Dopo quasi due anni di indagini, la nuova inchiesta dei pm di Pavia sul delitto di Garlasco arriva alla più clamorosa delle ipotesi. Non solo secondo i magistrati diretti da Fabio Napoleone e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, Alberto Stasi è stato condannato ingiustamente a 16 anni per omicidio, ma la sua innocenza era già evidente nel 2007, prima del fermo, quando due test di controllo sul famoso «materiale altamente cellulato» — che inizialmente si disse fosse sangue — trovato sui pedali nella bicicletta Umberto Dei e diventato uno dei sette elementi su cui si è basata la condanna in Cassazione, erano risultati negativi. Tuttavia di quegli esiti non ce ne è mai stata traccia negli atti dell’indagine, né gli inquirenti ne hanno mai parlato durante i cinque processi che hanno portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato.
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Il viaggio segreto di Netanyahu negli Emirati e l’incontro con il presidente, rivelati dalla tv israeliana, sono stati confermati. La visita è avvenuta due settimane dopo un articolo di Haaretz su un avvertimento di attacco imminente di Hamas prima del 7 ottobre 2023
➡️ https://l.euronews.com/JTbV
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Ieri sera ho visto il documentario Naza.
Finita la proiezione, sono arrivati i titoli di coda: sfondo nero, elenco di nomi e nessuna musica.
Eppure il pubblico è rimasto silenziosamente seduto, fino alla fine… Sicuramente scosso e provato dalle testimonianze sentite nel film che lasciano disagio e smarrimento, soprattutto per l’assurda normalità delle azioni raccontate dai protagonisti, autori di morte.
A. Lucardi
Finita la proiezione, sono arrivati i titoli di coda: sfondo nero, elenco di nomi e nessuna musica.
Eppure il pubblico è rimasto silenziosamente seduto, fino alla fine… Sicuramente scosso e provato dalle testimonianze sentite nel film che lasciano disagio e smarrimento, soprattutto per l’assurda normalità delle azioni raccontate dai protagonisti, autori di morte.
A. Lucardi
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Truth
Ieri sera ho visto il documentario Naza. Finita la proiezione, sono arrivati i titoli di coda: sfondo nero, elenco di nomi e nessuna musica. Eppure il pubblico è rimasto silenziosamente seduto, fino alla fine… Sicuramente scosso e provato dalle testimonianze…
Il film che documenta gli orrori sistematici dell’esercito israeliano a Gaza, recentemente premiato e celebrato alla mostra del cinema di Venezia.
Ebbene, la notizia è che la visione di questo film sarà libera e gratuita per tutti “a tempo indeterminato”.
Lo ha annunciato uno dei due registi, Yuval Abraham.
In pratica, dopo il passaggio al cinema (per soli tre giorni in Italia dal 28 al 30 settembre), il film sarà disponibile gratuitamente online senza limiti di tempo sul sito del “Guardian”.
“Data l’importanza della questione, io e Rachel Szor (l’altra regista del film), insieme al Guardian abbiamo deciso di rendere il film disponibile online gratuitamente a tempo indeterminato.
Crediamo che negare un crimine fa sì che questo possa essere perpetrato, e per questo è importante che nel nostro Paese quante più persone vedano questo film”.
Li hanno accusati di essere “traditori della patria”, di “lucrare sulla denigrazione del proprio Paese.
Loro hanno risposto così:
“Criticare il proprio Paese non è tradimento, è un dovere di ogni cittadino il cui governo commette crimini sapere, e di ogni militare che ne è stato testimone raccontare”.
Anche per questo hanno deciso di rendere il film patrimonio pubblico e accessibile a chiunque in qualsiasi momento.
L’augurio è che questo film arrivi a quante più persone possibili, perché sappiano.
Ebbene, la notizia è che la visione di questo film sarà libera e gratuita per tutti “a tempo indeterminato”.
Lo ha annunciato uno dei due registi, Yuval Abraham.
In pratica, dopo il passaggio al cinema (per soli tre giorni in Italia dal 28 al 30 settembre), il film sarà disponibile gratuitamente online senza limiti di tempo sul sito del “Guardian”.
“Data l’importanza della questione, io e Rachel Szor (l’altra regista del film), insieme al Guardian abbiamo deciso di rendere il film disponibile online gratuitamente a tempo indeterminato.
Crediamo che negare un crimine fa sì che questo possa essere perpetrato, e per questo è importante che nel nostro Paese quante più persone vedano questo film”.
Li hanno accusati di essere “traditori della patria”, di “lucrare sulla denigrazione del proprio Paese.
Loro hanno risposto così:
“Criticare il proprio Paese non è tradimento, è un dovere di ogni cittadino il cui governo commette crimini sapere, e di ogni militare che ne è stato testimone raccontare”.
Anche per questo hanno deciso di rendere il film patrimonio pubblico e accessibile a chiunque in qualsiasi momento.
L’augurio è che questo film arrivi a quante più persone possibili, perché sappiano.
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È morto Andrea Tempestini, vicedirettore di "Libero". Aveva 40 anni ed era legato alla testata dal 2010.
Secondo quanto riportato da Affaritaliani, Tempestini sarebbe morto nella notte in circostanze che al momento non risultano ancora chiarite.
Classe 1986, dopo alcune esperienze professionali, tra cui una collaborazione con "Il Sole 24 Ore" e il lavoro a "Libero Mercato", aveva costruito gran parte della propria carriera all'interno di "Libero".
Negli anni era passato al digitale, diventando responsabile del sito e occupandosi del coordinamento della redazione online, delle strategie SEO e dei podcast. Aveva maturato una particolare esperienza sui temi della politica e dell'economia.
Dal 2025 figurava tra i vicedirettori della testata.
Fonte: Affaritaliani
Secondo quanto riportato da Affaritaliani, Tempestini sarebbe morto nella notte in circostanze che al momento non risultano ancora chiarite.
Classe 1986, dopo alcune esperienze professionali, tra cui una collaborazione con "Il Sole 24 Ore" e il lavoro a "Libero Mercato", aveva costruito gran parte della propria carriera all'interno di "Libero".
Negli anni era passato al digitale, diventando responsabile del sito e occupandosi del coordinamento della redazione online, delle strategie SEO e dei podcast. Aveva maturato una particolare esperienza sui temi della politica e dell'economia.
Dal 2025 figurava tra i vicedirettori della testata.
Fonte: Affaritaliani
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Lo ha detto Francesco Paolo Figliuolo, già commissario straordinario per il Covid audito in commissione Covid. «Oggi si hanno evidenze diverse, oggi uno legge dichiarazioni seduto e tranquillo», ma allora «ero stato investito dal compito di portare a casa le vaccinazioni non per mio diletto, ma perché eravamo convinti, lo era la comunità scientifica, che con le vaccinazioni si potevano salvare» vite.
«Poi è emerso che con la variante Omicron il vaccino schermava poco dalla diffusione del contagio, ma quella variante è arrivata dopo luglio», ha aggiunto. «Il Cts già a maggio 2021 esprimeva forti dubbi sulla possibilità che il vaccino prevenisse il contagio», ha evidenziato durante la riunione il presidente della commissione, Marco Lisei. Interpellato a più riprese sul punto, anche dal capogruppo di FdI in Senato Lucio Malan, Figliuolo ha spiegato: «A me nessuno disse allora che probabilmente la vaccinazione non previene il contagio», «ma onestamente non la capisco». Ad una domanda sulla spesa totale per le dosi di vaccino, il generale ha risposto: «5,7 miliardi».
«Poi è emerso che con la variante Omicron il vaccino schermava poco dalla diffusione del contagio, ma quella variante è arrivata dopo luglio», ha aggiunto. «Il Cts già a maggio 2021 esprimeva forti dubbi sulla possibilità che il vaccino prevenisse il contagio», ha evidenziato durante la riunione il presidente della commissione, Marco Lisei. Interpellato a più riprese sul punto, anche dal capogruppo di FdI in Senato Lucio Malan, Figliuolo ha spiegato: «A me nessuno disse allora che probabilmente la vaccinazione non previene il contagio», «ma onestamente non la capisco». Ad una domanda sulla spesa totale per le dosi di vaccino, il generale ha risposto: «5,7 miliardi».
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Donald Trump ha ospitato oggi alla Casa Bianca il “Super Intelligence Luncheon”, un pranzo dedicato all’intelligenza artificiale con alcuni dei principali protagonisti dell’industria tecnologica statunitense, tra cui Elon Musk, Jensen Huang, Mark Zuckerberg, Sundar Pichai, Jeff Bezos, Satya Nadella, Greg Brockman e Dario Amodei.
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Nella strage di Erba, c'era Garofano
Nel delitto Cogne, c'era Garofano.
Nel delitto Chiara Poggi, c'era Garofano.
Nel Delitto di Via Poma. Provò ad incastrare Busco, il fidanzato più innocente della storia della cronaca nera italiana.
A questo punto Fantozzi venne colto da un leggerissimo sospetto...
Nel delitto Cogne, c'era Garofano.
Nel delitto Chiara Poggi, c'era Garofano.
Nel Delitto di Via Poma. Provò ad incastrare Busco, il fidanzato più innocente della storia della cronaca nera italiana.
A questo punto Fantozzi venne colto da un leggerissimo sospetto...
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😂 https://www.ilmessaggero.it/mondo/aereo_dirottato_dubai_tel_aviv_allarme_lite_pilo…
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Vicenda alquanto strana quella accaduta questa mattina sul volo Flydubai FZ1073 per Tel Aviv, il video mostra i 2 piloti a terra a seguito ''pare'' di accoltellamento tra di loro. Precedenti affermazioni non verificate su equipaggio russo/ucraino sono state corrette. Ultime notizie dai media e dalle autorità israeliane: l'attaccante sospettato rimane omanita, l'altro pilota degli Emirati Arabi Uniti. I capi della sicurezza israeliana ora propendono per trattarlo come un possibile tentativo di terrorismo solitario per far precipitare l'aereo. I piloti fuori servizio a bordo avrebbero aiutato a riprendere il controllo e atterrare. Entrambi i piloti sono stati ricoverati in ospedale. Flydubai conferma ancora solo un "incidente", tutti salvi. Indagine in corso; nessun sostegno straniero confermato. Alcune voci in Israele chiedono di rivedere o sospendere la rotta.
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“Gli immigrati pagano la pensione agli italiani”?
È esattamente il contrario.
Nel 2024, il 64% delle pensioni erogate agli extracomunitari era di tipo assistenziale, quindi senza requisiti contributivi.
Prima non dovrebbe essere garantita una pensione equa agli italiani che hanno versato i contributi per una vita?
È esattamente il contrario.
Nel 2024, il 64% delle pensioni erogate agli extracomunitari era di tipo assistenziale, quindi senza requisiti contributivi.
Prima non dovrebbe essere garantita una pensione equa agli italiani che hanno versato i contributi per una vita?
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Hanno veramente rotto il cazzo.!
Nessuno dei dirigenti passati e presenti dello stato di Israele è semita.
Sono tutti ucraini, russi, bielorussi, ungheresi, bulgari, tedeschi.
Tutti dell'Europa dell'est.
Nessuno di loro è semita.
I palestinesi sono semiti.
Quindi lo stato di Israele è lo stato più antisemita del pianeta.
Dichiarare reato di antisemitismo la denuncia del genocidio compiuto da Israele ai danni dei palestinesi è un anacoluto giudiziario, un non sense legale, una incostituzionale aberrazione.
Nessuno dei dirigenti passati e presenti dello stato di Israele è semita.
Sono tutti ucraini, russi, bielorussi, ungheresi, bulgari, tedeschi.
Tutti dell'Europa dell'est.
Nessuno di loro è semita.
I palestinesi sono semiti.
Quindi lo stato di Israele è lo stato più antisemita del pianeta.
Dichiarare reato di antisemitismo la denuncia del genocidio compiuto da Israele ai danni dei palestinesi è un anacoluto giudiziario, un non sense legale, una incostituzionale aberrazione.
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IL VIZIETTO DI NETANYAHU
E’ dal lontano 1996 che Benjamin Netanyahu ha scoperto quale grande aiuto gli possa dare il terrorismo jihadista. Anzi, sembra proprio che Netanyahu abbia il “potere” di generare attentati islamici ad hoc, ogni volta che ne ha bisogno politicamente.
Accadde nel ‘96, quando Netanyahu si candidò per la prima volta a governare il paese. Pur essendo molto indietro nei sondaggi rispetto al laburista Shimon Peres, Netanyahu approfittò di una serie provvidenziale di attentati jihadisti – a pochi giorni dalle elezioni - che fecero sterzare bruscamente il paese a destra, e lo fecero risalire velocemente nei sondaggi, fino a regalargli una vittoria inaspettata.
Accadde nuovamente nel ‘98, quando cercava disperatamente una scusa per non onorare gli accordi di Oslo, firmati qualche anno prima da Rabin. Nuovamente, una provvidenziale bomba al mercato di Gerusalemme gli offrì l’opportunità per accusare Arafat di non saper controllare i palestinesi, congelando così in modo permanente il processo di pace.
E poi accadde, naturalmente, il 7 ottobre del 2023. Attaccato da destra e da sinistra, Netanyahu stava per lasciare definitivamente la scena politica, per andare ad affrontare in tribunale diverse accuse di corruzione. Ma l’attacco di Hamas ai kibbutz israeliani gli fornì una splendida scusa per restare saldamente al potere, e rimandare all’infinito il suo incontro con la giustizia.
E ora che deve nuovamente affrontare le elezioni, con il rischio di perderle e di andare in galera, arriva provvidenziale questo nuovo “attentato di matrice islamica” (così lo ha definito il ministro Katz) al volo Dubai-Tel Aviv, nel quale hanno rischiato di perdere la vita dozzine di cittadini israeliani.
Sarà solo un caso, ma Netanyahu è stato prontissimo a recarsi all’aeroporto per accogliere di persona gli eroici passeggeri che hanno evitato la tragedia. Come se sentisse il bisogno, appunto, di ricordare al mondo quanto cattivo sia il terrorismo islamico, e quanto lui sia sempre pronto e presente a difendere i suoi compatrioti da questo male incurabile.
Male che lui stesso ha contribuito a creare – non dimentichiamolo - dal momento che il primo sostenitore di Hamas e della Jihad Islamica è stato proprio lui, fin dagli anni 90.
Massimo Mazzucco
E’ dal lontano 1996 che Benjamin Netanyahu ha scoperto quale grande aiuto gli possa dare il terrorismo jihadista. Anzi, sembra proprio che Netanyahu abbia il “potere” di generare attentati islamici ad hoc, ogni volta che ne ha bisogno politicamente.
Accadde nel ‘96, quando Netanyahu si candidò per la prima volta a governare il paese. Pur essendo molto indietro nei sondaggi rispetto al laburista Shimon Peres, Netanyahu approfittò di una serie provvidenziale di attentati jihadisti – a pochi giorni dalle elezioni - che fecero sterzare bruscamente il paese a destra, e lo fecero risalire velocemente nei sondaggi, fino a regalargli una vittoria inaspettata.
Accadde nuovamente nel ‘98, quando cercava disperatamente una scusa per non onorare gli accordi di Oslo, firmati qualche anno prima da Rabin. Nuovamente, una provvidenziale bomba al mercato di Gerusalemme gli offrì l’opportunità per accusare Arafat di non saper controllare i palestinesi, congelando così in modo permanente il processo di pace.
E poi accadde, naturalmente, il 7 ottobre del 2023. Attaccato da destra e da sinistra, Netanyahu stava per lasciare definitivamente la scena politica, per andare ad affrontare in tribunale diverse accuse di corruzione. Ma l’attacco di Hamas ai kibbutz israeliani gli fornì una splendida scusa per restare saldamente al potere, e rimandare all’infinito il suo incontro con la giustizia.
E ora che deve nuovamente affrontare le elezioni, con il rischio di perderle e di andare in galera, arriva provvidenziale questo nuovo “attentato di matrice islamica” (così lo ha definito il ministro Katz) al volo Dubai-Tel Aviv, nel quale hanno rischiato di perdere la vita dozzine di cittadini israeliani.
Sarà solo un caso, ma Netanyahu è stato prontissimo a recarsi all’aeroporto per accogliere di persona gli eroici passeggeri che hanno evitato la tragedia. Come se sentisse il bisogno, appunto, di ricordare al mondo quanto cattivo sia il terrorismo islamico, e quanto lui sia sempre pronto e presente a difendere i suoi compatrioti da questo male incurabile.
Male che lui stesso ha contribuito a creare – non dimentichiamolo - dal momento che il primo sostenitore di Hamas e della Jihad Islamica è stato proprio lui, fin dagli anni 90.
Massimo Mazzucco
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