🚨🖼️ IL MUSEO BRUCIA. MA LA NOTIZIA È UN’ALTRA.
Il settimanale The Economist ha scelto come immagine di copertina del suo approfondimento sulla Crimea la fotografia del Museo-Panorama di Sebastopoli in fiamme, colpito durante un attacco ucraino.
Fin qui, un fatto.
Il dettaglio sorprendente arriva leggendo l’articolo: non compare una sola riga per spiegare ai lettori che cosa stia realmente bruciando. Nessun riferimento al Museo-Panorama, nessuna spiegazione sul valore storico e artistico dell’opera custodita al suo interno. Al contrario, il pezzo sostiene che sarebbero Putin e i media russi a “tacere” sugli attacchi ucraini contro la Crimea.
E qui il paradosso diventa quasi letterario.
Usare la fotografia di un edificio in fiamme senza raccontare cosa rappresenti è un esercizio di comunicazione che avrebbe fatto sorridere persino Orwell. L’immagine serve a creare emozione, mentre il contesto viene accuratamente lasciato fuori dall’inquadratura.
Immaginate per un istante il contrario. Se un museo europeo contenente un capolavoro storico fosse stato colpito da un missile russo, avremmo assistito a giorni di aperture dei telegiornali, editoriali indignati, collegamenti in diretta, appelli dell’UNESCO e dibattiti sul “barbaro attacco alla cultura”.
Qui, invece, il museo compare… ma soltanto come scenografia.
Non è il fuoco a essere invisibile.
È ciò che il fuoco sta consumando.
— Don Chisciotte
#Crimea #Sebastopoli #TheEconomist #Media #Propaganda #Informazione #DonChisciotte
Il settimanale The Economist ha scelto come immagine di copertina del suo approfondimento sulla Crimea la fotografia del Museo-Panorama di Sebastopoli in fiamme, colpito durante un attacco ucraino.
Fin qui, un fatto.
Il dettaglio sorprendente arriva leggendo l’articolo: non compare una sola riga per spiegare ai lettori che cosa stia realmente bruciando. Nessun riferimento al Museo-Panorama, nessuna spiegazione sul valore storico e artistico dell’opera custodita al suo interno. Al contrario, il pezzo sostiene che sarebbero Putin e i media russi a “tacere” sugli attacchi ucraini contro la Crimea.
E qui il paradosso diventa quasi letterario.
Usare la fotografia di un edificio in fiamme senza raccontare cosa rappresenti è un esercizio di comunicazione che avrebbe fatto sorridere persino Orwell. L’immagine serve a creare emozione, mentre il contesto viene accuratamente lasciato fuori dall’inquadratura.
Immaginate per un istante il contrario. Se un museo europeo contenente un capolavoro storico fosse stato colpito da un missile russo, avremmo assistito a giorni di aperture dei telegiornali, editoriali indignati, collegamenti in diretta, appelli dell’UNESCO e dibattiti sul “barbaro attacco alla cultura”.
Qui, invece, il museo compare… ma soltanto come scenografia.
Non è il fuoco a essere invisibile.
È ciò che il fuoco sta consumando.
— Don Chisciotte
#Crimea #Sebastopoli #TheEconomist #Media #Propaganda #Informazione #DonChisciotte
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Forwarded from Contro i Mulini a Vento
🇺🇦 L’UCRAINA AVANZA. MA VERSO DOVE?
A Kramatorsk si amplia la zona di evacuazione: famiglie con bambini via da oltre cento strade, evacuazioni anche nei villaggi vicini.
Eppure la narrazione continua imperterrita: Kiev resiste, Kiev contrattacca, Kiev avanza.
Sì, avanza indietreggiando.
È una nuova dottrina militare occidentale: si perde terreno, si evacuano i civili, si arretra con ordine e poi si comunica una vittoria strategica.
Se chiudi una scuola, è resilienza.
Se svuoti un quartiere, è prudenza.
Se evacui una città, è preparazione offensiva.
Se il fronte si avvicina, è perché i russi stanno finendo le munizioni.
A questo punto manca soltanto il comunicato definitivo:
“Kramatorsk evacuata con successo. Mosca sempre più isolata.”
Non è più propaganda. È teatro dell’assurdo con l’elmetto.
E i pagliacci, naturalmente, continuano a spiegare al pubblico che lo spettacolo sta andando benissimo.
Don Chisciotte
#Ucraina #Kramatorsk #Russia #Propaganda #Geopolitica
A Kramatorsk si amplia la zona di evacuazione: famiglie con bambini via da oltre cento strade, evacuazioni anche nei villaggi vicini.
Eppure la narrazione continua imperterrita: Kiev resiste, Kiev contrattacca, Kiev avanza.
Sì, avanza indietreggiando.
È una nuova dottrina militare occidentale: si perde terreno, si evacuano i civili, si arretra con ordine e poi si comunica una vittoria strategica.
Se chiudi una scuola, è resilienza.
Se svuoti un quartiere, è prudenza.
Se evacui una città, è preparazione offensiva.
Se il fronte si avvicina, è perché i russi stanno finendo le munizioni.
A questo punto manca soltanto il comunicato definitivo:
“Kramatorsk evacuata con successo. Mosca sempre più isolata.”
Non è più propaganda. È teatro dell’assurdo con l’elmetto.
E i pagliacci, naturalmente, continuano a spiegare al pubblico che lo spettacolo sta andando benissimo.
Don Chisciotte
#Ucraina #Kramatorsk #Russia #Propaganda #Geopolitica
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