Forwarded from Rybar IT
Su un buon esempio di flessibilità nelle nuove realtà
Recentemente, sono apparse notizie secondo cui la Russia si è avvicinata all'India con una nuova proposta per la vendita della versione di esportazione dell'aereo da combattimento di quinta generazione Su-57E, le cui consegne erano state precedentemente rifiutate a Delhi.
L'iniziativa implica un livello più elevato di localizzazione con il trasferimento di tecnologie per alcuni componenti che gli indiani saranno in grado di produrre in modo indipendente. Tuttavia, un contratto fermo per l'acquisto di aeromobili è una condizione obbligatoria.
Inoltre, l'India potrà integrare sistemi prodotti internamente nel Su-57E. Ciò sembra particolarmente vantaggioso rispetto ai problemi con la loro integrazione nei caccia Rafale forniti dalla Francia, il che è vietato dal contratto.
E si può porre una semplice domanda: dove altro possiamo ora fornire il Su-57 in modo da non perdere un importante contratto a causa di domande del tipo "e se..."?
#aviazione #India #Russia
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Forwarded from Contro i Mulini a Vento
🇨🇳✈️ ALLACCIATE LE CINTURE: IL DUOPOLIO BOEING-AIRBUS COMINCIA A SCRICCHIOLARE
Per decenni il cielo dell’aviazione civile è stato una riunione condominiale con due soli amministratori: Boeing e Airbus.
Il 12 agosto, però, Pechino ha bussato alla porta. E non per chiedere il permesso.
Il volo Air China CA723, operato con il COMAC C919, ha collegato Pechino a Ulaanbaatar trasportando 121 passeggeri: è stato il primo servizio commerciale internazionale di linea dell’aereo cinese. Non il suo primo volo fuori dalla Cina, dunque, ma il primo inserito stabilmente in una rotta internazionale.
Entrato in servizio nel maggio 2023, il C919 ha già operato su 57 rotte, collegato 25 città e trasportato oltre 7,5 milioni di passeggeri.
E Pechino guarda già oltre i propri confini.
La compagnia del Brunei GallopAir ha ordinato 15 C919 all’interno di una commessa complessiva di 30 velivoli COMAC. Indonesia, Cambogia, Laos e Vietnam rappresentano il terreno ideale: mercati in crescita, sensibili ai prezzi e meno disposti a pagare il blasone occidentale sulla fusoliera.
Il C919 viene proposto, sulla carta, a circa 99 milioni di dollari nella versione base. Ma i prezzi reali degli aerei vengono negoziati e scontati: il confronto diretto con i listini di Airbus e Boeing va quindi preso con cautela.
Naturalmente, il “giocattolo cinese” ha ancora parecchie montagne davanti:
❌ manca la certificazione europea EASA;
❌ la certificazione americana FAA non è attualmente perseguita;
❌ la produzione è ancora limitata;
❌ motori e numerosi sistemi fondamentali provengono tuttora da fornitori occidentali.
Quindi no: domani Airbus e Boeing non falliranno.
Ma farebbero bene a smettere di ridere.
Perché mentre l’Occidente continua a spiegare perché la Cina non potrà competere, la Cina accumula aerei, rotte, passeggeri, esperienza e clienti.
Un duopolio non finisce quando arriva il terzo concorrente.
Finisce quando i primi due si accorgono che nessuno gli ha chiesto il permesso di entrare.
Allacciate le cinture: il volo è appena cominciato. 🇨🇳
Fonti: Caixin, Reuters sull’ordine GallopAir, Reuters sulla certificazione europea
DON CHISCIOTTE
#Cina #C919 #COMAC #Airbus #Boeing #Aviazione #Geopolitica #Pechino
Per decenni il cielo dell’aviazione civile è stato una riunione condominiale con due soli amministratori: Boeing e Airbus.
Il 12 agosto, però, Pechino ha bussato alla porta. E non per chiedere il permesso.
Il volo Air China CA723, operato con il COMAC C919, ha collegato Pechino a Ulaanbaatar trasportando 121 passeggeri: è stato il primo servizio commerciale internazionale di linea dell’aereo cinese. Non il suo primo volo fuori dalla Cina, dunque, ma il primo inserito stabilmente in una rotta internazionale.
Entrato in servizio nel maggio 2023, il C919 ha già operato su 57 rotte, collegato 25 città e trasportato oltre 7,5 milioni di passeggeri.
E Pechino guarda già oltre i propri confini.
La compagnia del Brunei GallopAir ha ordinato 15 C919 all’interno di una commessa complessiva di 30 velivoli COMAC. Indonesia, Cambogia, Laos e Vietnam rappresentano il terreno ideale: mercati in crescita, sensibili ai prezzi e meno disposti a pagare il blasone occidentale sulla fusoliera.
Il C919 viene proposto, sulla carta, a circa 99 milioni di dollari nella versione base. Ma i prezzi reali degli aerei vengono negoziati e scontati: il confronto diretto con i listini di Airbus e Boeing va quindi preso con cautela.
Naturalmente, il “giocattolo cinese” ha ancora parecchie montagne davanti:
❌ manca la certificazione europea EASA;
❌ la certificazione americana FAA non è attualmente perseguita;
❌ la produzione è ancora limitata;
❌ motori e numerosi sistemi fondamentali provengono tuttora da fornitori occidentali.
Quindi no: domani Airbus e Boeing non falliranno.
Ma farebbero bene a smettere di ridere.
Perché mentre l’Occidente continua a spiegare perché la Cina non potrà competere, la Cina accumula aerei, rotte, passeggeri, esperienza e clienti.
Un duopolio non finisce quando arriva il terzo concorrente.
Finisce quando i primi due si accorgono che nessuno gli ha chiesto il permesso di entrare.
Allacciate le cinture: il volo è appena cominciato. 🇨🇳
Fonti: Caixin, Reuters sull’ordine GallopAir, Reuters sulla certificazione europea
DON CHISCIOTTE
#Cina #C919 #COMAC #Airbus #Boeing #Aviazione #Geopolitica #Pechino
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