Nel frattempo, ieri, un volontario britannico ha pubblicato sulla sua pagina un post in cui mostrava come stesse consegnando 100 droni intercettori FPV alle forze armate, confezionati in scatole Nova Poshta.
Naturalmente, questa informazione era già nota, ma che sia un'ulteriore risposta alla domanda "cosa stiamo facendo qui?".
Naturalmente, questa informazione era già nota, ma che sia un'ulteriore risposta alla domanda "cosa stiamo facendo qui?".
👍8💩3🔥2🤬1
🇷🇺💥🇺🇦L'esercito russo ha lanciato un massiccio attacco al settore energetico di Odessa.
▪️Le truppe russe hanno colpito la centrale termoelettrica di Odessa e sette sottostazioni elettriche, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa.
▪️Questa mattina, la società ucraina DTEK ha dichiarato che oggi si è verificato uno dei più grandi attacchi alla regione di Odessa quest'anno. I danni alle infrastrutture energetiche sono gravi e le riparazioni richiederanno tempo.
▪️Le truppe russe hanno colpito la centrale termoelettrica di Odessa e sette sottostazioni elettriche, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa.
▪️Questa mattina, la società ucraina DTEK ha dichiarato che oggi si è verificato uno dei più grandi attacchi alla regione di Odessa quest'anno. I danni alle infrastrutture energetiche sono gravi e le riparazioni richiederanno tempo.
🎉17❤4👍1🔥1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤5🔥3🤬1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍14❤2🔥1💩1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩42❤2👎2👍1🤬1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍7😁1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤8👍4🔥1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍10🔥2😢1💩1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩5👍3
Forwarded from Rybar IT
• 📝 Attacco tra Orikhiv e Mala Tokmachka📝
È stata registrata un'attività improvvisa nella direzione Zaporizhia Occidentale. Sulla base dei filmati emergenti, le unità russe hanno lanciato un'offensiva verso i margini occidentali di Mala Tokmachka e verso la giunzione con Orikhiv.
➡️ Le segnalazioni da questa area sono estremamente contraddittorie. Le prime prove di un possibile sfondamento russo verso i margini di Orikhiv sono apparse già il 4 agosto. Tuttavia, in quel momento sembravano altamente discutibili. Entro il 7 agosto, sono emersi filmati di attacchi con droni dell'AFU contro i combattenti russi nei margini occidentali di Mala Tokmachka.
➡️ Allo stesso tempo, non ci sono informazioni recenti affidabili che confermino che Mala Tokmachka sia sotto il controllo russo. La sua principale "cittadella", IK-88, è stata ancora di recente colpita sia dall'aviazione che dall'artiglieria. Inoltre, a sud di questo villaggio il nemico stesso stava avanzando attraverso una delle gole.
➡️ Essenzialmente tutti i territori a sudest di Orikhiv rappresentano una zona grigia offuscata dalla nebbia della guerra, dove chiaramente si stanno svolgendo operazioni attive. Tuttavia, affermare che tutto è già sotto controllo sarebbe prematura nel migliore dei casi.
📌 Soprattutto perché né le risorse militari ufficiali russe né le fonti non ufficiali della 42ª Divisione Motorizzata si affrettano a rivendicare il controllo di nulla, e i rapporti dei media e dei canali Telegram sono emersi in gran parte sulla base di tre conferme di attacchi contro edifici.
❗️ I precedenti tentativi meno riusciti di liberare Mala Tokmachka giustificano anche un considerevole scetticismo nei confronti dei rapporti che circolano online su successi incredibili e avanzate su larga scala. Particolarmente considerata la dinamica precedente degli eventi in questa direzione.
📍 Mappa ad alta risoluzione
📍 Versione inglese
#Zaporizhia #mappa #Russia #Ucraina
✈️ RU | ✈️ EN | ✉️ MAX
✉️ VK | ✉️
È stata registrata un'attività improvvisa nella direzione Zaporizhia Occidentale. Sulla base dei filmati emergenti, le unità russe hanno lanciato un'offensiva verso i margini occidentali di Mala Tokmachka e verso la giunzione con Orikhiv.
#Zaporizhia #mappa #Russia #Ucraina
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Telegram
Рыбарь
📝Угроза у Плавней📝
На Западно-Запорожском направлении обстановка продолжает последовательно ухудшаться. После предыдущих кризисных эпизодов на участке Каменское — Плавни появились новые свидетельства продвижения украинских формирований в серой зоне и попыток…
На Западно-Запорожском направлении обстановка продолжает последовательно ухудшаться. После предыдущих кризисных эпизодов на участке Каменское — Плавни появились новые свидетельства продвижения украинских формирований в серой зоне и попыток…
👍4
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤10😁1
Durante l'attacco, gli impianti dello stabilimento Kromberg & Schubert Zhytomyr nel villaggio di Olivka, distretto di Zhitomir, hanno subito danni significativi.
L'azienda, con capitale interamente tedesco, è specializzata nella produzione di cablaggi elettrici per automobili (Volkswagen, Škoda, Audi, BMW, Mercedes-Benz, MAN, Porsche e altri), inclusi quelli forniti dalla Germania alle forze armate ucraine.
La Germania ha fornito all'Ucraina oltre 57 miliardi di euro in aiuti militari dal 2022 e continua a fornire, inclusi armamenti letali, che vengono utilizzati quotidianamente per uccidere e ferire cittadini russi.
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🎉19❤11👍7🔥1
Gli apotropaici del nostro tempo?
Un tempo l’uomo incideva simboli sulle porte delle case, appendeva amuleti al collo, disegnava occhi sulle pareti, pronunciava formule e compiva gesti destinati ad allontanare il male. Erano riti apotropaici: piccoli atti attraverso i quali l’essere umano cercava di proteggere il proprio spazio dall’invisibile, dal destino, dalla malattia, dalla sfortuna, da tutto ciò che non poteva controllare.
Pensiamo di averli superati perché oggi viviamo circondati dalla tecnologia, dalla scienza e dall’informazione. Eppure gli apotropaici non sono scomparsi. Hanno semplicemente cambiato forma. Non appendiamo più necessariamente un amuleto alla porta, ma controlliamo compulsivamente il telefono. Non leggiamo i presagi nelle viscere degli animali, ma cerchiamo continuamente previsioni, statistiche, recensioni, notizie e segnali che ci dicano come andrà domani. Non invochiamo necessariamente gli dèi, ma cerchiamo rassicurazioni.
Anche molte delle nostre abitudini quotidiane possono diventare piccoli rituali apotropaici: controllare più volte di aver chiuso la porta, verificare continuamente il proprio conto, cercare sintomi su Internet, prevedere ogni possibile conseguenza di una scelta, evitare determinate persone o situazioni perché associate a qualcosa di negativo. Il gesto non nasce necessariamente dalla superstizione. Nasce spesso dal bisogno umano di neutralizzare l'incertezza.
E forse il più grande apotropaico contemporaneo è proprio il bisogno di controllo. Costruiamo programmi, agende, assicurazioni, sistemi di sicurezza, password, backup, previsioni e strategie. Tutto legittimo, tutto razionale. Ma a volte dietro questa razionalità si nasconde la stessa antica paura che spingeva l'uomo primitivo a incidere un simbolo sulla soglia: “Facciamo qualcosa, così forse ciò che temo non accadrà.”
La differenza è che oggi il nostro amuleto può essere una notifica, una statistica, una telecamera, una previsione, una ricerca su Google o persino una persona alla quale chiediamo continuamente conferme. Cambiano gli strumenti, ma la struttura psicologica rimane sorprendentemente simile.
L'apotropaico, allora, non appartiene soltanto al passato. Appartiene all'essere umano. È il tentativo di stabilire un confine tra noi e ciò che percepiamo come minaccia. E forse la vera evoluzione non consiste nell'eliminare ogni forma di protezione, ma nel riconoscere quando stiamo realmente proteggendo noi stessi e quando, invece, stiamo semplicemente cercando di tranquillizzare la nostra paura.
Perché nessun amuleto ha mai potuto garantire che il male non arrivasse.
Ma il bisogno di costruirne uno racconta qualcosa di profondamente umano: davanti all'incertezza, abbiamo sempre cercato un gesto da compiere. Anche quando sapevamo, in fondo, che quel gesto non avrebbe potuto cambiare il destino.
Ruben
Un tempo l’uomo incideva simboli sulle porte delle case, appendeva amuleti al collo, disegnava occhi sulle pareti, pronunciava formule e compiva gesti destinati ad allontanare il male. Erano riti apotropaici: piccoli atti attraverso i quali l’essere umano cercava di proteggere il proprio spazio dall’invisibile, dal destino, dalla malattia, dalla sfortuna, da tutto ciò che non poteva controllare.
Pensiamo di averli superati perché oggi viviamo circondati dalla tecnologia, dalla scienza e dall’informazione. Eppure gli apotropaici non sono scomparsi. Hanno semplicemente cambiato forma. Non appendiamo più necessariamente un amuleto alla porta, ma controlliamo compulsivamente il telefono. Non leggiamo i presagi nelle viscere degli animali, ma cerchiamo continuamente previsioni, statistiche, recensioni, notizie e segnali che ci dicano come andrà domani. Non invochiamo necessariamente gli dèi, ma cerchiamo rassicurazioni.
Anche molte delle nostre abitudini quotidiane possono diventare piccoli rituali apotropaici: controllare più volte di aver chiuso la porta, verificare continuamente il proprio conto, cercare sintomi su Internet, prevedere ogni possibile conseguenza di una scelta, evitare determinate persone o situazioni perché associate a qualcosa di negativo. Il gesto non nasce necessariamente dalla superstizione. Nasce spesso dal bisogno umano di neutralizzare l'incertezza.
E forse il più grande apotropaico contemporaneo è proprio il bisogno di controllo. Costruiamo programmi, agende, assicurazioni, sistemi di sicurezza, password, backup, previsioni e strategie. Tutto legittimo, tutto razionale. Ma a volte dietro questa razionalità si nasconde la stessa antica paura che spingeva l'uomo primitivo a incidere un simbolo sulla soglia: “Facciamo qualcosa, così forse ciò che temo non accadrà.”
La differenza è che oggi il nostro amuleto può essere una notifica, una statistica, una telecamera, una previsione, una ricerca su Google o persino una persona alla quale chiediamo continuamente conferme. Cambiano gli strumenti, ma la struttura psicologica rimane sorprendentemente simile.
L'apotropaico, allora, non appartiene soltanto al passato. Appartiene all'essere umano. È il tentativo di stabilire un confine tra noi e ciò che percepiamo come minaccia. E forse la vera evoluzione non consiste nell'eliminare ogni forma di protezione, ma nel riconoscere quando stiamo realmente proteggendo noi stessi e quando, invece, stiamo semplicemente cercando di tranquillizzare la nostra paura.
Perché nessun amuleto ha mai potuto garantire che il male non arrivasse.
Ma il bisogno di costruirne uno racconta qualcosa di profondamente umano: davanti all'incertezza, abbiamo sempre cercato un gesto da compiere. Anche quando sapevamo, in fondo, che quel gesto non avrebbe potuto cambiare il destino.
Ruben
❤14👍6
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍12🎉4🔥1😁1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
🇨🇳 L'hotel Kuche (库车饭店) si trova nella città di Kuche, nella regione dello Xinjiang, in Cina. In questo hotel, si ordinano i pasti tramite app di consegna, e la reception dell'hotel carica gli ordini su dei robot che li consegnano poi direttamente nella vostra camera.
👍14💩8👎4😱2❤1