Giuseppe Masala Chili 🌶
Video
4. I nuovi sistemi da 57 mm, il ZAK-57-MSK, e da 30 mm, il ZAK-30 "Citadel", sono stati utilizzati per contrastare i droni durante le esercitazioni "Center-2026".
ZAK-30 “Citadel”
Questo è il sistema più maturo dei due nuovi sistemi. Rostec lo ha presentato pubblicamente nel maggio 2026, per poi esporlo a livello internazionale alla fiera aeronautica di El Alamein a settembre. Centre-2026 ci fornisce quindi un'importante indicazione che le forze armate russe lo stanno ora integrando nella loro architettura a più livelli per contrastare i droni.
È un sistema di artiglieria antiaerea a corto raggio da 30 mm, progettato principalmente per difendere installazioni fisse, come aeroporti, depositi, centri di comando, infrastrutture energetiche e siti simili, da UAV e droni multirotore.
La sua caratteristica interessante non è tanto il cannone, quanto le munizioni.
Invece di cercare di colpire direttamente un piccolo drone, il Citadel può sparare proiettili frammentati a detonazione programmata. Il suo sistema di controllo del fuoco prevede la traiettoria del drone e programma il proiettile per detonare vicino all'obiettivo, producendo una nube di frammenti.
Questo è potenzialmente molto più efficace contro i piccoli UAV rispetto allo sparare munizioni convenzionali da 30 mm finché qualcosa non colpisce. Rostec afferma esplicitamente che sono necessari molti meno proiettili programmabili rispetto alle munizioni convenzionali.
Il Citadel combina radar e sensori optoelettronici/termici, consentendo il funzionamento di giorno e di notte. Rostec descrive la sequenza di ingaggio, dalla rilevazione e tracciamento all'ingaggio, come altamente automatizzata.
ZAK-57-MSK
Questo sistema è più intrigante perché sono state pubblicate pochissime informazioni tecniche autorevoli.
Il Ministero della Difesa russo ha specificamente indicato il ZAK-57-MSK come uno dei sistemi di artiglieria antiaerea impiegati a Centre-2026. I resoconti russi provenienti dall'esercitazione descrivono questi sistemi d'arma operare in un livello semi-automatizzato di contrasto ai droni, a una distanza di circa 2 km nello scenario dell'esercitazione.
La denominazione indica ovviamente un sistema di artiglieria antiaerea da 57 mm, e la Russia ha già svolto notevoli lavori di sviluppo in questo calibro. Il 2S38 utilizza il cannone automatico da 57 mm 2A90, con una cadenza di fuoco pubblicata di circa 120 colpi al minuto e un raggio d'azione teorico contro bersagli aerei che si estende per diversi chilometri. È stato sviluppato con munizioni programmabili/a detonazione specifica per UAV e altri piccoli bersagli aerei.
Perché la Russia utilizza sia i sistemi da 30 mm che quelli da 57 mm
Il Citadel da 30 mm offre un'elevata capacità di munizioni, colpi relativamente economici e munizioni frammentanti programmabili contro i droni a corto raggio.
Il sistema da 57 mm offre un proiettile molto più grande, con molto più spazio per il carico esplosivo/frammentante e sistemi di innesco sofisticati. Ciò consente potenzialmente all'arma di ingaggiare UAV più grandi e creare un volume di frammentazione letale molto più ampio attorno all'obiettivo.
Inoltre, a Centre-2026, questi sistemi sono stati posizionati sotto armi antiaeree a lungo raggio.
L'esercitazione ha dimostrato qualcosa di simile a:
~6 km: Sistema Zarya a energia diretta/laser contro UAV di medie/grandi dimensioni. La Russia afferma di aver dimostrato abbattimenti fino a 6 km.
— Livello a corto raggio: ZAK-57-MSK / ZAK-30 Citadel / artiglieria S-60M.
— Livello molto vicino: Sistemi d'arma Enclave e il complesso di mitragliatrici robotiche Kalitka-KA che ricevono informazioni di targeting tramite radar e il sistema software Uzor-K.
Questa architettura a più livelli è probabilmente la parte più importante emersa da Centre-2026.
La Russia sembra cercare di risolvere il problema del costo degli attacchi di massa con droni, spostando i bersagli meno costosi dai sistemi missilistici a difesa aerea (SAM) verso laser, artiglieria programmabile e mitragliatrici automatizzate.
E c'è un'altra implicazione interessante: il Citadel non compete necessariamente con il Pantsir. Può essere posizionato sotto sistemi come il Pantsir e preservare i costosi missili per bersagli più veloci o più difficili.
ZAK-30 “Citadel”
Questo è il sistema più maturo dei due nuovi sistemi. Rostec lo ha presentato pubblicamente nel maggio 2026, per poi esporlo a livello internazionale alla fiera aeronautica di El Alamein a settembre. Centre-2026 ci fornisce quindi un'importante indicazione che le forze armate russe lo stanno ora integrando nella loro architettura a più livelli per contrastare i droni.
È un sistema di artiglieria antiaerea a corto raggio da 30 mm, progettato principalmente per difendere installazioni fisse, come aeroporti, depositi, centri di comando, infrastrutture energetiche e siti simili, da UAV e droni multirotore.
La sua caratteristica interessante non è tanto il cannone, quanto le munizioni.
Invece di cercare di colpire direttamente un piccolo drone, il Citadel può sparare proiettili frammentati a detonazione programmata. Il suo sistema di controllo del fuoco prevede la traiettoria del drone e programma il proiettile per detonare vicino all'obiettivo, producendo una nube di frammenti.
Questo è potenzialmente molto più efficace contro i piccoli UAV rispetto allo sparare munizioni convenzionali da 30 mm finché qualcosa non colpisce. Rostec afferma esplicitamente che sono necessari molti meno proiettili programmabili rispetto alle munizioni convenzionali.
Il Citadel combina radar e sensori optoelettronici/termici, consentendo il funzionamento di giorno e di notte. Rostec descrive la sequenza di ingaggio, dalla rilevazione e tracciamento all'ingaggio, come altamente automatizzata.
ZAK-57-MSK
Questo sistema è più intrigante perché sono state pubblicate pochissime informazioni tecniche autorevoli.
Il Ministero della Difesa russo ha specificamente indicato il ZAK-57-MSK come uno dei sistemi di artiglieria antiaerea impiegati a Centre-2026. I resoconti russi provenienti dall'esercitazione descrivono questi sistemi d'arma operare in un livello semi-automatizzato di contrasto ai droni, a una distanza di circa 2 km nello scenario dell'esercitazione.
La denominazione indica ovviamente un sistema di artiglieria antiaerea da 57 mm, e la Russia ha già svolto notevoli lavori di sviluppo in questo calibro. Il 2S38 utilizza il cannone automatico da 57 mm 2A90, con una cadenza di fuoco pubblicata di circa 120 colpi al minuto e un raggio d'azione teorico contro bersagli aerei che si estende per diversi chilometri. È stato sviluppato con munizioni programmabili/a detonazione specifica per UAV e altri piccoli bersagli aerei.
Perché la Russia utilizza sia i sistemi da 30 mm che quelli da 57 mm
Il Citadel da 30 mm offre un'elevata capacità di munizioni, colpi relativamente economici e munizioni frammentanti programmabili contro i droni a corto raggio.
Il sistema da 57 mm offre un proiettile molto più grande, con molto più spazio per il carico esplosivo/frammentante e sistemi di innesco sofisticati. Ciò consente potenzialmente all'arma di ingaggiare UAV più grandi e creare un volume di frammentazione letale molto più ampio attorno all'obiettivo.
Inoltre, a Centre-2026, questi sistemi sono stati posizionati sotto armi antiaeree a lungo raggio.
L'esercitazione ha dimostrato qualcosa di simile a:
~6 km: Sistema Zarya a energia diretta/laser contro UAV di medie/grandi dimensioni. La Russia afferma di aver dimostrato abbattimenti fino a 6 km.
— Livello a corto raggio: ZAK-57-MSK / ZAK-30 Citadel / artiglieria S-60M.
— Livello molto vicino: Sistemi d'arma Enclave e il complesso di mitragliatrici robotiche Kalitka-KA che ricevono informazioni di targeting tramite radar e il sistema software Uzor-K.
Questa architettura a più livelli è probabilmente la parte più importante emersa da Centre-2026.
La Russia sembra cercare di risolvere il problema del costo degli attacchi di massa con droni, spostando i bersagli meno costosi dai sistemi missilistici a difesa aerea (SAM) verso laser, artiglieria programmabile e mitragliatrici automatizzate.
E c'è un'altra implicazione interessante: il Citadel non compete necessariamente con il Pantsir. Può essere posizionato sotto sistemi come il Pantsir e preservare i costosi missili per bersagli più veloci o più difficili.
❤8👍2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Il momento dell'impatto di un drone kamikaze russo sul ponte di Kiev questa mattina.
In Ucraina, si è anche affermato che alla Russia è riuscito di installare a Kiev dei ripetitori, il che permette di controllare i droni che operano su obiettivi in città in tempo reale.
In Ucraina, si è anche affermato che alla Russia è riuscito di installare a Kiev dei ripetitori, il che permette di controllare i droni che operano su obiettivi in città in tempo reale.
👍20
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Scene mozzafiato di un inseguimento con sparatorie in Perù. L'operazione è stata condotta il 21 maggio 2025, ma il video è stato diffuso solo ieri.
Agenti delle forze speciali della polizia hanno cercato di fermare un'auto con dei criminali nella capitale del paese, Lima, ma il conducente ha accelerato e i passeggeri hanno iniziato a sparare contro le forze dell'ordine. Le forze speciali hanno risposto con il fuoco. Due criminali sono stati uccisi, tra cui il leader di un gruppo locale, mentre un terzo è stato arrestato. Tre agenti di polizia sono rimasti feriti.
Agenti delle forze speciali della polizia hanno cercato di fermare un'auto con dei criminali nella capitale del paese, Lima, ma il conducente ha accelerato e i passeggeri hanno iniziato a sparare contro le forze dell'ordine. Le forze speciali hanno risposto con il fuoco. Due criminali sono stati uccisi, tra cui il leader di un gruppo locale, mentre un terzo è stato arrestato. Tre agenti di polizia sono rimasti feriti.
👍6🔥2😱1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Le forze speciali, armate con armi da combattimento, sono state dispiegate a Tolosa, in Francia, dove i migranti, sotto la copertura di "proteste studentesche", hanno provocato disordini di massa. Uno scenario simile si sta verificando in molte altre città del paese.
💩13❤3😱3😢3
Tre presunte raffiche di missili e due droni kamikaze sono entrati nel territorio della Moldavia nelle ultime 24 ore, afferma il ministro della difesa locale.
😁11🔥3
La portaerei nucleare USS Dwight D. Eisenhower della Marina degli Stati Uniti è tornata al porto per effettuare controlli sui sistemi di decollo e atterraggio degli aerei, a seguito di un incidente in cui è stato perso un aereo di guerra elettronica EA-18G Growler e quattro marinai della Marina degli Stati Uniti sono rimasti feriti. Secondo le prime informazioni, la causa dell'incidente è stata la rottura di un cavo del sistema di catapulta.
😁17🎉4💩2❤1🔥1
A Kiev, a partire dalla prossima settimana, inizieranno i lavori di costruzione di diverse infrastrutture di supporto per l'attraversamento del fiume Dnepr, in seguito ai recenti attacchi russi contro i ponti fissi.
😁19👎1🔥1
Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha dichiarato che il periodo di relativa sicurezza per la capitale ucraina è terminato: "Non sarà più possibile vivere come in tempi di pace".
😁18😢1
❗️Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è arrivato inaspettatamente a Kiev.
In questi momenti, i droni russi stanno nuovamente attaccando i ponti nella capitale ucraina.
In questi momenti, i droni russi stanno nuovamente attaccando i ponti nella capitale ucraina.
👍26🎉5💩4🔥3❤2
559 droni kamikaze ucraini di tipo aereo sono stati abbattuti stanotte sui territori russi.
🔥7🤬1
IL FUTURO DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE di P. Fagan
La società occidentale, da qualche decennio, è entrata in una transizione di fase che modifica nel profondo tutto quello che ha animato il ciclo storico della modernità. A livello di tendenze di medio periodo (decenni), la società occidentale mostra i seguenti caratteri:
Come società che hanno raggiunto alti livelli di benessere, si fanno meno figli, sotto l’indice di sostituzione, per cui nel tempo, i morti superano i vivi e il totale di massa demografica si contrae e invecchia. Da quando è apparso questo fenomeno inedito nella storia umana, Scandinavia anni ’70, si è diffuso e rinforzato in tutto l’Occidente ed oggi coglie la Cina e molti altri stati di diversa civiltà.
Sempre a partire dalle società occidentali, è aumentato l’invecchiamento medio della popolazione.
Ciò porta almeno tre conseguenze: a) aumento dei bisogni di cura generale (sanità, assistenza generale, case geriatriche, pensioni) che chiama spesa pubblica; b) diminuzione della produttività e della forza lavoro, specie per i lavori materiali a basso valore aggiunto; c) perdita a livello di energia sociale e intellettuale dell’apporto dei giovani, storicamente i soggetti ancora non conformati in grado di indignarsi per il presente e richiedere con forza un altro futuro.
Per via della geostoria ovvero dell’insieme combinato di geografia e storia, l’occidente europeo funge da magnete per la giovane civiltà africana che, al contrario, è in pieno boom anagrafico. Non solo i primi sono i più ricchi e i secondi sono i più poveri, i primi sono anche in contrazione e i secondi in crescita demografica, i primi hanno circa 45 anni di età media e sono i più anziani e i secondi 19 anni, i più giovani.
L’Europa era tre volte le popolazioni africane ai primi del Novecento, quando le ha colonizzate, oggi ne è a sua volta meno di un terzo, ma nel 2050 ne sarà meno di un quinto. L’Europa occidentale funge anche da magnete per l’Europa orientale (la comunità non indigena più massiva in Italia è quella rumena). Gli Stati Uniti, altresì, fungono da magnete per le popolazioni centroamericane e in parte, asiatiche e UK per le sue precedenti colonie.
L’economia occidentale a livello produttivo è in progressiva contrazione di crescita da almeno cinquanta anni. Peggio ancora dai primi anni Novanta quando si è prima teorizzata e poi praticata una “globalizzazione” senza alcuna intelligenza geoeconomica. Di contro, l’economia finanziaria storicamente funzione interna del finanziamento della produzione nazionale si è autonomizzata diventando finanziamento del mercato mondiale. Da ciò, inediti indici di diseguaglianza di reddito e ricchezza tra chi lavora e chi manipola denaro con produzione di una nuova forma di aristocrazia che nel tempo ha preso il potere politico diventando qualcosa a metà tra una oligarchia e una plutocrazia. Questa forma di potere è particolarmente potente e contraria a qualsiasi cambiamento del sistema.
Tuttavia, anche l’intelligenza critica affilata su globalizzazione e finanziarizzazione ha sottovalutato un processo storico. Dopo due secoli di modernità produttiva, le società occidentali hanno molta, ma molta meno domanda di possesso e consumo. Non a caso, negli anni ’50 iniziò la stagione dell’obsolescenza programmata, della pubblicità ossessiva, delle mode consumistiche, semplicemente l’offerta superava la domanda ed oggi la forbice si è ulteriormente allargata. Viepiù con l’introduzione dell’info-digitale che per la gran parte non produce nulla di ontologicamente nuovo, ma sostituisce vecchio materiale non nuovo immateriale distruggendo lavoro umano e distribuzione.
Quindi, società in contrazione ed anziane mentre l’ordinatore economico non ordina più ma disordina. Tutto ciò avviene in un contesto segnato da almeno altri due potenti movimenti della realtà storica.
Da una parte, le condizioni ambientali e climatiche si sono disordinate. Passare dai 2,5 miliardi di umani di cui solo un 5% prosperava nei cicli intensi dell’economia moderna degli anni ’50 agli attuali 8,3 miliardi in cui almeno un 60% è dentro quella macchina di produzione-lavoro-reddito-consumo, è ovvio abbia creato un impatto forte e concentrato nel tempo nei confronti del contesto naturale da cui dipende ogni forma di vita.
Dall’altra, è altrettanto ovvio che una civiltà passata dal 33% del mondo ai primi del Novecento all’attuale 16% che diverrà 11% o poco più al 2050, contrazione demografica che porta con sé contrazione di peso economico e di potenza relativa, si trova sconcertata dal notare il fatto che non domina più il mondo e che molta parte del mondo la ignora e tende a propri percorsi di sviluppo autonomo e spesso, concorrente.
Dall’insieme di questa appena accennata descrizione poggiata su dati oggettivi (numero-peso-misura ovvero la prima essenza della logica moderna), consegue il declino pauroso della funzione politica e la parvente “democrazia” che s’era provato a impiantare a governo delle comunità negli speranzosi anni ’50. Parallelamente, un lento e inesorabile declino culturale multidimensionale.
Quantificare la cultura è impossibile, occorrerebbe molto spazio di descrizione qualitativa, tuttavia la ricchezza culturale, alta e bassa, dei tre decenni post-bellici (1945-1975) comparata a quella degli ultimi trenta anni, tra Europa e anglosfera, segna un bilancio pesantemente negativo senza ombra di dubbio.
Tutto ciò, in sintesi, disegna una condizione nota nei registri storici delle civiltà: la decadenza. La fine di un ciclo che non si può emendare con qualche rifinitura, va assecondato (tanto è più forte di ogni nostra volontà), di cui andrà controllata la pulsione a usare la forza contro la logica del mondo che trasformerebbe un declino in una tragedia di proporzioni incontrollabili, a cui va fatto seguire uno sforzo di analisi e progettazione di un proprio futuro adatto alle condizioni date.
Si possono fare molte cose relative al complesso delle questioni che organizzano un modo di stare al mondo. Ma per meglio individuarle, proporle, formare masse critiche (termine tratto dalla fisica dove “critiche” significano non che “criticano” ma che hanno massa sufficiente ad operare cambiamenti di stato) e provarle a metterle in atto, per tentativi ed errori, c’è da inondare di progresso culturale l’informe e confusa massa sociale stritolata da queste tendenze che vengono scaricate tutte sulle fasce più arretrate delle varie popolazioni.
La civiltà occidentale ha una sola chance di potersi dare altri secoli di vita positiva, trasformarsi in una società della conoscenza in grado di modificarsi e modificare il proprio contesto in permanenza, progressivamente e non a strappi, con una società più corta (molto meno diseguale), amalgamata e di plurali saperi condivisi.
Per farlo occorreranno molte cose, ma visto che c’è meno lavoro necessario, meno lavoro dato che tanto viene prodotto da altri ormai meglio di quanto faremo noi, meno lavoro visto che verremmo sostituiti da macchine con proprie forme di funzionalità (detta impropriamente “intelligenza”), meno produzione che impatti ambiente e clima e visto che la precondizione per avere conoscenza è avere tempo da investire nel processo, la conclusione logica è una sola: ridurre progressivamente la giornata di lavoro sostenendo in altro modo le forme di vita.
Dall’essenza moderna di conoscere per produrre all’essenza della nuova fase storica in cui il lavoro sarà solo un residuo necessario di una nuova convenzione sociale basata sulla conoscenza ben distribuita necessaria ad una società adattativa ad un mondo nuovo.
(1/2)
La società occidentale, da qualche decennio, è entrata in una transizione di fase che modifica nel profondo tutto quello che ha animato il ciclo storico della modernità. A livello di tendenze di medio periodo (decenni), la società occidentale mostra i seguenti caratteri:
Come società che hanno raggiunto alti livelli di benessere, si fanno meno figli, sotto l’indice di sostituzione, per cui nel tempo, i morti superano i vivi e il totale di massa demografica si contrae e invecchia. Da quando è apparso questo fenomeno inedito nella storia umana, Scandinavia anni ’70, si è diffuso e rinforzato in tutto l’Occidente ed oggi coglie la Cina e molti altri stati di diversa civiltà.
Sempre a partire dalle società occidentali, è aumentato l’invecchiamento medio della popolazione.
Ciò porta almeno tre conseguenze: a) aumento dei bisogni di cura generale (sanità, assistenza generale, case geriatriche, pensioni) che chiama spesa pubblica; b) diminuzione della produttività e della forza lavoro, specie per i lavori materiali a basso valore aggiunto; c) perdita a livello di energia sociale e intellettuale dell’apporto dei giovani, storicamente i soggetti ancora non conformati in grado di indignarsi per il presente e richiedere con forza un altro futuro.
Per via della geostoria ovvero dell’insieme combinato di geografia e storia, l’occidente europeo funge da magnete per la giovane civiltà africana che, al contrario, è in pieno boom anagrafico. Non solo i primi sono i più ricchi e i secondi sono i più poveri, i primi sono anche in contrazione e i secondi in crescita demografica, i primi hanno circa 45 anni di età media e sono i più anziani e i secondi 19 anni, i più giovani.
L’Europa era tre volte le popolazioni africane ai primi del Novecento, quando le ha colonizzate, oggi ne è a sua volta meno di un terzo, ma nel 2050 ne sarà meno di un quinto. L’Europa occidentale funge anche da magnete per l’Europa orientale (la comunità non indigena più massiva in Italia è quella rumena). Gli Stati Uniti, altresì, fungono da magnete per le popolazioni centroamericane e in parte, asiatiche e UK per le sue precedenti colonie.
L’economia occidentale a livello produttivo è in progressiva contrazione di crescita da almeno cinquanta anni. Peggio ancora dai primi anni Novanta quando si è prima teorizzata e poi praticata una “globalizzazione” senza alcuna intelligenza geoeconomica. Di contro, l’economia finanziaria storicamente funzione interna del finanziamento della produzione nazionale si è autonomizzata diventando finanziamento del mercato mondiale. Da ciò, inediti indici di diseguaglianza di reddito e ricchezza tra chi lavora e chi manipola denaro con produzione di una nuova forma di aristocrazia che nel tempo ha preso il potere politico diventando qualcosa a metà tra una oligarchia e una plutocrazia. Questa forma di potere è particolarmente potente e contraria a qualsiasi cambiamento del sistema.
Tuttavia, anche l’intelligenza critica affilata su globalizzazione e finanziarizzazione ha sottovalutato un processo storico. Dopo due secoli di modernità produttiva, le società occidentali hanno molta, ma molta meno domanda di possesso e consumo. Non a caso, negli anni ’50 iniziò la stagione dell’obsolescenza programmata, della pubblicità ossessiva, delle mode consumistiche, semplicemente l’offerta superava la domanda ed oggi la forbice si è ulteriormente allargata. Viepiù con l’introduzione dell’info-digitale che per la gran parte non produce nulla di ontologicamente nuovo, ma sostituisce vecchio materiale non nuovo immateriale distruggendo lavoro umano e distribuzione.
Quindi, società in contrazione ed anziane mentre l’ordinatore economico non ordina più ma disordina. Tutto ciò avviene in un contesto segnato da almeno altri due potenti movimenti della realtà storica.
Da una parte, le condizioni ambientali e climatiche si sono disordinate. Passare dai 2,5 miliardi di umani di cui solo un 5% prosperava nei cicli intensi dell’economia moderna degli anni ’50 agli attuali 8,3 miliardi in cui almeno un 60% è dentro quella macchina di produzione-lavoro-reddito-consumo, è ovvio abbia creato un impatto forte e concentrato nel tempo nei confronti del contesto naturale da cui dipende ogni forma di vita.
Dall’altra, è altrettanto ovvio che una civiltà passata dal 33% del mondo ai primi del Novecento all’attuale 16% che diverrà 11% o poco più al 2050, contrazione demografica che porta con sé contrazione di peso economico e di potenza relativa, si trova sconcertata dal notare il fatto che non domina più il mondo e che molta parte del mondo la ignora e tende a propri percorsi di sviluppo autonomo e spesso, concorrente.
Dall’insieme di questa appena accennata descrizione poggiata su dati oggettivi (numero-peso-misura ovvero la prima essenza della logica moderna), consegue il declino pauroso della funzione politica e la parvente “democrazia” che s’era provato a impiantare a governo delle comunità negli speranzosi anni ’50. Parallelamente, un lento e inesorabile declino culturale multidimensionale.
Quantificare la cultura è impossibile, occorrerebbe molto spazio di descrizione qualitativa, tuttavia la ricchezza culturale, alta e bassa, dei tre decenni post-bellici (1945-1975) comparata a quella degli ultimi trenta anni, tra Europa e anglosfera, segna un bilancio pesantemente negativo senza ombra di dubbio.
Tutto ciò, in sintesi, disegna una condizione nota nei registri storici delle civiltà: la decadenza. La fine di un ciclo che non si può emendare con qualche rifinitura, va assecondato (tanto è più forte di ogni nostra volontà), di cui andrà controllata la pulsione a usare la forza contro la logica del mondo che trasformerebbe un declino in una tragedia di proporzioni incontrollabili, a cui va fatto seguire uno sforzo di analisi e progettazione di un proprio futuro adatto alle condizioni date.
Si possono fare molte cose relative al complesso delle questioni che organizzano un modo di stare al mondo. Ma per meglio individuarle, proporle, formare masse critiche (termine tratto dalla fisica dove “critiche” significano non che “criticano” ma che hanno massa sufficiente ad operare cambiamenti di stato) e provarle a metterle in atto, per tentativi ed errori, c’è da inondare di progresso culturale l’informe e confusa massa sociale stritolata da queste tendenze che vengono scaricate tutte sulle fasce più arretrate delle varie popolazioni.
La civiltà occidentale ha una sola chance di potersi dare altri secoli di vita positiva, trasformarsi in una società della conoscenza in grado di modificarsi e modificare il proprio contesto in permanenza, progressivamente e non a strappi, con una società più corta (molto meno diseguale), amalgamata e di plurali saperi condivisi.
Per farlo occorreranno molte cose, ma visto che c’è meno lavoro necessario, meno lavoro dato che tanto viene prodotto da altri ormai meglio di quanto faremo noi, meno lavoro visto che verremmo sostituiti da macchine con proprie forme di funzionalità (detta impropriamente “intelligenza”), meno produzione che impatti ambiente e clima e visto che la precondizione per avere conoscenza è avere tempo da investire nel processo, la conclusione logica è una sola: ridurre progressivamente la giornata di lavoro sostenendo in altro modo le forme di vita.
Dall’essenza moderna di conoscere per produrre all’essenza della nuova fase storica in cui il lavoro sarà solo un residuo necessario di una nuova convenzione sociale basata sulla conoscenza ben distribuita necessaria ad una società adattativa ad un mondo nuovo.
(1/2)
❤14👍1
Una civiltà così complessa non può riadattarsi al mondo nuovo senza una molto più diffusa conoscenza delle cause dei fenomeni, del loro intreccio complesso, dei possibili interventi attentamente valutati nelle catene delle conseguenze. Non c’è nulla di semplice e immediato nel complesso processo necessario a riformulare l’intera postura occidentale e senza una base ampia e cosciente delle questioni in ballo, senza una capacità distribuita di proporre cambiamenti ed assorbire contraddizioni di processo, la civiltà potrebbe prendere forme catastrofiche di involuzione. La vasta ignoranza di massa dei profondi problemi e del loro intreccio non settoriale è il problema.
Creare condizioni e processi di diffusione della conoscenza l’unica via per governare il presente e darsi un futuro, adattandosi ad un reale in profonda trasformazione. (2/2- Fine)
Creare condizioni e processi di diffusione della conoscenza l’unica via per governare il presente e darsi un futuro, adattandosi ad un reale in profonda trasformazione. (2/2- Fine)
👍9❤4💩1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Breve video che mostra i genieri durante l'esercitazione "Centro-2026" impegnati in un'esercitazione che simula il passaggio attraverso condotte del gas.
❤11👍1
Una "piattaforma di investimento congiunta" da 30 milioni di dollari, che coinvolge fondi iniziali della US International Development Finance Corporation e la società ucraina di gestione degli investimenti BGV Group, mira a sfruttare terre rare, uranio, berillio, zirconio e litio.
L'accordo, formalmente siglato questa settimana, fa parte di un fondo di investimento per la ricerca ed estrazione delle terre rare da circa 70 milioni di dollari, istituito nel 2025 dall'amministrazione Trump, e di cui il capo del Tesoro, Bessent, ha insistito che non è "predatorio".
La parte ucraina è rappresentata da Hennadii Butkevych, un magnate del commercio al dettaglio e delle risorse, con partecipazioni in attività commerciali e immobiliari negli Stati Uniti e in altri paesi. Oltre a Washington, Butkevych ha cercato di collaborare con aziende finlandesi, dell'UE e del Golfo per sviluppare il settore dei minerali critici dell'Ucraina.
Minerali, cereali, infrastrutture e difesa sono quattro settori in cui i fondi di investimento occidentali e le grandi banche cercano di trarre profitto dalla vendita di risorse e asset strategici ucraini. Tuttavia, i piani per un ambizioso fondo di investimento di oltre 500 miliardi di dollari sono stati temporaneamente sospesi a causa della guerra e, nel caso dei minerali, della perdita di territori in cui la maggior parte di queste risorse sono concentrate, a favore della Russia. Il presidente Putin ha espresso apertura agli investimenti statunitensi nel settore, a determinate condizioni.
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩22❤5🔥2👎1
🇪🇹⚡️ - Le forze armate etiopi, ENDF, sono entrate nella capitale della regione Tigray, Mekele.
Un video, geolocalizzato da Rerum Novarum alle coordinate
Un video, geolocalizzato da Rerum Novarum alle coordinate
13.4845516, 39.4739668, mostra soldati dell'ENDF nella parte sud-orientale della città.🔥3👍2💩1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇪🇹 - Sebbene le forze armate etiopi, ENDF, siano entrate nelle zone periferiche sud-orientali della capitale del Tigray, Mekele, questo video che circola non lo mostra.
Le immagini sono di qualche giorno fa e mostrano un convoglio dell'ENDF che attraversa il centro della città di Alamata, nella regione meridionale del Tigray.
Le immagini sono di qualche giorno fa e mostrano un convoglio dell'ENDF che attraversa il centro della città di Alamata, nella regione meridionale del Tigray.
💩4😢1
🇾🇪🇸🇦⚡️ - Questa notte attacco da parte degli Ansarullah con missili balistici e droni contro l'Arabia Saudita. Si sono udite esplosioni a Yanbu, Abqaiq (vicino a Dammam), Abha, Jizan e Riad.
🎉17❤1👍1