Fronte Sovranista (di 🇷🇺KasperCarlo🇵🇸) - canale anti imperialista, anti sionista & pro Pal -
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Non sono graditi Qanon militanti, pro-vax, gente che crede ai 'chip nei vaccini' e ai rettiliani

In questo canale domina il pensiero CRITICO e RAZIONALE, bandito ogni fideismo e culto, di qualsiasi genere

Linea politica - Borghi/Fusaro/Paragone/Rizzo -
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Pierfilippo Fazio su X

Hanno stracciato le cartoline. Qualcuno le ha bruciate. Qualcuno, per odio rituale, ha fatto di peggio. Non è folklore: è il primo atto di lucidità di una generazione a cui si chiede di firmare in anticipo la propria morte.
In Germania la visita di leva torna obbligatoria, i questionari partono, la Musterung è già in calendario. Il Bundestag ha votato. Pistorius parla di «servizio attraente». Merz parla di esercito. I giornali parlano di Russia. I giovani, in decine di migliaia, in novanta, cento, centocinquanta città, lasciano le aule e dicono no. Non è un sondaggio: è un rifiuto. «I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono un futuro.» Questa frase da sola vale più di dieci libri bianchi della Bundeswehr.

Si pretenda almeno un minimo di onestà. Chi parla di «vittoria» sull’Est non sta parlando di un popolo in armi. Sta parlando di un apparato. Di contratti, di munizioni, di basi, di quote NATO, di carriere. I figli di chi siede nei consigli di amministrazione non andranno in trincea. Andranno a Davos, a Bruxelles, in una fondazione, in una redazione. I corpi che servono sono altri: diciottenni maschi nati dal 2008 in poi, schedati, pesati, misurati, sanzionati con 250 euro se non rispondono al modulo. Carne amministrata.

Come si vince una guerra con una popolazione che non vuole combattere? Non si vince. Si amministra la sconfitta altrui e la propria, e si chiama «deterrenza». Si vince sui giornali. Si vince nei comunicati. Si vince finché il sangue è di qualcun altro. Nel 1914 c’era ancora l’entusiasmo. Oggi non c’è neanche quello. C’è la burocrazia della morte e un coro di esperti che tratta il dissenso come immaturità.

Il pubblico non vuole la guerra con la Russia. Lo sanno tutti. Lo sanno i sondaggi, lo sanno le piazze, lo sanno le scuole vuote il giorno dello sciopero. Allora il meccanismo cambia forma: non più leva proclamata, ma «volontariato» con questionario obbligatorio; non più ordine, ma «idoneità»; non più fronte, ma «prontezza». Se i numeri non tornano, scatta il resto. Lo hanno già scritto. Lo hanno già detto. Chi finge di non capire è complice.

La Germania, di tutte le nazioni europee, dovrebbe sapere cosa significa trasformare i ragazzi in materiale. «Mai più» doveva significare mai più questa macchina. Lo hanno capovolto: mai più disarmati, mai più «deboli», mai più senza caserme. La memoria è diventata un’arma di reclutamento. È la più volgare delle profanazioni.

Non serve un esercito di cittadini convinti. Serve un esercito di cittadini costretti, un’opinione pubblica stordita e una classe dirigente che non pagherà il conto. I globalisti di cui si parla non sono una setta occulta: sono funzionari, ministri, editorialisti, industriali della difesa. Parlano di vittoria perché la vittoria, per loro, è il bilancio, non il ritorno a casa dei figli degli altri.

Un popolo che brucia la cartolina non è «pacifista infantile». È un popolo che ha capito la gerarchia: chi decide la guerra non la fa. Chi la fa non la decide. Finché questa gerarchia resta intatta, ogni discorso sulla «vittoria» è una frode. E la frode, quando riguarda i corpi dei diciottenni, ha un nome solo: infamia.
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Marta Havryshko su X

⛔️“Slava Ukraini” era uno slogan fascista formalmente utilizzato dalla rete nazionalista clandestina dell’OUN e dell’UPA—movimenti la cui storia include la collaborazione con la Germania nazista, la complicità nell’Olocausto e la responsabilità per il massacro di massa dei polacchi.

I membri dell’OUN rispondevano con “Gloria agli Eroi!” o “Gloria al Leader!”—quest’ultimo riferito a Bandera. Secondo il rituale prescritto, gridavano lo slogan con il braccio alzato in un saluto deliberatamente rievocativo dello stile fascista.

La foto qui sotto mostra un tipico giornale pubblicato durante l’occupazione tedesca dell’Ucraina.

Questo numero in particolare, intitolato “Nuova Vita”, uscì a Koziatyn, regione di Vinnytsia, il 23 ottobre 1943.

Proprio in cima: “Slava Ukraini”.
Sotto, si parla dell’“avanzata vittoriosa” dei “liberatori” tedeschi, seguito da retorica sui “Zhydy (ebrei)” che presumibilmente prendevano il controllo dell’Ucraina—il familiare veleno del mito cospirazionista giudeo-bolscevico.

Quella storia non può semplicemente essere cancellata solo perché lo slogan in seguito acquisì un significato politico diverso. “Gloria all’Ucraina” porta con sé un bagaglio storico macchiato dal sangue versato sotto il nazismo e dai collaborazionisti ucraini che lo servirono. Né quella storia scompare magicamente solo perché Zelenskyy, che è ebreo, ripete la frase.

Quindi, ogni volta che un liberale, progressista o di sinistra digita casualmente “Slava Ukraini”, forse dovrebbe prima fare qualcosa che i progressisti affermano di solito di apprezzare: un’indagine storica.

Gli slogan hanno storie.
Fingere di non conoscerle non fa sparire quelle storie.
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KIEV COLPISCE. MOSCA RISPONDE. L’OCCIDENTE SCOPRE L’INDIGNAZIONE. #Russia #Ukraine #Europa Preparate i violini. Tra poco arriverà il titolo: “La Russia attacca internet e televisioni ucraine.” E naturalmente la storia comincerà da lì. Non ieri. Non il giorno prima. Non dagli attacchi ucraini sempre più in profondità sul territorio russo. No. La guerra, nella meravigliosa macchina del racconto occidentale, ricomincia ogni mattina esattamente nel momento in cui reagisce Mosca. Comodissimo.
Il 25 settembre attacchi ucraini con droni in territorio russo hanno provocato due morti, colpendo anche una raffineria e un treno passeggeri. Poi arriva il 26 settembre. Nuovo attacco russo su Kiev. Il data center COSMONOVA viene gravemente danneggiato e cessa le proprie attività. Diversi servizi internet e canali televisivi ucraini subiscono interruzioni. Ed ecco pronta l’orchestra: ESCALATION RUSSA! Curioso questo concetto di escalation. Kiev può portare i droni centinaia e centinaia di chilometri dentro la Russia, colpire infrastrutture strategiche e continuare ad ampliare il raggio della guerra. Ma quando arriva la risposta russa, improvvisamente a Bruxelles qualcuno apre il dizionario alla lettera E e scopre la parola “escalation”. Davvero straordinario. Ancora più straordinaria è la memoria selettiva di un Occidente che continua a sostenere militarmente Kiev e poi sembra stupirsi che una guerra combattuta sempre più lontano dal fronte produca reazioni, controreazioni e nuove escalation. Come entrare in una cristalleria agitando una mazza e poi protestare perché si sente rumore di vetri. Naturalmente questo non dimostra che ogni singolo bersaglio russo sia la risposta diretta a uno specifico attacco ucraino. Ma rende ridicolo raccontare ogni episodio come se avesse avuto origine spontaneamente cinque minuti prima. Perché una cosa dovrebbe essere elementare persino per i grandi strateghi televisivi: se allarghi il campo di battaglia, aumenti anche il rischio che l’altro faccia lo stesso. È il principio di causalità. Quello che a Kiev e in certe cancellerie occidentali sembra essere diventato improvvisamente un misterioso concetto della fisica quantistica. Poi arriverà il politico europeo davanti alle telecamere: “Siamo di fronte a una nuova, inspiegabile escalation.” Inspiegabile? No. Scomodissima da spiegare fino in fondo. Perché raccontare anche ciò che viene prima rovinerebbe quel magnifico copione nel quale c’è sempre un’azione senza antecedenti, una reazione senza causa e una guerra che — miracolosamente — comincia ogni volta quando conviene al titolo del telegiornale. - Don Chisciotte

https://x.com/itsmeback_/status/2104219447384756294?s=20
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di Pierfilippo Fazio su X

L’Occidente non teme la Russia. Teme il proprio cadavere ancora in piedi. La paranoia russofoba non nasce a Mosca. Nasce dalla decomposizione di chi la nutre. È il prodotto di un sistema che ha smesso di funzionare e ha bisogno di un mostro. Dopo il 1991 l’Occidente si è convinto di aver chiuso la Storia. Ha espanso la NATO fino ai confini della Russia e ha chiamato paranoia ogni protesta. Ha violato ogni impegno verbale e ha trattato Mosca come colonia sconfitta. Ha armato, addestrato, incitato. Poi ha finto sorpresa quando è arrivata la risposta. L’Ucraina non è stata difesa. È stata usata. Il suo compito era morire per indebolire Mosca senza rischiare un solo soldato occidentale. La maschera è caduta. Resta solo la menzogna ripetuta a ciclo continuo. Chi parla ancora di valori mentre chiude giornali, congela conti e criminalizza il dissenso, mente. Le democrazie liberali si comportano da Stati di polizia quando il racconto ufficiale vacilla. Questa è decomposizione, non difesa della civiltà. Le sanzioni dovevano piegare la Russia. Hanno deindustrializzato l’Europa. Hanno impoverito i popoli che dovevano “resistere” e rafforzato chi dovevano isolare. Un fallimento così totale richiede un capro espiatorio permanente. E il capro è sempre lo stesso: Mosca come male assoluto, Hitler redivivo, minaccia esistenziale. È più facile odiare Putin che ammettere di aver sbagliato tutto per vent’anni. È più facile gridare “genocidio” selettivo che ricordare chi ha bombardato Belgrado, Baghdad, Tripoli. I doppi standard non sono un incidente. Sono il metodo di un Impero in declino. Un corpo politico che marcisce non ragiona. Proietta. Proietta la propria violenza sull’altro e la chiama legittima difesa. Proietta la propria ipocrisia e la chiama ordine internazionale. Proietta la paura del proprio crollo e la chiama paranoia russa. A corrodere le istituzioni occidentali dall’interno sono élite staccate e ciniche. Economie finanziarie che hanno smantellato l’industria e venduto il futuro. Culture che disprezzano le proprie radici e chiamano questo progresso. Popoli che non credono più a chi li governa. Media che ripetono lo stesso copione fino all’esaurimento. Quando un sistema decade ha bisogno di un nemico esterno per non guardarsi dentro. Quella è la vera paranoia. Non è la Russia a ossessionare l’Occidente. È l’Occidente che non sopporta di vedersi nello specchio. Finché continuerà a mentire su se stesso continuerà a inventare mostri. Continuerà a fabbricare l’emergenza per coprire il proprio fallimento. Continuerà a spendere miliardi in armi mentre i servizi pubblici crollano. Continuerà a predicare diritti che applica solo quando gli conviene. E a chiamarli Russia. È spasmo di una potenza che decade.
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Fronte Sovranista (di 🇷🇺KasperCarlo🇵🇸) - canale anti imperialista, anti sionista & pro Pal -
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[un PICCOLISSIMO estratto:]

Perché le élite europee si comportano contro i propri interessi nazionali

Quasi tutti gli analisti dei media alternativi sono sconcertati dallo spettacolo dei politici europei che si comportano come se i loro paesi non avessero alcun interesse personale. La Russia non è solo una superpotenza militare convenzionale – seconda solo agli Stati Uniti in valutazioni indipendenti come il Global Firepower Index, e ripetutamente descritta dallo stesso Comandante Supremo delle Forze Alleate della NATO, il Generale Christopher Cavoli , come dotata di formidabili capacità multidominio, in gran parte non intaccate dalla guerra in Ucraina. È anche una potenza nucleare di prim'ordine. La sicurezza a lungo termine e la sopravvivenza economica dell'Europa dipendono dall'accesso all'energia e alle materie prime russe; questo è un concetto che gli industriali tedeschi e alcuni politici più pragmatici hanno compreso da tempo. Il fatto che l'attuale leadership europea sembri incapace di riconoscere questa realtà elementare è ciò che continua a stupire gli osservatori al di fuori del mainstream.
Secondo il giornalista di guerra veterano Patrik BaabSia le élite europee che quelle ucraine hanno bisogno del conflitto in corso per salvaguardare la propria sopravvivenza politica e le proprie ambizioni. I leader dell'Europa occidentale che hanno trascinato i loro paesi nella guerra e nelle sue conseguenze finanziarie non possono ammettere la sconfitta senza perdere il potere e quindi intensificano ulteriormente le ostilità. Alcune élite tedesche, aggiunge, sono anche spinte da un persistente desiderio di vendetta per sconfitte storiche come quella di Stalingrado. Questa è certamente una parte importante della spiegazione. Eppure è difficile credere che un comportamento così autodistruttivo non sia anche il risultato di una consapevole manipolazione americana della politica europea. Le prove di un'influenza sistematica degli Stati Uniti sul processo decisionale europeo sono più solide di quanto la maggior parte dei discorsi formali sia disposta ad ammettere.

Il colonnello Lawrence Wilkerson (ex capo di stato maggiore di Colin Powell) descrive come gli Stati Uniti abbiano sistematicamente orchestrato l'obbedienza politica europeae l'espansione della NATO attraverso operazioni di influenza orchestrate. Dopo la Guerra Fredda, Washington decise che ogni paese europeo, indipendentemente dalle dimensioni, dalle credenziali democratiche o dalla volontà popolare, avrebbe dovuto aderire alla NATO. Per i paesi che preferivano la neutralità o le cui popolazioni si opponevano all'adesione, gli Stati Uniti lanciarono campagne modellate sulle "rivoluzioni colorate". Queste coinvolgevano pacchetti di ONG, organizzazioni parastatali, agenzie ufficiali e visite di alto profilo di senatori e rappresentanti americani, che sostenevano deliberatamente le minoranze politiche filo-NATO ("tirannie della minoranza") piuttosto che l'opinione della maggioranza. Questo permise di convincere paesi come il Montenegro e l'Albania ad aderire all'alleanza.
Wilkerson aggiunge che la CIA, l'USAID e gli strumenti correlati furono utilizzati per plasmare l'Europa post-Guerra Fredda stessa, addestrando ed elevando leader compiacenti e scartando coloro che non corrispondevano al profilo desiderato. Ricorda come identificassero e selezionassero continuamente i politici "di cui avevamo bisogno", eliminando gli altri dalla lista. I team nazionali e gli ambasciatori sul campo svolgevano questo lavoro, a volte guidati dal Dipartimento di Stato, a volte dalla CIA.
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Questo schema di influenza non è nuovo. Come spiegò il colonnello L. Fletcher Prouty – che per anni coordinò il supporto militare alle operazioni clandestine della CIA – a proposito del Programma di Assistenza Militare nel suo libro The Secret Team :
“L'aspetto importante del Programma di Assistenza Militare è che ha portato con sé nuove definizioni del ruolo e della responsabilità delle forze armate della nazione. Inizialmente, queste definizioni sembravano piuttosto corrette e servivano a rendere il Programma di Assistenza Militare più significativo per gli americani. Tuttavia, con il passare degli anni e con il progressivo consolidamento del lavoro del MAP, e con l'integrazione di queste dottrine iniziali nel 'linguaggio militare' di entrambi i paesi coinvolti – gli Stati Uniti e il paese ospitante – si sono iniziati a produrre sottili cambiamenti nel ruolo delle forze armate statunitensi. Ciò ha portato a una forma molto sofisticata di intervento diretto negli affari interni dei quaranta paesi ospitanti e, in alcuni casi, ha comportato direttamente la separazione delle forze armate di quella nazione dal suo controllo politico attraverso pratiche che verranno spiegate. In questo senso, le elaborate dichiarazioni di missione dei programmi di mutua sicurezza sono una raffinata copertura. Il programma di assistenza militare diventa il mezzo attraverso il quale il [Secret Team] può, ogniqualvolta trovi o sospetti un'insurrezione sovversiva di ispirazione comunista, aumentare il proprio ruolo nelle forze armate e nelle organizzazioni politiche del paese ospitante fino a quando il problema non diventa uno scoppio di ostilità aperta. Così il "pompiere" diventa colui che appicca gli incendi piuttosto che colui che li spegne.
Con "Secret Team" Prouty intendeva la rete informale di alti funzionari della CIA, personale delle forze speciali militari e i loro alleati nel potere esecutivo e nel settore privato, che operavano con una supervisione limitata e utilizzavano programmi ufficiali, come gli aiuti militari, come strumenti di intervento clandestino. Ciò che descrisse per il Terzo Mondo durante la Guerra Fredda trova chiari parallelismi nel contesto europeo post-Guerra Fredda: la progressiva integrazione delle forze armate nazionali nelle strutture della NATO, il flusso continuo di assistenza e addestramento militare e la graduale separazione di tali forze dal controllo politico puramente nazionale, il tutto sotto la copertura della sicurezza reciproca e della "deterrenza".
Sono stati utilizzati metodi brutali per tenere al potere i politici sgraditi a Washington. Dalle reti clandestine di Gladio , che hanno infiltrato strutture illegali sia nei paesi NATO che in quelli neutrali, agli atti di terrorismo commessi per tenere a bada qualsiasi influenza reale della sinistra o dello Stato, fino agli omicidi irrisolti o avvenuti in momenti sospetti di figure come Aldo Moro, Olof Palme e Alfred Herrhausen.—leader che minacciavano l'ordine atlantico esistente o che cercavano percorsi economici e di sicurezza più indipendenti— lo schema è quello di una pressione selettiva e di una rimozione mirata. A ciò si aggiungono la confermata sorveglianza della NSA su Angela Merkel e altri leader europei, e la più silenziosa ma persistente opera di plasmare il personale attraverso massicci programmi di propaganda e programmi di socializzazione d'élite come i Young Global Leaders del World Economic Forum, che hanno collocato figure allineate agli atlantisti in ministeri chiave, banche centrali e istituzioni dell'UE in tutto il continente. Se si considerano questi strumenti insieme alla lunga storia di opposizione degli Stati Uniti a una vera neutralità europea, il quadro che emerge è quello di uno sforzo costante per garantire che le élite politiche europee rimangano strutturalmente obbedienti a Washington, anche quando ciò danneggia palesemente gli interessi materiali delle loro popolazioni.
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Lo stesso schema che ha preparato l'Ucraina alla mobilitazione totale viene ora applicato all'Europa, solo su scala più ampia e con maggiore sottigliezza. In Ucraina il processo è stato accelerato: distruzione dell'industria nel Donbass, interruzione dei legami energetici e commerciali con la Russia, impoverimento sistematico di ampie fasce della popolazione e creazione di un perenne stato di minaccia esistenziale. Parallelamente alla devastazione materiale, si è svolta una vasta epurazione informativa e politica. I partiti di opposizione favorevoli a qualsiasi forma di normalizzazione dei rapporti con la Russia sono stati sospesi e successivamente messi al bando. I media in lingua russa sono stati limitati o eliminati. La popolazione è stata isolata dalla narrazione ufficiale dell'avversario. I russi sono stati sistematicamente disumanizzati, al punto che l'idea di negoziare con loro, o persino di riconoscere la loro umanità, è diventata politicamente tossica.
L'Europa è soggetta a un trattamento più lento ma strutturalmente identico. La distruzione del Nord Stream, il disaccoppiamento forzato dall'energia e dalle materie prime russe, la conseguente deindustrializzazione (visibile soprattutto nei settori chimico e automobilistico tedeschi), l'impennata dei prezzi dell'energia e la costante erosione dei salari reali stanno producendo le stesse condizioni materiali: disoccupazione in aumento, tenore di vita in calo e una crescente sensazione che il futuro sia stato cancellato. Allo stesso tempo, una massiccia campagna di propaganda ha disumanizzato la Russia e i russi. Le prime pagine dei tabloid (come documentato dalle analisi dei titoli del quotidiano svedese Expressen ) presentano un flusso continuo di demonizzazione. Atleti russi, compresi quelli disabili, personaggi della cultura russa, persino gatti russi alle mostre, sono stati oggetto di punizioni collettive. I media statali russi sono stati banditi in tutta l'Unione Europea, in modo che i cittadini non possano ascoltare la controparte presentare le proprie argomentazioni. Partiti politici o voci che chiedono negoziati o normalizzazione vengono emarginati, indagati o trattati come minacce alla sicurezza: la stessa logica che ha portato l'Ucraina a mettere al bando undici partiti di opposizione nelle prime settimane dell'invasione russa.
Chi mette in discussione la narrativa ufficiale subisce concrete conseguenze professionali e personali. Jacques Baud, veterano dell'intelligence e analista svizzero residente a Bruxelles, è stato sanzionato dall'UE nel dicembre 2025: i suoi beni sono stati congelati e i suoi spostamenti limitati, senza processo, per il reato di aver offerto analisi in contrasto con la linea ufficiale. In Svezia, la studiosa di relazioni internazionali Frida Stranne è stata oggetto di una prolungata campagna diffamatoria che l'ha resa pressoché intoccabile negli ambienti mediatici e politici. In Norvegia, il professor Glenn Diesen ha dovuto affrontare anni di calunnie sistematiche, campagne mediatiche che lo etichettavano come propagandista russo, pressioni sulla sua università affinché lo licenziasse e ripetuti tentativi di impedirgli di partecipare a eventi pubblici. Il messaggio è inequivocabile: la deviazione dalla narrativa ufficiale non è una legittima divergenza di opinioni, ma una forma di slealtà.
Quando un numero sufficiente di europei sperimenterà la stessa combinazione di disperazione economica, isolamento informativo e minaccia esterna artificiale che hanno affrontato gli ucraini, la soglia politica per mandare gli uomini europei al macello si abbasserà drasticamente.
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Sony Thăng su X

Il racconto era sempre ciò su cui entrambe le parti concordavano.
Non ciò su cui litigavano. Ciò su cui concordavano.

Litigavano sull'aborto.
Concordavano sul bilancio militare.

Litigavano sull'immigrazione.
Concordavano sulla deregulation di Wall Street.

Litigavano sugli atleti transgender.
Concordavano sul non tassare i guadagni in capitale non realizzati.

Litigavano sul Dr. Seuss.
Concordavano sulla guerra con i droni.

Litigavano sulla cancel culture.
Concordavano sull'architettura di sorveglianza costruita dopo il 2001 che non è mai stata smantellata.

I litigi erano rumorosi, personali, carichi di moralità, codificati in termini di identità, e coperti da un capo all'altro.

Gli accordi venivano presi in commissione, in linguaggio legislativo che nessuno legge, in voci di bilancio, in nomine ad agenzie regolatorie i cui nomi la maggior parte degli elettori non saprebbe nemmeno citare.

La democrazia, in questo schema, è la performance del disaccordo sulle cose che non minacciano lo schema.

Le cose che minacciano lo schema vengono gestite attraverso il consenso bipartisan che la performance è specificamente progettata per rendere invisibile.

Guardate ciò su cui concordano.
Tutto il resto è teatro con un budget di produzione molto elevato.
Caitlin Johnstone (in risposta a Zuckerberg) su X

È una pretesa speciosa che la superintelligenza artificiale beneficherà tutti. I problemi dell'umanità non sono causati da una mancanza di intelligenza, i nostri problemi sono causati da plutoctati avidi come Zuckerberg. È come un serial killer che ci dice che possiamo fermare gli omicidi seriali rendendo i serial killer più intelligenti.

L'argomento si basa sull'assunto che l'umanità stia soffrendo perché non siamo abbastanza intelligenti da escogitare le giuste soluzioni, quando in realtà non è così da molto tempo. L'umanità ha avuto la tecnologia e le risorse per risolvere tutti i suoi grandi problemi per generazioni; abbiamo semplicemente scelto di usare la nostra tecnologia e le nostre risorse per rendere i ricchi ancora più ricchi.

Da tempo abbiamo la capacità di porre fine alla povertà estrema, di smettere di distruggere la nostra biosfera, di smettere di fare guerre, di smettere di saccheggiare il sud globale a prezzi ingiusti, di smettere di imporre sanzioni che causano fame, di porre fine ai genocidi, di rimuovere i soldi dalla politica, di istituire una vera democrazia, di creare un elettorato ben informato libero dal lavaggio del cervello della propaganda e di fornire a tutti un livello di vita decente. Questo non è fallito a causa della nostra mancanza di superintelligenza, è fallito perché le persone con il potere e i soldi lo impediscono attivamente.

Nessuna quantità di intelligenza aggiuntiva renderà i plutoctati meno avidi, i bellicisti meno assetati di sangue, i politici meno corrotti, i gestori dell'impero meno tirannici, i propagandisti imperiali meno ingannevoli e manipolatori, o i capitalisti meno sfruttatori ed ecocidi. Date loro una superintelligenza artificiale e la useranno solo per accaparrarsi più soldi e controllo, proprio come stanno facendo con l'IA dei giorni nostri.

Stiamo già vedendo che l'IA non sta rendendo il mondo un posto migliore. Sta già togliendo posti di lavoro, facilitando crimini di guerra e sorveglianza di massa, avvelenando l'arte e rendendo le persone pazze e stupide. Stiamo già assistendo ai risultati di un'IA più intelligente. Continuare a dire che ci serve solo un'IA più intelligente è come prendere una pillola per stare bene, avere una reazione terribile alla medicina e poi decidere che dobbiamo aumentare drasticamente la dose.

La superintelligenza artificiale non risolverà tutti i nostri problemi perché i nostri problemi non derivano da un'intelligenza insufficiente. Non abbiamo bisogno di superintelligenza artificiale, abbiamo bisogno di semplice gentilezza umana. Abbiamo bisogno di giustizia. Abbiamo bisogno di etica. Non importa quanta intelligenza aggiungiamo alla zuppa dell'IA, non arriverà mai magicamente a una semplice moralità umana. Ed è esattamente ciò di cui avremo bisogno se vogliamo creare un mondo sano.
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Forwarded from InsideOver
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Un corso per la polizia italiana considera antisemita dire che “Gesù era palestinese” e paragona il boicottaggio di università e prodotti israeliani alle leggi razziali del ‘38.

Le accuse sono contenute nei video di due corsi online presenti, dai primi di dicembre 2025, sulla piattaforma Sisfor per la formazione delle forze dell’ordine, realizzati in collaborazione con l’Ucei e finanziati dall’Unione europea.

Tra i materiali, ottenuti da Ludovica Jona, si ascolta la ex presidente dell’Ucei Noemi Di Segni affermare: “Associare Gesù al popolo palestinese vuol dire attualizzare quel deicidio, oggi al conflitto israelo-palestinese”.

Ma da dove arrivano i dati che l'Italia sta usando per scrivere il DDL antisemitismo?

Dal CDEC — Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. Controllato dall'UCEI, l'ente che lavora per rafforzare i rapporti tra Italia e Israele.

#israel #ddlantisemitismo
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Alessandro Orsini su X

Gli italiani non vogliono inviare altre armi a Zelensky. Caro Renato Mannheimer, vorrei farle una domanda, molto gentilmente e con grande rispetto. Nelle sue valutazioni, ha mai considerato che tanti italiani non vogliono più inviare armi all'Ucraina per una di queste sette ragioni, o magari tutte insieme? 1) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di massacri, gli italiani hanno capito che la causa principale della guerra è l'espansione della Nato in Ucraina. 2) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la Nato non ha mai cercato la pace con la Russia, bensì la guerra a oltranza per sconfiggerla sul campo di battaglia. 3) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che sono stati ingannati da Mario Draghi e da Giorgia Meloni, i quali avevano detto che l'invio delle armi per sconfiggere la Russia avrebbe avvicinato la pace e invece, come avevo previsto, ha sirianizzato la guerra. 4) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la strategia della Nato di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia ha creato un massacro spaventoso. 5) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la strategia della Nato di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia potrebbe condurre a una guerra nucleare. 6) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che l'Ucraina non può sconfiggere la Russia. 7) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la guerra sta contribuendo ad affossare le nostre imprese, i nostri disoccupati e i ceti più deboli in cambio di un massacro senza fine, su cui Donald Tusk ha appena fornito dati spaventosi? Caro Mannheimer, lei si dice "preoccupato" perché gli italiani non vogliono più inviare armi a Zelensky. Le sembra sociologicamente rilevante la preoccupazione degli italiani che temono che il tentativo di sconfiggere la Russia, bombardando il suo territorio, possa condurre allo scoppio della terza guerra mondiale contro una superpotenza nucleare?
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Forwarded from Giuseppe Salamone
ATTENZIONE, QUELLO CHE STO PER DIRVI È MOLTO IMPORTANTE.

QUEI TERRORISTI DEL GOVERNO ISRAELIANO HANNO PUBBLICATO E STANNO SPONSORIZZANDO OVUNQUE UN CONTRODOCUMENTARIO CHE, MANCO A DIRLO, SI CHIAMA "NAZA, LA VERA STORIA."

DICONO CHE QUESTO RILASCIATO DA LORO È IL VERO DOCUMENTARIO, MENTRE L'ALTRO È UN FAKE.

STATE ATTENTI E DIFFONDETE QUESTA PORCHERIA, CHE, TRA L'ALTRO, HANNO RILASCIATO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO.

VISTO IL SUCCESSO DI NAZA, CHE FA A PEZZI LA NARRAZIONE SIONISTA, QUESTI CRIMINALI HANNO DECISO ANCHE IN QUESTO CASO DI CONTINUARE A INQUINARE IL MONDO INTERO CON LE LORO BUGIE.

IN UNA PAROLA: HASBARA, E SIGNIFICA CHE SONO DAVVERO DISPERATI PER ARRIVARE A QUESTO LIVELLO!

https://youtube.com/shorts/xSEh8z4NgiE?is=jgcMFfB-TCBDstj8

https://www.facebook.com/share/r/18bg4sRuD3/

https://t.me/+AnbY7RyTfisxZTc0
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Forwarded from Giuseppe Salamone
🔴 LA RUSSIA TORNA NELLA PALLAVOLO EUROPEA: VIA LIBERA AL RIENTRO

Dopo anni di esclusione, le nazionali russe di pallavolo potranno tornare a partecipare alle competizioni della CEV, sia nella pallavolo indoor maschile e femminile sia nel beach volley.

La Federazione russa ha riferito che la CEV ha confermato che la decisione della FIVB sull’ammissione delle nazionali russe si applica anche alle competizioni europee:

«Il Consiglio ha confermato che la decisione [...] si applica anche alle competizioni delle squadre nazionali sotto l'egida della CEV».

Il primo grande appuntamento sarà la Volleyball Nations League 2027, con la partecipazione già confermata delle nazionali russe maschile e femminile.

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Forwarded from Giuseppe Salamone
Media is too big
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Questo video, realizzato con l’intelligenza artificiale da Press TV, è diventato virale sui social media nel giro di poche ore, raggiungendo milioni di visualizzazioni.

Nonostante sia un contenuto generato con l’IA, il video propone una rappresentazione particolarmente toccante e diversa dell’uscita di alcune delegazioni durante l’intervento del terrorista Netanyahu all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Non sono solito condividere contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale, anzi, è un tipo di materiale che personalmente detesto. In questo caso, però, faccio un’eccezione perché ritengo che il video meriti di essere visto.

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🔴A un passo dalla guerra mondiale (nucleare) emerge la disponibilità della Cina a mediare un incontro tra Russia e USA.

🟣Dal forum di Valdai a Mosca, Putin ha confermato la disponibilità a incontrare il presidente cinese Xi Jinping e quello americano Donald Trump.
🔻La sede potrebbe essere il prossimo summit Apec che si terrà a Shenzhen, la megalopoli cinese a nord di Hong Kong, 17-19 novembre

🔴Le provocazioni di NATO/UE nella provincia russa di Kaliningrad, sul Baltico, hanno innalzato il livello di escalation e solo un accordo diplomatico può salvare l’#europa dal rischio di una guerra allargata all’intero continente, 🔻conflitto “promosso” da élite anglo-americane (complesso militare-industriale-finanziario) che sembrano esercitare un pesante controllo sull’élite europea, disposta a scaricare sugli europei il peso economico e militare della guerra in Ucraina.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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Netanyahu avvisato più volte sul 7 Ottobre.
Le cose sono tre: bisogna scoprire se lo ha fatto perché è un idiota o lo ha fatto perché è un arrogante oppure lo ha fatto perché non sognava di meglio per avere il pretesto per scatenare l’inferno.
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