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Forwarded from La Banda degli Idraulici
CI SPIACE

Non li conosciamo, potrebbero essere le migliori persone al mondo. Ma non rappresentano niente dell’Italia. Non è razzismo, è solo buon senso. Provare ad immaginare al posto loro dei bianchi con una maglietta con la scritta: UGANDA.
#remigraZione

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Forwarded from La Banda degli Idraulici
UN ALTRO OMICIDIO
Un altro mikrante

La vittima si chiamava Alessandro Ambrosio, 34 anni. E’ stato un collega a trovarlo riverso a terra. L’assassino in fuga è già noto alle forze dell’ordine per reati commessi in altri scali ferroviari.
#remigrazione

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#REMIGRAZIONE

La Spezia – Le minacce nei bagni, all’intervallo. La fuga di Abanoub Youssef, 18 anni appena, verso la sua classe. Come per raggiungere un rifugio. Una corsa disperata e senza successo. Perché Zouhair Atif, pure lui neo maggiorenne, poco prima di mezzogiorno accoltella al fianco destro Abanoub sull’uscio dell’aula.
È un insegnante a disarmare l’aggressore, mentre Abanoub si accascia in un lago di sangue, circondato dai ragazzi terrorizzati. Lotterà fra la vita e la morte fino alle otto di sera. Poi, dall’ospedale Sant’Andrea la comunicazione ai familiari: il ragazzo non ce l’ha fatta.
Ora sono la polizia e la Procura di Spezia a dover indagare su questa storia dell’orrore fra i banchi dell’istituto Einaudi-Chiodo, pieno centro città, scuola multietnica. Atif è in carcere con l’accusa di omicidio, arrestato in flagranza. Secondo gli inquirenti è molto probabile che Abanoub quando era in bagno abbia visto il coltello di circa venti centimetri in mano al coetaneo, e per questo abbia provato disperatamente ad arrivare al suo banco…

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Forwarded from La Banda degli Idraulici
OTTO FERTI, CINQUE GRAVI DI CUI DUE AMPUTATI. UNO ACCOLTELLATO.

Questo sopra il titolo di Repubica: “detriti in strada e tendone di un negozio distrutto”
La #remigrazione dev’essere anche per gli infami

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Media is too big
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INVECE IN FRANCIA
Scene disgustose dalla città francese di Saint-Etienne.

Il sistema di videosorveglianza all'interno della Cattedrale di San Carlo Borromeo mostra una donna anziana disabile che entra lunedì sera per la messa, solo per essere seguita da un immigrato che la aggredisce e le strappa una collana.
#remigrazione
#remigration

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INTANTO IN OLANDA

Immigrati marocchini aggrediscono i tifosi olandesi per aver indossato i colori dei Paesi Bassi nei Paesi Bassi.
#remigrazione

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EL KOUDRI: UN ALTRO ISLAMICO ASSASSINO

Non ce l'ha fatta Monica Esposito, la donna di 55 anni ricoverata in Terapia intensiva dopo essere stata investita in centro a Modena due mesi fa, il 16 maggio, dall'auto scagliata sulla folla guidata da Salim El Koudri, che ferì gravemente 8 persone (ad un’altra donna vennero amputate entrambe le gambe). La paziente, in un primo momento ricoverata in condizioni critiche all'ospedale Maggiore dell'Azienda Usl di Bologna, nelle scorse settimane era stata trasferita in all'Ospedale Civile di Baggiovara, dell'Azienda ospedaliero - universitaria di Modena, dove è deceduta in mattinata.
#remigrazione unica soluzione

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INTANTO FAKIR
Macché imprenditore. Il curriculum criminale del nuovo idolo della sinistra


È come se esistessero due Fakir. Mentre l'inchiesta sul dramma di domenica a Bologna muove i primi passi, prende forma il ritratto dell'uomo morto tra le mani dei due poliziotti, il marocchino Fakir Abderrahim. Ma di ritratti ne circolano almeno due, distanti e apparentemente incompatibili tra loro. Da una parte i racconti di amici e parenti, da cui emerge la figura di un lavoratore onesto, integrato, generoso con dipendenti e connazionali, che ne stanno facendo una nuova icona dell'opinione pubblica progressista. Dall'altra, il curriculum giudiziario che sta emergendo in queste ore, e che viene reso noto in parte dal sindacato di polizia Coisp: quello di uno spacciatore di droga e di un violento, incappato a più riprese nelle maglie della giustizia. I precedenti peggiori, compresa la condanna che lo spedì in carcere, sono risalenti ad anni fa; quelli più modesti sono più recenti. E tutti vengono ricostruiti in queste ore per andare a comporre il profilo della vittima.
Nei racconti dei familiari si affastellano le storie di una vita ordinaria e alacre, il permesso di soggiorno, la ditta di facchinaggio, i rapporti stabili con la comunità marocchina. Il fratello maggiore di Farik, Zorkan Hamid, accenna a un "piccolissimo precedente", un errore di gioventù, "poi si era rimesso in riga lavorando sodo". Non è chiaro a quale precedente si riferisca, perché il morto ne aveva in realtà inanellati più d'uno. Se il "piccolo" è l'arresto del 2001, quando aveva diciassette anni, per detenzione di droga, dire che Abderrahim si era "rimesso in riga" è un po' eccessivo. Anzi, Farik fa un salto di qualità e entra nel mondo del traffico di droga. E l'anno dopo, nel 2002 finisce nel mirino della Squadra Mobile e della Direzione distrettuale antimafia bolognesi, che scavano intorno a una organizzazione che cura importazione e distribuzione di droga. Abderrahim è uno di loro: non un capo, un gregario che lavora nei piani bassi del clan. Lo arrestano insieme ad altre cinquantadue persone nella retata conclusiva dell'inchiesta, lo portano a processo, il 6 gennaio 2004 arriva la condanna a quattro anni e due mesi di carcere. Dovrebbe restare dentro fino al 2008 ma nel 2006 arriva l'indulto e Farik torna libero. Nel frattempo su di lui indagano per traffico di droga anche i carabinieri del capoluogo emiliano, in un'inchiesta che però non sfocia in altre condanne. Farik Abderrahim si mette a lavorare, ma i guai non sono finiti. Nel 2019, rende noto il Coisp, viene denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.
Di cosa si tratta? Secondo quanto si è potuto capire, la vicenda è simile in modo impressionante a quanto accaduto domenica a Bologna. Abderrahim è a bordo di un treno e si mette a dare in escandescenze con tale virulenza che il capotreno deve chiedere l'intervento della Polizia ferroviaria. E a quel punto, come l'altro ieri al Pilastro, la situazione degenera tanto che anche lì viene chiamata un'ambulanza. Ma non è finita: nel 2022 l'uomo viene denunciato nuovamente, questa volta per lesioni personali.
Non sembra nascere dal niente, insomma, il mezzogiorno tragico del Pilastro. Capire la storia di Farik serve a trovare un senso, una spiegazione.
Da Il Giornale

Unica via: #remigrazione

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