Ali
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Dormite preoccupati.

Il Ministero della Difesa Russo ha reso pubblici nomi, indirizzi e coordinate geografiche delle Imprese dove vengono prodotti gli UAV con cui l'Ucraina colpisce la Russia.

Oltre alla Turchia (e ad “israele” dove credo sia rimasto ben poco del tessuto industriale) i Paesi Europei coinvolti sono Germania, Spagna, Italia e Repubblica Ceca. In particolare ad Hanau, Germania, si fabbricano i motori, a Madrid, Spagna, vengono prodotti componenti per la radionavigazione, mentre in Italia la produzione è attiva in ben quattro stabilimenti, fra Milano, Como e Venezia.

Dmitry Medvedev invita a prendere con la dovuta attenzione il comunicato del Ministero: la lista dei luoghi di produzione di droni costituisce un registro di potenziali obiettivi legittimi per le Forze Armate Russe.
Ali
In risposta al cessate il fuoco in Libano - ma il poliziotto messianico cattivo già rumoreggia - l'Iran dichiara aperto lo Stretto di Ormuz. In apparenza un errore, un ennesimo tentativo di scendere a patti con la serpe satanista muta-forma, ma in realtà…
L'Agenzia Iraniana Fars riferisce le condizioni di "apertura" dello Stretto di Hormuz:

- Le navi devono essere commerciali, mentre è vietato il passaggio alle navi militari. Inoltre né le navi né il loro carico devono essere collegati a Paesi ostili.

- Le navi devono transitare lungo la rotta designata dall'Iran.

- Il passaggio delle navi deve essere coordinato con le forze iraniane responsabili di tale passaggio
.

Insomma, altro che traffico libero come racconta il Biondo: le condizioni di transito nelle acque territoriali Iraniane non sono cambiate più di tanto...
La carta migliore.

È ora di adeguarsi alle nuove regole per la navigazione nello Stretto di Hormuz, scrive Ebrahim Azizi, Presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale.

Transitano soltanto le navi commerciali, autorizzate della Marina delle Forze Armate Iraniane e dopo aver pagato il relativo pedaggio.

La situazione è il risultato del rapporto di forze nella Regione determinato dal campo di battaglia: se gli americani causeranno il minimo disturbo, queste regole saranno rapidamente modificate.

Dunque, parlatemi ancora di "vittoria" della Coalizione Epstein e di Iraniani che lasciano cadere sul tavolo da gioco la propria carta migliore, coraggio.
Una colonia del perdente.

Non si tratta semplicemente di essere dalla parte sbagliata della Storia: questo presupporrebbe una volontà politica, un'autonomia decisionale che non abbiamo.

Churchill lo disse chiaramente: vivrete come una nazione libera ma non sarete certo liberi di fare ciò che volete.

Siamo soltanto una colonia di provincia dell'Impero che si è accaparrato una parte di mondo, dopo l'ultima guerra che ha... pardon, che sostiene di aver vinto, per tacer del feticcio sovrannazionale EU che sarebbe arrivato poi.

E stavolta l'Impero ha perso.
Ali
La carta migliore. È ora di adeguarsi alle nuove regole per la navigazione nello Stretto di Hormuz, scrive Ebrahim Azizi, Presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale. Transitano soltanto le navi commerciali, autorizzate della Marina delle Forze…
Ed in ogni caso è già finita.

Avevamo accettato in buona fede di concedere il passaggio ad alcune imbarcazioni civili, sotto il nostro stretto controllo e dietro pagamento del dovuto pedaggio, riferisce il Colonnello Zolfaqari.

Purtroppo gli americani continuano con gli atti di pirateria e rapina contro le imbarcazioni ed i porti Iraniani. Di conseguenza, il parziale permesso di traffico è revocato e lo Stretto di Hormuz torna sotto stretto controllo della Marina delle Forze Armate Iraniane, conclude il portavoce dell'IRGC.
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Rimozione del cancro nazi-sionista dal Castello di Beaufort, Arnoun, Libano meridionale.
Parlare con chi?

L'Iran non sarà presente al secondo atto della farsa dei "colloqui" con la Coalizione Epstein ad Islamabad.

Richieste eccessive ed irrealistiche, repentini cambi di posizione e continue contraddizioni: in una parola, la natura stessa della Serpe muta-forma dalle molteplici lingue biforcute.
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Non c'è alcuna differenza.

Se non rimetto la foto, è sempre per il solito motivo: una sorta di pudore, il tentativo di non offendere la sensibilità di chi guarda e, bontà sua, legge. Il soggetto è noto, un "soldato" dell'esercito dei "buoni" distrugge a colpi d'ascia un'icona cristiana, la più importante, e puoi credere o non credere, non è quello il punto.

Dietro quel gesto c'è tutta la protervia suprematista ed imperialista della mafia globalista, di quel manipolo di folli che pretendono di possedere il mondo, mentre raccontano a tutti di essere le vittime, di doversi difendere dai "cattivi" che vogliono sterminarne sei milioni, di Riccioletti, un numero di fantasia, ben precedente alla pantomima dello sterminio nazista spacciata come storiografia, e prodromo alla fondazione dell'enclave imperialista messianica in Asia occidentale.

E c'è tutto il servilismo dei "governi" occidentali, dei servi fedeli, ovvero dei burattini scritturati per interpretarne le parte, delle vittime che riconoscono blasfema genesi divina nel carnefice proprio e delle genti che pretendono di rappresentare: quei nemici che viaggiano alla nostra testa sperando di compiacere il cravattaro ebreo e raccogliere le briciole che cascano dalla sua tavola adorna d'oro e carne umana.

Per l'Islam il Dio cristiano che s'è fatto Uomo è un Profeta e quella che l'ha generato è la più Santa fra le Donne. Per i discendenti di Abramo sono soltanto dei Goyim, degli esseri inferiori che vanno seviziati e uccisi, esattamente come una giovane donna Palestinese lasciata nelle grinfie di un colono dalla bizzarra capigliatura, col ghigno del proprio dio luciferino stampato in volto.

E c'è ancora chi si ostina a far distinguo, ad applicare il divide et impera culturale dettato dall'élite, quello che vorrebbe i folli seguaci del Terzo Tempio diversi dai fedeli devoti della cosiddetta "religione", individuata nei testi "sacri" scritti di suo pugno dal massone imperialista.

Ma la Verità inizia a farsi strada, prepotente come soltanto Lei sa essere, anche nell'immaginario collettivo: non c'è alcuna differenza, sono loro, i sedicenti "eletti" ad essere il vero nemico dell'umanità, il cancro satanista che va estirpato dal Pianeta, e sono tutti uguali.
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Messaggio ai naviganti del Golfo Persico e del Mare di Oman, diffuso in broadcast dalla Marina delle Forze Armate Iraniane, sul canale 16 VHF:

Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Verrà riaperto per ordine della nostra Guida, l'Imam Khamenei, non dai tweet di qualche idiota.
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E' soltanto propaganda?

Probabilmente sì ma, come sostiene il Generale Mousavi, Comandante delle Forze Aerospaziali IRGC, il nemico, a differenza dell'Iran, non è in grado di ricostituire le sue scorte di munizioni, né durante la tregua né in tempi più lunghi.

Tutti i rapporti dell'intelligence, sia interni alla Coalizione Epstein che diramati dalle “monarchie” del Golfo, sono concordi nell'affermare che le capacità offensive dell'Iran non sono state intaccate dalle decine di migliaia di raid aerei compiuti durante il tentativo di rovesciamento della Repubblica Islamica.

A fronte di Basi americane sventrate, i siti di lancio IRGC sotterranei sono intatti e la produzione Iraniana, nell'ordine delle migliaia di pezzi al mese, surclassa quella dell'occidente imperialista che si attesta, per alcuni modelli di punta, che di fatto hanno dimostrato la propria inefficacia sul campo di battaglia, a poche decine all'anno.
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Action figures with accessories:
play your own Gulf strike.

Sempre sette più alla propaganda Iraniana: siete troppo avanti, ragazzi.
Ali
Non c'è alcuna differenza. Se non rimetto la foto, è sempre per il solito motivo: una sorta di pudore, il tentativo di non offendere la sensibilità di chi guarda e, bontà sua, legge. Il soggetto è noto, un "soldato" dell'esercito dei "buoni" distrugge a colpi…
Le fila dei "risvegliati" si ingrossano: ecco a voi un professore universitario ed economista Finlandese.

Quando cominci a bussare a denari, sopra la capoccia della gente, qualcosa dentro si smuove e le rotelle, pur intorpidite da decenni di "libertà" e "democrazia", riprendono a girare.
Il tritatutto
1 - del perché si combatte.

Contro l'Iran non si vince. Questo dovrebbe essere chiaro anche ai sassi, ormai. La macchina da guerra occidentale, quella che per brevità chiamiamo americana ma comprende tutto, avamposto messianico incluso, non può nulla contro il non-occidente, cioè tutto il resto del mondo impegnato a combattere i primi su più fronti: tutto l'Asse della Resistenza, certo, ma anche la Russia, impegnata su un altro fronte, Corea del Nord, Cina, eccetera.

Già detto tante volte: oltre alle parole ed ai proclami, pura fantasia altalenante, spesso contraddittoria, stanno accadendo due cose concrete, molto precise, non mascherabili. Primo: il tritacarne umano. Non soltanto Palestina, Siria e Libano, giusto per restare ai fatti di cronaca senza citare le pur recenti "missioni di pace" terroristiche della mafia globalista, ma anche l'Ucraina. Una terra trasformata in un unico, colossale cimitero.

Gli scagnozzi del regime rastrellano per le strade gli ultimi superstiti e li spediscono a morire al fronte. Non certo per "vincere la guerra", ci mancherebbe, è un tritacarne, un mattatoio a cielo aperto, un campo di sterminio senza recinto e senza camere a gas, efficientissimo, a costo zero. Di ciò che accade un po' più a sud non vale nemmeno la pena parlare. I bombardamenti sulle scuole, sugli ospedali, sulle città, oltre a provocare il nemico, effetto cercato, come vedremo più avanti, servono a quello: decimare la popolazione.

Secondo, azzerare l'economia. Bloccare ogni attività produttiva, drenare ciò che resta del patrimonio immobiliare, convogliando gli utili nelle tasche delle multinazionali, saldamente controllate dall'artefice, la mafia globalista, e lasciando le briciole ai caporali che fanno il lavoro sporco di cui sopra. E sono briciole davvero: cosa vuoi che sia una villa in Toscana coi cessi d'oro al confronto col fatturato di Rheinmetall. Nella stessa idrovora che divora carne umana finiscono anche i nostri risparmi, la nostra vita quotidiana, giusto per fare i conti della serva, distraendosi un attimo dai massimi sistemi.

(continua)
Ali
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Il Tritatutto
2 – del perché non si ferma.

Ed il punto è, qui volevo arrivare, che la macchina descritta, oltre a funzionare alla grande, non è arrestabile. Anche se, come per miracolo, la farsa dei "colloqui di pace" arrivasse ad un qualche tangibile risultato, il treno del disastro, sociale ed economico, è avviato e richiederebbe tempi biblici per fermarsi, oltre all'azzeramento fisico della massoneria che lo guida a velocità folle.

Voglio citare le parole di un armatore, non ricordo il nome ma è uno che di trasporti via mare ne capisce, è il suo lavoro. La chiusura di un porto commerciale, racconta il nostro uomo, causa un intasamento di merci che richiede un tempo almeno triplo per essere smaltita. Un giorno di fermo rallenta le operazioni per almeno tre giorni, una settimana può diventare anche un mese di disagi. Navi cariche ferme in mare ad aspettare, piazzali ingombri di container, treni merci fermi ai terminali, camionisti che bivaccano lungo le autostrade, per chilometri. Con tutto quello che ne consegue e penso, a puro titolo di esempio, al materiale deperibile.

Bene, ora guardiamo la foto sopra. La macchia di colore a sinistra è il traffico nello Stretto di Hormuz prima della "guerra" voluta dai banchieri d'occidente, la riga sottile che procede verso destra è quello che passa ora, mentre l'Iran, come rappresaglia alla strage di civili blocca il commercio del nemico il quale, ed ecco il punto, è ben felice che tutto questo accada. Anzi, dice il Biondo, marionetta dei citati manovratori folli, partecipo alla chiusura anch'io, di qua non passerà più niente.

L'Iran ci sta facendo a pezzi, così come la Russia, e non parlo certo delle costosissime quanto inutili macchine da guerra americane o della popolazione Ucraina, ma di noi, di me che scrivo e di te che leggi. Ed il bello è che il tritatutto è nostro, l'abbiamo acceso noi e lo alimentiamo, con la nostra stessa carne.
Wave 101

La maschera Bionda dell'élite globalista ha appena affermato, in un'intervista ad un programma radiofonico, che "se l'Iran non si siederà al tavolo dei negoziati, avrà dei problemi".

In questa vignetta, la risposta della Repubblica Islamica: ti stiamo aspettando, sarà la centoun-esima ondata di attacchi con missili e droni.
Armi letali.

Per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone ha revocato le restrizioni all'esportazione di armi.

Tokyo potrà ora fornire armi letali ai Paesi con cui ha accordi di Difesa, tra cui gli Stati Uniti e il Regno Unito.

Durante un'esercitazione, un proiettile del carro armato Giapponese Type 10 è esploso all’interno dell'abitacolo, causando la morte di tre ed il ferimento del quarto soldato a bordo.

Appresa la notizia, Washington e Londra hanno commentato: ben gentili ma grazie lo stesso, fate come se avessimo accettato.
Non si scherza più.

Ci hanno creduto tutti, fino alla fine. Il Vice Biondo è già partito per Islamabad, hanno cominciato a scrivere le campane occidentali, già da sabato. No, correggevano poche ore dopo, ha ritardato la partenza, era ancora nei pressi della Casa Bionda a concordare i dettagli, ma adesso è partito davvero, anche se non è chiaro dove sia la delegazione Iraniana.

Oggi, Mercoledì, è chiaro anche ai pennivendoli più tramortiti che quella delegazione non c'è, non c'è mai stata e non ci sarà mai, visti i trascorsi con la serpe satanista muta-forma che ti adesca con la diplomazia per tirarti in una trappola, oltre al fatto che il Vice Biondo non s'è mai mosso.

La maschera Bionda principale, allora, cerca di correre ai ripari: il cessate il fuoco con pirateria libera è prorogato fino a che l'Iran non si presenterà al tavolo dei negoziati con una proposta chiara. Non ridete, l'ha scritto davvero in uno dei suoi deliranti post sulla propria, personale rete sociale.

Ammesso e non concesso che ne meriti una, non si fa attendere la risposta ufficiale: il perdente non può dettare condizioni. La Repubblica Islamica non riconosce questa strana pausa unilaterale del nemico, nella sua stessa guerra di aggressione, probabilmente nel tentativo di limitare i danni che ha subito costantemente, fin dalle prime ore.

Il Governo, le Forze Armate ed il Popolo Iraniani, continua il comunicato, si riservano il diritto di agire nell'interesse Nazionale, con i mezzi che riterranno opportuni: nuovi dispositivi stanno per scendere in campo.

Attraverso gli opportuni canali diplomatici, l'Iran rinnova l'invito rivolto ai Popoli dei Paesi che ospitano installazioni militari o commerciali riconducibili all'occidente ad allontanarsi da quegli insediamenti, ovvero da ciò che ne rimane: in quanto obiettivi sensibili, quei siti diverranno presto oggetto di attenzione, per le Forze Aerospaziali dell'IRGC: non si scherza più.