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Le autorità definiscono la situazione "Armageddon".
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Otto navi da guerra che trasportano 1.200 missili, insieme a un sottomarino nucleare, stanno "mirando" al Venezuela.
Dice il presidente venezuelano Maduro.
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Forwarded from WarZone - News 🇵🇸 (Alberto "Givi" - Stakhanov☦️🇮🇹)
In particolare, si fa riferimento a un complesso montano vicino all'impianto di arricchimento di Natanz, che a quanto pare sarebbe profondo più di 160 metri, quasi il doppio di Fordow. Inoltre, l'altro complesso di Pickaxe Mountain ha tunnel sono così profondi e così rinforzati da poter probabilmente sopravvivere a un'esplosione nucleare, perfetto per lo stoccaggio dell'uranio arricchito.
L'Iran ha anche un altro impianto ultra profondo vicino all'impianto di conversione dell'uranio a Isfahan, che gli Stati Uniti non sono riusciti a distruggere
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https://www.newsweek.com/maduro-wans-trump-venezuela-us-navy-warships-2122827?utm_term=Autofeed&utm_medium=Social&utm_source=Twitter#Echobox=1756753992
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Newsweek
Maduro warns of "bloody threat" as Trump deploys warships near Venezuela
While U.S. officials have not signaled plans for a land invasion, Maduro has mobilized troops along the coast and border with Colombia.
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Il cancelliere austriaco Christian Stocker ha ribadito in un'intervista con ORF che l'Austria non riconsidererà la sua politica di neutralità. Ha sottolineato che l'adesione alla NATO non è in agenda, mantenendo la posizione di lunga data di Vienna di non allineamento militare.
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Forwarded from Giubbe Rosse
È interessante notare che il Ministero della Difesa ha incluso le regioni di Odessa e Mykolaiv come parte della Russia.
A giudicare dalla mappa mostrata al briefing del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Russe, Valery Gerasimov, il confine di stato tra Russia e Ucraina non corre lungo le regioni di Kherson e Zaporizhzhia, che, insieme alla DPR e LPR, sono incluse nella Costituzione, ma lungo i confini delle regioni di Odessa e Mykolaiv, confinanti con le regioni di Kirovohrad e Vinnytsia.
Si può notare che questo territorio è estratto dai confini dell'Ucraina e forma un unico insieme con il territorio designato come Federazione Russa.
Fonte @Intelslava
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A giudicare dalla mappa mostrata al briefing del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Russe, Valery Gerasimov, il confine di stato tra Russia e Ucraina non corre lungo le regioni di Kherson e Zaporizhzhia, che, insieme alla DPR e LPR, sono incluse nella Costituzione, ma lungo i confini delle regioni di Odessa e Mykolaiv, confinanti con le regioni di Kirovohrad e Vinnytsia.
Si può notare che questo territorio è estratto dai confini dell'Ucraina e forma un unico insieme con il territorio designato come Federazione Russa.
Fonte @Intelslava
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L'India ha bisogno di almeno 2-3 squadroni di caccia di quinta generazione.
Fonte: ANI
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Il problema è che mi viene davvero difficile comprendere il nesso tra lavoro ed eventuali condotte personali che riguardano solo il coniuge oltre che il confessore per chi ha fede.
Ormai dopo il MeToo scatenato dalle femministe l'occidente è precipitato in uno stato di delirio collettivo dove al cosiddetto peccatore/peccatrice viene appiccicata una sorta di lettera scarlatta mediatica oltre che addirittura la condanna a pene sociali che addirittura arrivano al licenziamento. Tutto questo per la paura delle aziende di subire uno "shit storm" che ne penalizzi l'immagine.
Certo che il delirio progressista propagandato da delle sacerdotesse della buon costume ci ha riportato dritti dritti all'epoca dei Padri Pellegrini e del Puritanesimo. Ma state tranquilli, se le lasciate fare le psicotiche in questione ci porteranno all'Afganistan dei Talebani.
Ovviamente, sentiti complimenti alla sinistra che raccoglie qualunque fesseria e se ne fa paladina. Tranne il problema del lavoro e del welfare.
Quelle sono cose vecchie. Anni 80 e 90 del secolo scorso. Nostalgici voi che ancora ci credete.
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Forwarded from Pino Cabras
GLI USA SADDAMIZZANO MADURO
Decenni di "frequentazione" dei media e dei loro cliché mi fanno riconoscere ormai al volo le manipolazioni accusatorie usate dagli USA contro i nemici. La campagna militare aggressiva "antidroga" contro la dirigenza venezuelana è un tipico caso di specie.
Ho, pertanto, letto con grande interesse l’articolo di Pino Arlacchi su L’Antidiplomatico dedicato alla grande bufala costruita contro il Venezuela. Arlacchi, già alla guida dell’agenzia ONU su droga e crimine, racconta come il mito del “Venezuela narco-Stato” non abbia alcun fondamento nei dati e nelle esperienze dirette maturate in decenni di lavoro in America Latina.
Durante il suo mandato, l’UNODC operò in Colombia, Bolivia, Perù e Brasile, ma non in Venezuela: semplicemente perché non vi erano coltivazioni né cartelli. Le autorità venezuelane si dimostrarono anzi tra le più rigorose ed efficaci nel contrasto al narcotraffico, alla pari solo con Cuba. I rapporti ufficiali ONU, confermati fino al 2025, attestano che meno del 5% della cocaina colombiana transita per il territorio venezuelano, a fronte di volumi enormemente superiori in altri paesi della regione.
Eppure, negli ultimi anni, si è costruita una narrazione tossica: il cosiddetto “Cartel de los Soles” non è che una leggenda priva di riscontri, alimentata da Washington per giustificare sanzioni, isolamento internazionale e perfino minacce militari. Il vero obiettivo, sottolinea Arlacchi, è un altro: il controllo delle immense riserve petrolifere venezuelane, camuffato sotto la bandiera della lotta alla droga.
Questo caso dimostra come spesso la geopolitica si travesta da “guerra alla droga” per legittimare interventi che hanno poco a che fare con la sicurezza e molto con interessi economici e strategici.
Da parlamentare riuscii a impedire di far coinvolgere l'Italia e - a catena - la UE nell'appoggio al golpista Guaidó, che sarebbe stato l'anticamera di una guerra civile devastante, un ennesimo Iraq per gli interessi di qualche circolo imperialista. Va smontata anche questa corsa alla guerra in cui i neocon washingtoniani sembrano trovare pochi freni in Occidente.
Decenni di "frequentazione" dei media e dei loro cliché mi fanno riconoscere ormai al volo le manipolazioni accusatorie usate dagli USA contro i nemici. La campagna militare aggressiva "antidroga" contro la dirigenza venezuelana è un tipico caso di specie.
Ho, pertanto, letto con grande interesse l’articolo di Pino Arlacchi su L’Antidiplomatico dedicato alla grande bufala costruita contro il Venezuela. Arlacchi, già alla guida dell’agenzia ONU su droga e crimine, racconta come il mito del “Venezuela narco-Stato” non abbia alcun fondamento nei dati e nelle esperienze dirette maturate in decenni di lavoro in America Latina.
Durante il suo mandato, l’UNODC operò in Colombia, Bolivia, Perù e Brasile, ma non in Venezuela: semplicemente perché non vi erano coltivazioni né cartelli. Le autorità venezuelane si dimostrarono anzi tra le più rigorose ed efficaci nel contrasto al narcotraffico, alla pari solo con Cuba. I rapporti ufficiali ONU, confermati fino al 2025, attestano che meno del 5% della cocaina colombiana transita per il territorio venezuelano, a fronte di volumi enormemente superiori in altri paesi della regione.
Eppure, negli ultimi anni, si è costruita una narrazione tossica: il cosiddetto “Cartel de los Soles” non è che una leggenda priva di riscontri, alimentata da Washington per giustificare sanzioni, isolamento internazionale e perfino minacce militari. Il vero obiettivo, sottolinea Arlacchi, è un altro: il controllo delle immense riserve petrolifere venezuelane, camuffato sotto la bandiera della lotta alla droga.
Questo caso dimostra come spesso la geopolitica si travesta da “guerra alla droga” per legittimare interventi che hanno poco a che fare con la sicurezza e molto con interessi economici e strategici.
Da parlamentare riuscii a impedire di far coinvolgere l'Italia e - a catena - la UE nell'appoggio al golpista Guaidó, che sarebbe stato l'anticamera di una guerra civile devastante, un ennesimo Iraq per gli interessi di qualche circolo imperialista. Va smontata anche questa corsa alla guerra in cui i neocon washingtoniani sembrano trovare pochi freni in Occidente.
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Oggi è previsto un discorso del presidente degli Stati Uniti alla nazione. È possibile che si parli del dispiegamento a Chicago dell'esercito regolare o delle forze della Guardia Nazionale.
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Secondo Stubb, il vertice della SCO in Cina ha dimostrato chiaramente che i "valori europei" sono in pericolo.
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