(2/2) Invece di fare affidamento su una massiccia presenza militare statunitense come "filo d'inciampo" (tripwire), l'idea è che gli alleati europei costruiscano una rete difensiva ad alta tecnologia lungo il fianco orientale (sensori, droni, IA, missili a lungo raggio, sistemi di comando) che si interfacci con la tecnologia e gli standard americani. Gli europei dovrebbero finanziare gran parte di questo sistema, ma continuerebbero a dipendere dalla tecnologia, dal software, dai collegamenti fra dati, e dal know-how statunitensi. In pratica, verrebbero spinti a fare affidamento sulla tecnologia americana e a sobbarcarsi gran parte dei costi, poiché non esiste un'alternativa europea che possa sostituirla a breve termine e su quella scala.
In questo modo, gli Stati Uniti riuscirebbero a ridurre la propria presenza militare e i relativi costi, preservando al contempo la propria influenza e traendo un profitto diretto da questa architettura, dal momento che l'intero sistema è basato su tecnologia americana. Prima parte qui ➡️https://t.me/LauraRuHK/11750
In questo modo, gli Stati Uniti riuscirebbero a ridurre la propria presenza militare e i relativi costi, preservando al contempo la propria influenza e traendo un profitto diretto da questa architettura, dal momento che l'intero sistema è basato su tecnologia americana. Prima parte qui ➡️https://t.me/LauraRuHK/11750
POLITICO
Pentagon excludes key allies from NATO meeting
Some of Europe’s biggest defense spenders — and U.S. allies — were not invited to a Pentagon-led meeting to discuss the alliance.
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Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto in privato per augurarmi buona salute e un rapido recupero. Al momento sono troppo debole non solo per poter affrontare un viaggio aereo per tornare a Hong Kong ma purtoppo anche per tenere una lezione fissata da tempo all'Universita' Aperta di Imola. Il mio medico mi ha tassativamente proibito di muovermi da Milano a causa del rischio di dover essere ricoverata d'urgenza in un'altra regione. Non si capisce che cosa causi questa ipopotassiemia grave. Nonostante forti dosi di potassio e magnesio che mi vengono somministrate, il mio corpo non assorbe questi minerali chiave per il funzionamento del corpo umano. Ho due impegnative per visite specialistiche urgenti ma oggi il servizio di prenotazione degli ospedali milanesi era fuori servizio. I terminali non potevano visualizzare nulla, forse a causa di un attacco informatico.
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The Tsentr-2026 drills took place from September 28 to October 3, 2026, primarily at training grounds in Russia’s Chelyabinsk region and the Caspian Sea.
The exercise mobilized more than 47,000 military personnel, over 2,000 pieces of military equipment, 90 aircraft and helicopters, and dozens of naval vessels.
While Russia led the exercise, it featured military contingents from several other nations, including China, Belarus, Kyrgyzstan, Mongolia, Pakistan, and Tajikistan, reflecting a broader push for interoperability among Shanghai Cooperation Organization (SCO) members and partners.
The Role of Chinese Troops
The participation of Chinese troops in a major Russian strategic exercise is a significant marker of deepening Sino-Russian military ties.
Chinese forces engaged in joint land and air drills alongside Russian units, focusing on coordinated maneuvers and tactical integration.
Following the conclusion of the active phase of the drills, Chinese troops began their withdrawal, having completed their scheduled joint training objectives.
For Moscow, this serves as a strategic signal to the West that it has reliable, high-capacity military partners despite ongoing sanctions and the war in Ukraine.
"Lessons from Ukraine": Drones and Robotic Warfare
Russian state media and the Ministry of Defence explicitly stated that the exercises were designed to apply combat lessons learned from the war in Ukraine.
The drills emphasized the integration of unmanned systems into conventional warfare, showcasing a battlefield dominated by drones, robotic vehicles, and automated weapons.
Ground Robotic Systems: Russia deployed its new "Shturm" robotic assault system, which utilizes uncrewed, T-72B3M-based tanks to support infantry assaults.
Additionally, new "Chelnok" ground-based drones with enhanced cross-country capabilities were tested.
Anti-Drone and Active Protection: Countering the pervasive threat of FPV (first-person view) drones seen in Ukraine, Russian forces demonstrated the Arena-M active protection system successfully engaging and destroying incoming drones.
Drone Swarms: The exercises featured the large-scale use of swarm drones and automated strike capabilities, reflecting a shift toward AI-assisted, distributed battlefield networks.
Strategic Scenarios and Geopolitical Messaging
Officially, the Russian Ministry of Defence framed the theme of Tsentr-2026 as "the use of troop groupings in repelling aggression" aimed at securing the Central Asian direction.
(Sources: TASS, Global Times, et al.) @LauraRuHK
The exercise mobilized more than 47,000 military personnel, over 2,000 pieces of military equipment, 90 aircraft and helicopters, and dozens of naval vessels.
While Russia led the exercise, it featured military contingents from several other nations, including China, Belarus, Kyrgyzstan, Mongolia, Pakistan, and Tajikistan, reflecting a broader push for interoperability among Shanghai Cooperation Organization (SCO) members and partners.
The Role of Chinese Troops
The participation of Chinese troops in a major Russian strategic exercise is a significant marker of deepening Sino-Russian military ties.
Chinese forces engaged in joint land and air drills alongside Russian units, focusing on coordinated maneuvers and tactical integration.
Following the conclusion of the active phase of the drills, Chinese troops began their withdrawal, having completed their scheduled joint training objectives.
For Moscow, this serves as a strategic signal to the West that it has reliable, high-capacity military partners despite ongoing sanctions and the war in Ukraine.
"Lessons from Ukraine": Drones and Robotic Warfare
Russian state media and the Ministry of Defence explicitly stated that the exercises were designed to apply combat lessons learned from the war in Ukraine.
The drills emphasized the integration of unmanned systems into conventional warfare, showcasing a battlefield dominated by drones, robotic vehicles, and automated weapons.
Ground Robotic Systems: Russia deployed its new "Shturm" robotic assault system, which utilizes uncrewed, T-72B3M-based tanks to support infantry assaults.
Additionally, new "Chelnok" ground-based drones with enhanced cross-country capabilities were tested.
Anti-Drone and Active Protection: Countering the pervasive threat of FPV (first-person view) drones seen in Ukraine, Russian forces demonstrated the Arena-M active protection system successfully engaging and destroying incoming drones.
Drone Swarms: The exercises featured the large-scale use of swarm drones and automated strike capabilities, reflecting a shift toward AI-assisted, distributed battlefield networks.
Strategic Scenarios and Geopolitical Messaging
Officially, the Russian Ministry of Defence framed the theme of Tsentr-2026 as "the use of troop groupings in repelling aggression" aimed at securing the Central Asian direction.
(Sources: TASS, Global Times, et al.) @LauraRuHK
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Le esercitazioni Tsentr-2026 si sono svolte dal 28 settembre al 3 ottobre 2026, principalmente nei poligoni di addestramento della regione russa di Čeljabinsk e nel Mar Caspio. L'esercitazione ha avuto una portata imponente, mobilitando oltre 47.000 effettivi militari, più di 2.000 mezzi militari, 90 tra aerei ed elicotteri e decine di unità navali.
L'esercitazione, guidata dalla Russia, ha visto la partecipazione di contingenti militari di diverse altre nazioni, tra cui Cina, Bielorussia, Kirghizistan, Mongolia, Pakistan e Tagikistan. Lo scopo era quello di favorire l'interoperabilità tra i membri e i partner dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO).
Il ruolo delle truppe cinesi: La partecipazione di truppe cinesi a una grande esercitazione strategica russa rappresenta un indicatore significativo del rafforzamento dei legami militari sino-russi. Le forze cinesi hanno partecipato a esercitazioni congiunte terrestri e aeree al fianco delle unità russe, concentrandosi su manovre coordinate e integrazione tattica. Al termine della fase attiva delle esercitazioni, le truppe cinesi hanno iniziato il rientro in patria, avendo completato gli obiettivi di addestramento congiunto previsti. Per Mosca, ciò rappresenta un segnale strategico rivolto all'Occidente, dimostrando di poter contare su partner militari affidabili e ad alta capacità operativa, nonostante le sanzioni in corso e la guerra in Ucraina.
"Lezioni dall'Ucraina": droni e guerra robotica: I media di stato russi e il Ministero della Difesa hanno dichiarato esplicitamente che le esercitazioni sono state concepite per mettere in pratica le lezioni di combattimento apprese durante la guerra in Ucraina. Le esercitazioni hanno posto l'accento sull'integrazione dei sistemi senza pilota nella guerra convenzionale, mostrando un campo di battaglia dominato da droni, veicoli robotici e armi automatizzate.
Sistemi robotici terrestri: la Russia ha schierato il suo nuovo sistema d'assalto robotico "Shturm", che impiega carri armati senza equipaggio basati sul modello T-72B3M a supporto degli assalti della fanteria. Inoltre, sono stati testati i nuovi droni terrestri "Chelnok", dotati di maggiori capacità di movimento su terreni accidentati.
Sistemi anti-drone e protezione attiva: per contrastare la minaccia pervasiva dei droni FPV (First-Person View, visuale in prima persona) osservata in Ucraina, le forze russe hanno dimostrato l'efficacia del sistema di protezione attiva Arena-M, in grado di ingaggiare e distruggere con successo i droni in avvicinamento.
Sciami di droni: le esercitazioni hanno previsto l'impiego su larga scala di sciami di droni e capacità di attacco automatizzate, riflettendo una transizione verso reti di campo di battaglia distribuite e supportate dall'intelligenza artificiale.
Scenari strategici e messaggi geopolitici: Ufficialmente, il Ministero della Difesa russo ha definito il tema di Tsentr-2026 come "l'impiego di raggruppamenti di truppe per respingere un'aggressione", con l'obiettivo di mettere in sicurezza il fronte dell'Asia centrale.
(Fonti: TASS, Global Times, et al.) @LauraRuHK
L'esercitazione, guidata dalla Russia, ha visto la partecipazione di contingenti militari di diverse altre nazioni, tra cui Cina, Bielorussia, Kirghizistan, Mongolia, Pakistan e Tagikistan. Lo scopo era quello di favorire l'interoperabilità tra i membri e i partner dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO).
Il ruolo delle truppe cinesi: La partecipazione di truppe cinesi a una grande esercitazione strategica russa rappresenta un indicatore significativo del rafforzamento dei legami militari sino-russi. Le forze cinesi hanno partecipato a esercitazioni congiunte terrestri e aeree al fianco delle unità russe, concentrandosi su manovre coordinate e integrazione tattica. Al termine della fase attiva delle esercitazioni, le truppe cinesi hanno iniziato il rientro in patria, avendo completato gli obiettivi di addestramento congiunto previsti. Per Mosca, ciò rappresenta un segnale strategico rivolto all'Occidente, dimostrando di poter contare su partner militari affidabili e ad alta capacità operativa, nonostante le sanzioni in corso e la guerra in Ucraina.
"Lezioni dall'Ucraina": droni e guerra robotica: I media di stato russi e il Ministero della Difesa hanno dichiarato esplicitamente che le esercitazioni sono state concepite per mettere in pratica le lezioni di combattimento apprese durante la guerra in Ucraina. Le esercitazioni hanno posto l'accento sull'integrazione dei sistemi senza pilota nella guerra convenzionale, mostrando un campo di battaglia dominato da droni, veicoli robotici e armi automatizzate.
Sistemi robotici terrestri: la Russia ha schierato il suo nuovo sistema d'assalto robotico "Shturm", che impiega carri armati senza equipaggio basati sul modello T-72B3M a supporto degli assalti della fanteria. Inoltre, sono stati testati i nuovi droni terrestri "Chelnok", dotati di maggiori capacità di movimento su terreni accidentati.
Sistemi anti-drone e protezione attiva: per contrastare la minaccia pervasiva dei droni FPV (First-Person View, visuale in prima persona) osservata in Ucraina, le forze russe hanno dimostrato l'efficacia del sistema di protezione attiva Arena-M, in grado di ingaggiare e distruggere con successo i droni in avvicinamento.
Sciami di droni: le esercitazioni hanno previsto l'impiego su larga scala di sciami di droni e capacità di attacco automatizzate, riflettendo una transizione verso reti di campo di battaglia distribuite e supportate dall'intelligenza artificiale.
Scenari strategici e messaggi geopolitici: Ufficialmente, il Ministero della Difesa russo ha definito il tema di Tsentr-2026 come "l'impiego di raggruppamenti di truppe per respingere un'aggressione", con l'obiettivo di mettere in sicurezza il fronte dell'Asia centrale.
(Fonti: TASS, Global Times, et al.) @LauraRuHK
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US Defense Secretary Pete Hegseth announced that three men will help lead a new Pentagon project on the “future of warfare,” even as he moves to eliminate hundreds of senior armed service leadership position, including many generals and admirals.
Hegseth unveiled Project Meridian during his “State of the Force” address at Marine Corps Base Quantico in Virginia. The task of the 120-day initiative is to examine emerging technologies that will be critical in future warfare. Hegseth described it as bringing together “America’s best minds” to “reimagine what warfare will look like in the future.” He named three co-leads: Tesla and SpaceX CEO Elon Musk, Anduril Industries founder Palmer Luckey, and former House Speaker Newt Gingrich. The project includes a wider group of participants. According to MITRE’s public listing of the initiative’s current composition Safra Catz (CEO of Oracle) and Joe Lonsdale (co-founder of Palantir Technologies) are also involved in the initiative.
This announcement came alongside other initiatives like the creation of a new four-star functional combatant command called the Autonomous Warfare Command (AUTOWARCOM or AutoWarCom), intended to accelerate the development and fielding of autonomous and robotic systems across the joint force
Elevating civilian entrepreneurs and a longtime war hawk to define “the new frontier of war” sidelines professional military judgment at a moment when the stakes—autonomous weapons, AI targeting, and multi-domain conflict—demand it most.
Two of the three co-leads run companies that already hold billions in Defense Department contracts. SpaceX supplies critical satellite and launch services; Anduril develops autonomous weapons, drones, and related systems. It goes without saying that tasking those who profit from these contracts with identifying the capabilities the military should prioritize creates a massive conflict of interest. Palmer Luckey and the so-called “tech bros” are immature, amoral and often deranged billionaires who treat warfare like a video game. In a blog post titled roughly “If You Die in the Game, You Die in Real Life,” Luckey Palmer detailed with glee a custom Meta Quest Pro fitted with three explosive charge modules positioned above the forehead. A narrow-band photosensor was meant to detect a specific red flash on the display (signaling a “game over” screen) and trigger the charges, which he said would “instantly destroy the brain of the user." The project was explicitly inspired by the anime Sword Art Online, in which players using fictional NerveGear headsets die in real life if their in-game character dies.
Cherry on the cake, they are all rabid Zionists. Luckey describes himself as a "radical Zionist", while Newt Gingrich has been pushing for war on Iran since 2005. ➡️See also https://www.currentaffairs.org/news/palmer-luckey-is-our-most-terrifyingly-deranged-billionaire
@LauraRuHK
Hegseth unveiled Project Meridian during his “State of the Force” address at Marine Corps Base Quantico in Virginia. The task of the 120-day initiative is to examine emerging technologies that will be critical in future warfare. Hegseth described it as bringing together “America’s best minds” to “reimagine what warfare will look like in the future.” He named three co-leads: Tesla and SpaceX CEO Elon Musk, Anduril Industries founder Palmer Luckey, and former House Speaker Newt Gingrich. The project includes a wider group of participants. According to MITRE’s public listing of the initiative’s current composition Safra Catz (CEO of Oracle) and Joe Lonsdale (co-founder of Palantir Technologies) are also involved in the initiative.
This announcement came alongside other initiatives like the creation of a new four-star functional combatant command called the Autonomous Warfare Command (AUTOWARCOM or AutoWarCom), intended to accelerate the development and fielding of autonomous and robotic systems across the joint force
Elevating civilian entrepreneurs and a longtime war hawk to define “the new frontier of war” sidelines professional military judgment at a moment when the stakes—autonomous weapons, AI targeting, and multi-domain conflict—demand it most.
Two of the three co-leads run companies that already hold billions in Defense Department contracts. SpaceX supplies critical satellite and launch services; Anduril develops autonomous weapons, drones, and related systems. It goes without saying that tasking those who profit from these contracts with identifying the capabilities the military should prioritize creates a massive conflict of interest. Palmer Luckey and the so-called “tech bros” are immature, amoral and often deranged billionaires who treat warfare like a video game. In a blog post titled roughly “If You Die in the Game, You Die in Real Life,” Luckey Palmer detailed with glee a custom Meta Quest Pro fitted with three explosive charge modules positioned above the forehead. A narrow-band photosensor was meant to detect a specific red flash on the display (signaling a “game over” screen) and trigger the charges, which he said would “instantly destroy the brain of the user." The project was explicitly inspired by the anime Sword Art Online, in which players using fictional NerveGear headsets die in real life if their in-game character dies.
Cherry on the cake, they are all rabid Zionists. Luckey describes himself as a "radical Zionist", while Newt Gingrich has been pushing for war on Iran since 2005. ➡️See also https://www.currentaffairs.org/news/palmer-luckey-is-our-most-terrifyingly-deranged-billionaire
@LauraRuHK
www.currentaffairs.org
Palmer Luckey Is Our Most Terrifyingly Deranged Billionaire
The Silicon Valley “war king” thinks an uncontrolled arms race is the route to peace. He is so, so wrong.
🤬40👍8🤯3❤2😱2🥴1
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha annunciato che tre uomini contribuiranno a guidare un nuovo progetto del Pentagono sul "futuro della guerra", mentre si appresta a eliminare centinaia di posizioni di comando delle forze armate, tra cui quelle di generali e ammiragli.
Hegseth ha presentato il Progetto Meridian durante il suo discorso sullo "Stato delle Forze Armate" alla base dei Marine a Quantico, in Virginia. L'iniziativa, della durata di 120 giorni, valuterà quali tecnologie emergenti saranno cruciali nel futuro della guerra. Hegseth ha descritto l'iniziativa come un modo per riunire "le migliori menti d'America" per "reimmaginare come sarà la guerra in futuro". Ha nominato tre co-leader: il CEO di Tesla e SpaceX Elon Musk, il fondatore di Anduril Industries Palmer Luckey e l'ex presidente della Camera Newt Gingrich. Il progetto include un gruppo più ampio di partecipanti. Secondo la lista pubblica di MITRE sulla composizione attuale dell'iniziativa, figurano anche Safra Catz (CEO di Oracle) e Joe Lonsdale (co-fondatore di Palantir Technologies), tra diversi altri.
L'annuncio è arrivato insieme ad altre iniziative, in particolare la creazione di un nuovo comando, Autonomous Warfare Command (AUTOWARCOM o AutoWarCom), destinato ad accelerare lo sviluppo e lo schieramento di sistemi autonomi e robotici in tutte le forze congiunte.
Chiamare "imprenditori" civili e un noto falco guerrafondaio a definire "la nuova frontiera della guerra" bypassa il giudizio di militari di carriera nel momento in cui la posta in gioco—armi autonome, targeting con IA e conflitto multi-dominio—lo richiede più che mai.
Due dei tre co-leader dirigono aziende che già detengono miliardi di contratti con il Dipartimento della Difesa (ribattezzato Ministero della Guerra). SpaceX fornisce servizi critici di satelliti e lancio; Anduril sviluppa armi autonome, droni e sistemi correlati. Affidare a chi trae profitto da questi contratti il compito di identificare priorità militari crea un conflitto di interessi grande come una casa. Palmer Luckey e i cosiddetti "tech bro" sono miliardari immaturi, amorali e spesso squilibrati che trattano la guerra come un videogioco. In un post sul blog intitolato più o meno "Se muori nel gioco, muori nella vita reale", Luckey descriveva con orgoglio ed eccitazione un Meta Quest Pro personalizzato dotato di tre moduli esplosivi posizionati sopra la fronte. Un fotosensore a banda stretta doveva rilevare un particolare flash rosso sul display (che segnalava il "game over") e far detonare le cariche, che, secondo lui, avrebbero "distrutto istantaneamente il cervello del giocatore". Il progetto era esplicitamente ispirato all'anime Sword Art Online, in cui i giocatori che usano caschi NerveGear muoiono nella vita reale se il loro personaggio muore nel videogioco.
Ciliegina sulla torta, sono tutti sionisti fanatici. Luckey si descrive come "sionista radicale", mentre Newt Gingrich spinge per la guerra contro l'Iran dal 2005.
➡️ Vedi anche: https://www.currentaffairs.org/news/palmer-luckey-is-our-most-terrifyingly-deranged-billionaire
@LauraRuHK
Hegseth ha presentato il Progetto Meridian durante il suo discorso sullo "Stato delle Forze Armate" alla base dei Marine a Quantico, in Virginia. L'iniziativa, della durata di 120 giorni, valuterà quali tecnologie emergenti saranno cruciali nel futuro della guerra. Hegseth ha descritto l'iniziativa come un modo per riunire "le migliori menti d'America" per "reimmaginare come sarà la guerra in futuro". Ha nominato tre co-leader: il CEO di Tesla e SpaceX Elon Musk, il fondatore di Anduril Industries Palmer Luckey e l'ex presidente della Camera Newt Gingrich. Il progetto include un gruppo più ampio di partecipanti. Secondo la lista pubblica di MITRE sulla composizione attuale dell'iniziativa, figurano anche Safra Catz (CEO di Oracle) e Joe Lonsdale (co-fondatore di Palantir Technologies), tra diversi altri.
L'annuncio è arrivato insieme ad altre iniziative, in particolare la creazione di un nuovo comando, Autonomous Warfare Command (AUTOWARCOM o AutoWarCom), destinato ad accelerare lo sviluppo e lo schieramento di sistemi autonomi e robotici in tutte le forze congiunte.
Chiamare "imprenditori" civili e un noto falco guerrafondaio a definire "la nuova frontiera della guerra" bypassa il giudizio di militari di carriera nel momento in cui la posta in gioco—armi autonome, targeting con IA e conflitto multi-dominio—lo richiede più che mai.
Due dei tre co-leader dirigono aziende che già detengono miliardi di contratti con il Dipartimento della Difesa (ribattezzato Ministero della Guerra). SpaceX fornisce servizi critici di satelliti e lancio; Anduril sviluppa armi autonome, droni e sistemi correlati. Affidare a chi trae profitto da questi contratti il compito di identificare priorità militari crea un conflitto di interessi grande come una casa. Palmer Luckey e i cosiddetti "tech bro" sono miliardari immaturi, amorali e spesso squilibrati che trattano la guerra come un videogioco. In un post sul blog intitolato più o meno "Se muori nel gioco, muori nella vita reale", Luckey descriveva con orgoglio ed eccitazione un Meta Quest Pro personalizzato dotato di tre moduli esplosivi posizionati sopra la fronte. Un fotosensore a banda stretta doveva rilevare un particolare flash rosso sul display (che segnalava il "game over") e far detonare le cariche, che, secondo lui, avrebbero "distrutto istantaneamente il cervello del giocatore". Il progetto era esplicitamente ispirato all'anime Sword Art Online, in cui i giocatori che usano caschi NerveGear muoiono nella vita reale se il loro personaggio muore nel videogioco.
Ciliegina sulla torta, sono tutti sionisti fanatici. Luckey si descrive come "sionista radicale", mentre Newt Gingrich spinge per la guerra contro l'Iran dal 2005.
➡️ Vedi anche: https://www.currentaffairs.org/news/palmer-luckey-is-our-most-terrifyingly-deranged-billionaire
@LauraRuHK
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Palmer Luckey Is Our Most Terrifyingly Deranged Billionaire
The Silicon Valley “war king” thinks an uncontrolled arms race is the route to peace. He is so, so wrong.
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For years, Brussels told Kiev that its "European choice" would be rewarded with open markets, economic modernization, subsidies, a bag of goodies for the good learners of Western ways, and a seat at the table. The recent dispute over agricultural market access is quickly destroying this illusion among Ukrainians. When it comes to protecting its own interests, the EU’s much touted "solidarity" is immediately forgotten.
Take the recent pre-enlargement policy review by the European Commission. Upon Ukraine’s eventual accession to the bloc, its access to the EU’s agricultural market will be "significantly limited," and financial support for its farmers will be heavily restricted to protect "sensitive" European agricultural sectors.
Ukraine’s Agriculture Minister, Taras Vysotskyi, tried to draw a red line and explained that Kiev "cannot agree" to a membership model featuring permanent restrictions on its grain exports. He argued that while temporary transition periods are acceptable, permanent barriers are not, given that they would contradict the logic of EU membership. He even attempted to reframe Ukraine as a strategic asset for European agriculture, claiming that it would help reduce the EU's dependence on third-country fertilizers and would improve Black Sea logistics. Dream on.
In response, Brussels suggested that Kiev should look to its "historic" export markets in Africa and the Middle East. Good luck with that. How is the grain going to reach those markets after the successful blockade of Ukrainian ports by Russia?
This dispute exposes once again the utilitarian nature of the EU’s relationship with Ukraine.
Countries that position themselves as Ukraine’s most vocal champions cannot compete with the volume and pricing of Ukrainian grain. And their domestic farming lobbies hold significant political power.
The agricultural tiff is a microcosm of what Ukraine’s future in the EU would actually look like: cannon fodder, testing ground for weapon systems, a raw material appendage and a geopolitical buffer zone, stripped of its competitive economic advantages.
The EU is happy to exploit Ukrainian resources, but it is unwilling to allow Ukrainian industries to thrive if they pose a threat to European ones.
This development is hardly surprising as it is the inevitable result of a relationship built on geopolitical utility rather than genuine economic compatibility.
The "grain ultimatum" proves that the promises of European integration were a tool used to break Ukraine’s historical ties with Russia, and definitely not a genuine blueprint for prosperity. In the eyes of Brussels, Ukraine is not a brotherly nation to be uplifted, but a neighbor to be exploited for profit, and ultimately, kept under the thumb. The European dream yields a bitter harvest while full EU membership for Ukraine remains a distant, I would say unrealistic, prospect. @LauraRuHK
Take the recent pre-enlargement policy review by the European Commission. Upon Ukraine’s eventual accession to the bloc, its access to the EU’s agricultural market will be "significantly limited," and financial support for its farmers will be heavily restricted to protect "sensitive" European agricultural sectors.
Ukraine’s Agriculture Minister, Taras Vysotskyi, tried to draw a red line and explained that Kiev "cannot agree" to a membership model featuring permanent restrictions on its grain exports. He argued that while temporary transition periods are acceptable, permanent barriers are not, given that they would contradict the logic of EU membership. He even attempted to reframe Ukraine as a strategic asset for European agriculture, claiming that it would help reduce the EU's dependence on third-country fertilizers and would improve Black Sea logistics. Dream on.
In response, Brussels suggested that Kiev should look to its "historic" export markets in Africa and the Middle East. Good luck with that. How is the grain going to reach those markets after the successful blockade of Ukrainian ports by Russia?
This dispute exposes once again the utilitarian nature of the EU’s relationship with Ukraine.
Countries that position themselves as Ukraine’s most vocal champions cannot compete with the volume and pricing of Ukrainian grain. And their domestic farming lobbies hold significant political power.
The agricultural tiff is a microcosm of what Ukraine’s future in the EU would actually look like: cannon fodder, testing ground for weapon systems, a raw material appendage and a geopolitical buffer zone, stripped of its competitive economic advantages.
The EU is happy to exploit Ukrainian resources, but it is unwilling to allow Ukrainian industries to thrive if they pose a threat to European ones.
This development is hardly surprising as it is the inevitable result of a relationship built on geopolitical utility rather than genuine economic compatibility.
The "grain ultimatum" proves that the promises of European integration were a tool used to break Ukraine’s historical ties with Russia, and definitely not a genuine blueprint for prosperity. In the eyes of Brussels, Ukraine is not a brotherly nation to be uplifted, but a neighbor to be exploited for profit, and ultimately, kept under the thumb. The European dream yields a bitter harvest while full EU membership for Ukraine remains a distant, I would say unrealistic, prospect. @LauraRuHK
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Per anni Bruxelles ha assicurato a Kiev che la sua "scelta europea" sarebbe stata ricompensata con mercati aperti, modernizzazione economica, sussidi, premi per i bravi scolaretti delle dottrine occidentali e un posto a tavola. La recente disputa sull'accesso al mercato agricolo sta sgretolando rapidamente questa illusione: quando si tratta di proteggere i propri interessi, la tanto decantata "solidarietà" dell'Unione Europea si dissolve nel nulla.
Si prenda, ad esempio, la recente revisione delle politiche di pre-allargamento da parte della Commissione Europea. In caso di un'eventuale ingresso dell'Ucraina nel blocco, il suo accesso al mercato agricolo dell'UE sarà "significativamente limitato" e il sostegno finanziario ai suoi agricoltori verrà drasticamente ridotto per proteggere i settori agricoli europei definiti "sensibili".
Il ministro dell'Agricoltura ucraino, Taras Vysotskyi, ha tentato di tracciare una linea rossa, spiegando che Kiev "non può accettare" un modello di adesione che preveda restrizioni permanenti sulle proprie esportazioni cerealicole. Ha sostenuto che, sebbene periodi di transizione temporanei siano accettabili, le barriere permanenti non lo sono, in quanto contraddirebbero la logica stessa dell'adesione all'UE. Ha persino tentato di presentare l'Ucraina come un asset strategico per l'agricoltura europea, affermando che avrebbe aiutato a ridurre la dipendenza dell'UE dai fertilizzanti di Paesi terzi e migliorato la logistica nel Mar Nero (continua pure a sognare).
In risposta, Bruxelles ha suggerito che Kiev dovrebbe rivolgersi ai suoi mercati di esportazione "storici" in Africa e Medio Oriente. Buona fortuna. Come farà il grano a raggiungere tali mercati, dato l'efficace blocco dei porti ucraini attuato dalla Russia?
Questa disputa mette a nudo la natura puramente utilitaristica del rapporto tra l'UE e l'Ucraina. I Paesi che si ergono a più accaniti difensori di Kiev non sono in grado di competere con i volumi e i prezzi del grano ucraino, e le loro lobby agricole interne hanno un notevole peso politico.
Questo braccio di ferro agricolo è un microcosmo di quello che sarebbe realmente il futuro dell'Ucraina nell'UE: carne da cannone, banco di prova per sistemi d'arma, un'appendice fornitrice di materie prime e una zona cuscinetto geopolitica, privata dei propri vantaggi economici competitivi. L'UE è ben disposta a consumare le risorse ucraine, ma è del tutto restia a permettere alle industrie di Kiev di prosperare, qualora queste rappresentino una minaccia per quelle europee.
Uno sviluppo del genere non sorprende affatto. È il risultato inevitabile di un rapporto costruito sull'utilità geopolitica piuttosto che su una genuina compatibilità economica. L'"ultimatum sul grano" dimostra che le promesse di integrazione europea sono state in gran parte uno strumento utilizzato per distruggere i legami storici dell'Ucraina con la Russia, piuttosto che un autentico progetto di prosperità condivisa. Agli occhi di Bruxelles, l'Ucraina non è una nazione fraterna, ma un vicino problematico da sfruttare a proprio vantaggio e, in definitiva, da tenere al suo posto nel sottoscala. Il sogno europeo, a quanto pare, sta producendo un raccolto molto amaro, mentre la prospettiva di una piena adesione all'UE per l'Ucraina rimane lontana e, oserei dire, irrealistica. @LauraRuHK
Si prenda, ad esempio, la recente revisione delle politiche di pre-allargamento da parte della Commissione Europea. In caso di un'eventuale ingresso dell'Ucraina nel blocco, il suo accesso al mercato agricolo dell'UE sarà "significativamente limitato" e il sostegno finanziario ai suoi agricoltori verrà drasticamente ridotto per proteggere i settori agricoli europei definiti "sensibili".
Il ministro dell'Agricoltura ucraino, Taras Vysotskyi, ha tentato di tracciare una linea rossa, spiegando che Kiev "non può accettare" un modello di adesione che preveda restrizioni permanenti sulle proprie esportazioni cerealicole. Ha sostenuto che, sebbene periodi di transizione temporanei siano accettabili, le barriere permanenti non lo sono, in quanto contraddirebbero la logica stessa dell'adesione all'UE. Ha persino tentato di presentare l'Ucraina come un asset strategico per l'agricoltura europea, affermando che avrebbe aiutato a ridurre la dipendenza dell'UE dai fertilizzanti di Paesi terzi e migliorato la logistica nel Mar Nero (continua pure a sognare).
In risposta, Bruxelles ha suggerito che Kiev dovrebbe rivolgersi ai suoi mercati di esportazione "storici" in Africa e Medio Oriente. Buona fortuna. Come farà il grano a raggiungere tali mercati, dato l'efficace blocco dei porti ucraini attuato dalla Russia?
Questa disputa mette a nudo la natura puramente utilitaristica del rapporto tra l'UE e l'Ucraina. I Paesi che si ergono a più accaniti difensori di Kiev non sono in grado di competere con i volumi e i prezzi del grano ucraino, e le loro lobby agricole interne hanno un notevole peso politico.
Questo braccio di ferro agricolo è un microcosmo di quello che sarebbe realmente il futuro dell'Ucraina nell'UE: carne da cannone, banco di prova per sistemi d'arma, un'appendice fornitrice di materie prime e una zona cuscinetto geopolitica, privata dei propri vantaggi economici competitivi. L'UE è ben disposta a consumare le risorse ucraine, ma è del tutto restia a permettere alle industrie di Kiev di prosperare, qualora queste rappresentino una minaccia per quelle europee.
Uno sviluppo del genere non sorprende affatto. È il risultato inevitabile di un rapporto costruito sull'utilità geopolitica piuttosto che su una genuina compatibilità economica. L'"ultimatum sul grano" dimostra che le promesse di integrazione europea sono state in gran parte uno strumento utilizzato per distruggere i legami storici dell'Ucraina con la Russia, piuttosto che un autentico progetto di prosperità condivisa. Agli occhi di Bruxelles, l'Ucraina non è una nazione fraterna, ma un vicino problematico da sfruttare a proprio vantaggio e, in definitiva, da tenere al suo posto nel sottoscala. Il sogno europeo, a quanto pare, sta producendo un raccolto molto amaro, mentre la prospettiva di una piena adesione all'UE per l'Ucraina rimane lontana e, oserei dire, irrealistica. @LauraRuHK
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Welcome to the "Garden of Europe," where people thrive in the dark and the freezing cold. Northern Ireland school principals have been instructed to slash heating and lighting budgets. Dickensian living conditions are apparently back in fashion. Nothing says "peak modern civilization" quite like kids studying by candlelight while shivering in their winter coats.
But fear not. Your money is being spent to keep the war machine running. Buy some shares in Leonardo or Rheinmetall instead of complaining.
Meanwhile in France students have taken to torching cities. Setting fire to a street barricade is probably just the EU’s innovative, decentralized new strategy for public heating. @LauraRuHK
But fear not. Your money is being spent to keep the war machine running. Buy some shares in Leonardo or Rheinmetall instead of complaining.
Meanwhile in France students have taken to torching cities. Setting fire to a street barricade is probably just the EU’s innovative, decentralized new strategy for public heating. @LauraRuHK
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Benvenuti nel "Giardino d'Europa", dove si prospera al freddo e al buio. Ai presidi delle scuole dell'Irlanda del Nord è stato ordinato di tagliare drasticamente il budget per il riscaldamento e l'illuminazione. Le condizioni di vita dickensiane sono a quanto pare tornate di moda. Non sapevate forse che "l'apice della civiltà moderna" si raggiunge quando i vostri bambini studiano a lume di candela tremando nei loro cappotti invernali?
Ma non vi preoccupate: i vostri soldi vengono spesi bene per far girare la macchina bellica. Comprate qualche azione di Leonardo o della Rheinmetall invece di lamentarvi.
Nel frattempo, in Francia, gli studenti hanno iniziato a dare fuoco alle città. Non sapevate che incendiare le barricate è una nuova strategia europea, innovativa e decentralizzata, per il riscaldamento pubblico? @LauraRuHK
Ma non vi preoccupate: i vostri soldi vengono spesi bene per far girare la macchina bellica. Comprate qualche azione di Leonardo o della Rheinmetall invece di lamentarvi.
Nel frattempo, in Francia, gli studenti hanno iniziato a dare fuoco alle città. Non sapevate che incendiare le barricate è una nuova strategia europea, innovativa e decentralizzata, per il riscaldamento pubblico? @LauraRuHK
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The EU is facing an impossible trilemma: it wants to maintain generous internal welfare and agricultural subsidies, massively increase defense spending to support Ukraine and rearm its own military-industrial complex, and do so without raising taxes to politically suicidal levels. Since defense spending is being politically ring-fenced as an "existential priority," the budgetary adjustments must come from elsewhere. The primary targets will inevitably be:
The Common Agricultural Policy (CAP): Already the subject of massive, continent-wide farmer protests over green regulations and cheap imports.
Cohesion Funds: The financial lifelines for Eastern and Southern European member states, which are crucial for maintaining political unity within the bloc.
National Budgets: The EU will demand higher direct contributions from member states, forcing national governments to make unpopular domestic cuts. ▪️ Russian analyst Elena Panina writes https://t.me/EvPanina/19652 The "Most Ambitious" EU Budget Will Actually Be Smaller Than the Previous One.
According to a confidential European Commission document, the energy crisis triggered by an American-Israeli war on Iran will effectively make the next seven-year EU budget smaller than the current one. As Rapporteur (formerly Euractiv) reports, the inflation caused by this conflict will shrink the 2028–2034 EU budget—in real terms—to 1.11% of Gross National Income (GNI). This is down from the 1.15% that was proposed in July 2025.
This will make the next European Union budget effectively smaller than the current 2021–2027 budget, which stands at 1.13% of EU GNI, the publication explains. This clearly contradicts Ursula von der Leyen’s claims that the proposed budget is the "most ambitious in history."
For context: the current seven-year EU budget for 2021–2027 is approximately €1.2 trillion. For 2028–2034, the European Commission is proposing nearly €2 trillion. Formally, there will be much more money. However, roughly €150 billion will have to be spent on repaying Covid-era debts, and the rest of the nominal increase is largely eaten up by inflation and overall price growth. In other words, the budget figure will grow sharply, but its real financial power will not. The document also notes: "The relative size of total national contributions from the 27 EU countries is expected to shrink."
The "wisdom" of Brussels has led to a situation where any external energy shock now exacerbates the internal European conflict between military-geopolitical spending and domestic redistribution. If the EU continues to fund Ukraine and its own military-industrial complex, the bill will be increasingly footed by agriculture, regional development, and the national budgets of the continent. And it is there that political resistance will accumulate. @LauraRuHK
The Common Agricultural Policy (CAP): Already the subject of massive, continent-wide farmer protests over green regulations and cheap imports.
Cohesion Funds: The financial lifelines for Eastern and Southern European member states, which are crucial for maintaining political unity within the bloc.
National Budgets: The EU will demand higher direct contributions from member states, forcing national governments to make unpopular domestic cuts. ▪️ Russian analyst Elena Panina writes https://t.me/EvPanina/19652 The "Most Ambitious" EU Budget Will Actually Be Smaller Than the Previous One.
According to a confidential European Commission document, the energy crisis triggered by an American-Israeli war on Iran will effectively make the next seven-year EU budget smaller than the current one. As Rapporteur (formerly Euractiv) reports, the inflation caused by this conflict will shrink the 2028–2034 EU budget—in real terms—to 1.11% of Gross National Income (GNI). This is down from the 1.15% that was proposed in July 2025.
This will make the next European Union budget effectively smaller than the current 2021–2027 budget, which stands at 1.13% of EU GNI, the publication explains. This clearly contradicts Ursula von der Leyen’s claims that the proposed budget is the "most ambitious in history."
For context: the current seven-year EU budget for 2021–2027 is approximately €1.2 trillion. For 2028–2034, the European Commission is proposing nearly €2 trillion. Formally, there will be much more money. However, roughly €150 billion will have to be spent on repaying Covid-era debts, and the rest of the nominal increase is largely eaten up by inflation and overall price growth. In other words, the budget figure will grow sharply, but its real financial power will not. The document also notes: "The relative size of total national contributions from the 27 EU countries is expected to shrink."
The "wisdom" of Brussels has led to a situation where any external energy shock now exacerbates the internal European conflict between military-geopolitical spending and domestic redistribution. If the EU continues to fund Ukraine and its own military-industrial complex, the bill will be increasingly footed by agriculture, regional development, and the national budgets of the continent. And it is there that political resistance will accumulate. @LauraRuHK
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L'UE si trova di fronte a un trilemma impossibile: vuole mantenere un sistema di welfare interno e sussidi agricoli, aumentare massicciamente la spesa per la difesa per sostenere l'Ucraina ed espandere il proprio complesso militare-industriale, il tutto senza aumentare le tasse a livelli politicamente suicidi. Poiché la spesa per la difesa viene politicamente "blindata" come una "priorità esistenziale", gli aggiustamenti di bilancio dovranno provenire da altre fonti. I bersagli principali saranno inevitabilmente:
La Politica Agricola Comune (PAC): già oggetto di massicce proteste degli agricoltori in tutto il continente a causa delle normative green e delle importazioni a basso costo.
I Fondi di Coesione: risorse finanziarie vitali per gli Stati membri dell'Europa orientale e meridionale, cruciali per mantenere l'unità politica all'interno del blocco.
I bilanci nazionali: l'UE richiederà contributi diretti più elevati da parte degli Stati membri, costringendo i governi nazionali a operare tagli interni impopolari.
▪️L'analista russa Elena Panina scrive: Il bilancio UE "più ambizioso" sarà in realtà più piccolo del precedente.
Secondo un documento riservato della Commissione Europea, la crisi energetica innescata dalla guerra americano-israeliana contro l'Iran renderà effettivamente il prossimo bilancio settennale dell'UE più piccolo di quello attuale. Come riporta Rapporteur (ex Euractiv), l'inflazione causata da questo conflitto ridurrà il bilancio UE 2028-2034, in termini reali, all'1,11% del Reddito Nazionale Lordo (RNL). Si tratta di un calo rispetto all'1,15% che era stato proposto nel luglio 2025.
Questo renderà il prossimo bilancio dell'Unione Europea effettivamente più piccolo dell'attuale bilancio 2021-2027, che si attesta all'1,13% dell'RNL dell'UE, spiega la pubblicazione. Ciò contraddice chiaramente le affermazioni di Ursula von der Leyen secondo cui il bilancio proposto sarebbe il "più ambizioso della storia".
Per dare un quadro: l'attuale bilancio settennale dell'UE per il 2021-2027 ammonta a circa 1.200 miliardi di euro. Per il periodo 2028-2034, la Commissione Europea ne propone quasi 2.000 miliardi. Formalmente, ci saranno molti più soldi. Tuttavia, circa 150 miliardi di euro dovranno essere spesi per ripagare i debiti contratti durante l'era Covid, e il resto dell'aumento nominale sarà in gran parte eroso dall'inflazione e dalla crescita generale dei prezzi. In altre parole, la cifra del bilancio crescerà, ma il suo reale potere finanziario no. Il documento nota anche: "Si prevede che la dimensione relativa dei contributi nazionali totali dei 27 Paesi dell'UE si ridurrà".
La "saggezza" di Bruxelles ha portato a una situazione in cui qualsiasi shock energetico esterno ora esacerba il conflitto interno europeo tra spese militari e redistribuzione interna. Se l'UE continuerà a finanziare l'Ucraina e il proprio complesso militare-industriale, il conto sarà pagato sempre più dall'agricoltura, dallo sviluppo regionale e dai bilanci nazionali del continente. Ed è proprio lì che crescerà il malumore e la resistenza politica. @LauraRuHK
La Politica Agricola Comune (PAC): già oggetto di massicce proteste degli agricoltori in tutto il continente a causa delle normative green e delle importazioni a basso costo.
I Fondi di Coesione: risorse finanziarie vitali per gli Stati membri dell'Europa orientale e meridionale, cruciali per mantenere l'unità politica all'interno del blocco.
I bilanci nazionali: l'UE richiederà contributi diretti più elevati da parte degli Stati membri, costringendo i governi nazionali a operare tagli interni impopolari.
▪️L'analista russa Elena Panina scrive: Il bilancio UE "più ambizioso" sarà in realtà più piccolo del precedente.
Secondo un documento riservato della Commissione Europea, la crisi energetica innescata dalla guerra americano-israeliana contro l'Iran renderà effettivamente il prossimo bilancio settennale dell'UE più piccolo di quello attuale. Come riporta Rapporteur (ex Euractiv), l'inflazione causata da questo conflitto ridurrà il bilancio UE 2028-2034, in termini reali, all'1,11% del Reddito Nazionale Lordo (RNL). Si tratta di un calo rispetto all'1,15% che era stato proposto nel luglio 2025.
Questo renderà il prossimo bilancio dell'Unione Europea effettivamente più piccolo dell'attuale bilancio 2021-2027, che si attesta all'1,13% dell'RNL dell'UE, spiega la pubblicazione. Ciò contraddice chiaramente le affermazioni di Ursula von der Leyen secondo cui il bilancio proposto sarebbe il "più ambizioso della storia".
Per dare un quadro: l'attuale bilancio settennale dell'UE per il 2021-2027 ammonta a circa 1.200 miliardi di euro. Per il periodo 2028-2034, la Commissione Europea ne propone quasi 2.000 miliardi. Formalmente, ci saranno molti più soldi. Tuttavia, circa 150 miliardi di euro dovranno essere spesi per ripagare i debiti contratti durante l'era Covid, e il resto dell'aumento nominale sarà in gran parte eroso dall'inflazione e dalla crescita generale dei prezzi. In altre parole, la cifra del bilancio crescerà, ma il suo reale potere finanziario no. Il documento nota anche: "Si prevede che la dimensione relativa dei contributi nazionali totali dei 27 Paesi dell'UE si ridurrà".
La "saggezza" di Bruxelles ha portato a una situazione in cui qualsiasi shock energetico esterno ora esacerba il conflitto interno europeo tra spese militari e redistribuzione interna. Se l'UE continuerà a finanziare l'Ucraina e il proprio complesso militare-industriale, il conto sarà pagato sempre più dall'agricoltura, dallo sviluppo regionale e dai bilanci nazionali del continente. Ed è proprio lì che crescerà il malumore e la resistenza politica. @LauraRuHK
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L'acquisizione da 81 miliardi di dollari del gruppo Warner (che, nel colosso risultante dalla fusione, include asset strategici come Warner Bros., CNN, HBO e si unisce ai già controllati Paramount e CBS) da parte di Paramount Skydance rappresenta un terremoto nel panorama mediatico, culturale e politico occidentale.
Segna la fine di un'epoca durata decenni e l'inizio di una contro-rivoluzione culturale guidata dal capitale.
David Ellison, figlio di Larry Ellison (fondatore di Oracle), è un ultra-liberista vicino alle frange più influenti della destra repubblicana. Per Ellison, la "cultura woke" e l'attivismo progressista che hanno permeato Hollywood nell'ultimo decennio sono una falla nel mercato in quanto hanno alienato una fetta enorme di pubblico conservatore sia americano che straniero. La sua acquisizione è la scommessa che depoliticizzare o riallineare conservativamente i contenuti sia giusto e redditizio.
Per oltre trent'anni, le grandi major cinematografiche e le reti televisive americane sono state la cassa di risonanza dei progressisti che hanno spinto globalismo, multiculturalismo e fluidità di genere. Con questo passaggio di proprietà, quell'egemonia culturale subisce un forte contraccolpo.
CNN, per anni il simbolo del bias liberale e della resistenza anti-Trump, affronterà la trasformazione più radicale. Sotto la nuova proprietà, ci si aspetta un cambio di palinsesto e di linee editoriali.
HBO e Warner Bros probabilmente vedranno la fine dei mandati DEI (Diversità, Equità e Inclusione) come criterio obbligatorio per l'approvazione dei progetti.
CBS e Paramount entrando nel nuovo impero Warner creano un ecosistema verticale in grado di produrre, distribuire e trasmettere contenuti conservatori su ogni piattaforma, dallo streaming al broadcast tradizionale, aggirando i tradizionali "guardiani" progressisti dell'industria.
Al di là dell'ideologia, c'è una fredda logica capitalistica. L'era del "go woke, go broke" ha dimostrato che imporre quell'agenda politica ai prodotti di intrattenimento ha un costo. Mentre le élite di Los Angeles e New York controllano ancora la narrativa sui social media e sulla stampa tradizionale, non controllano più l'intera distribuzione dei contenuti. Con questo acquisto la destra conservatrice ottiene ciò che le mancava, ossia la capacità produttiva di massa e la capacità di penetrare meglio certi mercati internazionali (Medio Oriente, Asia, Est Europa) spesso ostili all'agenda progressista occidentale.
La mappa della "Guerra Culturale" (Culture War) cambia. Se fino ad oggi, la destra ha combattuto principalmente in difesa o attraverso media di nicchia, ora possiede le chiavi di una potente macchina del consenso e di proiezione del Soft Power. Ma non è il caso di gioire. Questa destra americana è sionista, neocon, ultraliberista e organicamente legata al complesso militare-industriale. Il suo soft power non servirà a promuovere pluralità, ma a legittimare un'agenda di egemonia globale ancora più aggressiva.
Il risultato sarà un allineamento totale a Israele, la demonizzazione di qualsiasi istanza multipolare e la "romantizzazione" dell'interventismo militare. Scambiare l'egemonia progressista con quella neocon fa parte dell'oscillazione del pendolo che sottende all'imperialismo a stelle e strisce. Meno prediche sui diritti, più retorica sull'ordine, sulla forza e sull'eccezionalismo americano. In pratica, il messaggio cambia, ma la sostanza resta identica. @LauraRuHK
Segna la fine di un'epoca durata decenni e l'inizio di una contro-rivoluzione culturale guidata dal capitale.
David Ellison, figlio di Larry Ellison (fondatore di Oracle), è un ultra-liberista vicino alle frange più influenti della destra repubblicana. Per Ellison, la "cultura woke" e l'attivismo progressista che hanno permeato Hollywood nell'ultimo decennio sono una falla nel mercato in quanto hanno alienato una fetta enorme di pubblico conservatore sia americano che straniero. La sua acquisizione è la scommessa che depoliticizzare o riallineare conservativamente i contenuti sia giusto e redditizio.
Per oltre trent'anni, le grandi major cinematografiche e le reti televisive americane sono state la cassa di risonanza dei progressisti che hanno spinto globalismo, multiculturalismo e fluidità di genere. Con questo passaggio di proprietà, quell'egemonia culturale subisce un forte contraccolpo.
CNN, per anni il simbolo del bias liberale e della resistenza anti-Trump, affronterà la trasformazione più radicale. Sotto la nuova proprietà, ci si aspetta un cambio di palinsesto e di linee editoriali.
HBO e Warner Bros probabilmente vedranno la fine dei mandati DEI (Diversità, Equità e Inclusione) come criterio obbligatorio per l'approvazione dei progetti.
CBS e Paramount entrando nel nuovo impero Warner creano un ecosistema verticale in grado di produrre, distribuire e trasmettere contenuti conservatori su ogni piattaforma, dallo streaming al broadcast tradizionale, aggirando i tradizionali "guardiani" progressisti dell'industria.
Al di là dell'ideologia, c'è una fredda logica capitalistica. L'era del "go woke, go broke" ha dimostrato che imporre quell'agenda politica ai prodotti di intrattenimento ha un costo. Mentre le élite di Los Angeles e New York controllano ancora la narrativa sui social media e sulla stampa tradizionale, non controllano più l'intera distribuzione dei contenuti. Con questo acquisto la destra conservatrice ottiene ciò che le mancava, ossia la capacità produttiva di massa e la capacità di penetrare meglio certi mercati internazionali (Medio Oriente, Asia, Est Europa) spesso ostili all'agenda progressista occidentale.
La mappa della "Guerra Culturale" (Culture War) cambia. Se fino ad oggi, la destra ha combattuto principalmente in difesa o attraverso media di nicchia, ora possiede le chiavi di una potente macchina del consenso e di proiezione del Soft Power. Ma non è il caso di gioire. Questa destra americana è sionista, neocon, ultraliberista e organicamente legata al complesso militare-industriale. Il suo soft power non servirà a promuovere pluralità, ma a legittimare un'agenda di egemonia globale ancora più aggressiva.
Il risultato sarà un allineamento totale a Israele, la demonizzazione di qualsiasi istanza multipolare e la "romantizzazione" dell'interventismo militare. Scambiare l'egemonia progressista con quella neocon fa parte dell'oscillazione del pendolo che sottende all'imperialismo a stelle e strisce. Meno prediche sui diritti, più retorica sull'ordine, sulla forza e sull'eccezionalismo americano. In pratica, il messaggio cambia, ma la sostanza resta identica. @LauraRuHK
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The $81 billion acquisition of the Warner group (which includes strategic assets like Warner Bros., CNN, and HBO, joining the already controlled Paramount and CBS) by Paramount Skydance represents a seismic shift in the Western media, cultural, and political landscape.
It marks the end of a decades-long era and the beginning of a capital-led cultural counter-revolution. David Ellison, son of Larry Ellison (founder of Oracle), is closely aligned with the most influential factions of the Republican right. For Ellison, the "woke culture" and progressive activism that have permeated Hollywood over the last decade represent a glaring market vulnerability, as they have alienated a massive segment of the conservative audience, both in the US and abroad. This acquisition is a bet that depoliticizing or conservatively realigning content is both the right thing to do and highly profitable.
For over thirty years, major American film studios and television networks have served as the megaphone for progressives pushing globalism, multiculturalism, and gender fluidity. With this change in ownership, that cultural hegemony faces a severe backlash.
CNN, for years the symbol of liberal bias and anti-Trump resistance, will undergo the most radical transformation. Under the new ownership, a shift in both programming and editorial lines is expected. HBO and Warner Bros. will likely see the end of DEI (Diversity, Equity, and Inclusion) as a mandatory prerequisite for greenlighting projects. By joining the new Warner empire, CBS and Paramount will create a vertical ecosystem capable of producing, distributing, and broadcasting conservative content across every platform, from streaming to traditional broadcast, bypassing the industry's traditional progressive "gatekeepers."
Beyond ideology, there is a cold, hard capitalist logic. The era of "go woke, go broke" has proven that imposing that political agenda on entertainment products comes at a cost. While the elites of Los Angeles and New York may still control the narrative on social media and in traditional print media, they will no longer control the entire content distribution pipeline. With this acquisition, the conservative right acquires what it has been missing: mass production capacity and the ability to better penetrate certain international markets (the Middle East, Asia, Eastern Europe) that are often hostile to the Western progressive agenda.
The landscape of the "Culture War" is changing. If, until now, the right has fought primarily on the defensive or through niche media, it now holds the keys to a powerful machine for manufacturing consent and projecting soft power. But there is no reason to rejoice. This American right is Zionist, neoconservative, ultra-liberalist, and organically tied to the military-industrial complex. Its soft power will not be used to promote pluralism, but to legitimize an even more aggressive global hegemony agenda.
The result will be total alignment with Israel, the demonization of any multipolar initiatives, and the "romanticizing" of military interventionism. Swapping progressive hegemony for a neoconservative one is merely part of the pendulum swing that underlies Stars and Stripes imperialism. Fewer sermons on rights, more rhetoric on order, strength, and American exceptionalism. In practice, the message changes, but the substance remains identical. ➡️ I covered this over a year ago, read more https://t.me/LauraRuHK/10504
It marks the end of a decades-long era and the beginning of a capital-led cultural counter-revolution. David Ellison, son of Larry Ellison (founder of Oracle), is closely aligned with the most influential factions of the Republican right. For Ellison, the "woke culture" and progressive activism that have permeated Hollywood over the last decade represent a glaring market vulnerability, as they have alienated a massive segment of the conservative audience, both in the US and abroad. This acquisition is a bet that depoliticizing or conservatively realigning content is both the right thing to do and highly profitable.
For over thirty years, major American film studios and television networks have served as the megaphone for progressives pushing globalism, multiculturalism, and gender fluidity. With this change in ownership, that cultural hegemony faces a severe backlash.
CNN, for years the symbol of liberal bias and anti-Trump resistance, will undergo the most radical transformation. Under the new ownership, a shift in both programming and editorial lines is expected. HBO and Warner Bros. will likely see the end of DEI (Diversity, Equity, and Inclusion) as a mandatory prerequisite for greenlighting projects. By joining the new Warner empire, CBS and Paramount will create a vertical ecosystem capable of producing, distributing, and broadcasting conservative content across every platform, from streaming to traditional broadcast, bypassing the industry's traditional progressive "gatekeepers."
Beyond ideology, there is a cold, hard capitalist logic. The era of "go woke, go broke" has proven that imposing that political agenda on entertainment products comes at a cost. While the elites of Los Angeles and New York may still control the narrative on social media and in traditional print media, they will no longer control the entire content distribution pipeline. With this acquisition, the conservative right acquires what it has been missing: mass production capacity and the ability to better penetrate certain international markets (the Middle East, Asia, Eastern Europe) that are often hostile to the Western progressive agenda.
The landscape of the "Culture War" is changing. If, until now, the right has fought primarily on the defensive or through niche media, it now holds the keys to a powerful machine for manufacturing consent and projecting soft power. But there is no reason to rejoice. This American right is Zionist, neoconservative, ultra-liberalist, and organically tied to the military-industrial complex. Its soft power will not be used to promote pluralism, but to legitimize an even more aggressive global hegemony agenda.
The result will be total alignment with Israel, the demonization of any multipolar initiatives, and the "romanticizing" of military interventionism. Swapping progressive hegemony for a neoconservative one is merely part of the pendulum swing that underlies Stars and Stripes imperialism. Fewer sermons on rights, more rhetoric on order, strength, and American exceptionalism. In practice, the message changes, but the substance remains identical. ➡️ I covered this over a year ago, read more https://t.me/LauraRuHK/10504
Telegram
Laura Ru
The West is transitioning from neoliberal progressive totalitarianism to neoliberal conservative totalitarianism. While the economic logic of neoliberalism remains intact, the “progressive” veneer is being stripped away. Hardly a difficult task when its most…
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On October 9, the co-founder of Russian Telegram channel "Rybar" (1.5 million subscribers) was detained in the city of Risan, Montenegro, along with his wife Valeria and three other project employees. The operation was conducted by Montenegrin police and the country's National Security Agency. According to local media, Zvinchuk and his colleagues had traveled to the Balkans a to film a documentary about Montenegro's introduction of a visa regime aligned with EU standards. From November 1 of this year, visa-free entry is canceled for Russians (despite the fact that the tourist flow from Russia provided 4% of Montenegrin GDP. About 20,000 Russian citizens live in the country).
🔺According to the latest information provided by TASS, Mikhail Zvinchuk and his associates, who had entered the country legally, have been declared a threat to Montenegro’s national security and will soon be expelled. ▪️Dmitry Medvedev, Deputy Chairman of Russia's Security Council, reacted to the detention of Mikhail Zvinchuk and his team by saying:
@LauraRuHK
🔺According to the latest information provided by TASS, Mikhail Zvinchuk and his associates, who had entered the country legally, have been declared a threat to Montenegro’s national security and will soon be expelled. ▪️Dmitry Medvedev, Deputy Chairman of Russia's Security Council, reacted to the detention of Mikhail Zvinchuk and his team by saying:
"Our people really shouldn't be traipsing around European countries, even with good intentions and important goals. Potentially, a hunt has been declared on all Russians, and I stress, on all of them.
Neither visas, nor invitations, nor any other guarantees offer protection. Anyone can be arrested, especially if he tells the truth about Western countries, the EU and the Banderite neo-Nazi regime. Only the relocant scum are made welcome. And even that is temporary."
@LauraRuHK
👍27🤬16💯8⚡3❤3
Il 9 ottobre, il co-fondatore del canale Telegram russo "Rybar" (1,5 milioni di iscritti) è stato arrestato nella città di Risan, in Montenegro, insieme a sua moglie Valeria e ad altri tre collaboratori. L'operazione è stata condotta dalla polizia montenegrina e dall'Agenzia per la sicurezza nazionale del paese. Secondo i media locali, Zvinchuk e i suoi colleghi si erano recati nei Balcani per girare un documentario sull'introduzione in Montenegro di un regime di visti allineato agli standard e alle regole dell'UE. A partire dal 1° novembre viene infatti abolito l'ingresso senza visto per i cittadini russi (nonostante il fatto che il flusso turistico dalla Russia contribuisca al 4% al PIL montenegrino. Circa 20.000 cittadini russi vivono nel paese). 🔺Secondo le ultime informazioni fornite dalla TASS, Mikhail Zvinchuk e i suoi associati, entrati legalmente nel paese, sono stati dichiarati una minaccia per la sicurezza nazionale del Montenegro e verranno presto espulsi.
▪️ Dmitry Medvedev, Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Russia, ha reagito all'arresto di Mikhail Zvinchuk e del suo team affermando:
@LauraRuHK
▪️ Dmitry Medvedev, Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Russia, ha reagito all'arresto di Mikhail Zvinchuk e del suo team affermando:
"La nostra gente davvero non dovrebbe andare in giro per i paesi europei, anche con buone intenzioni e obiettivi importanti. Potenzialmente, è stata dichiarata una caccia a tutti i russi, e sottolineo, a tutti.
Né visti, né inviti, né qualsiasi altra garanzia offrono protezione. Chiunque può essere arrestato, specialmente se dice la verità sui paesi occidentali, sull'UE e sul regime neonazista banderita. Solo la feccia dei 'relocant' (i transfughi all'estero) è la benvenuta. E anche questo è temporaneo."
@LauraRuHK
👍53🤬35❤6⚡5👎1😱1
Denmark has its own CCCP and IKEA is one of its members. The Corporate Coalition for Crisis Preparedness, following recommendations by PUS, the Preparedness Union Strategy of the European Union, has enlisted private firms to provide help to the population in case of an emergency. But fear not. You can comfortably sit through a "hybrid attack" in a POÄNG chair while eating a KÖTTBULLAR or hide in a KLEPPSTAD wardrobe, which should last just long enough to survive a storm of Russian memes. Finding a toilet might require an orientation team, but hey, that's part of the IKEA "hybrid war" experience. @LauraRuHK https://www.reuters.com/world/ikeas-danish-stores-could-become-shelters-europe-boosts-preparedness-2026-10-09/
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La Danimarca ha il suo CCCP e IKEA è uno dei membri. La Corporate Coalition for Crisis Preparedness, creata in ottemperanza alle direttive del PUS, Preparedness Union Strategy dell'Unione Europea, comprende aziende private che si impegnano a fornire rifugio alla popolazione in caso di emergenza. Ma niente paura. Puoi comodamente sederti su una POÄNG durante un "attacco ibrido" e masticare un KÖTTBULLAR oppure nasconderti in un armadio KLEPPSTAD che dovrebbe durare giusto il tempo di uscire indenne da una tempesta di meme russi. Trovare un bagno potrebbe richiedere una squadra di orientamento, ma ehi, anche questo fa parte dell'esperienza unica di "guerra ibrida" che ti aspetta all'IKEA. @LauraRuHK ➡️ https://www.reuters.com/world/ikeas-danish-stores-could-become-shelters-europe-boosts-preparedness-2026-10-09/
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