Ali
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“ Letteralmente, il mondo intero è a Teheran per i funerali di Khamenei.
 
" Russia, Cina, Arabia Saudita, Qatar, Serbia, le due Coree, Venezuela, Guatemala, Georgia, Armenia, ecc.
 
" Paesi di ogni continente e di ogni religione, uniti contro l'imperialismo americano
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Ethan Levins

La coalizione Epstein questo lo sa bene, e schiuma di rabbia. Gli Stati Uniti hanno minacciato diversi Paesi, attraverso le rispettive rappresentanze diplomatiche, di "interrompere gli aiuti" ovvero di "esportare democrazia", se avessero osato partecipare alla cerimonia.

Ma, come vediamo dall'elenco sommario ed incompleto, riportato dal giornalista americano, figurano fra gli ospiti anche delegazioni di Paesi un tempo saldamente nell'orbita atlantista... Eh, lo zio Sam è decisamente in ribasso.
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Gimme War

Dopo aver preso atto della totale malafede occidentale - non esiste alcun "patto fra gentiluomini" per parafrasare Lavrov - la Russia ha deciso di togliere i guanti bianchi e di sporcarsi le mani, facendo la guerra per davvero. Alla buon'ora, aggiungo io, come gran parte della Dirigenza e del Popolo Russo.

Così, accanto agli attentati terroristici Ucraini su obiettivi civili, unica arma nelle mani occidentali in ogni teatro in cui decide di "esportare democrazia", nel caso particolare necessaria soltanto a continuare la pantomima della "guerra vittoriosa contro l'invasore bolscevico" - sembra incredibile ma ancora la favoletta tiene banco - l'artiglieria Russa inizia a colpire in profondità il regime di Kiev.

Centri decisionali, siti di stoccaggio e di produzione di materiale bellico, importanti nodi logistici e, per una volta, il rapporto Ucraino sui missili intercettati cambia tono. Non più dodici missili abbattuti ogni dieci lanciati dai Russi, ma numeri verosimili, più vicini a quella realtà sul campo che resta prerogativa dei vertici militari e che non arriva a noi, se non filtrata attraverso gli organi di propaganda con cui la guerra si sostiene.

Infatti, il Comico Grigioverde torna a battere cassa, anzi intercettori. Abbiamo bisogno di Patriot, dice, non siamo riusciti ad abbattere nemmeno uno dei missili balistici lanciati dai Russi cattivi, mentre abbiamo intercettato più della metà di quelli da crociera.

Due esagerazioni, pura propaganda, appunto: quello che fa la differenza, è il volume di fuoco. Tutta la contraerea, anche la più sofisticata del mondo, viene messa in crisi quando lo sciame di attacco si infittisce, ed i Russi, come più a sud gli Iraniani, questo lo sanno benissimo. Gli obiettivi sensibili di Kiev, così come i costosissimi gadget militari americani in Medioriente, sono stati raggiunti e distrutti, e non c'è stato Patriot, Thaad e via acronimando che abbia tenuto.

E questo non è un segreto per nessun militare, fino all'ultimo dei caporali. Può essere nascosto al gregge inebetito e pagante, però. Soprattutto adesso che la NATO si riunisce in pompa magna ad Ankara, Turchia, e l'unica voce all'ordine del giorno è battere cassa, raschiare il fondo del barile del patrimonio immobiliare delle colonie occidentali, con la scusa di investire in armi per difendere "libertà" e "democrazia" del "giardino fiorito" dai “terroristi” che vengono dalla “giungla”, naturalmente a spese nostre, di me che scrivo e di te che leggi.

Insomma, niente di nuovo, sul fronte occidentale.
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Ali
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Gaza non ti dimenticherà mai

recita un murale Palestinese dedicato all'Imam martire Sayyed Ali Khamenei, rappresentato dall'ormai iconico pugno alzato, mentre i colossali funerali della Guida della Rivoluzione Islamica raggiungono oggi, giovedì 9 luglio, il Santuario dell'Imam Reza, ultima dimora delle spoglie mortali di Khamenei, nella sua città natale di Mashhad. Il pellegrinaggio dell'imponente corteo è iniziato una settimana fa a Teheran, è proseguito verso Karbala, il Luogo sacro al Principe dei Martiri Imam Hosseyn, ed ha toccato altre Città Sante, in Iran ma anche in Iraq.

Una partecipazione immensa, fiumi di centinaia di migliaia di persone hanno seguito la cerimonia, giorno e notte, strada dopo strada, piazza dopo piazza, tempio dopo tempio, per un totale di decine di milioni di persone. Ogni musulmano, non soltanto sciita, ha desiderato esserci, per siglare con la propria presenza un passaggio epocale: finisce l'era coloniale, inizia quella dell'autodeterminazione dei Popoli Liberi. Anche una delle campane occidentali, Reuters, è costretta ad ammettere un afflusso totale (sotto) stimato di “più di un milione” di persone: l'evento pubblico più affollato della Storia.

Il messaggio implicito rivolto all'occidente è chiarissimo: qui le "rivoluzioni colorate" non funzionano. Qui il Popolo, forte della propria cultura millenaria, fa quadrato attorno ai suoi rappresentanti, ai Fari della Rivoluzione. Chiunque avesse pensato di sovvertire l'Ordinamento Iraniano seminando malumore popolare attraverso sanzioni economiche, eliminando figure politiche chiave, pagando figuranti che innescassero la sommossa, cioè con lo stesso copione di sempre, ha fatto male i suoi conti.

Nel vertice degli euro-cagnolini latranti ad Ankara, come da facile previsione, non si è parlato altro che di racimolare miliardi, 140 in totale fra quest'anno e il prossimo, da investire in armi con cui fronteggiare la solita, stantia, ridicola minaccia: l'invasore Russo che sta per invadere la Polonia (?) e soltanto il fiero esercito Ucraino potrà fermarlo (!) - ebbene sì, l'hanno detto davvero e c'è ancora qualcuno che se la beve, primi fra tutti i nostrani pennivendoli da un tanto al chilo.

Tutti concentrati sul loro teatrino balcanico, l'Asia occidentale, che loro chiamano ancora Medioriente, risulta non pervenuta, se non con una sommaria reprimenda: esortiamo l'Iran a non ostacolare la navigazione commerciale in “acque internazionali” - cioè nello Stretto di Hormuz, lo specchio d'acqua (poco più di 20 miglia nautiche, meno di 40 km) che divide l'Oman dall'Iran.

(continua)
Il Biondo nel frattempo, contravvenendo alla propria stessa “promessa” di non fare scherzi durante i funerali, ha bombardato a caso siti militari e civili nel sud della Repubblica Islamica, compresa la linea ferroviaria Teheran-Mashhad, nel tentativo di limitare l'afflusso di pellegrini che parteciperà alla cerimonia finale di sepoltura della propria Guida martire. Il "motivo" ufficiale è che la Marina dell'IRGC ha "gentilmente sconsigliato" di proseguire la navigazione ad alcune imbarcazioni commerciali occidentali che avevano fatto di testa loro, senza seguire le indicazioni delle Autorità Iraniane dello Stretto.

Ma la Guardia della Rivoluzione Islamica ha risposto colpo su colpo. Anzi due colpi per ogni colpo nemico: la nuova direttiva prevede, per ogni bombardamento nemico, una rappresaglia su due punti di interesse strategico occidentale, che l'attacco sia andato a segno o meno. E c'è da dire che gli Iraniani ne intercettano un bel po', di missili americani, contrariamente agli yankee che ormai brancolano nel buio dei propri radar distrutti e si fanno tirare giù aerei, elicotteri e droni, tutta roba costosissima, da ricomprare - e vedi tesi finale del presente pezzo.

Dunque, che ne è del Memorandum di Intesa, ha chiesto un giornalista al Potos nella conferenza stampa finale dell'incontro-farsa Turco. Per me è già morto, è stata la risposta, sono gli Iraniani che non l'hanno rispettato. Inoltre, ha aggiunto facendo riferimento alla folla oceanica dei funerali del Imam martire Khamenei, quella è gente strana, fanatica, che vuole la mia morte: faremmo meglio ad eliminarli tutti.

Non che ci avesse mai creduto nessuno, che l'occidente collettivo, agli ordini della mafia globalista, avrebbe “fatto la pace" con gli Stati del Golfo, né tanto meno che si trattasse di una guerra vera, ovvero di un conflitto dall'esito non scontato, uno di quelli che abbia una causa scatenante ed un obiettivo finale, per raggiungere il quale valesse la pena combattere, anche se la vittoria appare legata a un filo.

Questa, esattamente come l'altra "guerra", quella del Comico Grigioverde più a nord, è un gioco a perdere, un tritacarne alimentato dalle risorse economiche dei cittadini stessi, oltre a quelle fisiche dei poveracci che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato e vengono rastrellati per le strade e spediti al fronte a morire, “per la democrazia”.

Il generico schiavo delle colonie occidentali viene chiamato non tanto a combatterla, la cosiddetta guerra, quanto a pagarla: nemmeno a dirlo, con le nuove scaramucce, il prezzo del petrolio è di nuovo schizzato verso l'alto, assieme a quello dei carburanti alla pompa, indipendentemente dal fatto che le cisterne dei distributori fossero state riempite il giorno prima. Eh, Signora mia, c'è la guerra...
Del Biondo rosicar

Ieri a Mashhad, città natale della Guida martire, Imam Sayyed Ali Khamenei, e dimora delle Sue spoglie mortali e di quelle dei suoi congiunti, fra cui la piccola Zahra di 14 mesi, uccisi dai terroristi occidentali.

Pare che per il 4 luglio, 250° compleanno dell'enclave globalista chiamata "stati uniti", ci fosse un tantino meno gente, giusto un po'.

Apposta al Biondo gli sono girate le palle ed ha ripreso a bombardare a caso l'Iran. Il CentCom è stato chiarissimo, al riguardo: ordini del Comandante in capo. Come dire, lo sappiamo che non serve a nulla e che prenderemo altri, sonori ceffoni, ma gli ordini sono ordini.
Indifferentemente.

Un po' di miserie di casa nostra (si fa per dire, sia casa che nostra). Non che sia una grande novità, la suddetta feccia ha iniziato a richiudere il gregge nelle gabbie (o nei loculi) già all'inizio del decennio.

Ora stanno semplicemente aggiustando il tiro, nell'attesa che il tritacarne vero, quello coi fucili... pardon, coi droni si sposti verso ovest, a finire il lavoro iniziato con le fialette "salvavita".

Sempre nell'indifferenza generale.
Ora rivolgo queste parole alla nostra Guida martire: [...]

Mentre diamo l'ultimo saluto alla tua salma con occhi pieni di lacrime e cuori spezzati, promettiamo di salvaguardare la tua eredità, di percorrere con fermezza la retta via che hai tracciato, di non temere alcuna difficoltà lungo il cammino e di legare i nostri cuori alle promesse divine e alle buone novelle come hai fatto tu.

Promettiamo di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre, vendicandoci sui criminali e vergognosi assassini. Questa vendetta è ciò che la nostra nazione esige, e deve assolutamente essere compiuta.

Questi criminali, i cui nomi sono documentati in ogni dettaglio, dai più alti ai più bassi ranghi, porteranno con loro nella tomba il sogno di una morte serena nel proprio letto.

Devono sapere che quest'azione non dipende dalla mia presenza o da quella di qualsiasi altro funzionario. Che siamo qui o no, questo sarà fatto.

Presto, In tutto il mondo, le persone dallo spirito libero svolgeranno ciascuna una parte di questa missione divina.

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Un estratto dal messaggio dell'Ayatollah Sayyed Mojtaba Khamenei a commento del corteo funebre e della sepoltura della Guida martire Sayyed Ali Khamenei.

Per chi volesse leggere il testo integrale, inizia qui:

//t.me/iranislamico/19133
" L'era degli accordi unilaterali è FINITA. Vi avevamo avvertito: mantenete la parola data o ne pagherete le conseguenze. La realtà sta bussando alla porta.

Il Presidente Mohammad Ghalibaf.

Dopo la rappresaglia Iraniana di questa notte contro i bombardamenti americani indiscriminati e senza senso, delle basi militari occidentali, coloniali e imperialiste in Giordania, Kuwait, Qatar e Oman, già gravemente danneggiate, non resta pietra su pietra.

Anche la Guida suprema Mojtaba Khamenei aveva avvertito i negoziatori Iraniani capeggiati da Ghalibaf, bisogna dirlo, e la Serpe satanista mutaforma si è manifestata ancora una volta per ciò che è sempre stata e sarà.

Alla via così, dunque: prima di spada, poi di fuoco ed infine di sale.
Post (mortem) Scriptum

Nel frattempo, una delle teste calde peggiori della mafia globalista, guerrafondaia e imperialista, il senatore Lindsey Graham, reduce da un viaggio a Kiev in cui aveva assicurato il supporto atlantista alla partita di giro dei nazistelli rappresentati dal pupazzo Grigioverde, è morto.

Non di spada, purtroppo, e questa è sempre una pessima notizia, come accennava l'Ayatollah Mojtaba Khamenei nel suo ultimo messaggio, ma spero vivamente nel sopraggiungere del fuoco, eventualità reale con la cremazione, oltre che nell'intervento di un buon samaritano, opportunamente munito di abbondante sale.

Coraggio, oggi il Mondo è un posto migliore.
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Esiste una Giustizia?

Mentre il nominato senatore USA, ormai ridotto a mefitico ectoplasma, inseguiva le fantasie perverse del proprio clan cercando di spingere il Popolo Iraniano alla rivolta, il professor Marandi così gli rispondeva:

" La Repubblica Islamica dell'Iran e la Palestina saranno ancora in giro a lungo dopo che i vermi avranno ripulito le tue ossa nella tomba e tu sarai stato abbandonato alla dannazione eterna, vecchia strega genocida.

Certo, non è stato un sacrosanto missile Iraniano né l'azione di un commando di Pasdaran ad aver ragione del satanico massone ashkenazita, ma quant'è vero: siediti sulla sponda del fiume e aspetta che la corrente trasporti il cadavere del tuo nemico.
Il Gioco a Perderli.

In calce, una fotografia perfetta del quadro generale in Asia occidentale, raccontata dal portavoce delle Forze Armate Yemenite, Generale Yahya Saree.

Il nemico non soltanto della Regione ma del mondo intero, la metastasi putrescente che ambisce al controllo delle genti e di ogni cosa, anche se il prezzo da pagare fosse l'integrità stessa degli uomini e degli oggetti di cui anela il possesso, sta lanciando contro chi osa resistergli parti del proprio stesso Impero in dismissione.

Così i Sauditi diventano carne da cannone, nel tentativo di aver ragione dello Yemen, esattamente come gli invasati coloni messianici coi riccioletti lo sono contro Palestina, Libano e Iran e, poco più a nord, gli Ucraini rastrellati per le strade vengono mandati a morire al fronte, nella lotta a perdere ingaggiata contro la Federazione Russa.

Ormai è Letteratura: che il mandante di tutto questo, ovvero la mafia globalista punti al controllo totale del Pianeta, al possesso di ogni cosa è fuori da ogni dubbio, così come il fatto che la posta in gioco, in questa particolare battaglia della guerra eterna del Male contro il Bene o se preferite del Capitale massonico contro i Popoli, non sia direttamente quella.

Il fine etero-generato, per dirla come quelli bravi, ovvero il piano B, consiste, come più volte ho già accennato, nel distruggere l'intero castello di carte finanziario mondiale, usando come grimaldello, ovvero ancora una volta come proxy, quello del proprio stesso Impero, a partire dalle colonie: "Europa", virgolettato nel senso di nome collettivo finto, pura sovrastruttura, "Ucraina", finzione di secondo livello, che chiede d'entrare a far parte della precedente, "monarchie del Golfo", paradisi artificiali inventati dal Vitello d'Oro, ancora convinti di vivere di vita propria e pronti a soddisfare ogni capriccio del proprio Signore e Padrone, fino ad immolarsi sul satanico altare di quello, esattamente come tutti gli altri.

Dopo aver preso fiato qualche settimana, blaterando di "colloqui" e di "temi da discutere" (con la tua vittima, tu che sei l'aggressore terrorista? ma va be') proprio mentre il prezzo del petrolio inizia timidamente a scendere, tornano a volare missili, droni e caccia, e le vecchie, mastodontiche quanto inutili, bagnarole hollywoodiane tornano a solcare i mari altrui, raccontando alla stampa compiacente di averne il controllo in mano, mentre tutto il costoso circo diventa facile bersaglio delle Forze Aerospaziali e della Marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica.

Ma questa è ormai Letteratura, appunto, un quadro anche piuttosto banale in cui calza a pennello la cronaca di queste ore, esaustivamente raccontata dal Generale Saree.
Buona lettura.

//t.me/iranislamico/19166
👍2
Il sangue tuo.

Spesso gli artificieri si divertono ad istoriare i missili, prima di lanciarli, è consuetudine di guerra che contribuisce a tenere alto il morale della truppa.

Su questo, un soldato delle Forze Aerospaziali dell'IRGC, prima di farlo partire verso una delle colonie atlantiste della Regione, ha scritto:

Combatteremo fino all'ultima goccia di sangue (del nemico)
Il Fuoco

Se le recenti minacce del folle presidente degli Stati Uniti, colpire le infrastrutture della Repubblica Islamica dell'Iran, dovessero concretizzarsi, tutto ciò di suo nella Regione, che è ancora in piedi grazie alla moderazione dell'Iran, verrà schiacciato sotto i colpi di ferro delle Forze Armate della Repubblica Islamica, e non ne resterà traccia, come se non fosse mai esistito.

Che il nemico ignorante sappia: per noi è il momento dell'Azione Epica, non quello della moderazione.

La nostra risposta non sarà proporzionata ma schiacciante, con attacchi più duri, estesi e distruttivi che mai.

Il Fuoco di una Nazione che non si è mai arresa consumerà l'aggressore.

Khatm al-Anbiya,
portavoce del
Quartier Generale delle
Forze Armate Iraniane
(un estratto)
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E la nave (non) va.

" Abbiamo neutralizzato la loro marina, l'aeronautica, i radar e gran parte delle loro capacità produttive. I loro droni sono diminuiti del 84% e i loro missili del 91%.

Dice il Biondo, riferendosi all'Iran e, oltre quelle cifre di fantasia precise al centesimo, richiama alla memoria il famoso adagio, tante volte adoperato nelle riunioni, quando ancora la politica era pane quotidiano delle masse: si parla sempre di sé stessi.

Intanto, la mossa sconsiderata di lanciare i Sauditi come ariete verso lo Yemen sta dando i suoi frutti: presto lo stretto di Bab el-Mandeb verrà chiuso al traffico occidentale da Ansar Allah, esattamente come Hormuz dalla Guardia della Rivoluzione Islamica.

L'unico scopo di questa cosiddetta “guerra”, ovvero distruggere l'economia mondiale iniziando da quella delle proprie colonie e sperando in un effetto domino a cascata, prosegue: e la nave (non) va.
I terroristi, quelli veri.

Dopo diversi giorni di combattimenti, dopo aver ricevuto risposte schiaccianti alle aggressioni e dopo aver constatato che le Forze Armate Iraniane erano diventate molto più forti rispetto al primo giorno di guerra, invece di accettare onorevolmente la sconfitta e ammettere i suoi ripetuti errori di valutazione […] gli Stati Uniti hanno cercato di mantenere la propria posizione conducendo attacchi distruttivi contro ospedali, ponti, ferrovie, porti, aeroporti, centri di telecomunicazione e così via, uccidendo civili invece di combattere sul campo di battaglia come veri uomini.

Poiché non esiste alcuna istituzione internazionale in grado di impedire queste barbarie, non resta altra via che applicare il precetto coranico:

Chiunque vi attacchi, attaccatelo allo stesso modo in cui lui ha attaccato voi.
(Sacro Corano, 2: 194)

Tuttavia, per dare al nemico americano la possibilità di cambiare il suo vile atteggiamento, abbiamo deciso di scegliere, per il momento, obiettivi militari.

(tratto da un comunicato dello IRGC)
Mickey Mouse Goes War

Mentre i Pasdaran ringraziano il Popolo della Giordania per aver fornito indicazioni utili a colpire le installazioni americane nel Paese, causando ingenti danni a strutture e mezzi, oltre che numerosi morti fra i soldati yankee, anche il resto del mondo si accorge che qualcosa non quadra nelle dichiarazioni del Biondo che racconta di aver distrutto l'Iran due o tre volte al giorno.

Il sito di analisi militare MenchOsint nota che proprio la Giordania è il punto chiave delle operazioni. Per 20 anni la mafia globalista (formalmente “stati uniti”) ha costruito una rete di installazioni militari a difesa dell'avamposto coloniale in Asia occidentale (formalmente “israele”) che l'Iran sta metodicamente smantellando: Kuwait, Bahrein, Qatar...

Nota di colore di una giornalista britannica: mentre l'Iran ricostruisce ponti e tracciati ferroviari in 24 ore, in “america” non riescono nemmeno a ricoprire le buche per le strade. Ecco la differenza fra una cultura millenaria e Disneyland.
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Ali
I terroristi, quelli veri. Dopo diversi giorni di combattimenti, dopo aver ricevuto risposte schiaccianti alle aggressioni e dopo aver constatato che le Forze Armate Iraniane erano diventate molto più forti rispetto al primo giorno di guerra, invece di accettare…
Questo sopra era il post n. 10,000 di questo mio modesto canale. E' soltanto un numero, d'accordo, ma sono fiero del fatto che riporti parole delle Guardie della Rivoluzione Islamica, uomini veri che combattono per la Libertà, contro i soprusi dell'imperialismo occidentale che ci tiene in catene.

E ne approfitto per ringraziare il vero protagonista: te che leggi. Anche questo è un modo per partecipare alla Lotta. Un tempo, quando la politica era pane quotidiano per le masse come mi piace dire spesso, si chiamava Fare Testimonianza.

Grazie di esserci, alla via così.

Ali
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