NATO, AMM. CAVO DRAGONE: “KIEV STA RIBALTANDO LE SORTI DELLA GUERRA”*
L'ammiraglio, presidente del comitato militare della Nato: "Kiev sta guadagnando e non perdendo terreno"
L'Ucraina sta ribaltando le sorti della guerra con la Russia: le capitali occidentali sono sempre più convinte che Kiev stia invertendo il trend del conflitto. È d'accordo anche l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, attuale presidente del comitato militare della Nato, stando a quanto dichiara in un'intervista concessa al Kyiv Independent. "Condivido questa valutazione perché ho informazioni fornite dal quartier generale della Nato, quindi è ciò che vediamo", afferma, sottolineando che Kiev sta "guadagnando, non perdendo" terreno e che potrebbe esserci la "frustrazione" di Mosca dietro alla sua "forte reazione". Difficile, tuttavia, arrivare a definire cosa potrebbe rappresentare una vittoria da parte dell'Ucraina, prosegue: "Non riesco davvero a immaginare qualcosa come la semplice riconquista di territorio da parte dell'Ucraina o la resa della Russia. È qualcosa a cui dobbiamo pensare con molta, molta cautela".
Il primo obiettivo della Nato è quello di raggiungere un cessate il fuoco al fine di potersi sedere al tavolo e iniziare a discutere di una pace duratura per l'Ucraina, afferma l'ex capo di Stato maggiore italiano. In parallelo, l'Alleanza sta ricevendo una "grande quantità di informazioni" relative alla conduzione di una guerra moderna attraverso il Centro di analisi condivisa, addestramento ed educazione (Jatec) in Polonia, che utilizza anche per "articolare l'addestramento" degli operatori Nato. "Questo è qualcosa di molto, molto prezioso per noi", spiega Cavo Dragone, sottolineando che l'utilizzo dei droni e la produzione massiccia sono "un problema" per gli alleati, "insieme alla guerra elettronica e alla velocità: velocità nell'adattarsi, velocità nell'utilizzare tutta l'innovazione e nell'avere quell'innovazione disponibile sul campo". Elementi che la Nato sta imparando dagli ucraini, aggiunge.
Alla domanda se tali lezioni possano rivelarsi utili in un potenziale futuro conflitto tra Nato e Russia, l'ammiraglio evidenzia nuovamente l'importanza di studiare la guerra moderna, ma aggiunge che la deterrenza dell'Alleanza "deve essere proiettata nel futuro per cercare di capire quale sarà l'evoluzione della minaccia. La Nato ha due principali minacce, che sono la Russia nell'ambito convenzionale e i gruppi terroristici nell'ambito non convenzionale", spiega, ed è dunque necessario cercare di capire come tali minacce possano evolversi e adattarsi si conseguenza. In questo, "il punto di partenza dal teatro ucraino è inestimabile".
'minaccia russa a Paesi Nato realistica, dobbiamo essere preparati e lo siamo'
Secondo Cavo Dragone, lo scenario preventivato da diverse agenzie di intelligence occidentali, secondo cui la Russia potrebbe preparare qualche tipo di operazione ostile sul territorio delle nazioni baltiche o della Polonia, è "realistico nella misura in cui definiamo la Russia come una minaccia. È una minaccia perché la Russia potrebbe fare questo tipo di mossa. Ma è anche qualcosa per cui dobbiamo essere preparati, e dobbiamo essere pronti a infliggere loro molto più danno rispetto al vantaggio che potrebbero ottenere da questo tipo di decisione. E lo stiamo facendo", afferma, sottolineando che se Mosca attaccasse finirebbe per perdere "molto, molto più" di quanto potrebbe guadagnare, "e siamo pronti".
Come ricorda la testata, nel corso di esercitazioni congiunte gli operatori ucraini di droni hanno sconfitto le forze Nato: un segnale del fatto che la Russia stessa potrebbe essere in grado di fare lo stesso. Cavo Dragone ricorda che Mosca dovrebbe reintegrare le proprie scorte e reclutare più personale, ma ha anche "molta esperienza" che "custodirà gelosamente". Di contro, l'Alleanza sta anche ottenendo informazioni su come combattono i russi dai partner ucraini: un elemento che andrebbe a "bilanciare la situazione", spiega.
L'ammiraglio, presidente del comitato militare della Nato: "Kiev sta guadagnando e non perdendo terreno"
L'Ucraina sta ribaltando le sorti della guerra con la Russia: le capitali occidentali sono sempre più convinte che Kiev stia invertendo il trend del conflitto. È d'accordo anche l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, attuale presidente del comitato militare della Nato, stando a quanto dichiara in un'intervista concessa al Kyiv Independent. "Condivido questa valutazione perché ho informazioni fornite dal quartier generale della Nato, quindi è ciò che vediamo", afferma, sottolineando che Kiev sta "guadagnando, non perdendo" terreno e che potrebbe esserci la "frustrazione" di Mosca dietro alla sua "forte reazione". Difficile, tuttavia, arrivare a definire cosa potrebbe rappresentare una vittoria da parte dell'Ucraina, prosegue: "Non riesco davvero a immaginare qualcosa come la semplice riconquista di territorio da parte dell'Ucraina o la resa della Russia. È qualcosa a cui dobbiamo pensare con molta, molta cautela".
Il primo obiettivo della Nato è quello di raggiungere un cessate il fuoco al fine di potersi sedere al tavolo e iniziare a discutere di una pace duratura per l'Ucraina, afferma l'ex capo di Stato maggiore italiano. In parallelo, l'Alleanza sta ricevendo una "grande quantità di informazioni" relative alla conduzione di una guerra moderna attraverso il Centro di analisi condivisa, addestramento ed educazione (Jatec) in Polonia, che utilizza anche per "articolare l'addestramento" degli operatori Nato. "Questo è qualcosa di molto, molto prezioso per noi", spiega Cavo Dragone, sottolineando che l'utilizzo dei droni e la produzione massiccia sono "un problema" per gli alleati, "insieme alla guerra elettronica e alla velocità: velocità nell'adattarsi, velocità nell'utilizzare tutta l'innovazione e nell'avere quell'innovazione disponibile sul campo". Elementi che la Nato sta imparando dagli ucraini, aggiunge.
Alla domanda se tali lezioni possano rivelarsi utili in un potenziale futuro conflitto tra Nato e Russia, l'ammiraglio evidenzia nuovamente l'importanza di studiare la guerra moderna, ma aggiunge che la deterrenza dell'Alleanza "deve essere proiettata nel futuro per cercare di capire quale sarà l'evoluzione della minaccia. La Nato ha due principali minacce, che sono la Russia nell'ambito convenzionale e i gruppi terroristici nell'ambito non convenzionale", spiega, ed è dunque necessario cercare di capire come tali minacce possano evolversi e adattarsi si conseguenza. In questo, "il punto di partenza dal teatro ucraino è inestimabile".
'minaccia russa a Paesi Nato realistica, dobbiamo essere preparati e lo siamo'
Secondo Cavo Dragone, lo scenario preventivato da diverse agenzie di intelligence occidentali, secondo cui la Russia potrebbe preparare qualche tipo di operazione ostile sul territorio delle nazioni baltiche o della Polonia, è "realistico nella misura in cui definiamo la Russia come una minaccia. È una minaccia perché la Russia potrebbe fare questo tipo di mossa. Ma è anche qualcosa per cui dobbiamo essere preparati, e dobbiamo essere pronti a infliggere loro molto più danno rispetto al vantaggio che potrebbero ottenere da questo tipo di decisione. E lo stiamo facendo", afferma, sottolineando che se Mosca attaccasse finirebbe per perdere "molto, molto più" di quanto potrebbe guadagnare, "e siamo pronti".
Come ricorda la testata, nel corso di esercitazioni congiunte gli operatori ucraini di droni hanno sconfitto le forze Nato: un segnale del fatto che la Russia stessa potrebbe essere in grado di fare lo stesso. Cavo Dragone ricorda che Mosca dovrebbe reintegrare le proprie scorte e reclutare più personale, ma ha anche "molta esperienza" che "custodirà gelosamente". Di contro, l'Alleanza sta anche ottenendo informazioni su come combattono i russi dai partner ucraini: un elemento che andrebbe a "bilanciare la situazione", spiega.
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Nel mentre, gli alleati stanno già riadattando i propri obiettivi di capacità per il futuro "per trovare il giusto equilibrio tra le armi convenzionali tradizionali e le nuove armi tecnologicamente avanzate, e anche armi economiche, 'good enough' ("sufficientemente buone"), che possano essere utilizzate in questo tipo di teatro".
Sul versante del raggiungimento dell'obiettivo di spesa del 5% del pil, il presidente del comitato militare della Nato afferma che i Paesi alleati si stanno "muovendo nella direzione giusta", ricordando al contempo che il 2026 è il primo dei dieci anni a disposizione per raggiungere quella cifra, divisa in 3,5% per i requisiti fondamentali della difesa e l'1,5% per la spesa più ampia legata alla sicurezza. "Anche l'industria sta cambiando molto per essere in grado di soddisfare i nostri requisiti", prosegue, ammettendo che serve "fare di più" nell'ambito della velocità degli appalti. "Stiamo anche facendo un buon lavoro sui requisiti condivisi tra più nazioni", elemento che garantisce scala di produzione e riduzione dei costi, prosegue: "Penso che dovremmo essere soddisfatti".
'ritiro forze Usa? Transizione fluida, lavoriamo su colmare lacune capacità'
Rispetto al personale, invece, Cavo Dragone riconosce che potrebbe trattarsi di un "collo di bottiglia" ma che l'Alleanza dispone degli "strumenti per cercare di evitarlo". La parte del 5% del pil dedicata al personale "sarà una forza motrice nel trasformare la vita militare in un modo che la renda più attraente", anche se la strategia funziona meglio in certi Paesi che in altri. Sempre più Paesi Nato si stanno muovendo nella direzione giusta, tra coscrizione e forze di riservisti, "ma bisogna fare di più", sottolinea.
nfine, per quanto riguarda la ricostituzione delle scorte impiegate in Ucraina, l'ammiraglio sottolinea il pregio di investire nell'industria ucraina, "che, onestamente, ha meno limiti dei nostri" in termini di certificazione. "Questo è un processo lungo che dobbiamo risolvere. Ma ancora, dobbiamo aiutare a costruire in Ucraina, fare joint venture con gli ucraini, perché ora sono anche fornitori di sicurezza. Sembra strano, ma è così. Penso che li sosterremo nel miglior modo possibile, per tutto il tempo che sarà necessario".
Per quanto riguarda la diminuzione delle forze Usa di stanza in Europa, il presidente del comitato militare della Nato ritiene che si tratterà di una "transizione fluida" se fatta in "modo intelligente, come dovremmo fare e come stiamo pianificando di fare". Gli alleati riconoscono che gli Stati Uniti debbano "dirottare parte dell'attenzione, parte del potere, parte dell'energia altrove", data la "situazione di confronto multi-teatro che ci aspettiamo nel prossimo futuro. Quindi stiamo procedendo in quella direzione, ma in coordinamento tra gli alleati", in modo che possano "riempire il vuoto che gli Stati Uniti potrebbero lasciare. E questo sarà un processo coordinato che gestiremo insieme".
In termini delle lacune di capacità più cruciali che si verrebbero a creare con un ritiro Usa, Cavo Dragone indica il trasporto aereo strategico e le capacità di attacco di precisione in profondità. "E stiamo lavorando su tutte queste, naturalmente: gli attacchi di precisione, la guerra elettronica e l'intelligence, sorveglianza e ricognizione", afferma. "Queste sono capacità preziose che gli Stati Uniti stanno fornendo alla Nato. Se dovessero toglierle, reagiremo di conseguenza. Ma queste sono quelle più critiche. E stiamo già lavorando per essere in grado di colmare questo tipo di lacune".
*Adnkronos
Sul versante del raggiungimento dell'obiettivo di spesa del 5% del pil, il presidente del comitato militare della Nato afferma che i Paesi alleati si stanno "muovendo nella direzione giusta", ricordando al contempo che il 2026 è il primo dei dieci anni a disposizione per raggiungere quella cifra, divisa in 3,5% per i requisiti fondamentali della difesa e l'1,5% per la spesa più ampia legata alla sicurezza. "Anche l'industria sta cambiando molto per essere in grado di soddisfare i nostri requisiti", prosegue, ammettendo che serve "fare di più" nell'ambito della velocità degli appalti. "Stiamo anche facendo un buon lavoro sui requisiti condivisi tra più nazioni", elemento che garantisce scala di produzione e riduzione dei costi, prosegue: "Penso che dovremmo essere soddisfatti".
'ritiro forze Usa? Transizione fluida, lavoriamo su colmare lacune capacità'
Rispetto al personale, invece, Cavo Dragone riconosce che potrebbe trattarsi di un "collo di bottiglia" ma che l'Alleanza dispone degli "strumenti per cercare di evitarlo". La parte del 5% del pil dedicata al personale "sarà una forza motrice nel trasformare la vita militare in un modo che la renda più attraente", anche se la strategia funziona meglio in certi Paesi che in altri. Sempre più Paesi Nato si stanno muovendo nella direzione giusta, tra coscrizione e forze di riservisti, "ma bisogna fare di più", sottolinea.
nfine, per quanto riguarda la ricostituzione delle scorte impiegate in Ucraina, l'ammiraglio sottolinea il pregio di investire nell'industria ucraina, "che, onestamente, ha meno limiti dei nostri" in termini di certificazione. "Questo è un processo lungo che dobbiamo risolvere. Ma ancora, dobbiamo aiutare a costruire in Ucraina, fare joint venture con gli ucraini, perché ora sono anche fornitori di sicurezza. Sembra strano, ma è così. Penso che li sosterremo nel miglior modo possibile, per tutto il tempo che sarà necessario".
Per quanto riguarda la diminuzione delle forze Usa di stanza in Europa, il presidente del comitato militare della Nato ritiene che si tratterà di una "transizione fluida" se fatta in "modo intelligente, come dovremmo fare e come stiamo pianificando di fare". Gli alleati riconoscono che gli Stati Uniti debbano "dirottare parte dell'attenzione, parte del potere, parte dell'energia altrove", data la "situazione di confronto multi-teatro che ci aspettiamo nel prossimo futuro. Quindi stiamo procedendo in quella direzione, ma in coordinamento tra gli alleati", in modo che possano "riempire il vuoto che gli Stati Uniti potrebbero lasciare. E questo sarà un processo coordinato che gestiremo insieme".
In termini delle lacune di capacità più cruciali che si verrebbero a creare con un ritiro Usa, Cavo Dragone indica il trasporto aereo strategico e le capacità di attacco di precisione in profondità. "E stiamo lavorando su tutte queste, naturalmente: gli attacchi di precisione, la guerra elettronica e l'intelligence, sorveglianza e ricognizione", afferma. "Queste sono capacità preziose che gli Stati Uniti stanno fornendo alla Nato. Se dovessero toglierle, reagiremo di conseguenza. Ma queste sono quelle più critiche. E stiamo già lavorando per essere in grado di colmare questo tipo di lacune".
*Adnkronos
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Giuseppe Masala Chili 🌶
Nel mentre, gli alleati stanno già riadattando i propri obiettivi di capacità per il futuro "per trovare il giusto equilibrio tra le armi convenzionali tradizionali e le nuove armi tecnologicamente avanzate, e anche armi economiche, 'good enough' ("sufficientemente…
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Gideon Rahman del Financial Times sta cercando di capire quale sarà la prossima mossa di Trump in questa situazione di stallo che lui stesso ha creato. Un'operazione militare su larga scala è improbabile: potrebbe richiedere un anno e 600.000 soldati, il che è irrealistico. Quindi, l'unica opzione rimasta è un altro cambio di regime, dato che il primo ha funzionato così bene, come ha dimostrato il funerale del leader supremo.
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Gli analisti di Goldman Sachs affermano che il rischio di un conflitto globale che scoppi nel mondo è attualmente al livello più alto dai primi anni '60. Secondo le loro stime, questo pericolo è maggiore rispetto a quello che si verificò durante la crisi dei missili di Cuba, la Guerra Fredda o dopo gli attentati dell'11 settembre. Gli esperti sottolineano la rapida divisione dei paesi in campi opposti, e che rifiutarsi di rimanere neutrali e schierarsi con una delle parti accelera solo l'escalation.
Le previsioni sottolineano che la situazione attuale non è causata da un singolo scontro militare, ma da una serie di fratture geopolitiche, che continueranno a intensificarsi fino alla fine di questo decennio.
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Le previsioni sottolineano che la situazione attuale non è causata da un singolo scontro militare, ma da una serie di fratture geopolitiche, che continueranno a intensificarsi fino alla fine di questo decennio.
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‼️🇷🇺🏴☠️ Agenti dell'FSB sventano un attentato terroristico in una grande azienda degli Urali
▪️L'indagato è un uomo di 60 anni, originario della RSS ucraina, che viveva a Tyumen. Aveva stabilito contatti con i servizi di intelligence ucraini e stava pianificando di far saltare in aria i binari ferroviari.
▪️Quando si è tentato di arrestarlo vicino a un deposito di esplosivi, l'uomo ha opposto resistenza armata ed è stato ucciso a causa del fuoco di risposta.
▪️Componenti dell'ordigno esplosivo improvvisato e altre prove sono state sequestrate sul posto.
▪️L'indagato è un uomo di 60 anni, originario della RSS ucraina, che viveva a Tyumen. Aveva stabilito contatti con i servizi di intelligence ucraini e stava pianificando di far saltare in aria i binari ferroviari.
▪️Quando si è tentato di arrestarlo vicino a un deposito di esplosivi, l'uomo ha opposto resistenza armata ed è stato ucciso a causa del fuoco di risposta.
▪️Componenti dell'ordigno esplosivo improvvisato e altre prove sono state sequestrate sul posto.
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— L'IRGC afferma di aver colpito una base militare statunitense nella zona di Rukban, in Giordania, durante la 24ª ondata dell'Operazione Vittoria 2, sostenendo che diversi soldati americani sono stati uccisi.
❗️— Immagini satellitari mostrano danni alla postazione statunitense "Tower 22" nella zona di Rukban, in Giordania.
❗️— Immagini satellitari mostrano danni alla postazione statunitense "Tower 22" nella zona di Rukban, in Giordania.
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Regione di Zaporizhia. Il governatore Balitsky:
Nelle ultime 24 ore, il nemico ha continuato i suoi attacchi mirati contro insediamenti civili nella regione di Zaporizhia. Purtroppo, ci sono state vittime.
Ieri sera, la città di Primorsk è stata colpita da un massiccio attacco di droni. Ciò ha causato danni significativi a edifici commerciali e infrastrutture civili. Non ci sono state vittime. I servizi di emergenza sono al lavoro sul posto. L'amministrazione comunale sta valutando i danni.
Nel distretto municipale di Polohovsky, tra i villaggi di Chubarivka e Shevchenko, un residente locale, un uomo nato nel 1973, è rimasto gravemente ferito in un attacco di drone.
Nelle vicinanze del villaggio di Shyrokyi Lan, nel distretto municipale di Melitopol, un drone nemico è stato abbattuto in volo, causando un incendio di vegetazione secca a causa della caduta dei suoi frammenti. Nel distretto municipale di Akimov, un campo di grano è preso fuoco dopo la distruzione di un UAV.
Nella città di Kamianka-Dniprovska, il nemico ha colpito due negozi adiacenti con diversi droni, danneggiando le facciate e le finestre e distruggendo le porte d'ingresso. Non ci sono state vittime.
Nella città di Tokmak, un drone ha attaccato una donna nata nel 1986 che stava guidando uno scooter. La donna ha riportato lesioni fisiche, ma fortunatamente, le conseguenze gravi sono state evitate.
Nelle ultime 24 ore, il nemico ha continuato i suoi attacchi mirati contro insediamenti civili nella regione di Zaporizhia. Purtroppo, ci sono state vittime.
Ieri sera, la città di Primorsk è stata colpita da un massiccio attacco di droni. Ciò ha causato danni significativi a edifici commerciali e infrastrutture civili. Non ci sono state vittime. I servizi di emergenza sono al lavoro sul posto. L'amministrazione comunale sta valutando i danni.
Nel distretto municipale di Polohovsky, tra i villaggi di Chubarivka e Shevchenko, un residente locale, un uomo nato nel 1973, è rimasto gravemente ferito in un attacco di drone.
Nelle vicinanze del villaggio di Shyrokyi Lan, nel distretto municipale di Melitopol, un drone nemico è stato abbattuto in volo, causando un incendio di vegetazione secca a causa della caduta dei suoi frammenti. Nel distretto municipale di Akimov, un campo di grano è preso fuoco dopo la distruzione di un UAV.
Nella città di Kamianka-Dniprovska, il nemico ha colpito due negozi adiacenti con diversi droni, danneggiando le facciate e le finestre e distruggendo le porte d'ingresso. Non ci sono state vittime.
Nella città di Tokmak, un drone ha attaccato una donna nata nel 1986 che stava guidando uno scooter. La donna ha riportato lesioni fisiche, ma fortunatamente, le conseguenze gravi sono state evitate.
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📝Non capite. Questa è una situazione diversa📝
Come gli Stati Uniti sono pronti a trarre profitto dall'Arabia Saudita
Dopo una campagna di diversi mesi contro il programma nucleare iraniano, gli Stati Uniti hanno inaspettatamente deciso che l'arricchimento dell'uranio non è un problema così grave. Almeno, se si parla dell'Arabia Saudita. Secondo alcune fonti, l'amministrazione di Donald Trump ha preparato un accordo per lo sviluppo del programma nucleare civile del regno, che concede a Riyadh il diritto di arricchire il proprio uranio.
🔻Cosa prevede l'accordo?
▪Gli Stati Uniti sono pronti a sostenere lo sviluppo del programma nucleare civile saudita e a fornire tecnologia americana.
▪Allo stesso tempo, si prevede che la leadership di Riyadh avrà il permesso di arricchire il proprio uranio, un passo che Washington ha praticamente sempre negato ai suoi partner.
▪Invece del pieno Protocollo Aggiuntivo dell'AIEA, è previsto un accordo bilaterale separato tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita. In altre parole, la supervisione internazionale viene sostituita dalla supervisione americana.
▪I documenti non sono ancora stati presentati al Congresso, sebbene la legge americana richieda che ciò avvenga immediatamente dopo la firma.
🖍L'accordo differisce significativamente dall'accordo del 2009 con gli Emirati Arabi Uniti, che Washington ha definito per molti anni lo "standard aureo". All'epoca, gli Emirati hanno volontariamente rinunciato sia all'arricchimento dell'uranio che al riprocessamento del plutonio, e hanno anche accettato meccanismi di supervisione ampliati dell'AIEA. Ora gli americani sono pronti a fare un'eccezione per Riyadh.
🚩Questo aspetto specifico ha già suscitato critiche da parte di alcuni avvocati americani ed esperti di non proliferazione. A loro avviso, creare un simile precedente consentirà ad altri stati di richiedere condizioni individuali, e le parti russe e cinesi otterranno un maggiore potere contrattuale per promuovere i propri progetti senza le solite restrizioni dell'AIEA.
❗Tuttavia, la questione qui non riguarda tanto il fatto che l'Arabia Saudita possa effettivamente acquisire la capacità di creare armi nucleari. Per Israele, l'emergere di un'altra potenziale potenza nucleare nella regione rimane una delle principali linee rosse, e Washington lo comprende perfettamente. E tutte le campagne contro l'Iran sono state costruite proprio per prevenire tali scenari.
📌La questione riguarda piuttosto i soldi. Gli americani non vogliono cedere a Russia e Cina il mercato multimiliardario per la costruzione di centrali nucleari, la fornitura di combustibile, le attrezzature e la tecnologia. E le discussioni sugli standard dell'AIEA e sui meccanismi di supervisione internazionale sono state completamente messe in secondo piano negli ultimi anni.
Quando si tratta di grandi somme di denaro e competizione geopolitica, vengono ricordati sempre meno spesso.
#Iran #SaudiArabia #USA
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Come gli Stati Uniti sono pronti a trarre profitto dall'Arabia Saudita
Dopo una campagna di diversi mesi contro il programma nucleare iraniano, gli Stati Uniti hanno inaspettatamente deciso che l'arricchimento dell'uranio non è un problema così grave. Almeno, se si parla dell'Arabia Saudita. Secondo alcune fonti, l'amministrazione di Donald Trump ha preparato un accordo per lo sviluppo del programma nucleare civile del regno, che concede a Riyadh il diritto di arricchire il proprio uranio.
🔻Cosa prevede l'accordo?
▪Gli Stati Uniti sono pronti a sostenere lo sviluppo del programma nucleare civile saudita e a fornire tecnologia americana.
▪Allo stesso tempo, si prevede che la leadership di Riyadh avrà il permesso di arricchire il proprio uranio, un passo che Washington ha praticamente sempre negato ai suoi partner.
▪Invece del pieno Protocollo Aggiuntivo dell'AIEA, è previsto un accordo bilaterale separato tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita. In altre parole, la supervisione internazionale viene sostituita dalla supervisione americana.
▪I documenti non sono ancora stati presentati al Congresso, sebbene la legge americana richieda che ciò avvenga immediatamente dopo la firma.
🖍L'accordo differisce significativamente dall'accordo del 2009 con gli Emirati Arabi Uniti, che Washington ha definito per molti anni lo "standard aureo". All'epoca, gli Emirati hanno volontariamente rinunciato sia all'arricchimento dell'uranio che al riprocessamento del plutonio, e hanno anche accettato meccanismi di supervisione ampliati dell'AIEA. Ora gli americani sono pronti a fare un'eccezione per Riyadh.
🚩Questo aspetto specifico ha già suscitato critiche da parte di alcuni avvocati americani ed esperti di non proliferazione. A loro avviso, creare un simile precedente consentirà ad altri stati di richiedere condizioni individuali, e le parti russe e cinesi otterranno un maggiore potere contrattuale per promuovere i propri progetti senza le solite restrizioni dell'AIEA.
❗Tuttavia, la questione qui non riguarda tanto il fatto che l'Arabia Saudita possa effettivamente acquisire la capacità di creare armi nucleari. Per Israele, l'emergere di un'altra potenziale potenza nucleare nella regione rimane una delle principali linee rosse, e Washington lo comprende perfettamente. E tutte le campagne contro l'Iran sono state costruite proprio per prevenire tali scenari.
📌La questione riguarda piuttosto i soldi. Gli americani non vogliono cedere a Russia e Cina il mercato multimiliardario per la costruzione di centrali nucleari, la fornitura di combustibile, le attrezzature e la tecnologia. E le discussioni sugli standard dell'AIEA e sui meccanismi di supervisione internazionale sono state completamente messe in secondo piano negli ultimi anni.
Quando si tratta di grandi somme di denaro e competizione geopolitica, vengono ricordati sempre meno spesso.
#Iran #SaudiArabia #USA
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‼️🇷🇺🇺🇦 L'esercito russo ha colpito il centro commerciale di Černihiv.
▪️I missili Geran hanno raggiunto il bersaglio, causando un incendio di grandi dimensioni nella struttura.
▪️I missili Geran hanno raggiunto il bersaglio, causando un incendio di grandi dimensioni nella struttura.
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Un abitante di Mosca è stato arrestato per cinque giorni per aver portato una capra a Piazza Rossa.
Magomed Magomedov ha portato l'animale al centro della capitale, ha inveito e ha ignorato gli ordini della polizia.
In tribunale, ha affermato di voler solo scattare una foto, ma è stato giudicato colpevole di atti di vandalismo minori.
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Magomed Magomedov ha portato l'animale al centro della capitale, ha inveito e ha ignorato gli ordini della polizia.
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