Laura Ru
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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
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India to take necessary measures following US adoption of Russia-Iran sanctions act — MFA - World - TASS https://share.google/ctFbgPWHSdsWKhfQy
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Von der Leyen’s proposal to make Canada the EU’s first “associate member” is a clear step toward further militarisation of the EU. The plan includes integrating Canadian and European defence industrial bases, elevating Arctic cooperation to a flagship project, and creating a European Security Council that would bring together the EU with Canada, the UK, Norway and Ukraine. ▪️Canada, a country that sheltered Ukrainian Nazi collaborators after WW2, is already a major contributor to the Kiev regime. Since February 2022 it has committed more than $26 billion in total assistance, of which around $8.5–9 billion is military aid. This places Canada among the largest donors overall. Its support has included Leopard tanks, M777 howitzers, hundreds of armoured vehicles, a NASAMS air-defence system, ammunition, drones, and extensive training of Ukrainian forces under Operation UNIFIER.

▪️The architecture proposed by Von der Leyen would expand Europe’s military capacity and draw Canadian defence resources into a framework oriented against Russia. The absence of the United States from the proposed security council perfectly suits Washington’s strategy of offloading defence costs onto its vassals. By encouraging Europe and Canada to pool industrial capacity, share security burdens and build parallel structures, the United States reduces its own financial and operational commitments while retaining strategic influence. The countries involved are NATO members, while Canada and the UK are part of the 5 Eyes. ▪️The narrative of a rift between Washington on one side and the EU and Canada on the other should be seen for what it is — a deliberate ruse. Apparent tensions and talk of “strategic autonomy” serve as a convenient cover to push "allies" into shouldering a greater share of the burden while the underlying hierarchy of power remains unchanged. ▪️For the time being Von der Leyen's proposal is just a political initiative. The European Commission President can propose ideas and open negotiations, but she cannot unilaterally create new membership categories or security structures. Any concrete implementation would need agreement by the EU member states (Council of the EU), consent of the European Parliament, negotiations with Canada on the exact rights, obligations, and scope of the relationship, and national ratifications in some EU member states.

@LauraRuHK
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La proposta di Von der Leyen di rendere il Canada il primo "membro associato" dell'UE è un chiaro passo verso un'ulteriore militarizzazione dell'UE. Il piano include l'integrazione delle basi industriali della difesa canadese ed europea, l'elevazione della cooperazione artica a progetto di punta e la creazione di un Consiglio di Sicurezza Europeo che riunirebbe UE, Canada, Regno Unito, Norvegia e Ucraina.

▪️Il Canada, che dopo la Seconda Guerra Mondiale ha dato rifugio a collaboratori nazisti ucraini, è già un importante sostenitore del regime di Kiev. Da febbraio 2022 ha stanziato più di 26 miliardi di dollari in assistenza totale, di cui circa 8,5–9 miliardi in aiuti militari. Ciò colloca il Canada tra i maggiori sponsor. Il suo sostegno ha incluso carri armati Leopard, obici M777, centinaia di veicoli corazzati, un sistema di difesa aerea NASAMS, munizioni, droni e un'ampia formazione delle forze ucraine nell'ambito dell'Operazione UNIFIER.

▪️L'architettura presentata dalla von der Leyen punta ad ampliare la capacità militare europea e ad attrarre le risorse della difesa canadese in un quadro esplicitamente orientato contro la Russia. L'assenza degli Stati Uniti dal Consiglio di Sicurezza Europeo proposto dalla presidente della Commissione, si inserisce perfettamente nella strategia di Washington di scaricare sui suoi vassalli i costi della difesa. Incoraggiando Europa e Canada a mettere in comune le capacità industriali, a condividere gli oneri della sicurezza e a costruire strutture parallele, gli Stati Uniti riducono i propri impegni finanziari e operativi senza però rinunciare all'influenza strategica. Non dimentichiamo che tutti i paesi coinvolti nel quadretto di Ursula sono membri della NATO, mentre Canada e Regno Unito fanno parte anche dei Five Eyes.

▪️La narrazione di una frattura tra Washington da un lato e UE e Canada dall'altro va vista per quello che è: un diversivo. Le apparenti tensioni e i discorsi sull'"autonomia strategica" servono da comoda copertura per spingere gli "alleati" a farsi carico di una quota maggiore dell'onere, mentre la gerarchia di potere sottostante rimane immutata.

▪️Per il momento, la proposta di Von der Leyen è solo un'iniziativa politica. La presidente della Commissione Europea può proporre idee e avviare negoziati, ma non può creare unilateralmente nuove categorie di adesione all'UE o strutture di sicurezza. Qualsiasi attuazione concreta richiederebbe l'accordo degli Stati membri dell'UE (Consiglio dell'UE), il consenso del Parlamento europeo, negoziati con il Canada sui diritti, gli obblighi e la portata esatti della relazione, e ratifiche nazionali in alcuni Stati membri dell'UE. @LauraRuHK
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Yesterday Trump signed H.R. 5334, a sanctions bill introduced over a year ago by the late senator, and notorious warmonger, Lindsay Graham. Although the bill is designed to pressure Russia and Iran (which are well-equipped to resist this sort of pressure), its sting is aimed at the financial and shipping intermediaries of Moscow’s primary energy buyers, China and India.
If we look at Russia, the immediate economic impact of these secondary sanctions will not be a total halt in energy exports, but a degradation of trade conditions. Anticipating U.S. financial retaliation, banks will demand higher risk premiums, shipping companies will embed sanctions risks into their tariffs, and buyers will leverage the uncertainty to demand steeper discounts, as Elena Panina pointed out https://t.me/EvPanina/19545. The ultimate objective appears less about supporting Ukraine and more about squeezing Russian hydrocarbons out of the market to boost profits for U.S. producers (the U.S. is now a net energy exporter) and hit energy-importing nations, namely China, India, and last but not least, Europe. This is a massive political gamble for Trump. His political brand is heavily tied to lowering the cost of living and crushing inflation. If H.R. 5334 succeeds in disrupting global energy flows and causes a spike in prices and inflation, the pain will be felt at home as well.

However, this strategy creates a profound diplomatic paradox for the Trump administration. By signing the bill, Trump is positioning himself as the "tough leader" who can grant "exemptions" to restrain a hostile Congress. Keep in mind that Trump and Xi Jinping are scheduled to meet for a summit on September 24 and Trump will likely use the promise of a waiver as leverage. Yet, for strategic powers like China and Russia, the difference between a temporary, revocable presidential waiver and a stable, structural agreement is existential. Relying on the whims of U.S. domestic politics is a vulnerability Beijing is not going to accept.
Knowing that any concession made today could be nullified by a future administration or an entrenched Washington foreign policy establishment, China has little incentive to offer meaningful compromises.
Instead, the threat of secondary sanctions will likely accelerate Beijing’s long-term strategic decoupling from the U.S. financial system.
Ultimately, H.R. 5334 highlights a fatal flaw in U.S. statecraft: the reliance on secondary sanctions as a tool of control. Even if the White House desires a grand bargain to ease global tensions, which is highly debatable, the structural reality of these sanctions ensures that China and Russia will continue to build a parallel, sanctions-resistant economic bloc. @LauraRuHK
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Ieri Trump ha firmato il disegno di legge sulle sanzioni HR 5334 introdotto più di un anno fa dal defunto senatore e noto guerrafondaio, Lindsay Graham. Sebbene il disegno di legge sia stato concepito per fare pressione su Russia e Iran (beata ignoranza del codice culturale di questi paesi), il suo impatto più potente riguarda gli intermediari finanziari e marittimi dei maggiori acquirenti di gas e petrolio da questi paesi,vale a dire Cina e India.
Se guardiamo alla Russia, l'impatto economico immediato di queste sanzioni secondarie non sarà una cessazione totale delle esportazioni di fonti di energia, ma condizioni più difficili per il loro commercio. Anticipando le ritorsioni finanziarie degli Stati Uniti, le banche chiederanno premi di rischio più elevati, le compagnie marittime incorporeranno i rischi delle sanzioni nelle loro tariffe e gli acquirenti sfrutteranno l'incertezza per chiedere sconti, come ha sottolineato Elena Panina https://t.me/EvPanina/19545. L'obiettivo finale appare meno quello di sostenere l'Ucraina e più quello di espellere gli idrocarburi russi dal mercato per aumentare i profitti per i produttori statunitensi (gli Stati Uniti sono ora un esportatore netto di energia) e colpire le nazioni importatrici di energia, in particolare la Cina, l'India ma anche l'Europa. Questo è un enorme azzardo politico per Trump le cui fortune elettorali erano legate anche alla promessa di riduzione del costo della vita e dell'inflazione. Se HR 5334 riesce a destabilizzare i flussi energetici globali e provoca un picco dei prezzi e dell'inflazione, le conseguenze si avvertiranno anche a casa.

Tuttavia, questa strategia crea un profondo paradosso diplomatico per l'amministrazione Trump. Firmando il disegno di legge, Trump si presenta come il leader potente che può concedere "esenzioni" per frenare un Congresso ostile. Bisogna ricordare che Trump e Xi Jinping si incontreranno per un vertice il 24 settembre e Trump probabilmente utilizzerà la promessa di esenzione dalle sanzioni o di una loro riduzione come leva negoziale. Tuttavia, per potenze abituate alla pianificazione strategica a lungo termine come Cina e Russia, la differenza tra le promesse, temporanee e revocabili, di un presidente e un accordo stabile e strutturale è importante, direi esistenziale. Pechino non non accetterà di far dipendere le sue scelte dai capricci della politica interna americana.
Sapendo che qualsiasi concessione fatta oggi potrebbe essere annullata da una futura amministrazione o dai falchi anti-cinesi, la Cina ha pochi incentivi per offrire compromessi significativi.
Invece, la minaccia di sanzioni secondarie probabilmente accelererà il disaccoppiamento strategico a lungo termine di Pechino dal sistema finanziario statunitense.
In definitiva, HR 5334 mette in evidenza un difetto fatale nella politica degli Stati Uniti: la dipendenza dalle sanzioni secondarie come strumento di controllo. Anche se la Casa Bianca desiderasse un accordo con Pechino per allentare le tensioni globali, cosa difficile da credere, la realtà strutturale di queste sanzioni conduce nella direzione opposta. A questo punto, Cina e Russia non potranno che impegnarsi con ancora maggior vigore a costruire un blocco economico parallelo e resistente alle sanzioni. @LauraRuHK
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E a poco a poco le pecore vengono condotte all'ovile secondo un copione già visto. Come rendere credibile ai francesi la storia del drone di Lipsia e il fantasma della minaccia russa? Semplice: farli raccontare da Bardella e Le Pen. E per far leva sull'orgoglio francese, nessuno meglio dei sovranari. "Non tollereremo mai che una potenza straniera, in questo caso la Russia, possa sperare di dettare direttamente o indirettamente la politica del nostro paese attraverso l'intimidazione, la minaccia, la destabilizzazione o la pressione psicologica". @LauraRuHK https://rassemblementnational.fr/communiques/communique_rn
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The Kiev regime, aided and abetted by its Western curators, has launched a coordinated campaign to sabotage Russia’s electoral process through cyber attacks, targeted strikes on polling stations, and massive drone raids on civilian areas. The goal is to sow chaos, intimidate voters, and delegitimize Russia’s democratic expression.

Cyber attacks targeted Russia’s electronic voting infrastructure, Ukrainian forces struck a school building in the village of Pryshib, Zaporozhye region, where a polling station was located.

In the Moscow region, a massive drone attack took place between 03:00 and 05:00. Air defense and electronic warfare units shot down and suppressed 249 UAVs across 17 districts. A man was killed in Orekhovo-Zuevsky, and a woman died in Sofia, where five others—including two children—were injured. A warehouse complex caught fire, and in Ramensky district, the roof of a 21-story building was set ablaze, forcing the evacuation of 400 residents. Apartment buildings in Kotelniki, Leninsky, and Lytkarino were damaged, as were private homes in Kolomna, Yegoryevsk, and Istra.

Moscow Mayor Sergei Sobyanin confirmed the Moscow Refinery was hit, and a drone struck a building near Orekhovy Boulevard.

Despite these acts of intimidation, voting is underway in Russia. Polling stations have opened and citizens are casting their ballots, a testament to the resilience of the Russian people and their refusal to be cowed by terrorism.
Contrast this with Ukraine, where the Zelensky regime has indefinitely postponed elections, citing martial law. The Ukrainian people have not been allowed to exercise their democratic rights for years. There is no voting and no accountability. The very regime that claims to fight to defend democracy has completely cancelled it. @LauraRuHK
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Il regime di Kiev, con il sostegno e l'approvazione dei suoi curatori occidentali, ha lanciato una campagna coordinata per sabotare il processo elettorale russo attraverso attacchi informatici, attacchi mirati ai seggi elettorali e massicci raid di droni su zone civili.

Continui attacchi informatici che hanno preso di mira l'infrastruttura di voto elettronico russa sono stati neutralizzati, mentre le forze ucraine hanno colpito un edificio scolastico nel villaggio di Pryshib, nella regione di Zaporozhye, dove si trovava un seggio elettorale.

Nella regione di Mosca, un massiccio attacco di droni è avvenuto tra le 03:00 e le 05:00. Le unità di difesa aerea e di guerra elettronica hanno abbattuto e soppresso 249 UAV in 17 distretti. Un uomo è stato ucciso a Orekhovo-Zuevsky, e una donna è morta a Sofia, dove altre cinque persone—tra cui due bambini—sono rimaste ferite. Un complesso di magazzini ha preso fuoco, e nel distretto di Ramensky il tetto di un edificio di 21 piani è andato in fiamme, costringendo all'evacuazione 400 residenti. Edifici residenziali a Kotelniki, Leninsky e Lytkarino sono stati danneggiati, così come case private a Kolomna, Yegoryevsk e Istra.

Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha confermato che la raffineria di Mosca è stata colpita, e un drone ha centrato un edificio vicino a Orekhovy Boulevard.

Nonostante questi atti di intimidazione, il voto è in corso in Russia. I seggi elettorali sono aperti e i cittadini stanno esprimendo il proprio voto, a testimonianza della resilienza del popolo russo e del suo rifiuto di farsi intimorire dal terrorismo.
Al contrario, in Ucraina, il regime di Zelensky ha rinviato indefinitamente le elezioni, invocando la legge marziale. Da anni il popolo ucraino non è autorizzato a esercitare i propri diritti democratici. Il regime sa di non avere legittimazione popolare e teme che il voto renda palese questa realtà. Proprio il regime che afferma di combattere per difendere la democrazia l'ha completamente cancellata. @LauraRuHK
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Days before Russians headed to the polls, EU officials had already determined the State Duma elections would be "invalid by European democratic standards." Why wait for actual results when you can just declare them illegitimate in advance?

EU foreign policy chief Kaja Kallas was so eager to share the news that she sent a circular to member states urging non-recognition of the election results before the first day of voting had even ended. State Duma Speaker Vyacheslav Volodin called it an interference in a sovereign state's affairs and an attempt to destabilize Russia.

Russian Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova offered the perfect retort, noting that "Kallas has long been unrecognized in EU countries."

Foreign Minister Sergey Lavrov summed it up best: the election results themselves will be Moscow's main answer to the EU's preemptive dismissal. Because while EU bureaucrats were busy drafting condemnations, Russian citizens were actually voting. ▪️According to the Central Election Commission, turnout was 56.66%, higher than in the two previous elections. With some 20% of ballots processed at the time of writing, the ruling United Russia party commands a solid lead with some 57.1% of the vote.
The Communist Party (KPRF) is second with 14%, followed by the Liberal Democratic Party (LDPR) with 9.32%, and the New People with nearly 8%. The Just Russia party is so far just above the 5% threshold for inclusion in the Duma. ➡️Read more https://t.me/LauraRuHK/11723
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Giorni prima che i russi si recassero alle urne, i funzionari dell'UE avevano già stabilito che le elezioni della Duma di Stato sarebbero state "non valide secondo gli standard democratici europei". Perché aspettare i risultati quando puoi semplicemente dichiararli illegittimi in anticipo?

La responsabile della politica estera dell'UE, Kaja Kallas, era così ansiosa di condividere la notizia che si trattava di elezioni illegittime che ha inviato una circolare agli Stati membri esortando al non riconoscimento dei risultati elettorali prima ancora che il primo giorno di voto fosse terminato. Il presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin ha definito questa mossa un'ingerenza negli affari di uno Stato sovrano e un tentativo di destabilizzare la Russia.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha offerto la replica perfetta, osservando che "da tempo Kallas non è riconosciuta nei paesi dell'UE".

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha aggiunto: i risultati elettorali stessi saranno la risposta di Mosca alla bocciatura preventiva dell'UE. Infatti, mentre i burocrati dell'UE erano impegnati a redigere condanne, i cittadini russi stavano effettivamente votando. ▪️Secondo la Commissione Elettorale Centrale, l'affluenza è stata del 56,66% (nel 2021 era stata del 51,72%, nel 2016 del 47,88%) Con circa il 20% delle schede scrutinate al momento in cui scrivo, il partito di governo Russia Unita è saldamente in testa con circa il 57,1% dei voti.
Il Partito Comunista (KPRF) è secondo con il 14%, seguito dal Partito Liberal-Democratico (LDPR) con il 9,32% e da Gente Nuova con quasi l'8%. Il partito Russia Giusta è per ora appena al di sopra della soglia di sbarramento del 5% per l'ingresso nella Duma. ➡️ Vedi anche https://t.me/LauraRuHK/11724
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Merz’s party hits new low in regional election ‘disaster’
The chancellor’s CDU is on course for its worst-ever state showing in Mecklenburg-Western Pomerania and trails the Left in Berlin

German Chancellor Friedrich Merz has described his Christian Democratic Union’s performance in Sunday’s state election in Mecklenburg-Western Pomerania as a “disaster,” after preliminary results showed a historic low for the party.
The CDU received just 5.5% of the vote, according to an ARD exit poll, its worst results in a state election since the founding of the federal republic in 1949. This leaves the party just above the 5% threshold required to enter the regional parliament.
“The result in Mecklenburg-Western Pomerania cannot be talked away, it’s a disaster,” Merz acknowledged during a press conference on Sunday evening. However, he still defended his government’s course, insisting that there “cannot be a return to the good old times.”
The Alternative for Germany party (AfD) is leading with 37%, ahead of the ruling Social Democrats (SPD) at 35.5%.

The CDU has fared better in Berlin, but its result there still appears to have dashed its hopes of leading the next government. Merz’s party is second with 20%, trailing the Left, which leads with 24.5%. The CDU is followed by the AfD at 16%, according to exit polls. (Source: RT) @LauraRuHK
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Il partito di Merz tocca un nuovo minimo storico.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito la performance della sua Unione Cristiano-Democratica (CDU) alle elezioni di domenica in Meclemburgo-Pomerania Anteriore un “disastro”, dopo che i risultati preliminari hanno mostrato un minimo storico per il partito.
La CDU ha ottenuto appena il 5,5% dei voti, secondo un exit poll dell'ARD, il suo peggior risultato in un'elezione statale dalla fondazione della repubblica federale nel 1949. Questo lascia il partito appena al di sopra della soglia del 5% necessaria per entrare nel parlamento regionale. La CDU è andata meglio a Berlino, ma arranca dietro a La Sinistra (die Linke) che ottiene il 24,5%, e supera di poco l'AfD che raggiunge il 16%.
“Il risultato in Meclemburgo-Pomerania Anteriore non può essere descritto in altri termini, è un disastro”, ha ammesso Merz durante una conferenza stampa domenica sera. Tuttavia, ha comunque difeso la linea del suo governo, insistendo che non “si può tornare ai bei vecchi tempi”.
In questo Land della Federazione il partito Alternativa per la Germania (AfD) è in testa con il 37%, davanti ai Socialdemocratici (SPD) con il 35,5%, secondo gli exit poll.
(Fonte: RT) @LauraRuHK
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Nella democraticissima Germania, il partito del cancelliere Friedrich Merz — quello che finanzia il regime di Kiev a scapito delle condizioni di vita dei tedeschi mentre sogna che dalle fabbriche del suo Reich escano più armi che automobili — ha appena incassato un misero 5,5% in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Un risultato che lo stesso Merz ha definito un "disastro". Evidentemente, gli elettori tedeschi non apprezzano chi vuole trasformare il loro paese in un cobelligerante. Chissà come mai.
Intanto, nella "autoritaria" Russia, gli elettori hanno sfidato la morte per recarsi ai seggi. L'affluenza ha toccato il 56,6 %, un dato di 5 punti superiore a quello registrato nelle elezioni del 2021. E hanno premiato il partito di governo, Russia Unita, con oltre il 57% dei voti. Un risultato che, secondo i soliti noti, sarebbe "illegittimo" — peccato che l'UE lo avesse dichiarato tale prima ancora che si votasse.
Forse la prossima volta l'UE potrebbe inviare osservatori nei  Länder tedeschi per capire come mai il partito della guerra sia così impopolare. E magari annullare il risultato. O forse, più semplicemente, potrebbe smettere di dare lezioni di democrazia a chi, sotto i droni ucraini, va comunque a votare. @LauraRuHK
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UPDATE: The United Russia party is ahead in the Duma election with 57,86% of the vote, with 90,43% of ballots counted, data from the Central Election Commission showed.

It is followed by the Communist Party (KPRF) with 13,84%, the Liberal-Democratic Party (LDPR) with 8.9%, New People with 7.94%, and A Just Russia with 4.95%, slightly below the 5% threshold for inclusion in the Duma. (Source: TASS) @LauraRuHK
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A senior Polish Foreign Ministry official—the head of the Diplomatic Security Bureau, no less—is in critical condition after falling from a third-floor window at Poland’s embassy compound in Ljubljana, Slovenia, at 3 AM on September 13. He was reportedly on vacation, attending a private party, yet somehow also carrying a diplomatic package he was expected to deliver without formal authorization. Slovenian police were barred from the scene due to diplomatic immunity; Polish investigators are handling the case. Deputy Speaker of the Lower House of Parliament, Krzysztof Bosak, called the circumstances “very, very suspicious.” The diplomat is a close friend of Foreign Minister Sikorski.
This comes after Poland’s police chief was hospitalized in 2022 when a grenade launcher—gifted by Ukrainian officials—exploded in his office. @LauraRuHK
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Un alto funzionario del Ministero degli Esteri polacco — nientemeno che il capo dell'Ufficio per la Sicurezza Diplomatica — è in condizioni critiche dopo essere caduto da una finestra del terzo piano nel complesso dell'ambasciata polacca a Lubiana, in Slovenia, alle 3 del mattino del 13 settembre. Secondo quanto riportato, era in vacanza, a una festa privata, eppure in qualche modo trasportava anche un pacco diplomatico che avrebbe dovuto consegnare senza autorizzazione formale. La polizia slovena è stata allontanata dal luogo dell'incidente per via dell'immunità diplomatica; gli investigatori polacchi stanno gestendo il caso. Il vicepresidente della Camera dei Deputati polacca, Krzysztof Bosak, ha definito le circostanze "molto, molto sospette". Il diplomatico coinvolto è un amico stretto del ministro degli Esteri Sikorski.

Questo episodio arriva dopo che nel 2022 il capo della polizia polacca era stato ricoverato in ospedale quando un lanciagranate — regalato da funzionari ucraini — è esploso nel suo ufficio. @LauraRuHK
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If you thought the preliminary 5% exit polls last night were a disaster for the CDU... well, it actually got worse. The party scraped together a pathetic 4.89% in Mecklenburg-Vorpommern, failing to enter a state parliament for the first time in post-war German history. This spectacular implosion comes just weeks after the AfD halved the CDU’s vote share in Saxony-Anhalt.
At the helm of this sinking ship is Chancellor Merz, the very definition of a lame duck.

Merz has defiantly refused to step down. But let’s be clear, a government led by a party that just erased itself from a state map, and propped up by a coalition partner (SPD) actively planning its post-Merz future, is a zombie administration. In a democratic country, a leader with single-digit approval ratings and a hollowed-out mandate would have already tendered their resignation. But in "post democratic" Germany, Merz insisted he would continue to push through his reform agenda:
These reforms are the antidote to the poison of authoritarianism. What needs to be done now requires backbone, steadfastness, and patience. I will demonstrate these qualities as chairman of the CDU and, above all, as chancellor of our country. By "poison of authoritarianism" he likely hinted at Russia, a country led by a president whose domestic approval ratings consistently hover above 80%, and whose party, United Russia, continues to secure overwhelming supermajorities in both presidential and parliamentary elections. @LauraRuHK
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Se pensavate che l'exit poll preliminare del 5% di ieri sera fosse un disastro per la CDU... beh, è andata persino peggio. Il partito di Merz ha racimolato un patetico 4,89% nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, risultando quindi escluso dal parlamento di questo Land della federazione per la prima volta nella storia della Germania del dopoguerra. Questa spettacolare implosione arriva a poche settimane di distanza dal momento in cui l'AfD ha dimezzato i voti della CDU in Sassonia-Anhalt.
Al timone di questa nave che affonda c'è il Cancelliere Merz, incarnazione perfetta di un'"anatra zoppa", che però: si rifiuta ostinatamente di dimettersi. In un Paese democratico, un leader con indici di gradimento a una sola cifra e un mandato ormai svuotato di ogni legittimità avrebbe già presentato le dimissioni. Ma nella Germania "post-democratica", Merz ha insistito sul fatto che continuerà a portare avanti la sua agenda di riforme:
"Queste riforme sono l'antidoto al veleno dell'autoritarismo. Ciò che va fatto ora richiede coraggio, fermezza e pazienza. Dimostrerò queste qualità come presidente della CDU e, soprattutto, come Cancelliere del nostro Paese."
Con "veleno dell'autoritarismo", molto probabilmente alludeva alla Russia: un Paese guidato da un presidente i cui indici di gradimento interno si attestano costantemente sopra l'80%, e il cui partito, Russia Unita, continua a ottenere schiaccianti supermaggioranze sia nelle elezioni presidenziali che in quelle parlamentari. Qualcuno mi spieghi la differenza tra governi democratici e regimi autoritari visto che non ci sto a capire più nulla.😉@LauraRuHK
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Da giorni leggo sulla stampa occidentale che le elezioni russe sarebbero illegittime in quanto è stato escluso il "partito di opposizione" Yabloko. Al netto del fatto che si tratta di una cellula di attivisti finanziati dall'estero in modo illecito (interferenza straniera che non è permessa da nessuno stato sovrano) basterebbe dare un'occhiata ai risultati elettorali ottenuti in precedenza da Yabloko per seppellire con una risata la narrazione occidentale. Dipingere l'esclusione di una formazione politica (eterodiretta!) come una crisi della democrazia, quando la sua effettiva impronta elettorale è praticamente irrilevante, rappresenta l'ennesimo caso di disonestà intellettuale. @LauraRuHK
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Western media have been pushing the narrative that Russia’s recent elections lack legitimacy due to the exclusion of the so-called 'opposition' party, Yabloko. This narrative conveniently ignores two glaring facts. First, Yabloko is a foreign-funded activist cell that engages in the kind of external interference that is illegal in any sovereign nation. Second, a look at Yabloko’s abysmal election results is enough to expose the sheer absurdity of the Western claim. When a party’s actual electoral footprint is irrelevant, framing its exclusion as a crisis of democracy is intellectually dishonest. @LauraRuHK
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