Ali
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Ali pinned «Il peccato originale Ancora terrorismo, quello che gli riesce meglio, quello che fanno quando non riescono a fare altro, sia perché non hanno spazi di manovra sia perché non ne son capaci. Allora bombardano quartieri e città, bombardano condomini in cui i…»
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Partenariati

Nel giugno scorso, la Russia e la Corea del Nord hanno siglato un accordo di partenariato strategico globale che, fra le altre cose, stabilisce, articolo 4: se uno dei due Paesi subisse un attacco armato da parte di uno o più Stati e si trovasse in uno stato di guerra, l'altra parte fornirà immediatamente assistenza militare e di altro tipo, con tutti i mezzi a sua disposizione.

La Russia siglerà un analogo accordo strategico anche con l'Iran il cui testo, però, non è ancora noto visto che verrà formalizzato alla fine di ottobre a Kazan, durante il vertice dei BRICS.

Nel frattempo, vogliate gradire un contributo audiovisivo in cui si mostra un missile russo Iskander-M, capace di ospitare testate nucleari e gestito, sul suolo iraniano, da artificieri dello IRGC.
De Occidentalis Strategiae

Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, citando una fonte di alto livello, interna all'IDF:

“ Israele è entrato in guerra nella Striscia di Gaza un anno fa per raggiungere due obiettivi: liberare i prigionieri e sconfiggere Hamas. Dopo non essere riuscito a raggiungere nessuno dei due obiettivi, si è spostato sul fronte settentrionale aggiungendo un terzo obiettivo, il ritorno dei coloni nel nord, ma non è chiaro come lo raggiungerà, non certo attraverso l'invasione di terra in Libano che peraltro sta andando malissimo.

“ Ora Israele si sposterà di nuovo, questa volta verso l'Iran aggiungendo altri obiettivi irrealizzabili ad una guerra che finora non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi. Chi credeva che fosse possibile distrarsi dal fronte meridionale vincendo su quello settentrionale oggi crede che un colpo decisivo all'Iran farebbe scomparire quello settentrionale e così via. Aprire sempre più fronti: la mancanza di strategia si è trasformata essa stessa in strategia.

Nulla di nuovo, naturalmente, una lucida e stringata analisi che ricorda da vicino le guerre permanenti teorizzate, alla fine del secolo scorso, dall'Egemone morente di riferimento, quando prospettava la propria sopravvivenza al potere per un altro secolo ancora.

Il dato rilevante, secondo me, è che la notizia appaia in un giornale interno che cita una fonte interna: nemmeno nell'enclave dei Riccioletti ci si fida più dei Riccioletti.
Ali
De Occidentalis Strategiae Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, citando una fonte di alto livello, interna all'IDF: “ Israele è entrato in guerra nella Striscia di Gaza un anno fa per raggiungere due obiettivi: liberare i prigionieri e sconfiggere…
A proposito del secondo fronte, quello settentrionale che avrebbe dovuto oscurare i fallimenti di quello meridionale, Hezbollah, ovvero l'organizzazione che Israele sostiene di aver decapitato, sta lanciando quello che forse è l'attacco più forte mai sferrato.

Più di duecento missili piovono in Alta Galilea, pochi abbattuti dalla contraerea e molti direttamente a segno.
Ali
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Cannon Fodder Wanted

Come nel caso del giornale Israeliano che parla agli Israeliani, è interessante leggere ciò che gli Stati Uniti raccontano di sé a sé stessi.

Anche The American Conservative parla di strategie fallite: la guerra in Ucraina, invece di indebolire la Russia, come ormai ammesso anche dalla vulgata di propaganda, ha rafforzato sia la tempra che lo spirito del nemico, facendogli stringere patti strategici con le altre potenze della regione e, nello stesso tempo, ha indebolito l'intero occidente, in particolare le colonie europee.

I mezzi tecnici americani si sono rivelati insufficienti a reggere anche soltanto il fronte ucraino ed il tentativo di sostenere quello mediorientale ha costretto a sguarnire le posizioni in Asia orientale, fronte ancora non ufficialmente aperto me che si preannuncia come un altro clamoroso fallimento. Le nostre costosissime e tecnologiche navi da guerra non sono in grado di proteggere il traffico commerciale nel Mar Rosso dove veniamo tenuti a bada con missili da poche migliaia di dollari. La macchina militare americana risulta impantanata ovunque, anche in quegli scenari dove non sta combattendo.

E qui il colpo di reni del giornalista che, senza nessun apparente nesso logico, la sposta dalle truppe di élite alla fanteria: “ Il potere militare americano non è limitato soltanto dalla mancanza di equipaggiamento ma anche dalla carenza di personale: la velocità del reclutamento militare lascia molto a desiderare ed anche i figli dei veterani rifiutano il servizio militare.” No, questa non l'ho capita nemmeno io, ma ecco la tesi: “ Ritorna la necessità della leva obbligatoria: la guerra in Ucraina ci ha dimostrato che nessuna tecnologia può sostituire le persone in carne ed ossa in grado di presidiare la prima linea.”

Ci sarebbe potuto arrivare meglio, l'autore del pezzo, avrebbe potuto collegare il preambolo, tutto sommato corretto, all'obiettivo che gli ordini di scuderia, in redazione, gli hanno chiesto di raggiungere. Ma si sa, l'arte della retorica è una caratteristica non richiesta, nel moderno mestiere del pennivendolo, o magari aveva finito il numero di caratteri a disposizione e non aveva più spazio per i voli pindarici. Ma tant'è, questo è il messaggio: si combatte di fanteria, nel terzo millennio, con gli uomini scagliati a bomba dentro al tritacarne, per dirla con l'indimenticato Prigozhin, ed è un monito rivolto prima di tutto alle colonie geograficamente prossime al fronte, ovvero a noi europei.

Eppure, fino a pochi mesi fa, ci raccontavano di una macchina bellica sofisticata, tecnologica che si era definitivamente allontanata dagli scenari tipici della prima guerra mondiale, retaggio di un passato in cui le battaglie venivano affrontate lanciando migliaia di soldati, male equipaggiati e per nulla addestrati, gli uni contro gli altri, per vedere alla fine quale delle due schiere avesse prevalso in termini di sopravvissuti e di metri guadagnati, su un inutile terreno intriso di sangue.

Ritorna la domanda di fondo che ha animato questi mesi: una strategia tesa a cosa, quale obiettivo si cerca di ottenere che non sia la carneficina. Ovvero, visto il trascorso ormai importante dal punto di vista temporale che ci permette un'analisi statistica invece che probabilistica: quale obiettivo concreto è stato raggiunto fino ad oggi oltre l'ovvio, tragico risultato dei morti, e non soltanto soldati caduti in battaglia, ormai numerabili in svariate centinaia di migliaia?

(grazie a InfoDefense Italia per lo spunto)
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Il Ministero della Salute di Gaza ha pubblicato un documento in cui elenca i civili uccisi nelle “operazioni di guerra” dell'esercito israeliano.

La lista non è esaustiva, riporta soltanto le vittime per le quali è stata possibile l'identificazione.

L'elenco comprende circa 34,000 nomi, si stima che si tratti di circa il 70% del totale. Il documento è composto di 649 pagine.

Per ogni civile ucciso, vengono riportati nome, sesso, età ed estremi di un documento di riconoscimento. I nomi dei caduti sono ordinati per età crescente.

Al-Jazeera ha pubblicato un video che scorre questo elenco, riportando soltanto nomi ed età. Il filmato dura circa un'ora.

Le prime 14 pagine sono occupate dalle vittime con età pari a zero, ovvero bambini con meno di un anno di vita.

Molti di loro non avevano ancora un nome.
Cortocircuito

Lunedì 7 ottobre, ad un anno dall'attacco di Hamas, Meloni va in sinagoga per esprimere vicinanza ai Riccioletti.

Giovedì 10 ottobre, i Riccioletti bombardano le basi della missione Unifil in Libano, con dentro i soldati italiani che Tajani non sapeva bene se ritirare o lasciare laggiù.

Lasciatela tranquilla, non statele addosso: questo dev'essere un momento davvero complicato, per i Meloni. Tutti e due.
il Gatto

“ L'Operazione True Promise 2 (cioè l'attacco iraniano ad Israele del primo ottobre) è stata una sorta di ricognizione in vista degli attacchi mortali che potremmo muovere.

“ Siate stati informati, e fatelo sapere al nemico: il sistema di Hezbollah è in uno stato di completa efficienza operativa ed è all'apice della sua potenza, e vendicherà il martire Sayyed Hassan Nasrallah.

A parlare è l'Assistente del Comandante in capo dell'IRGC e questo è estremamente interessante. Ricordate quando l'Iran, dopo l'attacco terroristico costato la vita a Sayyed Nasrallah, si è offerto di affiancare Hezbollah nella necessaria rappresaglia contro i Riccioletti?

Ebbene, in quella circostanza Hezbollah, dal Libano, rispose all'Iran di non preoccuparsi, la situazione era sotto controllo, ci avrebbero pensato loro a rispondere a tono all'aggressione sionista sul territorio del proprio Stato Sovrano, costata la vita al proprio Comandante.

Oggi sono i Guardiani della Rivoluzione Islamica, dall'Iran, a reggere il gioco ai propri compagni e a comunicare a Israele che, nonostante la propria efficienza, ampiamente dimostrata sul campo, lasceranno che sia Hezbollah a giocare con la propria preda e con i suoi riccioletti untuosi, almeno per un po'.

Poco più sopra, in un altro post, avevo paragonato l'intera situazione ad un gatto che, prima di farlo a pezzi, giochi con la propria preda, col topo. Mai metafora fu più calzante. Per di più il gatto non ha alcuna voglia di mangiarselo, il topo: è un gioco. Gli lascia libera una via di fuga, gli fa credere di avere la possibilità non tanto di vincere il confronto, quale idea, ma almeno di avere l'opportunità di sopravvivere.

Invece no, il Gatto è sempre il Gatto e quello è soltanto un topo.
Cavallucci e Pigiami (1/2)

Un punto fermo della cinematografia italiana, ormai un classico, prima del disastro delle attuali produzioni, è Così Parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo, una lucida immagine della realtà urbana (napoletana ma universale) vista attraverso gli occhi di un vecchio professore di filosofia che tiene salotto con alcuni amici e cerca di inquadrare gli avvenimenti del quotidiano nelle categorie dei grandi del pensiero.

In uno degli episodi narrativi, uno straordinario Riccardo Pazzaglia interpreta il ruolo di un uomo che sta mettendo in piedi una piccola truffa, inscenando il furto della propria auto per riscuotere il premio dell'assicurazione. Nella scena, egli cerca di costruirsi testimoni, raccontando in strada l'accaduto e ripetendo la storia del furto ad ogni passante che si unisce al capannello di gente che s'è formato.

L'automobile, in realtà, non è stata rubata ed è nascosta da qualche parte. Ad un certo punto, infatti un uomo tarchiato ed abbronzato, pieno di anelli e catene d'oro, evidentemente malavitoso di un certo rango, irrompe nel crocchio di persone e chiede all'aspirante truffatore se il ragazzino che ha inscenato il furto può ritornare nell'auto a cercare qualcosa che ha perduto.

La piazza è rovinata, i testimoni non ci sono più, la truffa non ha funzionato ed il mancato truffatore, che evidentemente ha pagato qualcosa al malavitoso per inscenare il furto, resta l'unico truffato.

All'uomo non resta che un cavalluccio rosso, un oggetto che ha fatto parte della messa in scena.

(continua)
Cavallucci e Pigiami (2/2)

E' passato un anno da quando Israele ha iniziato con la soluzione finale nella striscia di Gaza approfittando di eventi poco chiari e che probabilmente rimarranno oscuri e fumosi a lungo, molto a lungo e che, come altri accadimenti che imprimono svolte significative alla Storia, vengono ricordati con una data: il 7 ottobre, una sorta di 11 settembre locale.

Da quel momento, la nostra Rappresentante locale, quella che voleva ristabilire il diritto sul piano interno e riaffermare il ruolo autonomo dell'Italia sul piano internazionale, non ha potuto far altro che uniformarsi alla narrazione imposta da chi le ha permesso di interpretare il ruolo del capocomico per il tempo che le è concesso.

Dopo la totale sparizione delle critiche alla gestione della pantomima sanitaria ed in conformità alla subalternità totale all'aggressione occidentale alla Federazione Russa, la nostra Eroina Sovranista non ha potuto far altro che spalmarsi sulla narrazione sionista fino a diventare indistinguibile da quella.

Colpo di scena: il Riccioletto impazzito, meno abbronzato e con meno catene al collo del personaggio di De Crescenzo, ma malavitoso di ben più alto rango, spedisce i propri ragazzi armati in divisa a bombardare la caserma in cui la Nostra piccola truffatrice teneva i propri soldati, anche questi vestigia del passato, una delle tante inutili ed indifendibili eredità da tenere in piedi senza motivo alcuno.

Panico. La narrazione non sta più in piedi: l'aggredito che avremmo dovuto difendere con tutte le nostre forze, quello che abbiamo armato per difendersi dall'aggressore beduino subumano che possiamo sterminare come meglio crediamo perché è causa d'ogni male, per l'occidente tutto, quel Popolo Eletto da Dio a baluardo democratico in Mesopotamia ora ci spara addosso, con le nostre stesse armi?

La piazza è rovinata, gli elettori, quei pochi che fossero miracolosamente sopravvissuti fino a questo momento, non ci sono più, la truffa “democratica” non ha funzionato ed il burattino femmina, madre, cristiana e sovranista, che evidentemente ha pagato qualcosa al malavitoso per inscenare la propria vittoria elettorale, resta l'unico truffato.

Si fa per dire naturalmente, i veri truffati siamo e restiamo noi, in particolare quelle vittime della propaganda occidentale che ancora credano di vivere in una democrazia, in uno Stato sovrano all'interno del quale la volontà popolare conti qualcosa. Ma ogni tanto è bello assistere all'imbarazzo estremo delle maschere che, dopo aver recitato diligentemente il ruolo che è stato loro assegnato, assistono sul palco, a scena aperta, alla distruzione del proprio personaggio.

Alla nostra non resta che un pigiama palazzo rosa, un oggetto che ha fatto parte della messa in scena.
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Ali pinned «Cavallucci e Pigiami (1/2) Un punto fermo della cinematografia italiana, ormai un classico, prima del disastro delle attuali produzioni, è Così Parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo, una lucida immagine della realtà urbana (napoletana ma universale) vista…»
Ali
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How I meet your mother

“Dell'interessante”, come ogni tanto si legge nelle traduzioni automatiche dal Russo, una forma che mi piace moltissimo.

Si dice che il digitale sia una forma di schiavitù ed in realtà è molto difficile sostenere la tesi opposta. E' abbastanza normale incrociare per strada gente immersa nello schermo del proprio telefono anche mentre cammina, oppure gente che fa esercizio fisico e che, invece di una bottiglietta d'acqua, regge fra le mani il dispositivo oppure lo porta legato al braccio, mentre ha le orecchie tappate dalle immancabili cuffie wireless cinesi.

Cosa molto pericolosa, quando sei per strada nel traffico, ma vorrai mai distaccarti dal tuo sacro mondo digitale e perdere il contatto coi tuoi simili, anche soltanto per un momento?

Ecco il punto: la connessione con gli altri individui della tua specie è mediata attraverso quell'oggetto tecnico, e le regole attraverso cui avviene questa comunicazione sono gestite da altri, da chi ha messo in piedi e gestisce la rete fisica che la permette, e non sei certo tu: tu sei la merce.

Nel contributo audiovisivo, un effetto immediato di questa nuova forma di socialità mediata e come negli anni questo meccanismo ha influenzato la caratteristica principale dell'interazione fra individui: la formazione delle coppie, ovvero l'embrione della famiglia, il sottoinsieme sociale che dovrebbe assicurare la conservazione - e l'evoluzione - della specie.

(grazie a Il Mondo Di Schwab)
Ali
il Gatto “ L'Operazione True Promise 2 (cioè l'attacco iraniano ad Israele del primo ottobre) è stata una sorta di ricognizione in vista degli attacchi mortali che potremmo muovere. “ Siate stati informati, e fatelo sapere al nemico: il sistema di Hezbollah…
L'agenzia di stampa Tasnim, citando fonti dell'IRGC, riporta che il Parlamento Iraniano sta lavorando a un disegno di Legge per formalizzare l'alleanza militare dell'Asse della Resistenza: Palestina, Libano, Siria, Iraq, Yemen, con particolare riferimento ad Hezbollah, Hamas, Houthi e alla Resistenza Islamica Irachena.

Si prevede la creazione di una sala operativa congiunta con una infrastruttura militare unificata ed azioni coordinate. La forma operativa sarà quella del partenariato strategico già visto con la Russia: tutte le parti saranno obbligate ad intervenire nel caso in cui una di esse venisse attaccata dal nemico, ed il riferimento ad Israele e Stati Uniti non potrebbe essere più esplicito.

Il topo sionista ha le ore contate.

(via War Real Time)
Ali
L'agenzia di stampa Tasnim, citando fonti dell'IRGC, riporta che il Parlamento Iraniano sta lavorando a un disegno di Legge per formalizzare l'alleanza militare dell'Asse della Resistenza: Palestina, Libano, Siria, Iraq, Yemen, con particolare riferimento…
“Dell'interessante” (sì mi piace, come incipit)

L'agenzia Middle East Eye che, nonostante il nome orientaleggiante è più anglosassone di Bono Vox ed ha più o meno con gli stessi orientamenti politici, riferisce, citando fonti, che Esmail Qaani, leader di Quds, unità di élite della Guardia della Rivoluzione Islamica, sarebbe sotto interrogatorio in Iran per gravi accuse di violazione della sicurezza, in relazione all'azione terroristica israeliana che è costata la vita a Sayyed Hassan Nasrallah.

L'agenzia Tasnim News, che invece è più persiana di Mitridate, pubblica una stringata risposta: " Le nostre fonti affermano che le vostre fonti sono in errore oppure che stanno dicendo bugie: a voi la scelta.”

Già da settimane, se non da mesi, assistiamo al tentativo disperato dell'occidente di fomentare le rivalità interne alle compagini mediorientali, al fine di alimentare il vecchio meccanismo del divide et impera, tante volte già visto e tante volte, purtroppo, utilizzato con successo dall'Egemone per imporre la propria volontà su un popolo distratto, impegnato a lottare con sé stesso.

Ma col Gatto non attacca.
Forwarded from Giubbe Rosse
🇷🇺🇮🇷 PUNTI SALIENTI DELL’INCONTRO TRA PUTIN E PEZESHKIAN AD ASHGABAT

Fonti: TASS/Rybar
Ad Ashgabat, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno tenuto un incontro nel quale è stata sottolineata la crescente partnership strategica tra i loro Paesi.

Dichiarazioni di Vladimir Putin:
“Le relazioni russo-iraniane sono una priorità per la Russia e si stanno sviluppando con successo. Un altro incontro tra i due leader è previsto al vertice dei BRICS a Kazan. La Russia continua a collaborare attivamente con l'Iran nelle questioni internazionali”.

Dichiarazioni di Masoud Pezeshkian:
“La situazione regionale è diventata critica e il disprezzo di Israele per le norme giuridiche internazionali e umanitarie rappresenta un problema chiave. I paesi europei e gli Stati Uniti stanno ostacolando gli sforzi per allentare la tensione in Medio Oriente. La partnership tra Iran e Russia in ambito culturale ed economico si rafforza di giorno in giorno. L'Iran prevede di firmare un accordo di cooperazione strategica con la Russia al vertice dei BRICS di Kazan”.

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Giubbe Rosse
🇷🇺🇮🇷 PUNTI SALIENTI DELL’INCONTRO TRA PUTIN E PEZESHKIAN AD ASHGABAT Fonti: TASS/Rybar Ad Ashgabat, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno tenuto un incontro nel quale è stata sottolineata la crescente partnership…
Non che avessimo dubbi, naturalmente. Al contempo, la vecchia amicizia (di comodo) della Federazione Russa coi Riccioletti si sfalda sempre di più - e finalmente, come ho già avuto modo di scrivere. Di seguito, il discorso al Consiglio della Sicurezza ONU del rappresentante permanente della Russia, Vasilij Nebenzja:

" Centinaia di UAV da ricognizione e attacco operano nei cieli del Libano meridionale giorno e notte. Ogni ora, gli aerei dell'aviazione israeliana effettuano massicci attacchi con missili e bombe contro le presunte posizioni di armi di Hezbollah, i suoi combattenti e comandanti, le infrastrutture militari e persino civili del movimento sciita, compresi centri medici e mediatici.

“ Il cinismo di questi attacchi è sconcertante: alcuni di essi sono in quartieri densamente popolati di Beirut e di altre città libanesi. Risulta che le autorità di Gerusalemme Ovest non solo si fanno palesemente beffe dei principi del diritto umanitario internazionale, ma considerano anche le vittime civili come una sorta di "danno collaterale" nello spirito del "se tagli la foresta, volano le schegge".
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A proposito di gatti, esseri superiori, ecco la reazione di Larry, la mascotte di Downing Street, all'arrivo di alcuni scomodi personaggi.

Già quel falso laburista è difficile da digerire – deve aver pensato Larry – ora pure il Comico Grigioverde? Ok, io vado a fare un giro a Westminster, see you later.
Hezbollah modifica leggermente il tiro e non si limita a colpire soltanto gli obiettivi militari di Israele. Nella prima foto a sinistra si può vedere del fumo salire da una centrale elettrica nei pressi di Tel Aviv.

Nella parte destra della foto, invece, l'imbarazzante burattino che dovrebbe diventare “presidente” nella sede centrale dell'Egemone conferma la propria vicinanza ed il proprio sostegno militare ed economico all'enclave mediorientale dei Riccioletti Unti dal Signore.

Non che avessimo dubbi, sia chiaro, a parte uno, il dubbio di come faccia lo zio Sam a provvedere al fabbisogno militare di qualcun altro, ora che è egli stesso a dire di non averne abbastanza nemmeno per sé e, soprattutto, dove prenderà i soldi dopo che il proprio debito con l'estero avrà raggiunto una cifra che supera il valore di tutti gli Stati messi assieme, suolo, bestiame e cittadini compresi, e dopo che il Dollaro sarà diventato carta straccia, come di fatto sta già avvenendo?

(collage fotografico da Saker Italia)