I Vecchi Mostri
La cronaca è nota. Sabato, il Portavoce dell'IRGC, Generale Mohebi, ha pubblicato la lista dettagliata degli obiettivi militari occidentali colpiti e resi inservibili nella Regione. Senza scendere nel dettaglio, per sommi capi: 40 fra radar e sistemi di controllo, 20 sistemi di comunicazione satellitare, oltre 50 centri di supporto logistico, fra depositi di munizioni e carburante ed officine di manutenzione, più di 40 velivoli, dai caccia alle cisterne volanti, passando per costosissimi droni ed avveniristici quanto inutili elicotteri dai nomi altisonanti, la maggior parte dei quali distrutti a terra, assieme all'aeroporto che li ospitava.
E questo soltanto nelle ultime due settimane, ovvero da quando il Biondo, dopo la pantomima del "memorandum d'intesa" ha ricominciato a sparare a caso su obiettivi vari, altro che militari, in puro stile terroristico - il vero scopo, repetita iuvant, è tenere alto il livello dello scontro, così da trascinare nella propria ineluttabile caduta la maggior parte possibile di mondo, ovvero di colonie: quelle che altrimenti verrebbero a chiedergli il conto, una volta sgonfiato il Moloch di Imperatore del Mondo.
Ma l'ex egemone non demorde, deve recitare fino in fondo la sua parte. Così, mentre gran parte della stampa internazionale comincia a smarcarsi dal vecchio Padrone del Vapore e a fare l'elementare due più due che noi battitori liberi per definizione facciamo da anni - stiamo raschiando il fondo delle nostre riserve strategiche di armamenti, osserva il New York Times, non è che Russia e Cina potrebbero approfittarne (?) bisogna capirli, ormai la guerra permanente ce l'hanno nel sangue pure loro - il Potos Biondo continua col suo stanco canovaccio.
Non sono le Basi e le attrezzature distrutte, il problema. È lui che sta vincendo, come dimostra il fatto che l'Ucraina ha attaccato una nave commerciale Iraniana nel Mar Caspio – quale Nobel per la Pace credete che comandi e regga i fili del teatrino a oriente, alle porte dell'Heartland, anche più a nord - e, nella sua infinita bontà, ha smesso con questa sua nuova ondata micidiale di attacchi, dove ha distrutto quel poco di Iran rimasto, e ha concesso ai vertici politici della Repubblica Islamica di tornare a sedersi coi suoi emissari ebrei, Cat & Fox, per sottoscrivere un documento di resa incondizionata, così che la colonia messianica, quella popolata dalle vittime dei nazisti, non dai nazisti stessi, possa proseguire nella conquista dell'intera Regione, senza queste scomode Culture millenarie che si mettono di traverso nella marcia trionfale della mafia globalista.
Certo che ci sarebbe da ridere, e c'è se non fosse gravissimo e se, ciò che più conta, le vittime del gioco al massacro non fossimo noi stessi, mentre il campo di battaglia si muove, lentamente ma inesorabilmente, e sta per inghiottirci – ovvero sta per inghiottire anche i più rintronati, quelli che ancora non se ne sono accorti. Il nuovo non tarda, egli è già nato, per dirla parafrasando il Maestro, ma fatica a guadagnare egemonia, anche perché non gli interessa. Così il vecchio si agita negli spasmi dell'agonia e tarda a morire. Ed è questo interregno che genera mostri.
La cronaca è nota. Sabato, il Portavoce dell'IRGC, Generale Mohebi, ha pubblicato la lista dettagliata degli obiettivi militari occidentali colpiti e resi inservibili nella Regione. Senza scendere nel dettaglio, per sommi capi: 40 fra radar e sistemi di controllo, 20 sistemi di comunicazione satellitare, oltre 50 centri di supporto logistico, fra depositi di munizioni e carburante ed officine di manutenzione, più di 40 velivoli, dai caccia alle cisterne volanti, passando per costosissimi droni ed avveniristici quanto inutili elicotteri dai nomi altisonanti, la maggior parte dei quali distrutti a terra, assieme all'aeroporto che li ospitava.
E questo soltanto nelle ultime due settimane, ovvero da quando il Biondo, dopo la pantomima del "memorandum d'intesa" ha ricominciato a sparare a caso su obiettivi vari, altro che militari, in puro stile terroristico - il vero scopo, repetita iuvant, è tenere alto il livello dello scontro, così da trascinare nella propria ineluttabile caduta la maggior parte possibile di mondo, ovvero di colonie: quelle che altrimenti verrebbero a chiedergli il conto, una volta sgonfiato il Moloch di Imperatore del Mondo.
Ma l'ex egemone non demorde, deve recitare fino in fondo la sua parte. Così, mentre gran parte della stampa internazionale comincia a smarcarsi dal vecchio Padrone del Vapore e a fare l'elementare due più due che noi battitori liberi per definizione facciamo da anni - stiamo raschiando il fondo delle nostre riserve strategiche di armamenti, osserva il New York Times, non è che Russia e Cina potrebbero approfittarne (?) bisogna capirli, ormai la guerra permanente ce l'hanno nel sangue pure loro - il Potos Biondo continua col suo stanco canovaccio.
Non sono le Basi e le attrezzature distrutte, il problema. È lui che sta vincendo, come dimostra il fatto che l'Ucraina ha attaccato una nave commerciale Iraniana nel Mar Caspio – quale Nobel per la Pace credete che comandi e regga i fili del teatrino a oriente, alle porte dell'Heartland, anche più a nord - e, nella sua infinita bontà, ha smesso con questa sua nuova ondata micidiale di attacchi, dove ha distrutto quel poco di Iran rimasto, e ha concesso ai vertici politici della Repubblica Islamica di tornare a sedersi coi suoi emissari ebrei, Cat & Fox, per sottoscrivere un documento di resa incondizionata, così che la colonia messianica, quella popolata dalle vittime dei nazisti, non dai nazisti stessi, possa proseguire nella conquista dell'intera Regione, senza queste scomode Culture millenarie che si mettono di traverso nella marcia trionfale della mafia globalista.
Certo che ci sarebbe da ridere, e c'è se non fosse gravissimo e se, ciò che più conta, le vittime del gioco al massacro non fossimo noi stessi, mentre il campo di battaglia si muove, lentamente ma inesorabilmente, e sta per inghiottirci – ovvero sta per inghiottire anche i più rintronati, quelli che ancora non se ne sono accorti. Il nuovo non tarda, egli è già nato, per dirla parafrasando il Maestro, ma fatica a guadagnare egemonia, anche perché non gli interessa. Così il vecchio si agita negli spasmi dell'agonia e tarda a morire. Ed è questo interregno che genera mostri.
Pupazzi morti che camminano.
Zelensky e Netanyahu sono la stessa cosa. Scrivo subito la tesi, così da sgombrare il campo dalle sovrastrutture della narrazione occidentale globalista, quella che vorrebbe diversi "paesi", capeggiati dai cosiddetti "stati uniti" che insieme "combattono il terrorismo" esportando "democrazia" e "libertà".
Che ci sia ancora qualcuno imprigionato in questa trappola semantica, felice delle catene che tengono in schiavitù lui stesso, non è una colpa, è soltanto la dimostrazione di quanto funzioni bene la macchina della propaganda, ovvero la narrazione egemone. Almeno fino a che le condizioni materiali, la realtà dei fatti non più occultabile sotto al tappeto delle favole di regime, non irrompa prepotente sulla scena, imponendo una sonora sveglia al gregge inebetito, oltre che agli attori stessi.
I due personaggi citati, assieme al Biondo stesso, ne sono la prova. Il Comico Grigioverde continua a raccontare di successi al fronte, mentre l'esercito della Federazione Russa avanza inesorabile. Il Satanista con la kippah è a capo di un'enclave di pazzi suprematisti scatenati, ormai totalmente indifesa, che si regge in piedi soltanto perché l'Asse della Resistenza la sta facendo a pezzi metodicamente ed ha deciso che non è ancora il momento di bruciarla e seppellirla sotto sale.
Gli "americani", dal canto loro, ormai sbiadita ipotesi della macchina da guerra perfetta raccontata dalla propaganda hollywoodiana, le prendono di santa regione su tutti i fronti ed ogni tanto sono costretti a fermarsi un attimo, farfugliando di “negoziati”, in primo luogo perché non hanno più risorse da investire, in denari ed armamenti, poi in quello psicologico di pugile rintronato, che sta prendendo tanti pugni ma deve resistere in piedi per contratto, almeno altre due riprese, prima di andare al tappeto.
Tutti i pupazzi recitano sul canovaccio imposto loro dalla mafia globalista. Continuare a prenderle di santa ragione, trascinando nel baratro della guerra permanente più gente possibile, mentre raccontano di vincere con azioni disperate di stampo terroristico. Droni Ucraini su installazioni civili Russe, bombardamenti degli Unti dal proprio Signore bovino su Gaza e Libano, Yankee disperati che si accaniscono su scuole, ospedali, ponti e ferrovie in Iran. E per ultimo il tratto che accomuna tutti gli scenari, superflua dimostrazione della natura trasversale della cosiddetta guerra: l'Ucraina che attacca una nave Iraniana.
Si sono incontrati ieri, i figuranti al soldo dell'enclave dei banchieri, nella colonia più anziana - sì da per dire, soltanto due secoli e mezzo appena compiuti, contro i pochi decenni delle altre due - per seppellire uno di loro, figura di seconda fila fra le più esposte ed arrabbiate, nella pantomima suprematista, ed hanno recitato ancora una volta, non più rasentando ma sguazzando nel ridicolo, il ruolo di compagine vincente, nel confronto con Popoli e Culture millenarie.
Nell'attesa che si compia la beata speranza ed arrivi anche per loro, infine, il momento del necrologio.
Amen.
Zelensky e Netanyahu sono la stessa cosa. Scrivo subito la tesi, così da sgombrare il campo dalle sovrastrutture della narrazione occidentale globalista, quella che vorrebbe diversi "paesi", capeggiati dai cosiddetti "stati uniti" che insieme "combattono il terrorismo" esportando "democrazia" e "libertà".
Che ci sia ancora qualcuno imprigionato in questa trappola semantica, felice delle catene che tengono in schiavitù lui stesso, non è una colpa, è soltanto la dimostrazione di quanto funzioni bene la macchina della propaganda, ovvero la narrazione egemone. Almeno fino a che le condizioni materiali, la realtà dei fatti non più occultabile sotto al tappeto delle favole di regime, non irrompa prepotente sulla scena, imponendo una sonora sveglia al gregge inebetito, oltre che agli attori stessi.
I due personaggi citati, assieme al Biondo stesso, ne sono la prova. Il Comico Grigioverde continua a raccontare di successi al fronte, mentre l'esercito della Federazione Russa avanza inesorabile. Il Satanista con la kippah è a capo di un'enclave di pazzi suprematisti scatenati, ormai totalmente indifesa, che si regge in piedi soltanto perché l'Asse della Resistenza la sta facendo a pezzi metodicamente ed ha deciso che non è ancora il momento di bruciarla e seppellirla sotto sale.
Gli "americani", dal canto loro, ormai sbiadita ipotesi della macchina da guerra perfetta raccontata dalla propaganda hollywoodiana, le prendono di santa regione su tutti i fronti ed ogni tanto sono costretti a fermarsi un attimo, farfugliando di “negoziati”, in primo luogo perché non hanno più risorse da investire, in denari ed armamenti, poi in quello psicologico di pugile rintronato, che sta prendendo tanti pugni ma deve resistere in piedi per contratto, almeno altre due riprese, prima di andare al tappeto.
Tutti i pupazzi recitano sul canovaccio imposto loro dalla mafia globalista. Continuare a prenderle di santa ragione, trascinando nel baratro della guerra permanente più gente possibile, mentre raccontano di vincere con azioni disperate di stampo terroristico. Droni Ucraini su installazioni civili Russe, bombardamenti degli Unti dal proprio Signore bovino su Gaza e Libano, Yankee disperati che si accaniscono su scuole, ospedali, ponti e ferrovie in Iran. E per ultimo il tratto che accomuna tutti gli scenari, superflua dimostrazione della natura trasversale della cosiddetta guerra: l'Ucraina che attacca una nave Iraniana.
Si sono incontrati ieri, i figuranti al soldo dell'enclave dei banchieri, nella colonia più anziana - sì da per dire, soltanto due secoli e mezzo appena compiuti, contro i pochi decenni delle altre due - per seppellire uno di loro, figura di seconda fila fra le più esposte ed arrabbiate, nella pantomima suprematista, ed hanno recitato ancora una volta, non più rasentando ma sguazzando nel ridicolo, il ruolo di compagine vincente, nel confronto con Popoli e Culture millenarie.
Nell'attesa che si compia la beata speranza ed arrivi anche per loro, infine, il momento del necrologio.
Amen.
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Paese che vai, crumiro che trovi.
“ Mettere a disposizione il territorio di uno Stato per l'uso da parte di un altro Stato con l'obiettivo di commettere un atto di aggressione contro uno Stato terzo è considerato un atto di aggressione.
Il Ministro degli Esteri Iraniano Araghchi cita l'articolo 3 della Risoluzione ONU 3314. Egli si rivolge alla Bulgaria, le cui Basi militari sono usate dall'Occidente collettivo (formalmente "stati uniti") nell'aggressione terroristica alla Repubblica Islamica.
Non si tratta di vuote minacce, come dimostra il fatto che l'Ucraina, dopo aver attaccato una nave civile Iraniana, ha capito di averla fatta fuori dal vaso - i Pasdaran stavano per premere il proverbiale bottone - ed alla spavalderia iniziale ha sostituito una più accomodante tesi di "malaugurato errore".
Ma quanti altri Paesi europei, pur non essendo fisicamente carne da cannone, come quelle disgraziate lande rappresentare dalla partita di giro del Comico Grigioverde, sono nelle stesse condizioni della Bulgaria?
Uno, in particolare, quello che vanta in Europa il maggior numero di insediamenti stranieri, extraterritoriali, occupati da installazioni militari.
Indovina un po' quale.
“ Mettere a disposizione il territorio di uno Stato per l'uso da parte di un altro Stato con l'obiettivo di commettere un atto di aggressione contro uno Stato terzo è considerato un atto di aggressione.
Il Ministro degli Esteri Iraniano Araghchi cita l'articolo 3 della Risoluzione ONU 3314. Egli si rivolge alla Bulgaria, le cui Basi militari sono usate dall'Occidente collettivo (formalmente "stati uniti") nell'aggressione terroristica alla Repubblica Islamica.
Non si tratta di vuote minacce, come dimostra il fatto che l'Ucraina, dopo aver attaccato una nave civile Iraniana, ha capito di averla fatta fuori dal vaso - i Pasdaran stavano per premere il proverbiale bottone - ed alla spavalderia iniziale ha sostituito una più accomodante tesi di "malaugurato errore".
Ma quanti altri Paesi europei, pur non essendo fisicamente carne da cannone, come quelle disgraziate lande rappresentare dalla partita di giro del Comico Grigioverde, sono nelle stesse condizioni della Bulgaria?
Uno, in particolare, quello che vanta in Europa il maggior numero di insediamenti stranieri, extraterritoriali, occupati da installazioni militari.
Indovina un po' quale.
Tre notizie (le prime due)
Per un momento dimentichiamo l'ovvio, almeno per noi che ci leggiamo qui, ovvero il fatto che la cosiddetta "guerra", oltre ad essere una soltanto, è condotta dall'intero occidente collettivo, ex egemone, che cerca di trascinare con sé nella propria ineluttabile caduta tutto il resto dei Filistei, novello Sansone calvo.
Caliamoci nella narrazione ufficiale, quella che vorrebbe i "buoni" impegnati ad aver ragione dei "cattivi", siano essi Russia, Iran, Cina, quest'ultima per il momento soltanto come ventilata minaccia, e prossimamente Corea del Nord, attraverso il proxy Giapponese, tradizionalmente kamikaze.
Tre notizie, soltanto in apparenza scollegate, attraverso le quali sarà possibile tirare il proverbiale filo rosso.
Secondo la CNN, un non meglio identificato "alto ufficiale" del Pentagono - non si fanno mai nomi, quando la "notizia" non è altro che una velina di propaganda - ha riferito che gli Stati Uniti sono "alla ricerca di modi nuovi, creativi e non convenzionali per esercitare pressione sull'Iran e punirlo".
E sopprimiamo il sorriso sarcastico spontaneo: l'aggressore terrorista che cerca di "punire" la propria vittima, mentre la CNN stessa parla di "novità" riferendo dei tradizionali metodi "non convenzionali" del colonialismo occidentale. Anche perché c'è ben poco da ridere, come si evince dalla notizia successiva.
Un drone delle "forze" Ucraine - e leggi subito NATO e UE, come ha immediatamente commentato Maria Zakharova - ha colpito una spiaggia ad Arkhipo-Osipovka, nel territorio di Krasnodar, un arenile affollato da famiglie di bagnanti come soltanto una spiaggia ad inizio Agosto può essere: 6 morti e 40 feriti, nessun militare, tutti civili al mare, la metà dei quali bambini.
Cambia qualcosa, nelle sorti predeterminate della cosiddetta "guerra", con questa "azione bellica" dei perdenti, cioè di tutti noi, non dimentichiamolo mai: in quanto rappresentati dai burattini nostri, io che scrivo e tu che leggi siamo i mandanti, quando non gli esecutori materiali per interposta persona, come spesso la cronaca ci racconta - ricordate il servomotore italiano rinvenuto fra i rottami di uno dei droni del regime terrorista di Kiev?
Certo che no, pura retorica, e mi piace, in calce, raccontare quanto segue.
(continua)
Per un momento dimentichiamo l'ovvio, almeno per noi che ci leggiamo qui, ovvero il fatto che la cosiddetta "guerra", oltre ad essere una soltanto, è condotta dall'intero occidente collettivo, ex egemone, che cerca di trascinare con sé nella propria ineluttabile caduta tutto il resto dei Filistei, novello Sansone calvo.
Caliamoci nella narrazione ufficiale, quella che vorrebbe i "buoni" impegnati ad aver ragione dei "cattivi", siano essi Russia, Iran, Cina, quest'ultima per il momento soltanto come ventilata minaccia, e prossimamente Corea del Nord, attraverso il proxy Giapponese, tradizionalmente kamikaze.
Tre notizie, soltanto in apparenza scollegate, attraverso le quali sarà possibile tirare il proverbiale filo rosso.
Secondo la CNN, un non meglio identificato "alto ufficiale" del Pentagono - non si fanno mai nomi, quando la "notizia" non è altro che una velina di propaganda - ha riferito che gli Stati Uniti sono "alla ricerca di modi nuovi, creativi e non convenzionali per esercitare pressione sull'Iran e punirlo".
E sopprimiamo il sorriso sarcastico spontaneo: l'aggressore terrorista che cerca di "punire" la propria vittima, mentre la CNN stessa parla di "novità" riferendo dei tradizionali metodi "non convenzionali" del colonialismo occidentale. Anche perché c'è ben poco da ridere, come si evince dalla notizia successiva.
Un drone delle "forze" Ucraine - e leggi subito NATO e UE, come ha immediatamente commentato Maria Zakharova - ha colpito una spiaggia ad Arkhipo-Osipovka, nel territorio di Krasnodar, un arenile affollato da famiglie di bagnanti come soltanto una spiaggia ad inizio Agosto può essere: 6 morti e 40 feriti, nessun militare, tutti civili al mare, la metà dei quali bambini.
Cambia qualcosa, nelle sorti predeterminate della cosiddetta "guerra", con questa "azione bellica" dei perdenti, cioè di tutti noi, non dimentichiamolo mai: in quanto rappresentati dai burattini nostri, io che scrivo e tu che leggi siamo i mandanti, quando non gli esecutori materiali per interposta persona, come spesso la cronaca ci racconta - ricordate il servomotore italiano rinvenuto fra i rottami di uno dei droni del regime terrorista di Kiev?
Certo che no, pura retorica, e mi piace, in calce, raccontare quanto segue.
(continua)
Tre notizie (la terza)
E' in corso di svolgimento il pellegrinaggio di Arbain, un rito che celebra il 40° giorno dal martirio dell'Imam Hosseyn, diretto discendente del Profeta Maometto che, con un pugno di Eroi, si ribellò al governo illegittimo di Yazid, l'oppressore dell'epoca sua, diventando simbolo immortale della Lotta del Popolo contro i tiranni di ogni tempo.
Siamo in Iraq: ogni anno milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo si recano in pellegrinaggio nella Città Santa di Karbala, al Mausoleo del Principe dei Martiri, seguendo varie strade. Il percorso più frequentato parte dalla Città di Najaf, dal Mausoleo dell'Imam Alì. Sono circa 80 km che vengono percorsi a piedi dai pellegrini, e non è un fenomeno che riguarda soltanto i camminanti: ogni villaggio offre ristoro ed ospitalità per i viandanti.
Noi conosciamo bene la via Francigena ed il percorso di Santiago de Compostela, che affrontiamo ormai per sport, in bicicletta o con le scarpe da trekking, ma ignoriamo sistematicamente il pellegrinaggio più frequentato dell'intera Storia dell'umanità: milioni di persone – e non è un'iperbole, letteralmente milioni - che si spostano per andare a rendere omaggio a chi, col proprio sacrificio, ha sancito la necessità della Lotta per liberarsi dal giogo dell'oppressore, fino all'estremo sacrificio personale, fino al Martirio.
Lasciamo che a parlarcene sia un altro Martire, una Guida che abbiamo imparato ad amare in vita e che è già un punto fermo della Storia, l'Imam Sayyed Ali Khamenei:
“ Quello di Arbain è un fenomeno indescrivibile e senza precedenti, non c'è nulla di simile al mondo. Le potenze occidentali non riescono a capire cosa significhi questo movimento, non riescono ad assimilarlo. Ecco perché rimangono in silenzio: mentre descrivono ogni piccolo accadimento che avviene nel mondo, non fanno menzione alcuna di questo enorme Movimento Popolare.
“ Le loro analisi, quando ci sono, sono ostili, chiassose, errate e ridicole. La folla dei Credenti che percorre questo Cammino, questa Sorgente di Forza benedetta, li rende estremamente agitati.
(liberamente tratto da un discorso dell'Imam Khamenei, 3 novembre 2018)
E' in corso di svolgimento il pellegrinaggio di Arbain, un rito che celebra il 40° giorno dal martirio dell'Imam Hosseyn, diretto discendente del Profeta Maometto che, con un pugno di Eroi, si ribellò al governo illegittimo di Yazid, l'oppressore dell'epoca sua, diventando simbolo immortale della Lotta del Popolo contro i tiranni di ogni tempo.
Siamo in Iraq: ogni anno milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo si recano in pellegrinaggio nella Città Santa di Karbala, al Mausoleo del Principe dei Martiri, seguendo varie strade. Il percorso più frequentato parte dalla Città di Najaf, dal Mausoleo dell'Imam Alì. Sono circa 80 km che vengono percorsi a piedi dai pellegrini, e non è un fenomeno che riguarda soltanto i camminanti: ogni villaggio offre ristoro ed ospitalità per i viandanti.
Noi conosciamo bene la via Francigena ed il percorso di Santiago de Compostela, che affrontiamo ormai per sport, in bicicletta o con le scarpe da trekking, ma ignoriamo sistematicamente il pellegrinaggio più frequentato dell'intera Storia dell'umanità: milioni di persone – e non è un'iperbole, letteralmente milioni - che si spostano per andare a rendere omaggio a chi, col proprio sacrificio, ha sancito la necessità della Lotta per liberarsi dal giogo dell'oppressore, fino all'estremo sacrificio personale, fino al Martirio.
Lasciamo che a parlarcene sia un altro Martire, una Guida che abbiamo imparato ad amare in vita e che è già un punto fermo della Storia, l'Imam Sayyed Ali Khamenei:
“ Quello di Arbain è un fenomeno indescrivibile e senza precedenti, non c'è nulla di simile al mondo. Le potenze occidentali non riescono a capire cosa significhi questo movimento, non riescono ad assimilarlo. Ecco perché rimangono in silenzio: mentre descrivono ogni piccolo accadimento che avviene nel mondo, non fanno menzione alcuna di questo enorme Movimento Popolare.
“ Le loro analisi, quando ci sono, sono ostili, chiassose, errate e ridicole. La folla dei Credenti che percorre questo Cammino, questa Sorgente di Forza benedetta, li rende estremamente agitati.
(liberamente tratto da un discorso dell'Imam Khamenei, 3 novembre 2018)
La situazione è grave ma non seria.
Nel senso che la CIA ci ha provato pure a costituire un Gruppo Operativo Segreto a Cuba per, si legge nell'articolo, esercitare pressione, infiltrarsi nei vertici politici dell'Avana e scardinarli dall'interno... poi è arrivato il controspionaggio del New York Times, una "task force" di segugi a cui non puoi nascondere nulla, e ha mandato tutto a puttane.
Eh, signora mia, non ci sono più gli 007 di una volta...
Nel senso che la CIA ci ha provato pure a costituire un Gruppo Operativo Segreto a Cuba per, si legge nell'articolo, esercitare pressione, infiltrarsi nei vertici politici dell'Avana e scardinarli dall'interno... poi è arrivato il controspionaggio del New York Times, una "task force" di segugi a cui non puoi nascondere nulla, e ha mandato tutto a puttane.
Eh, signora mia, non ci sono più gli 007 di una volta...
Ali
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Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Dopo la meritata pausa ferragostana (una splendida Festa Rossa, nda) torniamo alle nostre miserie, letteralmente.
Non è successo niente, nel frattempo, oltre al prosieguo, in forma di farsa, della "guerra" con cui l'occidente collettivo cerca di allontanare da sé l'amaro calice del proprio tramonto, tentando di trascinare nella propria voragine economica senza fondo il maggior numero possibile di Paesi, ad iniziare dalle proprie stesse colonie, "governate", si fa per dire, dai soliti pupazzi prezzolati e compiacenti.
Ecco dunque il Biondo, sempre in ribalta almeno fino a novembre (momento in cui evidentemente succederà qualcosa) che, dalle prime file del decadente teatrino, fa ancora fuoco e fiamme contro l'Iran, prendendo finalmente atto del fatto che nulla può l'ormai spompata macchina militare americana, formato cinematografo, contro una vera potenza sociale e politica, oltre che bellica, e giocando finalmente a carte scoperte: il confronto (perdente, ma la speranza è l'ultima a morire e più a lungo dura l'agonia meglio è) continuerà su base economica.
Tutti i Paesi che continueranno ad intrattenere scambi commerciali con la Repubblica Islamica, scrive il Potos plasticato, dovranno assaggiare l'amaro calice delle "sanzioni" occidentali e le loro economie subiranno colpi micidiali, irreparabili.
Riderebbe chiunque, pensando a quello che accade in Russia mentre si elabora il settordicesimo "pacchetto" - da cui resta esentato lo zibellino, signora Contessa, non abbia timore: a pagare saranno sempre i soliti quattro ignoranti salariati di Aldo - e l'ex locomotiva industriale europea non può nemmeno attaccarsi alla canna del gas, visto quello che gli costa.
Ma la narrazione egemone (ex, ma ancora non del tutto) prosegue il suo racconto: il giardino fiorito di democrazia e libertà vincerà contro la giungla imperialista orientale bolscevica.
Eja, Eja, Alalà.
Dopo la meritata pausa ferragostana (una splendida Festa Rossa, nda) torniamo alle nostre miserie, letteralmente.
Non è successo niente, nel frattempo, oltre al prosieguo, in forma di farsa, della "guerra" con cui l'occidente collettivo cerca di allontanare da sé l'amaro calice del proprio tramonto, tentando di trascinare nella propria voragine economica senza fondo il maggior numero possibile di Paesi, ad iniziare dalle proprie stesse colonie, "governate", si fa per dire, dai soliti pupazzi prezzolati e compiacenti.
Ecco dunque il Biondo, sempre in ribalta almeno fino a novembre (momento in cui evidentemente succederà qualcosa) che, dalle prime file del decadente teatrino, fa ancora fuoco e fiamme contro l'Iran, prendendo finalmente atto del fatto che nulla può l'ormai spompata macchina militare americana, formato cinematografo, contro una vera potenza sociale e politica, oltre che bellica, e giocando finalmente a carte scoperte: il confronto (perdente, ma la speranza è l'ultima a morire e più a lungo dura l'agonia meglio è) continuerà su base economica.
Tutti i Paesi che continueranno ad intrattenere scambi commerciali con la Repubblica Islamica, scrive il Potos plasticato, dovranno assaggiare l'amaro calice delle "sanzioni" occidentali e le loro economie subiranno colpi micidiali, irreparabili.
Riderebbe chiunque, pensando a quello che accade in Russia mentre si elabora il settordicesimo "pacchetto" - da cui resta esentato lo zibellino, signora Contessa, non abbia timore: a pagare saranno sempre i soliti quattro ignoranti salariati di Aldo - e l'ex locomotiva industriale europea non può nemmeno attaccarsi alla canna del gas, visto quello che gli costa.
Ma la narrazione egemone (ex, ma ancora non del tutto) prosegue il suo racconto: il giardino fiorito di democrazia e libertà vincerà contro la giungla imperialista orientale bolscevica.
Eja, Eja, Alalà.
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Il palo dov'è legato il gregge.
" La nostra regione viene comunemente chiamata Medio Oriente. Sapete perché?
" Questo implica che il centro e il fulcro del mondo sia l'Europa.
" Quando chiesero a Mullah Nasruddin dove fosse il centro del mondo, egli rispose: È il palo dove ho legato il mio asino, questo è il centro del mondo.
" Le regioni lontane dall'Europa vengono chiamate Estremo Oriente, le regioni più vicine, come alcune parti del Nord Africa, Vicino Oriente. Quelle intermedie sono etichettate come Medio Oriente.
" Ecco la presunzione degli occidentali e l'autorità che si sono attribuiti.
" Ecco perché non dovremmo dire Medio Oriente ma Asia occidentale.
Liberamente tratto da un discorso del Martire Sayyed Alì Khamenei del 2 novembre 2022.
" La nostra regione viene comunemente chiamata Medio Oriente. Sapete perché?
" Questo implica che il centro e il fulcro del mondo sia l'Europa.
" Quando chiesero a Mullah Nasruddin dove fosse il centro del mondo, egli rispose: È il palo dove ho legato il mio asino, questo è il centro del mondo.
" Le regioni lontane dall'Europa vengono chiamate Estremo Oriente, le regioni più vicine, come alcune parti del Nord Africa, Vicino Oriente. Quelle intermedie sono etichettate come Medio Oriente.
" Ecco la presunzione degli occidentali e l'autorità che si sono attribuiti.
" Ecco perché non dovremmo dire Medio Oriente ma Asia occidentale.
Liberamente tratto da un discorso del Martire Sayyed Alì Khamenei del 2 novembre 2022.
Politica e Religione
Ovvero del perché l'occidente imperialista (e terrorista) ha così tanta paura dell'Islam, fino a costruire la sovrastruttura che conosciamo bene: noi saremmo i "democratici", e i terroristi che attentano al nostro giardino fiorito di botticelliana memoria (Peppe, dico, non Sandro) sarebbero gli altri.
Argomento a me molto caro, che ho già affrontato in passato e che ripropongo, attraverso questa citazione dell'Imam Khomeini, l'uomo che ha gettato le basi della Rivoluzione che ci ha consegnato l'Iran com'è oggi, ovvero, lo ricordo ai più distratti, quella Repubblica che sta facendo il culo ai nostri (?) sedicenti "democratici", i nazisti che pretendono di controllare il mondo.
“ L’Islam è la religione della politica in tutte le sue dimensioni. Ciò è molto chiaro per coloro che abbiano la minima conoscenza degli aspetti politici, economici e sociali dell’Islam. Pertanto, chiunque sostenga che la religione è separata dalla politica, non ha conoscenza né della religione, né della politica.
(Tahrir al-Wasilah, vol. 1)
Ovvero del perché l'occidente imperialista (e terrorista) ha così tanta paura dell'Islam, fino a costruire la sovrastruttura che conosciamo bene: noi saremmo i "democratici", e i terroristi che attentano al nostro giardino fiorito di botticelliana memoria (Peppe, dico, non Sandro) sarebbero gli altri.
Argomento a me molto caro, che ho già affrontato in passato e che ripropongo, attraverso questa citazione dell'Imam Khomeini, l'uomo che ha gettato le basi della Rivoluzione che ci ha consegnato l'Iran com'è oggi, ovvero, lo ricordo ai più distratti, quella Repubblica che sta facendo il culo ai nostri (?) sedicenti "democratici", i nazisti che pretendono di controllare il mondo.
“ L’Islam è la religione della politica in tutte le sue dimensioni. Ciò è molto chiaro per coloro che abbiano la minima conoscenza degli aspetti politici, economici e sociali dell’Islam. Pertanto, chiunque sostenga che la religione è separata dalla politica, non ha conoscenza né della religione, né della politica.
(Tahrir al-Wasilah, vol. 1)
Oggi le cronache.
1 – ordini di scuderia
Lo scollamento dalla realtà dell'occidente collettivo, ovvero del centro di potere che cerca disperatamente di sopravvivere al proprio declino sacrificando pezzi di sé stesso, raggiunge vette comiche inaudite che la propaganda mediatica prezzolata continua a spacciare come "cronaca", scavalcando con disinvoltura i confini del più ardito teatro dell'assurdo.
Che si tratti di ordini di scuderia non v'è dubbio alcuno: il Pentagono ha appena decapitato i vertici di Stars & Stripes, ovvero del proprio bollettino mediatico ufficiale, colpevole di essersi allontanato dalla fantastica narrazione egemone e di essere sceso per un attimo con i piedi per terra, provando non tanto a ragionare, non esageriamo, quanto a fare un banale due poi due.
Il tema è la situazione paradossale a bordo della portaerei Lincoln: condizioni igieniche da sobborgo urbano, viveri scarsi, armi fatiscenti, fumose prospettive tattiche e strategiche, ormai bersaglio mobile alla mercé della Marina dell'IRGC coi marinai in preda al panico, fino al suicidio. Questa non è certo l'immagine di uno dei sontuosi vascelli di hollywoodiana memoria di chi stia "vincendo la guerra", come si sente ancora raccontare a disco rotto, ha osato riferire il giornale. Quale ardire.
Presto fatto, via il direttore editoriale, oltre ad un pubblicista ed una giornalista e, senza nascondere la pistola fumante sotto una delle consuete sovrastrutture tipo scandali sessuali o mazzette, il centro di potere ha parlato esplicitamente di "insubordinazione": ma come, noi vi paghiamo per fare propaganda, per raccontare le storielle che imbastiamo noi e voi vi permettete il lusso di fare cronaca "indipendente"?
(continua)
1 – ordini di scuderia
Lo scollamento dalla realtà dell'occidente collettivo, ovvero del centro di potere che cerca disperatamente di sopravvivere al proprio declino sacrificando pezzi di sé stesso, raggiunge vette comiche inaudite che la propaganda mediatica prezzolata continua a spacciare come "cronaca", scavalcando con disinvoltura i confini del più ardito teatro dell'assurdo.
Che si tratti di ordini di scuderia non v'è dubbio alcuno: il Pentagono ha appena decapitato i vertici di Stars & Stripes, ovvero del proprio bollettino mediatico ufficiale, colpevole di essersi allontanato dalla fantastica narrazione egemone e di essere sceso per un attimo con i piedi per terra, provando non tanto a ragionare, non esageriamo, quanto a fare un banale due poi due.
Il tema è la situazione paradossale a bordo della portaerei Lincoln: condizioni igieniche da sobborgo urbano, viveri scarsi, armi fatiscenti, fumose prospettive tattiche e strategiche, ormai bersaglio mobile alla mercé della Marina dell'IRGC coi marinai in preda al panico, fino al suicidio. Questa non è certo l'immagine di uno dei sontuosi vascelli di hollywoodiana memoria di chi stia "vincendo la guerra", come si sente ancora raccontare a disco rotto, ha osato riferire il giornale. Quale ardire.
Presto fatto, via il direttore editoriale, oltre ad un pubblicista ed una giornalista e, senza nascondere la pistola fumante sotto una delle consuete sovrastrutture tipo scandali sessuali o mazzette, il centro di potere ha parlato esplicitamente di "insubordinazione": ma come, noi vi paghiamo per fare propaganda, per raccontare le storielle che imbastiamo noi e voi vi permettete il lusso di fare cronaca "indipendente"?
(continua)
Oggi le cronache.
2 – miserie locali
Questo dovrebbe aprirci gli occhi relativamente allo stato pietoso della propaganda nostrana: secondo il Corriere un drone Russo avrebbe colpito la Romania, dunque territorio della NATO, cioè di un carrozzone in perfetta efficienza, tutt'altro che fatiscente, che infatti si appresterebbe a rispondere per le rime - cosa faccia rima con "drone" ed inizi con la C del fogliaccio, pensando al Rutto a capo della baracca, è riflessione spontanea, e più non ne diremo innanzi.
L'altra confraternita di saltimbanchi cantastorie, Repubblica, sostiene che Italia e Francia "doneranno" (proprio così, tipo strenna natalizia) altri quattro sistemi antiaerei Samp-T all'Ucraina, ovvero lo stato dell'arte della Difesa occidentale, quello che ha già dimostrato, in barba al suo costo stratosferico (oltre un miliardo di euro per ogni singolo sistema di lancio) la propria scarsa efficacia contro i ben più economici e pragmatici missili Russi, capaci di giocare a rimpiattino con i formidabili intercettori, fino a farli cadere in giro a caso mentre essi raggiungono tranquillamente il proprio obiettivo.
Tutto questo senza considerare un altro fatto di un certo peso, al quale la Redazione di scappati di casa si guarda bene dal far riferimento: i sistemi Samp-T sono senza munizioni fin dall'estate del 2025: di quegli oggetti costosissimi, la nostra sedicente "industria di difesa" ne produce meno di quante super-car affollino gli autosaloni dei riccastri, e ad un prezzo soltanto di poco inferiore. Vorrai mica sprecarli così. Altro piccolo dettaglio: ai tempi della “donazione” dei primi due sistemi, sia Italia che Francia ne possedevano soltanto due a testa. Si fece un gran parlare del fatto che la Repubblica delle banane (il Paese, non il giornale) sarebbe restata sguarnita in tema di difesa aerea. Da dove spuntano fuori gli altri due? Leonardo ne ha costruiti altri, sfruttando il denaro risparmiato con l'abolizione del Reddito di Cittadinanza?
Sennonché le condizioni materiali iniziano a farsi strada, attraverso le sovrastrutture, come Letteratura vuole che accada nelle fasi terminali della caduta dell'Impero, ed una fra le principali armi di distrazione di massa, da sempre cavalcata dai fogliacci nominati sopra, inizia a sgretolarsi: il "woke" non vale più, gli asterischi, le donne barbute, il maschio in doppiopetto con tette e tacchi a spillo vengono ufficialmente banditi dalla narrazione egemone: chiunque provi a raccontare ad un adolescente che vive intrappolato nel corpo sbagliato, essendo egli dell'altro sesso, ovvero di una delle decine di varianti possibili, commette un reato, abuso sui minori, ipse Biondo dixit.
Si tratta di decadenza, come già detto, di rantoli di un sistema morente, di arrampicata libera sugli specchi, con i contrordini che ribaltano prima gli ordini poi sé stessi e si susseguono senza vergogna alcuna, ma nulla ci vieta di sognare: a quando il risveglio dall'ipnosi dell'elettrico e delle costose quanto inutili e dannose "rinnovabili"?
2 – miserie locali
Questo dovrebbe aprirci gli occhi relativamente allo stato pietoso della propaganda nostrana: secondo il Corriere un drone Russo avrebbe colpito la Romania, dunque territorio della NATO, cioè di un carrozzone in perfetta efficienza, tutt'altro che fatiscente, che infatti si appresterebbe a rispondere per le rime - cosa faccia rima con "drone" ed inizi con la C del fogliaccio, pensando al Rutto a capo della baracca, è riflessione spontanea, e più non ne diremo innanzi.
L'altra confraternita di saltimbanchi cantastorie, Repubblica, sostiene che Italia e Francia "doneranno" (proprio così, tipo strenna natalizia) altri quattro sistemi antiaerei Samp-T all'Ucraina, ovvero lo stato dell'arte della Difesa occidentale, quello che ha già dimostrato, in barba al suo costo stratosferico (oltre un miliardo di euro per ogni singolo sistema di lancio) la propria scarsa efficacia contro i ben più economici e pragmatici missili Russi, capaci di giocare a rimpiattino con i formidabili intercettori, fino a farli cadere in giro a caso mentre essi raggiungono tranquillamente il proprio obiettivo.
Tutto questo senza considerare un altro fatto di un certo peso, al quale la Redazione di scappati di casa si guarda bene dal far riferimento: i sistemi Samp-T sono senza munizioni fin dall'estate del 2025: di quegli oggetti costosissimi, la nostra sedicente "industria di difesa" ne produce meno di quante super-car affollino gli autosaloni dei riccastri, e ad un prezzo soltanto di poco inferiore. Vorrai mica sprecarli così. Altro piccolo dettaglio: ai tempi della “donazione” dei primi due sistemi, sia Italia che Francia ne possedevano soltanto due a testa. Si fece un gran parlare del fatto che la Repubblica delle banane (il Paese, non il giornale) sarebbe restata sguarnita in tema di difesa aerea. Da dove spuntano fuori gli altri due? Leonardo ne ha costruiti altri, sfruttando il denaro risparmiato con l'abolizione del Reddito di Cittadinanza?
Sennonché le condizioni materiali iniziano a farsi strada, attraverso le sovrastrutture, come Letteratura vuole che accada nelle fasi terminali della caduta dell'Impero, ed una fra le principali armi di distrazione di massa, da sempre cavalcata dai fogliacci nominati sopra, inizia a sgretolarsi: il "woke" non vale più, gli asterischi, le donne barbute, il maschio in doppiopetto con tette e tacchi a spillo vengono ufficialmente banditi dalla narrazione egemone: chiunque provi a raccontare ad un adolescente che vive intrappolato nel corpo sbagliato, essendo egli dell'altro sesso, ovvero di una delle decine di varianti possibili, commette un reato, abuso sui minori, ipse Biondo dixit.
Si tratta di decadenza, come già detto, di rantoli di un sistema morente, di arrampicata libera sugli specchi, con i contrordini che ribaltano prima gli ordini poi sé stessi e si susseguono senza vergogna alcuna, ma nulla ci vieta di sognare: a quando il risveglio dall'ipnosi dell'elettrico e delle costose quanto inutili e dannose "rinnovabili"?
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Una gita sul Don.
Vanno tutti a Mosca. Uno dei "quadri" della CIA, per esempio, e si tratta di una visita di routine, i rapporti fra gli Stati di una certa importanza sono stabili e volano alto, non passano certo per Giggini e Kay-kaye.
Ma il fatto nuovo è che si è fatta una gran cagnara mediatica sulla visita, con tanto di sottotraccia complottista: cosa andrà mai a fare uno 007 dei "buoni" nella terra dei "cattivi" e, soprattutto, come mai i cattivi non hanno abbattuto l'aereo militare dei buoni tre metri dopo confine di Stato?
A bordo del velivolo c'era anche un Rumeno (non pervenuto, pensa se dovessi ricordarmi il nome di tutte le mezze calzette che affollano il Vecchio Continente) ed una nutrita schiera di altre nullità politiche, nel frattempo, ha bussato alle porte del Cremlino.
La narrazione prosegue col fatto che i Servizi Segreti Ucraini avrebbero messo in guardia circa un prossimo colpo di mano Russo sulla Capitale, quella presidiata dai nazistelli al soldo dell'élite globalista: a certi James Bond non puoi nascondere nulla.
La notizia, quella vera, è che da tempo i suddetti "democratici" nero-vestiti hanno terminato i missili intercettori, nel senso che li abbiamo finiti noi, l'occidente collettivo che ambisce, per l'ennesima volta, alla conquista dell'est Asiatico (cioè delle sue risorse, si tratta di sopravvivenza) e che la Russia sta, già da settimane, portando a casa, alla buon'ora, il risultato, inseguito pazientemente, in questi mesi, con una calma che un po' ci ha irritato.
In questo teatrino dell'assurdo, il buon Peskov è stato costretto, ad uso dei più distratti, a replicare l'ovvio: non c'è alcun motivo per cui, in questa fase, la Russia debba rivedere il suo atteggiamento nei confronti dei Paesi Europei - attenti, non ha detto Bruxelles, non è il momento di pensare ai cavoletti.
P. S.: certo che il Don non bagna Mosca, ci mancherebbe, il fiume della Capitale Russa si chiama Moskova, ma non ho resistito alla tentazione: do-do, do-do, do-do-doDon...
Vanno tutti a Mosca. Uno dei "quadri" della CIA, per esempio, e si tratta di una visita di routine, i rapporti fra gli Stati di una certa importanza sono stabili e volano alto, non passano certo per Giggini e Kay-kaye.
Ma il fatto nuovo è che si è fatta una gran cagnara mediatica sulla visita, con tanto di sottotraccia complottista: cosa andrà mai a fare uno 007 dei "buoni" nella terra dei "cattivi" e, soprattutto, come mai i cattivi non hanno abbattuto l'aereo militare dei buoni tre metri dopo confine di Stato?
A bordo del velivolo c'era anche un Rumeno (non pervenuto, pensa se dovessi ricordarmi il nome di tutte le mezze calzette che affollano il Vecchio Continente) ed una nutrita schiera di altre nullità politiche, nel frattempo, ha bussato alle porte del Cremlino.
La narrazione prosegue col fatto che i Servizi Segreti Ucraini avrebbero messo in guardia circa un prossimo colpo di mano Russo sulla Capitale, quella presidiata dai nazistelli al soldo dell'élite globalista: a certi James Bond non puoi nascondere nulla.
La notizia, quella vera, è che da tempo i suddetti "democratici" nero-vestiti hanno terminato i missili intercettori, nel senso che li abbiamo finiti noi, l'occidente collettivo che ambisce, per l'ennesima volta, alla conquista dell'est Asiatico (cioè delle sue risorse, si tratta di sopravvivenza) e che la Russia sta, già da settimane, portando a casa, alla buon'ora, il risultato, inseguito pazientemente, in questi mesi, con una calma che un po' ci ha irritato.
In questo teatrino dell'assurdo, il buon Peskov è stato costretto, ad uso dei più distratti, a replicare l'ovvio: non c'è alcun motivo per cui, in questa fase, la Russia debba rivedere il suo atteggiamento nei confronti dei Paesi Europei - attenti, non ha detto Bruxelles, non è il momento di pensare ai cavoletti.
P. S.: certo che il Don non bagna Mosca, ci mancherebbe, il fiume della Capitale Russa si chiama Moskova, ma non ho resistito alla tentazione: do-do, do-do, do-do-doDon...
Ali
Photo
Indovina chi paga.
Il professor Marandi risponde per le rime al pupazzo yankee, sedicente "esperto" di economia, che ha dichiarato "sanzioni senza precedenti", ovvero lotta economica senza quartiere contro l'Iran, dopo la presa d'atto, da parte dei globalisti, del proprio fallimento in campo militare.
“ L'Iran schiaccerà i vostri alleati e farà crollare la vostra economia. Voi e il Faraone sarete maledetti dal popolo Americano per avergli causato tanta miseria.
Naturalmente, la cosiddetta "guerra" non aveva la minima probabilità d'essere vinta dall'ex egemone in caduta libera, il quale piuttosto si aspetta di tirare con sé nel baratro la maggior parte di mondo possibile, ad iniziare dai propri stessi "alleati" (le risate, leggi sudditi)
Nell'altra foto, infatti, i profitti record delle "Big Oil", ovvero le cinque maggiori Compagnie petrolifere mondiali. Dopo "Big Pharma" con la pantomima sanitaria, quella guerreggiata ha portato nelle tasche dei padroni del vapore circa 70 miliardi di dollari, nel secondo trimestre del 2026, un valore mai raggiunto prima.
Come al solito, il teorema fondamentale che regge ogni analisi politica che si rispetti, ovvero guarda da che parte va il denaro, conferma ancora una volta la sua granitica validità.
Ma, con la benzina prossima ai 2,5 euro al litro, aggiungerei un corollario: indovina chi paga.
Il professor Marandi risponde per le rime al pupazzo yankee, sedicente "esperto" di economia, che ha dichiarato "sanzioni senza precedenti", ovvero lotta economica senza quartiere contro l'Iran, dopo la presa d'atto, da parte dei globalisti, del proprio fallimento in campo militare.
“ L'Iran schiaccerà i vostri alleati e farà crollare la vostra economia. Voi e il Faraone sarete maledetti dal popolo Americano per avergli causato tanta miseria.
Naturalmente, la cosiddetta "guerra" non aveva la minima probabilità d'essere vinta dall'ex egemone in caduta libera, il quale piuttosto si aspetta di tirare con sé nel baratro la maggior parte di mondo possibile, ad iniziare dai propri stessi "alleati" (le risate, leggi sudditi)
Nell'altra foto, infatti, i profitti record delle "Big Oil", ovvero le cinque maggiori Compagnie petrolifere mondiali. Dopo "Big Pharma" con la pantomima sanitaria, quella guerreggiata ha portato nelle tasche dei padroni del vapore circa 70 miliardi di dollari, nel secondo trimestre del 2026, un valore mai raggiunto prima.
Come al solito, il teorema fondamentale che regge ogni analisi politica che si rispetti, ovvero guarda da che parte va il denaro, conferma ancora una volta la sua granitica validità.
Ma, con la benzina prossima ai 2,5 euro al litro, aggiungerei un corollario: indovina chi paga.
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Indovina chi paga (2)
Il Presidente del Parlamento Iraniano Ghalibaf rincara la dose: - invece di alimentare il suo proxy terrorista locale ("israele") e di sprecare denaro in centinaia di (inutili) basi militari all'estero, il Regime in caduta libera potrebbe spendere quei soldi per il proprio Popolo, invece di affamarlo - cosa che invece è esattamente l'obiettivo dell'élite globalista, come già detto a più riprese.
Ma la chiosa è esilarante: - Scotty, ragazzo, la tua credibilità è al limite, fa' qualcosa.
Il Presidente del Parlamento Iraniano Ghalibaf rincara la dose: - invece di alimentare il suo proxy terrorista locale ("israele") e di sprecare denaro in centinaia di (inutili) basi militari all'estero, il Regime in caduta libera potrebbe spendere quei soldi per il proprio Popolo, invece di affamarlo - cosa che invece è esattamente l'obiettivo dell'élite globalista, come già detto a più riprese.
Ma la chiosa è esilarante: - Scotty, ragazzo, la tua credibilità è al limite, fa' qualcosa.
Ali
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Il Grande Satana.
Le mosse sconsiderate del potere globalista, formalmente rappresentato dagli "stati" che pretendono di governare il mondo intero (e che addirittura ne fanno una religione e sostengono di essere in missione per conto del proprio Dio, nel caso più folle ed emblematico di tutti) sono puro terrorismo.
Sono la definizione stessa di terrorismo: io sono la legge, visto che non riconosco alcuna legge sopra la mia stessa volontà, dunque posso fare ciò che voglio, fino a massacrare chi non si adegua alle mie "regole", come le chiama egli stesso, sostituendo questa ipotesi indefinita di dogmi ad ogni ipotesi di Diritto, un tema già ampiamente affrontato da molti commentatori, ora che la coperta delle sovrastrutture diventa ogni giorno più corta e le putridi carni maleodoranti del mostro si palesano in tutta la loro satanica evidenza.
La cronaca è nota e l'analisi del Presidente del Parlamento Iraniano Ghalibaf è più che ovvia, oltre che corretta: la scuola di Minab, il palazzetto dello sport di Lamerd, il ricevimento di un matrimonio a Kouhestak. Bambini massacrati, uccisi con le loro famiglie.
Se un potere agisce come Satana, sceglie i bersagli come Satana e uccide come Satana, allora è Satana. Non protegge un Satana minore che usa gli stessi mezzi, egli stesso è il Grande Satana.
Le mosse sconsiderate del potere globalista, formalmente rappresentato dagli "stati" che pretendono di governare il mondo intero (e che addirittura ne fanno una religione e sostengono di essere in missione per conto del proprio Dio, nel caso più folle ed emblematico di tutti) sono puro terrorismo.
Sono la definizione stessa di terrorismo: io sono la legge, visto che non riconosco alcuna legge sopra la mia stessa volontà, dunque posso fare ciò che voglio, fino a massacrare chi non si adegua alle mie "regole", come le chiama egli stesso, sostituendo questa ipotesi indefinita di dogmi ad ogni ipotesi di Diritto, un tema già ampiamente affrontato da molti commentatori, ora che la coperta delle sovrastrutture diventa ogni giorno più corta e le putridi carni maleodoranti del mostro si palesano in tutta la loro satanica evidenza.
La cronaca è nota e l'analisi del Presidente del Parlamento Iraniano Ghalibaf è più che ovvia, oltre che corretta: la scuola di Minab, il palazzetto dello sport di Lamerd, il ricevimento di un matrimonio a Kouhestak. Bambini massacrati, uccisi con le loro famiglie.
Se un potere agisce come Satana, sceglie i bersagli come Satana e uccide come Satana, allora è Satana. Non protegge un Satana minore che usa gli stessi mezzi, egli stesso è il Grande Satana.
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Il Sassone è stanco.
Illustri commentatori ancora fulminati sulla via di Sassonia dalla pantomima "democratica" delle "elezioni" che, fino ad oggi, ha stritolato tutti, compresi loro.
Nell'agonia, i tromboncini sono ancora convinti che il Popolo conti qualcosa, nel canovaccio della commedia messa in scena dal potere massonico globalista.
Il capocomico mette fuori un guitto nuovo, uno che (da copione) dice basta e che vuole curare il mondo - aprirlo come una scatoletta, diceva un tale non troppo tempo fa - prende una carriola di voti alla kermesse delle crocette sul foglio prestampato con le faccine sorridenti e costoro, i commentatori, hanno ancora il coraggio di sostenere che "la gente è stanca e desidera il cambiamento" - virgolettato non a caso, l'ho appena letto e mi ha spinto a scrivere questa veloce nota.
Che tristezza.
Illustri commentatori ancora fulminati sulla via di Sassonia dalla pantomima "democratica" delle "elezioni" che, fino ad oggi, ha stritolato tutti, compresi loro.
Nell'agonia, i tromboncini sono ancora convinti che il Popolo conti qualcosa, nel canovaccio della commedia messa in scena dal potere massonico globalista.
Il capocomico mette fuori un guitto nuovo, uno che (da copione) dice basta e che vuole curare il mondo - aprirlo come una scatoletta, diceva un tale non troppo tempo fa - prende una carriola di voti alla kermesse delle crocette sul foglio prestampato con le faccine sorridenti e costoro, i commentatori, hanno ancora il coraggio di sostenere che "la gente è stanca e desidera il cambiamento" - virgolettato non a caso, l'ho appena letto e mi ha spinto a scrivere questa veloce nota.
Che tristezza.