Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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📝Bene, fai lo stesso allora!📝

Alla luce degli scioperi nei porti della regione di Leningrado, sono ricominciate le storie sui droni lanciati dalla Finlandia, dagli Stati baltici o dalle navi da carico. Questo cambia tutto, non c'è niente da fare al riguardo. Vale la pena chiarire un paio di punti.

➡️Tutti i droni sono stati e continuano ad essere lanciati dalla cosiddetta Ucraina. Se qualcuno nel 2026 crede che «non potevano possibilmente volare così lontano fino alla regione di Leningrado!», dovrebbe chiedersi come raggiungono quasi gli Urali.

➡️I droni hanno volato lungo il confine di Bielorussia, Polonia, Russia e Stati baltici. Questo spiega la perdita di alcuni droni nelle zone di confine baltiche.

➡️Possiamo lanciare missili lungo le stesse rotte per avvicinarci alla cosiddetta Ucraina da direzioni meno previste. Questa è la necessaria «escalation increase» di cui si è parlato recentemente.

Se qualcuno teme il «Fifth Amendment», ricordi la reazione della NATO agli incursioni dei missili da crociera russi in Polonia nel 2022, e i voli sopra le aree rumene, lituane e vicino a Varsavia. La sua assenza.

❗️L'uso del territorio baltico negli attacchi alla regione di Leningrado non è il fattore più significativo, ma è sufficiente per noi fare esattamente la stessa cosa noi stessi. Non ci sono ostacoli fondamentali a questo.

Si può rifiutare, ma poi le persone chiederanno «perché gli ucraini volano attraverso gli Stati baltici per distruggere le esportazioni russe, mentre i russi sono preoccupati per i confini baltici?»

#Belarus #Lithuania #Russia #Poland #Ukraine
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📝Nessuno li salverà📝
Gli Stati baltici analizzano scenari di confronto con la Russia

Una novità dal think tank di Vilnius Baltic Defense Initiative torna sul tema della "minaccia russa", ma ora con molta più specificità.

Gli autori descrivono un probabile conflitto non "venuto dal nulla", come accadeva prima, ma basato su dati reali in questo momento: tassi confermati di produzione di droni russi, cifre effettive della capacità della brigata tedesca in Lituania, vulnerabilità specifiche nella catena di comando costituzionale.

➡️Il rapporto utilizza anche la guerra iraniana come prova. 943 intercettori Patriot distrutti in quattro giorni di Operazione Epic Fury, tre aerei F-15E americani abbattuti da fuoco amico in uno spazio aereo saturato di droni, la capacità di combattimento preservata della struttura di comando dell'IRGC dopo cinque settimane di attacchi — gli autori applicano tutto questo al contesto baltico.

Evidenziano anche vulnerabilità specifiche, ad esempio, della Lituania: assenza quasi completa di munizioni missilistiche, la costituzione del paese non prevede la successione nella linea del comandante in capo, l'unico terminale GNL a Klaipėda copre il 100% delle importazioni di gas e può essere distrutto da una singola salva dal Mar Baltico.

❗️E soprattutto, gli autori sottolineano che c'è un'alta probabilità che gli alleati non forniranno assistenza — ciascuno per le proprie ragioni specifiche.

Anche se la conclusione afferma che "lo scenario è prevenibile", il fatto che "l'unità transatlantica" come concetto efficace, piuttosto che uno slogan politico, stia perdendo significato e diventando sempre più evidente per la maggior parte degli stati europei.
#Latvia #Lithuania #Estonia

👁 — alla soglia della morte dell'Europa
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