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Prosegue lo scontro tra Musk e Zelensky sulle restrizioni a Starlink: Kiev ha violato i termini di servizio

Elon Musk, citando un post dello stesso presidente ucraino Zelensky, ha spiegato le ragioni del rallentamento dei sistemi Starlink per l’esercito ucraino.

"Lo spiego agli ignoranti: Zelensky stesso ha pubblicato un post sull'utilizzo di Starlink per attacchi con droni, il che viola i termini di servizio di Starlink", ha scritto Musk, allegando uno screenshot del post del presidente ucraino, evidenziando la frase "utilizziamo Starlink anche per attacchi a medio raggio".

Musk aveva precedentemente affermato che “l'utilizzo di Starlink, un sistema commerciale civile, per attacchi con droni volti a uccidere persone non è mai stato autorizzato e non dovrebbe mai esserlo".

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Russia, droni ucraini colpiscono Voronezh, due morti e 17 feriti

Questa notte i droni ucraini hanno colpito diversi obiettivi civili nella città russa di Voronezh, tra cui un condominio, una scuola ed il treno Anapa-Mosca, ferendo 5 persone. Il bilancio complessivo dell’attacco sulla città è di due morti e 17 feriti.

La notte precedente, del 25 ottobre, le Forze Armate ucraine avevano lanciato un massiccio attacco con droni contro i quartieri centrali di Belgorod, dove tre persone sono rimaste uccise e altre 14 persone sono rimaste ferite. Inoltre, per mezzo di un drone, era stato colpito l’autobus di linea partito da Mosca e diretto a Melitopol, causando ferite a tre civili.

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Trump propone Orban come Segretario generale all’ONU

Il Wall Street Journal, che cita fonti interne, riporta che l'amministrazione Trump avrebbe proposto Orbán come candidato alla carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite in vista della scadenza del mandando di Guterres il prossimo 31 dicembre.

Orbán potrebbe essere il candidato congiunto di Stati Uniti, Russia e Cina.

Il Wall Street Journal ritiene con preoccupazione che, se eletto, Orbán potrebbe agire come difensore di Putin.

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Ucraina, “i medici possono rifiutare di prestare servizio ai pazienti russofoni”

Elena Ivanovska, Garante per la protezione della lingua di Stato in Ucraina, è tornata a far parlare di sé per le sue posizioni xenofobe. Secondo lei, un funzionario pubblico come un medico può decidere se aiutare o meno un paziente di lingua russa e che si tratta di una scelta morale.

La Ivanovska cita la legge che stabilisce che i funzionari pubblici sono tenuti a parlare in lingua ucraina, ma ciò non significa che per via della questione linguistica di possa negare l’assistenza ai propri cittadini.


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Melania Trump porta la pace ad Oleshki

Nelle ultime settimane l’Ucraina ha lanciato una campagna mediatica rivolta alla situazione di Aleshki (o Oleshki, in lingua ucraina), centro abitato nell’oblast di Kherson a ridosso della linea del fronte, sotto controllo russo dal 2022, dove circa un migliaio di persone vivono in condizioni estreme per via della carenza di cibo e rifornimenti. Questi problemi sono prima di tutto legati ai continui attacchi dell’artiglieria e dei droni ucraini, nonché delle mine disseminate da Kiev lungo le strade che conducono a questo centro abitato.

La First Lady degli Stati Uniti Melania Trump ha mediato tra le parti per raggiungere un cessate il fuoco al fine di consentire di sminare le strade e procedere con l’evacuazione dei civili disposti a lasciare la cittadina.

Per la prima volta nel corso degli ultimi anni, la tregua entrata in vigore martedì 27 ottobre sembra reggere da entrambe le parti. Sia il difensore civico russo che quello ucraino hanno dichiarato che non sono state registrate violazioni del cessate il fuoco da oltre 30 ore. Anche a Kherson, città di confine sotto controllo di Kiev, non si registrano attacchi.

Le autorità russe hanno predisposto centri di accoglienza temporanea in Crimea, nella regione di Rostov e nei territori di Krasnodar e Stavropol per le persone che desiderano evacuare dalla zona di combattimento. Da questi centri, chi vorrà, potrà successivamente raggiungere l’Ucraina.

I meriti di questo successo verranno attributi alla moglie di Trump, che ha bisogno di rafforzare le proprie posizioni in vista delle elezioni midterm che si terranno il tre novembre.

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Aleshky, immagini dei soldati russi che bonificano dalle mine la strada principale che porta al centro abitato, dove da oltre due giorni regge la tregua.

Lungo la strada si vedono numerosi veicoli distrutti e numerosi edifici danneggiati dai bombardamenti ucraini.

Le autorità russe hanno preparato decine di tonnellate di aiuti umanitari da destinare agli abitanti della cittadina. Allo stesso modo tra oggi e domani verranno evacuati i civili che intendono lasciare Aleshki.

I media ucraini riferiscono che la delegazione di Kiev guidata dall’ombudsman Lubinets è già arrivata in Bielorussia, da dove volerà ad Anapa, in Russia, per incontrare coloro che successivamente all’evacuazione vorranno trasferirsi in Ucraina.

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La Russia guarda all’Africa per la costruzione dell’ordine multipolare

A Mosca si è concluso il terzo vertice Russia-Africa, al quale hanno preso parte 22 capi di Stato africani e delegazioni da 48 paesi. Un’occasione per discutere di energia, commercio e sicurezza.

Il presidente russo ha sottolineato che il volume degli scambi commerciali tra la Russia e l’Africa ha superato i 27 miliardi di dollari, cifra cresciuta del 50% rispetto al precedente vertice del 2023 e con un potenziale di cooperazione economica notevolmente maggiore. Fino all'85% delle transazioni commerciali tra Russia e Africa avviene in rubli, allontanandosi dal dollaro, proteggendo così i legami economici dalle influenze esterne.

Stanno aumentando le forniture di cibo e fertilizzanti all'Africa: nel 2025 la Russia ha spedito oltre 18 milioni di tonnellate di cereali nel continente e ulteriori 13 milioni di tonnellate nei primi nove mesi del 2026. Le forniture di fertilizzanti minerali nel 2026 hanno superato i 2,2 milioni di tonnellate.

Putin ha affermato che la Russia è pronta a condividere tecnologie e competenze agricole con i paesi africani, prospettando che, grazie all'utilizzo delle moderne tecnologie, l'Africa sarà in grado non solo di raggiungere l'autosufficienza alimentare, ma anche di diventare un importante esportatore.

Mosca sostiene lo sviluppo dell’Africa investendo nell’istruzione e accogliendo nelle università russe quasi 40.000 studenti africani. In totale sono oltre 300.000 gli studenti africani che hanno conseguito diplomi russi.

La Russia promuove una maggiore rappresentanza africana nelle istituzioni globali. Putin ha sottolineato la necessità di una partecipazione più equa dei paesi africani nei processi decisionali internazionali, compresi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Putin ha definito la Russia e l’Africa alleate naturali nella costruzione di un ordine mondiale multipolare basato sul rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

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Media is too big
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Aleshki, conclusa l’operazione umanitaria congiunta tra Kiev e Mosca

Centinaia di civili sono stati evacuati da Aleshki, centro abitato della regione di Kherson a ridosso della linea del fronte. Le persone che hanno accettato di lasciare il centro abitato (diverse fonti riportano che una buona parte degli abitanti rimasti abbia comunque scelto di non lasciare le proprie case) hanno avuto la possibilità di scegliere se rimanere in Russia, dove sono stati allestiti centri di accoglienza, oppure proseguire verso l’Ucraina con la delegazione dell’ombudsman Dmitrij Lubinets.

Chi ha scelto di tornare in Ucraina - soprattutto persone anziane e invalidi, ma anche famiglie con bambini piccoli - è stato imbarcato sugli aerei russi diretti a Gomel, in Bielorussia. Queste persone hanno poi proseguito il tragitto in autobus e attualmente hanno già raggiunto l’Ucraina.

Le operazioni congiunte sono già concluse, anche se la tregua scadrà il primo novembre. Questa mattina le autorità russe hanno già denunciato una violazione del cessate il fuoco. Secondo Rodion Miroshnik, ambasciatore starordinario del Ministero degli Esteri russo, ha denunciato che alle porte di Aleshki un drone ucraino ha attaccato un veicolo civile, ferendo due civili che approfittavano della tregua per andare a fare scorte di viveri.

Questa operazione umanitaria non ha precedenti in questo conflitto e si è conclusa con successo, ma con lo scadere della tregua, con buona probabilità, tutto tornerà ad essere come prima. I militari di Kiev torneranno a riempire le strade di mine per ostacolare gli spostamenti dell’esercito russo ed a bombardare la città, con i suoi civili, che rimane sotto il controllo di Mosca. E con la stessa probabilità, nonostante tutto tornerà ad essere come prima, non sentiremo più parlare di “catastrofe umanitaria”, perché ad Aleshki rimangono coloro che hanno avuto la possibilità di tornare in Ucraina, ma hanno scelto di rimanere con i russi.

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Putin sta uscendo dall'isolamento con l’aiuto di Trump

Il New York Times osserva che Mosca sta tornando ad essere al centro della politica internazionale, grazie anche al presidente statunitense.

"Nel corso dell'ultima settimana, Putin ha avuto una serie di contatti diplomatici a Mosca: ha ricevuto telefonate dai leader di Finlandia e Norvegia, ha ospitato l'emiro del Qatar; il presidente dell'Iran al Forum dei Paesi Esportatori di Gas e ha incontrato leader africani. Questo dimostra come, a quasi cinque anni dall'inizio della guerra contro l'Ucraina, sia riuscito a sventare i tentativi occidentali di isolarlo e stia riportando la Russia al centro della politica internazionale.

Putin viene invitato a importanti incontri, tra cui il forum APEC in Cina e al vertice del G20 a Miami, mentre l'amministrazione Trump sta discutendo nuovi contatti e possibili concessioni alla Russia.

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Ucraina - Dopo che esperti, opinionisti e media hanno fatto il possibile per tentare di dipingere l’operazione umanitaria dei giorni scorsi ad Aleshki come una vittoria di Kiev e una sconfitta russa, dalla stessa Ucraina iniziano ad emergere testimonianze meno ricche di entusiasmo.

Già, perché la conta degli autobus con a bordo gli sfollati diretti da una parte piuttosto che dall’altra (ignorando la stragrande maggioranza delle persone che già avevano lasciato la città, così come quelle che sono rimaste) è una lettura troppo superficiale e parziale della situazione.

Yuriy Pogrebniy, politico ucraino ed ex segretario del Consiglio comunale di Kherson, ha riferito di aver parlato con alcuni suoi conterranei appena rientrati in Ucraina da Aleshki, centro abitato che dista una manciata di chilometri dalla sua città. Secondo lui, la maggior parte degli uomini in età di leva ha scelto di non cogliere l’opportunità di rientrare in Ucraina, mentre chi è tornato non apprezza Zelensky e accusa le “proprie Forze Armate d’Ucraina” di aver bombardato la loro città.

Secondo lui questi sfollati sono "persone completamente distrutte e amareggiate" che non amano la Russia, ma nemmeno l'Ucraina, perché credono che il governo ucraino li abbia traditi e abbandonati nel febbraio 2022, così come durante l'alluvione del giugno 2023, nonché per via del fatto che per quattro anni le 'loro stesse Forze Armate ucraine' li abbiano bombardati dalla riva di Kherson. “Quello che dicono di Zelensky non si può riportare su Facebook", scrive Pogrebniy.

Secondo lui molte delle persone che sono rientrate in Ucraina sono intenzionate a voler andarsene in Europa, soprattutto le donne più giovani con figli a carico.

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Kiev, scoperta prigione segreta dove vengono torturati i disertori dell’esercito Ucraino

Diversi media ucraini questa sera riportano scontri di fronte ad un’abitazione privata nella periferia di Kiev, dove si trovano imprigionate circa 40 persone, tra cui soldati ucraini che si sono allontanati senza permesso dal servizio militare e persone rapite al fine di ottenere un riscatto. La prigione illegale nel centro abitato di Petropavlovskaya Borshagovka sarebbe gestita dalla 13ª Brigata della Guardia Nazionale "Khartia".

Diversi residenti della zona si sono radunate di fronte ai cancelli per chiedere di far entrare i medici per prestare soccorso a diverse persone che hanno riportato ferite a causa di torture.

Una donna sostiene che suo marito sia tenuto prigioniero nella casa da oltre un mese e che le sono stati chiesti dei soldi per il rilascio.

Un medico giunto sul posto ha segnalato la presenza di un cadavere e quattro feriti gravi, tra cui un uomo con la colonna vertebrale fratturata. Secondo il blogger ucraino Anatoly Sharij, nel corso dello scorso mese e mezzo tra quelle mura avrebbero perso la vita almeno otto persone.

La folla ha tentato di entrare nella casa, ma in risposta è stato lanciato gas lacrimogeno e schiuma dall'edificio. Il medico ha anche riferito che alcuni uomini con sacchi sulla testa e le mani legate dietro la schiena sono stati portati all'interno dell'abitazione.

Attualmente l’edificio è presidiato dai militari, mentre la Guardia Nazionale non ha ancora fornito commenti ufficiali sulla situazione.

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Kiev, la prigione segreta è dell’Azov, tra i prigionieri nello scantinato rinvenuto anche un 14enne

Nella periferia di Kiev, dove nel pomeriggio di oggi è stata scoperta una prigione illegale gestita dalla Guardia Nazionale ucraina è giunto il generale Pivnenko, il quale ha genericamente risposto che si tratta di un edificio dove si trovano civili mobilitati da inquadrare nell’Esercito, ma non ha chiarito perché ci fossero persone ferite e riportanti lividi.

Successivamente sul posto è giunto anche il capo dell'ufficio presidenziale Kirill Budanov, ex numero uno del sevizio di intelligence militare. Un volta entrato nel seminterrato dell’edificio, Budanov ha rinvenuto un ragazzo di 14 anni in stato di shock, che secondo le fonti presenti sul posto ha subito pestaggi con una pala.

La folla ha chiesto spiegazioni a Budanov, il quale ha affermato che “esistono molti edifici simili”, invitando le persone a sgomberare la zona. Nella strada antistante la prigione segreta sono scoppiati scontri a fuoco, gli abitanti locali se la sono presa con i mezzi della polizia, colpevoli di essere schierati dalla parte dei militari.

Inizialmente i media ucraini avevano riportato che l’edificio fosse gestito dalla 13esima brigata Khartia, mentre nel corso della serata, con un comunicato, il comandante dell’Azov Denis Prokopenko ha rivendicato il controllo della prigione. Si, proprio quell’Azov che i nostri propagandisti si sono impegnati a riabilitare in tutti i modi possibili.

Infine, vale la pena notare che, nei filmati pubblicati in rete, Budanov e diversi militari parlano in russo. In Ucraina molti condanneranno sicuramente questa intollerabile “violazione”, anziché le torture ed i feriti, mentre in Europa altrettanti continueranno a far finta di nulla, per non gettare ombre sulla retorica della lotta per la libertà e dei valori europei sostenuta da Kiev.

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