Laura Ru
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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
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Welcome to the "Garden of Europe," where people thrive in the dark and the freezing cold. Northern Ireland school principals have been instructed to slash heating and lighting budgets. Dickensian living conditions are apparently back in fashion. Nothing says "peak modern civilization" quite like kids studying by candlelight while shivering in their winter coats.
But fear not. Your money is being spent to keep the war machine running. Buy some shares in Leonardo or Rheinmetall instead of complaining.
Meanwhile in France students have taken to torching cities. Setting fire to a street barricade is probably just the EU’s innovative, decentralized new strategy for public heating. @LauraRuHK
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Benvenuti nel "Giardino d'Europa", dove si prospera al freddo e al buio. Ai presidi delle scuole dell'Irlanda del Nord è stato ordinato di tagliare drasticamente il budget per il riscaldamento e l'illuminazione. Le condizioni di vita dickensiane sono a quanto pare tornate di moda. Non sapevate forse che "l'apice della civiltà moderna" si raggiunge quando i vostri bambini studiano a lume di candela tremando nei loro cappotti invernali?
Ma non vi preoccupate: i vostri soldi vengono spesi bene per far girare la macchina bellica. Comprate qualche azione di Leonardo o della Rheinmetall invece di lamentarvi.
Nel frattempo, in Francia, gli studenti hanno iniziato a dare fuoco alle città. Non sapevate che incendiare le barricate è una nuova strategia europea, innovativa e decentralizzata, per il riscaldamento pubblico? @LauraRuHK
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The EU is facing an impossible trilemma: it wants to maintain generous internal welfare and agricultural subsidies, massively increase defense spending to support Ukraine and rearm its own military-industrial complex, and do so without raising taxes to politically suicidal levels. Since defense spending is being politically ring-fenced as an "existential priority," the budgetary adjustments must come from elsewhere. The primary targets will inevitably be:
The Common Agricultural Policy (CAP): Already the subject of massive, continent-wide farmer protests over green regulations and cheap imports.
Cohesion Funds: The financial lifelines for Eastern and Southern European member states, which are crucial for maintaining political unity within the bloc.
National Budgets: The EU will demand higher direct contributions from member states, forcing national governments to make unpopular domestic cuts. ▪️ Russian analyst Elena Panina writes https://t.me/EvPanina/19652 The "Most Ambitious" EU Budget Will Actually Be Smaller Than the Previous One.
According to a confidential European Commission document, the energy crisis triggered by an American-Israeli war on Iran will effectively make the next seven-year EU budget smaller than the current one. As Rapporteur (formerly Euractiv) reports, the inflation caused by this conflict will shrink the 2028–2034 EU budget—in real terms—to 1.11% of Gross National Income (GNI). This is down from the 1.15% that was proposed in July 2025.
This will make the next European Union budget effectively smaller than the current 2021–2027 budget, which stands at 1.13% of EU GNI, the publication explains. This clearly contradicts Ursula von der Leyen’s claims that the proposed budget is the "most ambitious in history."
For context: the current seven-year EU budget for 2021–2027 is approximately €1.2 trillion. For 2028–2034, the European Commission is proposing nearly €2 trillion. Formally, there will be much more money. However, roughly €150 billion will have to be spent on repaying Covid-era debts, and the rest of the nominal increase is largely eaten up by inflation and overall price growth. In other words, the budget figure will grow sharply, but its real financial power will not. The document also notes: "The relative size of total national contributions from the 27 EU countries is expected to shrink."

The "wisdom" of Brussels has led to a situation where any external energy shock now exacerbates the internal European conflict between military-geopolitical spending and domestic redistribution. If the EU continues to fund Ukraine and its own military-industrial complex, the bill will be increasingly footed by agriculture, regional development, and the national budgets of the continent. And it is there that political resistance will accumulate. @LauraRuHK
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L'UE si trova di fronte a un trilemma impossibile: vuole mantenere un sistema di welfare interno e sussidi agricoli, aumentare massicciamente la spesa per la difesa per sostenere l'Ucraina ed espandere il proprio complesso militare-industriale, il tutto senza aumentare le tasse a livelli politicamente suicidi. Poiché la spesa per la difesa viene politicamente "blindata" come una "priorità esistenziale", gli aggiustamenti di bilancio dovranno provenire da altre fonti. I bersagli principali saranno inevitabilmente:
La Politica Agricola Comune (PAC): già oggetto di massicce proteste degli agricoltori in tutto il continente a causa delle normative green e delle importazioni a basso costo.
I Fondi di Coesione: risorse finanziarie vitali per gli Stati membri dell'Europa orientale e meridionale, cruciali per mantenere l'unità politica all'interno del blocco.
I bilanci nazionali: l'UE richiederà contributi diretti più elevati da parte degli Stati membri, costringendo i governi nazionali a operare tagli interni impopolari.
▪️L'analista russa Elena Panina scrive: Il bilancio UE "più ambizioso" sarà in realtà più piccolo del precedente.
Secondo un documento riservato della Commissione Europea, la crisi energetica innescata dalla guerra americano-israeliana contro l'Iran renderà effettivamente il prossimo bilancio settennale dell'UE più piccolo di quello attuale. Come riporta Rapporteur (ex Euractiv), l'inflazione causata da questo conflitto ridurrà il bilancio UE 2028-2034, in termini reali, all'1,11% del Reddito Nazionale Lordo (RNL). Si tratta di un calo rispetto all'1,15% che era stato proposto nel luglio 2025.
Questo renderà il prossimo bilancio dell'Unione Europea effettivamente più piccolo dell'attuale bilancio 2021-2027, che si attesta all'1,13% dell'RNL dell'UE, spiega la pubblicazione. Ciò contraddice chiaramente le affermazioni di Ursula von der Leyen secondo cui il bilancio proposto sarebbe il "più ambizioso della storia".
Per dare un quadro: l'attuale bilancio settennale dell'UE per il 2021-2027 ammonta a circa 1.200 miliardi di euro. Per il periodo 2028-2034, la Commissione Europea ne propone quasi 2.000 miliardi. Formalmente, ci saranno molti più soldi. Tuttavia, circa 150 miliardi di euro dovranno essere spesi per ripagare i debiti contratti durante l'era Covid, e il resto dell'aumento nominale sarà in gran parte eroso dall'inflazione e dalla crescita generale dei prezzi. In altre parole, la cifra del bilancio crescerà, ma il suo reale potere finanziario no. Il documento nota anche: "Si prevede che la dimensione relativa dei contributi nazionali totali dei 27 Paesi dell'UE si ridurrà".
La "saggezza" di Bruxelles ha portato a una situazione in cui qualsiasi shock energetico esterno ora esacerba il conflitto interno europeo tra spese militari e redistribuzione interna. Se l'UE continuerà a finanziare l'Ucraina e il proprio complesso militare-industriale, il conto sarà pagato sempre più dall'agricoltura, dallo sviluppo regionale e dai bilanci nazionali del continente. Ed è proprio lì che crescerà il malumore e la resistenza politica. @LauraRuHK
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L'acquisizione da 81 miliardi di dollari del gruppo Warner (che, nel colosso risultante dalla fusione, include asset strategici come Warner Bros., CNN, HBO e si unisce ai già controllati Paramount e CBS) da parte di Paramount Skydance rappresenta un terremoto nel panorama mediatico, culturale e politico occidentale.
Segna la fine di un'epoca durata decenni e l'inizio di una contro-rivoluzione culturale guidata dal capitale.
David Ellison, figlio di Larry Ellison (fondatore di Oracle), è un ultra-liberista vicino alle frange più influenti della destra repubblicana. Per Ellison, la "cultura woke" e l'attivismo progressista che hanno permeato Hollywood nell'ultimo decennio sono una falla nel mercato in quanto hanno alienato una fetta enorme di pubblico conservatore sia americano che straniero. La sua acquisizione è la scommessa che depoliticizzare o riallineare conservativamente i contenuti sia giusto e redditizio.

Per oltre trent'anni, le grandi major cinematografiche e le reti televisive americane sono state la cassa di risonanza dei progressisti che hanno spinto globalismo, multiculturalismo e fluidità di genere. Con questo passaggio di proprietà, quell'egemonia culturale subisce un forte contraccolpo.

CNN, per anni il simbolo del bias liberale e della resistenza anti-Trump, affronterà la trasformazione più radicale. Sotto la nuova proprietà, ci si aspetta un cambio di palinsesto e di linee editoriali.
HBO e Warner Bros probabilmente vedranno la fine dei mandati DEI (Diversità, Equità e Inclusione) come criterio obbligatorio per l'approvazione dei progetti.
CBS e Paramount entrando nel nuovo impero Warner creano un ecosistema verticale in grado di produrre, distribuire e trasmettere contenuti conservatori su ogni piattaforma, dallo streaming al broadcast tradizionale, aggirando i tradizionali "guardiani" progressisti dell'industria.

Al di là dell'ideologia, c'è una fredda logica capitalistica. L'era del "go woke, go broke" ha dimostrato che imporre quell'agenda politica ai prodotti di intrattenimento ha un costo. Mentre le élite di Los Angeles e New York controllano ancora la narrativa sui social media e sulla stampa tradizionale, non controllano più l'intera distribuzione dei contenuti. Con questo acquisto la destra conservatrice ottiene ciò che le mancava, ossia la capacità produttiva di massa e la capacità di penetrare meglio certi mercati internazionali (Medio Oriente, Asia, Est Europa) spesso ostili all'agenda progressista occidentale.

La mappa della "Guerra Culturale" (Culture War) cambia. Se fino ad oggi, la destra ha combattuto principalmente in difesa o attraverso media di nicchia, ora possiede le chiavi di una potente macchina del consenso e di proiezione del Soft Power. Ma non è il caso di gioire. Questa destra americana è sionista, neocon, ultraliberista e organicamente legata al complesso militare-industriale. Il suo soft power non servirà a promuovere pluralità, ma a legittimare un'agenda di egemonia globale ancora più aggressiva.
Il risultato sarà un allineamento totale a Israele, la demonizzazione di qualsiasi istanza multipolare e la "romantizzazione" dell'interventismo militare. Scambiare l'egemonia progressista con quella neocon fa parte dell'oscillazione del pendolo che sottende all'imperialismo a stelle e strisce. Meno prediche sui diritti, più retorica sull'ordine, sulla forza e sull'eccezionalismo americano. In pratica, il messaggio cambia, ma la sostanza resta identica. @LauraRuHK
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The $81 billion acquisition of the Warner group (which includes strategic assets like Warner Bros., CNN, and HBO, joining the already controlled Paramount and CBS) by Paramount Skydance represents a seismic shift in the Western media, cultural, and political landscape.
It marks the end of a decades-long era and the beginning of a capital-led cultural counter-revolution. David Ellison, son of Larry Ellison (founder of Oracle), is closely aligned with the most influential factions of the Republican right. For Ellison, the "woke culture" and progressive activism that have permeated Hollywood over the last decade represent a glaring market vulnerability, as they have alienated a massive segment of the conservative audience, both in the US and abroad. This acquisition is a bet that depoliticizing or conservatively realigning content is both the right thing to do and highly profitable.
For over thirty years, major American film studios and television networks have served as the megaphone for progressives pushing globalism, multiculturalism, and gender fluidity. With this change in ownership, that cultural hegemony faces a severe backlash.
CNN, for years the symbol of liberal bias and anti-Trump resistance, will undergo the most radical transformation. Under the new ownership, a shift in both programming and editorial lines is expected. HBO and Warner Bros. will likely see the end of DEI (Diversity, Equity, and Inclusion) as a mandatory prerequisite for greenlighting projects. By joining the new Warner empire, CBS and Paramount will create a vertical ecosystem capable of producing, distributing, and broadcasting conservative content across every platform, from streaming to traditional broadcast, bypassing the industry's traditional progressive "gatekeepers."
Beyond ideology, there is a cold, hard capitalist logic. The era of "go woke, go broke" has proven that imposing that political agenda on entertainment products comes at a cost. While the elites of Los Angeles and New York may still control the narrative on social media and in traditional print media, they will no longer control the entire content distribution pipeline. With this acquisition, the conservative right acquires what it has been missing: mass production capacity and the ability to better penetrate certain international markets (the Middle East, Asia, Eastern Europe) that are often hostile to the Western progressive agenda.
The landscape of the "Culture War" is changing. If, until now, the right has fought primarily on the defensive or through niche media, it now holds the keys to a powerful machine for manufacturing consent and projecting soft power. But there is no reason to rejoice. This American right is Zionist, neoconservative, ultra-liberalist, and organically tied to the military-industrial complex. Its soft power will not be used to promote pluralism, but to legitimize an even more aggressive global hegemony agenda.
The result will be total alignment with Israel, the demonization of any multipolar initiatives, and the "romanticizing" of military interventionism. Swapping progressive hegemony for a neoconservative one is merely part of the pendulum swing that underlies Stars and Stripes imperialism. Fewer sermons on rights, more rhetoric on order, strength, and American exceptionalism. In practice, the message changes, but the substance remains identical. ➡️ I covered this over a year ago, read more https://t.me/LauraRuHK/10504
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On October 9, the co-founder of Russian Telegram channel "Rybar" (1.5 million subscribers) was detained in the city of Risan, Montenegro, along with his wife Valeria and three other project employees. The operation was conducted by Montenegrin police and the country's National Security Agency. According to local media, Zvinchuk and his colleagues had traveled to the Balkans a to film a documentary about Montenegro's introduction of a visa regime aligned with EU standards. From November 1 of this year, visa-free entry is canceled for Russians (despite the fact that the tourist flow from Russia provided 4% of Montenegrin GDP. About 20,000 Russian citizens live in the country).
🔺According to the latest information provided by TASS, Mikhail Zvinchuk and his associates, who had entered the country legally, have been declared a threat to Montenegro’s national security and will soon be expelled. ▪️Dmitry Medvedev, Deputy Chairman of Russia's Security Council, reacted to the detention of Mikhail Zvinchuk and his team by saying:

"Our people really shouldn't be traipsing around European countries, even with good intentions and important goals. Potentially, a hunt has been declared on all Russians, and I stress, on all of them.

Neither visas, nor invitations, nor any other guarantees offer protection. Anyone can be arrested, especially if he tells the truth about Western countries, the EU and the Banderite neo-Nazi regime. Only the relocant scum are made welcome. And even that is temporary."

@LauraRuHK
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Il 9 ottobre, il co-fondatore del canale Telegram russo "Rybar" (1,5 milioni di iscritti) è stato arrestato nella città di Risan, in Montenegro, insieme a sua moglie Valeria e ad altri tre collaboratori. L'operazione è stata condotta dalla polizia montenegrina e dall'Agenzia per la sicurezza nazionale del paese. Secondo i media locali, Zvinchuk e i suoi colleghi si erano recati nei Balcani per girare un documentario sull'introduzione in Montenegro di un regime di visti allineato agli standard e alle regole dell'UE. A partire dal 1° novembre viene infatti abolito l'ingresso senza visto per i cittadini russi (nonostante il fatto che il flusso turistico dalla Russia contribuisca al 4% al PIL montenegrino. Circa 20.000 cittadini russi vivono nel paese). 🔺Secondo le ultime informazioni fornite dalla TASS, Mikhail Zvinchuk e i suoi associati, entrati legalmente nel paese, sono stati dichiarati una minaccia per la sicurezza nazionale del Montenegro e verranno presto espulsi.
▪️ Dmitry Medvedev, Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Russia, ha reagito all'arresto di Mikhail Zvinchuk e del suo team affermando:
"La nostra gente davvero non dovrebbe andare in giro per i paesi europei, anche con buone intenzioni e obiettivi importanti. Potenzialmente, è stata dichiarata una caccia a tutti i russi, e sottolineo, a tutti.
Né visti, né inviti, né qualsiasi altra garanzia offrono protezione. Chiunque può essere arrestato, specialmente se dice la verità sui paesi occidentali, sull'UE e sul regime neonazista banderita. Solo la feccia dei 'relocant' (i transfughi all'estero) è la benvenuta. E anche questo è temporaneo."

@LauraRuHK
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Denmark has its own CCCP and IKEA is one of its members. The Corporate Coalition for Crisis Preparedness, following recommendations by PUS, the Preparedness Union Strategy of the European Union, has enlisted private firms to provide help to the population in case of an emergency. But fear not. You can comfortably sit through a "hybrid attack" in a POÄNG chair while eating a KÖTTBULLAR or hide in a KLEPPSTAD wardrobe, which should last just long enough to survive a storm of Russian memes. Finding a toilet might require an orientation team, but hey, that's part of the IKEA "hybrid war" experience. @LauraRuHK https://www.reuters.com/world/ikeas-danish-stores-could-become-shelters-europe-boosts-preparedness-2026-10-09/
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La Danimarca ha il suo CCCP e IKEA è uno dei membri. La Corporate Coalition for Crisis Preparedness, creata in ottemperanza alle direttive del PUS, Preparedness Union Strategy dell'Unione Europea, comprende aziende private che si impegnano a fornire rifugio alla popolazione in caso di emergenza. Ma niente paura. Puoi comodamente sederti su una POÄNG durante un "attacco ibrido" e masticare un KÖTTBULLAR oppure nasconderti in un armadio KLEPPSTAD che dovrebbe durare giusto il tempo di uscire indenne da una tempesta di meme russi. Trovare un bagno potrebbe richiedere una squadra di orientamento, ma ehi, anche questo fa parte dell'esperienza unica di "guerra ibrida" che ti aspetta all'IKEA. @LauraRuHK ➡️ https://www.reuters.com/world/ikeas-danish-stores-could-become-shelters-europe-boosts-preparedness-2026-10-09/
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In a single month, US policy toward Russian energy has done a full 180-degree pivot. First came sweeping sanctions, now Trump is letting 300,000 tons immediately, another 500,000 in November, then 1 million and up to 3 million tons of Russian diesel flow directly into American and global markets.

For the Kremlin, this energy deal was an absolute no-brainer. It is just business. Moscow has not been forced to compromise a single strategic, military, or political objective. There are no ceasefire demands, no territorial concessions, and no changes to Russia’s domestic trajectory.
In fact, the US has inadvertently solved a pressing domestic economic problem for Russia. As Deputy Prime Minister Alexander Novak recently noted, Russia produces roughly 80% more diesel than it consumes. Without export outlets, the country faces overflowing storage facilities and forced cuts in refinery output. By suddenly reopening the market, Washington has handed Moscow a lucrative lifeline, allowing it to monetize its surplus and stabilize its energy sector, all while continuing its military campaign uninterrupted.

If Russia’s gain is straightforward, the American motivation is rooted in what I would call "casino capitalism." In this system, geopolitics is financialized and policy becomes a lever used to manufacture market volatility.
The initial sanctions served to artificially constrict supply, sending global fuel prices spiking. This volatility is the lifeblood of well-connected commodity traders, hedge funds, and "shadow fleet" operators who profit from the chaos. Now, as US diesel prices hit unsustainable highs ahead of the Congressional elections, the waiver acts as the "market correction." It allows political/financial insiders and energy importers to capture the arbitrage spread and secure lucrative contracts while the administration gets to play the hero who "lowered prices for the American consumer.". Trump's doctrine is the extraction of profit from the chaos Washington creates.

While American financial elites hedge their bets, the true casualties are Washington's supposed allies.
The EU has been left in a position of strategic absurdity. Over the past two years, Brussels has sacrificed its industrial competitiveness, endured soaring inflation, and aggressively enforced a rigid sanctions regime to "hold the line" against Russian energy. Now, the very architect of that sanctions regime has unilaterally cut a side deal, making the EU’s economic self-harm so glaring that it blinds and leads to madness the same EUnuchs that hysterically supported it. Europe is left holding the bag of a policy Washington embraces and abandons at will to profit from it.
Ukraine, however, suffers the most brutal betrayal. For months, Kiev has utilized long-range strikes on Russian oil refineries as a form of asymmetric warfare. Suddenly, Washington has reframed this practice as a disruptive nuisance that "hurts the global economy."
By demanding Ukraine halt these strikes to facilitate a smooth flow of Russian diesel, the US has made it clear to Kiev that Ukraine’s survival and tactical autonomy are strictly subordinate to American interests, in this case domestic gas prices and elections. The Kiev regime is being reminded that in the eyes of its primary benefactor-beneficiary, Ukraine is just a disposable proxy.

To sum it up, Russia got a financial boost without compromise, the US keeps profiting from the conflict while the EU pays the bill. In the geopolitical casino, the house always wins. Proxies and vassals are just collateral damage. @LauraRuHK
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In un solo mese, la politica USA ha compiuto una giravolta di 180 gradi nei confronti dell’energia russa. Prima sono arrivate le sanzioni, ora Trump intende lasciar entrare 300.000 tonnellate subito, altre 500.000 a novembre, poi 1 milione e in seguito 3 milioni di tonnellate di gasolio russo nei mercati americani e globali. Per il Cremlino, questo accordo è ovviamente un affare. Mosca non è stata costretta a compromettere nessun obiettivo strategico, militare o politico. Non ci sono richieste di cessate il fuoco, nessuna concessione territoriale e nessun cambiamento alla traiettoria della Russia. Anzi, gli Stati Uniti hanno involontariamente risolto un urgente problema economico interno per la Russia. Come ha recentemente notato il vicepremier Alexander Novak, la Russia produce circa l’80% di gasolio in più di quanto ne consumi. Senza questi nuovi sbocchi all’export, il paese si troverebbe di fronte a problemi di stoccaggio e costretto a tagli forzati della produzione delle raffinerie. Riaprendo improvvisamente il mercato, Washington ha consegnato a Mosca una redditizia alternativa, permettendole di monetizzare le eccedenze e stabilizzare il settore energetico, mentre la sua campagna militare continua. Se il guadagno della Russia è innegabile, la motivazione americana affonda le radici in quello che definirei “capitalismo da casinò”. In questo sistema, la geopolitica viene finanziarizzata e diventa una leva usata per creare volatilità di mercato. Le sanzioni iniziali sono servite a restringere artificialmente l’offerta, facendo schizzare i prezzi globali dei carburanti. Questa volatilità è una linfa vitale per hedge fund e trader di materie prime, soprattutto per quelli che ottengono soffiate direttamente dalla Casa Bianca, e traggono enormi profitti dal caos. Ora che i prezzi del gasolio USA hanno raggiunto livelli insostenibili e le elezioni del Congresso si avvicinano, la deroga funge da “correzione di mercato”. Permette agli insider politici e agli importatori di energia di catturare lo spread di arbitraggio e assicurarsi contratti lucrosi, mentre Trump può spacciarsi per l’eroe che “ha abbassato i prezzi per il consumatore americano”. L’unica vera dottrina dell'amministrazione Trump è creare ed estrarre profitto dal caos. Mentre Mosca calcola i suoi guadagni futuri e le élite finanziarie americane si godono la vincita delle loro scommesse, le vere vittime sono i presunti “alleati” degli Stati Uniti. L’UE si trova in una posizione di totale assurdità strategica. Negli ultimi due anni, Bruxelles ha sacrificato la propria competitività industriale, sopportato un’inflazione galoppante e imposto con aggressività un regime di sanzioni rigido per “tenere la linea” contro l’energia russa. Ora, lo stesso architetto di quel regime sanzionatorio ha unilateralmente stretto un accordo parallelo, rendendo l’autolesionismo economico dell'Europa così lampante da accecare e far impazzire gli stessi EUnuchi che lo avevano istericamente sostenuto. L’Europa resta con il cerino in mano di una politica che Washington abbraccia e abbandona a piacimento per massimizzare i guadagni. In questo quadro, l’Ucraina subisce il tradimento più brutale. Per mesi, Kiev ha utilizzato attacchi a lungo raggio contro le raffinerie russe come forma di guerra asimmetrica. All’improvviso, Washington ha ridefinito questa pratica un disturbo destabilizzante che “danneggia l’economia globale”. Chiedendo all’Ucraina di interrompere questi attacchi per facilitare il regolare flusso di gasolio russo, gli Stati Uniti hanno ribadito a Kiev che la sopravvivenza e l’autonomia tattica dell’Ucraina sono strettamente subordinate agli interessi americani, in questo caso i prezzi interni dei carburanti e le elezioni di novembre. Al regime di Kiev viene ricordato che, agli occhi del suo principale benefattore-beneficiario, l'Ucraina è un proxy sacrificabile. In sintesi, la Russia ottiene un aiuto finanziario indiretto, gli USA continuano a trarre profitto dal conflitto mentre l’UE paga il conto. https://t.me/LauraRuHK/11774
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Noto che tra molti commentatori occidentali permane un fraintendimento di fondo su come Mosca e Pechino concepiscono il cambiamento dell'ordine globale.
Ad esempio, quando Putin descrive l'attuale transizione verso il multipolarismo come "un movimento emancipatore e anticoloniale contro l'egemonia unipolare", non sta annunciando una crociata e neppure la nascita di una nuova Internazionale. Non è mica un trotzkista.
Il risveglio del Sud Globale non è guidato da un "consiglio rivoluzionario" composto dai leader di Cina, Iran e Russia. Questi sono i deliri di qualche minus habens occidentale. Si tratta invece di un processo storico e tettonico, dettato dalla natura stessa delle cose e dalle contraddizioni dell'imperialismo americano.
Putin non è un ingenuo e non soffre di volontarismo. Sa perfettamente che un'egemonia sistemica e militarizzata come quella americana non collassa dall'oggi al domani, ma si erode lentamente attraverso il suo stesso sovraccarico (l'overstretch imperiale). Il compito di paesi come la Cina e la Russia non è "esportare la rivoluzione", ma resistere, offrire un'alternativa di sovranità e un modello di relazioni eque e paritarie tra i paesi.
La Russia è un Paese immenso e complesso, attraversato da correnti, forze e interessi che talvolta tirano in direzioni diverse. La priorità assoluta del Cremlino è mantenere la stabilità interna, sia politica che economica, e portare a compimento gli obiettivi dell'Operazione Militare Speciale in Ucraina. Qualsiasi altra ambizione geopolitica è, piaccia o no, subordinata a questa necessità esistenziale. Senza la sicurezza dei propri confini e la tenuta della propria economia, non si va da nessuna parte.
Conoscendo bene il Paese e avendo osservato da vicino le sue profonde trasformazioni negli ultimi vent'anni, resto fiduciosa. La traiettoria è corretta: gli ostacoli materiali e le sanzioni vengono affrontati e il cambiamento di paradigma è evidente. Tuttavia, questo cambiamento riguarda primariamente la società e l'apparato statale russo. La storia non si accelera con colpi di frusta. Senza una rivoluzione politica, culturale e spirituale (che Cina, Russia e Iran hanno già sperimentato nel secolo scorso) certi processi storici non si possono forzare, si possono solo accompagnare e indirizzare sui binari giusti.
Questa stessa logica di prudenza strategica è condivisa da Pechino. Le preoccupazioni per la coesione interna e lo sviluppo sono identiche, e nessuno dei due Paesi intende mettere a rischio la propria stabilità per accelerare i tempi della storia.
Vivendo in Cina, trovo assurdo l'atteggiamento di certi osservatori occidentali o terzomondisti che si aspettano che i cinesi sacrifichino le loro conquiste sociali e economiche degli ultimi decenni per "liberare il mondo". Boh, forse credono ancora che la rivoluzione sia esportabile.
La Cina (così come la Russia nel quadro dei BRICS e dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) è disposta a cooperare, a livello commerciale, diplomatico e tecnologico, con tutti i Paesi che vogliono emanciparsi dal giogo del dollaro e della dittatura occidentale. Pechino rifiuta di stringere alleanze militari di mutua difesa in stile NATO, dove un attacco a uno è considerato un attacco a tutti. Questo modello di alleanze è visto come una reliquia della Guerra Fredda.
L'unica, storica eccezione a questa regola del non-allineamento militare rimane il Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza con la Corea del Nord, firmato originariamente nel 1961. Ma si tratta di un retaggio specifico della Guerra Fredda e non di una nuova dottrina di politica estera. @LauraRuHK
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Guess which countries are loudly demanding EU-wide tourist visa restrictions on Russians while constantly regurgitating the "hybrid threat" narrative? Estonia, Latvia, Lithuania, Sweden, Denmark, Finland, Poland — which are not exactly regarded as the most desirable holiday destinations by Russian tourists, or by tourists in general. When Russians choose to visit Europe, they are more likely to flock to Italy, Greece, Spain, and Cyprus. So, what do the sore losers do? They mask their pathological Russophobia, and lack of sunshine, as "moral superiority," forcing Southern Europe to sacrifice its economic interests on the altar of their self-imposed isolationism and paranoia. @LauraRuHK
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The future of warfare according to Anduril's Palmer Luckey, who co-leads (with Elon Musk and Newt Gingrich) Project Meridian, a 120-day Pentagon initiative to study and identify the weapons and battlefields of the future. ▪️Luckey's central argument is that the U.S. must redesign its weapons systems so they can be manufactured using civilian industrial capacity. "We need to design missiles that can be made in car factories," he said. "We need to design aircraft that can be made in tractor factories". He draws a direct parallel to World War II, when military equipment was deliberately designed to be produced with commercial equipment and techniques. The purpose is both to meet demand at scale, and send a deterrent message to adversaries that U.S. factories could rapidly switch gears to crank out weaponry. ▪️Luckey also identifies the "subterranean domain" as a realistic and inevitable future battlefield. He is not referring to tunnel fighting or trenches, but to what he calls "the real deal no shit sub-T fight, where you are using the crust of the earth as a three-dimensional maneuver and battle space". He argues that autonomous systems will make it easier to bore through subterranean environments, and that "the primary cost is moving forward." He notes that both the U.S. and the Soviets once believed in this domain and were working on vehicles capable of moving through the earth's crust.
▪️On the question of regaining battlefield dominance, Luckey emphasized the need for unified command and control and unified information sharing: "Every sensor [should be] a sensor for every effector and vice versa. You can't have these silos across systems, across services, and especially across our ally and partner forces".
Source: https://www.defensenews.com/industry/techwatch/2026/10/13/andurils-palmer-luckey-envisions-missiles-made-in-car-factories-underground-battles/
See also ➡️https://t.me/LauraRuHK/11755
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Torniamo a parlare di Palmer Luckey, fondatore di Anduril, che spiega la sua visione del futuro della guerra. Luckey co-dirige con Elon Musk e Newt Gingrich il Progetto Meridian, un'iniziativa del Pentagono della durata di 120 giorni per studiare e identificare le armi e i campi di battaglia del futuro. (Vedi https://t.me/LauraRuHK/11756)

▪️L'argomentazione centrale di Luckey è che gli Stati Uniti devono riprogettare i loro sistemi d'arma in modo che possano essere prodotti utilizzando la capacità industriale civile. "Dobbiamo progettare missili che possano essere fabbricati nelle fabbriche di automobili", ha detto. "Dobbiamo progettare aerei che possano essere fabbricati nelle fabbriche di trattori". Traccia un parallelo diretto con la Seconda guerra mondiale, quando l'equipaggiamento militare era deliberatamente progettato per essere prodotto con macchinari e tecniche industriali civili. Lo scopo è sia quello di soddisfare la domanda su larga scala, sia quello di mandare un messaggio agli avversari: le fabbriche statunitensi potrebbero rapidamente riconvertirsi per sfornare armamenti.

▪️Luckey identifica anche il "dominio sotterraneo" come un campo di battaglia futuro realistico e inevitabile. Non si riferisce al combattimento nei tunnel o nelle trincee, ma a quello che chiama "la vera battaglia sotterranea, dove si usa la crosta terrestre (!) come spazio di manovra e di battaglia tridimensionale". Sostiene che i sistemi autonomi renderanno più facile perforare lo spazio sotterraneo, e che "il costo principale è procedere". Osserva che sia gli Stati Uniti che i sovietici credevano un tempo nell'importanza di questo dominio, oltre a quelli classici, e lavoravano alla progettazione di veicoli e sistemi d'arma capaci di muoversi attraverso la crosta terrestre.

▪️Sulla questione di riconquistare la posizione dominante sul campo di battaglia, Luckey ha sottolineato la necessità di un comando e controllo unificati e di una condivisione unificata delle informazioni: "Ogni sensore [dovrebbe essere] un sensore per ogni effettore e viceversa. Non si possono avere questi silos tra sistemi, tra servizi, e specialmente tra le nostre forze alleate e partner".

Fonte: https://www.defensenews.com/industry/techwatch/2026/10/13/andurils-palmer-luckey-envisions-missiles-made-in-car-factories-underground-battles/
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Burnham to Zelensky: "We’re behind you." As if that wasn't already abundantly clear 😅 @LauraRuHK
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According to public records, Zelensky has met Charles eight times in four years. No other leader has met the British king as often as he has. Makes you think, doesn't it? Prime ministers come and go (Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak, Keir Starmer, Andy Burnham), but it is the Crown that ensures the continuity of this “special” relationship. https://t.me/LauraRuHK/11779
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