TV or not TV
Ci sono cose decisamente più importanti di cui occuparsi, data la Fase, ma due parole sulla pantomima di distrazione di massa ultima corrente mi viene di scriverle, e sorvoliamo sulla magra figura della nostrana diplomazia, il dicastero che fu di Giggino, che ha convocato l'ambasciatore Russo, una sorta di sotto-prodotto Picernese.
Mi incuriosisce piuttosto tutto questo fiorire di tromboncini che “premettono”, prima di notare la trave nel proprio occhio, quello del “paese” colonia che sarebbe stato offeso dal linguaggio colorito del Giornalista Russo (sul proprio blog, attenzione, non in TV) mentre i nostrani pennivendoli da un tanto al chilo dicono peste e corna di un Paese vero, quello che il potere mafioso globalista ci ordina di individuare come nemico (e stavolta in TV, sui canali nazionali) anche se con la solita nota schizofrenica: l'abbiamo messo in ginocchio, l'Orso Russo, non riesce ad aver ragione della straordinaria forza occidentale, 44 gatti democratici contro una dittatura bolscevica, e sta soccombendo, ma si prepara ad invaderci, dunque dobbiamo investire gli ultimi spiccioli che ci rimangono in armi, così da impedirgli di arrivare a Lisbona (amen).
Eppure, infine, sono d'accordo con la tesi di costoro: definire vergogna della razza umana una fascista, idiota patentata, cattiva donnina, quel burattino sorosiano che viaggia alla nostra testa e che io chiamo Culona Malvestita, suscitando la stizza del gregge semi-colto terrazzato, costituisce un insulto inammissibile, per la Razza Umana.
Ci sono cose decisamente più importanti di cui occuparsi, data la Fase, ma due parole sulla pantomima di distrazione di massa ultima corrente mi viene di scriverle, e sorvoliamo sulla magra figura della nostrana diplomazia, il dicastero che fu di Giggino, che ha convocato l'ambasciatore Russo, una sorta di sotto-prodotto Picernese.
Mi incuriosisce piuttosto tutto questo fiorire di tromboncini che “premettono”, prima di notare la trave nel proprio occhio, quello del “paese” colonia che sarebbe stato offeso dal linguaggio colorito del Giornalista Russo (sul proprio blog, attenzione, non in TV) mentre i nostrani pennivendoli da un tanto al chilo dicono peste e corna di un Paese vero, quello che il potere mafioso globalista ci ordina di individuare come nemico (e stavolta in TV, sui canali nazionali) anche se con la solita nota schizofrenica: l'abbiamo messo in ginocchio, l'Orso Russo, non riesce ad aver ragione della straordinaria forza occidentale, 44 gatti democratici contro una dittatura bolscevica, e sta soccombendo, ma si prepara ad invaderci, dunque dobbiamo investire gli ultimi spiccioli che ci rimangono in armi, così da impedirgli di arrivare a Lisbona (amen).
Eppure, infine, sono d'accordo con la tesi di costoro: definire vergogna della razza umana una fascista, idiota patentata, cattiva donnina, quel burattino sorosiano che viaggia alla nostra testa e che io chiamo Culona Malvestita, suscitando la stizza del gregge semi-colto terrazzato, costituisce un insulto inammissibile, per la Razza Umana.
A proposito dei Pirati dei Caraibi in gita nel Mar Arabico ed alla invincibile flotta hollywoodiana agli ordini del Capitano Biondo, ecco una lista parziale delle navi commerciali, non vascelli da guerra, che hanno rotto il "blocco" dei Corsari globalisti.
Edit: secondo il Financial Times, le navi Iraniane che hanno attraversato lo Stretto sono 34: 19 in uscita e 15 in ingresso. Capitan Potos batte la fiacca...
Edit: secondo il Financial Times, le navi Iraniane che hanno attraversato lo Stretto sono 34: 19 in uscita e 15 in ingresso. Capitan Potos batte la fiacca...
Di pacchetti, petrolio e cessi d'oro.
Avevo perso il conto, ero indeciso se quello in bilico fosse il 19° o il 21° “pacchetto” di sanzioni della EU alla Russia, cioè di quella che è convinta di aver rovinato la seconda, che invece sopravvive allegramente, con una capacità produttiva che i Paesi... pardon, le colonie della mafia globalista del Vecchio Continente ormai non ricordano neppure.
Insomma, quello in bilico, cioè il 20°, avrebbe dovuto dare la spallata definitiva all'Orso Russo, come se i primi 19 avessero attenuto un qualche risultato, e tralasciamo la famosa battuta attribuita ad Einstein: fare un errore non è grave, l'errore vero e rifarlo aspettandosi un risultato diverso (e questi sono a due decine) e dimentichiamo pure che è una precisa strategia quella dell'élite sovranazionale: costringere le colonie a “mosse" assurde, rovinando il proprio tessuto produttivo e le economie locali.
Di difficile gestazione, questo ventesimo errore, non veniva fuori perché conteneva una norma, ritenuta mortale dai soliti tromboncini eterodiretti, sempre per il “nemico” e mai per sé stessi, ovvero il totale divieto per la Russia di esportare di petrolio e gas. Ovviamente le multinazionali Russe che commerciano in energia se ne fanno un baffo di questa “norma” e continuano i propri commerci con gli altri attori internazionali che fanno altrettanto e proseguono con i propri affari.
Dunque chi paga? Gli stessi euro-cagnolini che hanno proclamato il veto. Saranno loro ad essere fregati, alla fine, e qualche barlume di coerenza s'è pur manifestato, visto che c'era ancora qualcuno che metteva il veto, perché credeva non fosse una grande idea quella di darsi la zappa sui piedi e rinunciare alla fonte d'energia a buon mercato che aveva permesso ad alcune zone del Vecchio Continente, fra cui la nostra disastrata Penisola, se non proprio di prosperare almeno di sopravvivere alla grande.
Ma ora c'è la “crisi in Medioriente” col Biondo che fa a gara con gli Iraniani a chi impedisce meglio il traffico di merci, mentre un intreccio di cause ed effetti, cioè di attacchi terroristici ad obiettivi civili e di ritorsioni contro obiettivi d'interesse occidentale, chiude definitivamente il rubinetto alle risorse europee. E questo sullo sfondo di un'altra “guerra”, quella in Ucraina che, ben lontana da ogni ipotesi di “vittoria”, ha ormai come unico scopo la distruzione di siti di stoccaggio ed impianti di trasporto del carburante Russo.
Che fare, dunque? Togliamo il divieto di commercio di gas e petrolio dal 20° pacchetto di sanzioni che, infatti, viene approvato subito, anche dagli euro-cagnolini che hanno mangiato la foglia e tentano di sopravvivere. Ma gli servirà a ben poco: la Russia ha fatto sapere che, in ragione della crisi provocata dagli attacchi Ucraini alle infrastrutture, alcune forniture verso i vecchi clienti Europei verranno interrotte, a favore di soggetti Asiatici più affidabili e, diciamolo, meno allucinati.
Resta inteso che, in ragione del ventesimo tentativo di assalto al Cielo economico Russo, i nostri artigiani della ceramica non potranno più commerciare in tazze, bidet e lavandini col nemico bolscevico, mentre rimane confermato il flusso di denaro verso Kiev, sapientemente convertito, a cura dei vertici locali, in cessi d'oro con cui adornare i loculi marmorei delle ville, in terra di Toscana.
Avevo perso il conto, ero indeciso se quello in bilico fosse il 19° o il 21° “pacchetto” di sanzioni della EU alla Russia, cioè di quella che è convinta di aver rovinato la seconda, che invece sopravvive allegramente, con una capacità produttiva che i Paesi... pardon, le colonie della mafia globalista del Vecchio Continente ormai non ricordano neppure.
Insomma, quello in bilico, cioè il 20°, avrebbe dovuto dare la spallata definitiva all'Orso Russo, come se i primi 19 avessero attenuto un qualche risultato, e tralasciamo la famosa battuta attribuita ad Einstein: fare un errore non è grave, l'errore vero e rifarlo aspettandosi un risultato diverso (e questi sono a due decine) e dimentichiamo pure che è una precisa strategia quella dell'élite sovranazionale: costringere le colonie a “mosse" assurde, rovinando il proprio tessuto produttivo e le economie locali.
Di difficile gestazione, questo ventesimo errore, non veniva fuori perché conteneva una norma, ritenuta mortale dai soliti tromboncini eterodiretti, sempre per il “nemico” e mai per sé stessi, ovvero il totale divieto per la Russia di esportare di petrolio e gas. Ovviamente le multinazionali Russe che commerciano in energia se ne fanno un baffo di questa “norma” e continuano i propri commerci con gli altri attori internazionali che fanno altrettanto e proseguono con i propri affari.
Dunque chi paga? Gli stessi euro-cagnolini che hanno proclamato il veto. Saranno loro ad essere fregati, alla fine, e qualche barlume di coerenza s'è pur manifestato, visto che c'era ancora qualcuno che metteva il veto, perché credeva non fosse una grande idea quella di darsi la zappa sui piedi e rinunciare alla fonte d'energia a buon mercato che aveva permesso ad alcune zone del Vecchio Continente, fra cui la nostra disastrata Penisola, se non proprio di prosperare almeno di sopravvivere alla grande.
Ma ora c'è la “crisi in Medioriente” col Biondo che fa a gara con gli Iraniani a chi impedisce meglio il traffico di merci, mentre un intreccio di cause ed effetti, cioè di attacchi terroristici ad obiettivi civili e di ritorsioni contro obiettivi d'interesse occidentale, chiude definitivamente il rubinetto alle risorse europee. E questo sullo sfondo di un'altra “guerra”, quella in Ucraina che, ben lontana da ogni ipotesi di “vittoria”, ha ormai come unico scopo la distruzione di siti di stoccaggio ed impianti di trasporto del carburante Russo.
Che fare, dunque? Togliamo il divieto di commercio di gas e petrolio dal 20° pacchetto di sanzioni che, infatti, viene approvato subito, anche dagli euro-cagnolini che hanno mangiato la foglia e tentano di sopravvivere. Ma gli servirà a ben poco: la Russia ha fatto sapere che, in ragione della crisi provocata dagli attacchi Ucraini alle infrastrutture, alcune forniture verso i vecchi clienti Europei verranno interrotte, a favore di soggetti Asiatici più affidabili e, diciamolo, meno allucinati.
Resta inteso che, in ragione del ventesimo tentativo di assalto al Cielo economico Russo, i nostri artigiani della ceramica non potranno più commerciare in tazze, bidet e lavandini col nemico bolscevico, mentre rimane confermato il flusso di denaro verso Kiev, sapientemente convertito, a cura dei vertici locali, in cessi d'oro con cui adornare i loculi marmorei delle ville, in terra di Toscana.
Ali
Photo
Le fil rouge.
Una carrellata di notizie, in apparenza scollegate ma tenute insieme da un invisibile filo rosso.
Un ammiraglio della Marina Statunitense si lamenta dei resoconti di guerra del Pentagono che riportano di Marina ed Aviazione Iraniane distrutte e di vertici azzerati, mentre il blocco IRGC dello Stretto continua e nessuna nave occidentale è risparmiata.
Il Comando della Marina delle Guardie della Rivoluzione Islamica annuncia di aver fermato e sequestrato due navi, la MSC Francesca e la Epaminonda, entrambe collegate alla colonia nazi-sionista della Regione.
Il Pentagono ha dichiarato che il Segretario alla Marina degli Stati Uniti, John Phelan, lascerà l'incarico con effetto immediato. Si tratta di un leader importante, il vertice della USS Navy.
Il Presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che restituisce all’Accademia del Servizio Federale di Sicurezza (FSB) il suo vecchio nome: Felix Dzerzhinsky, quello del suo leggendario fondatore, figura simbolo della dedizione assoluta nella difesa delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Distraiamoci per un attimo dai massimi sistemi e dagli effetti globali di riequilibrio dei rapporti di forza internazionali su basi economiche (per inciso, proprio in queste ore gli USA stanno riacquistando il proprio stesso debito, visto che nello schema Ponzi della carta straccia verde ci casca sempre meno gente) e restiamo concentrati sul campo di battaglia, sulla guerra vera, quella combattuta: indovina un po' chi sta vincendo?
Una carrellata di notizie, in apparenza scollegate ma tenute insieme da un invisibile filo rosso.
Un ammiraglio della Marina Statunitense si lamenta dei resoconti di guerra del Pentagono che riportano di Marina ed Aviazione Iraniane distrutte e di vertici azzerati, mentre il blocco IRGC dello Stretto continua e nessuna nave occidentale è risparmiata.
Il Comando della Marina delle Guardie della Rivoluzione Islamica annuncia di aver fermato e sequestrato due navi, la MSC Francesca e la Epaminonda, entrambe collegate alla colonia nazi-sionista della Regione.
Il Pentagono ha dichiarato che il Segretario alla Marina degli Stati Uniti, John Phelan, lascerà l'incarico con effetto immediato. Si tratta di un leader importante, il vertice della USS Navy.
Il Presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che restituisce all’Accademia del Servizio Federale di Sicurezza (FSB) il suo vecchio nome: Felix Dzerzhinsky, quello del suo leggendario fondatore, figura simbolo della dedizione assoluta nella difesa delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Distraiamoci per un attimo dai massimi sistemi e dagli effetti globali di riequilibrio dei rapporti di forza internazionali su basi economiche (per inciso, proprio in queste ore gli USA stanno riacquistando il proprio stesso debito, visto che nello schema Ponzi della carta straccia verde ci casca sempre meno gente) e restiamo concentrati sul campo di battaglia, sulla guerra vera, quella combattuta: indovina un po' chi sta vincendo?
Ali
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Voi siete qui.
Con la stessa chiosa di cui al post precedente, guardiamo al campo di battaglia come se fosse una guerra vera, ovvero con la prospettiva di una vittoria sul campo, e non un gioco al massacro in cui quello che conta è destabilizzare l'economia globale, se non mondiale almeno dell'occidente collettivo.
Ecco cosa accade nella Santa Barbara della Coalizione Epstein. Le tabelle sopra sono del CSIS, Centro Studi Strategici Internazionali, un Centro di Ricerca, ovvero un Think Tank, come lo chiamano loro, legato ad ambienti conservatori USA, dunque non illazioni giornalistiche di una redazione in cerca di scoop.
La guerra, anzi le guerre sono insostenibili. A fronte di una produzione annuale di poche decine di pezzi, vedi Tomahawk e THAAD, ne sono stati utilizzati centinaia, in un solo mese e soltanto contro l'Iran, spesso bruciando più della metà dell'intera giacenza. Ristabilire le riserve strategiche richiederebbe anni, oltre che investimenti stratosferici, impossibili per un'economia in declino – e da qui l'ovvia tesi che abbia un senso: mandare tutto in vacca, demolire una struttura economica che non è più sostenibile, ormai un castello di carte durante una tempesta.
Per restare nella perfetta metafora dello schema Ponzi, siamo nella fase finale, quando chi ha iniziato la catena raccoglie tutto quello che può, dalle tasche degli ultimi gonzi che ci sono cascati, e sparisce col malloppo, facendo perdere le proprie tracce.
Con la stessa chiosa di cui al post precedente, guardiamo al campo di battaglia come se fosse una guerra vera, ovvero con la prospettiva di una vittoria sul campo, e non un gioco al massacro in cui quello che conta è destabilizzare l'economia globale, se non mondiale almeno dell'occidente collettivo.
Ecco cosa accade nella Santa Barbara della Coalizione Epstein. Le tabelle sopra sono del CSIS, Centro Studi Strategici Internazionali, un Centro di Ricerca, ovvero un Think Tank, come lo chiamano loro, legato ad ambienti conservatori USA, dunque non illazioni giornalistiche di una redazione in cerca di scoop.
La guerra, anzi le guerre sono insostenibili. A fronte di una produzione annuale di poche decine di pezzi, vedi Tomahawk e THAAD, ne sono stati utilizzati centinaia, in un solo mese e soltanto contro l'Iran, spesso bruciando più della metà dell'intera giacenza. Ristabilire le riserve strategiche richiederebbe anni, oltre che investimenti stratosferici, impossibili per un'economia in declino – e da qui l'ovvia tesi che abbia un senso: mandare tutto in vacca, demolire una struttura economica che non è più sostenibile, ormai un castello di carte durante una tempesta.
Per restare nella perfetta metafora dello schema Ponzi, siamo nella fase finale, quando chi ha iniziato la catena raccoglie tutto quello che può, dalle tasche degli ultimi gonzi che ci sono cascati, e sparisce col malloppo, facendo perdere le proprie tracce.
Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
"Abbiamo completato un anno intero a documentare l'aggressione israeliana nel Libano meridionale. Per un anno intero sono stata sul campo, giorno dopo giorno, come corrispondente del quotidiano Al-Akhbar. Quest'anno è stato difficile... ci ha cambiati, ci ha fatti maturare. Ci ha insegnato ad aggrapparci ancora più saldamente ai nostri principi, alle nostre convinzioni, alla scelta della Resistenza e alla convinzione che solo la Resistenza protegge la terra, che solo essa resiste al nemico israeliano, nient'altro può farlo.
A tutti coloro che mi hanno consigliato di ridurre i miei spostamenti lungo il confine meridionale, soprattutto dopo le minacce israeliane che ho ricevuto, ho risposto così: la nostra fede trasmessa dall'Imam Hosseyn e la nostra educazione rivoluzionaria del sud ci hanno sempre insegnato a dire: "Se solo fossimo stati con voi" (passo di una preghiera rivolta all'Imam Hosseyn e ai martiri di Karbala, N.d.T.). E per me è arrivato il momento di essere con la gente del Sud, la gente della Verità, che incarna la causa di Karbala, che ne vive gli insegnamenti. Essi si oppongono a un tiranno che uccide e di fronte all'oppressione, rimangono saldi, dicendo la verità. Tutto ciò che accade alla gente del Sud è semplicemente perché osano dire "No!".
Il mio allineamento con la gente del Sud, la mia presenza tra loro sin dalla guerra del luglio 2006, è sempre stata la scelta giusta. Hanno sempre vissuto all'altezza della fiducia riposta in loro. E continueranno a farlo. Diventeranno più forti, più saldi e più fedeli a questa bussola incrollabile, verso la verità e verso la Palestina”.
La giornalista martire Amal Khalil, assassinata ieri dal regime genocida israeliano
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
A tutti coloro che mi hanno consigliato di ridurre i miei spostamenti lungo il confine meridionale, soprattutto dopo le minacce israeliane che ho ricevuto, ho risposto così: la nostra fede trasmessa dall'Imam Hosseyn e la nostra educazione rivoluzionaria del sud ci hanno sempre insegnato a dire: "Se solo fossimo stati con voi" (passo di una preghiera rivolta all'Imam Hosseyn e ai martiri di Karbala, N.d.T.). E per me è arrivato il momento di essere con la gente del Sud, la gente della Verità, che incarna la causa di Karbala, che ne vive gli insegnamenti. Essi si oppongono a un tiranno che uccide e di fronte all'oppressione, rimangono saldi, dicendo la verità. Tutto ciò che accade alla gente del Sud è semplicemente perché osano dire "No!".
Il mio allineamento con la gente del Sud, la mia presenza tra loro sin dalla guerra del luglio 2006, è sempre stata la scelta giusta. Hanno sempre vissuto all'altezza della fiducia riposta in loro. E continueranno a farlo. Diventeranno più forti, più saldi e più fedeli a questa bussola incrollabile, verso la verità e verso la Palestina”.
La giornalista martire Amal Khalil, assassinata ieri dal regime genocida israeliano
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Questo omicidio brutale, come le morti di altri giornalisti uccisi nell'esercizio della loro professione, è un crimine grave che non può essere giustificato in alcun modo.
Queste sono le brutte maschere dell'ordine mondiale esaltato dall'Occidente, basato su "regole" non scritte, o in altre parole, sulla menzogna, sul disprezzo del diritto internazionale, sull'impunità, sul culto della violenza e sulla fede nella propria eccezionalità.
Maria Zakharova
Queste sono le brutte maschere dell'ordine mondiale esaltato dall'Occidente, basato su "regole" non scritte, o in altre parole, sulla menzogna, sul disprezzo del diritto internazionale, sull'impunità, sul culto della violenza e sulla fede nella propria eccezionalità.
Maria Zakharova
La strage colposa
Di questi assassini Satanisti, della cosiddetta Coalizione Epstein che si nutre di carne umana, noi siamo complici, pur nostro malgrado.
I burattini che viaggiano alla nostra testa, e che i più rintronati del nostro gregge sono ancora convinti di aver scelto loro, attraverso la pantomima detta "democrazia", sono servi, caporali dell'élite globalista genocida di cui reggono il macabro rituale.
La piccola Halma ora è orfana, non ha più nessuno ed ha meno di due anni, ed ognuno di noi dovrebbe sentirsi responsabile di questo orrendo crimine.
Di questi assassini Satanisti, della cosiddetta Coalizione Epstein che si nutre di carne umana, noi siamo complici, pur nostro malgrado.
I burattini che viaggiano alla nostra testa, e che i più rintronati del nostro gregge sono ancora convinti di aver scelto loro, attraverso la pantomima detta "democrazia", sono servi, caporali dell'élite globalista genocida di cui reggono il macabro rituale.
La piccola Halma ora è orfana, non ha più nessuno ed ha meno di due anni, ed ognuno di noi dovrebbe sentirsi responsabile di questo orrendo crimine.