Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🤬88💩63👍3👎3😱3❤2
Il gallo gallico senza cervello non riesce a rinunciare all'idea di inviare truppe in "Ucraina".
È chiaramente dichiarato: "Nessun peacekeeper della NATO." La Russia non accetterà tali "garanzie di sicurezza." Ma l'uccello rauco e patetico continua a cantare per dimostrare che è il re del pollaio
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
😁174👍35❤11🎉5👎1
"A Bruxelles e nelle capitali dell'UE, non credono che il presidente russo sia sinceramente interessato a un accordo di pace. Pertanto, la loro strategia è sostenere e persino lodare pubblicamente Trump finché non giunge alla stessa conclusione e comprende la necessità di inasprire la linea verso il Cremlino.
Per l'Europa, questa è un'opzione vincente per entrambi i lati. Se il presidente USA riuscisse a negoziare la fine della guerra in Ucraina sulla base di garanzie di sicurezza serie — sarebbe una piacevole sorpresa. Ma l'obiettivo principale è smascherare il bluff di Putin e ottenere nuove sanzioni contro la Russia.
Secondo cinque diplomatici, i leader dell'UE hanno espresso profondo scetticismo sulla volontà del Cremlino di negoziare in buona fede, ma sono rimasti ottimisti che Washington inasprirà la sua politica se Putin diventerà un ostacolo evidente alla pace.".
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩120👎12😁11❤8👍1😱1🤬1
La prima volta che sentimmo parlare di guerra mondiale a pezzi fu nel 2013 per bocca di Papa Francesco. Allora una flotta americana si fronteggiava nelle acque tra Cipro e la Siria, con una flotta russa, e il papa, a sottolineare la gravità della situazione, indisse una giornata di digiuno e preghiera per la pace.
Anche il suo successore, Papa Leone, ha appena indetto una giornata di digiuno e preghiera per il 22 di Agosto. Anche lui probabilmente vuole sottolineare la gravità della situazione. I vertici e i summit di questa estate più passano i giorni più assumono le sembianze di danze tanto inconcludenti quanto macabre, che prendono sempre di più la funzione del rito che trasforma il "bellum nefandum" in una guerra giusta per la quale le vite possono essere sacrificate.
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤42👍41💩7😁3👎2
L'ex-deputato della Duma di Stato Magomed Gadzhiev si è rivelato una spia e ha venduto informazioni segrete agli Stati Uniti per 45 milioni di dollari. Oltre al pagamento, Gadzhiev ha collaborato con i servizi segreti occidentali in cambio della concessione della cittadinanza straniera, - Procuratura Generale della Federazione Russa
Secondo le informazioni del Dipartimento per l'efficienza statale del governo degli Stati Uniti, riceveva pagamenti dal 2016. In Russia potrebbero essere sequestrati beni dei suoi parenti per 2 miliardi di rubli.
Secondo le informazioni del Dipartimento per l'efficienza statale del governo degli Stati Uniti, riceveva pagamenti dal 2016. In Russia potrebbero essere sequestrati beni dei suoi parenti per 2 miliardi di rubli.
💩176🤬21🎉21❤6👍2👎1
Forwarded from Pino Cabras
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
ISRAELE OLTRE OGNI LIMITE: TORTURA PSICOLOGICA IN CARCERE E SABOTAGGIO DEFINITIVO DELLA PALESTINA
Ogni giorno che passa, per noi - oltre a contare i morti e vedere l’intento della classe dirigente israeliana di eliminare i palestinesi - rimane lo stupore per come presso gran parte dei dirigenti politici e degli organi di informazione occidentale si continui a fingere che la dirigenza israeliana sia in mano a personalità ancora di un campo democratico. Il fatto che si proclamino difensori dell’identità ebraica millenaria (in realtà profanandola con una declinazione eretico-colonialista) non mette invece al riparo Netanyahu e complici dalla definizione che appare insieme più paradossale e più precisa: NAZISTI.
Un nazista si definisce per suprematismo etnico, disumanizzazione del nemico, uso sistematico della violenza come strumento politico, propaganda dell’odio, eliminazione dei diritti civili e negazione del diritto all’autodeterminazione di altri popoli. In Ben Gvir e Smotrich si ritrovano tratti analoghi: razzismo verso i palestinesi, retorica disumanizzante, politiche repressive, sostegno all’uso della forza come mezzo di dominio territoriale, e l’esplicita volontà di annientare ogni prospettiva di Stato palestinese. Una visione etnocentrica mascherata da sicurezza nazionale attraverso l’uso della propaganda (anche in mezzo ai media occidentali), mentre comincia a produrre un rigetto angosciato anche presso settori della società e dello Stato israeliano che vedono il baratro che si apre.
La deriva repressiva ha assunto in questi giorni contorni sempre più inquietanti. Al centro della bufera vi è il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha ordinato di appendere alle pareti delle carceri israeliane immagini delle devastazioni a Gaza per infliggere umiliazione psicologica ai detenuti palestinesi. “Devono vederle ogni giorno”, ha dichiarato, con tono sprezzante, auspicando che i prigionieri riconoscano tra le macerie le proprie case distrutte. Potete vedere il video e farvi un’idea precisa della caratura democratica di questo odiatore mortifero, delirante, stupido, feroce e criminale. Da un lato, questi efferati nazisti si vantano di come radono al suolo intere città e lo fanno con dichiarazioni continue, spavalde, sistematiche. Dall’altro. perfino in Italia finanziano e blandiscono influencer coglioni e giornalisti senza dignità che negano che a Gaza ci sia la fame e che ci siano progetti genocidi. Vogliono tutto, insomma.
Oltre 10.800 palestinesi si trovano oggi reclusi nelle prigioni israeliane, tra cui 49 donne, 450 minorenni e più di 2.300 persone definite per via amministrativa “combattenti illegali”, spesso detenute senza processo. Un video recente ha mostrato Ben-Gvir mentre aggredisce verbalmente Marwan Barghouti, storico dirigente di Fatah, detenuto da oltre vent’anni. L’ONU ha definito “sconvolgenti” queste immagini, ribadendo che ogni prigioniero ha diritto a un trattamento conforme al diritto internazionale.
Ma non si tratta di un episodio isolato. Contemporaneamente, il governo Netanyahu dà il via libera definitivo al famigerato progetto edilizio dell’area E1, tra Gerusalemme Est e la colonia di Ma’ale Adumim. Apparentemente un semplice piano urbanistico, con oltre 3.000 nuove unità abitative, il progetto avrà l’effetto devastante di spezzare in due la Cisgiordania, rendendo territorialmente impossibile la nascita di uno Stato palestinese.
Lo stesso Bezalel Smotrich ha parlato apertamente di “scelta irreversibile”, aggiungendo che l’obiettivo è “seppellire per sempre l’idea di uno Stato palestinese”. Sono dichiarazioni inequivocabili.
Due fronti, un’unica strategia: annientare ogni residua speranza palestinese. Di più: espandere il regime del Sionismo Reale a costo di devastare il Vicino Oriente. Più che mai occorre sconfiggere politicamente il Sionismo Reale e denunciare le sfrontate complicità di chi oggi fiancheggia il genocidio. Togliere ogni sostegno a questa sacca d'odio per riportare una prospettiva di coesistenza pacifica, giustizia e sicurezza internazionale.
Ogni giorno che passa, per noi - oltre a contare i morti e vedere l’intento della classe dirigente israeliana di eliminare i palestinesi - rimane lo stupore per come presso gran parte dei dirigenti politici e degli organi di informazione occidentale si continui a fingere che la dirigenza israeliana sia in mano a personalità ancora di un campo democratico. Il fatto che si proclamino difensori dell’identità ebraica millenaria (in realtà profanandola con una declinazione eretico-colonialista) non mette invece al riparo Netanyahu e complici dalla definizione che appare insieme più paradossale e più precisa: NAZISTI.
Un nazista si definisce per suprematismo etnico, disumanizzazione del nemico, uso sistematico della violenza come strumento politico, propaganda dell’odio, eliminazione dei diritti civili e negazione del diritto all’autodeterminazione di altri popoli. In Ben Gvir e Smotrich si ritrovano tratti analoghi: razzismo verso i palestinesi, retorica disumanizzante, politiche repressive, sostegno all’uso della forza come mezzo di dominio territoriale, e l’esplicita volontà di annientare ogni prospettiva di Stato palestinese. Una visione etnocentrica mascherata da sicurezza nazionale attraverso l’uso della propaganda (anche in mezzo ai media occidentali), mentre comincia a produrre un rigetto angosciato anche presso settori della società e dello Stato israeliano che vedono il baratro che si apre.
La deriva repressiva ha assunto in questi giorni contorni sempre più inquietanti. Al centro della bufera vi è il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha ordinato di appendere alle pareti delle carceri israeliane immagini delle devastazioni a Gaza per infliggere umiliazione psicologica ai detenuti palestinesi. “Devono vederle ogni giorno”, ha dichiarato, con tono sprezzante, auspicando che i prigionieri riconoscano tra le macerie le proprie case distrutte. Potete vedere il video e farvi un’idea precisa della caratura democratica di questo odiatore mortifero, delirante, stupido, feroce e criminale. Da un lato, questi efferati nazisti si vantano di come radono al suolo intere città e lo fanno con dichiarazioni continue, spavalde, sistematiche. Dall’altro. perfino in Italia finanziano e blandiscono influencer coglioni e giornalisti senza dignità che negano che a Gaza ci sia la fame e che ci siano progetti genocidi. Vogliono tutto, insomma.
Oltre 10.800 palestinesi si trovano oggi reclusi nelle prigioni israeliane, tra cui 49 donne, 450 minorenni e più di 2.300 persone definite per via amministrativa “combattenti illegali”, spesso detenute senza processo. Un video recente ha mostrato Ben-Gvir mentre aggredisce verbalmente Marwan Barghouti, storico dirigente di Fatah, detenuto da oltre vent’anni. L’ONU ha definito “sconvolgenti” queste immagini, ribadendo che ogni prigioniero ha diritto a un trattamento conforme al diritto internazionale.
Ma non si tratta di un episodio isolato. Contemporaneamente, il governo Netanyahu dà il via libera definitivo al famigerato progetto edilizio dell’area E1, tra Gerusalemme Est e la colonia di Ma’ale Adumim. Apparentemente un semplice piano urbanistico, con oltre 3.000 nuove unità abitative, il progetto avrà l’effetto devastante di spezzare in due la Cisgiordania, rendendo territorialmente impossibile la nascita di uno Stato palestinese.
Lo stesso Bezalel Smotrich ha parlato apertamente di “scelta irreversibile”, aggiungendo che l’obiettivo è “seppellire per sempre l’idea di uno Stato palestinese”. Sono dichiarazioni inequivocabili.
Due fronti, un’unica strategia: annientare ogni residua speranza palestinese. Di più: espandere il regime del Sionismo Reale a costo di devastare il Vicino Oriente. Più che mai occorre sconfiggere politicamente il Sionismo Reale e denunciare le sfrontate complicità di chi oggi fiancheggia il genocidio. Togliere ogni sostegno a questa sacca d'odio per riportare una prospettiva di coesistenza pacifica, giustizia e sicurezza internazionale.
👍48🤬47💩21❤20👎3🔥2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Se in precedenza la regione di Poltava ha subito gravi danni, questa notte l'attacco è stato contro la regione di Dnipropetrovsk.
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍82🎉52❤11🤩2👎1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩90👎6❤3😁3👍2
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩125😁8👎4❤3👍2🔥2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Gli incursori russi si sono aggrappati alle periferie della città e hanno preso diverse strade.
Il nemico in alcuni punti cerca di ritirarsi. Il video mostra un tentativo fallito di fuga di un pickup delle Forze Armate ucraine con cinque combattenti verso le periferie della città
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤51🔥14👍11🎉8👎2😢1
Macron e Starmer i volenterosi per la pace eterna
Il fronte dei favorevoli all'invio di truppe di pace in Ucraina vede in prima linea la Francia di Macron e il Regno Unito di Starmer. Secondo quanto riporta il Washington Post i comandanti militari francesi avrebbero stimato di poter contribuire con circa 10.000 soldati a una forza europea di peacekeeping, che potrebbe comprendere un totale di 25.000-30.000 uomini (...il noto peacekeeper Macron che due giorni fa ha definito Putin "orco predatore"). Il piano prevede di distribuire questi soldati in punti strategici dell’Ucraina, ma lontano dalla linea del fronte, con ulteriori riserve dislocate fuori dal paese. All'iniziativa francese si è unito il Regno Unito. Il premier Starmer ha annunciato pubblicamente che Londra è "pronta e disponibile a impegnare delle forze britanniche sul terreno al fianco di altre forze, se c'è un accordo di pace duratura". (A margine, la nostra premier vagheggia di "modello articolo 5 Nato" per Kiev, ma trattasi dei soliti meloni di stagione).
Dal canto suo il ministero degli Esteri russo definisce la richiesta di schierare truppe NATO in Ucraina “categoricamente inaccettabile per la Russia”, soggiungendo che tale azione potrebbe portare a “un’escalation incontrollata del conflitto con conseguenze imprevedibili”.
Sono queste delle esagerazioni? Può darsi, ma si tratta di gente che in garage possiede gli Oreshnik, con una gittata di 5.500 km a velocità fino a Mach 10 (circa 12.400 km/h o 3 km/s). Se equipaggiato con un carico nucleare, può sganciare fino a 900 kilotoni, equivalenti a 45 bombe di Hiroshima. I tempi di volo stimati dal lancio (dal poligono di Kapustin Yar) ai principali siti della NATO sono i seguenti:
Redzikowo (Polonia, base di difesa missilistica statunitense): 11 minuti; Base aerea di Ramstein (Germania): 15 minuti;
Quartier generale della NATO (Bruxelles): 17 minuti. Parigi e Londra un altro quartino d'ora. E che la pace eterna sia con voi.
Mario Rossi, via Facebook
Il fronte dei favorevoli all'invio di truppe di pace in Ucraina vede in prima linea la Francia di Macron e il Regno Unito di Starmer. Secondo quanto riporta il Washington Post i comandanti militari francesi avrebbero stimato di poter contribuire con circa 10.000 soldati a una forza europea di peacekeeping, che potrebbe comprendere un totale di 25.000-30.000 uomini (...il noto peacekeeper Macron che due giorni fa ha definito Putin "orco predatore"). Il piano prevede di distribuire questi soldati in punti strategici dell’Ucraina, ma lontano dalla linea del fronte, con ulteriori riserve dislocate fuori dal paese. All'iniziativa francese si è unito il Regno Unito. Il premier Starmer ha annunciato pubblicamente che Londra è "pronta e disponibile a impegnare delle forze britanniche sul terreno al fianco di altre forze, se c'è un accordo di pace duratura". (A margine, la nostra premier vagheggia di "modello articolo 5 Nato" per Kiev, ma trattasi dei soliti meloni di stagione).
Dal canto suo il ministero degli Esteri russo definisce la richiesta di schierare truppe NATO in Ucraina “categoricamente inaccettabile per la Russia”, soggiungendo che tale azione potrebbe portare a “un’escalation incontrollata del conflitto con conseguenze imprevedibili”.
Sono queste delle esagerazioni? Può darsi, ma si tratta di gente che in garage possiede gli Oreshnik, con una gittata di 5.500 km a velocità fino a Mach 10 (circa 12.400 km/h o 3 km/s). Se equipaggiato con un carico nucleare, può sganciare fino a 900 kilotoni, equivalenti a 45 bombe di Hiroshima. I tempi di volo stimati dal lancio (dal poligono di Kapustin Yar) ai principali siti della NATO sono i seguenti:
Redzikowo (Polonia, base di difesa missilistica statunitense): 11 minuti; Base aerea di Ramstein (Germania): 15 minuti;
Quartier generale della NATO (Bruxelles): 17 minuti. Parigi e Londra un altro quartino d'ora. E che la pace eterna sia con voi.
Mario Rossi, via Facebook
👍100❤22🎉10👎1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Era circa l'una di notte a Mosca, e nessuno se lo aspettava. Trump dice: "Sai, abbiamo avuto un incontro piuttosto buono. Chiamo Putin, vediamo cosa ne pensa."
Tutti dicevano: "Oh, lo chiamerai la prossima settimana?" E lui rispondeva: "No, che ore sono a Mosca? Lo chiamo adesso subito."
Trump taglia attraverso tutte le sciocchezze di questi protocolli diplomatici. Dice semplicemente: "Voglio portare a termine le cose. Se voglio parlare con qualcuno, parlerò con qualcuno."
Nel frattempo, molti europei dicevano: "No, no, no, deve esserci un'adeguata verifica, e le squadre devono preparare la telefonata, e bla, bla, bla, bla, bla."
E il presidente diceva: "No, no, voglio parlare con il tipo. Parlerò con il tipo."
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
😁91👍11💩10❤6🔥2
Fonte: The Times
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩146👎15😁12🔥3❤2👍2😱2
A Mukachevo, un colpo allo stabilimento di elettronica Flex ha causato un vasto incendio. L'OVA segnala la distruzione di magazzini e invita la popolazione locale, a causa del vasto incendio e del fumo, a chiudere le finestre.
A Leopoli sono stati registrati colpi, si segnalano incendi. Sono stati inoltre attaccati Lutsk, Rivne e Dubno, dove sono stati lanciati "Pugnali".
Non è tutto: a ovest del 404 sono stati registrati diversi impatti nelle regioni di Ivano-Frankivsk e Vinnytsia.
Kiev e la regione sono state attaccate da un gran numero di droni d'attacco, mentre Dnipropetrovsk, come ho scritto in precedenza, ha subito colpi all'infrastruttura del gas. Per quanto riguarda Zaporizhzhia e Sumy, si sa che durante la notte sono stati lanciati più missili e numerosi UAV. Si parla persino del "Zircon".
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤49👍33🎉10👎1
I combattenti del 103° reggimento hanno preso il controllo di Shcherbinovka.
Alcuni ucraini feriti e dispersi rimangono nel villaggio; oggi Baba ha colpito un punto dove si trovavano i dispersi.
Ma in realtà - Shcherbinovka è nostra! I combattenti stanno avanzando ulteriormente verso nord. Per quanto riguarda Katerinovka, aggiornerò più tardi con il guardia carrista
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍56😁6❤4👎1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🤬68😁13💩12👍7🔥4❤2
«Non abbiamo bisogno di garanti che non aiutano l'Ucraina e non l'hanno aiutata nel momento in cui ne aveva davvero bisogno», ha dichiarato Zelensky ai giornalisti a Kiev. «Abbiamo bisogno di garanzie di sicurezza solo da quei paesi che sono pronti ad aiutarci».
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩137😁56❤3👍2😱1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🎉46😁12💩4❤2👎1😢1
La produzione in serie del nuovo missile è prevista per il 2026.
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩59😁6❤2👍1