La guerra è finita. Non sul campo, dove ancora si muore, ma nella realtà dei rapporti di forza. La Russia l’ha vinta. L’esercito ucraino agonizza. A Washington lo hanno capito. In Europa no. O fingono di non capirlo, che è peggio.
Il fatto più osceno non è Kiev che resiste a oltranza. Non è Washington che cerca un’uscita per mascherare la sconfitta. Il fatto più osceno è l’Europa. Una classe dirigente colta da una frenesia bellicista che non ha più obiettivo, non ha più industria, non ha più soldati, non ha più strategia. Solo slogan. Solo morale da commedia. Solo la pretesa di continuare una guerra che altri hanno già deciso di chiudere.
Si parla di «minaccia esistenziale». Si parla di carri russi a Lisbona. Si parla come se la geografia fosse un optional e la demografia un dettaglio da salotto. Un paese di diciassette milioni di chilometri quadrati, con una popolazione in calo e uno Stato che fatica già a occupare il proprio territorio, non ha alcuna intenzione di invadere l’Europa. Non ha i mezzi. Non ha il desiderio. Non ha l’interesse. Chi racconta il contrario non fa analisi. Fa propaganda.
Mosca raggiungerà i suoi obiettivi. Fino a Odessa. Poi si fermerà. Non per bontà. Per calcolo. Perché una potenza fragile dal punto di vista demografico non si lancia in un’avventura continentale. Perché il suo problema è la sicurezza del Mar Nero, non la conquista di Berlino. Perché chi ha pagato un tributo di sangue non spreca il resto in una fantasia da editoriale.
Il resto è teatro. L’Europa fornisce armi e fatture. Non decide. Sogna di vincere una guerra che ha già perso al fianco di chi ora cerca di uscirne. Accusa di «capitolazione» chi guarda i numeri. Chiama «realismo» la propria cecità. Confonde la Nato con uno scudo, quando è prima di tutto un dispositivo di controllo.
La questione è chi ha voluto questa guerra, chi l’ha condotta per procura, chi ha spezzato l’asse energetico europeo, e chi oggi pretende di continuare il massacro per non ammettere di aver sbagliato tutto.
Quando la sconfitta sarà ufficiale, non basterà cambiare comunicato. Bisognerà spiegare perché un continente intero ha preferito l’isteria alla geografia, la predica al calcolo, e la guerra degli altri al proprio interesse. Fino ad allora, il coro continuerà. Più alto. Più vuoto. Più pericoloso.
https://x.com/Pierfil99385506/status/2095352652468985911?s=20
Il fatto più osceno non è Kiev che resiste a oltranza. Non è Washington che cerca un’uscita per mascherare la sconfitta. Il fatto più osceno è l’Europa. Una classe dirigente colta da una frenesia bellicista che non ha più obiettivo, non ha più industria, non ha più soldati, non ha più strategia. Solo slogan. Solo morale da commedia. Solo la pretesa di continuare una guerra che altri hanno già deciso di chiudere.
Si parla di «minaccia esistenziale». Si parla di carri russi a Lisbona. Si parla come se la geografia fosse un optional e la demografia un dettaglio da salotto. Un paese di diciassette milioni di chilometri quadrati, con una popolazione in calo e uno Stato che fatica già a occupare il proprio territorio, non ha alcuna intenzione di invadere l’Europa. Non ha i mezzi. Non ha il desiderio. Non ha l’interesse. Chi racconta il contrario non fa analisi. Fa propaganda.
Mosca raggiungerà i suoi obiettivi. Fino a Odessa. Poi si fermerà. Non per bontà. Per calcolo. Perché una potenza fragile dal punto di vista demografico non si lancia in un’avventura continentale. Perché il suo problema è la sicurezza del Mar Nero, non la conquista di Berlino. Perché chi ha pagato un tributo di sangue non spreca il resto in una fantasia da editoriale.
Il resto è teatro. L’Europa fornisce armi e fatture. Non decide. Sogna di vincere una guerra che ha già perso al fianco di chi ora cerca di uscirne. Accusa di «capitolazione» chi guarda i numeri. Chiama «realismo» la propria cecità. Confonde la Nato con uno scudo, quando è prima di tutto un dispositivo di controllo.
La questione è chi ha voluto questa guerra, chi l’ha condotta per procura, chi ha spezzato l’asse energetico europeo, e chi oggi pretende di continuare il massacro per non ammettere di aver sbagliato tutto.
Quando la sconfitta sarà ufficiale, non basterà cambiare comunicato. Bisognerà spiegare perché un continente intero ha preferito l’isteria alla geografia, la predica al calcolo, e la guerra degli altri al proprio interesse. Fino ad allora, il coro continuerà. Più alto. Più vuoto. Più pericoloso.
https://x.com/Pierfil99385506/status/2095352652468985911?s=20
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Pierfilippo Fazio (@Pierfil99385506) on X
La guerra è finita. Non sul campo, dove ancora si muore, ma nella realtà dei rapporti di forza. La Russia l’ha vinta. L’esercito ucraino agonizza. A Washington lo hanno capito. In Europa no. O fin…
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Magnifica Elena Basile... 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
Quindi purtroppo la retorica liberal non è affatto... Noi ridiamo perché ci viene spontaneamente da ridere, però è una retorica fondamentale che infatti viene ripetuta in modo becero con una propaganda veramente farsesca da alcuni. ma in modo molto più sottile da altri . E insomma se tu hai da una parte Mentana va bene, dall'altra però hai Ezio Mauro. Da parte, cioè hai dei dei giornalisti che sono anche in grado di fare un'analisi complessa della realtà, ma che poi alla fine portano sempre l'acqua al mulino di questo... una sorta di convinzione che coloro che possono immaginare una alternativa all'Occidente sono fuori di testa, perché noi viviamo nel migliore dei mondi possibili e quindi ci dobbiamo congratulare per ogni vittoria dell'Occidente che è portatore di civiltà e valori universalistici. Questo è fondamentale per il sistema di potere nel quale noi viviamo.
https://www.youtube.com/watch?v=hbp-q8JkfaE
Quindi purtroppo la retorica liberal non è affatto... Noi ridiamo perché ci viene spontaneamente da ridere, però è una retorica fondamentale che infatti viene ripetuta in modo becero con una propaganda veramente farsesca da alcuni. ma in modo molto più sottile da altri . E insomma se tu hai da una parte Mentana va bene, dall'altra però hai Ezio Mauro. Da parte, cioè hai dei dei giornalisti che sono anche in grado di fare un'analisi complessa della realtà, ma che poi alla fine portano sempre l'acqua al mulino di questo... una sorta di convinzione che coloro che possono immaginare una alternativa all'Occidente sono fuori di testa, perché noi viviamo nel migliore dei mondi possibili e quindi ci dobbiamo congratulare per ogni vittoria dell'Occidente che è portatore di civiltà e valori universalistici. Questo è fondamentale per il sistema di potere nel quale noi viviamo.
https://www.youtube.com/watch?v=hbp-q8JkfaE
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Elena Basile:
- "ma poi credo che fondamentalmente sia l'inverso, cioè che è l'Occidente che continua a testare la capacità della Russia di non perdere le staffe di fronte alle continue provocazioni".
- "Qui hanno normalizzato la guerra, l'abbiamo detto tante volte, normalizzato la guerra, l'hanno delocalizzata in Ucraina per interessi economici e finanziari importanti per questo sistema di potere che esiste. Quindi la retorica e la propaganda servono a mantenere in piedi un disegno che al di là dell'obiettivo strategico di distruggere la Russia, che forse hanno capito, non è poi così realistico, ha un obiettivo tattico, quello di riconvertire l'economia in economia di guerra, di continuare a fare i profitti, ecc. ecc. "
https://www.youtube.com/watch?v=hbp-q8JkfaE
- "ma poi credo che fondamentalmente sia l'inverso, cioè che è l'Occidente che continua a testare la capacità della Russia di non perdere le staffe di fronte alle continue provocazioni".
- "Qui hanno normalizzato la guerra, l'abbiamo detto tante volte, normalizzato la guerra, l'hanno delocalizzata in Ucraina per interessi economici e finanziari importanti per questo sistema di potere che esiste. Quindi la retorica e la propaganda servono a mantenere in piedi un disegno che al di là dell'obiettivo strategico di distruggere la Russia, che forse hanno capito, non è poi così realistico, ha un obiettivo tattico, quello di riconvertire l'economia in economia di guerra, di continuare a fare i profitti, ecc. ecc. "
https://www.youtube.com/watch?v=hbp-q8JkfaE
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Elena Basile:
Nasce nel 92 l'OSCE, e uno dei principi basilari di questa organizzazione è l'indivisibilità della sicurezza, cioè nessuno può accrescere la propria sicurezza ai danni del dell'altro, sia alleanza militare che stato.
E nel 97 l'OSCE è messa da parte e sostituita con la NATO. Nel 1999 c'è il primo grande concetto strategico di una NATO che ha cambiato natura. non è più un'alleanza militare difensiva nei confronti del patto di Varsavia, ma è diventata un'alleanza offensiva d'ampio raggio, braccio destro dei neoconservatori americani. Infatti la troviamo in Afghanistan, la troviamo in Iraq, la troviamo in Siria, in Libia, eccetera. E e quindi praticamente è sempre stato così. C'è stato un disegno di dominio nel mondo unipolare che non ha voluto cedere a quelle voci razionali che hanno visto la diplomazia come cooperazione.
Nasce nel 92 l'OSCE, e uno dei principi basilari di questa organizzazione è l'indivisibilità della sicurezza, cioè nessuno può accrescere la propria sicurezza ai danni del dell'altro, sia alleanza militare che stato.
E nel 97 l'OSCE è messa da parte e sostituita con la NATO. Nel 1999 c'è il primo grande concetto strategico di una NATO che ha cambiato natura. non è più un'alleanza militare difensiva nei confronti del patto di Varsavia, ma è diventata un'alleanza offensiva d'ampio raggio, braccio destro dei neoconservatori americani. Infatti la troviamo in Afghanistan, la troviamo in Iraq, la troviamo in Siria, in Libia, eccetera. E e quindi praticamente è sempre stato così. C'è stato un disegno di dominio nel mondo unipolare che non ha voluto cedere a quelle voci razionali che hanno visto la diplomazia come cooperazione.
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Elena Basile:
Non so se tu hai visto la lettera sul Guardian, quella è una lettera sconvolgente, quella è la lettera del progressismo. Tra parentesi, se non sbaglio, tra le varie firme c'è anche un grande intellettuale ambasciatore che è stato, insomma, una firma della nostra diplomazia. E tutti...
Cioè il Guardian che operazione fa? dice, "Ma non ci dimentichiamo i prigionieri politici in Iran. Quindi non è vero che l'Iran sta conducendo una guerra antiimperialista, perché siamo di fronte a un potere teocratico e autocratico, una dittatura sanguinaria e quindi noi dobbiamo esprimere solidarietà ai prigionieri politici e spingere il popolo a ribellarsi ancora al governo".
Ecco, io credo che innanzitutto questa è un'ipocrisia terribile, perché dico, ma perché non pensiamo ai nostri diritti? Perché il Guardian o un'intellighenzia progressista sente l'urgenza di porsi il problema della libertà delle donne o della libertà in Iran ? È chiaro che se lo dovrebbe porre per mezzo mondo, no?
Non so se tu hai visto la lettera sul Guardian, quella è una lettera sconvolgente, quella è la lettera del progressismo. Tra parentesi, se non sbaglio, tra le varie firme c'è anche un grande intellettuale ambasciatore che è stato, insomma, una firma della nostra diplomazia. E tutti...
Cioè il Guardian che operazione fa? dice, "Ma non ci dimentichiamo i prigionieri politici in Iran. Quindi non è vero che l'Iran sta conducendo una guerra antiimperialista, perché siamo di fronte a un potere teocratico e autocratico, una dittatura sanguinaria e quindi noi dobbiamo esprimere solidarietà ai prigionieri politici e spingere il popolo a ribellarsi ancora al governo".
Ecco, io credo che innanzitutto questa è un'ipocrisia terribile, perché dico, ma perché non pensiamo ai nostri diritti? Perché il Guardian o un'intellighenzia progressista sente l'urgenza di porsi il problema della libertà delle donne o della libertà in Iran ? È chiaro che se lo dovrebbe porre per mezzo mondo, no?
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Fabio Innocenti:
Ieri AFD ha trionfato in Sassonia e Salvini ha fatto le congratulazione a quella che definisce sua amica.
Peccato che nel 2024, successe questo di spiacevole. Sarebbe bastato espellere dal gruppo dei Patrioti l' esponente di AFD che fece certe dichiarazioni, ma le cose andarono diversamente.
Salvini e la lega, avrebbero dovuto difendere AFD a spada tratta.
Peccato che Salvini dopo la CANTONATA enorme con Draghi, ha preso pure la cantonata enorme con Meloni e con il CDX. Pensava forse che il melonismo sarebbe durato, mentre invece che AFD isolato avesse finito la sua corsa.
GRAVISSIMI errori di valutazione politica!
Salvini e la Lega, meritano che Vannacci gli abbia portato via centinaia di migliaia di voti dopo essere stato uno di loro.
https://x.com/FabioInnocent10/status/2096776094460383532?s=20
Ieri AFD ha trionfato in Sassonia e Salvini ha fatto le congratulazione a quella che definisce sua amica.
Peccato che nel 2024, successe questo di spiacevole. Sarebbe bastato espellere dal gruppo dei Patrioti l' esponente di AFD che fece certe dichiarazioni, ma le cose andarono diversamente.
Salvini e la lega, avrebbero dovuto difendere AFD a spada tratta.
Peccato che Salvini dopo la CANTONATA enorme con Draghi, ha preso pure la cantonata enorme con Meloni e con il CDX. Pensava forse che il melonismo sarebbe durato, mentre invece che AFD isolato avesse finito la sua corsa.
GRAVISSIMI errori di valutazione politica!
Salvini e la Lega, meritano che Vannacci gli abbia portato via centinaia di migliaia di voti dopo essere stato uno di loro.
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Fabio Innocenti (@FabioInnocent10) on X
Ieri AFD ha trionfato in Sassonia e Salvini ha fatto le congratulazione a quella che definisce sua amica.
Peccato che nel 2024, successe questo di spiacevole. Sarebbe bastato espellere dal grup…
Peccato che nel 2024, successe questo di spiacevole. Sarebbe bastato espellere dal grup…
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Dr. Naomi Wolf: «PFIZER Ha Deliberatamente Cercato di Ucciderci Tutti.»
«Hanno ucciso i neonati e lo sapevano. Hanno avvelenato il latte materno e lo sapevano... hanno ridotto il conteggio degli spermatozoi e lo sapevano.»
«Questo è satanico su una scala massiccia... sapevano di star facendo questo.»
Questi sono i fatti dopo lo scarico forzato dal tribunale dei file interni di Pfizer — centinaia di migliaia di pagine che un esercito volontario di medici, scienziati e analisti ha impiegato anni a esaminare.
Pfizer ha osservato neonati morire in utero e ha scritto «esposizione materna». Hanno tracciato il latte materno avvelenato. Hanno registrato crolli nel conteggio degli spermatozoi. Hanno annotato cicli rovinati, placente danneggiate e danni cardiaci permanenti da Miocardite nei giovani — e hanno continuato a iniettare.
Non ci sono inciampati per caso. Secondo quel resoconto, hanno visto il massacro in tempo reale, hanno nascosto le morti per mantenere l’autorizzazione d’emergenza, hanno lottato per nascondere i documenti per 75 anni e hanno comunque spinto le dosi nelle donne incinte, nelle madri che allattano e nei bambini.
L’accusa di Wolf è schietta: questo non è stato un fallimento di sicurezza. È stato un assalto alla riproduzione stessa. Non un bug... ma una vera e propria caratteristica delle iniezioni tossiche.
Le persone che l’hanno approvata, pubblicizzata, resa obbligatoria e hanno zittito chiunque gridasse non stavano «seguendo la scienza». Stavano coprendo un crimine contro i non nati, contro la fertilità, contro la prossima generazione — e l’hanno fatto mentre definivano pericolosi i dissenzienti.
Lo sapevano. Hanno continuato. E quasi riuscivano a far sparire le prove per sempre.
https://x.com/ValerieAnne1970/status/2096569113413874013?s=20
«Hanno ucciso i neonati e lo sapevano. Hanno avvelenato il latte materno e lo sapevano... hanno ridotto il conteggio degli spermatozoi e lo sapevano.»
«Questo è satanico su una scala massiccia... sapevano di star facendo questo.»
Questi sono i fatti dopo lo scarico forzato dal tribunale dei file interni di Pfizer — centinaia di migliaia di pagine che un esercito volontario di medici, scienziati e analisti ha impiegato anni a esaminare.
Pfizer ha osservato neonati morire in utero e ha scritto «esposizione materna». Hanno tracciato il latte materno avvelenato. Hanno registrato crolli nel conteggio degli spermatozoi. Hanno annotato cicli rovinati, placente danneggiate e danni cardiaci permanenti da Miocardite nei giovani — e hanno continuato a iniettare.
Non ci sono inciampati per caso. Secondo quel resoconto, hanno visto il massacro in tempo reale, hanno nascosto le morti per mantenere l’autorizzazione d’emergenza, hanno lottato per nascondere i documenti per 75 anni e hanno comunque spinto le dosi nelle donne incinte, nelle madri che allattano e nei bambini.
L’accusa di Wolf è schietta: questo non è stato un fallimento di sicurezza. È stato un assalto alla riproduzione stessa. Non un bug... ma una vera e propria caratteristica delle iniezioni tossiche.
Le persone che l’hanno approvata, pubblicizzata, resa obbligatoria e hanno zittito chiunque gridasse non stavano «seguendo la scienza». Stavano coprendo un crimine contro i non nati, contro la fertilità, contro la prossima generazione — e l’hanno fatto mentre definivano pericolosi i dissenzienti.
Lo sapevano. Hanno continuato. E quasi riuscivano a far sparire le prove per sempre.
https://x.com/ValerieAnne1970/status/2096569113413874013?s=20
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Valerie Anne Smith (@ValerieAnne1970) on X
Dr. Naomi Wolf: "PFIZER Deliberately Tried To Kill Us All."
"They killed the babies & they knew it. They poisoned the breast milk & they knew it... they lowered the sperm count & they knew it."
…
"They killed the babies & they knew it. They poisoned the breast milk & they knew it... they lowered the sperm count & they knew it."
…
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Fabio Innocenti su X:
La AFD promuove la pace con la Russia e la buone relazioni con Mosca e, ha stravinto meritatamente nella vecchia Germania est.
Invito a leggere il testo dell'Inno della vecchia Repubblica democratica della Germania dell'est, prima della riunificazione. Veramente meraviglioso! Non stupisce abbia vinto AFD in certe zone!
Dove ci sono ceppi culturali sani, la gente è più sveglia a cogliere le opportunità politiche e, meno propensa a certe propagande!
Dalla Germania dell'est riparte il sovranismo europeo!
Solo quelli molto scarsi politicamente, possono desiderare Vannacci dentro il CDX, da una posizione di minoranza! AFD traccia la rotta da seguire per tutta la vera destra!
Ah per farvi capire quanto siano demenziali certe propagande.
C' è gente che ASSURDAMENTE e sbagliando, pensa che AFD sia un partito neonazista.
AFD ha stravinto in Sassonia che, fu una delle aree in cui ci fu massiccia denazificazione da parte dei russi nella seconda guerra mondiale.
Sostanzialmente e principalmente, hanno votato AFD i più contrari che ci possano essere in circolazione al nazismo, perché il nazismo lo hanno già avuto con Hitler e non lo rivogliono, in nessuna forma!
I nazisti tutto vogliono fuori che la pace con la Russia e sono avversari di AFD!
Studiate!!!
La AFD promuove la pace con la Russia e la buone relazioni con Mosca e, ha stravinto meritatamente nella vecchia Germania est.
Invito a leggere il testo dell'Inno della vecchia Repubblica democratica della Germania dell'est, prima della riunificazione. Veramente meraviglioso! Non stupisce abbia vinto AFD in certe zone!
Dove ci sono ceppi culturali sani, la gente è più sveglia a cogliere le opportunità politiche e, meno propensa a certe propagande!
Dalla Germania dell'est riparte il sovranismo europeo!
Solo quelli molto scarsi politicamente, possono desiderare Vannacci dentro il CDX, da una posizione di minoranza! AFD traccia la rotta da seguire per tutta la vera destra!
Ah per farvi capire quanto siano demenziali certe propagande.
C' è gente che ASSURDAMENTE e sbagliando, pensa che AFD sia un partito neonazista.
AFD ha stravinto in Sassonia che, fu una delle aree in cui ci fu massiccia denazificazione da parte dei russi nella seconda guerra mondiale.
Sostanzialmente e principalmente, hanno votato AFD i più contrari che ci possano essere in circolazione al nazismo, perché il nazismo lo hanno già avuto con Hitler e non lo rivogliono, in nessuna forma!
I nazisti tutto vogliono fuori che la pace con la Russia e sono avversari di AFD!
Studiate!!!
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La AFD promuove la pace con la Russia e la buone relazioni con Mosca e, ha stravinto meritatamente nella vecchia Germania est.
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Invito a leggere il testo dell'Inno della vecchia Repubblica democra…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Suicidio perfetto
Di Marco Travaglio
Mentre in Sassonia l’AfD sbancava le urne e spianava quel che resta dei vecchi partiti, a Cernobbio il ministro Giorgetti sussurrava la prima ragione del cataclisma che travolge l’Europa: “L’Italia paga le due guerre, in Medio Oriente e in Ucraina, due volte elevato a potenza. Noi ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori, che hanno difficoltà a fornircelo e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini e il prezzo del gasolio dipende dal fatto che nessuno lo raffina più”. È la fotografia del suicidio perfetto dell’Ue: prima subisce, poi fomenta e allunga la guerra fra Nato e Russia in Ucraina; rinuncia al gas russo a buon prezzo per comprarlo a costi più alti da regimi uguali o peggiori; si fa distruggere i gasdotti da Kiev continuando a finanziarla (siamo a 220 miliardi: più della quota italiana di Pnrr) e armarla, fornendole i missili che distruggono le raffinerie russe e fanno impazzire i prezzi; e i pochi soldi che restano li butta nel riarmo (su cui già spende il triplo della Russia) e li toglie a salari, sanità, scuola, investimenti produttivi e gestione dei migranti. Il resto lo fa la guerra di Israele&Usa all’Iran, spalleggiata dagli europei con basi aeree e zero sanzioni.
I popoli impoveriti e impauriti s’incazzano e s’aggrappano a chi non c’entra nulla con l’Ue: destre estreme e progressisti radicali. E il combinato disposto più povertà-più paura-meno voti ai partiti tradizionali fa impazzire le élite, come Giove che toglie la ragione a chi vuole rovinare. Ecco Paolo Gentiloni su Rep: “Hanno vinto quelli che vogliono farla finita con la memoria dell’Olocausto”, i “nostalgici del nazismo e i filo-putiniani”. Comunque niente di che: quattro baluba di un “Land poco meno popoloso della Calabria, i cui cittadini sono i più anziani e tra i più poveri della Germania”. Ed ecco la ricetta vincente: un succulento mix fra “un’Europa più integrata e forte”, “il messaggio di Mattarella a Cernobbio”, la “difesa comune” contro “l’ostilità russa”, la “pace giusta in Ucraina” e magari, volendo esagerare, l’Agenda Draghi. Questi geni, invece di guardarsi allo specchio per capire perché tutti li odiano, danno la colpa a Putin raccontandosi che la gente li adora, ma appena entra al seggio viene traviata dalle fake news russe e vota male. Quindi va rieducata a suon di insulti (populisti, sovranisti, putiniani, fascisti, nazisti, bifolchi), curata con dosi intensive di Europa, Occidente, Ucraina e riarmo (se “ha stato Putin”, bisogna fargli la guerra) e punita mettendo al bando i suoi punti di riferimento (censure “democratiche”, piazze represse, sanzioni individuali, partiti fuorilegge, elezioni annullate). Con idee così brillanti, cosa potrà mai andare storto?
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Di Marco Travaglio
Mentre in Sassonia l’AfD sbancava le urne e spianava quel che resta dei vecchi partiti, a Cernobbio il ministro Giorgetti sussurrava la prima ragione del cataclisma che travolge l’Europa: “L’Italia paga le due guerre, in Medio Oriente e in Ucraina, due volte elevato a potenza. Noi ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori, che hanno difficoltà a fornircelo e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini e il prezzo del gasolio dipende dal fatto che nessuno lo raffina più”. È la fotografia del suicidio perfetto dell’Ue: prima subisce, poi fomenta e allunga la guerra fra Nato e Russia in Ucraina; rinuncia al gas russo a buon prezzo per comprarlo a costi più alti da regimi uguali o peggiori; si fa distruggere i gasdotti da Kiev continuando a finanziarla (siamo a 220 miliardi: più della quota italiana di Pnrr) e armarla, fornendole i missili che distruggono le raffinerie russe e fanno impazzire i prezzi; e i pochi soldi che restano li butta nel riarmo (su cui già spende il triplo della Russia) e li toglie a salari, sanità, scuola, investimenti produttivi e gestione dei migranti. Il resto lo fa la guerra di Israele&Usa all’Iran, spalleggiata dagli europei con basi aeree e zero sanzioni.
I popoli impoveriti e impauriti s’incazzano e s’aggrappano a chi non c’entra nulla con l’Ue: destre estreme e progressisti radicali. E il combinato disposto più povertà-più paura-meno voti ai partiti tradizionali fa impazzire le élite, come Giove che toglie la ragione a chi vuole rovinare. Ecco Paolo Gentiloni su Rep: “Hanno vinto quelli che vogliono farla finita con la memoria dell’Olocausto”, i “nostalgici del nazismo e i filo-putiniani”. Comunque niente di che: quattro baluba di un “Land poco meno popoloso della Calabria, i cui cittadini sono i più anziani e tra i più poveri della Germania”. Ed ecco la ricetta vincente: un succulento mix fra “un’Europa più integrata e forte”, “il messaggio di Mattarella a Cernobbio”, la “difesa comune” contro “l’ostilità russa”, la “pace giusta in Ucraina” e magari, volendo esagerare, l’Agenda Draghi. Questi geni, invece di guardarsi allo specchio per capire perché tutti li odiano, danno la colpa a Putin raccontandosi che la gente li adora, ma appena entra al seggio viene traviata dalle fake news russe e vota male. Quindi va rieducata a suon di insulti (populisti, sovranisti, putiniani, fascisti, nazisti, bifolchi), curata con dosi intensive di Europa, Occidente, Ucraina e riarmo (se “ha stato Putin”, bisogna fargli la guerra) e punita mettendo al bando i suoi punti di riferimento (censure “democratiche”, piazze represse, sanzioni individuali, partiti fuorilegge, elezioni annullate). Con idee così brillanti, cosa potrà mai andare storto?
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Il Sofista su X:
Dovete capire che uno dei motivi per cui la destra, quando governa, non fa la destra, è che ai suoi leader non conviene.
È vero che subiscono il boicottaggio di UE, magistratura, scuola, stampa, editoria, Chiesa.
Ma è altrettanto vero che dei leader autentici potrebbero combattere contro tale apparato fino allo scontro frontale.
Il punto è che ciò sarebbe per loro un pericolo: rischierebbero di essere diffamati dai media, processati dalla magistratura, ricattati dall'UE fino a scomparire politicamente.
Essere accondiscendenti col nemico è molto più facile, consente di ottenere le patenti di accettabilità che il sistema elargisce ai propri servi e di salvare la pelle.
Orbene, non possiamo affatto escludere che esista un leader duro, forte, che se ne sbatte di compiacere l'elite e la combatte, accettando il rischio di di esserne distrutto pur di non tradire il popolo.
Non è dunque corretto dare per scontato che il sistema vincerà sempre. Finora lo ha fatto anche grazie alla pavidità dei nostri leader.
Se arriva uno con le palle vere, non possiamo assolutamente prevedere come scontato il suo tradimento.
https://x.com/intuslegens/status/2097039982510604714
Dovete capire che uno dei motivi per cui la destra, quando governa, non fa la destra, è che ai suoi leader non conviene.
È vero che subiscono il boicottaggio di UE, magistratura, scuola, stampa, editoria, Chiesa.
Ma è altrettanto vero che dei leader autentici potrebbero combattere contro tale apparato fino allo scontro frontale.
Il punto è che ciò sarebbe per loro un pericolo: rischierebbero di essere diffamati dai media, processati dalla magistratura, ricattati dall'UE fino a scomparire politicamente.
Essere accondiscendenti col nemico è molto più facile, consente di ottenere le patenti di accettabilità che il sistema elargisce ai propri servi e di salvare la pelle.
Orbene, non possiamo affatto escludere che esista un leader duro, forte, che se ne sbatte di compiacere l'elite e la combatte, accettando il rischio di di esserne distrutto pur di non tradire il popolo.
Non è dunque corretto dare per scontato che il sistema vincerà sempre. Finora lo ha fatto anche grazie alla pavidità dei nostri leader.
Se arriva uno con le palle vere, non possiamo assolutamente prevedere come scontato il suo tradimento.
https://x.com/intuslegens/status/2097039982510604714
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Il Sofista (@intuslegens) on X
Dovete capire che uno dei motivi per cui la destra, quando governa, non fa la destra, è che ai suoi leader non conviene.
È vero che subiscono il boicottaggio di Ue, magistratura, scuola, stampa, e…
È vero che subiscono il boicottaggio di Ue, magistratura, scuola, stampa, e…
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7 ottobre. Netanyahu sapeva tutto e non ha fatto nulla.
Nonostante gli avvertimenti giunti da più canali.
Poco prima del 7 ottobre, un funzionario di Fatah, che aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e che in precedenza aveva mediato tra Israele e Hamas, viene convocato da Sinwar, allora capo di Hamas a Gaza.
Sinwar vuole far arrivare a Tel Aviv un messaggio preciso.
C’era un accordo per uno scambio di prigionieri, raggiunto con Israele e approvato da Netanyahu, ma che il premier israeliano continuava a rimandare.
A quel punto Sinwar manda a dire: o Israele dà seguito all’intesa, oppure ci sarà uno “zilzal”, un terremoto.
È proprio Sinwar a volere che il messaggio arrivi agli israeliani.
Ma non basta.
Dopo un secondo incontro, Sinwar ordina al mediatore di riferire agli israeliani, parola per parola, che sta preparando “la madre di tutte le sorprese”, “un’operazione terrificante”, qualcosa di straordinario.
Poi ci sono le telefonate.
Nonostante gli avvertimenti giunti da più canali.
Poco prima del 7 ottobre, un funzionario di Fatah, che aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e che in precedenza aveva mediato tra Israele e Hamas, viene convocato da Sinwar, allora capo di Hamas a Gaza.
Sinwar vuole far arrivare a Tel Aviv un messaggio preciso.
C’era un accordo per uno scambio di prigionieri, raggiunto con Israele e approvato da Netanyahu, ma che il premier israeliano continuava a rimandare.
A quel punto Sinwar manda a dire: o Israele dà seguito all’intesa, oppure ci sarà uno “zilzal”, un terremoto.
È proprio Sinwar a volere che il messaggio arrivi agli israeliani.
Ma non basta.
Dopo un secondo incontro, Sinwar ordina al mediatore di riferire agli israeliani, parola per parola, che sta preparando “la madre di tutte le sorprese”, “un’operazione terrificante”, qualcosa di straordinario.
Poi ci sono le telefonate.
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di: Piefilippo Fazio:
Il cosiddetto DDL antisemitismo non combatte l’odio antiebraico. Combatte la parola. È un atto di servilismo politico, non di memoria. Un governo reazionario e i suoi sodali sedicenti di sinistra si inchinano a un’ideologia di conquista, segregazione e privilegio etnico, e chiamano questa genuflessione “lotta all’antisemitismo”. È una frode.
La definizione IHRA, innestata ora nel diritto italiano, non è uno strumento scientifico. È un dispositivo politico. Confonde deliberatamente l’odio verso gli ebrei con la critica a uno Stato che occupa, colonizza, sradica e bombarda. Chi denuncia l’apartheid nei Territori, il blocco di Gaza, le colonie illegali, i due pesi e due misure del diritto internazionale, viene marchiato. Non perché insulti gli ebrei, ma perché tocca un progetto di potere.
Questa è la vera funzione della legge: trasformare un crimine storico — lo sterminio degli ebrei d’Europa — in scudo per un presente coloniale. La Shoah viene usata non per impedire che si ripeta l’umiliazione di un popolo, ma per coprire l’umiliazione di un altro. Chi protesta contro la distruzione di Gaza, contro la fame come arma, contro lo spossessamento sistematico, deve prima passare sotto le forche caudine di una definizione scritta per immunizzare Israele.
Il governo che promuove questo testo è lo stesso che celebra la “sicurezza” mentre stringe alleanze con chi pratica la pulizia territoriale. I riformisti del Pd che lo votano o lo assecondano non sono meno servili: hanno scelto la rispettabilità atlantica al posto della coerenza. Hanno deciso che la critica radicale a uno Stato alleato è più pericolosa dell’occupazione stessa. Quiescenza. Non principio.
L’antisemitismo esiste. È vile, persistente, va combattuto senza sconti: nelle tribune, nei social, nelle piazze, nelle scuole. Ma non si combatte con una legge che allarga a dismisura il perimetro del tabù fino a includere la denuncia di un regime di privilegio. Quando ogni analogia storica, ogni accusa di razzismo di Stato, ogni richiesta di uguaglianza davanti alla legge diventa “indicatore” di odio, la parola antisemitismo smette di proteggere gli ebrei e inizia a proteggere un governo.
Nessun altro Paese europeo ha trasformato quella definizione operativa in norma dello Stato con questa ambizione pedagogica e poliziesca: università, forze dell’ordine, piattaforme, spazio pubblico. Non è prevenzione. È addestramento al silenzio. Si insegna ai funzionari a riconoscere non l’odio razziale, ma il dissenso geopolitico.
La memoria dei campi non appartiene a un ministero, a un coordinatore di Palazzo Chigi, a una lobby di pressione. Appartiene a chi rifiuta che un popolo sia trattato come scarto. Usarla per mettere il bavaglio a chi grida “basta” di fronte a un’occupazione lunga decenni è una profanazione. È il contrario della lezione di Auschwitz.
Chi oggi sfila contro questo DDL non chiede il diritto di odiare gli ebrei. Chiede il diritto di chiamare colonia una colonia, segregazione una segregazione, strage una strage. Se questo è diventato “antisemitismo”, allora la parola è stata svuotata e rivenduta. Resta solo il servilismo: di un esecutivo reazionario, di una sinistra addomesticata, di un’industria della virtù che ha scambiato la giustizia con la disciplina.
Non è memoria. È disciplina coloniale con etichetta umanitaria. E chi la vota sa esattamente cosa sta facendo.
https://x.com/Pierfil99385506/status/2097691167873774073?s=20
Il cosiddetto DDL antisemitismo non combatte l’odio antiebraico. Combatte la parola. È un atto di servilismo politico, non di memoria. Un governo reazionario e i suoi sodali sedicenti di sinistra si inchinano a un’ideologia di conquista, segregazione e privilegio etnico, e chiamano questa genuflessione “lotta all’antisemitismo”. È una frode.
La definizione IHRA, innestata ora nel diritto italiano, non è uno strumento scientifico. È un dispositivo politico. Confonde deliberatamente l’odio verso gli ebrei con la critica a uno Stato che occupa, colonizza, sradica e bombarda. Chi denuncia l’apartheid nei Territori, il blocco di Gaza, le colonie illegali, i due pesi e due misure del diritto internazionale, viene marchiato. Non perché insulti gli ebrei, ma perché tocca un progetto di potere.
Questa è la vera funzione della legge: trasformare un crimine storico — lo sterminio degli ebrei d’Europa — in scudo per un presente coloniale. La Shoah viene usata non per impedire che si ripeta l’umiliazione di un popolo, ma per coprire l’umiliazione di un altro. Chi protesta contro la distruzione di Gaza, contro la fame come arma, contro lo spossessamento sistematico, deve prima passare sotto le forche caudine di una definizione scritta per immunizzare Israele.
Il governo che promuove questo testo è lo stesso che celebra la “sicurezza” mentre stringe alleanze con chi pratica la pulizia territoriale. I riformisti del Pd che lo votano o lo assecondano non sono meno servili: hanno scelto la rispettabilità atlantica al posto della coerenza. Hanno deciso che la critica radicale a uno Stato alleato è più pericolosa dell’occupazione stessa. Quiescenza. Non principio.
L’antisemitismo esiste. È vile, persistente, va combattuto senza sconti: nelle tribune, nei social, nelle piazze, nelle scuole. Ma non si combatte con una legge che allarga a dismisura il perimetro del tabù fino a includere la denuncia di un regime di privilegio. Quando ogni analogia storica, ogni accusa di razzismo di Stato, ogni richiesta di uguaglianza davanti alla legge diventa “indicatore” di odio, la parola antisemitismo smette di proteggere gli ebrei e inizia a proteggere un governo.
Nessun altro Paese europeo ha trasformato quella definizione operativa in norma dello Stato con questa ambizione pedagogica e poliziesca: università, forze dell’ordine, piattaforme, spazio pubblico. Non è prevenzione. È addestramento al silenzio. Si insegna ai funzionari a riconoscere non l’odio razziale, ma il dissenso geopolitico.
La memoria dei campi non appartiene a un ministero, a un coordinatore di Palazzo Chigi, a una lobby di pressione. Appartiene a chi rifiuta che un popolo sia trattato come scarto. Usarla per mettere il bavaglio a chi grida “basta” di fronte a un’occupazione lunga decenni è una profanazione. È il contrario della lezione di Auschwitz.
Chi oggi sfila contro questo DDL non chiede il diritto di odiare gli ebrei. Chiede il diritto di chiamare colonia una colonia, segregazione una segregazione, strage una strage. Se questo è diventato “antisemitismo”, allora la parola è stata svuotata e rivenduta. Resta solo il servilismo: di un esecutivo reazionario, di una sinistra addomesticata, di un’industria della virtù che ha scambiato la giustizia con la disciplina.
Non è memoria. È disciplina coloniale con etichetta umanitaria. E chi la vota sa esattamente cosa sta facendo.
https://x.com/Pierfil99385506/status/2097691167873774073?s=20
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Pierfilippo Fazio (@Pierfil99385506) on X
Il cosiddetto DDL antisemitismo non combatte l’odio antiebraico. Combatte la parola. È un atto di servilismo politico, non di memoria. Un governo reazionario e i suoi sodali sedicenti di sinistra…
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Genn Diesen su X:
Che tempi per essere vivi: la Germania punta a sviluppare il più grande esercito d’Europa, e gli europei lo stanno acclamando. La classe politica tedesca è in pieno consenso nel suo entusiasmo per la guerra con la Russia, con solo il partito “di estrema destra” in opposizione. La nuova reincarnazione di Hitler che guida questo partito razzista “nazista” contrario alla guerra, Alice Weidel, è una donna lesbica con una partner dello Sri Lanka. Merz sostiene pienamente il genocidio a Gaza, sostiene che Israele sta “facendo il nostro lavoro sporco” attaccando l’Iran, vuole prendere il comando nella guerra per procura contro la Russia e difende la democrazia schiacciando il dissenso. Quando gli Stati Uniti hanno distrutto Nord Stream, la Germania ha dato la colpa alla Russia. Quando gli Stati Uniti hanno fornito sussidi che incentivavano le aziende tedesche non competitive a trasferirsi negli USA, la Germania ha dato la colpa alla Russia per la sua deindustrializzazione. Quando gli Stati Uniti hanno minacciato di annettere la Groenlandia, Merz ha risposto avvertendo di una minaccia russa alla Groenlandia. La Germania ora sta cercando di invertire la sua deindustrializzazione con un budget militare in forte espansione. Nella Prima Guerra Mondiale, la Germania ha inquadrato le sue azioni militari che hanno portato al Trattato di Brest-Litovsk come una liberazione dell’Ucraina da Mosca, mentre in realtà la Germania stava stabilendo il suo dominio sulla regione. Nella Seconda Guerra Mondiale, la Germania ha di nuovo rivendicato di liberare l’Ucraina da Mosca, mentre in realtà la trattava come una conquista imperiale. Questa volta, la Germania ha “liberato l’Ucraina” rovesciando il suo governo eletto democraticamente contro la volontà della maggioranza degli ucraini per trasformarla in uno stato di prima linea in un’alleanza militare antirussa. La Germania ha sostenuto la brutalità contro il Donbas e la purga dell’opposizione politica dissidente dell’Ucraina, dei media di opposizione, della lingua russa e della Chiesa Ortodossa. L’accordo di pace di Minsk negoziato dalla Germania è stato ammesso essere una frode per preparare l’Ucraina alla guerra, e la Germania sta pompando armi. Mentre la maggior parte degli ucraini vuole un insediamento negoziato, la Germania boicotta la diplomazia, spinge per deportare i rifugiati ucraini e per arruolare le donne ucraine per mantenere in corso la guerra – tutto sotto lo slogan di “stare con l’Ucraina”. Eppure, la sconfitta elettorale di Merz e delle sue politiche viene inquadrata come una minaccia alla democrazia e qualsiasi critica ti rende un traditore che diffonde propaganda russa. Come finirà tutto questo?
Che tempi per essere vivi: la Germania punta a sviluppare il più grande esercito d’Europa, e gli europei lo stanno acclamando. La classe politica tedesca è in pieno consenso nel suo entusiasmo per la guerra con la Russia, con solo il partito “di estrema destra” in opposizione. La nuova reincarnazione di Hitler che guida questo partito razzista “nazista” contrario alla guerra, Alice Weidel, è una donna lesbica con una partner dello Sri Lanka. Merz sostiene pienamente il genocidio a Gaza, sostiene che Israele sta “facendo il nostro lavoro sporco” attaccando l’Iran, vuole prendere il comando nella guerra per procura contro la Russia e difende la democrazia schiacciando il dissenso. Quando gli Stati Uniti hanno distrutto Nord Stream, la Germania ha dato la colpa alla Russia. Quando gli Stati Uniti hanno fornito sussidi che incentivavano le aziende tedesche non competitive a trasferirsi negli USA, la Germania ha dato la colpa alla Russia per la sua deindustrializzazione. Quando gli Stati Uniti hanno minacciato di annettere la Groenlandia, Merz ha risposto avvertendo di una minaccia russa alla Groenlandia. La Germania ora sta cercando di invertire la sua deindustrializzazione con un budget militare in forte espansione. Nella Prima Guerra Mondiale, la Germania ha inquadrato le sue azioni militari che hanno portato al Trattato di Brest-Litovsk come una liberazione dell’Ucraina da Mosca, mentre in realtà la Germania stava stabilendo il suo dominio sulla regione. Nella Seconda Guerra Mondiale, la Germania ha di nuovo rivendicato di liberare l’Ucraina da Mosca, mentre in realtà la trattava come una conquista imperiale. Questa volta, la Germania ha “liberato l’Ucraina” rovesciando il suo governo eletto democraticamente contro la volontà della maggioranza degli ucraini per trasformarla in uno stato di prima linea in un’alleanza militare antirussa. La Germania ha sostenuto la brutalità contro il Donbas e la purga dell’opposizione politica dissidente dell’Ucraina, dei media di opposizione, della lingua russa e della Chiesa Ortodossa. L’accordo di pace di Minsk negoziato dalla Germania è stato ammesso essere una frode per preparare l’Ucraina alla guerra, e la Germania sta pompando armi. Mentre la maggior parte degli ucraini vuole un insediamento negoziato, la Germania boicotta la diplomazia, spinge per deportare i rifugiati ucraini e per arruolare le donne ucraine per mantenere in corso la guerra – tutto sotto lo slogan di “stare con l’Ucraina”. Eppure, la sconfitta elettorale di Merz e delle sue politiche viene inquadrata come una minaccia alla democrazia e qualsiasi critica ti rende un traditore che diffonde propaganda russa. Come finirà tutto questo?
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Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) on X
What a time to be alive: Germany aims to develop the largest military in Europe, and the Europeans are cheering it on. Germany's political class is in full consensus in its enthusiasm for the war…
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