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Il suicidio degli Unti dal Signore prosegue.

Pochi giorni fa, i terroristi israeliani hanno minato e fatto saltare in aria un intero villaggio. L'antico borgo di Mhaibib, situato su una collina nel sud del Libano, non esiste più e con esso il pezzo di Storia che conservava: fra le altre cose, un santuario dedicato al profeta Beniamino, figlio di Giacobbe, risalente a più di 2000 anni fa.

Il video che testimonia l'azione scellerata è stato registrato e diffuso dagli stessi satanisti impazziti che lo rivendicano come un risultato militare. Quando tutto questo sarà finito, cioè quando l'avamposto dell'occidente imperialista in Medioriente sarà definitivamente cacciato dalla regione, a ciascuno dei responsabili di queste nefandezze verrà presentato il conto.

La lista è lunga, naturalmente, e la vita di un solo bambino vale più di mille cattedrali, ma ognuna di queste azioni criminali, documentate dagli stessi artefici, avrà un prezzo e quel prezzo andrà pagato: il colpevole stesso sta scrivendo la propria sentenza di condanna. Stiamo assistendo ad un suicidio.
Già l'ora si avvicina.

Alla vigilia della riunione dei BRICS a Kazan, anzi dei BRICS+, come si è scelto di chiamare il gruppo dei Paesi già sodali e di quelli che aspirano ad esserlo, è palpabile il superamento dello stato di cose presente, per dirla col nostro Amico barbuto, e si avvicina il redde rationem a cui accennavo sopra: i crimini più o meno di guerra che certi anacronistici gruppi continuano a commettere e a rivendicare, legati come sono ad un passato che li ha visti impuniti mattatori, iniziano a gridare vendetta.

La lista delle colpe si allunga, decenni di aggressioni, omicidi e stragi, a cui si aggiunge l'accelerazione imposta dalla disperata manovra di sopravvivenza sionista. Il conto cresce ad ogni sconsiderata azione dei sanguinosi terroristi che si nutrono di carne umana, delle bestie all'angolo che si agitano, alle strette, che sanno di non poter smettere senza che la giustizia si abbatta su di loro con l'inevitabile, terribile contrappasso.

Vecchio tema, già accennato più volte: la colpa di chi ha appoggiato quei crimini, ovvero di chi ha fatto finta di non vederli, in che rapporto sta con quella oggettiva di chi fisicamente li ha messi in essere? Salomonico, come sempre, Sergey Lavrov che individua entrambe le schiere, sospendendo la pena per una sola delle due:

“ Sostenere il nazismo in Ucraina è una vergogna per i leader dell’Unione Europea; non ci sarà prescrizione per i crimini del regime di Kiev.
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Nota di colore, non si può sempre volare nella stratosfera: partiamo da una semplice considerazione che non ha tema di smentita: il personaggio in video non è capace di formulare un pensiero compiuto in maniera autonoma, ovvero senza leggerlo da qualche parte. Le prove si sprecano, come quando il “gobbo”, cioè la lavagnetta da leggere in favore di telecamera, si è bloccata e Kamala Ridens è restata sola, in preda al panico (quell'incidente è voluto, secondo me, ma torniamo a volare basso).

Di conseguenza, le cose che dice gliele sta suggerendo qualcuno, proprio quel tale che aspira ad essere il faro del mondo, il punto di riferimento al quale ogni altro Paese deve guardare ed uniformarsi (leggi obbedire). Chi la pilota, chi c'è dietro. Chi regge i fili del mondo, ovvero chi li ha retti fino ad ora, prima che la Storia glieli strappasse di mano, ma soprattutto: chi è questo sconosciuto attore che lavora nell'ombra e che conosce Gramsci molto meglio del più navigato fra i nostri Quadri?
“Scoop”

Abbiamo già parlato di Middle East Eye, una testata dal nome altisonante che vorrebbe essere un'autorevole voce geopolitica mediorientale, sede di accurate e sofisticatissime analisi. Li conosciamo bene, ci sono numerosi esempi anche in casa nostra di tali tipografici vuoti cosmici gonfi di finanziamenti governativi, oltre che d'aria fritta, perché se dovessero reggersi su un pubblico che davvero li comprasse per leggerli sarebbero falliti prima ancora di aver stampato la prima copia.

Questo si chiama Middle East Spectator e, come il suo quasi omologo, si occupa di diffondere notizie false e/o funzionali all'amministrazione del potere da parte del governo centrale dell'Occidente, quello che decide i discorsi di Kamala Ridens, quello che stabilisce chi debba dire o fare cosa, quello vero che muove i fili, in tutta evidenza ancora per poco.

Esce con uno “scoop”, questa testata, pubblicando dei documenti riservatissimi di provenienza, nientedimeno, dei Servizi Statunitensi, in cui si sciorinano tutti i dettagli dell'attacco che Israele starebbe per muovere all'Iran. Tempi, obiettivi, armi impiegate, basi logistiche ed uomini coinvolti, tutto. L'ovvia implicazione, semplicistica e banale, sarebbe quella d'aver rotto le uova nel paniere ai Riccioletti, rovinando l'effetto sorpresa, uno degli ingredienti fondamentali per un'azione militare di attacco che abbia una possibilità di successo.

Spiegazione ingenua, quasi puerile, intanto perché sappiamo bene che qualunque piano di battaglia israeliano sarebbe quanto meno coordinato con gli Stati Uniti se non addirittura ideato e diretto da questi ultimi, ovvero da quel centro di potere che muove i fili di cui dicevamo. Dunque si tratta di un'informazione messa fuori ad arte, per ottenere uno scopo preciso e non per “ostacolare” il tuo cane da guardia mediorientale impazzito che sta facendo fuoco e fiamme nel tentativo di conservare l'avamposto occidentale in una Terra che ne ha le scatole piene, di questi satanisti che dicono d'essere divini.

Quale il fine, allora, ingannare l'Iran raccontando i dettagli di un piano che non verrà mai messo in pratica perché quello operativo è un altro? Di nuovo piuttosto ingenuo, molto difficile credere che una struttura come l'IRGC ci caschi, avendo dato di sé ampia prova di efficienza sia sul piano militare che su quello di intelligence. L'Iran sa già tutto di te, anche perché hai messo fuori quei documenti. Noi facciamo soltanto ipotesi, loro lo sanno.

Ritardare le operazioni fino a dopo le elezioni, visto che le cose sul piano interno, dallo zio Sam, non vano proprio benissimo e troppe distrazioni su quello internazionale ingarbuglierebbero ancora di più le acque? Già più probabile: non siamo certo gli unici a leggere gli accadimenti come un occidente chiuso all'angolo, le cui mosse disperate non fanno altro che peggiorarne la posizione, accelerare la definitiva disfatta. Anche laggiù a casa del diavolo ci sarà qualche fine analista che avrà fornito al proprio padrone la corretta lettura.

Raffreddare gli animi sul piano internazionale, ora che il “nemico” dell'Egemone morente, ovvero i tre quarti del resto del Pianeta e i nove decimi della popolazione di quello, sta coordinando le proprie forze per liberarsi definitivamente dal giogo imperialista che da troppo tempo lo deruba, lo umilia e ne impedisce la crescita?

Oggi inizia l'incontro dei BRICS a Kazan. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, terrà colloqui con i rappresentanti di 36 paesi e 6 organizzazioni internazionali. Verrà siglato il partenariato strategico con l'Iran che si aggiunge a quelli già in essere con Cina e Corea del Nord. Saranno presenti Egitto, India, Sudafrica, Palestina e cito soltanto a memoria. Stare dietro alle nuove relazioni diplomatiche che nascono e si sviluppano richiederebbe una trattazione a parte, come quelle di cui le testate di propaganda occidentali fanno finta di occuparsi.

Un mondo nuovo sta nascendo.
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Ali
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“ è intollerabile la fabbricazione di notizie false per condizionare l’opinione pubblica.

No, non è rinsavito, e non potrebbe, non essendo il suo delirio dettato da indigenza. “Notizie false” per il servo succedaneo della Reduce sionista, immortale senatrice a vita, vuol dire altre campane, voci diverse da quelle urlate dalla CIA e dal Mossad, pareri discordanti dalla vulgata imposta, dalla narrazione egemone.

Accennavo sopra alla colpa degli ignavi, in rapporto a quella degli assassini veri: ecco, costui è l'emblema delle schiere di coloro che col proprio silenzio appoggiano il delitto, la strage, il genocidio. Con un'aggravante, e non da poco: dopo aver taciuto sull'agire dei satanisti, suoi padroni, questa maschera rivoltante, questo gregario nauseabondo ha l'ardire di prendere parola per condannare chi, invece, ha denunciato.

Mi chiedevo se la colpa di certi immoti attori del disastro che viviamo non fosse anche peggiore rispetto a quella dei cani che premono il grilletto. Ecco, questa lo è: e non c'è espiazione, non c'è castigo sufficiente. Se non c'è un Inferno, che se ne appronti uno e che egli possa patirne pena, fino a mai.
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Ho fatto vedere alla Serva, la saggia artigiana avvezza a far di conto, questo grafico. Mi ha chiesto cosa fosse. Le ho spiegato che è l'andamento del debito americano con l'estero, nel tempo. - Il debito con l'estero sarebbero i soldi che devi restituire…
La de-dollarizzazione della Serva.

Ancora la Serva, la nostra pragmatica amica, economista in pectore:

- Senti, stavo pensando. Ma invece di comprare dollari da una banca americana per scambiare merci, che so, fra Egitto e Costa d'Avorio, non si potrebbero mettere su due crediti locali, uno in Egitto che paga le merci ricevute dalla Costa d'Avorio ed uno in Costa d'Avorio che paga le merci ricevute dall'Egitto. In questo modo ti metteresti anche al riparo dai furti che chiamano sanzioni, il prepotente di turno, sempre il solito, che dall'oggi al domani decide che i tuoi soldi nella sua banca non sono più tuoi. L'Egitto non avrebbe alcun interesse a rubare i soldi della Costa d'Avorio se volesse continuare a ricevere da laggiù i prodotti di cui ha bisogno, a fare affari con loro, e così viceversa. Sarebbe una sorta di baratto, alla fine, si muoverebbero i beni, non il denaro, resterebbero soltanto dei numeri scritti sui registri.

- Sì – le ho risposto – è più o meno l'idea delle lettere di credito delle Crociate, ripresa dai mercanti olandesi nel XVII secolo, per proteggersi dai pirati.

- Bene, e perché non lo fanno, perché Egitto e Costa d'Avorio si ostinano a comprare dollari per scambiarsi cotone e caffè?

- Lo stanno facendo, infatti, se ne discute ora a Kazan, in Russia. L'idea di una rete coordinata di banche locali è alla base del disegno dei BRICS per liberarsi dal giogo del dollaro americano.

- Vedi, dovevo andare a lavoro da un economista serio, non da un peracottaro come te che ha un canale Telegram con 67 iscritti...

- …?
Nel frattempo, i pirati occidentali hanno in progetto di non restituire i fondi Russi, nemmeno dopo la fine della guerra - guerra, sia detto per inciso, che i suddetti pirati sperano ancora non proprio di vincere, non sono così stupidi, ma di cavalcare a lungo.
Hezbollah ha fatto tesoro del consiglio della false flag di Caesarea (io ci scherzo, naturalmente, in realtà non lo sapremo mai chi ha lanciato davvero quel drone contro la residenza estiva del gatto rognoso quantistico) stavolta mirando al limitrofo insediamento colonico di Mafan, con un missile balistico a medio raggio.

Questa mattina, intanto, altri 6 carri armati Merkava sono stati distrutti da Hezbollah nel sud del Libano, portando il numero totale a 27.

Come dicono sui canali della Resistenza, anche oggi Hezbollah verrà sconfitto domani.
La frustrazione sotto il cielo (1/2)

Sono costretto a ricredermi, in qualche modo. Ipotizzavo un tentativo di stemperare le tensioni, da parte dell'occidente, per scendere a più miti consigli ed evitare di accelerare la propria dipartita agitandosi troppo. Invece i segnali vanno in tutt'altra direzione.

Chissà, magari sarà frutto della frustrazione derivante dallo spettacolo della riunione dei BRICS a Kazan, dove i rappresentanti occidentali sono assenti e nessuno ne sente la mancanza. Il previsto “isolamento” della Russia, tanto decantato dagli starnazzanti pupazzetti occidentali si è tradotto in una kermesse affollatissima e quello ignorato, più che isolato, è semmai il blocco atlantico, relegato nel suo ormai canonico angolo, a rosicare.

I segnali di nervosismo, quando non di perdita di controllo, ci sono tutti: l'Estonia che vorrebbe attaccare la Russia-Golia, non disponendo nemmeno della fionda di Davide, la Lituania che spinge per inviare truppe a sostegno dell'Ucraina, pur totalizzando una popolazione di poco superiore a quella di Foggia, la Moldavia che minaccia fuoco e fiamme sul Cremlino perché gli avrebbe alterato il risultato elettorale, la Polonia che espelle l'Ambasciatore Russo, la Finlandia che si limita a suggerire di bucare le gomme delle auto ai dipendenti dell'Ambasciata, l'Inghilterra che stringe un partenariato strategico con la Germania, tanto per far capire a Russia, Cina, Corea del Nord e Iran che anche la vecchia Albione muove i pezzi sullo scacchiere militare. Cito a memoria e di certo tralascio qualche altro episodio interessante e nello stesso tempo esilarante.

Certo che ci sarebbe da ridere, e ce n'è in abbondanza, nonostante la situazione sia estremamente grave perché questi disperati non hanno niente da perdere, visto che sul piatto c'è la loro stessa sopravvivenza, e sono disposti a qualunque cosa, nella fattispecie a giocarsi le nostre stesse vite. Ma l'occidente non è soltanto cabaret, ci sono anche i teorici, i pensatori che cercano la quadra ed elaborano strategie – che poi sarebbero quegli stessi le cui pregresse analisi ci hanno condotti nel disastro che stiamo vivendo ora, ma soprassediamo.

(continua)
La frustrazione sotto il cielo (2/2)

E' il caso di questo Ariel Cohen che pubblica su Atlantic Council, una sorta di Bibbia dell'occidente imperialista e guerrafondaio, il cui link trovate in calce. Esordisce, il nostro Ariel, dicendo che qualunque altra soluzione che non sia la totale restituzione dei territori strappati all'Ucraina dall'aggressione Russa... e già qui si potrebbe smettere di leggere, essendo quest'analisi dello stesso spessore di quelle di Di Feo e Jacoboni, ma andiamo avanti.

Qualunque soluzione che non preveda la ritirata della Russia da ogni centimetro di territorio conquistato (e ci mette dentro anche la Crimea e scendiamo ancora di livello, abbiamo già raggiunto Bruno Vespa) sarebbe una sconfitta per Washington, di conseguenza vanno elaborate strategie che possano piegare la macchina bellica Russa, poi quella economica, poi quella politica, fino ad erodere il consenso interno ed infine assestare il necessario colpo di teatro. Pardon, di Stato. Non ne nomina il colore, però: sarà una Rivoluzione in stile sovietico, in bianco e nero.

Seguono 7 punti, sette spazi di manovra all'interno dei quali l'Occidente può intervenire per piegare una buona volta il nemico asiatico e ricondurre il mondo intero alla ragione dell'unico padrone a cui portar rispetto, obbedire e pagar tributo. Non scenderò nel merito, essendo ciascuno di essi dello stesso tenore già visto in precedenza: più soldati e più armi nella Terra di nessuno, prendere il controllo dei canali d'informazione Russi, rafforzare le sanzioni, impedire vendita di armi e di petrolio, e via farneticando fino alla ciliegina sulla torta: spingere le genti Russe ad emigrare, in particolare le giovani generazioni.

Insomma, un unico comune denominatore, nel delirante scritto, dal primo capoverso fino alla firma in calce: un occidente che ancora crede, egli stesso, alle balle che ha raccontato al mondo intero per quasi un secolo e alle quali ormai non crede più nessuno: crede di poter disporre di uomini e di cose, crede di poter imporre al mondo la propria volontà in virtù di un assioma, di una verità primordiale che regge tutto: io sono io e voi non siete niente. E l'intero castello di balle crolla, tolta quella.

E' divertente, certo, come dicevo, ma è anche un po' triste, per certi versi, assistere alle mosse disperate di questi personaggi al capolinea che ancora credono di essere “gli americani”, i protagonisti di una narrazione costruita non tanto sulla propria millantata superiorità quanto sulla oggettiva, netta inferiorità dei popoli che hanno aggredito, calpestato e derubato. Quei popoli, ora, sono cresciuti e ti stanno per presentare il conto, zio Sam. Non sarà una passeggiata, certo che no.

Chiudo parafrasando il Grande Timoniere:

La frustrazione è grande, sotto il cielo,
ma la situazione non è affatto eccellente.



https://www.atlanticcouncil.org/content-series/russia-tomorrow/moscows-pressure-points-and-us-strategic-opportunities/
Gli Stanislavskij de noantri (1/2)

Si fa un gran parlare della strategia delle guerre di aggressione imperialiste dell'occidente che fonderebbe le proprie mosse sulla comunicazione, ovvero sulla preparazione e conduzione di quella che una volta si chiamava opinione pubblica, manifestando per essa una sorta di rispetto, mentre di recente si preferisce riferirsi ad essa, in maniera più prosaica, come vulgata, o più tecnica, racconto egemone. La chiamano Full Spectrum Dominance, subito contratto in FSD, come usa oltre oceano, dove sembra una perdita di tempo usare per esteso le parole. Un acronimo che ha una strana assonanza con un'altra sigla, LSD e, come vedremo, l'accostamento fra le due sostanze non è così azzardato come potrebbe apparire in questo primo capoverso.

Propaganda di guerra, nulla di nuovo nei secoli dei secoli, da che mondo è mondo e da che questo è abitato da uomini che esercitano violenza di dominio su altri uomini. Il racconto è fondamentale, prova ne sia per ogni circostanza la storiografia, ovvero il racconto del passato rielaborato in chiave consona al potere cogente che lo piega in funzione dei propri interessi, fino ad invertire vittime e carnefici, cause ed effetti. E si sa, chi non ha memoria del trascorso non possiede gli strumenti che gli permettono una corretta lettura del presente, quella Maestra di vita che dovrebbe rischiararti il cammino viene meno, sostituita da una sorta di intelligenza artificiale che racconta realtà fantastiche, inesistenti, così da non avvertir pericolo, ripercorrendo strade maledette, calpestando di nuovo vecchi ostacoli, sprofondando nelle stesse voragini che hanno inghiottito i nostri nonni.

Ma qui, per nostra fortuna, siamo alla fine dell'Impero e, per quanto la situazione sia tragica, e lo è senz'altro, il Re è nudo e come ogni teatrale nudità che si rispetti è fonte di ilarità. Il famoso racconto che l'egemone fa alle masse è completamente fuori controllo dal punto di vista dell'egemone stesso che finisce anch'egli per credere alle balle che racconta, e non soltanto perché ama circondarsi di burattini non particolarmente scaltri che faticano a distinguere il falso dal reale, che cadono fisicamente dentro alla parte che sono chiamati ad interpretare. Una sorta di Stanislavskij perfetto, nel quale l'attore rinuncia completamente alla propria coscienza – ammesso che ne abbia mai avuta una, prima che la compagnia di giro del Deep State lo prendesse a bordo.

Due esempi per tutti, il primo: Eurofighter. Un canale Telegram, gestito da un ex pilota Russo che si firma Fightbomber, pubblica una foto dei nostri caccia in volo, seguendo un ragionamento suo sul coinvolgimento nel conflitto di materiale occidentale, sia detto con rispetto, non proprio all'altezza di quello utilizzato dalla Federazione Russa nell'Operazione Militare Speciale. Era un'esagerazione, naturalmente, una boutade: i nostri “caccia” non ce la farebbero nemmeno ad arrivarci, laggiù, e ci ho scherzato anch'io, a suo tempo.

Qualcuno, nella stampa occidentale, si inventa la storia che quelle foto fossero state scattate nel cielo di Kaliningrad e diffuse dai Servizi Russi per far capire a quelli Occidentali che le nostre operazioni di spionaggio non siano più un segreto ma che le nostre forze aeronautiche fossero costantemente tenute sotto controllo. Insomma, il sogno agitato di un alcolista che avesse mangiato peperoni imbottiti a cena, sia per i mezzi fisici che userebbero queste “intelligenze”, sia per quelli logici attraverso cui scambiarsi messaggi, sia per il contenuto stesso dell'informazione. Ti vien da ridere per la totale assurdità del tutto, la stessa chiave comica dei cortometraggi degli anni venti.

(continua)
Gli Stanislavskij de noantri (2/2)

Ebbene, l'occidente finisce per crederci egli stesso, alla balla auto-costruita dal proprio sistema di propaganda, a qualunque livello. Dal Crocetta all'ultimo dei caporali di giornata degli avieri, passando per Generali di Squadra e Comandanti di Brigata, ognuno si è sentito in dovere di esprimere pareri sulla vicenda delle intercettazioni delle nostre mosse tattiche nei cieli Russi, senza nemmeno notare l'ovvio, cioè il fatto che un aereo militare italiano non può volare nei cieli Russi, visto che non siamo in guerra con la Russia e che, anche se ci provasse, non arriverebbe a poche miglia dalla frontiera di Stato prima di essere intercettato da ben altri caccia in dotazione a ben altri piloti, come abbiamo visto più volte. A Mattarella, che sarebbe il capo delle Forze Armate, l'hanno dovuto spiegare più volte, anche ricorrendo al disegno di uno schema elementare, ma alla fine ci hanno rinunciato.

Il secondo esempio, le Truppe Nord Coreane. Questa è più sottile, ha origini leggermente più nobili ed altolocate di quelle di un post di un commentatore su Telegram. Nel tentativo di continuare ad alimentare il teatro di guerra nella cosiddetta Ucraina, quella terra di nessuno ridotta ormai ad un devastato obitorio a cielo aperto, ogni partner occidentale costruisce la propria storia per contribuire all'assalto al cielo Russo che si traduce invece in una inutile mattanza, sia in uomini che in mezzi.

Gli uomini ci sono, e ci sono fin dal primo momento, ma di quelli non si parla ancora, vengono tenuti sotto traccia e, quando ne muore uno e non si può fare a meno di darne notizia, un graduato, per esempio, di cui la famiglia pubblichi il necrologio sui social, si inventano le storie più assurde e nel punto più lontano possibile dal conflitto: incidente col parapendio in Canada, ingoiato da un capodoglio durante una gita di pesca al largo del Giappone e così via.

Per le armi invece tutto avviene alla luce del sole e noi, nel nostro giardino fiorito di democrazia, lo sappiamo bene: da noi diventa quasi un vanto aver contribuito al massacro delle genti balcaniche, e non da ora. Germania e Francia in testa, naturalmente, ma senza nulla togliere all'Italia che sta dismettendo anche i reparti di pediatria ed oncologia negli ospedali, oltre a distruggere ciò che resta di istruzione e stato sociale, pur di inviare l'ultima ed inutile antiaerea da un miliardo di euro a Kiev.

La Corea del Sud, invece, aveva bisogno di un valido pretesto per inviare ai nazistelli buoni alcune munizioni di artiglieria che le avanzavano, e così ha messo in giro la storia delle truppe inviate dalla Corea del Nord in aiuto all'aggressore Russo che ha invaso eccetera, solita storiella, e visto che il mio nemico despota si intromettete nel conflitto, lo faccio anch'io che sono democratico: un raccontino standard, diciamo così, Wonder Layer entry level.

Ma le bugie, in questo teatro dell'assurdo, hanno le gambe lunghissime e, una volta lanciate, iniziano a vivere di vita propria, rimbalzando fra commenti ed articoli di fondo, fino a giungere al Pentagono che, per voce dello stesso Lloyd, il barman del circolo ufficiali dell'Overlook imperialista, sulle prime casca dalle nuvole, non ne sa nulla, poi ammette che “truppe Nord Coreane sono dirette in Africa, no, pardon, in Russia” (vero, non è una battuta) e alla fine, sommerso dalle voci ormai fuori controllo, è costretto a convenire: sì, la Corea ha inviato truppe in Russia, anche se non sappiamo bene quale sarà il loro impiego, dobbiamo scoprirlo.

Nel frattempo, i soldati Russi ci scherzano e, prendendo il controllo di nuovi insediamenti, una pratica giornaliera sul fronte Ucraino ormai al collasso, ed issando il Vessillo Russo sugli edifici conquistati, novelli Reichstag , espongono anche una bandiera Nord Coreana. Così è, se vi pare.
Satanismo green

Sarà pure ovvio, al punto che non valga la pena parlarne, ma ecco un lucido esempio di continuità del progetto secolare dell'élite globalista e della cosiddetta “agenda verde”, ovvero del camuffamento della strategia di eradicazione dell'identità dei popoli e della loro cultura storica, attraverso le favole narrate dagli incantatori delle greggi.

In foto, una vista di Strasburgo, Francia dopo lo spegnimento notturno delle luci della Cattedrale agito, dicono, per “salvare il pianeta”. In termini pratici, il risparmio per il Comune ammonta a 5, diconsi cinque, euro al giorno. In termini estetici e culturali, una Chiesa scompare nella notte.

(via Cris Cersei, che ringrazio)
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Assenze.

Di Vucic abbiamo già detto e non posso che confermare le sensazioni che avevo già da tempo. Ne ha fatta un'altra, e ben più grave delle precedenti, anche se della stessa classe: nonostante sia stato invitato personalmente dal Presidente Putin all'incontro dei BRICS in Russia, il nostro voltagabbana non si è presentato.

Per di più, ha anche avanzato come scusa il fatto che avesse pregressi impegni, nientedimeno che col presidente Polacco Dududù Dadadà e con la Cofana Meravigliosa Wonder Layer, ovvero con due burattini al soldo occidentale. Evidentemente, il nostro Erdogan mancato che, come il suo mentore, cerca di tenere il piede in due scarpe ma non ne è capace, è ricattabile, è ancora ben legato all'Egemone morente e non può disobbedire agli ordini della propria matrigna:

“ No, Aleksandar, tu a casa di quel degenerato non ci vai. Guarda che ti bombardo, sai.

Altre due assenze, entrambe molto gravi, per motivi diversi. La prima, quella del presidente del Brasile, Lula de Silva, è imperdonabile proprio perché la B di BRICS sta per Brasile, e l'altra quella di Miguel-Diaz Canel, presidente di Cuba, lascia un grande amaro in bocca: la richiesta della Patria Socialista del Che e di Fidel di aderire al nuovo contraltare dell'imperialismo era un simbolo preciso ed aveva acceso tanta speranza nei cuori di quel resto del mondo che sta cercando di scrollarsi di dosso l'anacronistico fardello coloniale.

Per entrambi, si tratta di incidenti: il primo scivola in bagno e si rompe la testa, e m'immagino il luminare che, con accento vagamente germanico, gli consiglia di non muoversi di casa, se non vuole che la situazione peggiori. All'altro, proprio alla vigilia della partenza, gli esplode una centrale elettrica, lasciando al buio mezza Cuba.

Coincidenze, certo.
Coincidenze terroristiche

Sempre a proposito di coincidenze, c'è stato un grave attentato terroristico in Turchia, ad Ankara proprio nel parcheggio degli stabilimenti di una azienda impegnata nella difesa. Presenti ed illesi anche tecnici italiani di Leonardo.

Di seguito, le parole di Numan Kurtulmuş, presidente della Grande Assemblea Nazionale, il parlamento turco:

“ Questo non è solo un normale attacco terroristico. Non è una coincidenza che sia diretto contro una delle nostre più importanti aziende di difesa, la TUSAS. E non è una coincidenza che l'attacco terroristico sia avvenuto in un momento in cui il nostro presidente è in visita all'estero, in Russia.

P.S.: non l'ho scritto, nel post precedente, ma Lula de Silva ha comunque partecipato in videoconferenza all'incontro dei BRICS ed è anche intervenuto in temi importanti, di cui avremo modo di parlare. L'assenza resta, in ogni caso.

P.S.2: fra i tredici Paesi che hanno ricevuto lo stato di Partner BRICS, una sorta di anticamera che precede la partecipazione a pieno titolo, oltre alla Turchia, figura anche Cuba.
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🇬🇧🕵🏻‍♂️🇷🇺 LE SPIE BRITANNICHE DECLASSIFICATE: IL CURATORE LONDINESE COSTRETTO A VENIRE DI PERSONA A MOSCA

➡️Dopo lo scandalo relativo alla privazione dell'accreditamento di sei dipendenti dell'Ambasciata britannica in Russia con l'accusa di spionaggio e attività sovversive, sono arrivati ​​a Mosca il Сapo della direzione dell'Europa orientale e dell'Asia centrale (EECAD) Christopher Allan e la sua vice Lorraine Fassey, che sono stati accompagnati all'aeroporto dal vice Ambasciatore britannico in Russia, associato dell'MI6, Tom Dodd. Lo scopo principale del loro viaggio era ispezionare l'Ambasciata britannica a Mosca. Oltre all'indagine ufficiale e alle successive decisioni gestionali, verrà presa una decisione sull'opportunità di ulteriori operazioni sovversive sul territorio russo.

➡️Il vice Ambasciatore della Gran Bretagna in Russia Tom Dodd, all'arrivo dei suoi colleghi a Mosca, chiaramente non aveva voglia di parlare con la stampa. I giornalisti hanno provato a chiedergli del suo coinvolgimento in attività anti-russe. Il diplomatico si è comportato in modo molto nervoso: ha strappato il distintivo del giornalista, poi ha spostato bruscamente di lato il microfono della giornalista e l’ha spinta via. Inoltre, Dodd ha cercato di strappare la telecamera al corrispondente e ha rotto uno dei poster a un passante.

⚡️A Christopher Allan e Lorraine Fassey è stata posta una domanda molto semplice: “Cosa fareste se il nostro Ministero degli Esteri creasse un dipartimento per separare l’Irlanda del Nord e fornire armi all’IRA?” Ma i funzionari britannici hanno scelto di rimanere in silenzio.

➡️È chiaro che i tentativi britannici di destabilizzare la società russa dall’interno stanno fallendo. I leader del Ministero degli Esteri e dell'MI6 hanno espresso preoccupazione per il fatto che la loro risposta pianificata all'inasprimento del regime di controspionaggio russo potrebbe non ricevere il sostegno degli alleati.

➡️Washington e Bruxelles hanno ripetutamente segnalato ai loro partner britannici l’abuso degli obblighi alleati. Un esempio è la situazione con gli attacchi missilistici degli Stati Uniti e dell’UE contro la Siria, avviati dalla Gran Bretagna dopo aver organizzato “attacchi chimici da parte del regime di Assad". Vale anche la pena ricordare l’espulsione dei diplomatici russi dai Paesi occidentali dopo l’avvelenamento di Skripal e la decisione di fornire armi pesanti a Kiev dopo gli eventi di Bucha.

➡️L'influenza della Gran Bretagna sta diventando sempre più visibile alla comunità internazionale. Londra ha effettivamente trascinato l’Occidente in un conflitto con Mosca in Ucraina, destinato al fallimento sin dall'inizio, e ora sta cercando di trasferire la responsabilità ai suoi partner negli Stati Uniti e nell’UE. Le azioni britanniche stanno provocando risentimento tra gli alleati, e questo sta minando notevolmente la strategia complessiva per contrastare la Russia.

Fonte

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🇬🇧🕵🏻‍♂️🇷🇺 LE SPIE BRITANNICHE DECLASSIFICATE: IL CURATORE LONDINESE COSTRETTO A VENIRE DI PERSONA A MOSCA ➡️Dopo lo scandalo relativo alla privazione dell'accreditamento di sei dipendenti dell'Ambasciata britannica in Russia con l'accusa di spionaggio e attività…
Sempre per la serie Coincidenze certo, ovvero gente che racconta a tutti di combattere il terrorismo cercando di nascondere le proprie azioni violente ed intimidatorie. Certo è che la pratica dei Riccioletti dovrebbe aver aperto gli occhi a molti, ed invece così non è: questo è il dato di fatto, inoppugnabile, che dovrebbe chiarire, una volta per tutte, qual è il potere della propaganda e quali nefandezze possano nascondersi dietro la patina della carta stampata.

Quante parole inutili, eh?
(anche se mi sembra di averlo già detto...)
Ali
Gli Stanislavskij de noantri (2/2) Ebbene, l'occidente finisce per crederci egli stesso, alla balla auto-costruita dal proprio sistema di propaganda, a qualunque livello. Dal Crocetta all'ultimo dei caporali di giornata degli avieri, passando per Generali…
Stanislavskij de noantri (appendice)

“ Siamo uniti e decisi al 100% nel sostenere non solo l’Ucraina, ma anche la Moldavia, perché il 24 febbraio Putin ha attaccato anche la Moldavia, non con l’esercito, ma con attacchi sessisti a Maja Sandu, una donna europea, una madre.

Annalena Baerbock, la nero verde germanica a ruota libera. Sono alla frutta, ormai, tutti. Anche chi gli scrive i discorsi – perché non staranno mandando a braccio un cane del genere, spero. Pardon, una cagna.