Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Capo della Magistratura iraniana: “I leader americani non comprendono ancora il significato dell'onore e della risolutezza iraniani”
L'Hojjatoleslam Gholamhossein Mohseni Ejei:
“Ieri sera, gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato la sovranità di alcune parti del nostro Paese. Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran hanno reagito prontamente agli aggressori.
Il problema dei leader americani – primo fra tutti il loro ignorante e spregevole presidente – è che non hanno ancora compreso il significato dell'onore, della dignità e dello zelo patriottico iraniani.
Tutti devono capire che per un musulmano iraniano, difendere la patria non significa semplicemente proteggere il territorio. Significa salvaguardare l'onore, l'identità e un grande patrimonio di civiltà.
La veglia notturna della nazione iraniana, che si estende da Damavand al Makran, testimonia l'incrollabile determinazione del nostro popolo e delle nostre forze armate a dare una risposta schiacciante e decisiva a ogni atto di aggressione nemica.
Sono trascorsi più di quarantasette anni dall'alba di una Rivoluzione nata dalla volontà del popolo e perdurata grazie all'unità nazionale: un cammino messo alla prova da sfide politiche, economiche e internazionali, ma che non ha mai smesso di avanzare.
Il popolo iraniano è saldo come montagne incrollabili, risoluto e determinato. Si è unito nell'intento e nel giuramento di difendere i fondamenti della Repubblica Islamica dell'Iran.
Il nostro popolo non teme le minacce di Trump e di altri come lui. Comprende che il vero significato di dignità e la luce della guida risiedono nel sacrificio di sé per la fede e la patria.
"E coloro che lottano per la Nostra causa, Noi li guideremo certamente sui Nostri sentieri" (Corano 29:69)
Ora, mentre ci avviciniamo al mese di Muharram, il mese del trionfo del sangue sulla spada, siamo più che mai pronti a opporci agli Yazid del nostro tempo.
Con una sola voce, dichiariamo che tutti gli iraniani sono uniti nella circumambulazione dell'amore, e il centro di quest'orbita è l'Imam Hosseyn (pace su di lui).
Gli Stati Uniti e il loro sciocco presidente devono capire che gli equilibri strategici e gli accordi di sicurezza dell'Asia occidentale non torneranno mai più come un tempo. La Repubblica Islamica dell'Iran darà il colpo di grazia all'America in Asia occidentale, se Dio vuole”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario: https://t.me/iranislamico
L'Hojjatoleslam Gholamhossein Mohseni Ejei:
“Ieri sera, gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato la sovranità di alcune parti del nostro Paese. Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran hanno reagito prontamente agli aggressori.
Il problema dei leader americani – primo fra tutti il loro ignorante e spregevole presidente – è che non hanno ancora compreso il significato dell'onore, della dignità e dello zelo patriottico iraniani.
Tutti devono capire che per un musulmano iraniano, difendere la patria non significa semplicemente proteggere il territorio. Significa salvaguardare l'onore, l'identità e un grande patrimonio di civiltà.
La veglia notturna della nazione iraniana, che si estende da Damavand al Makran, testimonia l'incrollabile determinazione del nostro popolo e delle nostre forze armate a dare una risposta schiacciante e decisiva a ogni atto di aggressione nemica.
Sono trascorsi più di quarantasette anni dall'alba di una Rivoluzione nata dalla volontà del popolo e perdurata grazie all'unità nazionale: un cammino messo alla prova da sfide politiche, economiche e internazionali, ma che non ha mai smesso di avanzare.
Il popolo iraniano è saldo come montagne incrollabili, risoluto e determinato. Si è unito nell'intento e nel giuramento di difendere i fondamenti della Repubblica Islamica dell'Iran.
Il nostro popolo non teme le minacce di Trump e di altri come lui. Comprende che il vero significato di dignità e la luce della guida risiedono nel sacrificio di sé per la fede e la patria.
"E coloro che lottano per la Nostra causa, Noi li guideremo certamente sui Nostri sentieri" (Corano 29:69)
Ora, mentre ci avviciniamo al mese di Muharram, il mese del trionfo del sangue sulla spada, siamo più che mai pronti a opporci agli Yazid del nostro tempo.
Con una sola voce, dichiariamo che tutti gli iraniani sono uniti nella circumambulazione dell'amore, e il centro di quest'orbita è l'Imam Hosseyn (pace su di lui).
Gli Stati Uniti e il loro sciocco presidente devono capire che gli equilibri strategici e gli accordi di sicurezza dell'Asia occidentale non torneranno mai più come un tempo. La Repubblica Islamica dell'Iran darà il colpo di grazia all'America in Asia occidentale, se Dio vuole”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario: https://t.me/iranislamico
Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Capo della Magistratura iraniana: “I leader americani non comprendono ancora il significato dell'onore e della risolutezza iraniani” L'Hojjatoleslam Gholamhossein Mohseni Ejei: “Ieri sera, gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato la sovranità di alcune…
(rileggere più volte l'ultimo capoverso: non è l'auspicio di un combattente che affronta la guerra, è esattamente quello che sta accadendo, almeno da due lustri)
Il motore che non tira più.
Facendo seguito al mio commento all'intervento del Capo della Magistratura Iraniana, Mohseni Ejei, e per chi avesse ancora dubbi sulla imminente dismissione dell'Impero e sulla ridefinizione dei rapporti di forza internazionali, di seguito due notizie, come vedremo non prive d'interesse.
Pare che un agente segreto di alto livello della CIA, uno di quelli impegnati in progetti altamente “classificati”, tanto da essere sconosciuti all'Agenzia stessa, abbia approfittato di questa caratteristica ed abbia inventato una missione del tutto inesistente, vagamente riguardante la Cina. Un progetto di cui nessuno sapeva niente tranne lui, che infatti ne ha approfittato per intascare i lauti finanziamenti stanziati dal Governo: 40 milioni di dollari in lingotti d'oro, orologi di prestigio e denaro contante.
Sempre nello stesso covo di Servizi, pare che la Direttrice uscente, la quale lascia ufficialmente per star vicino al marito malato e che in realtà è stata licenziata dal Biondo, prima di ritirarsi a vita privata abbia deciso di trascinare nel baratro con sé alcune vecchie carte che hanno dettato la linea nel recente passato, come Nonno Joe e quel tale dottor Fauci, il nomen omen che voleva sterminare la razza umana a colpi di fialette.
La bella donna ha “de-classificato” documenti che provano l'esistenza di oltre 120 biolaboratori in più di 30 Paesi, fra cui oltre 40 in Ucraina, finanziati dagli Stati Uniti ed impegnati in criminali ricerche su pericolosi agenti patogeni, come antrace, peste, ebola e via contagiando.
E fin qui passi, è una sorta di segreto di Pulcinella: che gli 007 di alto bordo approfittassero della propria posizione per ottenere favori personali, oltre che lauti guadagni, e che gli USA fossero impegnati nella produzione di armi chimiche, quelle “di distruzione di massa” del possesso delle quali accusano gli altri prima di “esportare democrazia”, sono faccende arcinote.
Ma, ed ecco il punto, a raccontarcelo è nientedimeno che Il Corriere della Sera, ovvero una delle campane principali della propaganda di regime, segnalando in tal modo un fatto inequivocabile: il vecchio padrone del vapore è in ribasso, anzi è il vapore stesso, il motore che ha mandato avanti il racconto egemone in questi lunghi anni, quasi un secolo di baggianate, che non tira più.
I vecchi caporali sono nel panico, i pennivendoli da un tanto al chilo si agitano nervosamente, alla disperata ricerca di un nuovo padrone da servire, ora che il vecchio santo pagatore è in disgrazia e non lascia cadere più le briciole che hanno tenuto in vita le cariatidi.
Solito dilemma irrisolto: è più divertente vedere il Re nudo oppure tutti i suoi flaccidi cortigiani in mutande?
Facendo seguito al mio commento all'intervento del Capo della Magistratura Iraniana, Mohseni Ejei, e per chi avesse ancora dubbi sulla imminente dismissione dell'Impero e sulla ridefinizione dei rapporti di forza internazionali, di seguito due notizie, come vedremo non prive d'interesse.
Pare che un agente segreto di alto livello della CIA, uno di quelli impegnati in progetti altamente “classificati”, tanto da essere sconosciuti all'Agenzia stessa, abbia approfittato di questa caratteristica ed abbia inventato una missione del tutto inesistente, vagamente riguardante la Cina. Un progetto di cui nessuno sapeva niente tranne lui, che infatti ne ha approfittato per intascare i lauti finanziamenti stanziati dal Governo: 40 milioni di dollari in lingotti d'oro, orologi di prestigio e denaro contante.
Sempre nello stesso covo di Servizi, pare che la Direttrice uscente, la quale lascia ufficialmente per star vicino al marito malato e che in realtà è stata licenziata dal Biondo, prima di ritirarsi a vita privata abbia deciso di trascinare nel baratro con sé alcune vecchie carte che hanno dettato la linea nel recente passato, come Nonno Joe e quel tale dottor Fauci, il nomen omen che voleva sterminare la razza umana a colpi di fialette.
La bella donna ha “de-classificato” documenti che provano l'esistenza di oltre 120 biolaboratori in più di 30 Paesi, fra cui oltre 40 in Ucraina, finanziati dagli Stati Uniti ed impegnati in criminali ricerche su pericolosi agenti patogeni, come antrace, peste, ebola e via contagiando.
E fin qui passi, è una sorta di segreto di Pulcinella: che gli 007 di alto bordo approfittassero della propria posizione per ottenere favori personali, oltre che lauti guadagni, e che gli USA fossero impegnati nella produzione di armi chimiche, quelle “di distruzione di massa” del possesso delle quali accusano gli altri prima di “esportare democrazia”, sono faccende arcinote.
Ma, ed ecco il punto, a raccontarcelo è nientedimeno che Il Corriere della Sera, ovvero una delle campane principali della propaganda di regime, segnalando in tal modo un fatto inequivocabile: il vecchio padrone del vapore è in ribasso, anzi è il vapore stesso, il motore che ha mandato avanti il racconto egemone in questi lunghi anni, quasi un secolo di baggianate, che non tira più.
I vecchi caporali sono nel panico, i pennivendoli da un tanto al chilo si agitano nervosamente, alla disperata ricerca di un nuovo padrone da servire, ora che il vecchio santo pagatore è in disgrazia e non lascia cadere più le briciole che hanno tenuto in vita le cariatidi.
Solito dilemma irrisolto: è più divertente vedere il Re nudo oppure tutti i suoi flaccidi cortigiani in mutande?
Niente di nuovo all'orizzonte.
Stancamente, come un disco rotto su un grammofono che sta perdendo la carica, triste e sincopato, mi vedo costretto a ripetere il solito mantra.
Non esiste alcuna dicotomia statiuniti - israele, sono due teatrini, due manifestazioni dello stesso potere, sempre meno occulto e sempre più in difficoltà, che regge i fili dell'intera alleanza atlantica, del cosiddetto occidente collettivo, "unione" europea compresa.
Eppure, prosegue la recita dei due attori, nelle vesti del Biondo e del Genocida messianico. Il primo vorrebbe sottoscrivere un documento di resa a tutti gli effetti, che lui chiama "accordo di pace" con l'Iran, mentre l'altro si chiama fuori, fa sapere che non sottoscriverà nulla, che i suddetti accordi non lo riguardano e che continuerà le sue "guerre", ovvero l'aggressione e lo sterminio.
Nulla di nuovo, fino a qui, Quel che è peggio è che illustri commentatori cadano ancora nella trappola della pantomima dei due poliziotti, uno buono e l'altro cattivo, fino a chiedersi chi comandi chi, ovvero chi prenda le decisioni e chi sia tenuto ad obbedire, dimenticando non soltanto le dimensioni fisiche di uno dei territori, poco più vasto di una delle Regioni italiane, ma la natura del potere che li governa entrambi, ovvero transnazionale - anzi, diciamo multinazionale, così si capisce bene di quale oggetto parliamo.
Dunque, non c'è alcuna "pace" in vista, ma soltanto un nuovo (sì fa per dire) teatrino il cui scopo è mantenere lo status quo, aggravare la crisi alimentata dal blocco commerciale nella Regione, trascinare nel baratro l'economia mondiale o, in seconda istanza, quella delle colonie occidentali. Niente di nuovo all'orizzonte, insomma, tutto procede secondo copione.
Stancamente, come un disco rotto su un grammofono che sta perdendo la carica, triste e sincopato, mi vedo costretto a ripetere il solito mantra.
Non esiste alcuna dicotomia statiuniti - israele, sono due teatrini, due manifestazioni dello stesso potere, sempre meno occulto e sempre più in difficoltà, che regge i fili dell'intera alleanza atlantica, del cosiddetto occidente collettivo, "unione" europea compresa.
Eppure, prosegue la recita dei due attori, nelle vesti del Biondo e del Genocida messianico. Il primo vorrebbe sottoscrivere un documento di resa a tutti gli effetti, che lui chiama "accordo di pace" con l'Iran, mentre l'altro si chiama fuori, fa sapere che non sottoscriverà nulla, che i suddetti accordi non lo riguardano e che continuerà le sue "guerre", ovvero l'aggressione e lo sterminio.
Nulla di nuovo, fino a qui, Quel che è peggio è che illustri commentatori cadano ancora nella trappola della pantomima dei due poliziotti, uno buono e l'altro cattivo, fino a chiedersi chi comandi chi, ovvero chi prenda le decisioni e chi sia tenuto ad obbedire, dimenticando non soltanto le dimensioni fisiche di uno dei territori, poco più vasto di una delle Regioni italiane, ma la natura del potere che li governa entrambi, ovvero transnazionale - anzi, diciamo multinazionale, così si capisce bene di quale oggetto parliamo.
Dunque, non c'è alcuna "pace" in vista, ma soltanto un nuovo (sì fa per dire) teatrino il cui scopo è mantenere lo status quo, aggravare la crisi alimentata dal blocco commerciale nella Regione, trascinare nel baratro l'economia mondiale o, in seconda istanza, quella delle colonie occidentali. Niente di nuovo all'orizzonte, insomma, tutto procede secondo copione.
Fate il vostro gioco.
Il Presidente Ghalibaf risponde per le rime al pupazzo occidentale con la kippah, il terrorista in missione per conto del proprio Dio bovino.
I Combattenti Libanesi, insieme al Corpo diplomatico e alle Forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran, garantiranno la sovranità e l'integrità della Regione e scacceranno l'invasore occidentale, scrive in sintesi. Poi aggiunge, testualmente:
" Avanti, fate la vostra mossa, noi risponderemo per le rime.
Il Presidente Ghalibaf risponde per le rime al pupazzo occidentale con la kippah, il terrorista in missione per conto del proprio Dio bovino.
I Combattenti Libanesi, insieme al Corpo diplomatico e alle Forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran, garantiranno la sovranità e l'integrità della Regione e scacceranno l'invasore occidentale, scrive in sintesi. Poi aggiunge, testualmente:
" Avanti, fate la vostra mossa, noi risponderemo per le rime.
Siamo sempre stati una colonia.
Questo non dobbiamo dimenticarlo mai. La seconda guerra mondiale, quella scatenata dalla mafia ashkenazita contro il nemico bolscevico, noi l'abbiamo perduta.
Il compagno Stalin, che invece la guerra l'ha vinta, ha fatto un errore fondamentale: lasciare l'Europa occidentale nelle mani della cosiddetta Alleanza Atlantica, ovvero in quelle della mafia stessa.
Ora la situazione geopolitica, più o meno guerreggiata, sta cambiando gli equilibri internazionali ed alcuni tasselli importanti, anch'essi figli di Yalta, cercano nuove collocazioni.
La notizia che mi spinge a scrivere questa nota è che nuove enclavi sioniste stanno prendendo piede in Italia, come raccontavo sopra. Un nuovo insediamento ebraico sta nascendo in Val Sesia dove, a fior di bigliettoni, ricchi ex cittadini "israeliani" comprano ville e fattorie, con relativi terreni, forti dell'appoggio dei burattini locali che recitano il ruolo di "autorità".
Ho evidenziato il mio post di qualche giorno fa con il "pin" e confido, anche attraverso il mio modesto canale, nella diffusione, unica arma nelle nostre mani per difenderci dall'invasione. Ovviamente non possiamo farci molto, noi siamo la carne da macello, come dico spesso, quella che loro "eletti" chiamano goyim, esseri inferiori da schiacciare, ma allargare la consapevolezza del disastro in atto è dovuto e necessario.
Lo sostengo da almeno un anno: è in corso la dismissione del progetto globalista in Asia occidentale chiamato "israele", ma questo non vuol dire la scomparsa del cancro sionista, anzi: la Palestina, in quanto terra di conquista dei sionisti, si sta spostando qui.
Questo non dobbiamo dimenticarlo mai. La seconda guerra mondiale, quella scatenata dalla mafia ashkenazita contro il nemico bolscevico, noi l'abbiamo perduta.
Il compagno Stalin, che invece la guerra l'ha vinta, ha fatto un errore fondamentale: lasciare l'Europa occidentale nelle mani della cosiddetta Alleanza Atlantica, ovvero in quelle della mafia stessa.
Ora la situazione geopolitica, più o meno guerreggiata, sta cambiando gli equilibri internazionali ed alcuni tasselli importanti, anch'essi figli di Yalta, cercano nuove collocazioni.
La notizia che mi spinge a scrivere questa nota è che nuove enclavi sioniste stanno prendendo piede in Italia, come raccontavo sopra. Un nuovo insediamento ebraico sta nascendo in Val Sesia dove, a fior di bigliettoni, ricchi ex cittadini "israeliani" comprano ville e fattorie, con relativi terreni, forti dell'appoggio dei burattini locali che recitano il ruolo di "autorità".
Ho evidenziato il mio post di qualche giorno fa con il "pin" e confido, anche attraverso il mio modesto canale, nella diffusione, unica arma nelle nostre mani per difenderci dall'invasione. Ovviamente non possiamo farci molto, noi siamo la carne da macello, come dico spesso, quella che loro "eletti" chiamano goyim, esseri inferiori da schiacciare, ma allargare la consapevolezza del disastro in atto è dovuto e necessario.
Lo sostengo da almeno un anno: è in corso la dismissione del progetto globalista in Asia occidentale chiamato "israele", ma questo non vuol dire la scomparsa del cancro sionista, anzi: la Palestina, in quanto terra di conquista dei sionisti, si sta spostando qui.
Capitolazione (forse)
Il cosiddetto “Trattato di Pace” fra Stati Uniti ed Iran è stato firmato davvero, ma per via elettronica. Non c'è stata alcuna cerimonia ufficiale a Ginevra, come inizialmente annunciato. Nei due link in calce, il testo integrale del documento che invito a leggere con attenzione.
Si tratta in realtà di una resa incondizionata dell'aggressore, cioè del solito Mostro Satanista a due teste citato a più riprese, che ora ammette ufficialmente di non essere riuscito in nessuno degli obiettivi che s'era dato, o meglio: che raccontava d'essersi dato.
Il cambio di “regime” (senti chi parla) in Iran non c'è stato, la dismissione delle scorte di uranio arricchito è del tutto esclusa, il ridimensionamento delle Forze Aerospaziali Iraniane è del tutto fuori discussione, le sanzioni economiche internazionali (cioè americane) verso l'Iran verranno rimosse, almeno così si annuncia in pompa magna, e la navigazione libera nello Stretto di Hormuz è un lontano ricordo del passato.
Il Biondo ed i suoi numerosi Vice iniziano ad arrampicarsi sugli specchi giustificando il testo di un Accordo che assomiglia così tanto ad una Capitolazione. Una battuta sola fra le varie acrobazie sugli specchi insaponati per bocca del Biondo stesso: tutti posseggono missili balistici, perché gli Iraniani non dovrebbero? E ancora un'altra chicca: abbiamo rubato loro un sacco di soldi, ora li dobbiamo restituire altrimenti nessuno si fiderà più del Dollaro (ma va'?)
Resta il fatto che, anche se qualcosa si sta muovendo ed il prezzo del petrolio sembra in discesa, non è ancora successo niente. Le forze occidentali di invasione in Asia occidentale hanno bisogno di riprendere fiato: delle attrezzature militari USraliane non resta pietra su pietra, importanti istallazioni radar che tenevano sotto controllo la Regione sono inservibili ed occorrerebbero anni per ripararle, e soldi, tanti. La quantità di costosi mezzi distrutti è impressionante, le scorte di munizioni sono al lumicino.
Inoltre, il documento prevede un “periodo negoziale” di 60 giorni, all'interno del quale gli attori coinvolti dovrebbero “definire i dettagli” dell'accordo. Non è ben chiaro a che titolo, trattandosi come detto di una resa incondizionata, a meno che, appunto, non si legga il tutto come una pausa, una tregua necessaria a leccarsi le ferite.
Nel frattempo, resta in piedi l'obiettivo finale, l'unico che sta funzionando, quello di trascinare il resto del mondo, se non tutto almeno le colonie occidentali, in una crisi economica di proporzioni bibliche.
E naturalmente la seconda testa del Mostro, il Cane pazzo sionista, ha già detto che il suo sedicente “stato” confessionale non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Libano, che quella è una faccenda che riguarda loro Riccioletti e che gli Yankee non hanno alcuna voce in capitolo.
Insomma, la pantomima continua.
https://t.me/iranislamico/18322
https://t.me/iranislamico/18323
Il cosiddetto “Trattato di Pace” fra Stati Uniti ed Iran è stato firmato davvero, ma per via elettronica. Non c'è stata alcuna cerimonia ufficiale a Ginevra, come inizialmente annunciato. Nei due link in calce, il testo integrale del documento che invito a leggere con attenzione.
Si tratta in realtà di una resa incondizionata dell'aggressore, cioè del solito Mostro Satanista a due teste citato a più riprese, che ora ammette ufficialmente di non essere riuscito in nessuno degli obiettivi che s'era dato, o meglio: che raccontava d'essersi dato.
Il cambio di “regime” (senti chi parla) in Iran non c'è stato, la dismissione delle scorte di uranio arricchito è del tutto esclusa, il ridimensionamento delle Forze Aerospaziali Iraniane è del tutto fuori discussione, le sanzioni economiche internazionali (cioè americane) verso l'Iran verranno rimosse, almeno così si annuncia in pompa magna, e la navigazione libera nello Stretto di Hormuz è un lontano ricordo del passato.
Il Biondo ed i suoi numerosi Vice iniziano ad arrampicarsi sugli specchi giustificando il testo di un Accordo che assomiglia così tanto ad una Capitolazione. Una battuta sola fra le varie acrobazie sugli specchi insaponati per bocca del Biondo stesso: tutti posseggono missili balistici, perché gli Iraniani non dovrebbero? E ancora un'altra chicca: abbiamo rubato loro un sacco di soldi, ora li dobbiamo restituire altrimenti nessuno si fiderà più del Dollaro (ma va'?)
Resta il fatto che, anche se qualcosa si sta muovendo ed il prezzo del petrolio sembra in discesa, non è ancora successo niente. Le forze occidentali di invasione in Asia occidentale hanno bisogno di riprendere fiato: delle attrezzature militari USraliane non resta pietra su pietra, importanti istallazioni radar che tenevano sotto controllo la Regione sono inservibili ed occorrerebbero anni per ripararle, e soldi, tanti. La quantità di costosi mezzi distrutti è impressionante, le scorte di munizioni sono al lumicino.
Inoltre, il documento prevede un “periodo negoziale” di 60 giorni, all'interno del quale gli attori coinvolti dovrebbero “definire i dettagli” dell'accordo. Non è ben chiaro a che titolo, trattandosi come detto di una resa incondizionata, a meno che, appunto, non si legga il tutto come una pausa, una tregua necessaria a leccarsi le ferite.
Nel frattempo, resta in piedi l'obiettivo finale, l'unico che sta funzionando, quello di trascinare il resto del mondo, se non tutto almeno le colonie occidentali, in una crisi economica di proporzioni bibliche.
E naturalmente la seconda testa del Mostro, il Cane pazzo sionista, ha già detto che il suo sedicente “stato” confessionale non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Libano, che quella è una faccenda che riguarda loro Riccioletti e che gli Yankee non hanno alcuna voce in capitolo.
Insomma, la pantomima continua.
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Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Il testo integrale del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran in 14 punti (prima parte)
1. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran, insieme ai loro alleati nel conflitto in corso, con la firma del presente Memorandum d'intesa, dichiarano…
1. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran, insieme ai loro alleati nel conflitto in corso, con la firma del presente Memorandum d'intesa, dichiarano…
❤2
Yankee vs Pasdaran (*)
Alla fine la farsa dei colloqui in Svizzera fra Stati Uniti e Iran ha avuto luogo, proprio oggi, ma è subito finita a pesci in faccia.
Vista l'inosservanza del punto primo del Trattato (definito memorandum, ovvero un canovaccio di argomenti da discutere... con chi, con Satana in persona?) cioè il ritiro delle truppe dei Riccioletti dal Libano, le Guardie della Rivoluzione hanno nuovamente chiuso al traffico lo Stretto di Hormuz.
Fuoco e fiamme del Biondo: se non riapriranno immediatamente, faremo a pezzi ciò che resta del Paese (?) e giù col delirio, l'arricchimento dell'uranio, i fondi Iraniani che restano congelati ed altre lisergiche amenità.
Le risate: sia Ghalibaf che Pezeshkian, entrambi presenti, hanno ricordato al perdente che a dettare le regole, in guerra, è il vincitore.
L'Iran non teme le minacce americane e, oltre al ritiro delle truppe che hanno invaso il Libano, tutti i punti del Trattato vanno rispettati: per quanto loro Yankee parlino, conclude Ghalibaf, noi Pasdaran agiamo.
In ogni caso, l'Agenzia Fars riferisce che, in seguito alle minacce, la delegazione Iraniana sarebbe intenzionata ad interrompere i colloqui e ad abbandonare la sede negoziale.
(*) 2 fisso.
Alla fine la farsa dei colloqui in Svizzera fra Stati Uniti e Iran ha avuto luogo, proprio oggi, ma è subito finita a pesci in faccia.
Vista l'inosservanza del punto primo del Trattato (definito memorandum, ovvero un canovaccio di argomenti da discutere... con chi, con Satana in persona?) cioè il ritiro delle truppe dei Riccioletti dal Libano, le Guardie della Rivoluzione hanno nuovamente chiuso al traffico lo Stretto di Hormuz.
Fuoco e fiamme del Biondo: se non riapriranno immediatamente, faremo a pezzi ciò che resta del Paese (?) e giù col delirio, l'arricchimento dell'uranio, i fondi Iraniani che restano congelati ed altre lisergiche amenità.
Le risate: sia Ghalibaf che Pezeshkian, entrambi presenti, hanno ricordato al perdente che a dettare le regole, in guerra, è il vincitore.
L'Iran non teme le minacce americane e, oltre al ritiro delle truppe che hanno invaso il Libano, tutti i punti del Trattato vanno rispettati: per quanto loro Yankee parlino, conclude Ghalibaf, noi Pasdaran agiamo.
In ogni caso, l'Agenzia Fars riferisce che, in seguito alle minacce, la delegazione Iraniana sarebbe intenzionata ad interrompere i colloqui e ad abbandonare la sede negoziale.
(*) 2 fisso.
Yankee vs Pasdaran: 1 - 3
Come da pronostico, il primo degli incontri è finito con la debacle totale della compagine occidentale, capitanata da uno fra i tanti Vice-biondi.
Dopo i tuoni e fulmini del Biondo, diramati via “social” come sua consuetudine (grazie per l'attenzione su questa faccenda) la delegazione statunitense è stata costretta a fare molte concessioni, proprio nel merito delle infocate dichiarazioni scritte del Potos plasticato.
Primo: progressi significativi per la fine della guerra di aggressione nazi-sionista in Libano. Di cosa si tratti in realtà nessuno può saperlo, mentre i capi del clan dei Riccioletti continuano a negare, ma come detto si tratta di un punto fondamentale: senza questo passaggio, l'intera pantomima... pardon, l'intero processo negoziale si fermerebbe.
Secondo: sono state revocate le restrizioni sulle esportazioni di petrolio e derivati: ora tutto il mondo (quello occidentale, almeno, il resto del Pianeta se ne fotte già da tempo dei diktat della mafia globalista) potrà acquistare il prodotto Iraniano e pagarlo come meglio crede, anche in dollari – alcuni investitori, anche nelle alte sfere, sono già nel panico.
Terzo: è stato avviato un piano per la ricostruzione e lo sviluppo dell'Iran. Questo suona un po' come aria fritta, anche perché dietro questi affari dovrebbe esserci una cordata privata, e si parla di cifre importanti anche per chi vola alto nel cielo del morente capitalismo, 300 miliardi di dollari: assomiglia molto al Gaza Resort, per capirci. Inoltre, non sarà il caso invece di “ricostruire” l'Iran di raccogliere i cocci delle installazioni militari occidentali, rase al suolo, letteralmente, in poco meno di tre mesi? Va be'...
Unico punticino segnato dai perdenti, che assomiglia di più ad un autogol del vincente Iran (chi vorrebbe un personaggio inquietante come Raphael Grossi che ti gira per casa) è la possibilità per l'AIEA di eseguire periodiche ispezioni agli impianti di arricchimento dell'uranio sul territorio della Repubblica Islamica.
Naturalmente si tratta soltanto di un contentino, un osso dato da sgranocchiare al botolo rognoso che si crede un mastino e che, alla fine, qualcosa doveva pur portare a casa, dopo tutto l'abbaiare che ha fatto: lo sappiamo tutti che Grossi ed il suo carrozzone di “ispettori nucleari” sono soltanto delle spie al soldo dei Servizi occidentali. Vuoi che non lo sappiano in Iran?
La partita è appena cominciata e questo è soltanto il primo round. Cosa succederà davvero da qui a 60 giorni, sempre ammesso che la recita durerà così a lungo, non lo sappiamo, non possiamo saperlo e lo sapremo soltanto quando accadrà. Intanto il tempo passa, il barattolo viene calciato ogni giorno più lontano, e la crisi economica mondiale si avvicina.
Se è davvero questo il gioco a perdere del perdente, perdere tempo potrebbe essere una mossa vincente.
Come da pronostico, il primo degli incontri è finito con la debacle totale della compagine occidentale, capitanata da uno fra i tanti Vice-biondi.
Dopo i tuoni e fulmini del Biondo, diramati via “social” come sua consuetudine (grazie per l'attenzione su questa faccenda) la delegazione statunitense è stata costretta a fare molte concessioni, proprio nel merito delle infocate dichiarazioni scritte del Potos plasticato.
Primo: progressi significativi per la fine della guerra di aggressione nazi-sionista in Libano. Di cosa si tratti in realtà nessuno può saperlo, mentre i capi del clan dei Riccioletti continuano a negare, ma come detto si tratta di un punto fondamentale: senza questo passaggio, l'intera pantomima... pardon, l'intero processo negoziale si fermerebbe.
Secondo: sono state revocate le restrizioni sulle esportazioni di petrolio e derivati: ora tutto il mondo (quello occidentale, almeno, il resto del Pianeta se ne fotte già da tempo dei diktat della mafia globalista) potrà acquistare il prodotto Iraniano e pagarlo come meglio crede, anche in dollari – alcuni investitori, anche nelle alte sfere, sono già nel panico.
Terzo: è stato avviato un piano per la ricostruzione e lo sviluppo dell'Iran. Questo suona un po' come aria fritta, anche perché dietro questi affari dovrebbe esserci una cordata privata, e si parla di cifre importanti anche per chi vola alto nel cielo del morente capitalismo, 300 miliardi di dollari: assomiglia molto al Gaza Resort, per capirci. Inoltre, non sarà il caso invece di “ricostruire” l'Iran di raccogliere i cocci delle installazioni militari occidentali, rase al suolo, letteralmente, in poco meno di tre mesi? Va be'...
Unico punticino segnato dai perdenti, che assomiglia di più ad un autogol del vincente Iran (chi vorrebbe un personaggio inquietante come Raphael Grossi che ti gira per casa) è la possibilità per l'AIEA di eseguire periodiche ispezioni agli impianti di arricchimento dell'uranio sul territorio della Repubblica Islamica.
Naturalmente si tratta soltanto di un contentino, un osso dato da sgranocchiare al botolo rognoso che si crede un mastino e che, alla fine, qualcosa doveva pur portare a casa, dopo tutto l'abbaiare che ha fatto: lo sappiamo tutti che Grossi ed il suo carrozzone di “ispettori nucleari” sono soltanto delle spie al soldo dei Servizi occidentali. Vuoi che non lo sappiano in Iran?
La partita è appena cominciata e questo è soltanto il primo round. Cosa succederà davvero da qui a 60 giorni, sempre ammesso che la recita durerà così a lungo, non lo sappiamo, non possiamo saperlo e lo sapremo soltanto quando accadrà. Intanto il tempo passa, il barattolo viene calciato ogni giorno più lontano, e la crisi economica mondiale si avvicina.
Se è davvero questo il gioco a perdere del perdente, perdere tempo potrebbe essere una mossa vincente.
Errata propaganda corrige.
Il Professor Marandi, membro della delegazione negoziale Iraniana a Islamabad, fa chiarezza sulla faccenda nucleare: nessuno ha autorizzato le ispezioni AIEA negli impianti della Repubblica Islamica, si tratta di propaganda occidentale (che parla anche di fertilizzanti, mi sembra di capire, ma credo si tratti di un refuso dovuto all'altro scenario, quello più a nord. Ma restiamo sul pezzo)
Mi sembrava strano, infatti, come dicevo sopra: chi vorrebbe un personaggio inquietante come Grossi, una spia al servizio della CIA e del Mossad, a piede libero in casa propria?
Rettifico, dunque:
Yankee vs Pasdaran, 0 - 4
Il Professor Marandi, membro della delegazione negoziale Iraniana a Islamabad, fa chiarezza sulla faccenda nucleare: nessuno ha autorizzato le ispezioni AIEA negli impianti della Repubblica Islamica, si tratta di propaganda occidentale (che parla anche di fertilizzanti, mi sembra di capire, ma credo si tratti di un refuso dovuto all'altro scenario, quello più a nord. Ma restiamo sul pezzo)
Mi sembrava strano, infatti, come dicevo sopra: chi vorrebbe un personaggio inquietante come Grossi, una spia al servizio della CIA e del Mossad, a piede libero in casa propria?
Rettifico, dunque:
Yankee vs Pasdaran, 0 - 4
" Uno come me
non si sottometterà mai
ad uno come te.
Ovvero: del perché l'Islam non è una religione come le altre, una di quelle che la nostra pur nobile Letteratura raggruppa in un unico, sommario capitolo definito "oppio dei popoli", ma l'esatto opposto.
Ed è esattamente questo il motivo per cui l'occidente pilotato dalla massoneria globalista ne ha una paura fottuta, e lo dipinge come il male, essendo egli stesso il male assoluto dal quale fuggire.
Nel periodo della Ashura, ricordando Karbala e l'Imam Hosseyn, e contro tutti gli squallidi Yazid che non ci avranno mai, buona lettura, consigliatissima.
t.me/iranislamico/18447
non si sottometterà mai
ad uno come te.
Ovvero: del perché l'Islam non è una religione come le altre, una di quelle che la nostra pur nobile Letteratura raggruppa in un unico, sommario capitolo definito "oppio dei popoli", ma l'esatto opposto.
Ed è esattamente questo il motivo per cui l'occidente pilotato dalla massoneria globalista ne ha una paura fottuta, e lo dipinge come il male, essendo egli stesso il male assoluto dal quale fuggire.
Nel periodo della Ashura, ricordando Karbala e l'Imam Hosseyn, e contro tutti gli squallidi Yazid che non ci avranno mai, buona lettura, consigliatissima.
t.me/iranislamico/18447
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Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
“Essere indifferenti alla politica equivale a essere indifferenti all’Imam Hosseyn”
Il professor Rahimpour Azghadi, membro del Consiglio Culturale della Rivoluzione Islamica:
“L’Imam Hosseyn, rivolgendosi al califfo illegittimo del tempo, Yazid, disse:…
Il professor Rahimpour Azghadi, membro del Consiglio Culturale della Rivoluzione Islamica:
“L’Imam Hosseyn, rivolgendosi al califfo illegittimo del tempo, Yazid, disse:…
E' Democrazia, baby.
Il governo fantoccio Libanese, filo-sionista (eufemismo: figuranti al servizio dell'élite massonica globalista, esattamente come i burattini nostri) ha firmato un “trattato di intesa" col mostro Satanista a due teste.
Un documento folle che, di fatto, priva il Libano della propria sovranità su parti importanti della zona meridionale, oltre a riconoscere l'esistenza dell'entità sionista e legittimare le azioni terroriste e genocide della sua soldataglia "democratica". In calce al fogliaccio, una lista di insediamenti urbani (sì fa per dire, ormai cumuli di macerie, come a Gaza) in cui gli sfollati non potranno rientrare.
Nemmeno a dirlo, il "garante" di questo "trattato di pace" è proprio l'altra testa del Mostro, quella Bionda, quella cioè che, stando al Memorandum di Intesa con l'Iran avrebbe dovuto impegnarsi a farli ritirare, i Riccioletti dalle terre altrui, non a consolidarne la presenza. Ma parliamoci chiaro: quanti sono gli sprovveduti che ci hanno creduto davvero, anche soltanto per un istante?
Il materiale da guerra americano continua ad affluire copioso nella Regione, fino a far diventare quello in corso in queste ore lo spostamento di armi più importante dell'intera Storia militare, non soltanto occidentale. E le scaramucce nello Stretto e a sud dell'Iran proseguono, con il solito racconto dell'Impero coloniale e terrorista: hanno cominciato loro, dobbiamo attaccare per difenderci (?) altro che tregua.
Tornando al Libano, la popolazione, che ovviamente non riconosce il proprio governo di pagliacci ma sta dalla parte di Hezbollah, è scesa in piazza per protestare, a Beirut, e... l'Esercito ufficiale Libanese è stato mandato in piazza per disperdere la folla. Tutto molto "democratico", scene che ormai conosciamo bene.
E a proposito di "democrazie", il Rutto NATO, quello che riconosce nel Biondo il proprio paparino, ha svelato l'ennesimo segreto di Pulcinella, cioè che gli Stati Uniti hanno usato eccome le Basi militari sul territorio Italiano, nella guerra di aggressione all'Iran. Altro che "neutralità", come continua a millantare la Culona Malvestita, sedicente sovranista, e come conferma l'imbarazzante erede di Giggino agli Esteri: l'Italia riconosce il documento siglato fra il Libano ed i Sacri terroristi, controfirmato dalla Sua Eccellenza Bionda.
E di nuovo: qualcuno nutriva dubbi, al riguardo? Non è genocidio, non è aggressione, non è colonialismo, non è terrorismo: è Democrazia.
Il governo fantoccio Libanese, filo-sionista (eufemismo: figuranti al servizio dell'élite massonica globalista, esattamente come i burattini nostri) ha firmato un “trattato di intesa" col mostro Satanista a due teste.
Un documento folle che, di fatto, priva il Libano della propria sovranità su parti importanti della zona meridionale, oltre a riconoscere l'esistenza dell'entità sionista e legittimare le azioni terroriste e genocide della sua soldataglia "democratica". In calce al fogliaccio, una lista di insediamenti urbani (sì fa per dire, ormai cumuli di macerie, come a Gaza) in cui gli sfollati non potranno rientrare.
Nemmeno a dirlo, il "garante" di questo "trattato di pace" è proprio l'altra testa del Mostro, quella Bionda, quella cioè che, stando al Memorandum di Intesa con l'Iran avrebbe dovuto impegnarsi a farli ritirare, i Riccioletti dalle terre altrui, non a consolidarne la presenza. Ma parliamoci chiaro: quanti sono gli sprovveduti che ci hanno creduto davvero, anche soltanto per un istante?
Il materiale da guerra americano continua ad affluire copioso nella Regione, fino a far diventare quello in corso in queste ore lo spostamento di armi più importante dell'intera Storia militare, non soltanto occidentale. E le scaramucce nello Stretto e a sud dell'Iran proseguono, con il solito racconto dell'Impero coloniale e terrorista: hanno cominciato loro, dobbiamo attaccare per difenderci (?) altro che tregua.
Tornando al Libano, la popolazione, che ovviamente non riconosce il proprio governo di pagliacci ma sta dalla parte di Hezbollah, è scesa in piazza per protestare, a Beirut, e... l'Esercito ufficiale Libanese è stato mandato in piazza per disperdere la folla. Tutto molto "democratico", scene che ormai conosciamo bene.
E a proposito di "democrazie", il Rutto NATO, quello che riconosce nel Biondo il proprio paparino, ha svelato l'ennesimo segreto di Pulcinella, cioè che gli Stati Uniti hanno usato eccome le Basi militari sul territorio Italiano, nella guerra di aggressione all'Iran. Altro che "neutralità", come continua a millantare la Culona Malvestita, sedicente sovranista, e come conferma l'imbarazzante erede di Giggino agli Esteri: l'Italia riconosce il documento siglato fra il Libano ed i Sacri terroristi, controfirmato dalla Sua Eccellenza Bionda.
E di nuovo: qualcuno nutriva dubbi, al riguardo? Non è genocidio, non è aggressione, non è colonialismo, non è terrorismo: è Democrazia.
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Il patto col Diavolo.
Arriva il giorno suo, ed un uomo incontra l'angelo della morte che gli propone una scelta: non so se spedirti all'inferno oppure accoglierti in paradiso: sarai tu a scegliere, te li farò visitare entrambi.
In paradiso è tutto bellissimo, celestiale. Cherubini dalle voci soavi si accompagnano con strumenti dal suono meraviglioso che producono armonie perfette. Nubi soffici, ambrosia e nettare divino.
All'inferno è tutta un'altra musica: sesso, droga e rock & roll. Femmine procaci e maschi prestanti si offrono ad ogni angolo, fiumi d'alcol, colori forti ed ogni sorta di lussuria. L'uomo non ha dubbi: sceglie l'inferno.
Ma, una volta registrato sul Libro Eterno, l'ambiente cambia. Fuoco e fiamme, supplizi e sofferenza, lamenti e grida disperate. Mentre uno sgherro lo sta legando ai ceppi, l'uomo scorge in lontananza l'angelo ed urla: i patti non erano questi, tu mi hai ingannato!
L'angelo cambia maschera, muta forma, ed è Satana in persona che gli risponde, sghignazzando: e tu credevi davvero di poter fare un patto col Diavolo?
Così, la guerra in Ucraina continua mentre il Vice-biondo Rubio ha ammesso candidamente che ad Anchorage, in Alaska, non è stato siglato nessun accordo ufficiale, ed il buon Lavrov obietta che, avendo la Russia letto una serie di proposte USA ed essendosi dichiarata disposta a discuterne, quello sarebbe stato un patto vincolante, fra gentiluomini.
Poco più a sud, mentre l'Ayatollah Mojtaba Khamenei aveva messo in guardia il Governo Iraniano dal parlare con la Serpe, prima di approvare con riluttanza il maldestro tentativo, la guerra in Iran continua, con l'appoggio dei crumiri monarchici locali. Le quinte colonne interne all'Oman cercano di spuntare l'arma migliore dell'Asse della Resistenza, la navigazione commerciale nello Stretto, mentre a Gaza continua la pulizia etnica, in Libano si continua a morire e la colonia imperialista nazi-sionista apre un nuovo fronte in Siria.
Nessuno spazio, per Yazid, per il tiranno, nessun abboccamento. La Serpe satanista va schiacciata, fatta a pezzi, bruciata, e le sue ceneri vanno sepolte sotto il sale, tenendo alta la guardia, nei secoli a venire: che non abbia a rinascere mai più.
Arriva il giorno suo, ed un uomo incontra l'angelo della morte che gli propone una scelta: non so se spedirti all'inferno oppure accoglierti in paradiso: sarai tu a scegliere, te li farò visitare entrambi.
In paradiso è tutto bellissimo, celestiale. Cherubini dalle voci soavi si accompagnano con strumenti dal suono meraviglioso che producono armonie perfette. Nubi soffici, ambrosia e nettare divino.
All'inferno è tutta un'altra musica: sesso, droga e rock & roll. Femmine procaci e maschi prestanti si offrono ad ogni angolo, fiumi d'alcol, colori forti ed ogni sorta di lussuria. L'uomo non ha dubbi: sceglie l'inferno.
Ma, una volta registrato sul Libro Eterno, l'ambiente cambia. Fuoco e fiamme, supplizi e sofferenza, lamenti e grida disperate. Mentre uno sgherro lo sta legando ai ceppi, l'uomo scorge in lontananza l'angelo ed urla: i patti non erano questi, tu mi hai ingannato!
L'angelo cambia maschera, muta forma, ed è Satana in persona che gli risponde, sghignazzando: e tu credevi davvero di poter fare un patto col Diavolo?
Così, la guerra in Ucraina continua mentre il Vice-biondo Rubio ha ammesso candidamente che ad Anchorage, in Alaska, non è stato siglato nessun accordo ufficiale, ed il buon Lavrov obietta che, avendo la Russia letto una serie di proposte USA ed essendosi dichiarata disposta a discuterne, quello sarebbe stato un patto vincolante, fra gentiluomini.
Poco più a sud, mentre l'Ayatollah Mojtaba Khamenei aveva messo in guardia il Governo Iraniano dal parlare con la Serpe, prima di approvare con riluttanza il maldestro tentativo, la guerra in Iran continua, con l'appoggio dei crumiri monarchici locali. Le quinte colonne interne all'Oman cercano di spuntare l'arma migliore dell'Asse della Resistenza, la navigazione commerciale nello Stretto, mentre a Gaza continua la pulizia etnica, in Libano si continua a morire e la colonia imperialista nazi-sionista apre un nuovo fronte in Siria.
Nessuno spazio, per Yazid, per il tiranno, nessun abboccamento. La Serpe satanista va schiacciata, fatta a pezzi, bruciata, e le sue ceneri vanno sepolte sotto il sale, tenendo alta la guardia, nei secoli a venire: che non abbia a rinascere mai più.
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Quello che non siete riusciti a ottenere con la guerra, non lo otterrete certo attraverso la politica.
Il Martire,
Sayyed Hassan Nasrallah
Il Martire,
Sayyed Hassan Nasrallah
Un Martire non muore mai.
La cerimonia di saluto alle Spoglie mortali della Guida della Rivoluzione, l'Ayatollah Imam Sayyed Ali Khamenei, inizia oggi e terminerà giovedì prossimo.
Oltre ai vertici dell'intero mondo politico e religioso Islamico, non soltanto Sciita, parteciperanno rappresentanti di tutte le Nazioni non allineate all'Impero globalista occidentale, coloniale, guerrafondaio e terrorista. Per la Russia, sarà presente Dimitry Medvedev, inviato particolare del Presidente Putin.
Sulle orme del Principe dei Martiri, l'Imam Hosseyn, il ruolo di Guida della Rivoluzione, di Faro non soltanto dell'Asse della Resistenza ma dell'intero Mondo Libero, impegnato nella eterna Lotta senza quartiere contro l'oppressore, continua.
L'Imam Ali Khamenei non morirà mai.
La cerimonia di saluto alle Spoglie mortali della Guida della Rivoluzione, l'Ayatollah Imam Sayyed Ali Khamenei, inizia oggi e terminerà giovedì prossimo.
Oltre ai vertici dell'intero mondo politico e religioso Islamico, non soltanto Sciita, parteciperanno rappresentanti di tutte le Nazioni non allineate all'Impero globalista occidentale, coloniale, guerrafondaio e terrorista. Per la Russia, sarà presente Dimitry Medvedev, inviato particolare del Presidente Putin.
Sulle orme del Principe dei Martiri, l'Imam Hosseyn, il ruolo di Guida della Rivoluzione, di Faro non soltanto dell'Asse della Resistenza ma dell'intero Mondo Libero, impegnato nella eterna Lotta senza quartiere contro l'oppressore, continua.
L'Imam Ali Khamenei non morirà mai.
Ali
Un Martire non muore mai. La cerimonia di saluto alle Spoglie mortali della Guida della Rivoluzione, l'Ayatollah Imam Sayyed Ali Khamenei, inizia oggi e terminerà giovedì prossimo. Oltre ai vertici dell'intero mondo politico e religioso Islamico, non soltanto…
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" A nome della Dirigenza e del Popolo della Federazione Russa, esprimo le più profonde condoglianze in relazione alla martire scomparsa della Guida Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran, il Grande Ayatollah Sayyed Ali Khamenei.
" Ci addoloriamo insieme al Popolo Iraniano per questa perdita immensa.
Dmitry Medvedev
" Ci addoloriamo insieme al Popolo Iraniano per questa perdita immensa.
Dmitry Medvedev