Laura Ru
15.5K subscribers
4.01K photos
763 videos
16 files
4.26K links
Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
Download Telegram
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍28❤8🥴8👏1👌1
Ieri sera ho visto Le Città di Pianura, un film che mi ha riconciliato con il cinema italiano. Un cinema che, quando smette di scimmiottare gli stilemi d'oltreoceano e decide di riscoprire le proprie radici e i propri maestri, trova lo sguardo giusto per dialogare con il presente. In questo caso, i maestri indiscussi che hanno tracciato il solco della commedia all'italiana in cui si muove il giovane regista Francesco Sossai, sono Dino Risi e Mario Monicelli. E infatti omaggi a Il Sorpasso e Amici Miei si ritrovano un po' dappertutto nel film, per chi sa riconoscerli. Se Il Sorpasso del 1962 catturava l'Italia del boom economico e l'ansia esistenziale, prodotto di scarto della società di massa, Le Città di Pianura ci mostra cosa accade quando la commedia è finita e restano solo le rovine. Bruno Cortona correva verso il nulla con una vitalità esplosiva e incosciente; Carlobianchi e Doriano, invece, vagano nella notte con l'allegria triste di chi cerca nell'ultimo bicchiere quella pienezza esistenziale che pensano di aver vissuto un tempo, quando sapevano abitare la promessa di futuro nella pianura veneta. Un territorio risparmiato dalla conversione turistica, ma comunque devastato dai non-luoghi. Se guardiamo questa distesa di capannoni, rotonde e periferie senza centro la fantasmagoria del capitale ci appare attraverso gli scarti, i fallimenti, le promesse tradite che possiamo scorgere dietro le insegne al neon dei locali lungo le statali, le villette bifamiliari e i capannoni abbandonati.
È su questo sfondo, una landa devastata eppure amata e familiare in virtù del fatto di esserci cresciuti e invecchiati insieme, che si consuma la nottata di Carlobianchi e Doriano. Questi flâneurs motorizzati esplorano un paesaggio fluido che ha cancellato il confine tra urbano ed extra-urbano e che, come loro, ha perso contorno e identità. Cercano di mapparlo sulla base dei ricordi di avventure passate, ma quando Giulio, il giovane studente napoletano che si trascinano dietro, usa Google Maps, al posto del ristorante casalingo dove un tempo mangiavano lumache strepitose trovano un edificio semidiroccato. La ricerca del tesoro, e anche del tesoretto nascosto da un loro complice, porta immancabilmente a scontrarsi con le rovine del presente in cui si arrabattano questi reduci dei "gloriosi Anni Novanta", la loro personale età dell'oro. Quelli erano gli anni in cui la provincia veneta era assurta a modello di sviluppo economico, era l’apoteosi della fabbrica diffusa, incarnava il mito dell’operaio che, mettendosi in proprio, diventa miliardario (con un accenno, nemmeno troppo velato, a Del Vecchio e a Luxottica). I due guidano una Jaguar, comprata anni prima con i proventi di un "business" tutto loro: da bravi operai, si erano organizzati per sottrarre all'azienda gli occhiali di marca che producevano e rivenderli sottobanco. Oggi, la vecchia Jaguar, insieme agli eccessi alcolici, resta l'unico filo che li lega a quel passato "eroico". L'operaio modello premiato dal cavaliere del lavoro che arriva in elicottero per augurargli una buona pensione, e la leggenda urbana dice abbia ricevuto un Rolex dal padrone, finisce i suoi giorni abbruttito alla slot machine di un bar, dove i suoi gesti da automa riproducono quelli della fabbrica. Carlobianchi e Doriano avevano cercato una redenzione personale attraverso il rifiuto del lavoro alienato, espropriando chi li aveva espropriati, ma senza coscienza politica. Si erano impossessati del frutto del loro lavoro per fare "la bella vita", sulla falsa riga dei vitelloni, altro riferimento alla commedia italiana. Cercano ancora, nonostante tutto, nonostante il divorzio e la vita a casa dei genitori, di tenere in vita i fuochi d'artificio di un'epoca finita, di un'utopia perduta che prima di esplodere aveva illuminato il cielo della loro generazione. (1/2) https://t.me/LauraRuHK/11679
❤50👍18🤨3🥰1💋1
(2/2) La loro corsa notturna da ritiro della patente ha una meta vaga quanto il territorio oggetto di marketing turistico: l’aeroporto di Venezia ma che sta a Treviso. Vi dovrebbe atterrare Genio (Eugenio), l’amico e collega complice nella sottrazione degli occhiali, scappato in Argentina per sfuggire all’arresto. Il suo reato è entrato in prescrizione e Genio torna per riprendersi il tesoretto che aveva nascosto prima della fuga. Ma il campo in cui lo aveva sotterrato non c’è più. Al suo posto, una villetta mai finita, che ora giace in rovina.
A un certo punto della loro deriva alcolica si inserisce la figura di Giulio, un giovane studente di architettura napoletano. Giulio è un ventenne timido e inibito, lo incontrano a Venezia mentre si tiene in disparte e osserva i suoi coetanei impegnati in quel rito carnevalesco e sguaiato che è ormai diventato il festeggiamento di una laurea. Si ritrovano tutti a bere in un locale della pianura dove si balla con cappelli da cowboy e si festeggia un addio al nubilato mangiando cocktail di gamberi in salsa rosa: l’immaginario americano ha colonizzato sia il territorio che i cervelli. A essere diversi sono sia lo studente napoletano, che gira con un libro di Carlo Scarpa e insiste nel voler andare a casa a studiare (attività ormai anacronistica nei diplomifici noti come università), sia gli sgangherati ed esuberanti Carlobianchi e Doriano, che possiedono ancora una distanza esistenziale dalla simulazione in cui vive il resto del Paese. Giulio non ha mai avuto esperienza diretta di quell'Italia che scoppiettava di energia, eppure è proprio condividendo gli eccessi dei due improbabili compagni di nottata che impara una lezione fondamentale: le occasioni vanno colte quando si presentano, perché non tornano. Troverà il coraggio di andare a Verona dalla compagna di università di cui è segretamente innamorato, la stessa che festeggiava la laurea e si faceva un tiro di coca in bagno.
Il film di Sossai è un viaggio attraverso un territorio devastato: un tedesco, a cui Carlobianchi ha scroccato una sigaretta, afferma di essere in Italia per vedere quello che gli italiani non hanno ancora distrutto, ma poi spiega di non essere riuscito a trovare i cantieri della linea ferroviaria Lisbona-Budapest. Ecco, il film è punteggiato di battute geniali e amare come questa. Paradossalmente, l'unico luogo in cui cercano un'esperienza estetica è il cimitero. È qui che Giulio si reca per vedere la tomba di Carlo Scarpa e quella progettata dall'architetto per la famiglia Brion, in un cortocircuito temporale che unisce i vivi e i morti.
Sossai ha uno sguardo colto ed equanime. Non giudica, non moralizza, si limita a mostrare. In questo, il suo film si fa pura archeologia di un presente che è già passato. Sossai scava nella fantasmagoria della pianura per trovarci i cocci di un'epoca in cui il futuro sembrava possibile, e restituisce allo spettatore la malinconica poesia di un bicchiere della staffa bevuto tra le macerie.
https://t.me/LauraRuHK/11678
❤86👍27👏10🙏7😱1💋1
By 164 votes to one, UN member States endorsed a resolution promoting map projections that more accurately reflect the true size of continents – the culmination of an African-led campaign against the 16th-century Mercator projection, which was incorrect and yet still widely used.
The United States cast the sole vote against. Take a look at the map and guess why 😉. @LauraRuHK
👍45🤣18❤6👌4💯4🐳2💋1
Con 164 voti a favore e uno contrario, gli Stati membri dell'ONU hanno approvato una risoluzione che promuove proiezioni cartografiche in grado di riflettere in modo più accurato le vere dimensioni dei continenti: il culmine di una campagna guidata dai paesi africani contro la proiezione di Mercatore del XVI secolo, imprecisa eppure ancora ampiamente utilizzata.
Gli Stati Uniti hanno espresso l'unico voto contrario. Date un'occhiata alla mappa e chiedetevi il perché 😉. @LauraRuHK
👍67🤣24❤14👀4👎1🥰1💋1
Ogni giorno ricevo email dai lettori di Hong Kong a fuoco. Anatomia di una rivoluzione colorata che spesso mi pongono domande molto pertinenti e stimolanti. Cerco di rispondere personalmente a tutti, non solo per cortesia, ma perché queste interazioni mi permettono di riflettere, ampliare lo sguardo e approfondire. In questi giorni sto raccogliendo e aggregando le domande per nuclei tematici, con l'obiettivo di sintetizzarle in una forma più generale e pubblicare delle video risposte che possano essere utili a tutti. Quindi se non lo avete ancora fatto e volete contribuire, il mio contatto email è lauraru852@yandex.ru 🔸NB. Vengono prese in considerazione solo domande relative al contenuto del libro. @LauraRuHK
👍63👏12❤9🙏8🥰1💋1
While it is a relief that voters in Saxony-Anhalt have strongly rejected the CDU’s disastrous policies, call to arms and anti-Russian crusade, their embrace of Alternative for Germany (AfD) is not exactly cause for celebration.
Although the AfD attracts disgruntled voters, that is all those whose real concerns have been ignored or dismissed by centrist parties, it is now clear that is actively co-opted and amplified by the same transnational forces that brought to power the MAGA movement in the US. Today, within the AfD two competing visions of Germany’s future coexist, but it is increasingly obvious which faction holds the deeper pockets and can avail itself of powerful allies.
On one side stands co-leader Tino Chrupalla, who advocates for a more traditional, nationalist "Eurasian" pole in world affairs, leaning into a multipolar worldview. On the other is Alice Weidel, who represents the "Silicon Valley Right" and is seeking alignment with the US, libertarian economics, and a radical technological overhaul. Weidel’s vision is gradually eclipsing the traditional nationalist wing.
This new vision is laid bare in the AfD’s technological and energy agenda. The party explicitly demands that Germany double its data center capacity and quadruple its AI computing power by 2030. But this digital utopia requires massive, uninterrupted baseload electricity. To achieve this, the AfD is calling for an immediate return to nuclear power, an end to the coal phase-out, and the lifting of sanctions against Russia to secure "cheap energy."
Let us be clear about what this means: the AfD’s much-touted desire for "better relations" with Moscow is entirely transactional, dictated by the need to keep the servers of a hyper-digitized Germany running.
Elon Musk has openly declared that "only the AfD can save Germany," used his platform X to host live chats with Weidel and amplified the party's messaging. Peter Thiel, the co-founder of Palantir and a godfather of the "New Right," does not hide his appreciation for the party either.
This alliance points toward a deeply unsettling ideological synthesis often described by critics as "technofascism." It is a political model where a hyper-wealthy tech elite dictates the rules of society, merging the algorithmic logic of Silicon Valley with the nationalist impulses of the far-right.
For the AfD, this translates into a paradoxical agenda: it is fiercely ethno-nationalist and anti-immigrant when it comes to policing borders, yet it is radically deregulatory, anti-state, and hyper-globalist when it comes to capital, technology, and the elites that control both. @LauraRuHK
👍49❤14💯12👀10👏8👎3🤨2
È certamente positivo che gli elettori della Sassonia-Anhalt abbiano nettamente respinto le disastrose politiche della CDU, il suo appello alle armi e la sua crociata antirussa, ma l'abbraccio all'Alternative für Deutschland (AfD) non è esattamente motivo di celebrazione.

Sebbene l'AfD attiri il voto di protesta, vale a dire quegli elettori le cui reali preoccupazioni vengono ignorate o minimizzate dalle forze politiche centriste, oggi il partito viene attivamente cooptato dalle stesse forze transnazionali che hanno portato al potere il movimento MAGA negli Stati Uniti. All'interno dell'AfD coesistono due visioni contrapposte della Germania, ma è sempre più chiaro quale fazione disponga delle tasche più profonde e possa avvalersi di potenti alleati.

Da un lato c'è il co-leader Tino Chrupalla, che sostiene una visione più tradizionale, nazionalista, "eurasiatica" e multipolare. Dall'altro c'è Alice Weidel che strizza l'occhiolino alla destra di Silicon Valley e al libertarismo capitalista. La visione di Weidel sta gradualmente eclissando l'ala nazionalista tradizionale.

Questa nuova visione è chiaramente esposta nell'agenda tecnologica ed energetica dell'AfD. Il partito chiede esplicitamente che la Germania raddoppi la capacità dei suoi data center e quadruplichi la potenza di calcolo dell'IA entro il 2030. Ma questa utopia digitale richiede un'enorme e ininterrotta fornitura di energia. Per raggiungere questo obiettivo, l'AfD chiede un immediato ritorno al nucleare e la revoca delle sanzioni contro la Russia per garantire "energia a basso costo".

Cerchiamo di essere chiari su cosa significhi: il tanto decantato desiderio dell'AfD di "migliori relazioni" con Mosca è interamente transazionale. Non è guidato da un'affinità ideologica o da un genuino desiderio di un'architettura di sicurezza eurasiatica multipolare. È guidato dal freddo calcolo dell'industria tecnologica. La Russia è vista semplicemente come un fornitore di quel gas necessario per mantenere in funzione i server di una Germania iperdigitalizzata.

Elon Musk ha dichiarato apertamente che "solo l'AfD può salvare la Germania", utilizzando la sua piattaforma X per ospitare chat in diretta con Weidel e amplificare i messaggi del partito. Anche Peter Thiel, co-fondatore di Palantir e padrino della "Nuova Destra", non nasconde il suo apprezzamento per AfD.

Questa alleanza punta verso una sintesi ideologica profondamente inquietante, spesso descritta dai critici come "tecnofascismo". È un modello politico in cui una plutocrazia tecnocratica detta le regole della società, fondendo la logica algoritmica della Silicon Valley con gli impulsi nazionalisti dell'estrema destra.

Per l'AfD, questo si traduce in un'agenda paradossale: è ferocemente etno-nazionalista e anti-immigrazione quando si tratta di controllare le frontiere, ma anti-statalista e iper-globalista quando si tratta di capitale, tecnologia e degli oligarchi che controllano entrambi. @LauraRuHK
👍111❤30👏22💯10👎1😱1🤨1
Anni fa andai alla presentazione di un interessantissimo libro collettivo dal titolo Inganno Bannon. I suoi autori, un gruppo di intellettuali della destra tradizionalista italiana, avevano ritenuto importante mettere in guardia la loro area di riferimento dai tentativi del movimento di Steve Bannon di condizionare il sovranismo europeo in chiave filo-atlantista, cooptare la destra radicale per orientarla contro l'eurasiatismo e il mondo islamico, e rilanciare l'egemonia anglo-americana. Ci andai perché in quel periodo mi stavo occupando di un fenomeno simile, ma che avveniva a diecimila chilometri di distanza, a Hong Kong, dove la destra trumpiana e la sinistra dem lavoravano a braccetto per destabilizzare la città in cui vivo.
Perché ve lo racconto? Forse perché ritengo importante ribadire il concetto che per analizzare certi fenomeni occorre andare oltre ciò che sembra, e per farlo bisogna abbandonare i pregiudizi ideologici. Quegli stessi pregiudizi che, ad esempio, avrebbero impedito a una persona con il mio vissuto politico di mettere piede alla libreria Ritter. Quando l'ho fatto, ho scoperto che i miei interlocutori erano attenti a quanto avveniva in Cina e decisamente meno condizionati di tanti sedicenti paladini dei diritti dei lavoratori, che infatti, allo scoppio delle rivolte eterodirette, di lì a poco si sarebbero appiattiti sulla narrazione offerta dal mainstream, vedendo in quel tentativo di rivoluzione colorata una sorta di resistenza dal basso contro un governo repressivo e autoritario.
Ecco. L'intelligenza non è di destra o di sinistra. È la capacità di squarciare il velo del marketing politico e di non farsi ingannare dai pifferai magici. @LauraRuHK
👍112👏67❤26💯11💋2🐳1
The new Infratest dimap poll, commissioned by ARD and conducted on September 7 among 1,051 eligible voters, shows that only 10% of Germans are satisfied with the government's performance. This is even lower than the previous record of 11% set in May. The dissatisfaction is near-unanimous, with 88% of respondents saying they are "somewhat" or "completely" dissatisfied.
The 10% figure is the lowest of its kind in post-war German history. The trend is confirmed by other pollsters: an INSA survey from September 5 recorded a satisfaction rating of just 17%. @LauraRuHK
👍39❤6⚡4
Merz was never a conventional politician. Before assuming the chancellorship, he spent years as a senior executive at BlackRock, the world's largest asset manager. His networks run deep through the Atlantik-Brücke, the Munich Security Conference, and other institutions that bind the German political class to Washington and Wall Street.
Now that this project is collapsing, the transnational elite that installed Merz is seeking alternatives. They will find a new face, a new party, a new coalition. Anything to preserve the appearance of democratic choice while ensuring that real power remains firmly in their hands.
This is the logic of power. When a regime's legitimacy collapses, the elite adapts by rebuilding the simulacrum.
The German political system, like so many in the West, has become a managed democracy, a system in which elections are held and governments change, but the fundamental direction of policy is determined by a narrow transnational elite that does not answer to the voters.
A government that enjoys the approval of just 10% of the population loses its room to act; every decision it makes is rightly viewed as illegitimate. Hence the urgent need to change horses, choosing from among those already saddled and waiting in the stable. https://t.me/LauraRuHK/11688
👍41💯24❤11👌4🤬2💋1
Un nuovo sondaggio commissionato da ARD e condotto il 7 settembre su un campione di 1.051 elettori aventi diritto, mostra che solo il 10% dei tedeschi è soddisfatto della performance del governo. Si tratta di un dato ancora inferiore al precedente record dell'11% registrato a maggio. L'insoddisfazione è quasi unanime: l'88% degli intervistati si dichiara "piuttosto" o "del tutto" insoddisfatto. La cifra del 10% è la più bassa mai registrata nella storia della Germania postbellica. ▪️Merz prima di diventare cancelliere è stato per anni dirigente di BlackRock, il più grande gestore patrimoniale al mondo. Le reti di Merz attraversano l'Atlantik-Brücke, la Conferenza di Monaco e le istituzioni che legano la Germania a Washington e Wall Street.

Ora che il "progetto Merz" è fallito, come dimostrano tutti i sondaggi e il risultato disastroso riportato dalla CDU nelle recenti elezioni in Sassonia-Anhalt, l'élite transnazionale che aveva scommesso su di lui cerca alternative. Un nuovo volto, un nuovo partito, una nuova coalizione. Purché resti l'apparenza della democrazia e il potere reale rimanga nelle loro mani.

È la logica a dettarlo. Quando la legittimità di un partito crolla in modo tanto fragoroso, l'élite deve assicurarsi che rimanga in piedi il sistema, quindi lavora alla creazione di un nuovo simulacro.

La Germania, come l'Occidente, è ormai una democrazia controllata: elezioni, governi che cambiano, ma le politiche le decide un'élite che non risponde agli elettori.

Un governo cha ha l'approvazione solo del 10% dei cittadini perde margine di azione, ogni decisione che prende viene giustamente vista come illegittima. Quindi urge cambiare il cavallo, scegliendo tra quelli che sono pronti in scuderia. https://t.me/LauraRuHK/11688
👍58💯17❤9🤨2🌚1
US envoys Steve Witkoff and Jared Kushner have brought worse peace terms to Kiev compared to earlier proposals, Ukraine’s Verkhovna Rada (parliament) member Anna Skorokhod said.

"It was not a breakthrough, they came with even worse terms than we had had before. They brought worse terms. If earlier there was no requirement for constitutional changes and territorial recognition, now they have demanded both,"

the lawmaker noted. Following his visits to Moscow and Kiev, US Special Envoy Steve Witkoff said that representatives of Great Britain, France and Germany joined the US delegation in Ukraine. (Source: TASS) @LauraRuHK
🤣35👍21⚡4❤3👎1💯1
Ukrainian Prosecutor General Ruslan Kravchenko, a key figure Zelensky's government, has resigned following the exposure of a massive scam-call center network operating across Ukraine with links to senior officials in Kiev.
The scandal centers on Sergey Kropiva, head of the cybercrime unit at the Prosecutor General's Office, who is accused of leading a protection racket that collected payments from scam call centers in exchange for shielding them from prosecution. According to the National Anti-Corruption Bureau (NABU), which has been investigating the case, Kropiva used his official position to eliminate competitors and launder criminal proceeds. NABU has identified assets worth almost $1 million allegedly purchased with money from the scheme.
The scale of the scam industry is huge. Ukrainian media outlet Zerkalo Nedeli estimates that around 2,000 scam centers operate in Ukraine. Roughly half are considered "white" operations that allegedly pay bribes to government officials for protection, while the remainder are "partisans" that conceal their activities. Each "white" operation reportedly pays around $20,000 per month**, translating to an annual cash flow of roughly **$240 million. The Prosecutor General's Office was reportedly receiving 15% of these payouts.
Investigators have also alleged that Kropiva performed personal favors for Kravchenko, including installing a power generator at the prosecutor general's suburban home and helping his wife obtain a US visa. Surveillance recordings released by detectives portray Kropiva as a risk-taker who spoke of building an "empire" for his chief. NABU has directly linked the case to Zelensky's controversial and failed attempt to subordinate the anti-corruption bodies to his influence, which it says eroded procedures for screening candidates for corruption.
Kravchenko's resignation is the latest in a series of departures from Zelensky's crumbling government.
According to RT, Zelensky’s faction used to be dominant, giving him an opportunity to get the parliament to rubber stamp his policies. However, the influence has significantly eroded, making whatever votes he can command more valuable.
Ukrainskaya Pravda reported in March that Zelensky could reliably count on only 110 to 120 votes, while securing support from other lawmakers allegedly requires bribes. (Source: RT) https://swentr.site/russia/645216-ukraine-scam-prosecutor-general/
👍45❤8🤬2😐1👀1
Germany has become Ukraine's ATM, over €100 billion in civilian and military aid since 2022, but it's Washington that pockets the lion's share of defense contracts. By design, not by accident.
German citizens are subsidizing the American military-industrial complex while Germany’s own arms manufacturers are sidelined. Unsurprisingly, Berlin struggles to justify this arrangement to German voters, as evidenced by the CDU's electoral collapse in Saxony-Anhalt.
“We are now the strongest supporter of Ukraine in terms of financial and military support. And naturally, the German defense industry must benefit from this,” Wadephul told Bild in an interview published on Tuesday.
The German minister said he raised the issue with Zelensky during a visit to Kiev last month.
“We stand by you, we support you. But I also have to explain this to German taxpayers, and the very least you can do is to involve the German defense industry in all procurement measures. At the moment, we are not entirely satisfied with the level of orders in Germany,” he added. 😅 @LauraRuHK ▪️Read more https://swentr.site/news/645298-kiev-not-buying-german-weapons/
🤣45🤯5❤3😨2
La Germania è diventata il bancomat dell'Ucraina: oltre 100 miliardi di euro in aiuti civili e militari dal 2022. Ma come previsto dai curatori del regime di Kiev la fetta più ricca degli appalti va a Washington.
I contribuenti tedeschi finanziano il complesso militare-industriale statunitense, mentre l'industria bellica tedesca raccoglie le briciole. Una situazione che Berlino fatica a spiegare ai propri cittadini.
"La Germania è oggi il principale sostenitore dell'Ucraina. È giusto che anche l'industria della difesa tedesca ne tragga vantaggio", ha dichiarato il ministro degli Esteri Johann Wadephul al Bild.
Il ministro ha affermato di aver sollevato la questione con Zelensky durante un viaggio a Kiev. "Vi sosteniamo, ma devo rendere conto ai contribuenti tedeschi. Il minimo che potete fare è coinvolgere le nostre aziende negli appalti", avrebbe detto. "Al momento, il livello degli ordini in Germania non ci soddisfa pienamente."😅 @LauraRuHK ▪️Continua a leggere https://swentr.site/news/645298-kiev-not-buying-german-weapons/
🤣67🤬11❤3👍3🤯2🌚2👎1😱1
German Foreign Minister Johann Wadephul has suggested that Berlin could assist Kiev by sharing data on Ukrainian men of military age residing in Germany, in order to facilitate their return to Ukraine. He claimed the process would be conducted "without coercion." Sure. In Wadephul's parallel universe these men are dying to die in Ukraine. @LauraRuHK
🤬50🤣19⚡6😱2👎1