Truth
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La tecnica è sempre la stessa: metterti in lista d'attesa, sfiancarti e poi proporti la "visita in privato" il giorno dopo con gli stessi medici 😡
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Lasciamo fare al mercato....

EsssilorLuxottica ha circa 20 mila dipendenti in Italia, in gran parte concentrati nel vasto sistema produttivo bellunese. 👇
La società ha come azionisti di riferimento Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, con sede in Lussemburgo per una quota del 32,3% e con diritti di voto pari al 38%, e i grandi fondi americani a partire da BlackRock, che complessivamente controllano il resto.

In questo momento all'interno di Delfin, che possiede anche un patrimonio azionario di 44 miliardi di euro ed è fondamentale, oltre che in EssilorLuxottica, nel sistema bancario e assicurativo del nostro paese, è in atto un duro scontro fra Leonardo Maria Del Vecchio e gli altri eredi.

Il giovane Del Vecchio voleva la copertura del Cda di Delfin per poter ottenere un colossale prestito bancario con l'obiettivo di comprare le partecipazioni degli altri membri della famiglia.

Ma il Cda, guidato da Francesco Milleri, designato in tale ruolo dal capostipite Leonardo Del Vecchio, si è rifiutato e quindi Leonardo è andato su tutte le furie dimettendosi da ogni incarico in EssilorLuxottica e rendendo noto coram populo tutto il suo dissenso.

Ora cosa potrebbe fare il mercato in tale circostanza?

Punire EssilorLuxottica per la spaccatura interna alla sua governance, con conseguenze per i lavoratori e le lavoratrici tutt'altro che banali, mettendo in crisi uno dei distretti produttivi che funziona bene.

Oppure potrebbero intervenire i grandi fondi, che approfittando della lite familiare, destinata a trascinarsi in sede legale, acquistano quote rilevanti delle banche e di Generali, rendendo ancora più forte il loro monopolio del risparmio italiano.

Il famoso mercato fa vincere sempre i lupi soprattutto se le galline starnazzano.

Il mercato, il mercato......
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🇮🇹🏚 DIECI ANNI DOPO, ANCORA FUORI CASA

Mattarella dice che la ricostruzione va completata “nel più breve tempo possibile”.

Bella frase.
Peccato che Mattarella fosse già Presidente della Repubblica quando il terremoto ha distrutto Amatrice e devastato il Centro Italia. 🤮
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Temevano una nuova Taranto, con tanti fischi e l’ennesima figura imbarazzante per la Presidente del Consiglio Meloni.
Allora cosa hanno fatto ad Amatrice in occasione della passerella elettorale della premier in occasione dei dieci anni dal terremoto? 👇
Hanno letteralmente bonificato la zona da ogni possibile protesta, fischio o contestazione.
Decine e decine di agenti e forze dell’ordine, a partire dall’alba, hanno blindato il centro negando alla popolazione, quella vera, anche solo la possibilità di avvicinarsi, non fosse mai che qualcuno avesse qualcosa da dirle o esercitasse democraticamente la propria libertà di critica e di pensiero.
Nell’area hanno avuto accesso solo autorità, agenti in borghese e non, volontari e un ristretto numero di persone comuni accuratamente selezionati dai meloniani locali.
Una claque, insomma.
Lo ha ammesso anche apertamente il sindaco di Amatrice, vicino a Fratelli d’Italia.
“Ho detto alle forze dell’ordine di fermare i contestatori perché sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime”.
Per rispetto nei confronti delle vittime, certo, come no…
Risultato? Zero fischi, molti applausi e quell’immagine, stucchevolmente commovente, di un uomo che le piange addosso chiamandola “stella” e ringraziandola per “la gioia più grande della sua vita”, con tanto di abbraccio e occhi lucidi di Meloni in favore di telecamere e rilancio a siti governativi, social e tg unificati.
La verità l’abbiamo vista - e soprattutto sentita - a Taranto.
È talmente amata e popolare, donna Giorgia, che per impedire una seconda Taranto hanno avuto bisogno di bloccare mezzo paese.
Alla faccia della donna del popolo.
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Quelli che fanno la lezione.

Nella vicenda Lavitola-Ranucci c'è un giornale particolarmente attivo. Si tratta de il Tempo diretto dal simpaticissimo Daniele Capezzone, già delfino di Marco Pannella, con cui litigò ferocemente, passato a Silvio Berlusconi, tra un seggio parlamentare e l'altro, per dedicarsi poi "a tempo pieno" al giornalismo di qualità. 👇
Il Tempo appartiene ad una delle figure del panorama politico e imprenditoriale italiano che certamente hanno ricevuto dalle casse pubbliche giganteschi finanziamenti pubblici.

L'impero economico di Antonio Angelucci rappresenta infatti un caso emblematico di "osmosi" tra finanza privata, potere politico e massiccio impiego di risorse erariali, con un baricentro economico che ruota attorno a un imponente circuito di rimborsi pubblici che alimentano costantemente le sue attività.

Al centro del sistema si posiziona il Gruppo San Raffaele, una galassia di ventiquattro strutture sanitarie dislocate tra Lazio, Puglia e Abruzzo che, pur essendo formalmente private, operano quasi esclusivamente per conto dello Stato: si stima infatti che circa il 90% del fatturato totale del comparto sanitario di Angelucci derivi da convenzioni con il Servizio Sanitario Nazionale, traducendosi in un flusso di cassa che, solo nella Regione Lazio, ammonta a circa 250 milioni di euro l'anno tra rimborsi per prestazioni riabilitative e rette delle RSA.

Parallelamente a questo flusso sanitario, il braccio editoriale della famiglia attinge in modo altrettanto significativo dalle casse statali attraverso i contributi diretti all'editoria, con il quotidiano Libero che da solo ha incassato circa 3,4 milioni di euro nell'ultimo anno e oltre 110 milioni di euro complessivi dal 2003 a oggi, consolidando una posizione di preminenza tra le testate più sussidiate d'Italia.

Questa immensa liquidità generata da convenzioni e sussidi nazionali non rimane tuttavia entro i confini italiani, ma ha una complessa catena di controllo che trova il suo vertice in Lussemburgo, dove hanno sede le casseforti finanziarie della famiglia.

La struttura societaria si dirama attraverso la holding italiana Tosinvest per approdare alla lussemburghese Three S.A., a sua volta controllata dalla Spa di Lantigos, entità offshore che agiscono come veri e propri forzieri esteri dove sono custoditi asset per centinaia di milioni di euro.

Recenti analisi dei bilanci lussemburghesi e inchieste giornalistiche hanno rivelato come in queste società siano parcheggiati circa 190 milioni di euro investiti in polizze assicurative e prodotti finanziari ad alto rendimento, oltre a un patrimonio artistico di pregio stimato in circa 41 milioni di euro, il tutto schermato da una rete che garantisce una gestione dei profitti al riparo dalla pressione fiscale ordinaria italiana.

In questo circuito, il denaro che parte dalle tasse dei cittadini sotto forma di rimborsi sanitari e contributi per i giornali compie un ciclo completo che, passando per il sistema delle cliniche e delle testate di area, si trasforma in capitale finanziario accumulato nel Granducato, rendendo Angelucci non solo uno dei parlamentari più ricchi per reddito dichiarato, ma il dominus di un sistema dove il confine tra imprenditoria privata e finanza pubblica appare quasi del tutto annullato.

Aggiungerei che Antonio Angelucci è parlamentare dal 2008, sempre rigorosamente a Destra, ma ha mancato il 96% delle sedute.

Ora che il giornale di proprietà di questo personaggio, guidato da un formidabile esempio di coerenza come Daniele Capezzone, possa dare lezioni di moralità è davvero fantastico. Del resto i giornali d'opinione della Destra italiana hanno come direttori Tommaso Cerno, Mario Sechi e Maurizio Del Pietro.

C'è poco da dire.
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Una devastante alluvione lampo ha colpito il fiume Bhote Koshi a Rasuwa, in Nepal 🇳🇵 (26.08.2026)

Almeno 22 persone sono morte e oltre 380 risultano disperse.
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Ad aprile del 2022 un'altra diga, in seguito una scossa sismica, si era spaccata con una grossa crepa


https://qz.com/404310/nepals-devastating-earthquake-underlines-the-risks-of-chinas-tibet-dam-building-binge
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È acqua pulita
Non è fango
Guardate bene...
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Quella non è una frana
Quella è la diga che ha ceduto, come non è dato sapere...
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#Aggiornamento Almeno 95 persone sono morte e oltre 350 risultano disperse a seguito delle inondazioni improvvise in Nepal.
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STRANAMENTE poco fa, In Nepal 🇳🇵 è stato rilevato un evento sismico di magnitudo 5.2

Fonte: USGS
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Spesso si parla di casta #Politica, la peggiore tra le peggiori, ma vogliamo discutere di altre caste occulte, complici dei Politici?
Mettetevi comodi; 👇
Qualcuno di Voi sa quanti Generali ci sono in Italia? Ovviamente no! Ci sono 202 Generali, tra cui,
Generale di brigata (*) 100mila € lordi annui
Generale di divisione (**) 120mila € lordi annui
Generale di Corpo d armata (***) 145mila€ lordi annui
Generale di Corpo d’armata con incarichi speciali (****) oltre i 200mila euro

Chi controlla i generali? Si chiama SIP l'eldorado dei Generali. Un emolumento ad personam che fa schizzare lo stipendio dei dirigenti in alto. Molto in alto.
Capo di Stato Maggiore Difesa (482.019 euro anno ), Ai tre capi di Stato Maggiore di Esercito, Aeronautica e Marina ( 481.006 euro all’anno), al Comandante generale dell' Arma dei Carabinieri
(462.642 euro ), al Segretario Generale della Difesa ( 451.072 euro ). In 6 fanno 2,8 Milioni di Euro all’anno.

Bazzecole se si pensa alla carriera per arrivare a fare i generali, le missioni milionarie, e la barca di soldi che ricevono gli ufficiali per i trasferimenti d’ufficio. Centinaia di milioni di euro in carriera.

Ma Voi pensate che sia finito qui? E vi sbagliate! Una volta andati in pensione, il SIP li colloca in aziende strategiche, alcuni di loro
tipo Giulio D.S. piazzato in Sara assicurazione al Modico stipendio di 800.000 euro all’anno.

Oltre ai 202 Generali a 40 milioni l’anno, abbiamo 22.400 Ufficiali, che ci costano 1 miliardo e 700 milioni all’anno. (Poi ci sarebbero anche 107 Questori a 100k l’anno cadauno e 105 Prefetti a 200k all’anno, ma andiamo nella PA)

A fare cosa non è dato saperlo, visto che il lavoro sporco, il più importante lo fanno agenti e sottufficiali.

Per farvi rendere al meglio l’idea, in USA ci sono 230mila ufficiali a fronte di un esercito megagalattico di 1.5 milioni di soldati +450mila veterani PIS = 8.2
In Italia abbiamo 22.600 ufficiali a fronte di un esercito di 158.000 = 7.1
Abbiamo circa 2.000 ufficiali in più con la differenza che gli americani sono sempre in guerra e noi no, quindi dovremmo avere 5/6.000 ufficiali in meno.

E poi vi chiedete dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse?
Ma Voi pensate che siano addestrati a una guerra totale visto che non ne facciamo una da 86 anni?

A Voi le conclusioni.
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Quando vi svegliate la mattina e dovete fare i conti con la vostra precarietà, ricordatevi che tutti i politici, di qualsiasi schieramento, hanno 'regalato' 13 miliardi di euro all'Ucraina.
Con il risultato che, dopo 4 anni, la situazione è la medesima se non peggiorata.
Un Paese con tutti i problemi che ha – tra sanità, povertà, stipendi e pensioni basse – non poteva assolutamente permetterselo.
Avete idea di quanti siano 13.000.000.000 ?...
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Per chi non crede che siamo in una fase storica nuova non affrontabile con i tatticismi e gli elettoralismi.
Il panorama finanziario globale ha varcato nell'estate del 2026 una soglia psicologica e tecnica che fino a pochi anni fa appariva impensabile, sancendo il sorpasso storico del valore dell'oro rispetto a quello dei titoli denominati in dollari nelle riserve delle banche centrali e dei fondi sovrani mondiali.
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