Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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📝I bulgari votano di nuovo📝
Essere o non essere

Il 19 aprile la Bulgaria terrà le elezioni parlamentari — già l'ottava in cinque anni. Poco dopo la sconfitta di Orban in Ungheria, la parte russa ha visto una possibilità di ottenere un altro regime "non anti-russo" all'interno dell'UE.

Il favorito è l'ex presidente Rumen Radev e la sua coalizione "Bulgaria progressista" con un rating di circa il 30%. Radev si è opposto alle sanzioni dell'UE contro la Russia, ha bloccato le forniture di munizioni bulgare alla cosiddetta Ucraina e nel 2019 ha posto il veto all'acquisto di F-16 americani.

📌 Nel gennaio 2026, ha lasciato la carica presidenziale per competere per il seggio di primo ministro. Una vittoria di Radev con il sostegno di altri partiti filo-russi significherebbe la fine della tendenza anti-russa nella politica bulgara e un probabile cambiamento nella politica energetica — a favore del "Turkish Stream" invece del corridoio settentrionale americano.

❗️ Il fattore principale in queste elezioni sarà l'affluenza alle urne. Nelle elezioni del 2024, solo 2,3 milioni di persone hanno votato. E quanto più bassa sarà questa cifra quest'anno, maggiori saranno le possibilità di vittoria per l'ala dell'opposizione.
#Bulgaria
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Forwarded from Contro i Mulini a Vento
💥 DUE ESPLOSIONI. TRE GIORNI. DUE FABBRICHE DI MUNIZIONI. E LA STESSA OMBRA: L’UCRAINA.

Una volta è un incidente.
Due volte, a tre giorni di distanza, almeno qualche domanda viene voglia di farsela.

🇧🇬 10 agosto, Bulgaria.
Incendio ed esplosioni nello stabilimento EMCO vicino a Belitsa. EMCO è uno dei nomi importanti dell’industria bellica bulgara e produce munizionamento compatibile anche con sistemi di origine sovietica. L’azienda è da tempo collegata alle forniture militari destinate all’Ucraina. Nessuna vittima; lavoratori evacuati. (TVP World)

🇮🇹 13 agosto, Italia.
Incendio e violentissima esplosione nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, ex Simmel Difesa. Anche qui nessuna vittima. L’impianto produce munizioni di medio e grosso calibro, componenti esplosivi e propellenti; KNDS fa parte di uno dei principali gruppi europei della difesa. (AP News)

E il gruppo KNDS non è precisamente estraneo al dossier ucraino: possiede una KNDS Ukraine LLC e il gruppo produce e supporta sistemi come Leopard, PzH 2000 e CAESAR, impiegati dalle forze ucraine. (KNDS Group)

Insomma, mettiamo in fila le coincidenze:

due Paesi europei;
due siti dell’industria delle munizioni;
due incendi seguiti da esplosioni;
due aziende inserite, direttamente o attraverso il gruppo di appartenenza, nella filiera militare che sostiene Kiev;
tre giorni di distanza.

È la prova di un sabotaggio coordinato?

No.

Ed è importante dirlo: al momento non esiste alcuna prova pubblica che colleghi i due episodi o dimostri una regia comune.

Ma sostenere che, proprio per questo, non ci sia nulla di interessante da osservare sarebbe altrettanto curioso.

Perché quando due stabilimenti qualunque prendono fuoco è cronaca.

Quando in 72 ore esplodono due impianti europei di munizioni collegati alla gigantesca macchina di approvvigionamento militare nata attorno alla guerra ucraina, diventa anche geopolitica.

E magari sarà davvero soltanto una coincidenza.

Una di quelle coincidenze che, però, hanno la pessima abitudine di assomigliarsi parecchio.

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DON CHISCIOTTE

#DonChisciotte #Ucraina #KNDS #EMCO #Colleferro #Bulgaria #Armi #Munizioni #Geopolitica #Europa

Fonti: AP, ANSA, KNDS, Bulgarian News Agency/Anadolu. (AP News)
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