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⚠️ IL PRETESTO❗️
Francesco Petrone

🔴 L'articolo di Francesco Petrone sostiene che l'accusa di corruzione funge spesso da pretesto per destabilizzare governi che nazionalizzano risorse, come avviene nelle rivoluzioni colorate, nella Primavera Araba e in America Latina. A supporto, cita il caso italiano della Prima Repubblica: il crollo del sistema politico durante Tangentopoli (1992-94) avrebbe risposto più a pressioni esterne per la privatizzazione degli asset statali (IRI, ENI, ENEL) che a una naturale rotazione delle élite. L'autore conclude che la corruzione non è scomparsa ma ha cambiato forma: dal clientelismo politico allo Stato imprenditore si è passati alla corruzione finanziaria legata alle privatizzazioni e al lobbying. Questo schema viene applicato anche alle crisi generate dalle sanzioni contro Iran, Cuba e Russia.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il pretesto per le rivoluzioni colorate o per le primavere arabe o per organizzare moti di protesta contro governi sudamericani invisi agli Usa a causa delle nazionalizzazioni è sempre l'accusa di corruzione.

🔹️ Tutti sanno che è quasi impossibile che un Paese ne sia completamente esente. Anche la prima repubblica è stata tolta di mezzo a causa delle troppe nazionalizzazioni e col pretesto della corruzione.

🔹️ Lo schema è sempre "corruzione come pretesto". È sempre lo stesso, in molti casi di Primavera Araba o anche di rivoluzioni colorate o di crisi in America Latina, la corruzione spesso è reale e documentata, ma viene usata anche come leva esterna.

🔹️ Un regime è inviso perché nazionalizza petrolio, miniere, coltivazioni o banche e diventa bersaglio di campagne mediatiche e giudiziarie, mentre regimi corrotti ma allineati non lo sono.

🔹️ Spesso chi desidera un cambio di regime, la corruzione non deve inventarla, deve solo selezionarla e amplificarla. Quando il processo di delegittimazione non ottiene risultati, come accaduto in Venezuela, viene rapito direttamente il presidente con una scusa.

🔹️ Il caso italiano della Prima Repubblica è esemplare. Secondo la tesi ufficiale la Prima Repubblica crolla per Tangentopoli, finanziamento illecito dei partiti tramite tangenti dalle imprese per appalti.

🔹️ Mani Pulite del 1992-94 porta al crollo di DC, PSI, e di tutta la classe dirigente italiana. Sembra più un golpe giudiziario che una naturale circolazione delle élite.

🔹️ Occorre tener conto che l'Italia era il paese con più nazionalizzazioni d'Europa: IRI, ENI, ENEL, banche pubbliche, che controllavano gran parte dell'economia.

🔹️ Per molti osservatori, la spinta a smantellare quel sistema e a privatizzare negli anni '90 ha coinciso con pressioni americane e della finanza europea per un'Italia più liberista e meno statale.

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Riassunto punti salienti

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⚠️ TRUMP E ZELENSKY: UNO SCONTRO CHE L'UCRAINA NON PUÒ PERMETTERSI❗️
The Duran

🔵 PREMESSA : Kiev sta raccogliendo il sostegno europeo contro la pressione di Trump, ma il confronto rischia di indebolire il sostegno militare e le opzioni diplomatiche di cui l'Ucraina ha ancora bisogno❗️
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🔴 Lo scontro tra Trump e Zelensky evidenzia un conflitto d'interesse: Washington cerca accordi con Mosca per limitare i costi interni, mentre Kyiv desidera preservare le opzioni militari e impedire negoziati a sua insaputa. L'accordo russo sul diesel viene interpretato come una mossa politica pre-elettorale da parte di Trump, che ignora la persistente aggressività russa.
Entrambi i leader cercano di scaricare le responsabilità del conflitto: Trump vuole risultati diplomatici senza assumersi il fallimento ucraino, mentre Zelensky cerca sostegno europeo per contrastare la pressione americana. La disputa rischia di persistere senza una rottura definitiva, rendendo difficile conciliare gli obiettivi delle due parti.
Sommario ⬆️
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⏹️ Lo scontro tra Trump e Zelensky mette in luce un crescente disaccordo su quali dovrebbero essere gli obiettivi del sostegno occidentale all’Ucraina.

🔹️ Washington desidera una maggiore libertà di azione per portare avanti accordi con Mosca e limitare i costi interni del conflitto. Kyiv vuole preservare le opzioni militari e impedire al suo principale sostenitore di negoziare a sua insaputa.

🔹️ L’antagonismo personale rende più difficile gestire questo disaccordo, ma gli interessi contrastanti gli conferiscono sostanza. Il pericolo è che ciascuna delle due parti creda di poter costringere l'altra a ritirarsi.

🔹️ Trump può minacciare conseguenze per la resistenza ucraina alla sua diplomazia. Zelensky può cercare il sostegno europeo e rivolgersi agli oppositori americani di un impegno ridotto.

🔹️ Nessuno dei due approcci risolve la questione alla base della loro disputa: se la coalizione può raggiungere un accordo su una soluzione realizzabile prima che ulteriori distruzioni rendano più difficili le scelte dell'Ucraina.

🔹️ L’accordo russo sul diesel è meno importante per la sua portata commerciale immediata che per il confine politico che attraversa. Trump sta trattando una transazione economica con Mosca come compatibile con la sua politica nei confronti dell’Ucraina.

🔹️ Zelensky e i critici europei considerano l’allentamento delle sanzioni, senza concessioni corrispondenti da parte della Russia, come un indebolimento della pressione che vogliono mantenere.

🔹️ Il disaccordo riguarda chi decide quando gli interessi economici prevalgono sulle esigenze della guerra. Per Trump, anche i prezzi del carburante portano la politica estera direttamente nella politica interna.

🔹️ La discussione nella fonte interpreta l'accordo come un tentativo di dimostrare un'azione concreta prima delle elezioni di metà mandato e di dirottare l'attenzione dalle conseguenze energetiche del conflitto in Medio Oriente.

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⚠️ L’ARTE DI COMPLICARCI LA VITA: PERCHÉ SIAMO I CARNEFICI DI NOI STESSI?
Vittorio Corelli

🔴 L'autore, Vittorio Corelli, riflette sul paradosso contemporaneo di complicarsi la vita per autodifesa e evitamento, trasformandosi nei propri "carnefici". Il testo sostiene che il sovraccarico di obblighi e l'apparenza sociale servano a mascherare una profonda fragilità emotiva, impedendo il contatto con i veri desideri e relazioni autentiche. Viene contrapposta la solidità delle generazioni precedenti alla superficialità attuale, caratterizzata da stress e social media. La soluzione proposta è la semplificazione: imparare a dire "no", rimuovere il superfluo e accettare la propria vulnerabilità. L'autore chiarisce che il articolo non è un monito dogmatico, ma un richiamo personale a smettere di vivere "come dovevano" per tornare a vivere secondo le proprie vere volontà.
Sommario ⬆️
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⏹️ C’è un paradosso sottile che attraversa il nostro tempo, una sorta di tic nervoso collettivo: la nostra straordinaria, quasi prodigiosa capacità di rendere complesso ciò che è, per sua natura, semplice.

🔸️ Guardiamo le nostre giornate: sono un intrico di obblighi, scadenze, doveri sociali e pesi che noi stessi abbiamo scelto di caricarci sulle spalle, dimenticando, nel tragitto, di chiederci cosa vogliamo davvero fare.

🔸️ Siamo diventati architetti di labirinti in cui finiamo per perderci. La saggezza antica, quella che spesso ignoriamo, ci suggerisce un principio fondamentale: nei riti ortodossi, il sacerdote, prima di benedire i fedeli, benedice se stesso.

🔸️ Non è egoismo, è una legge della fisica emotiva. Solo chi è intero, chi ha trovato un proprio equilibrio, può riversare qualcosa di sano sugli altri. Eppure, noi facciamo l’opposto.

🔸️ Ci svuotiamo, ci logoriamo, ci trasformiamo in carnefici della nostra serenità, convinti che sacrificarsi sull’altare della complicazione sia l’unico modo per sentirsi vivi o necessari.

🔸️ Sappiamo perfettamente che lavorare fino allo stremo non è un atto eroico, ma una forma di auto-distruzione. Eppure, continuiamo a farlo.

🔸️ Forse, in quel carico di mansioni, cerchiamo una protezione: se sono troppo occupato per vivere, non devo rischiare di vivere davvero. Non devo rischiare di confrontarmi con il vuoto, con i desideri, con la paura di non essere abbastanza.

🔸️ Lo stesso accade negli affetti. Sappiamo che l’amore è un atto di coraggio e di cura, ma alle prime increspature, molliamo la presa. Preferiamo fuggire davanti alla complessità di un legame reale piuttosto che imparare a nuotare tra le onde.

🔸️ E le amicizie? Quelle relazioni che dovrebbero essere il porto sicuro, la semplicità che ci salva, vengono spesso soffocate da inutili puntigli, giudizi taglienti e quel desiderio inconscio di “mettere i puntini sulle i” che distrugge più di un vero tradimento.

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⚠️ ORA SORPASSATO IL PUNTO DI NON RITORNO: SAN PIETROBURGO ATTACCATA ATTRAVERSO I PAESI NATO DI ESTONIA E LETTONIA❗️
Patrizio Ricci

🔴 Il 18 ottobre 2026, uno sciame di 520 droni ha attaccato San Pietroburgo dopo aver attraversato gli spazi aerei di Estonia e Lettonia, Paesi NATO. L'autore Patrizio Ricci sostiene che l'attacco rivela una complicità occidentale, poiché la NATO ha ignorato il transito per non innescare l'Articolo 5, trasformando l'Europa in una zona franca per operazioni offensive. L'analisi identifica la strategia dietro l'evento come una dottrina di logoramento economico (secondo Michael Hudson) volta a drenare le risorse russe, costringendo Mosca a militarizzare permanentemente il Golfo di Finlandia e creando le condizioni per un potenziale scontro frontale con le potenze nucleari europee.
Sommario ⬆️
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⏹️ Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 2026, uno sciame di 520 droni a lungo raggio ha aggirato l’intero dispositivo difensivo russo con una manovra a tenaglia pianificata per scardinare gli equilibri del fronte settentrionale.

🔘 Dopo aver simulato per giorni un colpo sulla capitale per attrarre e fissare le batterie contraeree attorno a Mosca, i vettori hanno deviato lungo il corridoio baltico e il Golfo di Finlandia, scaricando il proprio potenziale distruttivo sui nodi petroliferi, logistici ed energetici di San Pietroburgo.

🔘 L’impiego spregiudicato di corridoi aerei cuciti sul confine dello spazio sovrano della NATO trasforma l’architettura di sicurezza europea in una zona franca per operazioni offensive.

🔘 Mentre l’attacco diretto ai terminali sul Baltico punta a strangolare la tenuta industriale eurasiatica e a recidere le arterie fisiche che riforniscono di idrocarburi i mercati globali.

🔘 Sul piano del diritto internazionale, il transito documentato di centinaia di ordigni bellici attraverso i cieli di stati formalmente terzi fa crollare l’ultimo velo di ipocrisia diplomatica sulla non belligeranza dei paesi confinanti.

🔘 La Quinta Convenzione dell’Aia del 1907 e le successive regole sulla guerra aerea del 1923 non lasciano margini di ambiguità: il territorio e lo spazio atmosferico degli stati neutrali sono inviolabili e impongono ai rispettivi governi l’obbligo tassativo di impedire qualsiasi passaggio di apparati militari.

🔘 Tollerare che il proprio cielo diventi una rampa di lancio protetta non è un atto di negligenza tecnica, ma una scelta politica che svuota di senso il concetto stesso di neutralità e trascina di fatto i Paesi Baltici dentro il perimetro operativo del conflitto.

🔘 Sostenere che un flusso di oltre cinquecento velivoli abbia attraversato inosservato il dispositivo di ricognizione più denso e militarizzato d’Europa insulta l’intelligenza prima ancora delle leggi della fisica radar.

🔘 I cieli di Lettonia, Estonia e Lituania sono passati al setaccio ventiquattr’ore su ventiquattro dai radar tridimensionali a lungo raggio integrati nella rete atlantica e pattugliati senza sosta dai caccia della missione Baltic Air Policing, schierati nelle basi di Šiauliai e Ämari, sotto la copertura costante degli aerei spia AWACS e dei droni strategici Global Hawk.

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⚠️ ESSERE IL BASTIONE CONTRO LE DERIVE TOTALITARIE❗️
Martino Dettori

🔴 L'articolo espone le tesi di Mattias Desmet, psicologo del totalitarismo, secondo cui le società occidentali sfruttano solitudine e ansia per imporre narrazioni totalitarie. Eventi come il Covid e la guerra in Ucraina hanno generato nemici immaginari o emergenze che hanno isolato le persone, rendendo efficace la propaganda digitale.
   •  Il passaggio costante da un'emergenza all'altra attenua le regole democratiche, impedendo ai cittadini di ragionare criticamente.
   •  La popolazione si divide in tre gruppi: il 30% accetta ciecamente la narrazione, il 50-60% resta in silenzio per comodità e solo un 1-10% si oppone attivamente al sistema.
   •  Questa dinamica trasforma l'ansia in aggressività verso i dissidenti, favorendo la destabilizzazione geopolitica e l'isolamento sociale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Un professore belga di Psicologia del Totalitarismo — Mattias Desmet — espone una tesi estremamente interessante riguardante la società moderna occidentale.

🔹️ Egli afferma che il degrado totalitario presente in questa società trova terreno fertile nella solitudine e nell’ansia. Del resto, se ci pensiamo, questo è accaduto con il Covid e accade con la guerra in Ucraina.

🔹️ Alimentare l’ansia e la paura connesse a questi due eventi ha permesso nel primo caso di imporre misure restrittive abnormi alla libertà personale e nel secondo caso, una narrazione che ha costruito un nemico immaginario: la Russia.

🔹️ Egli afferma: "… I leader
geopolitici moderni hanno a disposizione una enorme macchina, come internet, per manipolare l’opinione pubblica.

🔹️ Questo è un aspetto importante della propaganda. Ma ce n’è un secondo. Ha bisogno di una popolazione che ci creda, e per far sì che ciò accada ha bisogno di una popolazione solitaria…"

🔹️ La propaganda politica attuale è molto più efficace di quella passata, perché ha a disposizione strumenti che in prima non aveva: il controllo digitale, internet e la manipolazione in tempo reale delle notizie.

🔹️ Ma questo non basta: la propaganda strombazzata a un muro, non è efficace. E’ necessario che essa venga destinata a qualcuno che ci creda.

🔹️ E per crederci, questo qualcuno deve essere isolato, cioè deve vivere in un contesto nel quale tende ad affievolire le relazioni sociali affinché pensi solo per sé e non per gli altri.

🔹️ Il Covid è sempre un buon esempio: dopo aver alimentato la paura del contagio e la relativa ansia, ognuno ha pensato per sé ed è diventato uno strumento del sistema, aggredendo chiunque mettesse in discussione la narrazione ufficiale anche quando questa andava contro ogni evidenza scientifica.

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   •  Il passaggio costante da un'emergenza all'altra attenua le regole democratiche, impedendo ai cittadini di ragionare criticamente.
   •  La popolazione si divide in tre gruppi: il 30% accetta ciecamente la narrazione, il 50-60% resta in silenzio per comodità e solo un 1-10% si oppone attivamente al sistema.
   •  Questa dinamica trasforma l'ansia in aggressività verso i dissidenti, favorendo la destabilizzazione geopolitica e l'isolamento sociale.
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⏹️ Un professore belga di Psicologia del Totalitarismo — Mattias Desmet — espone una tesi estremamente interessante riguardante la società moderna occidentale.

🔹️ Egli afferma che il degrado totalitario presente in questa società trova terreno fertile nella solitudine e nell’ansia. Del resto, se ci pensiamo, questo è accaduto con il Covid e accade con la guerra in Ucraina.

🔹️ Alimentare l’ansia e la paura connesse a questi due eventi ha permesso nel primo caso di imporre misure restrittive abnormi alla libertà personale e nel secondo caso, una narrazione che ha costruito un nemico immaginario: la Russia.

🔹️ Egli afferma: "… I leader
geopolitici moderni hanno a disposizione una enorme macchina, come internet, per manipolare l’opinione pubblica.

🔹️ Questo è un aspetto importante della propaganda. Ma ce n’è un secondo. Ha bisogno di una popolazione che ci creda, e per far sì che ciò accada ha bisogno di una popolazione solitaria…"

🔹️ La propaganda politica attuale è molto più efficace di quella passata, perché ha a disposizione strumenti che in prima non aveva: il controllo digitale, internet e la manipolazione in tempo reale delle notizie.

🔹️ Ma questo non basta: la propaganda strombazzata a un muro, non è efficace. E’ necessario che essa venga destinata a qualcuno che ci creda.

🔹️ E per crederci, questo qualcuno deve essere isolato, cioè deve vivere in un contesto nel quale tende ad affievolire le relazioni sociali affinché pensi solo per sé e non per gli altri.

🔹️ Il Covid è sempre un buon esempio: dopo aver alimentato la paura del contagio e la relativa ansia, ognuno ha pensato per sé ed è diventato uno strumento del sistema, aggredendo chiunque mettesse in discussione la narrazione ufficiale anche quando questa andava contro ogni evidenza scientifica.

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⚠️ IL SACCO DI MILANO DELLA BARBARIE ANARCO-TIRANNICA. INVOCHIAMO IL FLAGELLO DI AMBROGIO❗️
Roberto Dal Bosco

🔴 L’autore, Roberto Dal Bosco, descrive il violento disordine a come un “sacco di Milano” orchestrato da forze “anarco-tiranniche” e “islamo-nichiliste”, negando che si tratti di una protesta legittima e accusando lo Stato e i media di minimizzare gli eventi. L’articolo attribuisce la causa dell’evento a un presunto piano ideologico (il “progetto calergista”) e alle “invasive” comunità immigrate, lodando la resistenza storica di Milano e invocando l’intervento divino per difendere la civiltà cristiana dalla distruzione.
Sommario ⬆️
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⏹️ E così l’orda ha conquistato anche Milano. Perché il segnale, il sintomo, il comando, riguarda non la singola città, non il Paese, ma l’Europa e l’Occidente, la Civiltà tutta.

🔹️ L’anarco-tirannia ha rivendicato la capitale morale d’Italia, e non solo, usando lo schema medesimo della Francia, dove il progetto calergista è in stato più avanzato. È il «sacco di Milano», andato in onda in mondovisione.

🔹️ Lasciate perdere la manifestazione di facciata sul caro-vita, e pure le bandiere palestinesi, pardon, «pro-pal». Non facciamoci intortare dalla retorica profusa dallo Stato moderno (i suoi vertici, la sua stampa asservita) quella degli «infiltrati».

🔹️ C’era stato quel segmento televisivo involontariamente tragico e umoristico, ai tempi delle rivolte BLM, in cui l’inviato della TV americana parlava di «manifestazioni per lo più pacifiche» con alle spalle la città incendiata.

🔹️ Ieri Macron ha parlato della legittimità degli obiettivi della protesta e dei casseurs infiltrati. Chiediamo di guardare le immagini: ma quali infiltrati? Ma quali obiettivi? Ma quale protesta?

🔹️ È ovvio che non è una protesta, ma una devastazione programmata, il caos manifestato da chi sente il bisogno, o ha l’ordine, di farlo. Guardate questi giovinastri con la pelle scura, ben vestiti, ben nutriti, divertiti come neanche a Gardaland (anzi, nella vicina Peschiera…)

🔹️ Quali obiettivi possono avere? Possiamo dire che sono «infiltrati», se poi per due giorni prendono possesso della città più importante d’Italia? Per chi conosce Milano, e la ama, la portata simbolica di quanto è accaduto è enorme.

🔹️ Piazza Duomo, luogo centrale della cristianità mondiale, assediata dalla teppa terzomondiale. L’invasore islamico, o islamo-nichilista, barbaro, espugna il luogo che i milanesi considerano con orgoglio il cuore assoluto della città.

🔹️ Rimirate le immagini del Duomo, questo edifizio gotico meraviglioso, con dinanzi le fiamme. I milanesi ci hanno messo 578 anni per costruirlo, dalla prima pietra di Gian Galeazzo Visconti nel 1386 al completamento principale con l’ultimo portone nel 1965.

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⚠️ IL PROCESSO SUL COVID IN OLANDA CONTRO GATES BOURLA E RUTTE. COSA SAPPIAMO AD ORA❗️
Cristina Bassi

🔴 Il 22 ottobre 2026 si terrà a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, l’udienza nel merito di una causa civile intentata da sette individui (di cui cinque vivi) contro Bill Gates, Albert Bourla, Mark Rutte e lo Stato olandese. Il procedimento, avviato dall'avvocato Peter Stassen nel 2023, è trasmesso in diretta streaming; Gates ha visto respinta la sua eccezione di incompetenza, mentre Bourla e Rutte non compariranno personalmente. La corte ha ammesso come prova un video di oltre 3 ore con le testimonianze giurate di quattro esperti (Latypova, Yeadon, Fitts, Sansone), raccolte privatamente dai querelanti e inizialmente rifiutate dal tribunale. I querelanti sostengono che la pandemia sia stata pianificata e che i vaccini mRNA costituiscano armi biologiche legate al "Great Reset". Tuttavia, l'articolo chiarisce che si tratta di una fase iniziale dell'istruttoria probatoria in cui mancano le difese formali degli imputati (scadenza 22 ottobre) e non esistono ancora costatazioni giudiziarie definitive. La copertura mediatica sottolinea la pressione dell'opinione pubblica per lo svolgimento del processo e la probabilità che la difesa degli imputati respinga la credibilità dei testimoni.
Sommario ⬆️
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⏹️ È in corso un procedimento contro Gates, Bourla e Rutte, con un’udienza fissata presso un tribunale nei Paesi Bassi. L’affermazione, che si legge in rete, secondo cui «il mondo sentirà come è stata pianificata la pandemia», suscita grandi aspettative.

🔸️ Ecco cosa è ad ora noto. Il 22 ottobre, a Leeuwarden, si terrà l’udienza nel merito di una causa civile intentata da sette persone vaccinate contro, tra gli altri, Bill Gates, Albert Bourla, Mark Rutte e lo Stato olandese.

🔸️ Si tratta di un procedimento civile, non di un processo penale. L’udienza avrà inizio alle 12:30 e sarà trasmessa in diretta streaming dall’autorità giudiziaria olandese (Rechtspraak).

🔸️ Due dei sette querelanti iniziali sono nel frattempo deceduti, presumibilmente a causa degli effetti del trattamento a mRNA; i restanti cinque proseguono l’azione legale.

🔸️ L’avvocato Peter Stassen ha depositato la causa nel 2023 presso il tribunale dei Paesi Bassi settentrionali (Rechtbank Noord-Nederland).

🔸️ Secondo quanto riportato da uncutnews.ch, Gates non è riuscito a far valere la sua eccezione di incompetenza del tribunale olandese. Bourla e Rutte rimangono imputati, ma non saranno presenti personalmente in aula.

🔸️ Una vecchia notizia precedente di The Liberty Beacon, sosteneva invece che Gates e Bourla fossero stati obbligati a comparire di persona; tale informazione però contraddice i recenti comunicati.

🔸️ Il percorso per arrivare a questo punto è stato tortuoso. Secondo la cronologia fornita da Duty to Dissent, nel novembre 2025 il tribunale ha rifiutato di ascoltare gli esperti sotto giuramento.

🔸️Il 15 agosto 2026, Stassen ha filmato la sua arringa insieme a quattro periti, i quali hanno prestato giuramento e rilasciato le loro testimonianze. Il 22 settembre, egli ha presentato il video come prova numero 157, ma inizialmente la corte non lo ha ammesso.

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⚠️ LA PILLOLA DEL GIORNO
A cura di Francesco Centineo

✴️ Maranza? Utili idioti del capitalismo!

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⚠️ RUSSIA, SATANA E LA FOLLA PARVISCIENTE❗️
Edward Curtin

🔴 Edward Curtin accusa gli Stati Uniti e la NATO di aver orchestrato la crisi ucraina, colpevolizzando la Russia per una guerra per procura nata dall'espansione militare occidentale e dal colpo di stato del 2014. L'autore sostiene che la propaganda anti-russa ha indotto molti americani ad applaudire figure come Hillary Clinton e a ignorare le provocazioni di Washington, mentre continua il rischio concreto di un conflitto nucleare causato dalle politiche USA.
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⏹️ Dieci anni fa pranzai con un uomo che insisteva sul fatto che Putin fosse il leader satanico di un paese malvagio e che Hillary Clinton fosse una grande americana che avrebbe dovuto essere Presidente.

🔹️ Questo accadde due anni dopo che il governo sotto la guida di Obama, Biden, Victoria Nuland e la CIA, aveva orchestrato un colpo di stato in Ucraina nell’ambito della sua guerra per procura contro la Russia, portando i neonazisti ucraini a un maggiore potere.

🔹️ Quando la Russia protestò contro questo colpo di stato al suo confine occidentale, Washington si fece beffe di tali preoccupazioni. Per decenni, quando la Russia si lamentava di mosse così provocatorie, gli Stati Uniti le hanno liquidate come irrilevanti.

🔹️ Per anni gli Stati Uniti avevano appoggiato l’uccisione da parte dell’Ucraina delle popolazioni russofone dell’Ucraina orientale.

🔹️ Quando l’Ucraina aveva ammassato forze per invadere la regione del Donbass, il governo russo ne aveva avuto abbastanza e nel febbraio 2022 aveva inviato truppe nella regione per difendere l’area.

🔹️ Così l’ipocrita Occidente ha sfruttato l’indignazione per il fatto che ciò che aveva creato si stesse finalmente ritorcendo contro di loro. La Russia è stata additata come la responsabile dell’invasione dell’Ucraina.

🔹️ Da anni è in corso una vera e propria guerra per procura condotta da Stati Uniti e NATO contro la Russia attraverso l’Ucraina, e diventerà sempre più pericolosa con il suo proseguimento.

🔹️ L’annientamento nucleare diventa una possibilità concreta, dato che l’amministrazione Trump continua a spingersi oltre i limiti, ricorrendo ora al controllo mentale linguistico per mascherare il fatto che gli Stati Uniti sono la principale forza motrice di questa guerra.

🔹️ Hillary Clinton aveva ricoperto la carica di Segretario di Stato nell’amministrazione Obama per i cinque anni precedenti e aveva guidato la distruzione della Libia nel 2011, tra le altre atrocità.

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⚠️ TRUMP HA FAME DI EUCRAINA❗️
Marco Della Luna

🔴 L'autore sostiene che Trump si stia coordinando con Mosca e Pechino per stabilire un ordine mondiale basato su tre grandi potenze, sacrificando la sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa in favore di accordi commerciali e daziari a beneficio degli Stati Uniti. Secondo l'analisi, l'Ucraina e l'Europa non russa diventano meri strumenti di scambio geopolitico, mentre l'Unione Europea viene indebolita economicamente e militarmente per dipendere da un futuro piano Marshall USA, rafforzando così il capitalismo angloamericano. Vengono accusati i governi europei di collaborare a questo piano di distruzione nonostante la disapprovazione popolare, e si ipotizza che gli ingenti aiuti alla Kiev (di cui una parte consistente verrebbe trattenuta dalla corruzione) servano a garantire profitti e influenza. Infine, l'articolo prevede che il caos permanente indotto da Washington prepari il terreno per un'instaurazione di un ordine globale distopico di tipo orwelliano, rendendo impossibile per i popoli una resistenza coerente.
Sommario ⬆️
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⏹️ Grazie alle ultime mosse di Trump, Putin e Xi, la situazione si sta delineando e schiarendo: Washington si coordina con Mosca e Pechino per un mondo a tre grandi potenze.

🔹️ Al contempo si disimpegna dalla difesa dell’Ucraina e dell’Europa (e pare anche della Arabia Saudita), marginalizza l’UE per trattare con i singoli stati, e verso l’Europa assume un atteggiamento di sfruttamento e ricatto daziari e commerciali.

🔹️ Trattare direttamente con i singoli Stati membri anziché con le istituzioni comunitarie permette a Washington di esercitare un più forte potere contrattuale.

🔹️ Inoltre può imporre dazi, barriere commerciali e condizioni di favore per l’industria energetica e tecnologica americana (p.e. il GNL a prezzi ben superiori a quelli pagati dall’Europa per il gas russo, così da alzare i costi di produzione europei).

🔹️ La mossa di Trump, orientata al pragmatismo muscolare e agli affari (“America First”), privilegia un accordo tra grandi potenze (USA, Cina, Russia) capace di stabilire sfere d’influenza ben delineate.

🔹️ In questo schema, l’Ucraina cessa di essere un perno della sicurezza democratica globale per diventare, assieme all’Europa non russa, una merce di scambio, una “torta” da spartire o da sfruttare per la fame geopolitica/economica degli Stati Uniti nei confronti delle risorse e della posizione strategica di quell’area.

🔹️ Per decenni, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Washington ha perseguito una dottrina di primazia globale (spesso associata al concetto di Pax Americana o di un unico gendarme del mondo).

🔹️ Tuttavia, l’ascesa economica e tecnologica della Cina e la risolutezza strategica della Russia hanno reso questo modello insostenibile a causa dei costi fiscali, militari e industriali.

🔹️L’Europa rimane sotto una regia globalista che con Euro Maastricht - Sostituzione Etnica - Net Zero - ReArm - guerra, la sta demolendo economicamente e civilmente, nonché esponendola a un rischio bellico, al fine di ucrainizzarla e renderla bisognosa di un gigantesco piano Marshall.

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⚠️ SULLA VIOLENZA❗️
Ferdinando Pastore

🔴 Ferdinando Pastore sostiene che la violenza è una legittima risposta alla crudeltà del capitalismo neoliberale e alla fine dell'esperienza democratica dagli anni '70. L'autore critica il "totalitarismo liberale" e le prediche sulla non-violenza come strumenti per comprimere la mobilitazione delle classi subalterne, affermando che il conflitto è indispensabile per costruire una democrazia sostanziale e socialista.
Sommario ⬆️
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⏹️ La violenza è un linguaggio della politica. Lo è sempre stato. L’oppressione, quando non esistono strumenti di rappresentanza istituzionale del dissenso, si contesta con le barricate.

🔘 Esse non necessariamente esprimono un’elevatissima coscienza politica e perlopiù, nel corso della storia, esclusa la fase dei grandi partiti di massa, si muovono spontaneamente, senza una vera organizzazione.

🔘 La violenza è stata espulsa dal dibattito perché il capitalismo ha deciso, dalla fine dei Settanta, di porre fine all’esperienza democratica.

🔘 Le prediche laiche sulla non violenza, sul gandhianesimo, sulla resistenza passiva, prime argomentazioni della sinistra innocua e partecipativa, servirono a comprimere le capacità di mobilitazione delle classi subalterne.

🔘 Queste dovevano starsene zitte e buone ad accettare, con entusiasmo partecipativo, la globalizzazione e la ricerca dell’imprenditore che è in ognuno di noi. La violenza è una risposta alla crudeltà capitalista.

🔘 A maggior ragione ciò è ancor più vero se si fa riferimento al sistema neoliberale. Pian piano, negli ultimi quarant’anni, è stata smantellata la società, è stata disintegrata la sicurezza.

🔘 Ancora oggi, una classe di super ricchi dalle movenze aristocratiche, impone austerità con la guerra alle porte, con un’economia di guerra già in fase avanzata, e togliere la percezione del futuro al popolo è un atto violento; è l’atto violento per eccellenza.

🔘 La violenza, quando non è conseguenza di un disegno strategico, quando non è partecipata da un consenso generale, è assolutamente permeabile, può essere manovrata e infiltrata.

🔘 Ma ciò non toglie sostanza alla legittimità della sintassi. Quando si distruggono negozi si sceglie un simbolo della tracotanza classista, si individua un campo elementare di azione, facilmente comprensibile.

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⚠️ DALLE PIAZZE AL COPRIFUOCO: QUANDO LA PROTESTA FA PAURA AL POTERE❗️
Edoardo Matteo Infante

🔴 Il 17 ottobre 2026, tra 550mila e 800mila persone hanno protestato in Francia contro il caro vita, una mobilitazione che ha coinvolto studenti, sindacati e agricoltori. Il governo francese e quello italiano, sotto la leadership di Macron e Meloni, hanno reagito in modo simile: coprifuoco in Francia e dispiegamento di militari a Milano, mentre i leader politici hanno puntato l'attenzione sulla nazionalità dei manifestanti e sugli episodi isolati di vandalismo, ignorando le cause profonde. L'articolo sottolinea come la classe dirigente europea stia trascurando le gravi disuguaglianze che colpiscono i giovani, evidenziando in Italia stagnazione dei salari per 30 anni, aumento della povertà giovanile (dal 3% al 12%) e costi degli affitti raddoppiati rispetto al 1980. Questa mancanza di prospettiva, unita alla corsa alla militarizzazione e alla crisi climatica, spiega la radicalizzazione dei giovani che vedono il futuro compromesso.
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⏹️ Il 17 ottobre erano tra 550 mila e 800 mila i francesi a manifestare in numerose città della Francia. Agli studenti, che da settimane ormai portano avanti una lotta contro le condizioni pietose del sistema educativo nazionale, si sono aggiunti sindacati, agricoltori e simpatizzanti dei gilet jaunes.

🔹️ Si è trattato della prima vera mobilitazione contro il caro vita dopo gli accenni fatti dai dipendenti del settore pubblico durante le mobilitazioni di settembre, scaturite, va ricordato, dalle iniziative dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

🔹️ Nei giorni precedenti, anche grazie ai giovanissimi che, con la loro conoscenza ed eloquenza, hanno catturato l’affetto e il sostegno del 70% della popolazione secondo un sondaggio di Elabe pubblicato da BFMTV (emittente francese di centrodestra, poco incline a schierarsi dalla parte dei manifestanti).

🔹️ Poi, le immagini che mostrano le fiamme inghiottire il municipio di Limoges e le vetrine che si frantumano nelle principali vie commerciali francesi. Nel caos generale, riparte a gran voce l’attacco del governo contro Jean-Luc Mélenchon, il leader di uno dei principali partiti di opposizione.

🔹️ Sono ormai settimane che il governo accusa LFI di aver organizzato e fatto degenerare le proteste che, dai primi di settembre, scuotono la Francia. Il giornale indipendente Mediapart ha pubblicato un’inchiesta che dimostrerebbe come il governo abbia preso di mira il partito di sinistra.

🔹️ I giornalisti della testata
avrebbero documenti datati 18 ottobre dai quali emergerebbe che un funzionario dell’intelligence territoriale si lamentava del fatto che agli ufficiali fosse stato chiesto di scrivere che dietro le mobilitazioni ci fosse lo zampino di Mélenchon.


🔹️ Un’affermazione che gli stessi servizi di intelligence ritenevano del tutto falsa, sulla base delle loro indagini. Nel suo intervento la sera successiva alle manifestazioni, Macron aveva indicato i manifestanti, soprattutto quelli coinvolti in atti di violenza, come un gruppo di estrema sinistra.

🔹️ Il Procuratore di Parigi, Laure Beccuau, ha dichiarato il 19 ottobre di non poter confermare che i responsabili delle violenze fossero politicamente vicini alla sinistra radicale.

🔹️ Ha inoltre indicato che la maggior parte delle persone fermate e poste in custodia di polizia non erano nota alle autorità e non avevano avanzato rivendicazioni politiche.

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⚠️ UE, RITORNO ALLA REALTÀ: IL FALLIMENTO STRATEGICO DELLE ÉLITE❗️
Francesco Pontelli

🔴 Francesco Pontelli attribuisce il declino dell'UE al fallimento strategico delle sue élite, che hanno sostituito la diplomazia con l'ideologia, ignorando le opportunità di dialogo dal 1989 e la lezione della Ostpolitik di Willy Brandt. L'autore critica le sanzioni autolesioniste che hanno ridotto l'Europa a spettatrice subordinata agli USA, soffocandone la competitività economica e energetica. Per invertire il processo, è necessario abbandonare l'ulteriore centralismo burocratico e preservare il diritto di veto degli Stati come presidio di sovranità. L'UE deve tornare a una cooperazione basata su interessi concreti e pragmatismo, riconoscendo che la burocrazia non può sostituire la politica, pena l'irrilevanza geopolitica definitiva.
Sommario ⬆️
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⏹️ Oggi, di fronte all’aggravarsi del quadro geopolitico e all’impoverimento energetico ed economico del continente europeo, è giunto il momento di compiere un’operazione di pura onestà intellettuale: prendere atto del fallimento strategico delle élite europee.

🔹️ L’attuale conflitto alle porte dell’Unione Europea non è nato dal nulla, ma si conferma l’esito naturale di trent’anni di miopia diplomatica.

🔹️ Se i vertici di Bruxelles e della NATO avessero avuto come obiettivo primario la costruzione di un’architettura di pace duratura, avrebbero valorizzato le storiche occasioni di integrazione e dialogo succedutesi dal 1989 in avanti, dalle tesi sulla «Casa comune europea» alle aperture del primo mandato di Putin.

🔹️ Si è scelta invece la via dell’isolamento e della contrapposizione, dimenticando del tutto la lezione di maestri del realismo politico come Willy Brandt.

🔹️ La sua Ostpolitik dimostrò che la stabilità e il cambiamento non si ottengono erigendo muri o perseguendo la forza, ma attraverso l’avvicinamento concreto, il rispetto reciproco e la continuità dei rapporti diplomatici ed economici.

🔹️ Ignorare queste radici storiche non significa giustificare le azioni dei belligeranti, ma evidenziare l’inadeguatezza di una leadership europea che ha scambiato l’ideologia per diplomazia.

🔹️ Il risultato di questa impostazione è sotto gli occhi di tutti: l’Unione Europea è stata retrocessa da potenziale attore globale a spettatrice irrilevante. Il paradosso si fa ancora più stridente sul terreno economico ed energetico.

🔹️ Mentre gli Stati Uniti muovono le proprie pedine sulla scacchiera globale con spregiudicato pragmatismo, tutelando prioritariamente i propri interessi commerciali e le proprie forniture, i Paesi europei vengono di fatto retrocessi al ruolo di sudditi.

🔹️ Prigioniera di sanzioni autolesioniste e dogmi ideologici, l’Europa si ritrova a pagare i costi più alti di una crisi che ne sta soffocando la competitività e minando il potere d’acquisto delle famiglie.

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⚠️ MARANZA❗️
Francesco Petrone

🔴 L'articolo di Francesco Petrone analizza l'etimo di "maranza", nato a Milano negli anni '80 come sinonimo ironico di "tamarro", e la sua attuale associazione impropria con la criminalità e l'immigrazione. L'autore sostiene che definire questi giovani "emarginati" sia fuorviante: si tratta di individui (spesso di seconda generazione) che sono pienamente integrati nel mercato e nella società, ma rifiutano le regole esistenti per la mancanza di un patto sociale e di un'identità culturale chiara. Il loro disadattamento è descritto come una reazione simbolica al vuoto identitario causato da una società che, nel nome dell'inclusione, ha smantellato i propri riferimenti culturali, costringendoli a costruire un'identità di reazione basata sul gruppo, sull'ostentazione e sulla provocazione.
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⏹️ Il termine maranza, oggi fin troppo abusato, nasce in tono ironico a Milano negli anni ottanta. La prima traccia è del 1988 in Jovanotti, nel brano Il capo della banda: di matti di maranza e di malati di mente, fissati con le moto e coi vestiti americani.

🔘 Allora non c'entrava nulla con l'immigrazione. Voleva dire tamarro, coatto, truzzo, il tipo vistoso e un po' volgare di periferia. Era un insulto tra paninari, quasi affettuoso, originato forse da zanza, zanzara, fastidioso.

🔘 Poi succede quello che la sociologia chiama rovesciamento dello stigma. La parola nasce fuori, per deridere, e a un certo punto viene presa dentro, adottata dagli stessi giovani per dirsi.


🔘 Da insulto ironico diventa etichetta identitaria cambiando tutto. Maranza smette di descrivere uno stile e diventa un contenitore comodo dove si butta dentro seconda generazione, disagio giovanile, violenza urbana, consumo vistoso.

🔘 Per questo molti hanno parlato di emarginazione, perché è la diagnosi più semplice. Se è emarginato, la colpa è della società cattiva che non lo include, basterebbe includerlo maggiormente.

🔘 Ma l'emarginato è un'altra figura. È uno che è stato messo fuori, non ha scelto. Non ha lavoro, non ha casa, non ha lingua, la società lo spinge ai bordi e lui ci resta. Il disadattato è diverso.

🔘 Sta dentro, va a scuola, ha lo smartphone, ha i soldi per le Nike e per il giubbotto, ma non accetta le regole del posto dove sta. Non è fuori perché non può entrare, è dentro e non vuole adattarsi.

🔘 Il maranza di cui parliamo non è emarginato in senso tecnico. Molti sono di seconda generazione, nati qui, vanno a scuola in italiano, hanno documenti, stanno su TikTok, a volte sono più dentro al consumismo di un ragazzo di un centro minore.

🔘 Non è escluso dal mercato, ne è dentro fino al collo, vuole il marchio, vuole apparire, e spesso l'apparire è l'unica compensazione che gli resta. Quello che manca non è il pane, è il patto sociale.

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⚠️ LA CRISI EUROPEA È PIÙ GRAVE DI QUANTO SI PENSI IN FRANCIA❗️
The Duran

🔵 PREMESSA: Mentre la Francia è scossa da proteste, la domanda più importante è se il sistema politico europeo sia ancora in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini che governa.
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⏹️ I disordini in Francia, partiti da proteste studentesche, evidenziano una crisi europea più ampia: la contraddizione tra le aspettative degli elettori e l'impossibilità per i governi nazionali di agire, vincolati dalle competenze trasferite all'UE. L'articolo avverte che, senza affrontare questo conflitto tra democrazia e vincoli sovranazionali, l'Europa rischia un prolungato periodo di instabilità politica e declino economico.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il deterioramento della situazione in Francia, che ha portato a disordini, è diventato la manifestazione più evidente di una crisi politica che si estende ben oltre i suoi confini.

🔘 Ciò che è iniziato come una serie di proteste contro il peggioramento delle condizioni nelle scuole si è trasformato in un confronto più ampio sugli standard di vita, sull'autorità del governo e sulla direzione del paese.

🔘 Il presidente Macron deve affrontare una crescente ostilità da parte dell'opinione pubblica, ma le istituzioni e le politiche contro cui si concentra gran parte di questa rabbia rimangono in gran parte invariate.

🔘 Gli eventi del 17 ottobre, quando le manifestazioni in tutta la Francia in alcuni luoghi sono degenerate in disordini, saccheggi e attacchi a edifici pubblici, hanno evidenziato la gravità della situazione.

🔘 Macron ha condannato la violenza e promesso di ristabilire l'ordine, mentre il suo governo ha introdotto ulteriori misure di sicurezza. Ma la risposta adottata finora ha fatto poco per risolvere le cause profonde del malcontento.

🔘 Sono previste ulteriori manifestazioni e i sindacati stanno preparando una nuova mobilitazione a novembre. L’importanza di questi sviluppi non risiede semplicemente nell’indebolimento di un altro governo europeo.

🔘 La Francia si trova di fronte a una contraddizione che definisce sempre più la politica europea: gli elettori nazionali si aspettano che i loro governi risolvano i problemi interni, mentre molte delle decisioni strategiche ed economiche che determinano tali problemi sono vincolate da impegni assunti al di fuori dell’ambito politico nazionale.

🔘 Questo non significa che Bruxelles sia responsabile di ogni difficoltà che la Francia sta affrontando. I problemi fiscali, i fallimenti amministrativi e le divisioni politiche della Francia hanno origini interne significative.

🔘 Ma la crescente distanza tra le aspettative degli elettori e la capacità dei governi di realizzare cambiamenti concreti sta diventando impossibile da ignorare.

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⁣Carissimi amici AMANTI della NATURA, dopo aver esplorato la ricchezza delle castagne, oggi volgiamo la nostra attenzione a un altro prezioso dono che i castagneti ci offrono in questa meravigliosa stagione autunnale - il MIELE di CASTAGNO o l'ORO AMBRATO del BOSCO - un nettare dal carattere deciso e dalle innumerevoli proprietà.

A differenza dei mieli più dolci e floreali, il miele di castagno si distingue per il suo gusto intenso, aromatico, con un inconfondibile retrogusto leggermente amarognolo e legnoso. Un sapore che evoca i profumi della terra e la maestosità dei castagneti. La sua colorazione ambrata, che varia dal giallo scuro al quasi nero, è un altro suo tratto distintivo.

Questo miele è un concentrato di benessere, apprezzato fin dall'antichità per le sue virtù. Vediamo, IN BREVE, perché:
Energizzante naturale - grazie al suo contenuto zuccherino (principalmente fruttosio e glucosio) e alla presenza di minerali, è un ottimo ricostituente, ideale per combattere la stanchezza fisica e mentale, specialmente durante i cambi di stagione.
Proprietà antibatteriche e antisettiche - il miele di castagno è particolarmente noto per la sua azione benefica sulle vie respiratorie e per le sue capacità antibatteriche, che lo rendono un valido aiuto in caso di tosse e mal di gola.
Ricco di antiossidanti - contiene flavonoidi e acidi fenolici, potenti antiossidanti naturali che aiutano a contrastare i radicali liberi e a proteggere le nostre cellule dallo stress ossidativo.
Benefico per la circolazione - alcuni studi suggeriscono che possa avere un'azione positiva sulla circolazione sanguigna.
Apporto di sali minerali - fornisce un discreto apporto di ferro, potassio e magnesio.


Consigli d'uso e curiosità - il miele di castagno si presta a moltissimi utilizzi:
▫️Perfetto per dolcificare tisane e infusi, specialmente quelli per la gola.
▫️Delizioso da gustare al naturale, magari su una fetta di pane tostato o accompagnato da formaggi stagionati.
▫️Un ingrediente speciale per ricette dolci e salate, dove il suo sapore deciso può creare abbinamenti sorprendenti. 
Sapevate che il miele di castagno tende a rimanere liquido a lungo grazie all'alto contenuto di fruttosio?


▶️Il miele è un alimento da consumare con moderazione, specialmente da parte di chi deve monitorare l'apporto di zuccheri. Inoltre, non va somministrato ai bambini al di sotto di un anno di età per il rischio di botulismo infantile.

Celebriamo insieme la generosità della natura e l'impegno degli apicoltori che ci donano questo straordinario miele. Assaporare il miele di castagno è un modo per connettersi con il territorio e sostenere pratiche agricole sostenibili.

#traccesocial
#traccediconsapevolezza

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⚠️ LA "GUERRA DEL GRANDE DISEGNO" SI TRASFORMA IN UN'EGEMONIA STATUNITENSE PIÙ STRETTAMENTE RAFFORZATA❗️
Alastair Crooke

🔴 L'egemonia statunitense sta perdendo efficacia nel mantenere la sua supremazia globale attraverso strumenti tradizionali come il dollaro e l'esercito, evidenziando la vulnerabilità di un sistema finanziario indebitato e deindustrializzato. L'articolo interpreta i conflitti in Ucraina, Iran e Yemen come teatri di una "guerra mondiale latente" contro il blocco atlantista, in cui Stati come Russia e Cina adottano strategie ibride e prolungate per rimodellare l'ordine mondiale, sfruttando la crescente fragilità demografica e ideologica dell'Occidente.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il paradigma cambia. L'élite sovranazionale, che da tempo persegue il suo "grande progetto" globale attraverso il consenso pubblico per le guerre di conformità imposta, si è finalmente scontrato con i limiti del potere. Siamo, infatti, in un momento dove tutti possono vederlo.

🔹️ I suoi strumenti tradizionali come l'esercito americano, il sistema del dollaro, la trappola del credito, le strutture di Bretton Woods, la terapia economica d'urto e le guerre valutarie, non riescono a preservare l'élite statunitense in un mondo "inimmaginabile"
in cui gli Stati Uniti non continuassero a dettare il progetto.


🔹️ In una serata ad Atene, con l'Acropoli coperta da una luce dorata sopra le sue spalle, il Segretario di Stato americano Marco Rubio , il 7 ottobre, elogiò apertamente il colonialismo; si impegnò in enormi cancellature della storia e chiese un ritorno alla dominazione occidentale del mondo.

🔹️ Rubio affermò che l'Occidente deve usare la forza militare per "mantenere il suo posto alla testa del mondo"; l'Occidente è "l'Occidente è" la più grande civiltà del mondo", ha dichiarato, sottolineando che si tratta di una "civiltà che oggi per la quale dobbiamo combattere per difenderla con la stessa passione dei nostri antenati".

🔹️ Ma ora, questi strumenti tradizionali per mantenersi alla testa del mondo si stanno dimostrando meno efficaci contro gli stati che possiedono alternative - Cina, Russia e Iran sono chiari indicatori della tendenza che le guerre economiche, finanziarie e persino cinetiche non riescono a produrre risultati rapidi.

🔹️ Le vittorie rapide per Matrix non sono più così facilmente disponibili. Suggerire, d'altra parte, che gli Stati civili possano opporsi agli Stati Uniti vuol dire ignorare energicamente tutto ciò che riguarda la natura profonda di questo conflitto.

🔹️ Il "Grande Progetto di Governo Globale" è una guerra per eliminare quegli Stati civili che offrono una coscienza diversa attraverso la quale vedere e comprendere il mondo....

🔹️.... Mosca non sta conducendo una guerra contro i 20 milioni di abitanti dell'Ucraina "Sta affrontando, attraverso l'Ucraina, l'intero blocco atlantista, la NATO nel suo complesso, i suoi servizi segreti, i suoi arsenali, i suoi satelliti, la sua industria militare e la sua macchina mediatica.

🔹️ L'Ucraina è semplicemente un teatro di operazioni, un campo di battaglia in una guerra mondiale latente." 

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⚠️ IL PERCORSO VERSO LA NUOVA GRANDE GUERRA EUROPEA NON STA RALLENTANDO❗️
Riccardo Paccosi

🔴 L'articolo, di stampo critica e anti-guerra, sostiene che nonostante gli sforzi diplomatici di Trump, il percorso verso un conflitto europeo su larga scala proceda a ritmo serrato. Viene contestata la natura pacifista dell'amministrazione americana, citando il "Meridian Project" del Segretario alla Guerra Peter Hegseth (guidato da figure come Elon Musk, Palmer Luckey e Newt Gingrich), finalizzato a garantire la supremazia tecnologica USA per future guerre, in risposta alla percezione di declino militare dopo lo scontro con l'Iran.
L'autore elenca segnali bellicisti da parte di Gran Bretagna, Germania e NATO, tra cui esercitazioni simulate di assedi e guerre nucleari (Steadfast Noon) e piani per la gestione massiccia di vittime. Si afferma che le élite occidentali stiano scommettendo sull'impossibilità per gli USA di mantenere un ruolo neutrale o mediatore una volta innescato il conflitto, temendo così la materializzazione di una Terza Guerra Mondiale già pianificata quindici anni fa.
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⏹️ Prima che dalla giornata di domani ricominci il tran-tran sugli scontri di piazza, è bene rammentare che in questi stessi giorni, per quanto Trump stia cercando di rallentare la guerra russo-europea, il percorso verso quest’ultima sta procedendo a ritmo serrato.

🔸️ Venendo a Trump abbiamo visto l’accordo sul gasolio russo da egli voluto, la parziale interruzione dei servizi Starlink all’Ucraina e allo stesso tempo, i suoi alleati Milei e Netanyahu arrivare ai ferri corti con la iper-guerrafondaia Gran Bretagna.

🔸️ Lo scontro era la nuova rivendicazione argentina sulle isole Falkland nonché tramite etichetta di “stato canaglia” appioppata ai britannici in ragione delle loro sanzioni contro Israele.

🔸️ Le motivazioni di Trump sono tutt’altro che pacifiste e meno che meno sembrano volte, come sostiene invece la narrazione filo-trumpiana, alla creazione d’un mondo multipolare, ma è la sconfitta finora inflitta dall’Iran che ha messo in luce il venir meno della supremazia militare statunitense.

🔸️ Così, il 30 settembre scorso, il Segretario alla Guerra Peter Hegseth ha annunciato l’avvio del Meridian Project guidato da tre reti di potere: la Paypal Mafia tramite Elon Musk, i Cavalieri Neri del Dark Enlightenment tramite Anduril Palmer Luckley e, infine, lo stesso Partito Rep tramite Newt Gingrich, uno dei suoi leader storici più noti, Newt Gingrich.

🔸️ Il lavoro del triumvirato consterà, a detta di Hegseth, dell’ideare e progettare gli strumenti finalizzati a garantire la supremazia tecnologica degli Stati Uniti “per le guerre future”.

🔸️ Dinanzi a questi progetti trumpiani all’insegna della lungimiranza bellicista, però, gli accelerazionisti dell’Apocalisse non stanno restando con le mani in mano.

🔸️ La Gran Bretagna e i suoi burattini baltico-scandinavi, Friedrich Merz con la Bundeswehr al seguito, gli apparati dell’UE e della NATO, stanno infatti procedendo dritti verso la nuova Grande Guerra Europea.

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⚠️ LO STATO SOCIALE E LA SOCIETÀ APERTA❗️
Francesco Petrone

🔴 L'autore Francesco Petrone, sostiene che esitano tre modelli sociali coerenti: il liberismo puro (USA, Singapore, Dubai) e la società aperta utopica. Critica l'Italia per aver creato un "modello ibrido" inefficace, combinando l'apertura delle frontiere americana con il welfare socialdemocratico, il che porta a un deficit finanziario e a una gestione assistenziale insostenibile. Viene citato l'esempio di Singapore e Dubai, dove gli stranieri lavorano ma non accedono al welfare pubblico, a differenza dell'Italia dove gli immigrati ricevono diritti sociali senza contribuzioni sufficienti. L'articolo conclude che il concetto di "società aperta", associato all'utopia di Lennon, è irrealizzabile economicamente se non si accettano le regole dure del liberismo puro.
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⏹️ Esistono tre modelli diversi di società e ognuno richiede una coerenza. Se vengono mescolati si ottiene il modello ibrido che sta facendo l'Italia.

🔹️ Vengono aperte le frontiere come se si fosse in uno Stato liberista, viene mantenuto il welfare come in una società socialdemocratica e si finanzia tutto come un paese in declino.

🔹️ I tre modelli che hanno funzionato nella storia hanno regole ben precise e non ne esistono altri. Il primo è la società aperta in cui vige il liberismo come accade negli USA, a Singapore e a Dubai. Sono gli unici tre che hanno applicato il capitalismo puro senza ipocrisie.

🔹️ Negli USA c'è il modello del lavoratore usa e getta. Nessuno ti chiede niente ma nessuno ti dà niente. Sulle case non ci sono case popolari, sulla sanità se non hai l'assicurazione del datore paghi tu, sulla pensione prendi la Social Security solo se hai versato dieci anni.

🔹️ L'immigrato così costa zero allo Stato per i primi quindici anni, lavora, paga le tasse, non prende casa e non prende sanità. Se si ammala gravemente e non può più lavorare torna in Messico.

🔹️ È brutale ma è sostenibile. A Singapore il modello è ancora più chiaro. L'85% dei singaporiani vive in case popolari costruite dallo Stato che poi può comprare a prezzo calmierato, ma agli stranieri è vietato comprarle e possono solo affittare sul mercato privato a tremila o quattromila dollari al mese.

🔹️ La sanità è sussidiata al settanta per cento per i cittadini, per gli stranieri si paga tutto. Singapore ha un milione e mezzo di stranieri su quasi sei milioni di abitanti, un quarto della popolazione, ma lo Stato non spende un dollaro per loro in case o welfare.

🔹️ Li usa quando servono e li manda via quando non servono più. Dubai è il modello schiavistico dichiarato. Novanta per cento della popolazione è straniera e dieci per cento è emiratina.

🔹️ L'emiratino ha casa gratis dallo Stato, terreno gratis e mutuo a tasso zero. Lo straniero affitta in condivisione anche in otto in una stanza a quattrocento euro a posto letto.

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