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Voglio quello che ha preso lui
Come dicevamo qui (t.me/alimalta/6216) le balle che l'occidente racconta prima di tutto a sé stesso finiscono di vivere di vita propria, si auto alimentano, si ingigantiscono e si modificano fino a sostenere altre narrazioni o addirittura a inventarne di nuove.
E' il caso delle “truppe Nord Coreane” che accorrono a sostenere quelle Russe “in difficoltà”: è iniziata così e, sulle prime, ha giustificato l'invio in Ucraina di armi provenienti dalla Corea del Sud. Senza averne alcuna prova (girano delle foto di giovani militari dagli occhi a mandorla, magari di leva, scattate chissà dove) ogni attore si è sentito in diritto di cavalcare la notizia, il rigurgito neo segretario NATO si è detto certo del coinvolgimento di Kim Jong-un nel conflitto, il Comico Grigioverde è arrivato a dire che l'Ucraina è in guerra con la Corea del Nord, lo stesso Putin, dopo che i propri soldati hanno cominciato a scherzare issando bandiere Coreane sugli edifici conquistati, è dovuto intervenire per raffreddare gli animi: abbiamo un accordo di partenariato, con gli amici Coreani e, se e quando ce ne sarà bisogno ciascuno di noi aiuterà l'altro con tutti gli strumenti di cui dispone e questo, naturalmente, non è affar vostro.
Ora questa balla comincia a mescolarsi ai vecchi temi sul tavolo e viene sfruttata per mandare avanti lo sgangherato carrozzone della propaganda che fa acqua da tutte le parti, mentre i soliti pennivendoli al soldo dell'occidente la prendono per oro colato e la diffondono come verità assoluta. In particolare, si ritorna a parlare dell'uso di armi occidentali per colpire il territorio Russo, un'altra dose d'aria fritta, naturalmente: Donetsk è territorio Russo, per esempio, e gli ucraini non hanno mai chiesto il permesso a nessuno per colpirla con le armi di cui dispongono, cioè occidentali, e non in azioni militari ma terroristiche su scuole, ospedali, condomini, parchi e mezzi pubblici, uccidendo civili, donne e bambini.
“Se scopriremo che la Corea del Nord ha inviato truppe sul fronte Ucraino, concederemo a Kiev di colpire il territorio Russo con armi occidentali”, è la nuova genialata tirata fuori dal cilindro dei Mangiafuoco del Dipartimento di Stato Yankee. Quale possa essere la connessione logica fra le due circostanze resta un mistero, ma guai a scendere nel merito delle favole che ci hanno raccontato in questi tempi di servaggio incondizionato, soprattutto nell'ultimo lustro. L'unica reazione coerente sarebbe una gragnuola di schiaffi al cantastorie, elargita in silenzio, senza dire nulla.
Naturalmente, oltre al disagio, un disegno c'è, ovvero un obiettivo che si cerca di raggiungere. Ecco Lavrov, nella sua solita, invidiabile lucidità, che fa un'analisi precisa dello stato dell'arte della vicenda. In sintesi: l'occidente ha già truppe coinvolte nel teatro dello scontro per procura detto Ucraina ma questo, almeno fino ad ora, è sottaciuto, è tenuto sotto traccia. L'impiego di nuove armi per colpire il territorio Russo prevede anche la fornitura dei tecnici che sapranno usarle: si tratta di strumenti tecnici sofisticati per gestire i quali non basta un corso accelerato, anche perché l'Ucraina non ha praticamente più uomini motivati alla lotta e sta rastrellando civili che non hanno alcuna intenzione di diventare tecnici artiglieri. Dunque, ci sarà un coinvolgimento di truppe massiccio, che non potrà più essere nascosto, per usare queste armi e come giustificarlo se non accusando il nemico di aver a sua volta inviato “stranieri” sul campo di battaglia?
In altri termini: è nata prima l'arma occidentale o il tecnico che la sa usare? Niente di tutto questo, rispondono gli americani, che la sanno lunga: sono nate prima le truppe Nord Coreane. Molto lisergico, se ci pensi. Parafrasando la famosa battuta di un vecchio film:
Voglio quello che hanno preso al Dipartimento di Stato.
Come dicevamo qui (t.me/alimalta/6216) le balle che l'occidente racconta prima di tutto a sé stesso finiscono di vivere di vita propria, si auto alimentano, si ingigantiscono e si modificano fino a sostenere altre narrazioni o addirittura a inventarne di nuove.
E' il caso delle “truppe Nord Coreane” che accorrono a sostenere quelle Russe “in difficoltà”: è iniziata così e, sulle prime, ha giustificato l'invio in Ucraina di armi provenienti dalla Corea del Sud. Senza averne alcuna prova (girano delle foto di giovani militari dagli occhi a mandorla, magari di leva, scattate chissà dove) ogni attore si è sentito in diritto di cavalcare la notizia, il rigurgito neo segretario NATO si è detto certo del coinvolgimento di Kim Jong-un nel conflitto, il Comico Grigioverde è arrivato a dire che l'Ucraina è in guerra con la Corea del Nord, lo stesso Putin, dopo che i propri soldati hanno cominciato a scherzare issando bandiere Coreane sugli edifici conquistati, è dovuto intervenire per raffreddare gli animi: abbiamo un accordo di partenariato, con gli amici Coreani e, se e quando ce ne sarà bisogno ciascuno di noi aiuterà l'altro con tutti gli strumenti di cui dispone e questo, naturalmente, non è affar vostro.
Ora questa balla comincia a mescolarsi ai vecchi temi sul tavolo e viene sfruttata per mandare avanti lo sgangherato carrozzone della propaganda che fa acqua da tutte le parti, mentre i soliti pennivendoli al soldo dell'occidente la prendono per oro colato e la diffondono come verità assoluta. In particolare, si ritorna a parlare dell'uso di armi occidentali per colpire il territorio Russo, un'altra dose d'aria fritta, naturalmente: Donetsk è territorio Russo, per esempio, e gli ucraini non hanno mai chiesto il permesso a nessuno per colpirla con le armi di cui dispongono, cioè occidentali, e non in azioni militari ma terroristiche su scuole, ospedali, condomini, parchi e mezzi pubblici, uccidendo civili, donne e bambini.
“Se scopriremo che la Corea del Nord ha inviato truppe sul fronte Ucraino, concederemo a Kiev di colpire il territorio Russo con armi occidentali”, è la nuova genialata tirata fuori dal cilindro dei Mangiafuoco del Dipartimento di Stato Yankee. Quale possa essere la connessione logica fra le due circostanze resta un mistero, ma guai a scendere nel merito delle favole che ci hanno raccontato in questi tempi di servaggio incondizionato, soprattutto nell'ultimo lustro. L'unica reazione coerente sarebbe una gragnuola di schiaffi al cantastorie, elargita in silenzio, senza dire nulla.
Naturalmente, oltre al disagio, un disegno c'è, ovvero un obiettivo che si cerca di raggiungere. Ecco Lavrov, nella sua solita, invidiabile lucidità, che fa un'analisi precisa dello stato dell'arte della vicenda. In sintesi: l'occidente ha già truppe coinvolte nel teatro dello scontro per procura detto Ucraina ma questo, almeno fino ad ora, è sottaciuto, è tenuto sotto traccia. L'impiego di nuove armi per colpire il territorio Russo prevede anche la fornitura dei tecnici che sapranno usarle: si tratta di strumenti tecnici sofisticati per gestire i quali non basta un corso accelerato, anche perché l'Ucraina non ha praticamente più uomini motivati alla lotta e sta rastrellando civili che non hanno alcuna intenzione di diventare tecnici artiglieri. Dunque, ci sarà un coinvolgimento di truppe massiccio, che non potrà più essere nascosto, per usare queste armi e come giustificarlo se non accusando il nemico di aver a sua volta inviato “stranieri” sul campo di battaglia?
In altri termini: è nata prima l'arma occidentale o il tecnico che la sa usare? Niente di tutto questo, rispondono gli americani, che la sanno lunga: sono nate prima le truppe Nord Coreane. Molto lisergico, se ci pensi. Parafrasando la famosa battuta di un vecchio film:
Voglio quello che hanno preso al Dipartimento di Stato.
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Ali
Gli Stanislavskij de noantri (2/2)
Ebbene, l'occidente finisce per crederci egli stesso, alla balla auto-costruita dal proprio sistema di propaganda, a qualunque livello. Dal Crocetta all'ultimo dei caporali di giornata degli avieri, passando per Generali…
Ebbene, l'occidente finisce per crederci egli stesso, alla balla auto-costruita dal proprio sistema di propaganda, a qualunque livello. Dal Crocetta all'ultimo dei caporali di giornata degli avieri, passando per Generali…
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Ali
Voglio quello che ha preso lui Come dicevamo qui (t.me/alimalta/6216) le balle che l'occidente racconta prima di tutto a sé stesso finiscono di vivere di vita propria, si auto alimentano, si ingigantiscono e si modificano fino a sostenere altre narrazioni…
Doppio salto mortale carpiato con avvitamento all'indietro: ora si ritira fuori la storia delle armi inviate in Russia dalla Corea del Nord, una vicenda che ha già qualche mese, spacciandola come un fatto nuovo, frutto di "indagini" posteriori alla notizia delle truppe.
Altro che roba buona, ragazzi, questa dev'essere una droga sintetica di straordinaria purezza. Heisenberg, scansati.
Altro che roba buona, ragazzi, questa dev'essere una droga sintetica di straordinaria purezza. Heisenberg, scansati.
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Francesca Quibla
Gli israeliani non sanno ancora contro chi stanno combattendo. Noi siamo i figli dell'Imam Hussein. Quando l'Imam Hussein, figlio di Ali, affrontò un esercito di 30.000 soldati al servizio di un califfo oppressivo, aveva solo 72 compagni leali al suo fianco.…
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Onore al Comandante Sinwar.
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Ali
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VolksVertrauen
L'industria tedesca è in condizioni da coma profondo, e questa ormai non è più l'opinione catastrofista delle “Cassandre” che remano contro il grande impero “democratico” basato su regole che nessuno ha mai letto perché non scritte, è un dato di fatto accettato da oggettivi indicatori economici, oltre che platealmente voluto dall'impero stesso, nel tentativo di arginare il proprio immenso debito con l'estero contratto a furia di stampare dollari che prestavano agli altri, promettendo lauti riscatti che non sarebbero mai stati in grado di pagare.
Uccidere i propri partner commerciali, allora, oltre ad essere nello stile yankee che se non obbedisci ti bombarda, è una soluzione: intanto indebolisci il tuo creditore che avrà sempre meno mezzi per esigere il tuo debito poi, facendo laggiù terra bruciata e promettendo vantaggi in casa tua, spingi le attività economiche primarie, le industrie delle terre che distruggi, a trasferirsi da te, nella speranza di rallentare la crescita del tuo debito. In quest'ottica, acquistano un senso sia l'esplosione del gasdotto che il governo di Salsiccia Triste, composto da improbabili personaggi come la NeroVerde che va in Cina e non trova nessuno ad accoglierla, o come il Pistone Grippato che fa finta di capire di faccende militari perché da piccolo aveva la collezione completa dei soldatini dell'Atlantic.
Fuggono tutti: EOn, Metro, BASF, Henkel, Bosh, Adidas soltanto per citare i nomi più noti, hanno già aperto stabilimenti in altre parti del mondo, in particolare negli Stati Uniti, e stanno dismettendo le sedi storiche tedesche, accelerando il processo di impoverimento alla base della manovra descritta sopra. In particolare, il fiore all'occhiello dell'industria tedesca, l'automobile, sta subendo il colpo più duro, quello che per la nostrana Stellantis (ex Fiat, con alterne vicende) è risultato mortale: la favola “green” delle automobili a batteria. Audi si ridimensiona, Mercedes taglia la produzione e la Fiat dei crucchi, la VolksWagen, l'auto del popolo, chiude interi stabilimenti, siamo a tre, annunciando licenziamenti e cassa integrazione per quasi la metà dei propri dipendenti.
Nonostante questo oggettivo disastro, una cosa che non puoi più nascondere sotto al tappeto, come abbiamo visto, ecco che esce un altro grafico rincuorante che vorrebbe raccontare di un popolo felice che si sta riprendendo dalla mazzata subita. Holger Zschaepitz (che riporto via Giubbe Rosse) pubblica il diagramma in foto che sarebbe la “fiducia dei consumatori” ovvero “le aspettative di reddito e la propensione ad effettuare acquisti”, leggo testualmente e sorrido. Il miglioramento è ben modesto, in realtà, siamo passati da un -20 abbondante ad un risicato -18%, siamo lontani dagli annunci fiabeschi di casa nostra in cui la Culona Malvestita o chi per essa parlano di un albero della cuccagna che vedono soltanto loro.
Allora ho chiesto lumi alla Serva, la nostra amica proverbialmente portata alla Partita Doppia e, per la qual cosa, fonte di pragmatiche quanto profonde analisi economiche: “ Come mai, secondo te, le ho chiesto, il popolo tedesco, derubato ed umiliato, ormai senza lavoro e senza altra prospettiva che quella di combattere in una guerra voluta altrove, contro un nemico che invece era la sua fonte di benessere, avrebbe guadagnato fiducia prospettando acquisti nell'immediato futuro?
“ Elementare, mi ha risposto senza distogliere lo sguardo dalle sue faccende, hanno deciso di rompere il salvadanaio, iniziano a capitalizzare i beni immobili, ad erodere il risparmio. Poi ha aggiunto, fra sé e sé: l'ho detto che dovevo andare a lavorare da uno più sveglio, qui sono sprecata.
L'industria tedesca è in condizioni da coma profondo, e questa ormai non è più l'opinione catastrofista delle “Cassandre” che remano contro il grande impero “democratico” basato su regole che nessuno ha mai letto perché non scritte, è un dato di fatto accettato da oggettivi indicatori economici, oltre che platealmente voluto dall'impero stesso, nel tentativo di arginare il proprio immenso debito con l'estero contratto a furia di stampare dollari che prestavano agli altri, promettendo lauti riscatti che non sarebbero mai stati in grado di pagare.
Uccidere i propri partner commerciali, allora, oltre ad essere nello stile yankee che se non obbedisci ti bombarda, è una soluzione: intanto indebolisci il tuo creditore che avrà sempre meno mezzi per esigere il tuo debito poi, facendo laggiù terra bruciata e promettendo vantaggi in casa tua, spingi le attività economiche primarie, le industrie delle terre che distruggi, a trasferirsi da te, nella speranza di rallentare la crescita del tuo debito. In quest'ottica, acquistano un senso sia l'esplosione del gasdotto che il governo di Salsiccia Triste, composto da improbabili personaggi come la NeroVerde che va in Cina e non trova nessuno ad accoglierla, o come il Pistone Grippato che fa finta di capire di faccende militari perché da piccolo aveva la collezione completa dei soldatini dell'Atlantic.
Fuggono tutti: EOn, Metro, BASF, Henkel, Bosh, Adidas soltanto per citare i nomi più noti, hanno già aperto stabilimenti in altre parti del mondo, in particolare negli Stati Uniti, e stanno dismettendo le sedi storiche tedesche, accelerando il processo di impoverimento alla base della manovra descritta sopra. In particolare, il fiore all'occhiello dell'industria tedesca, l'automobile, sta subendo il colpo più duro, quello che per la nostrana Stellantis (ex Fiat, con alterne vicende) è risultato mortale: la favola “green” delle automobili a batteria. Audi si ridimensiona, Mercedes taglia la produzione e la Fiat dei crucchi, la VolksWagen, l'auto del popolo, chiude interi stabilimenti, siamo a tre, annunciando licenziamenti e cassa integrazione per quasi la metà dei propri dipendenti.
Nonostante questo oggettivo disastro, una cosa che non puoi più nascondere sotto al tappeto, come abbiamo visto, ecco che esce un altro grafico rincuorante che vorrebbe raccontare di un popolo felice che si sta riprendendo dalla mazzata subita. Holger Zschaepitz (che riporto via Giubbe Rosse) pubblica il diagramma in foto che sarebbe la “fiducia dei consumatori” ovvero “le aspettative di reddito e la propensione ad effettuare acquisti”, leggo testualmente e sorrido. Il miglioramento è ben modesto, in realtà, siamo passati da un -20 abbondante ad un risicato -18%, siamo lontani dagli annunci fiabeschi di casa nostra in cui la Culona Malvestita o chi per essa parlano di un albero della cuccagna che vedono soltanto loro.
Allora ho chiesto lumi alla Serva, la nostra amica proverbialmente portata alla Partita Doppia e, per la qual cosa, fonte di pragmatiche quanto profonde analisi economiche: “ Come mai, secondo te, le ho chiesto, il popolo tedesco, derubato ed umiliato, ormai senza lavoro e senza altra prospettiva che quella di combattere in una guerra voluta altrove, contro un nemico che invece era la sua fonte di benessere, avrebbe guadagnato fiducia prospettando acquisti nell'immediato futuro?
“ Elementare, mi ha risposto senza distogliere lo sguardo dalle sue faccende, hanno deciso di rompere il salvadanaio, iniziano a capitalizzare i beni immobili, ad erodere il risparmio. Poi ha aggiunto, fra sé e sé: l'ho detto che dovevo andare a lavorare da uno più sveglio, qui sono sprecata.
Forwarded from InfoDefenseITALIA
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InfoDefenseITALIA
Questi sono i personaggi che gli Stati Uniti, l'Unione Europea ed il nostro governo stanno armando e finanziando. Nulla di diverso dai nazistelli genocidi con la kippah, è evidente. Così com'è evidente che non esiste il giusto contrappasso né per gli esecutori né, men che meno, per i mandanti, primi fra tutti quelli che avanzeranno la scusa di aver soltanto obbedito agli ordini che gli arrivavano da Bruxelles o da Washington.
In un mondo ideale, sarebbero questi ultimi i primi che vedremmo garrire al vento, sospesi al contrario.
In un mondo ideale, sarebbero questi ultimi i primi che vedremmo garrire al vento, sospesi al contrario.
Voi siete qui (ONU e dintorni)
Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice USA all'ONU, ha attaccato Francesca Albanese accusandola di antisemitismo e dichiarandola inadatta al ruolo di Relatrice delle Nazioni Unite.
Gli risponde Craig Mokhiber, ex funzionario USA per i diritti umani all'ONU, esperto internazionale in diritto: “Tu non hai statura morale per poter criticare la Relatrice delle Nazioni Unite, Linda. Mentre lei difende i diritti umani, tu sostieni il genocidio. Mentre lei si oppone al potere, tu ti inchini ad esso così profondamente da disonorare te stessa e il Paese che rappresenti.
Il Rappresentante della Russia all'ONU, Vasily Nebenzya, elogia il sistema di difesa aerea Iraniano: “Se l'Iran non fosse stato in allerta il numero delle vittime, in particolare civili, sarebbe stato molto più alto. È nostra opinione che tali azioni aggressive da parte di Israele siano inaccettabili e non debbano ripetersi.
Viktor Orbán, non all'ONU stavolta, ma sul proprio account X ed in una intervista, ha accusato apertamente Manfred Weber, capogruppo PPE, e la Wonder Layer di: “Cospirare per far cadere Governo e Ungherese e sostituirlo con dei fantocci fedeli a Bruxelles, come già accaduto in Polonia.
Senza commenti, questi sono i fatti e questo è il livello del dibattito: gli attori coinvolti nel teatro politico internazionale non si fanno più scrupoli né di nascondersi dietro gli antichi feticci di democrazia, ordine, regole e via dicendo, né di accusare apertamente i responsabili del disastro in cui il mondo si trova.
Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice USA all'ONU, ha attaccato Francesca Albanese accusandola di antisemitismo e dichiarandola inadatta al ruolo di Relatrice delle Nazioni Unite.
Gli risponde Craig Mokhiber, ex funzionario USA per i diritti umani all'ONU, esperto internazionale in diritto: “Tu non hai statura morale per poter criticare la Relatrice delle Nazioni Unite, Linda. Mentre lei difende i diritti umani, tu sostieni il genocidio. Mentre lei si oppone al potere, tu ti inchini ad esso così profondamente da disonorare te stessa e il Paese che rappresenti.
Il Rappresentante della Russia all'ONU, Vasily Nebenzya, elogia il sistema di difesa aerea Iraniano: “Se l'Iran non fosse stato in allerta il numero delle vittime, in particolare civili, sarebbe stato molto più alto. È nostra opinione che tali azioni aggressive da parte di Israele siano inaccettabili e non debbano ripetersi.
Viktor Orbán, non all'ONU stavolta, ma sul proprio account X ed in una intervista, ha accusato apertamente Manfred Weber, capogruppo PPE, e la Wonder Layer di: “Cospirare per far cadere Governo e Ungherese e sostituirlo con dei fantocci fedeli a Bruxelles, come già accaduto in Polonia.
Senza commenti, questi sono i fatti e questo è il livello del dibattito: gli attori coinvolti nel teatro politico internazionale non si fanno più scrupoli né di nascondersi dietro gli antichi feticci di democrazia, ordine, regole e via dicendo, né di accusare apertamente i responsabili del disastro in cui il mondo si trova.
Forwarded from Repubblica Araba di Siria 🇸🇾 (Ulisse Da Itaca)
La replica del ministro degli Esteri iraniano Araghchi all’alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Joseph Borrell, che ha minacciato delle “misure” contro l’Iran per aver giustiziato il terrorista Sharmahd:
“Sig. @JosepBorrellF:
“Mi piacerebbe crederti quando dici che la vita e la dignità umana dovrebbero essere protette. Il problema è che i tuoi compagni europei sostengono senza vergogna il genocidio a Gaza e la carneficina in Libano.
Che ne dici di "una misura UE" per porre fine all'uccisione di oltre 50.000 palestinesi a Gaza? Che ne dici di "una misura UE" per consentire a 1,5 milioni di rifugiati in Libano di tornare a casa? Che ne dici di "una misura UE" per sostenere le famiglie di coloro che sono stati uccisi da Jamshid Sharmahd? Altrimenti, l'Europa rappresenta solo l'ipocrisia”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario: https://t.me/iranislamico
“Sig. @JosepBorrellF:
“Mi piacerebbe crederti quando dici che la vita e la dignità umana dovrebbero essere protette. Il problema è che i tuoi compagni europei sostengono senza vergogna il genocidio a Gaza e la carneficina in Libano.
Che ne dici di "una misura UE" per porre fine all'uccisione di oltre 50.000 palestinesi a Gaza? Che ne dici di "una misura UE" per consentire a 1,5 milioni di rifugiati in Libano di tornare a casa? Che ne dici di "una misura UE" per sostenere le famiglie di coloro che sono stati uccisi da Jamshid Sharmahd? Altrimenti, l'Europa rappresenta solo l'ipocrisia”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario: https://t.me/iranislamico
Ali
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Lo sanno tutti
Per fortuna ogni tanto i controllori lasciano i pupazzetti a briglia sciolta e ne possiamo approfittare per alleggerire un po' i drammatici racconti di queste ore.
Visto che la cosiddetta opposizione Georgiana non accetta il risultato elettorale, la Corte Suprema del Paese ha convocato la rappresentante in pectore del dissenso, la presidentessa tutt'ora in carica Salomè Zurabishvili, che aveva parlato di ingerenze Russe nelle elezioni, di sofisticate macchinazioni per sconvolgere il risultato che invece, lo sanno tutti, avrebbe dovuto favorire lei ed i suoi partititi filo atlantici, non farli arrivare, tutti assieme, a poco più della metà di Sogno Georgiano.
Avrai delle prove, le ha chiesto il Giudice, per fare una affermazione tanto grave.
Non importa se non abbiamo prove, è stata la replica, dimostrare brogli elettorali è molto difficile: nemmeno gli Stati Uniti sono riusciti a farlo, eppure lo sanno tutti che, almeno nelle ultime tre elezioni presidenziali americane, c'è stata la Russia dietro e ne ha condizionato il risultato.
Ben detto, le hanno fatto coro gli sconfitti, quella del Giudice è soltanto una macchinazione per impedirci di impugnare il risultato delle elezioni truccate: lo sanno tutti.
Per fortuna ogni tanto i controllori lasciano i pupazzetti a briglia sciolta e ne possiamo approfittare per alleggerire un po' i drammatici racconti di queste ore.
Visto che la cosiddetta opposizione Georgiana non accetta il risultato elettorale, la Corte Suprema del Paese ha convocato la rappresentante in pectore del dissenso, la presidentessa tutt'ora in carica Salomè Zurabishvili, che aveva parlato di ingerenze Russe nelle elezioni, di sofisticate macchinazioni per sconvolgere il risultato che invece, lo sanno tutti, avrebbe dovuto favorire lei ed i suoi partititi filo atlantici, non farli arrivare, tutti assieme, a poco più della metà di Sogno Georgiano.
Avrai delle prove, le ha chiesto il Giudice, per fare una affermazione tanto grave.
Non importa se non abbiamo prove, è stata la replica, dimostrare brogli elettorali è molto difficile: nemmeno gli Stati Uniti sono riusciti a farlo, eppure lo sanno tutti che, almeno nelle ultime tre elezioni presidenziali americane, c'è stata la Russia dietro e ne ha condizionato il risultato.
Ben detto, le hanno fatto coro gli sconfitti, quella del Giudice è soltanto una macchinazione per impedirci di impugnare il risultato delle elezioni truccate: lo sanno tutti.
Ali
Riccioletti all'autodemolizione Cosa sono riusciti ad ottenere gli israeliani in un anno abbondante di guerra, si chiede Arch Bungle su Moon of Alabama. Niente è la risposta o almeno nessun vantaggio, hanno soltanto gettato le basi della propria auto distruzione.…
Avanti così
Lisa Johnson, ambasciatrice USA in Libano, ha chiesto “una rivolta del Paese contro Hezbollah” perché, ha spiegato, “Israele non riuscirà ad ottenere tutto con la guerra” e “bisogna preparare il Libano all'era post-Hezbollah”
I segnali di fallimento dell'occidente e del suo avamposto imperialista in Medioriente si fanno sempre più espliciti: il piano inclinato della decadenza dell'Egemone diventa sempre più simile ad un buco nero e l'orizzonte degli eventi si avvicina.
Lisa Johnson, ambasciatrice USA in Libano, ha chiesto “una rivolta del Paese contro Hezbollah” perché, ha spiegato, “Israele non riuscirà ad ottenere tutto con la guerra” e “bisogna preparare il Libano all'era post-Hezbollah”
I segnali di fallimento dell'occidente e del suo avamposto imperialista in Medioriente si fanno sempre più espliciti: il piano inclinato della decadenza dell'Egemone diventa sempre più simile ad un buco nero e l'orizzonte degli eventi si avvicina.
Nojo volevam savuar
Secondo Frankfurter Allgemeine Zeitung, “i colloqui fra Ucraina e Stati Uniti sono ostacolati dal pessimo inglese di Zelenskyj e, soprattutto, di Ermak”.
“I politici Ucraini non si avvalgono di interpreti e gli americani, spesso, non riescono a comprendere del tutto i loro discorsi e, soprattutto, non riescono a capire se le spiegazioni che danno loro siano state correttamente comprese”, scrive il giornale.
Secondo Frankfurter Allgemeine Zeitung, “i colloqui fra Ucraina e Stati Uniti sono ostacolati dal pessimo inglese di Zelenskyj e, soprattutto, di Ermak”.
“I politici Ucraini non si avvalgono di interpreti e gli americani, spesso, non riescono a comprendere del tutto i loro discorsi e, soprattutto, non riescono a capire se le spiegazioni che danno loro siano state correttamente comprese”, scrive il giornale.
Ali
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Lo sanno tutti 2
Poteva mancare il presidente polacco Dududù Dadadà quando si tratta del nemico pubblico numero uno, la Russia?
“Ieri ho parlato con Salomè”, ha detto Dududù, “e mi ha riferito che la Russia ha rubato le elezioni in Georgia su più livelli, non le ha proprio truccate, quanto ne ha distorto nel risultato”.
“Nel senso che Putin ha interferito negli affari della Georgia?” - gli chiedono.
“Non abbiamo prove evidenti, nessuno riuscirebbe a dimostrare un attacco così raffinato, ma il partito che è attualmente al potere in Georgia, Sogno Georgiano, gode del sostegno delle Autorità Russe e del sostegno di Vladimir Putin”
“Dunque la conclusione è semplicissima, non c'è bisogno di dimostrare nulla: lo sanno tutti”.
Non le ha truccate ma ne ha distorto il risultato: sono il primo a sorridere certo, ma la cosa è drammatica: questo è il livello medio dei burattini “democraticamente eletti” che fanno finta di amministrare il nostro spazio, il nostro tempo, le nostre vite: lo sanno tutti. Anzi, dovrebbero saperlo, invece lo ignorano, o fanno finta di ignorarlo, vanno avanti come se nulla fosse.
Poteva mancare il presidente polacco Dududù Dadadà quando si tratta del nemico pubblico numero uno, la Russia?
“Ieri ho parlato con Salomè”, ha detto Dududù, “e mi ha riferito che la Russia ha rubato le elezioni in Georgia su più livelli, non le ha proprio truccate, quanto ne ha distorto nel risultato”.
“Nel senso che Putin ha interferito negli affari della Georgia?” - gli chiedono.
“Non abbiamo prove evidenti, nessuno riuscirebbe a dimostrare un attacco così raffinato, ma il partito che è attualmente al potere in Georgia, Sogno Georgiano, gode del sostegno delle Autorità Russe e del sostegno di Vladimir Putin”
“Dunque la conclusione è semplicissima, non c'è bisogno di dimostrare nulla: lo sanno tutti”.
Non le ha truccate ma ne ha distorto il risultato: sono il primo a sorridere certo, ma la cosa è drammatica: questo è il livello medio dei burattini “democraticamente eletti” che fanno finta di amministrare il nostro spazio, il nostro tempo, le nostre vite: lo sanno tutti. Anzi, dovrebbero saperlo, invece lo ignorano, o fanno finta di ignorarlo, vanno avanti come se nulla fosse.
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Questi sono i personaggi che gli Stati Uniti, l'Unione Europea ed il nostro governo stanno armando e finanziando. Nulla di diverso dai nazistelli genocidi con la kippah, è evidente. Così com'è evidente che non esiste il giusto contrappasso né per gli esecutori…
https://t.me/ambrusitalia/2546
E non è affatto un segreto, tutt'altro. Girano fior di documenti e prese di posizioni internazionali. Ma nessuno se ne accorge ognuno fa finta di non vedere. I cosiddetti "giornalisti" che nascondono queste atrocità escono tranquillamente dalle redazioni, ogni sera, e ritornano tranquillamente nelle proprie case, senza che nessuno presenti loro il conto dei crimini di cui si rendono corresponsabili.
Parole al vento, lo so.
Ogni tanto mi prende e devo dirlo.
E non è affatto un segreto, tutt'altro. Girano fior di documenti e prese di posizioni internazionali. Ma nessuno se ne accorge ognuno fa finta di non vedere. I cosiddetti "giornalisti" che nascondono queste atrocità escono tranquillamente dalle redazioni, ogni sera, e ritornano tranquillamente nelle proprie case, senza che nessuno presenti loro il conto dei crimini di cui si rendono corresponsabili.
Parole al vento, lo so.
Ogni tanto mi prende e devo dirlo.
Telegram
Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
Il Tribunale Pubblico Internazionale per i crimini commessi dai neonazisti ucraini ha pubblicato un rapporto dal titolo “Le atrocità commesse dal regime neonazista di Kiev nella regione di Kursk”
Nel rapporto sono raccolte le testimonianze della popolazione…
Nel rapporto sono raccolte le testimonianze della popolazione…
Come osi difenderti ?
Dell'attacco all'Iran da parte dei Riccioletti ormai sappiamo tutto: numero di missili lanciati, dov'erano diretti, quanti di questi sono stati intercettati - praticamente tutti - quanti di questi hanno raggiunto gli obiettivi o comunque il suolo e che danni hanno causato - praticamente nessuno, senza scendere nel dettaglio basta contare il numero di caduti: cinque, quattro militari e un civile.
Sappiamo anche da dove sono partiti, dall'Iraq, cioè dall'area occidentale tutt'ora sotto il controllo delle forze angloamericane che hanno promesso di andar via ma sono ancora lì. Una larga parte dei missili coinvolti nell'operazione è stata intercettata proprio sul cielo dell'Iraq ed anche i caccia Israeliani non sono riusciti a raggiungere il confine Iraniano a causa dell'intenso, impenetrabile scudo di contraerea della Repubblica Islamica.
Indirettamente, e strappandoci un sorriso, anche uno dei capirione dei Riccioletti, il Capo di Stato Maggiore che suona come un trapassato prossimo (non li nomino, lo sapete, e nella fattispecie gli valga come augurio) ammette il fallimento dell'operazione, ma a modo suo:
“ Se l'Iran commetterà ancora l'errore di lanciare un fuoco di sbarramento contro di noi, la nostra vendetta sarà tremenda.
Questi sono i Militari Unti dal Signore di cui parlava Komeini, fanno tanto i gradassi quando sanno di poter vincere facile ma davanti al confronto vero scappano. Oppure protestano, come l'aspirante trapassato: abbiamo fatto tanto per attaccarti e tu, invece di rispettare il nostro sforzo, che fai, ti difendi? Ma sei proprio un antisemita, allora!
Dell'attacco all'Iran da parte dei Riccioletti ormai sappiamo tutto: numero di missili lanciati, dov'erano diretti, quanti di questi sono stati intercettati - praticamente tutti - quanti di questi hanno raggiunto gli obiettivi o comunque il suolo e che danni hanno causato - praticamente nessuno, senza scendere nel dettaglio basta contare il numero di caduti: cinque, quattro militari e un civile.
Sappiamo anche da dove sono partiti, dall'Iraq, cioè dall'area occidentale tutt'ora sotto il controllo delle forze angloamericane che hanno promesso di andar via ma sono ancora lì. Una larga parte dei missili coinvolti nell'operazione è stata intercettata proprio sul cielo dell'Iraq ed anche i caccia Israeliani non sono riusciti a raggiungere il confine Iraniano a causa dell'intenso, impenetrabile scudo di contraerea della Repubblica Islamica.
Indirettamente, e strappandoci un sorriso, anche uno dei capirione dei Riccioletti, il Capo di Stato Maggiore che suona come un trapassato prossimo (non li nomino, lo sapete, e nella fattispecie gli valga come augurio) ammette il fallimento dell'operazione, ma a modo suo:
“ Se l'Iran commetterà ancora l'errore di lanciare un fuoco di sbarramento contro di noi, la nostra vendetta sarà tremenda.
Questi sono i Militari Unti dal Signore di cui parlava Komeini, fanno tanto i gradassi quando sanno di poter vincere facile ma davanti al confronto vero scappano. Oppure protestano, come l'aspirante trapassato: abbiamo fatto tanto per attaccarti e tu, invece di rispettare il nostro sforzo, che fai, ti difendi? Ma sei proprio un antisemita, allora!
Ali
Come osi difenderti ? Dell'attacco all'Iran da parte dei Riccioletti ormai sappiamo tutto: numero di missili lanciati, dov'erano diretti, quanti di questi sono stati intercettati - praticamente tutti - quanti di questi hanno raggiunto gli obiettivi o comunque…
Non lo sapevo, poco fa mentre scrivevo, lo giuro, leggo adesso: l'aspirante trapassato è sfuggito ad un drone di Hezbollah diretto contro la casa dove si trovava e risulta illeso, contrariamente a quattro uomini della sua scorta che sono morti.
I miei scritti sono di buon auspicio, ne prendo atto.
Coraggio, imperfetto: passerai fra i tempi composti anche tu, molto presto.
I miei scritti sono di buon auspicio, ne prendo atto.
Coraggio, imperfetto: passerai fra i tempi composti anche tu, molto presto.