Forwarded from La Banda degli Idraulici
CI SPIACE
Non li conosciamo, potrebbero essere le migliori persone al mondo. Ma non rappresentano niente dell’Italia. Non è razzismo, è solo buon senso. Provare ad immaginare al posto loro dei bianchi con una maglietta con la scritta: UGANDA.
#remigraZione
🇮🇹 Smetti la bamba,
stai con la Banda🇷🇺
🤙 https://t.me/labandadegliidraulici
Non li conosciamo, potrebbero essere le migliori persone al mondo. Ma non rappresentano niente dell’Italia. Non è razzismo, è solo buon senso. Provare ad immaginare al posto loro dei bianchi con una maglietta con la scritta: UGANDA.
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UN ALTRO OMICIDIO
Un altro mikrante
La vittima si chiamava Alessandro Ambrosio, 34 anni. E’ stato un collega a trovarlo riverso a terra. L’assassino in fuga è già noto alle forze dell’ordine per reati commessi in altri scali ferroviari.
#remigrazione
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Un altro mikrante
La vittima si chiamava Alessandro Ambrosio, 34 anni. E’ stato un collega a trovarlo riverso a terra. L’assassino in fuga è già noto alle forze dell’ordine per reati commessi in altri scali ferroviari.
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Forwarded from La Banda degli Idraulici
#REMIGRAZIONE
La Spezia – Le minacce nei bagni, all’intervallo. La fuga di Abanoub Youssef, 18 anni appena, verso la sua classe. Come per raggiungere un rifugio. Una corsa disperata e senza successo. Perché Zouhair Atif, pure lui neo maggiorenne, poco prima di mezzogiorno accoltella al fianco destro Abanoub sull’uscio dell’aula.
È un insegnante a disarmare l’aggressore, mentre Abanoub si accascia in un lago di sangue, circondato dai ragazzi terrorizzati. Lotterà fra la vita e la morte fino alle otto di sera. Poi, dall’ospedale Sant’Andrea la comunicazione ai familiari: il ragazzo non ce l’ha fatta.
Ora sono la polizia e la Procura di Spezia a dover indagare su questa storia dell’orrore fra i banchi dell’istituto Einaudi-Chiodo, pieno centro città , scuola multietnica. Atif è in carcere con l’accusa di omicidio, arrestato in flagranza. Secondo gli inquirenti è molto probabile che Abanoub quando era in bagno abbia visto il coltello di circa venti centimetri in mano al coetaneo, e per questo abbia provato disperatamente ad arrivare al suo banco…
🇮🇹 Giù dalla branda,
stai con la Banda🇷🇺
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La Spezia – Le minacce nei bagni, all’intervallo. La fuga di Abanoub Youssef, 18 anni appena, verso la sua classe. Come per raggiungere un rifugio. Una corsa disperata e senza successo. Perché Zouhair Atif, pure lui neo maggiorenne, poco prima di mezzogiorno accoltella al fianco destro Abanoub sull’uscio dell’aula.
È un insegnante a disarmare l’aggressore, mentre Abanoub si accascia in un lago di sangue, circondato dai ragazzi terrorizzati. Lotterà fra la vita e la morte fino alle otto di sera. Poi, dall’ospedale Sant’Andrea la comunicazione ai familiari: il ragazzo non ce l’ha fatta.
Ora sono la polizia e la Procura di Spezia a dover indagare su questa storia dell’orrore fra i banchi dell’istituto Einaudi-Chiodo, pieno centro città , scuola multietnica. Atif è in carcere con l’accusa di omicidio, arrestato in flagranza. Secondo gli inquirenti è molto probabile che Abanoub quando era in bagno abbia visto il coltello di circa venti centimetri in mano al coetaneo, e per questo abbia provato disperatamente ad arrivare al suo banco…
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