Beh mica male la prima candidatura lanciata da Vannacci. Candida sindaco a Milano uno che a Milano non ci è mai stato nemmeno per turismo.
Perfetto. Gli spiegheremo come si prende la metropolitana.
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FINGIAMO STUPORE;

Un’inchiesta di Drop Site News rivela la nuova, inquietante frontiera della campagna di Israele per riconquistare l’opinione pubblica.

Brad Parscale, ex direttore della campagna digitale di Trump, con la sua società Clock Tower X, sta gestendo un’operazione da 46,5 milioni di dollari (poi salita a 4,5 milioni al mese) per conto del governo israeliano.

L’obiettivo dichiarato? “Influenzare i chatbot basati sull’intelligenza artificiale” come ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity, una pratica nota come “LLM poisoning” (“avvelenamento” dei modelli linguistici).

I siti creati da Parscale registrano poche centinaia di visitatori al mese. Il loro vero scopo è essere “letti” e indicizzati dai web crawler che alimentano i giganti dell’IA, per addestrare le future versioni dei modelli, diventando parte permanente della loro “conoscenza”.

https://it.insideover.com/media-e-potere/llm-poisoning-israele-paga-46-milioni-di-dollari-per-manipolare-chatgpt-gemini-e-claude.html
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Myrta Merlino ha finalmente raggiunto la posizione di vertice che meritava per la sua intelligenza e indipendenza: conduttrice a San Marino RTV
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Perché non dobbiamo più dipendere dagli Stati Uniti.👇
In questo giorni è successa una cosa decisamente anomala e nuova.

Il governo degli Stati Uniti ha deciso di vendere massicciamente euro per comprare yen, che stanno perdendo rapidamente valore dopo la formazione del nuovo governo nipponico chiaramente avverso alla Cina.

Certo, senza scambi con la Cina, l'economia giapponese, gravata da un debito enorme, è molto debole e allora Trump, Bessent e Warsh hanno deciso di soccorrerla.

Ma la ragione dell'intervento Usa è un'altra. Da un lato gli Stati Uniti vogliono rafforzare la propria presenza nell'area e dall'altro voglio impedire un avvitamento della crisi dello yen per ragioni intimamente domestiche.

Un crollo dello yen determinerebbe infatti, oltre ad una svalutazione competitiva, la necessità per il Giappone di vendere i titoli del debito Usa in suo possesso e di alzare i tassi di interesse.

Questi due elementi sarebbero però esiziali per il gigantesco debito federale degli Stati Uniti. Se infatti il governo di Tokyo vende i titoli americani, ne deriva una ulteriore perdita di valore di tali titoli, con la conseguente difficoltà di trovare compratori e con la necessità, per gli Stati Uniti, di aumentare i tassi di interesse con effetti devastanti sul costo del debito pubblico e su quello dei mutui dei milioni di americani che vivono a debito.

Inoltre un eventuale rialzo dei tassi in Giappone, per difendere lo yen, renderebbe meno conveniente per gli operatori internazionali - i grandi fondi - di indebitarsi nel Sol Levante e comprare, con quel prestito, i titoli Usa.

In altre parole, la crisi delle yen può far saltare il debito Usa.

Per evitare ciò, allora, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti ha adottato la misura di vendere euro, facendolo, però, senza alcuna azione concordata con la Bce e con i governi europei.

Questo può generare una crisi di sfiducia nei confronti della moneta europea e costringere la stessa Bce a tassi più alti, con l'intensificarsi delle politiche del rigore.

Ciò significa una perdita ulteriore di peso dell'economia europea per un aumento del costo del denaro per imprese e famiglie, peraltro in una fase già tendenzialmente inflazionistica, e il pieno ritorno alle politiche di austerità e di privatizzazione, di cui beneficeranno i grandi fondi americani.

Naturalmente, austerità vuol dire anche meno debito pubblico in Europa e questo gioverà agli Stati Uniti in duplice modo: meno concorrenza al debito Usa e meno spesa pubblica e concorrenza europea ai prodotti a stelle e strisce.

E' sempre più chiaro, quindi, che gli Stati Uniti sono il principale pericolo economico per l'Europa come dimostra la volontà unilaterale di vendere euro, con le conseguenze ricordate, per salvare il loro capitalismo finanziario.

Purtroppo il credo neoliberale della finanziarizzazione, del trasferimento alla finanza americana delle sorti delle nostre pensioni, delle nostre polizze sanitarie e della tenuta dei portafogli dei risparmiatori ci ha resi una colonia a cui imporre ogni scelta.
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Mi raccomando, rottamate la Panda per salvare il pianeta.
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Sta girando come una trottola un post che mostra come l'Italia sia oggi la quarta "potenza esportatrice" al mondo.
Export 2025: 643 miliardi di euro, quarti dietro Cina, USA e Germania. Surplus commerciale: +50,7 miliardi.👇
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Frotte di amici di Giorgia si spellano le mani per spiegare che, vedete, il declino è storia vecchia, "la nave va".

Ora, qualcuno si potrebbe chiedere come mai a questo trionfo faccia riscontro una crescita 2025 dello 0,5%, confermata per il 2026.

Un interessante confronto è che per le prime 3 posizioni la Cina è cresciuta del 5%, gli USA del 2,1%, mentre la Germania ha fatto persino peggio di noi (+ 0,2%).

Ora, non è che ci compiacciamo del declino, giuro.
Saremo i primi a felicitarci se questo fosse il segno di una reale inversione di tendenza.
Purtroppo è la solita pubblicità ingannevole.

Ovviamente una valutazione isolata dell'export non è un indice della salute economica di un paese.
Anche laddove fosse abbinata ad una grande crescita del PIL, da sola sarebbe una soluzione mercantilista che è fragile e di breve respiro (basta qualunque turbativa dei traffici (pandemie, guerre, dazi protezionistici - cito a caso) e il collasso è immediato.

Se però la crescita dell'export fosse abbinata ad una crescita dei salari e dunque del mercato interno, sarebbe comunque una buona notizia.

Ma così non è. Il mercato interno italiano è morto, i salari sono gli unici diminuiti negli ultimi vent'anni in Europa (e proprio questo facilita le esportazioni.)

A ciò si deve aggiungere che parlare di esportazioni italiane non vuol dire ancora quasi niente (e, se è per questo, neanche parlare di crescita del Prodotto Interno Lordo).

Infatti ciò che viene registrato è l'esportazione di merci prodotte in Italia, ma spesso la proprietà delle industrie produttrici è estera, francese, tedesca, olandese, ecc. Di conseguenza gli introiti della vendita all'estero rappresentano un beneficio in termini di profitto soprattutto per proprietari collocati fuori d'Italia. (Questo è quanto succede in molti paesi del Terzo Mondo, dove a fronte di crescite bandanzose del PIL, la ricchezza interna non cresce.)
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Mercoledì 12 agosto è attesa la prima eclissi totale di Sole visibile in ampie parti dall'Europa continentale dal 1999. Il disco solare sarà completamente oscurato dalla Luna nella Spagna settentrionale e orientale. In Italia l'eclissi sarà invece parziale, visibile a partire dalle 19:30 fino al tramonto: la copertura raggiungerà il 90% al Nord, in Toscana e in Sardegna, mentre diminuisce progressivamente spostandosi verso sud-est

👉 Per gli orari precisi in ogni angolo del mondo, consulta questa mappa interattiva eclipsemap.xyz
Il presidente della Comunità Ebraica di Milano, Walker Meghnagi, critica la proposta di assegnare il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza

“Anche io piango per i bambini palestinesi vittime di questo terribile conflitto, ma tracciare una linea di demarcazione sulla sofferenza dei più piccoli è pericoloso. Un’iniziativa unilaterale come questa cancella i bambini ebrei, anch’essi travolti da una guerra non certo voluta da Israele. È un’apartheid morale: non si può soffrire per i bambini di una parte senza soffrire anche per quelli dell’altra”.

“Questa selezione dell’empatia fa passare il messaggio che vi siano vittime meritevoli e altre da dimenticare, come se i bambini ebrei fossero di ‘serie B’. È una forma di razzismo anche questa, così come lo è in un altro conflitto la discriminazione verso i 20mila bambini ucraini sequestrati dai russi, che non mobilitano manifestazioni e coscienze. Il dolore di un bambino non dovrebbe mai avere bandiera. Se succede, siamo già nell’abisso del razzismo”. 💩💩💩
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