Forwarded from La Mia Russia
Forniture di gas alla Ue. Come previsto da diversi esperti alla vigilia (ricordo, fra gli altri, il prof. Floros) sostituire in tempi brevi le forniture russe si è rivelato impossibile.
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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖
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🇷🇺🔥🇺🇳"La Russia sta affrontando "il 4° Reich della NATO."
-🇷🇺Gennady Zyuganov,Segretario Generale del Partito Comunista.
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La notte tra il 3 e il 4 ottobre 1993 la reazione interna russa, con l’approvazione della reazione internazionale, effettua a Mosca un vero e proprio massacro contro cittadini e comunisti che difendevano la costituzione socialista russa dall’opera di demolizione attuata dal fascista Jeltsin, il quale, è opportuno ricordarlo per capire la portata del revisionismo e dell’infiltrazione di elementi nemici del popolo nella massima organizzazione politica dell’URSS, copriva ancora poco tempo addietro l’incarico di segretario del PC della RSFR. Non è noto il numero esatto delle vittime di questo macello (alcune fonti riportano fino a 2500 morti) che registra una mostruosa somiglianza con il golpe cileno (molti manifestanti furono infatti condotti e rinchiusi in uno stadio), con l’uso di mitragliatrici ed esecuzioni a sangue freddo di inermi manifestanti. Il massacro, con tanto di bombardamento della Casa Bianca, sede del legittimo parlamento russo, fu salutato in occidente come il necessario abbattimento dell’ultimo “bastione dello stalinismo”, per procedere con le “riforme” verso la libertà e la democrazia. Quello che avvenne in seguito è noto: il paese è stato espropriato delle ricchezze di proprietà del popolo per trasferirle indebitamente a una nuova classe di affaristi, malavitosi, banditi di ogni sorta che hanno impoverito la nazione fino a condurla alla bancarotta, al dissesto socioeconomico e morale. Per la Russia il danno economico trova eguali nell’aggressione delle orde naziste a partire dal 1942. Quelli che oggi sono chiamati gli oligarchi, detentori di ricchezze vergognose, sono i predoni di quel periodo nero di quella che fu la patria del glorioso Ottobre. Il fallimento di Jeltsin e della sua cricca è tale che l’alcolista coccolato in occidente è costretto a chiamare alla guida del paese qualcuno che abbia la volontà di ricostruire un paese che stava addirittura per essere venduto a pezzi (si parlava allora di cedere parte della Siberia agli USA come fece lo zar Alessandro II che aveva venduto l’Alaska nel 1867). Putin viene chiamato a formare un nuovo governo proprio da quello Jeltsin che aveva mandato in rovina milioni di russi. I responsabili di quell’orribile massacro sono ancora oggi impuniti. Putin, anziché inaugurare il monumento alle vittime del comunismo, avrebbe potuto costituire una commissione d’inchiesta sui quei drammatici fatti. Lo chiede la storia, la verità e la giustizia per un eccidio che grava sulla coscienza della borghesia russa e che spiega in parte anche la genesi della guerra che stiamo vivendo oggi. (Valter Rossi, facebook)
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Non so se essere più preoccupato dell'uscita in mare del sommergibile russo Bolgorod armato con sei siluri-droni da da 2 megatoni e ognuno dei quali in grado di generare un maremoto d'acqua radioattiva che cancellerebbe intere città costiere oppure della nomina di Lucia Ronzulli al Ministero della Salute o all'Istruzione.
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Forwarded from Giubbe Rosse
MUSK SPARA SULLA GUERRA E PROPONE:
- LA NEUTRALITÀ UCRAINA
- FAR DECIDERE ALLE POPOLAZIONI LOCALI DOVE STARE
- ACCETTARE LA CRIMEA COME RUSSA
- GARANTIRE L'ACQUA ALLA CRIMEA
https://twitter.com/elonmusk/status/1576969255031296000
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
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⭕ Momento di scioccante della verità su Bloomberg Tv con il professor Jeffrey Sachs che afferma come ci siano gli Stati Uniti dietro la distruzione dei gasdotti Nord Stream.
Panico del giornalista
Panico del giornalista
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Sembra una trollata dei cristiani antiaborto. Invece è vero: Satanic Temple intenta una causa alla corte federale degli Stati Uniti dopo il divieto di aborto, sostenendo che "violano i diritti religiosi".
https://www.disclose.tv/id/1577009365160165381/
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Forwarded from GeopoliticalCenter
Eni ha ricevuto da Gazprom la notifica di non poter confermare le consegne di gas il 4 ottobre a causa dell'impossibilità di transito attraverso l'Austria.
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La Pintadera numero 10. Il discorso di Putin, Operation Siebiben, Dicchiarazioni del ministro Habek, gas interrotto dall'Austria, Tagli al petrolio Opec+, Paesi in difficoltà di bilancio, Blinken e la Tremendous Opportunity, Gran Bretagna e Lizz Truss, inflazione UE oltre il 10%, Viscoo e le sue dichiarazioni, Credit Suisse, La Germania fuori dalla UE...
https://www.youtube.com/watch?v=zOlN558Jfao
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YouTube
La Pintadera ep n 10 Operazione Maremoto
https://www.paypal.me/Stefano180
Il discorso di Putin, Operation Siebiben, Dicchiarazioni del ministro Habek, gas interrotto dall'Austria, Tagli al petrolio Opec+, Paesi in difficoltà di bilancio, Blinken e la Tremendous Opportunity, Gran Bretagna e Lizz…
Il discorso di Putin, Operation Siebiben, Dicchiarazioni del ministro Habek, gas interrotto dall'Austria, Tagli al petrolio Opec+, Paesi in difficoltà di bilancio, Blinken e la Tremendous Opportunity, Gran Bretagna e Lizz…
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Mosca, 4 Ottobre 1993. In Russia arriva la Democrazia.
Oggi è l'anniversario del bombardamento del parlamento russo, dove erano asserragliati i parlamentari comunisti (eletti in libere elezioni pluripartitiche e gestite dai liberaloidi) che si opponevano al saccheggio del paese e all'impoverimento delle persone che si stava realizzando a causa delle riforme dell'alcolizzato burattino degli occidentali Eltcin. Il parlamento fu sciolto a suon di bombe e la costituzione annullata. Tra i resistenti capeggiati da Aleksandr Ruckoj si contarono oltre 2500 morti. Il seme di quello che sta avvenendo oggi è stato gettato con quella strage di cui in occidente non si è mai parlato. Si sa, le stragi nel nome del liberalismo e del saccheggio capitalista sono accettabili. Ora ci rendono la pariglia.
Oggi è l'anniversario del bombardamento del parlamento russo, dove erano asserragliati i parlamentari comunisti (eletti in libere elezioni pluripartitiche e gestite dai liberaloidi) che si opponevano al saccheggio del paese e all'impoverimento delle persone che si stava realizzando a causa delle riforme dell'alcolizzato burattino degli occidentali Eltcin. Il parlamento fu sciolto a suon di bombe e la costituzione annullata. Tra i resistenti capeggiati da Aleksandr Ruckoj si contarono oltre 2500 morti. Il seme di quello che sta avvenendo oggi è stato gettato con quella strage di cui in occidente non si è mai parlato. Si sa, le stragi nel nome del liberalismo e del saccheggio capitalista sono accettabili. Ora ci rendono la pariglia.
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Forwarded from La durezza del vivere
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Dichiarazione dell'Eurogruppo sulla risposta della politica fiscale ai prezzi elevati dell'energia e alle pressioni inflazionistiche.
In sintesi, i governi si impegnano a spazzare via la classe media, o quel che ne rimane.
In sintesi, i governi si impegnano a spazzare via la classe media, o quel che ne rimane.
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«È difficile essere fiduciosi, ci sono variabili del sistema che non sono sotto il controllo di nessuno». (Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni)
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🇷🇺 Il Consiglio della Federazione russa (la camera alta del Parlamento) ha approvato l'annessione dei 4 ex oblast dell'Ucraina. All'unanimità.
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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖
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‼️🇷🇺La procedura per l'ammissione di DPR, LPR, nonché delle regioni di Kherson e Zaporozhye alla Federazione Russa si concluderà con modifiche alla Costituzione russa sulla base del relativo decreto di Vladimir Putin, ha affermato il capo del Consiglio della Federazione Commissione per la legislazione costituzionale e l'edilizia statale Andrei Klishas.
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🇷🇺 "NON ci interessa il riconoscimento da parte dell'Occidente dei risultati del referendum,devono capire la nuova realtà."
- Sergey Lavrov.
- Sergey Lavrov.
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Forwarded from "Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
I polacchi hanno preso "l'aria della masseria". Da stare sotto schiaffo, ora alzano la voce con la Germania e godono (nemmeno tanto sottovoce) per la rottura dell'asse tra Berlino e Mosca.
Reuters
Polish foreign minister signs diplomatic note to Germany on WW2 reparations
Polish Foreign Minister Zbigniew Rau has signed a diplomatic note to Germany concerning reparations for World War Two, he said on Monday, formalising Poland's demand for compensation ahead of a visit by Berlin's top diplomat.
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🇺🇸🇨🇳Gli Stati Uniti prevedono di estendere le restrizioni all'esportazione di semiconduttori e chip alla Cina.
-Wall Street Journal
-Wall Street Journal
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Gas, Eni: “Difficile essere fiduciosi per l’inverno”
Sul gas Eni avverte l’Italia: in inverno la sicurezza energetica nazionale sarà sottoposta a diverse problematiche legate alle dinamiche difficili da prevedere. “Difficile essere fiduciosi”, ha dichiarato l’amministratore delegato del Cane a sei zampe Claudio Descalzi, riferendosi al precedente del blocco delle forniture di Gazprom a Tarvisio per problematiche contrattuali con gli operatori di rete austriaci. “Il contributo addizionale del gas russo, che speriamo ritorni, è fondamentale, 20 milioni di metri cubi al giorno che sono tra il 9-10% del supply che sta arrivando in Italia. È importante che i rigassificatori funzionino, è importante che non ci siano problemi tecnici alle produzioni in Algeria o Egitto o interruzioni dalla Libia”, ha aggiunto il manager in corsa per il suo quarto mandato nella prossima primavera.
Sul gas Eni avverte l’Italia: in inverno la sicurezza energetica nazionale sarà sottoposta a diverse problematiche legate alle dinamiche difficili da prevedere. “Difficile essere fiduciosi”, ha dichiarato l’amministratore delegato del Cane a sei zampe Claudio Descalzi, riferendosi al precedente del blocco delle forniture di Gazprom a Tarvisio per problematiche contrattuali con gli operatori di rete austriaci. “Il contributo addizionale del gas russo, che speriamo ritorni, è fondamentale, 20 milioni di metri cubi al giorno che sono tra il 9-10% del supply che sta arrivando in Italia. È importante che i rigassificatori funzionino, è importante che non ci siano problemi tecnici alle produzioni in Algeria o Egitto o interruzioni dalla Libia”, ha aggiunto il manager in corsa per il suo quarto mandato nella prossima primavera.
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Quindi ora l'ultima, secondo i nostri media (tipo il Times), è che Putin ordinerà dei test nucleari al confine dell'Ucraina, probabilmente nel Mar Nero, per dimostrare che "fa sul serio", dopo che già due giorni fa Repubblica (e chi se no) ci aveva deliziato con la storia della fuga del Belgorod e dei suoi Poseidon.
Lo dico adesso e non lo ripeterò, perché questa storia da surreale sta diventando chiaramente preoccupante, e non per i motivi che uno può immaginare:
1) la Russia NON sta perdendo la guerra né l'ha già persa. L'esercito russo NON è in rotta. Lo so, è strano da credere, ma fidatevi.
2) la Russia non ha ALCUNA volontà, e meno ancora necessità (finora, almeno), di utilizzare armi atomiche, chimiche o batteriologiche in Ucraina. Il motivo è al punto 1.
3) la dottrina nucleare della Russia NON prevede il primo impiego di armi nucleari perché si sono ritirati da Lyman. Prevede l'impiego di armi nucleari in risposta a un attacco sul suolo russo con armi nucleari, o in risposta a una minaccia che mette a rischio la SOPRAVVIVENZA della Federazione Russa. Di nuovo, la ritirata da Lyman (che ricordo a tutti si trova in Ucraina, non in Russia) non ricade in queste ipotesi. Un attacco missilistico sulla Crimea non ricade in queste ipotesi. Un bombardamento di artiglieria su suolo russo non ricade in queste ipotesi. Uno sconfinamento ucraino su suolo russo non ricade in queste ipotesi. E via di seguito.
4) c'è una potenza nucleare che non ha mai ben chiarito la sua posizione sul primo impiego delle armi nucleari. FUN FACT: questa potenza nucleare NON è la Russia, e nemmeno la Cina.
5) ci vuole molto poco a far detonare un'atomica tattica nel bel mezzo del Mar Nero e dire che sono stati i russi, e regolarsi di conseguenza. Abbiamo creduto, senza prove in entrambi i casi, che bombardino le loro centrali nucleari e facciano esplodere i loro gasdotti. Perché non dovremmo credere anche a questo, dopo che da settimane ci stanno dicendo che siccome la Russia ha perso la guerra e Putin è pazzo e cattivo non ha altra opzione che usare le atomiche?
6) no, non sono un complottaro. Ma se per settimane ti ripetono una cosa che è palesemente falsa, due domande te le devi fare (e se fai il mestiere mio, la paranoia è una qualità di base). E far detonare un'atomica tattica nel Mar Nero risolverebbe all'istante gli sbandamenti, chiamiamoli così, presenti e soprattutto futuri di un bel po' di alleati europei. No, non significherebbe un attacco nucleare alla Russia, ovviamente, né l'ingresso della NATO nel conflitto, ma altrettanto ovviamente costringerebbe tutti a serrare le fila in un momento molto, molto complicato.
7) ovviamente non succederà nulla di tutto questo. Giusto?
PS - il Belgorod potrebbe davvero essere diretto nell'Artico, per testare i Poseidon in un'esercitazione. Farlo nel Mar Nero davanti a mezzo mondo sarebbe, diciamolo, una scemenza.
Di Francesco Dell'Aglio, via Facebook
Lo dico adesso e non lo ripeterò, perché questa storia da surreale sta diventando chiaramente preoccupante, e non per i motivi che uno può immaginare:
1) la Russia NON sta perdendo la guerra né l'ha già persa. L'esercito russo NON è in rotta. Lo so, è strano da credere, ma fidatevi.
2) la Russia non ha ALCUNA volontà, e meno ancora necessità (finora, almeno), di utilizzare armi atomiche, chimiche o batteriologiche in Ucraina. Il motivo è al punto 1.
3) la dottrina nucleare della Russia NON prevede il primo impiego di armi nucleari perché si sono ritirati da Lyman. Prevede l'impiego di armi nucleari in risposta a un attacco sul suolo russo con armi nucleari, o in risposta a una minaccia che mette a rischio la SOPRAVVIVENZA della Federazione Russa. Di nuovo, la ritirata da Lyman (che ricordo a tutti si trova in Ucraina, non in Russia) non ricade in queste ipotesi. Un attacco missilistico sulla Crimea non ricade in queste ipotesi. Un bombardamento di artiglieria su suolo russo non ricade in queste ipotesi. Uno sconfinamento ucraino su suolo russo non ricade in queste ipotesi. E via di seguito.
4) c'è una potenza nucleare che non ha mai ben chiarito la sua posizione sul primo impiego delle armi nucleari. FUN FACT: questa potenza nucleare NON è la Russia, e nemmeno la Cina.
5) ci vuole molto poco a far detonare un'atomica tattica nel bel mezzo del Mar Nero e dire che sono stati i russi, e regolarsi di conseguenza. Abbiamo creduto, senza prove in entrambi i casi, che bombardino le loro centrali nucleari e facciano esplodere i loro gasdotti. Perché non dovremmo credere anche a questo, dopo che da settimane ci stanno dicendo che siccome la Russia ha perso la guerra e Putin è pazzo e cattivo non ha altra opzione che usare le atomiche?
6) no, non sono un complottaro. Ma se per settimane ti ripetono una cosa che è palesemente falsa, due domande te le devi fare (e se fai il mestiere mio, la paranoia è una qualità di base). E far detonare un'atomica tattica nel Mar Nero risolverebbe all'istante gli sbandamenti, chiamiamoli così, presenti e soprattutto futuri di un bel po' di alleati europei. No, non significherebbe un attacco nucleare alla Russia, ovviamente, né l'ingresso della NATO nel conflitto, ma altrettanto ovviamente costringerebbe tutti a serrare le fila in un momento molto, molto complicato.
7) ovviamente non succederà nulla di tutto questo. Giusto?
PS - il Belgorod potrebbe davvero essere diretto nell'Artico, per testare i Poseidon in un'esercitazione. Farlo nel Mar Nero davanti a mezzo mondo sarebbe, diciamolo, una scemenza.
Di Francesco Dell'Aglio, via Facebook
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L’attacco ai gasdotti Nord Stream: il bersaglio è l’Europa
L’annessione delle quattro regioni dell’Ucraina sud orientale alla Federazione Russa con le relative celebrazioni a Mosca e l’improbabile accelerazione dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO accentuano l’escalation del conflitto e il rischio che possa allargarsi coinvolgendo un’Europa che appare sempre di più in ginocchio. A compromettere, forse definitivamente, le sue precarie condizioni contribuisce anche l’atto dinamitardo (gli svedesi stimano che la potenza dell’esplosione fosse di 100 chilogrammi di TNT equivalente) che il 27 settembre ha visto esplodere i “tubi” sottomarini dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che trasportano il gas russo in Germania attraversando i fondali del Mar Baltico: il primo è fermo da alcune settimane e il secondo è stato ultimato poco prima dello scoppio della guerra in Ucraina e non è mai entrato in funzione.
Non ci sono dubbi circa il fatto che non si sia trattato di un incidente mentre più arduo è stabilire chi abbia effettuato un attacco multiplo che ha provocato la fuoriuscita di 500 milioni di metri cubi di gas per un valore di 800 milioni di euro e che determinerà con ogni probabilità la compromissione dell’efficienza dei due gasdotti a causa dell’acqua salata che penetrerà in profondità allagando e corrodendo le grandi infrastrutture metalliche.
Gazprom sembra valutare che occorreranno sei mesi per ripararli, altre fonti parlano di anni o ritengono che le infrastrutture siano irrimediabilmente compromesse.
Gas e gasdotto Nord Stream 2 sono di proprietà della stessa Nord Stream 2 AG, società di cui Gazprom è azionista al 100%. Anche il gas nel gasdotto Nord Stream 1 è proprietà di Gazprom: quindi i danni patrimoniali e in materia prima costituiscono interamente perdite finanziarie russe.
Sabotaggio
Un’azione terroristica o per meglio dire un sabotaggio ben orchestrato attuato contro i gasdotti posati a 60/80 metri di profondità sul fondo del Mar Baltico, ben accessibile per posizionare cariche esplosive a palombari o veicoli subacquei senza pilota.
Senza dimenticare che anche i veicoli di rilevazione e manutenzione impiegabili all’interno dei tubi potrebbero in teoria venire utilizzati per azioni di sabotaggio che richiederebbero però il controllo delle stazioni di accesso in Russia o in Germania. L’esame dei tubi nei punti interessati dalle esplosioni potrà confermare se la deflagrazione è avvenuta all’interno o all’esterno dei gasdotti.
Mosca e Washington si sono scambiati accuse reciproche ma va osservato che l’attacco è stato effettuato in un’area che fin dalla Guerra Fredda viene strettamente controllata dalle Marine occidentali, un punto il cui Mar Baltico si restringe lambendo a poca distanza tra loro le coste tedesche, polacche, danesi e svedesi. Un’area marittima frequentata dalla Flotta russa del Mar Baltico ma dove neppure un canotto russo sfuggirebbe ai controlli subacquei e di superficie, specie in un momento di tensioni come questo e con il gruppo navale d’assalto anfibio statunitense guidato dalla portaelicotteri USS Kearsage assegnato al Mar Baltico e quello britannico con la nave da assalto anfibio HMS Albion. Ammesso che i russi avessero interesse a sabotare gasdotti inattivi, avrebbero avuto a disposizione ampi tratti da minare indisturbati più a nord, distanti dai capillari controlli che le forze della NATO attuano nell’imbocco del Mar Baltico, senza scordare che Mosca schiera nelle basi dell’énclave di Kaliningrad incursori subacquei con mezzi idonei a sabotaggi sottomarini.
Cui prodest?
L’annessione delle quattro regioni dell’Ucraina sud orientale alla Federazione Russa con le relative celebrazioni a Mosca e l’improbabile accelerazione dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO accentuano l’escalation del conflitto e il rischio che possa allargarsi coinvolgendo un’Europa che appare sempre di più in ginocchio. A compromettere, forse definitivamente, le sue precarie condizioni contribuisce anche l’atto dinamitardo (gli svedesi stimano che la potenza dell’esplosione fosse di 100 chilogrammi di TNT equivalente) che il 27 settembre ha visto esplodere i “tubi” sottomarini dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che trasportano il gas russo in Germania attraversando i fondali del Mar Baltico: il primo è fermo da alcune settimane e il secondo è stato ultimato poco prima dello scoppio della guerra in Ucraina e non è mai entrato in funzione.
Non ci sono dubbi circa il fatto che non si sia trattato di un incidente mentre più arduo è stabilire chi abbia effettuato un attacco multiplo che ha provocato la fuoriuscita di 500 milioni di metri cubi di gas per un valore di 800 milioni di euro e che determinerà con ogni probabilità la compromissione dell’efficienza dei due gasdotti a causa dell’acqua salata che penetrerà in profondità allagando e corrodendo le grandi infrastrutture metalliche.
Gazprom sembra valutare che occorreranno sei mesi per ripararli, altre fonti parlano di anni o ritengono che le infrastrutture siano irrimediabilmente compromesse.
Gas e gasdotto Nord Stream 2 sono di proprietà della stessa Nord Stream 2 AG, società di cui Gazprom è azionista al 100%. Anche il gas nel gasdotto Nord Stream 1 è proprietà di Gazprom: quindi i danni patrimoniali e in materia prima costituiscono interamente perdite finanziarie russe.
Sabotaggio
Un’azione terroristica o per meglio dire un sabotaggio ben orchestrato attuato contro i gasdotti posati a 60/80 metri di profondità sul fondo del Mar Baltico, ben accessibile per posizionare cariche esplosive a palombari o veicoli subacquei senza pilota.
Senza dimenticare che anche i veicoli di rilevazione e manutenzione impiegabili all’interno dei tubi potrebbero in teoria venire utilizzati per azioni di sabotaggio che richiederebbero però il controllo delle stazioni di accesso in Russia o in Germania. L’esame dei tubi nei punti interessati dalle esplosioni potrà confermare se la deflagrazione è avvenuta all’interno o all’esterno dei gasdotti.
Mosca e Washington si sono scambiati accuse reciproche ma va osservato che l’attacco è stato effettuato in un’area che fin dalla Guerra Fredda viene strettamente controllata dalle Marine occidentali, un punto il cui Mar Baltico si restringe lambendo a poca distanza tra loro le coste tedesche, polacche, danesi e svedesi. Un’area marittima frequentata dalla Flotta russa del Mar Baltico ma dove neppure un canotto russo sfuggirebbe ai controlli subacquei e di superficie, specie in un momento di tensioni come questo e con il gruppo navale d’assalto anfibio statunitense guidato dalla portaelicotteri USS Kearsage assegnato al Mar Baltico e quello britannico con la nave da assalto anfibio HMS Albion. Ammesso che i russi avessero interesse a sabotare gasdotti inattivi, avrebbero avuto a disposizione ampi tratti da minare indisturbati più a nord, distanti dai capillari controlli che le forze della NATO attuano nell’imbocco del Mar Baltico, senza scordare che Mosca schiera nelle basi dell’énclave di Kaliningrad incursori subacquei con mezzi idonei a sabotaggi sottomarini.
Cui prodest?
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