Forwarded from Giubbe Rosse
🇮🇹 - Consumi industriali gas Italia in calo del 10% rispetto a media anni precedenti (escluso 2020-lockdown). Ciò consente di riempire gli stoccaggi, che procedono a rilento perché è ancora attività in perdita. Se ci fosse una domanda industriale normale non riusciremmo a riempire. (La durezza del vivere)
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La situazione è questa.
La Russia fa la guerra in Ucraina. La Nato combatte contro la Russia per interposti ucraini. I paesi dell'est Europa a partire dalla Polonia e dai Baltici non vedono l'ora di menare le mani con la Russia. Gli inglesi sobillano i paesi dell'Est Europa contro la Russia. I paesi nordici fanno domanda di entrata nella Nato su pressione americana. La Turchia vuole attaccare la Siria e pretende il disarmo delle isole dell'Egeo dalla Grecia. L'Algeria straccia il trattato di amicizia con la Spagna a causa dell'appoggio al Marocco per la questione del Sahara Occidentale. E infine il segnale infallibile: i tedeschi hanno deciso di riarmarsi.
Mi costa davvero dirlo. Ma l'Europa, quell'assurdo carrozzone ridicolo, Quell'accolita di idioti ragionieri. Quei cretini antropologici. Ecco, quelli lì sono gli unici che possono salvarci da qualcosa di molto brutto. Forse. Ma è l'unica cosa che abbiamo per difenderci dalla Pazzia che è entrata in tutte le stanze del potere dei paesi europei.
La Russia fa la guerra in Ucraina. La Nato combatte contro la Russia per interposti ucraini. I paesi dell'est Europa a partire dalla Polonia e dai Baltici non vedono l'ora di menare le mani con la Russia. Gli inglesi sobillano i paesi dell'Est Europa contro la Russia. I paesi nordici fanno domanda di entrata nella Nato su pressione americana. La Turchia vuole attaccare la Siria e pretende il disarmo delle isole dell'Egeo dalla Grecia. L'Algeria straccia il trattato di amicizia con la Spagna a causa dell'appoggio al Marocco per la questione del Sahara Occidentale. E infine il segnale infallibile: i tedeschi hanno deciso di riarmarsi.
Mi costa davvero dirlo. Ma l'Europa, quell'assurdo carrozzone ridicolo, Quell'accolita di idioti ragionieri. Quei cretini antropologici. Ecco, quelli lì sono gli unici che possono salvarci da qualcosa di molto brutto. Forse. Ma è l'unica cosa che abbiamo per difenderci dalla Pazzia che è entrata in tutte le stanze del potere dei paesi europei.
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Forwarded from Saker Italia
La Moldavia si avvicina ad un’apocalisse economica
http://sakeritalia.it/europa/la-moldavia-si-avvicina-ad-unapocalisse-economica/
http://sakeritalia.it/europa/la-moldavia-si-avvicina-ad-unapocalisse-economica/
sakeritalia.it
La Moldavia si avvicina ad un’apocalisse economica – SakerItalia
La prospettiva del Falco sul mondo di oggi
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The Economist:"La Russia sta pompando più petrolio in Europa di quanto non fosse prima della guerra".
Secondo i calcoli del quotidiano, il divieto europeo alle importazioni di petrolio russo è crollato. Sulla carta il petrolio russo è stato abbandonato, ma in realtà i paesi dell'UE, al contrario, stanno incassando sulla lavorazione dei prodotti energetici russi venduti a prezzo scontato. La Repubblica Ceca e la Slovacchia, che allo stesso tempo guidano la retorica antirussa, ne traggono i maggiori benefici.
Da gennaio ad aprile, le consegne sono aumentate del 14%, da 750.000 a 857.000 barili al giorno. Allo stesso tempo, l'oleodotto russo è esente da dazi (una concessione dell'Ungheria, che ha bloccato l'accordo). Tuttavia, viene introdotto un embargo sul petrolio russo spedito via mare: si tratta del 75% delle importazioni.
Le raffinerie nell'UE stanno acquistando petrolio russo a buon mercato che la maggior parte degli acquirenti occidentali evita.
Secondo i calcoli del quotidiano, il divieto europeo alle importazioni di petrolio russo è crollato. Sulla carta il petrolio russo è stato abbandonato, ma in realtà i paesi dell'UE, al contrario, stanno incassando sulla lavorazione dei prodotti energetici russi venduti a prezzo scontato. La Repubblica Ceca e la Slovacchia, che allo stesso tempo guidano la retorica antirussa, ne traggono i maggiori benefici.
Da gennaio ad aprile, le consegne sono aumentate del 14%, da 750.000 a 857.000 barili al giorno. Allo stesso tempo, l'oleodotto russo è esente da dazi (una concessione dell'Ungheria, che ha bloccato l'accordo). Tuttavia, viene introdotto un embargo sul petrolio russo spedito via mare: si tratta del 75% delle importazioni.
Le raffinerie nell'UE stanno acquistando petrolio russo a buon mercato che la maggior parte degli acquirenti occidentali evita.
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Per millenni il controllo sociale è stato di tipo orizzontale, il potere non aveva materialmente strumenti per controllare la vita dei sudditi. In definitiva i sudditi si controllavano vicendevolmente; era la forza di queste realtà sociali che stavano in piedi proprio perché tutti spiavano tutti e poi andavano a riferire.
Potremmo dire che si trattava di un controllo democratico, soprattutto fai da te. Ci si potrebbe domandare da cosa nasce questo ossessivo bisogno di fotografare gli altri e verificare se la fotografia è come deve essere, oppure se presenta delle difformità intollerabili rispetto a quello immaginiamo dovrebbe essere.
Ci si potrebbe domandare come mai abbiamo bisogno di controllarci reciprocamente. In realtà la risposta è piuttosto semplice: vogliamo che l’ambiente nel quale passeggiamo non ci riservi sorprese. Vogliamo che fra l’erba non si nascondano serpenti, che dalle fronde degli alberi non ci cadano noci di cocco in testa. In poche parole è un bisogno di non ricevere sorprese. Vogliamo essere sicuri che tutti quelli che incontreremo nel nostro spazio comune siano come prevedibilmente dovrebbero essere.
Storicamente abbiamo assistito invece ad un cambio di direzione: il controllo orizzontale è stato sostituito da un controllo verticale. Il potere ha progressivamente trovato mezzi e tecniche adeguate per verificare il comportamento della comunità di cui era il potere.
Facciamo un esempio elementare: fino ad almeno il XVI secolo non esistevano schedari di polizia. Non potevano esistere perché erano tecnicamente irrealizzabili. Immaginiamo milioni di fogli scritti a mano, su carta estremamente costosa, che dovevano essere assemblati in schedari enormi e, in ogni caso, non potevano essere replicati e scambiati con quelli delle città e dei distretti vicini. E’ soltanto con la creazione dei caratteri a stampa che diventa possibile creare schedari utilizzabili dagli organi di polizia a livello nazionale perché replicabili ovunque. Prima si andava al massimo a voce, ci si affidava alla memoria di confidenti, si rimaneva in un ambito strettamente locale.
Oggi il controllo della popolazione è totalmente verticale; è la tecnologia che lo ha reso possibile, ma ciò che lo spiega su base generale è la trasformazione dell’intero contesto sociale in una rete. Possiamo metaforicamente descrivere oggi il potere come un pescatore in grado di cintare un bel pezzo di mare con le sue reti e grazie ad esse avere il controllo di tutti i pesci che queste reti recingono.
Potrebbe sembrare superficialmente, un processo di centralizzazione, ma è molto di più; è un fenomeno di assemblaggio ed omogenizzazione di tutto il contesto sociale al fine di ottenere la completa dipendenza di ogni sua parte al meccanismo di governance.
Potremmo dire che si trattava di un controllo democratico, soprattutto fai da te. Ci si potrebbe domandare da cosa nasce questo ossessivo bisogno di fotografare gli altri e verificare se la fotografia è come deve essere, oppure se presenta delle difformità intollerabili rispetto a quello immaginiamo dovrebbe essere.
Ci si potrebbe domandare come mai abbiamo bisogno di controllarci reciprocamente. In realtà la risposta è piuttosto semplice: vogliamo che l’ambiente nel quale passeggiamo non ci riservi sorprese. Vogliamo che fra l’erba non si nascondano serpenti, che dalle fronde degli alberi non ci cadano noci di cocco in testa. In poche parole è un bisogno di non ricevere sorprese. Vogliamo essere sicuri che tutti quelli che incontreremo nel nostro spazio comune siano come prevedibilmente dovrebbero essere.
Storicamente abbiamo assistito invece ad un cambio di direzione: il controllo orizzontale è stato sostituito da un controllo verticale. Il potere ha progressivamente trovato mezzi e tecniche adeguate per verificare il comportamento della comunità di cui era il potere.
Facciamo un esempio elementare: fino ad almeno il XVI secolo non esistevano schedari di polizia. Non potevano esistere perché erano tecnicamente irrealizzabili. Immaginiamo milioni di fogli scritti a mano, su carta estremamente costosa, che dovevano essere assemblati in schedari enormi e, in ogni caso, non potevano essere replicati e scambiati con quelli delle città e dei distretti vicini. E’ soltanto con la creazione dei caratteri a stampa che diventa possibile creare schedari utilizzabili dagli organi di polizia a livello nazionale perché replicabili ovunque. Prima si andava al massimo a voce, ci si affidava alla memoria di confidenti, si rimaneva in un ambito strettamente locale.
Oggi il controllo della popolazione è totalmente verticale; è la tecnologia che lo ha reso possibile, ma ciò che lo spiega su base generale è la trasformazione dell’intero contesto sociale in una rete. Possiamo metaforicamente descrivere oggi il potere come un pescatore in grado di cintare un bel pezzo di mare con le sue reti e grazie ad esse avere il controllo di tutti i pesci che queste reti recingono.
Potrebbe sembrare superficialmente, un processo di centralizzazione, ma è molto di più; è un fenomeno di assemblaggio ed omogenizzazione di tutto il contesto sociale al fine di ottenere la completa dipendenza di ogni sua parte al meccanismo di governance.
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Lo vediamo perfettamente nel caso della distribuzione dell’energia nella società. Fino all’altro ieri non c’era artigiano, manifattura, industria che non provvedesse a creare da sé l’energia di cui necessitava. Lo stesso in ogni singola casa. L’energia per cuocere il cibo, per illuminare le stanze, era totalmente dipendente dall’azione dei singoli soggetti, dalla loro capacità di provvedere autonomamente all’energia di cui necessitavano. Nessuno, schiacciato un pulsante, riceveva il gas per accendere il fuoco oppure l’energia elettrica per illuminare la stanza o per mettere in moto la lavatrice. In altre parole possiamo dire che si trattava fino a ieri, non 1000 anni fa, di un mondo che potremmo definire“discreto“. Ogni realtà, sia produttiva che sociale, era era un mondo a sé che in qualche modo doveva provvedere a sé tramite se stessa. Se guardiamo a cosa accade oggi, vediamo che non c’è industria, piccola grande che sia, che provveda con mezzi propri alla al proprio bisogno di energia, semplicemente schiaccia un pulsante e gli arriva il necessario da una rete dalla quale dipende; lo stesso in ogni casa. È questo che rende possibile il controllo verticale totale. Lo vediamo perfettamente nel momento in cui praticamente il potere sa tutto di noi sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle idee sia dal punto di vista della salute. Siamo i suoi animaletti, dentro il suo zoo, e dipendiamo in tutto e per tutto dal cibo che che ci fornisce; naturalmente dobbiamo vivere nella gabbia che ci ha assegnato, subire le sue verifiche circa le nostre condizioni di salute e, al limite accettare di essere soppressi se poco consoni al decoro dello zoo.
Fino ad oggi l’ultimo settore che potremmo dire rispondeva a un rapporto discreto rispetto al controllo verticale era quello del movimento. L’auto ha rappresentato un mezzo di spostamento sostanzialmente incontrollabile e imprevedibile, uno dei grandi mezzi che garantivano l’indipendenza, in ultima istanza, del singolo dal sistema. Teoricamente qualcuno avrebbe potuto alzarsi nel cuore della notte e fare 1000 km in direzione sconosciuta. Garantiva questa opportunità il fatto che il mezzo andava a energia non centrale. Adesso anche questa opzione è stata azzerata. Ti sposti per i chilometri che vuole lui e nei modi che vuole lui, grazie alla rete elettrica che solo lui controlla. Il controllo verticale ha raggiunto il suo apice. Invece che frignare, bisogna essere uomini, impegnarsi per la propria Patria, far saltare la rete. Come? ci sono diversi gradi di iniziazione. Il primo è capire è come funziona la cosa e decidere di non essere complice, se non sei nemmeno in grado di capire che sei solo un pollo in batteria, ti meriti di esserlo. Il secondo è fare tutto il contrario di quello che il potere ti consiglia: non lo ascolti quando ti parla (a Roma gli Ebrei erano costretti ad assistere - mi pare settimanalmente - ad una messa, nella speranza decidessero di convertirsi. Non potevano ovviamente rifiutarsi, ma entravano in chiesa con la cera nelle orecchie); non partecipi a tutte le belle manifestazioni di civismo a cui ti sollecita senza poterti obbligare con la forza della legge; non compri nessuna delle perline, dei fischietti, degli specchietti con i quali seduce la tua anima di eterno adolescente. Insomma fai una resistenza passiva alle sue lusinghe e già questo lo mette in grave difficoltà, perché deve prendere atto che non tutti si fanno abbindolare dalle sue smargiassate e chi sa resistere ad esse diventa giorno dopo giorno più forte. Poi c’è un terzo e un quarto e un quinto livello di iniziazione, ma di questi un’altra volta. (Alfredo Morosetti, facebook)
Fino ad oggi l’ultimo settore che potremmo dire rispondeva a un rapporto discreto rispetto al controllo verticale era quello del movimento. L’auto ha rappresentato un mezzo di spostamento sostanzialmente incontrollabile e imprevedibile, uno dei grandi mezzi che garantivano l’indipendenza, in ultima istanza, del singolo dal sistema. Teoricamente qualcuno avrebbe potuto alzarsi nel cuore della notte e fare 1000 km in direzione sconosciuta. Garantiva questa opportunità il fatto che il mezzo andava a energia non centrale. Adesso anche questa opzione è stata azzerata. Ti sposti per i chilometri che vuole lui e nei modi che vuole lui, grazie alla rete elettrica che solo lui controlla. Il controllo verticale ha raggiunto il suo apice. Invece che frignare, bisogna essere uomini, impegnarsi per la propria Patria, far saltare la rete. Come? ci sono diversi gradi di iniziazione. Il primo è capire è come funziona la cosa e decidere di non essere complice, se non sei nemmeno in grado di capire che sei solo un pollo in batteria, ti meriti di esserlo. Il secondo è fare tutto il contrario di quello che il potere ti consiglia: non lo ascolti quando ti parla (a Roma gli Ebrei erano costretti ad assistere - mi pare settimanalmente - ad una messa, nella speranza decidessero di convertirsi. Non potevano ovviamente rifiutarsi, ma entravano in chiesa con la cera nelle orecchie); non partecipi a tutte le belle manifestazioni di civismo a cui ti sollecita senza poterti obbligare con la forza della legge; non compri nessuna delle perline, dei fischietti, degli specchietti con i quali seduce la tua anima di eterno adolescente. Insomma fai una resistenza passiva alle sue lusinghe e già questo lo mette in grave difficoltà, perché deve prendere atto che non tutti si fanno abbindolare dalle sue smargiassate e chi sa resistere ad esse diventa giorno dopo giorno più forte. Poi c’è un terzo e un quarto e un quinto livello di iniziazione, ma di questi un’altra volta. (Alfredo Morosetti, facebook)
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IL SOLDATO MORENTE
E’ un’immagine di guerra fra le più potenti e strabilianti che abbia mai visto. Anzi non ho mai visto nessuna foto di guerra così vera e dunque così atemporale.
E’ il riassunto di 2500 anni di civiltà figurativa, di visione etica, di senso del tragico che hanno dato forma a quello che ormai considero un termine insopportabile per la sua volgare genericità, vale a dire la civiltà Occidentale.
Sono bellissimi, inimitabili, come i kouros di Prassitele. Se fossero stati brutti, cioè imperfetti, l’immagine non avrebbe avuto alcuna importanza, se non un vago e falso sentimento di compassione. Dunque la bellezza è un fatto essenziale per mostrarci come le cose devono essere per essere vere. Un soldato è riverso morente su di un carro da guerra. E’ bello, bellissimo, ma probabilmente è proprio l’evanescenza con cui è attaccato alla vita rende la sua immagine bellissima proprio perché è in quello spazio indefinibile dove mondi paralleli per miracolo si sfiorano, quello del tempo e quello dell’eternità.
E’ il Galata morente, sceso dalla terrazza del tempio di Atena Nikephòros di Pergamo, per morire un’altra volta nella giungla tropicale del Viet-Nam per dirci che tutto ritorna e dunque non c’è nulla sul serio di cui disperarsi.
Ma l’immagine non è semplicemente la ripetizione di quello che i Greci avevano da dirci, ossia che siamo solo vaghe ombre di un misterioso gioco divino nel quale l’unica cosa che conta, per rendere vera la nostra vita, è la bellezza, e dunque morire in modo bello un bene e non un male.
L’immagine che vediamo è anche la riproduzione in forma del tutto sorprendente della “Pietà” di Michelangelo. Guardate bene la fotografia. Il soldato che lo abbraccia e lo sorregge morente non è l’infermiere con la flebo. E’ Maria, lo accompagna con la sua pietà e così gli permette di reggere la prova tremenda del passare da un mondo all’altro. E’ dunque la figurazione Cristiana del nostro essere al mondo e con essa che è la Carità il vero legame che ci lega gli uni agli altri, quello che ci permette di passare attraverso i mondi incolumi, nonostante le ferite. (Alfredo Morosetti, Facebook)
E’ un’immagine di guerra fra le più potenti e strabilianti che abbia mai visto. Anzi non ho mai visto nessuna foto di guerra così vera e dunque così atemporale.
E’ il riassunto di 2500 anni di civiltà figurativa, di visione etica, di senso del tragico che hanno dato forma a quello che ormai considero un termine insopportabile per la sua volgare genericità, vale a dire la civiltà Occidentale.
Sono bellissimi, inimitabili, come i kouros di Prassitele. Se fossero stati brutti, cioè imperfetti, l’immagine non avrebbe avuto alcuna importanza, se non un vago e falso sentimento di compassione. Dunque la bellezza è un fatto essenziale per mostrarci come le cose devono essere per essere vere. Un soldato è riverso morente su di un carro da guerra. E’ bello, bellissimo, ma probabilmente è proprio l’evanescenza con cui è attaccato alla vita rende la sua immagine bellissima proprio perché è in quello spazio indefinibile dove mondi paralleli per miracolo si sfiorano, quello del tempo e quello dell’eternità.
E’ il Galata morente, sceso dalla terrazza del tempio di Atena Nikephòros di Pergamo, per morire un’altra volta nella giungla tropicale del Viet-Nam per dirci che tutto ritorna e dunque non c’è nulla sul serio di cui disperarsi.
Ma l’immagine non è semplicemente la ripetizione di quello che i Greci avevano da dirci, ossia che siamo solo vaghe ombre di un misterioso gioco divino nel quale l’unica cosa che conta, per rendere vera la nostra vita, è la bellezza, e dunque morire in modo bello un bene e non un male.
L’immagine che vediamo è anche la riproduzione in forma del tutto sorprendente della “Pietà” di Michelangelo. Guardate bene la fotografia. Il soldato che lo abbraccia e lo sorregge morente non è l’infermiere con la flebo. E’ Maria, lo accompagna con la sua pietà e così gli permette di reggere la prova tremenda del passare da un mondo all’altro. E’ dunque la figurazione Cristiana del nostro essere al mondo e con essa che è la Carità il vero legame che ci lega gli uni agli altri, quello che ci permette di passare attraverso i mondi incolumi, nonostante le ferite. (Alfredo Morosetti, Facebook)
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Forwarded from Laura Ru
La propaganda a reti unificate sulla guerra in Ucraina sta cominciando a stancare e annoiare il pubblico occidentale. Ci sono quelli le cui menti sono state plasmate per avere la capacita' di concentrazione di un criceto e quindi sono sempre alla ricerca compulsiva di novita'. Ma ci sono anche segmenti sempre piu' larghi del pubblico che hanno capito che la narrazione fa acqua da tutte le parti e si basa su una montagna di menzogne. E cio' crea un serio problema a chi ha l'interesse che l'Ucraina continui a combattere una guerra gia' persa e l'Europa continui a sostenerla fino al proprio suicidio economico.
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Gabrielli: declassificare documentato citato da Corriere secondo cui il Copasir avrebbe indagato su noti personaggi filo-russi italiani // @ultimoralive
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L'esercito ucraino ha quasi esaurito tutte le sue munizioni di artiglieria - The Guardian
Lo ha affermato all'edizione britannica il vice capo della GUR dell'Ucraina Vadym Skibitsky. Ha notato che le forze armate dell'Ucraina usano da 5.000 a 6.000 proiettili al giorno, ma perdono molto in una guerra di artiglieria. Pertanto, è necessario che l'Occidente aumenti le forniture, ha aggiunto Skibitsky.
“Ora questa è una guerra di artiglieria e stiamo perdendo in termini di artiglieria. Ora tutto dipende da cosa (l'Occidente) ci dà. L'Ucraina ha un pezzo di artiglieria ogni 10-15 pezzi di artiglieria russa. I nostri partner occidentali ci hanno dato circa il 10% di quello che hanno".
Lo ha affermato all'edizione britannica il vice capo della GUR dell'Ucraina Vadym Skibitsky. Ha notato che le forze armate dell'Ucraina usano da 5.000 a 6.000 proiettili al giorno, ma perdono molto in una guerra di artiglieria. Pertanto, è necessario che l'Occidente aumenti le forniture, ha aggiunto Skibitsky.
“Ora questa è una guerra di artiglieria e stiamo perdendo in termini di artiglieria. Ora tutto dipende da cosa (l'Occidente) ci dà. L'Ucraina ha un pezzo di artiglieria ogni 10-15 pezzi di artiglieria russa. I nostri partner occidentali ci hanno dato circa il 10% di quello che hanno".
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La Banca di Russia ha deciso di abbassare il tasso d'interesse base dell'1,5%, portandolo al 9,5% Siamo tornati al livello pre operazione militare e dunque pre sanzioni.
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"Un articolo del New York Times ieri ha riportato che le agenzie di intelligence statunitensi dichiarano di non avere un quadro chiaro della strategia di guerra dell’Ucraina. Sarebbero invece molto più informate sui movimenti e sui piani delle forze russe". (Limes)
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🇷🇺🇨🇳🛣 A Blagoveshchensk è stato inaugurato il primo ponte stradale tra Russia e Cina. La struttura collega la città russa di Blagoveshchensk con quella di Heihe in territorio cinese, sul fiume Amur. Mi sembra un evento altamente simbolico in tema di ri-orientamento della Russia: l'Aquila Imperiale non guarda più verso l'Europa ma verso l'Impero di Mezzo.
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Il vice capo dell'intelligence militare ucraina Vadym Skibitsky ha dichiarato che l'#Ucraina sta perdendo contro la Russia in prima linea e che ora dipende quasi esclusivamente dalle armi provenienti dall'Occidente per tenere a bada la Russia.
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USA: Su base annua l'Inflazione sale all'8,6%. Il dato peggiore dal 1981
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇩🇿🇷🇺 I DETTAGLI DI UN IMPORTANTE ACCORDO MILITARE TRA ALGERIA E RUSSIA SARANNO PRESTO FIRMATI A MOSCA
La Russia e l'Algeria dovrebbero firmare presto un importante accordo di cooperazione militare. Questa firma avverrà a margine della prossima visita di stato del presidente algerino Tebboune a Mosca. Si tratta di una visita in preparazione e la cui agenda dovrà essere finalizzata nel mese di giugno per fissare definitivamente la data ufficiale dell'arrivo di Tebboune a Mosca. Il nuovo accordo di cooperazione militare con la Russia è l'obiettivo principale di questa futura visita. Tuttavia, secondo le nostre fonti, molte disposizioni di questo nuovo accordo non saranno rese pubbliche a causa della loro natura sensibile e riservata.
Queste includono disposizioni che consentono esercitazioni militari congiunte e regolari tra le forze armate algerine e russe. Rafforzata la cooperazione a livello di intelligence in diversi fascicoli regionali come quello del Mali e della Libia e in particolare l'acquisizione di attrezzature militari avanzate al fine di rafforzare la forza deterrente dell'Algeria. Inoltre, le disposizioni segrete di questo nuovo accordo riguardano un supporto militare molto attivo dalla Russia all'Algeria in caso di problemi che minacciano la sicurezza nazionale o di aggressione militare straniera. Alcune disposizioni lasciano anche la porta aperta all'installazione di unità militari russe specializzate e d'élite sul territorio algerino in caso di grave emergenza. (Fonte: Maghreb Intelligence)
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La Russia e l'Algeria dovrebbero firmare presto un importante accordo di cooperazione militare. Questa firma avverrà a margine della prossima visita di stato del presidente algerino Tebboune a Mosca. Si tratta di una visita in preparazione e la cui agenda dovrà essere finalizzata nel mese di giugno per fissare definitivamente la data ufficiale dell'arrivo di Tebboune a Mosca. Il nuovo accordo di cooperazione militare con la Russia è l'obiettivo principale di questa futura visita. Tuttavia, secondo le nostre fonti, molte disposizioni di questo nuovo accordo non saranno rese pubbliche a causa della loro natura sensibile e riservata.
Queste includono disposizioni che consentono esercitazioni militari congiunte e regolari tra le forze armate algerine e russe. Rafforzata la cooperazione a livello di intelligence in diversi fascicoli regionali come quello del Mali e della Libia e in particolare l'acquisizione di attrezzature militari avanzate al fine di rafforzare la forza deterrente dell'Algeria. Inoltre, le disposizioni segrete di questo nuovo accordo riguardano un supporto militare molto attivo dalla Russia all'Algeria in caso di problemi che minacciano la sicurezza nazionale o di aggressione militare straniera. Alcune disposizioni lasciano anche la porta aperta all'installazione di unità militari russe specializzate e d'élite sul territorio algerino in caso di grave emergenza. (Fonte: Maghreb Intelligence)
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Maghreb Intelligence
Exclusif. Les détails d’un important accord militaire entre l’Algérie et la Russie devra être signé prochainement à Moscou
La Russie et l’Algérie devraient signer prochainement un important accord de coopération militaire. Cette signature interviendra en marge de la prochaine visite d’Etat du président algé…
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Taiwan accoglie con favore l'approvazione degli Usa di una vendita di equipaggiamento navale per 120 milioni di dollari,che rafforzerebbe la "prontezza al combattimento" dell'isola e la capacità di agire con le forze americane.E' la quarta vendita di armi a Taiwan sotto l'amministrazione Biden.
Immediata la reazione di Pechino, che "condanna fermamente la decisione", ha detto il portavoce, Zhao Lijian:"La Cina continuerà ad adottare misure risolutive e forti per difendere la propria sovranità e interessi di sicurezza".
Fonte: RAI Televideo
Immediata la reazione di Pechino, che "condanna fermamente la decisione", ha detto il portavoce, Zhao Lijian:"La Cina continuerà ad adottare misure risolutive e forti per difendere la propria sovranità e interessi di sicurezza".
Fonte: RAI Televideo
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Forwarded from Saker Italia
Battaglia per Severodonetsk: situazione alle 12.00 (ora di Mosca) del 10 giugno 2022
▪️Le Forze Armate della Federazione Russa hanno occupato l'aeroporto e tagliato via Frunze, la principale via di rifornimento per il gruppo AFU che tiene la difesa a Borovskoye. Ora le forze alleate stanno ripulendo l'area circostante l'aeroporto.
Le unità delle forze armate ucraine che difendono Borovskoye hanno ancora l'opportunità di ritirarsi sulla sponda occidentale del Seversky Donets attraverso il ponte Leninsky.
▪️ Le forze combinate dell'81° brigata e di mercenari stranieri si stanno ritirando dalle posizioni avanzate. La resistenza delle forze armate ucraine sta diventando focale. Parte delle forze continuano ancora a mantenere la zona industriale intorno allo stabilimento Azot.
▪️Le Forze Armate della Federazione Russa hanno occupato l'aeroporto e tagliato via Frunze, la principale via di rifornimento per il gruppo AFU che tiene la difesa a Borovskoye. Ora le forze alleate stanno ripulendo l'area circostante l'aeroporto.
Le unità delle forze armate ucraine che difendono Borovskoye hanno ancora l'opportunità di ritirarsi sulla sponda occidentale del Seversky Donets attraverso il ponte Leninsky.
▪️ Le forze combinate dell'81° brigata e di mercenari stranieri si stanno ritirando dalle posizioni avanzate. La resistenza delle forze armate ucraine sta diventando focale. Parte delle forze continuano ancora a mantenere la zona industriale intorno allo stabilimento Azot.
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